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appunti, slides delle lezioni di diritto romano 1 del prof Calore. Università di brescia
Tipologia: Appunti
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↕ questo corso tratta di: **STORIA del Diritto Romano
ISTITUZIONI del Diritto Romano → Diritto privato Romano**
Studiosi del Diritto Romano = Romanisti
pubblico = Diritto che regolava il funzionamento della civitas (Stato romano) (Diritto Istituzionale e Diritto pubblico di Roma)
Diritto Romano
privato = Diritto che regolava i rapporti tra gli individui di una comunità
Cos’è il Diritto o meglio qual è la funzione del Diritto:
Es. se in autobus ci si alza per far sedere una persona anziana = regola di educazione se si bestemmia in Chiesa = regola religiosa La Regola giuridica si distingue dalle altre per la sanzione prevista, si caratterizza per:
Il Diritto ha un linguaggio specifico = il linguaggio giuridico
Nell’antica Roma la scrittura appare attorno al IV – V sec. a.C. Fino alla metà dell’VIII sec. a.C. la scrittura non esisteva, dopodiché si è imposta con fatica e limitatamente a determinati scopi. Il libro compare molto dopo la scrittura e si imporrà nel II – III sec. d.C. Quindi la società romana è vissuta a lungo senza libro, usavano pergamene o papiri ma erano complessi da utilizzare.
Funzione del Diritto
UBI IUS IBI SOCIETAS Dove c’è il diritto troviamo una società. L’analisi ci dice che il diritto è la struttura che serve per far sì che esista una società.
Cicerone Repubblica CIC. REP. 1,49 → capitolo 49 ↓ 1° libro della Repubblica «QUID EST ENIM CIVITAS NISI IURIS SOCIETAS?»
Che cos’è infatti la comunità cittadina se non una collettività tenuta insieme dal diritto?
VIR L’uomo illustre
Cicerone affronta i doveri dell’uomo onesto e dell’uomo buono. L’onestà coincide con la bontà? (Cicerone si è posto Cicerone nel Deuficis)
Costituzione repubblicana
Ma i romani non conoscevano la costituzione
CONSTITUZIONES PRINCIPUS Costituzione dell’Imperatore.
CONSTITUZIO esisteva come termine ma non nel senso che è da noi pensato.
L’insieme degli uomini associati nel diritto, che è chiamato città [= comunità] Gli uomini tenuti assieme dal diritto = civitas → cività
CONCILIA e COETUSQUE sono 2 nomi che servono da rafforzativo. Es. Petrarca: Lo uccise con la spada e col ferro (lo uccise con la spada di ferro).
CONCILIA = assemblee
Palinsesto ??? = testo su cui si è reiscritto
Lo studioso si comporta come un bambino chiedendosi dei perché.
3 domande sui testi:
Sfruttare i mezzi che permettono alle società di esistere.
Il diritto deve essere valido ed efficace. La norma è composta da 2 parti: parte primaria → divieto o obbligo di fare qualcosa parte secondaria → sanzione → punitiva: pagamento di una somma → privativa: annullamento di un atto Es. scrivo il testamento senza seguire le regole → viene privato del risultato: invalidità (non validità) dell’atto.
Si è arrivati a definire il diritto come lo strumento che tiene insieme una comunità; il diritto riesce a questo grazie a delle regole, norme. La norma giuridica ha peculiarità (norma primaria e norma secondaria) che la distingue da tutte le altre norme che si possono avere in una società grazie alla consuetudine.
2 concetti trapelati dalla discussione:
E’ utilizzato anche nei tribunali del Regno di Giustiniano.
Il Digesto è una fonte eccezionale perché raccoglie 5 secoli di diritto.
DIPORTERE = verbo utilizzato per esprimere il debitore che deve pagare il creditore
Il termine IUS deriva da IUSTITIA e DIRITTO deriva da GIUSTIZIA Come elegantemente ha detto CELSO (I-II sec. d.C.), vissuto prima di ULPIANUS, è l’arte del buono e dell’equo. Il diritto discende dalla giustizia, il diritto richiama ad un valore alto. Quando il magistrato doveva risolvere una causa doveva sapere che applicando il diritto faceva vivere la giustizia. Il rapporto di giustizia era uguale al tempo di ULPIANO e a quello di GIUSTINIANO?
CELSO vive prima di ULPIANO. Il diritto è l’arte, la tecnica, del buono e dell’equo. Buono ed equo sono un richiamo al valore naturale di giustizia.
3 livelli temporali in cui si colloca il …..
Il diritto si richiama ad un valore supremo che è la giustizia. Le testimonianze più antiche di IUS sono del VI-VII sec. a.C. mentre IUSTITIA risale al tempo di Cicerone. Quindi l’etimologia è IUS → IUSTITIA non viceversa. Quindi la giustizia è un derivato del diritto non viceversa. Perché ULPIANO ci imbroglia (scrive una cosa non vera), la linguistica non era sofisticata ma ULPIANO conosceva i testi quindi egli sapeva. ULPIANO è consapevole quindi è un’operazione culturale, quindi il messaggio è che prima c’è un valore assoluto e poi c’è un diritto (regole); il diritto deve rifarsi ad un valore assoluto, il diritto traduce nel gruppo degli uomini un valore, la giustizia. Giustizia divina → diritto → collettività Non è più giustizia naturale ma il diritto porta la giustizia divina nella collettività. Dalla lettura si ricava che il testo ha 2 messaggi: uno quello scritto, l’altro è il messaggio profondo dell’autore, il messaggio che il diritto è portatore di valori. Il 2° significato va trovato, bisogna scavare e cercarlo. Il diritto è portatore di un valore.
D. 1,1,10 PR. 1 (ULPIANUS LIBRO PRIMO REGULARUM) ↓ libro 1° delle Regole «PR. IUSTITIA EST CONSTANS ET PERPETUA VOLUNTAS IUS SUUM CUIQUE TRIBUENDI.
La giustizia è la costante e perpetua volontà di attribuire a ciascuno il suo diritto.
In politica poi si devono osservare scrupolosamente le leggi di guerra. Essendoci infatti 2 generi di contesa, l’una per mezzo della discussione, l’altra con la forza, ed essendo la prima specifica dell’uomo, la seconda
dei bruti, si dovrà ricorrere a questa nel caso non sia possibile valersi della prima.
1° modo = discussione Forza e violenza sono delle bestie, ma la violenza è regolata dal diritto. 2° si regola la guerra
Le guerre, quindi, sono da farsi per questo motivo, affinché si viva in pace, senza pericoli …
La guerra deve essere regolata dal diritto perché il fine della guerra è quello di ristabilire la pace. Il diritto serve per risolvere i conflitti attraverso la regolamentazione della forza. Se la società ci dà il diritto di partecipare noi le diamo il diritto di usare la forza (regolata dal diritto) contro di noi.
Si fa risalire al suo pensiