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Una panoramica dettagliata del processo legislativo italiano, analizzando le diverse fasi, dai diversi tipi di iniziativa legislativa (governativa, parlamentare e popolare) all'approvazione delle leggi da parte delle camere, fino al controllo di legittimità costituzionale. Anche il ruolo della corte costituzionale e le sue funzioni di controllo, nonché i poteri regolamentari del governo e delle regioni.
Tipologia: Appunti
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Il procedimento legislativo costituisce una serie ordinata di atti ed attività occorrenti per dare vita ad una legge. FASE DI INIZIATIVA Si apre con la fase di iniziativa, la quale consiste nella presentazione alle Camere di un progetto o disegno di legge ( con testo contenente la precisa formulazione delle disposizioni). E’ regolata da: Art. 71 Cost ➡ secondo cui iniziativa legislativa appartiene al Governo, a ciascun membro delle camere, agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale e al popolo. Art 99 Cost ➡ afferma che anche al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro ha iniziativa legislativa. Art. 121 ➡ stabilisce che ogni Consiglio regionale può fare proposte di legge alle camere.
● Iniziativa del Governo : il governo si appoggia su una maggioranza parlamentare che si presume voterà le leggi da esso proposte. Vi sono disegni di legge che solo il governo può presentare in attuazione dei propri compiti istituzionali, come l’approvazione Bilanci e rendiconti, autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali, conversione dei decreti-legge. ● Iniziativa parlamentare: secondo la Costituzione ciascun membro del Parlamento può presentare disegni di legge, sia singolarmente sia da una pluralità di firmatari. ● Iniziativa popolare: il popolo esercita l'iniziativa legislativa mediante la proposta di almeno 50.000 elettori di un progetto di legge (sovranità popolare art. 1 Cost.) Fondamentale, per chi presenta la proposta di legge, la presentazione di una relazione di copertura finanziaria, che è una quantificazione degli oneri finanziari che il progetto di legge comporta e l'indicazione delle risorse finanziarie che andranno a fronteggiare questi oneri FASE DI APPROVAZIONE: Segue poi la fase dell'approvazione, la quale consiste nella votazione del medesimo testo da parte di entrambe le camere. PROCEDURA NORMALE: PER COMMISSIONE REFERENTE Il progetto di legge viene assegnato dal Presidente dell'assemblea ad una delle commissioni permanenti scelta a seconda della materia(composta dai membri del ramo del Parlamento investito del disegno di legge. La commissione esamina progetto e formula eventualmente un nuovo testo modificato accompagnato da una relazione di maggioranza. Terminata la discussione generale, l'assemblea può decidere di arrestarsi non votando il passaggio agli articoli, altrimenti si passa alla discussione e votazione degli stessi. Per ogni articolo può essere presentata una modifica o può essere richiesta la soppressione dell'intero articolo. Dopo che sono stati votati tutti gli articoli, vi è un'ulteriore votazione finale che ha lo scopo di verificare che la legge, nel testo complessive, sia ancora voluta da una maggioranza semplice per le leggi riguardanti materie in cui è normale il concorso tra fonti statali e fonti regionali o la finanza regionale, maggioranza assoluta qualora il testo complessivo diverge da quello suggerito dalla Commissione parlamentare. Se la votazione finale ha esito positivo. Il testo approvato passa all'altra camera che approva nuovamente il testo medesimo, dunque il procedimento termina. La delibera legislativa è ormai perfetta e viene quindi rinviata al PDR che la promulga.
PER COMMISSIONE DELIBERANTE
Per commissione deliberante più veloce e meno macchinosa in questo caso le commissioni devono rispecchiare, con la propria composizione, la proporzione dei gruppi parlamentari. Alcuni limiti: secondo la Costituzione la procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare i trattati internazionali di approvazione di bilanci e consuntivi. È possibile, fino al momento dell'approvazione definitiva, far tornare il disegno di legge dalla commissione deliberante all'assemblea se lo richieda il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione. PER COMMISSIONE REDIGENTE Ammesso nelle stesse materie per le quali è ammesso il procedimento per commissione deliberante, alla commissione è fin dall'inizio affidato il compito di approvare i singoli articoli della legge, riservando all'assemblea la sola votazione finale. Promulgazione: prevista dall'art. 73, atto attraverso il quale il PDR documenta e proclama l’avvenuta formazione della volontà legislativa. Il PDR può esercitare il potere di rinvio alle camere una volta sola, quindi viene promulgata. Segue la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica, la legge deve essere pubblicata non oltre 30 gg dalla promulgazione della stessa. Le leggi entrano in vigore il 15esimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che esse stabiliscano un termine diverso. Una volta trascorso il periodo di Vacatio Legis si ha presunzione di conoscenza della legge.
PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Il procedimento amministrativo è costituito da una seria di atti e di attività che si susseguono in ordine prestabilito in vista della eventuale assunzione di un provvedimento (atti attraverso i quali si assumono e si manifestano le determinazioni delle autorità amministrative) o della produzione dei suoi effetti giuridici. Fase dell'iniziativa: fase nella quale il procedimento prende avvio mediante un'apposita domanda di colui che è interessato al provvedimento, quando si tratti di provvedimenti favorevoli, altrimenti su iniziativa della stessa amministrazione (APERTURA D'UFFICIO). La fase dell'istruttoria: è la fase nella quale vengono acquisiti gli elementi di fatto e diritto necessari per decidere se si deve realmente provvedere, e quale contenuto dare al provvedimento. Si tratta di esaminare i documenti, richiederne altri, assumere informazioni o compiere sopralluoghi, verifiche o ispezioni. Quando si debbano dimostrare stati o fatti spesso si ricorre a certificazioni ed atti notori. Per semplificare questa fase, è previsto che il privato interessato al provvedimento renda delle autocertificazioni. Le false dichiarazioni costituiscono reato. In questa fase l'autorità amministrativa può richiedere agli organi consultivi un consulto e questo può suggerire delle modifiche. Nella fase costitutiva viene emanato il provvedimento vero e proprio.Competente ad emanare il provvedimento è a volte un organo monocratico, altre volte un organo collegiale, altre volte l'emanazione richiede la partecipazione di due diverse autorità. Si parla in questi casi di atti complessi. Fase dell’efficacia: Quando la legge subordina la produzione degli effetti ad altri fatti, formalità come ulteriori atti, come: il controllo, per verificarne la conformità alle norme giuridiche, il quale, una volta superato, l'efficacia decorre retroattivamente dal momento della perfezione del provvedimento; l’atto di comunicazione, che consiste nella notificazione della pubblicazione dell'atto all'interessato, oppure può essere necessaria l'accettazione da parte del privato. Agli interessati vengono attribuiti ample facoltà di partecipazione al procedimento: l'avvio stesso deve essere comunicato ai destinatari del provvedimento cui possa derivare un
amministrativo chiede tutela davanti l'organo immediatamente superiore a quello che ha posto in essere il provvedimento. La legge ammette il ricorso gerarchico in generale, a meno che non sia esplicitamente stabilito il contrario. Con il ricorso gerarchico si può chiedere l'annullamento del provvedimento per ragioni di legittimità, la revoca o la modifica dello stesso per ragioni di merito. Il ricorso va presentato a pena di decadenza nel termine di 30 giorni da quello nel quale l'interessato ha avuto la notificazione, o se non è prevista la notificazione, dal giorno in cui ne ha avuto piena conoscenza. Trascorsi 90 giorni alla presentazione del ricorso senza che l'autorità superiore si sia pronunciata, il ricorso si intende respinto ad ogni effetto. Il ricorrente potrà proporre ricorso in sede giurisdizionale o in alternativa ricorso straordinario al capo dello stato. In casi espressamente previsti dalla legge, è data la possibilità di ricorso ad una diversa autorità, si parla di ricorsi gerarchici impropri, ad essi si applicano, ove non sia diversamente stabilito le regole sui ricorsi gerarchici.
CONSIGLIO SUPERIORE DI MAGISTRATURA Il consiglio superiore di magistratura è un organo autonomo di rilievo costituzionale, al quale sono attribuite tutte le funzioni di amministrazione del settore del pubblico impiego statale costituito dai magistrati. È volto a tutelare l'indipendenza della magistratura tramite il potere sanzionatorio nei confronti dei componenti della magistratura stessa che non rispettano le norme che sanciscono l'indipendenza e l'autonomia del potere giudiziale. È l'organo di autogoverno della magistratura, presenta 24 componenti: 16 sono magistrati ordinari eletti da tutti i magistrati ordinari; ne fanno parte di diritto il primo presidente ed il procuratore generale della Corte di Cassazione. Il rimanente terzo dei componenti sono detti membri laici, in quanto sono eletti dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo 15 anni di esercizio. La presidenza è assegnata al PDR e il vicepresidente deve essere scelto tra i membri eletti dal Parlamento. Se un giudice commette un reato o un illecito civile, egli è giudicato dalla magistratura secondo le regole comuni, le sanzioni possono essere impugnate per espressa disposizione di legge, solo mediante ricorso alla Corte di cassazione.
CONSIGLIO DI STATO (fare domanda esame) Il Consiglio di Stato è un organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell'amministrazione. Esso opera non per il raggiungimento dei fini delle singole amministrazioni, ma nell'interesse generale dello Stato. L'organizzazione del consiglio di Stato si articola in sezioni consultive e sezioni giurisdizionali. La legge n.127/1997 ha istituito una nuova ed ulteriore sezione consultiva. L'attività consultiva del Consiglio di Stato si traduce nella formulazione di pareri, per questioni di particolare importanza, il parere può venire formulato dalla adunanza generale, che raccoglie tutti i magistrati del Consiglio o adunanza plenaria , composta da soli magistrati addetti alle sezioni giurisdizionali. I pareri possono essere richiesti al Consiglio di Stato dal Governo o dai singoli ministri o dalle Regioni. Il parere deve essere obbligatoriamente sentito sui regolamenti, sulla decisione del ricono straordinario al PDR. Il parere sul ricorso straordinario è vincolante, negli altri casi il Ministro può proporre al Consiglio del ministri di provvedere in difformità dal parere e, decorso un certo termine senza che il parere sia stato reso, il Governo può procedere ugualmente. DECRETO LEGGE Il decreto-legge è un atto normativo di carattere provvisorio dell'ordinamento giuridico italiano avente forza di legge. Adottato dal Governo in situazioni di necessità ed urgenza ai sensi dell'art 77, il presupposto per la legittima emanazione del decreto è la sussistenza di situazioni straordinarie di necessità e d'urgenza. Una volta adottati il Governo deve, il giorno stesso
presentarli per la conversione alle Camere, le quali, anche se fossero sciolte, si riuniscono entro 5 giorni. I decreti perdono efficacia fin dall'inizio se non sono convertiti in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione, salvo il potere delle Camere, ove lo credano, di regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti. Il decreto-legge non può disciplinare le materie che corrispondono a poteri riservati in via esclusiva al Parlamento, né il Governo può mediante decreto-legge conferire deleghe per l'emanazione di decreti legislativi, adottare il bilancio dello Stato, autorizzare la ratifica di trattati internazionali. Il rigore della previsione della decadenza del decreto in caso di mancata conversione nei 60 gg è stato aggirato attraverso la rinnovazione o reiterazione del decreto. Il Governo sostituiva il decreto ormai decaduto con un nuovo decreto, di contenuto simile o uguale. La legge vieta al Governo la rinnovazione delle disposizioni di decreti-legge dei quali sia stata negata la conversione in legge. La Corte costituzionale ha precisato che il decreto deve costituire un atto unitario ossia un atto normativo fornito di intrinseca coerenza, anche se articolato e differenziato al suo interno. Il decreto è deliberato dal governo e emanato dal PDR e pubblicato in gazzetta ufficiale ed entra in vigore il giorno stesso o quello previsto.Se il decreto viene successivamente bocciato, i suoi effetti decadono retroattivamente. Le modifiche apportate al decreto-legge dalla legge di conversione hanno effetto dal momento dell'entrata in vigore della stessa.
DISCREZIONALITÀ -MERITO DEL PROVVEDIMENTO La discrezionalità amministrativa è la facoltà di scelta che la legge affida all'autorità amministrativa in vista del miglior conseguimento dell'interesse pubblico. Essa può riguardare, a seconda dei casi, la decisione sull'opportunità di provvedere, sul provvedimento più opportuno, la decisione sul momento più opportuno per provvedere, la decisione sul contenuto dare al provvedimento. Le scelte discrezionali richiedono dunque una valutazione complessiva dei vari e diversi interessi pubblici coinvolti da una certa decisione amministrativa. Nelle scelte discrezionali ha importanza il principio di imparzialità amministrativa. Esso comporta che nel perseguire gli interessi pubblici l'amministrazione non possa alterare l'equilibrio degli interessi privati se non nella misura strettamente necessaria. Le scelte discrezionali compiute dall'amministrazione costituiscono il merito del provvedimento amministrativo. Su ciò nessuno può sovrapporre il proprio giudizio a quello dato dall'amministrazione. Dato che l'amministrazione agisce nell'interesse pubblico, essa deve indicare nell'atto stesso le ragioni di pubblico interesse che stanno alla base delle scelte compiute. La sua mancanza o i vizi che essa presenta si traducono in vizi del provvedimento, che risulterebbe perciò illegittimo.
La Costituzione ha carattere rigido, ciò significa che per modificare una norma costituzionale il procedimento ordinario non è idoneo. Ciò è disposto dall'art. 138 Cost che distingue: leggi di revisione costituzionale rivolte a modificare il testo della Costituzione
testo unico si sostituisce completamente a tutte le leggi precedenti, la vecchia rimane abrogata. I testi unici sono detti compilativi quando, mediante questi, il Governo provvede a raccogliere le disposizioni aventi forza di legge regolanti materie e settori omogenei, allo scopo di individuare il testo vigente delle norme, eliminare quelle abrogate ed operare un coordinamento formale del testo. I testi unici compilativi non hanno forza di legge, in quanto non sono frutto di un potere legislativo delegato.
PROCEDIMENTO LEGISLATIVO AGGRAVATO il procedimento legislativo aggravato differisce dal procedimento legislativo ordinario per la maggioranza richiesta per l'approvazione della relativa proposta di legge. L'aggravamento della maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna camera è richiesto:
In tutti questi casi la legge approvata mediante la procedura aggravata non potrebbe essere legittimamente sostituita da atti del governo pur dotati di forza di legge, ma neppure dalla semplice legge ordinaria.
RICORSO AL CAPO DELLO STATO - RICORSO GIURISDIZIONALE Dopo l'esito negativo del ricorso in opposizione o del ricorso gerarchico, oppure anche direttamente contro il provvedimento lesivo, il ricorrente può presentare un ulteriore ricorso amministrativo, detto ricorso straordinario al Capo dello Stato. La scelta di ricorso al Capo dello Stato è alternativa alla scelta del ricorso giurisdizionale. Il ricorso straordinario è ammesso per sole questioni di legittimità e va presentato nel termine di 120 gg dalla notificazione o dalla piena conoscenza dell'atto impugnato. La pratica è istruita dal ministero competente per materia, ma la decisione del ricorso spetta al Consiglio di Stato, attraverso le sezioni consultive. La decisione presa viene poi emanata con decreto del Presidente della Repubblica. Il ricorso giurisdizionale si differenzia nei termini: 60 gg per il ricorso giurisdizionale, per il quale è necessaria una difesa professionale. Se il ricorso straordinario si decide in un'unica soluzione, il ricorso giurisdizionale prevede due gradi di giurisdizione. I controinteressati al ricorso possono richiedere che il giudizio si svolga in sede giurisdizionale. Se l'atto impugnato sia di un'amministrazione non statale, anch'essa ha il potere di preferire la sede giurisdizionale. In entrambi i casi, il ricorrente può (entro 60 ggl ripresentare il ricorso in via giurisdizionale. Il ricorrente non soddisfatto del ricorso straordinario non è legittimato a ricorrere ulteriormente, né in sede amministrativa né in sede giurisdizionale. Se invece la decisione soddisfa il ricorrente, le altre parti avrebbero interesse a poterla impugnare davanti al giudice amministrativo, ma la regola dell'alternatività vale anche per loro.
Qualora la decisione del ricorso straordinario fosse affetta da vizi propri (di forma o di procedura), essa potrebbe essere impugnata davanti il TAR con il risultato che, annullata l'illegittima decisione già assunta, il ricorso straordinario dovrebbe essere nuovamente deciso. ATTI E FONTI COMUNITARIE DA FARE Le fonti primarie dell'Unione Europea sono in primo luogo i Trattati fondanti nella versione risultante dal Trattato di Lisbona: il Trattato sull'Unione europea e il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, oltre che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea che con il Trattato vale per regolament emanati dai competenti organi dell'Unione Europea nelle materie previste dai Trattati istitutivs, tregolamento comunitario ha portata generale, è obbligatorio in tutti i suoi elementi ed è direttamente applicabile in ogni Stato membro senza che vi sia bisogno di recepirlo. Si tratta di atti che non sono subordinati alla legge italiana e non sono suscettibilné di essere abrogati né di essere modificati dalla legge italiana Alle applicazione del diritto delf unione sono chiarosti i giudici la stess pubblica amministracions trazione. Le leggi statali o regio o regional contrastanti con la normativa comunitaria sono dichiarate costituziona costituzionalmente legittime → ART. 117 Cost. La Corte costituzionale ha ha avvertito come tito come nel caso che le norme dell'unione risultassero in fondamentali della costituzione e con i diritti inviolabili della persona principi umana, potrebbe essere giudicata incostituzionale la legge di esecuzione del trattati, nella parte in cui ne consente l'ingresso. Altri atti normativi dell'Unione direttive. Sono approvate dagli stessi organi dei regolamenti, le direttive non contengono una normativa direttamente applicabile all'interno degli Stati membri dell'Unione, ma prescrizioni dirette agli Stati membri che dovranno poi recepire con norme statali entro il termine indicato dalla direttiva stessa. Le direttive sono vincolanti per gli Stati, ma non sono direttamente operative al loro interno. 4 Nel tentativo di agevolare l'adempimento dell'obbligo, sono stati previsti interventi annuali per l'adeguamento dell'ordinamento italiano al diritto dell'Unione, da parte di una apposita legge di delega (Legge di delegazione europea) che conferisce al Governo i poteri necessari per provvedere alla disciplina di tutti gli ambiti che il Parlamento non possa o non voglia disciplinare esso stesso con legge. Anche apposita legge (Legge europea) conterrà tutte le disposizioni di adeguamento che il Parlamento intenda disporre direttamente. contra contrasto con
Le libertà economiche riguardano i rapporti tra le persone in relazione alle risorse del mondo esterno. Fissazione del principio secondo il quale l'iniziativa economica privata è libera art. 41 cost. L'iniziativa economica non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana incentivi o sanzioni. L'art. 43 prevede che determinate imprese che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale possano con legge essere nservate allo Stato, Se si tratta di imprese già esistenti, esse possono essere espropriate e trasferite, salvo indennizzo. Art. 42: la proprietà è pubblica o privata, i beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla colour legge che ne determina i modi di acquisto, i modi di godimento e i limiti, allo scopo di assicurame la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. La proprietà privata può essere, nei casi e nei modi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale. Secondo l'art. 47, la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme e favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese. PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ PP. AA. In generale, è il principio per cui l'ente di livello superiore svolge compiti e funzioni amministrative solo quando questi non possano essere svolti dall'ente di livello inferiore. Nell'ordinamento italiano si distingue sussidiarietà verticale, che è il criterio di allocazione delle competenze fra livelli di governo differenti e mira ad attribuire la generalità delle competenze e delle funzioni alle autorità territorialmente più vicine ai cittadini; e una sussidiarietà orizzontale, che contempla la suddivisione dei compiti fra le pubbliche amministrazioni e i soggetti privati. Il principio di sussidiarietà è inciso all'art. 118 Cost. 10 ELEMENTI ESSENZIALI ATTO AMMINISTRATIVO Gli elementi essenziali dell'atto amministrativo sono soggetto (o la riferibilità dell'atto al soggetto), il poter la forma, l'oggetto. La mancanza di uno di questi elementi comporta la nullità atto. La venuta ad esistenza degli elementi costitutivi, l'atto si dice perfetto. Occorre dunque che ci sia la determinazione di una pubblica amministrazione che disponga di poteri nella materia oggetto dell'atto, ma occorre anche che la determinazione corrisponda ad un atto previsto dall'ordinamento. POTERE REGOLAMENTARE REGIONI/PRINCIPIO 2032 CARLETA L'art. 117, sesto comma, Cost. sancisce che la potestà regolamentare spetta allo Stato nelle
materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni, mentre spetta alle regioni in ogni altra materia. Dove lo Stato abbia una potestà limitata ai principi fondamentali, le ulteriori norme, sia legislative che regolamentari, rientrano nella competenza regionale. La Costituzione non specifica quale organo regionale si titolare dei poteri regolamentari; essa si limita a sancire all'art. 121 che il Presidente della Regione emana i regolamenti regionali. LEGGE ELETTORALE REGIONALE Secondo l'articolo 122, il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità ed incompatibilità dei consiglieri regionali sono disciplinati college della regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi. agevoli La legge 165/2004 sancisce che le leggi regionali debbono stabilire un sistema elettorale che formazione di stabili maggioranze nel consiglio regionale e assicuri la rappresentanza delle minoranze, che promuova la parità tra uomini e donne nell'accesso alle cariche elettive e che preveda il divieto di mandato imperativo. In assenza di una legislazione regionale, la disciplina del sistema elettorale regionale rimane quella che risulta dalla combinazione della legge 108/ con la legge 43/1995, che ha dato esso un'importanza marcatamente maggioritaria, pur mantenendone il carattere di competizione di liste concorrenti. Molte regioni hanno ormai la propria legge elettorale, che in genere segue nelle linee di fondo la precedente legislazione statale. AUTONOMIA STATUTARIA E LEGISLATIVA REGIONI Ogni regione ordinaria ha un proprio statuto, il quale in armonia con la Costituzione ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Inoltre, esso regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali (art. 123). Lo Statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta deil suoi componenti, con 2 deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. All'approvazione segue la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione. A questo punto 2 distinte vicende prima dell'entrata in vigore dello Statuo: il Governo, ove ritenga che quanto deliberato dalla Regione sia in tutto o in parte contrario alla Costituzione, può promuovere entro 30 gg la questione di legittimità costituzionale. Gli elettori della Regione o i componenti del Consiglio regionale possono chiedere entro 3 mesi lo svolgimento di un referendum. Se il Governo non agisce e gli elettori (o i consiglieri) non richiedono il referendum lo statuto viene promulgato e pubblicato nuovamente in vista dell'entrata in vigore. Se invece è richiesto il referendum, lo Statuto non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi.
Presidente del tribunale, con effetto fino all'udienza collegiale. In caso di mancata ottemperanza dell'amministrazione alla misura cautelare disposta dal giudice, all'esecuzione provvede il giudice con gli stessi strumenti previsti per l'esecuzione delle sentenze. GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO PER I PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI La giurisdizione ordinaria contro gli atti della Pubblica Amministrazione è sancita dall'art. 113 Cost. Si ha giurisdizione del giudice ordinario quando l'amministrazione abbia agito in carenza assoluta di un potere attribuitole, o che abbia agito con atti assolutamente non idonei ad esercitare un potere pur esistente. Le controversie tra soggetto privato e pubblica amministrazione sono giudicate dal giudice ordinario quando esse hanno ad oggetto un diritto soggettivo. Nessun atto del giudice ordinario può concretamente interferire con l'esercizio della funzione pubblica affidata all'amministrazione. Si configura la tutela risarcitoria quando l'amministrazione abbia leso un diritto soggettivo operando nella sua veste di pubblica autorità; essa potrà appunto essere condannata al risarcimento dei danni, ma non a comportamenti specifici. Il giudice ordinario ha il potere di disapplicare gli atti amministrativi illegittimi, la disapplicazione significa che l'atto viene considerato come se esso non ci fosse, ai fini della decisione sulla lesione del diritto soggettivo. Il 2 12 2 giudice però non può annullare l'atto. La disapplicazione di atti amministrativi presuppone che il giudice ordinario abbia giurisdizione sulla controversia. ANNULLAMENTO D'UFFICIO PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI Quando l'amministrazione si avveda che un proprio provvedimento è illegittimo, in modo tale da non poter essere sanato, l'amministrazione stessa può, a certe condizioni, provvedere da sé ad annullarlo. Il provvedimento può essere annullato d'ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole non superiore a 18 mesi dal momento dell'adozione dei provvedimenti, tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati. Si ritiene doveroso l'annullamento d'ufficio quando si tratti di rimuovere atti dichiarati illegittimi dal giudice ordinario, o atti che hanno come presupposto un atto annullato dal giudice amministrativo. CONFLITTI DI ATTRIBUZIONE TRA I POTERI DELLO STATO Oltre che a giudicare sulla legittimità costituzionale delle leggi, la Corte costituzionale è chiamata a giudicare sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato, e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni → art. 134 Cost. Il conflitto di attribuzione è una controversia con la quale si rivendica come proprio un compito
che anche altri rivendicano come proprio. La Corte costituzionale ha ammesso che con il conflitto si possa non solo rivendicare un proprio potere, ma anche lamentare il cattivo esercizio di un potere altrui, se questo arrechi pregiudizio al ricorrente. Potere dello Stato è ogni organo statale posto al vertice (Parlamento, Governo, PDR, CSM). Conflitto sollevato nel 1995 dal Ministro di Grazia e giustizia contro Senato, PDC e PDR per aver il primo approvato una mozione di sfiducia individuale nei confronti dello stesso Ministro, i secondi proposto e conferito a seguito della mozione di sfiducia l'incarico di Ministro della giustizia ad interim allo stesso PDC. Conflitto ritenuto ammissibile. Il conflitto tra poteri dello Stato non è soggetto ad alcun termine. Il ricorso va presentato direttamente alla Corte costituzionale, la quale svolge una preliminare valutazione della ammissibilità del conflitto, sia per l'oggetto sia in relazione ai soggetti, senza contraddittorio e suscettibile di riesame in seguito. In caso di esito positivo, il ricorso deve essere, a cura del ricorrente, notificato alle parti e depositato nel termine di venti giorni dall'ultima notifica. 13 REFERENDUM ABROGATIVO Il Referendum abrogativo consiste nella possibilità di sottoporre a verifica a corrispondenza delle scelte legislative del Parlamento con la volontà popolare mediante un tipico strumento di democrazia diretta. Art. 75 Cost. → è indetto referendum popolare per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono
lettori o cinque Consigli regionali. Oggetto del referendum possono essere leggi o atti aventi valore di legge. Ne sono esclusi le leggi costituzionali e i regolamenti (anche comunitari). Lo stesso art. 75 esclude le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare i trattati internazionali. Il referendum non può essere richiesto da gruppi di parlamentari non è uno strumento a disposizione delle minoranze parlamentari. Nulla vieta che esse promuovano la richiesta del referendum da parte di 500.000 elettori. Non può essere presentata richiesta di referendum nell'anno anteriore alla scadenza di una Camera, né nei sei mesi successivi alle elezioni. Se il referendum è richiesto dai cittadini, questi hanno 3 mesi per la raccolta delle firme di 500.000 elettori o più. Se è richiesto dai Consigli regionali le relative deliberazioni devono essere adottate a maggioranza assoluta nell'arco di 4 mesi. La raccolta delle firme è verificata dalla Corte di cassazione attraverso un apposito ufficio. In seguito, il PDR indice il referendum, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Il referendum non si effettua se la legge, o l'atto avente forza di legge, o le singole disposizioni di essi cui il referendum si riferisce, siano stati abrogati. Hanno diritto di partecipare al voto tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. Occorre che partecipi alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, altrimenti l'esito è a priori
assegnati ad un ente viene ripartito dalle norme che lo riguardano tra i diversi organi che ciascun organo si caratterizza per la sua competenza. All'interno di una organizzazione organica vi può essere un rapporto di sovra-ordinazione e di gerarchia (nell'ambito della Pubblica Amministrazione), i quali consentono il potere di dare direttive, il potere di controllo sugli atti e il potere di decidere eventuali ricorsi. Le direttive sono atti che indicano i fini da raggiungere e i mezzi da impiegare, lasciando agli organi destinatari I compito di attuare le direttive decidendo sui singoli casi. Il rapporto di servizio è il rapporto che intercorre tra l'ente e la persona fisica che presta la sua attività per l'ente, e che ha per contenuto la determinazione giuridica delle modalità e delle condizioni del servizio da prestare, dei diritti ed obblighi inerenti ad esso. Esso si distingue in rapporto di servizio volontario e rapporto di servizio coattivo. Quando il servizio è volontario bisogna distinguere ulteriormente se colui che lo presta lo svolge come proprio lavoro, ricavandone in via abituale e principale i propri redditi (SERVIZIO PROFESSIONALE); o lo svolge come un compito a lui assegnato (SERVIZIO ONORARIO). Il principale rapporto di servizio è il rapporto di impiego. Il rapporto di impiego è disciplinato, salvo deroghe, dal Codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato dell'impresa. Alcune categorie non sono privatizzate: magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati e procuratori dello Stato, personale militare e forze di polizia, personale della carriera diplomatica e prefettizia. RAPPORTO DI FIDUCIA PARLAMENTO GOVERNO Accanto al potere legislativo, le Camera hanno un altro fondamentale potere, che caratterizza le forme di Governo: il potere di concedere o di negare la fiducia al Governo, costringendolo, in caso negativo, alle dimissioni. L'art. 94 Cost. stabilisce che il Governo deve avere la fiducia delle due Camere ed entro 10 giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenere la fiducia. In qualunque momento può essere presentata da almeno un decimo dei componenti della Camera una mozione di sfiducia (la quale non può però essere discussa prima di 3 gg dalla sua presentazione). Il Parlamento, organo di massima rappresentanza popolare, esercita quindi un controllo sull'attività del Governo; allo stesso fine sono previsti specifici strumenti quali le interrogazioni, le interpellanze, le inchieste e le indagini conoscitive. L'interrogazione consiste in una domanda (scritta) rivolta al governo per sapere se un fatto sia vero, se una informazione sia esatta, se vi siano docume o notizie da comunicare, se siano imminenti provvedimenti, L'interpellanza consiste in una domanda scritta per conoscere i motivi e gli intendimenti della condotta del Governo su questioni che coinvolgano la sua politica. Le interrogazioni e le interpellanze sono a disposizione dei singoli parlamentari, le inchieste e le indagini conoscitive vengono decise dalle Camere stesse (le prime), o dalle Commissioni permanenti (le seconde).
Secondo l'art. 82 ciascuna camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse; a tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. Mozione di censura per il Parlamento europeo nei confronti della Commissione. RESPONSABILITÀ CIVILE PER GLI ATTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE L'art. 28 Cost. afferma che i funzionari delle PP. AA. sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiti in violazione dei diritti nell'esercizio delle loro funzioni; la responsabilità civile per atti compiuti dai funzionari si estende allo Stato e agli enti pubblici. I pubblici impiegati e funzionari rispondono anche dei danni provocati alla PA. Tale loro responsabilità è giudicata dalla Corte dei conti. La responsabilità è limitata ai casi di dolo o colpa grave ART. 2043 Cc (qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che l'ha commesso al risarcimento del danno). RIBRORENTO Atti amministrativi illegittimi → sentenza n.500 22 luglio 1999 Corte di cassazione ha stabilito che non vi sono ostacoli al risarcimento dei danni subiti in relazione a qualunque posizione giuridica soggettiva tutelata sufficientemente dall'ordinamento, e dunque anche in relazione alla lesione di interessi legittimi. Spetta al giudice amministrativo risolvere le questioni relative all'eventuale 15 risarcimento del danno. Art. 30 Codice del processo amministrativo stabilisce che l'azione per il risarcimento del danno può anche essere proposta in via autonoma se proposta entro il termine di 120 gg, e che il giudice deve comunque escludere i danni che l'interessato avrebbe potuto evitare attraverso l'esercizio dell'azione di annullamento. STATUTO COMUNALE CACATA Secondo l'art. 114 secondo comma, i comuni, le province e le città metropolitane, oltre he le stesse regioni, sono enti autonomi con propri statuti. La Costituzione esige che una parte significativa delle scelte fondamentali relative al modo di essere di ciascun ente sia rimessa al relativo statuo. Secondo l'art. 3 del Testo unico, i comuni e le province hanno autonomia statutaria, normativa, organizzativa ed amministrativa, nonché autonomia impositiva e finanziaria che si svolgono nell'ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento e della finanza pubblica. Lo statuto comunale o provinciale deve essere approvato con la maggioranza dei 2/3 del consiglieri assegnati. Se non si ottiene tale maggioranza, lo Statuto si considera comunique approvato se ottiene per 2 volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri. 16 ABROGAZIONE DELLE NORME GIURIDICHE L'abrogazione delle norme giuridiche avviene quando una fonte pone in essere una nuova norma
Decreto del ministro dell'interno che riconosce la cittadinanza (su apposita domanda) al coniuge straniero o apolide di cittadino italiano, quando risiede da ameno 2 anni in Italia, ovvero dopo 3 and dal matrimonio; Naturalizzazione: cittadinanza concessa con decreto del PDR. Può essere perduta quando: il cittadino che sia pubblico impiegato o presti servizio militare presso uno Stato straniero non ottemperi all'intimazione che gli venga rivolta dal Governo di abbandonare l'impiego o il servizio; quando si verifica rinuncia volontaria, ammessa solo se il cittadino è pluripolide e trasferisce la propria residenza all'estero. ART. 22 COST. & cittadinanza europea. PERFEZIONE, EFFICACIA, VALIDITÀ ATTI AMMINISTRATIVI Un provvedimento si dice perfetto quando sono venuti in essere i suoi elementi costitutivi. Occorre dunque che ci sia la determinazione di una PA che disponga di poteri nella materia oggetto del provvedimento, ma occorre anche che la determinazione corrisponda ad un provvedimento previsto dall'ordinamento. Solo un provvedimento perfetto può essere dotato di efficacia. Un provvedimento perfetto ed efficace produce immancabilmente i suoi effetti giuridici. Per validità si intende la conformità del provvedimento ai requisiti fissati dal diritto, l'assenza di vizi che lo rendano invalido. La validità presuppone la perfezione del provvedimento. Un provvedimento valido può essere inefficace (perché sottoposto a controllo), e, reciprocamente, un provvedimento invalido può essere efficace (provvedimento annullabile). IL CONTROLLO DELLA CORTE DEI CONTI SUGLI ATTI DEL GOVERNO Secondo l'art. 100 secondo comma Cost. la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stató e partecipa al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. La Corte dei conti ha funzioni di carattere giudiziale, riconosciute dalla Cost. art. 103. la Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge. Essa è il giudice dei giudizi sulla responsabilità dei funzionari per danni arrecati alla stessa amministrazione, di quelli sui conti resi dagli agenti contabili dello Stato, delle altre pubbliche amministrazioni e dei giudizi in materia di pensioni degli impiegati pubblici. L'attività di controllo preventivo di legittimità sugli atti del governo riguarda l'atto già compiuto, che rimane privo di effetti sino a quando la fase del controllo non sia stata superata. Se il controllo è positivo, sull'atto viene apposto un visto, con annotazione in appositi registri, sono soggetti a controllo gli atti indicati dall'art. 3 della legge 20/1994. L'illegittimità di un atto sottoposto a controllo preventivo si dichiara nel termine di 30 giorni dal ricevimento. Dichiarata l'illegittimità di un atto, il Ministro può ancora promuovere una deliberazione con la quale il Consiglio dei ministri 17 chiede motivatamente la registrazione con riserva. Quindi la Corte dei conti registra l'atto trasmettendone notizia al Parlamento, di fronte al quale il Governo assume la responsabilità politica dell'atto. Atti per i quali non può essere richiesta la registrazione con riserva: nomine o
promozioni di impiegati eccedenti l'organico. Controllo successivo sul rendiconto annuale dello Stato: conformità delle spese al bilancio; valutazione generale sull'operato dell'amministrazione guardo anche parametri di maastricht debito/pil e deficit/pil. Controllo sulla gestione: ha per oggetto la legittimità degli atti e la regolarità della gestione. I risultati del controllo sono comunicati al Parlamento, al Ministro dell'economia e al Ministro competente per la materia. GIURISDIZIONE ESCLUSIVA DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO EA FARE La giurisdizione amministrativa riguarda l'esercizio della giustizia in relazione all'amministrazione. Art. 113. Il criterio di ripartizione della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo è fondato sulla situazione soggettiva di cui si chieda la tutela in giudizio, così l'art. 103 sancisce che il Consiglio di stato e gli organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi, e nei casi previsti dalla legge, anche di diritti soggettivi. Di fronte all'esercizio di pubblici poteri effettivamente attribuiti alla PA, la posizione degli amministrati p sempre, di norma, di interesse legittimo. Vi sono casi in cui le controversie anche in materia di diritti soggettivi siano assegnate al giudice amministrativo ai sensi dell'art. 103. Possono essere assegnate alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo solo materie nelle quali vi sia una stretta connessione con l'esercizio del potere amministrativo. In altre parole, la giurisdizione esclusiva deve rappresentare una estensione della giurisdizione sugli interessi, e non una diversa giurisdizione. DERWANO TRATTATI TRATAO ATTI NORMATIVI DELL'UE E LA LORO APPLICAZIONE NELL'ORDINAMENTO ITALIANO USRONA Secondo l'art. 288 TFUE, per esercitare le competenze dell'Unione, le istituzioni adottano regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri. Gli atti dell'Unione Europea si distinguono in atti normativi e atti non normativi. Atti normativi sono regolamenti e direttive, atti non normativi sono decisioni, raccomandazioni e pareri. Il regolamento è un atto normativo obbligatorio e vincolante in tutti i suoi elementi e trova immediata applicazione in ciascuno degli Stati membri, i quali devono uniformarsi. Non ha bisogno di essere recepito. Puo' ESSERE ANTICORTICELONALE STEMA Q FONTI ARTTO DELIVE La direttiva è un atto normativo rivolto agli Stati membri, vincolante ma non direttamente applicabile all'interno degli ordinamenti nazionali, necessita ergo di essere recepito con un decreto o altra normativa nazionale. La direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda i risultati da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e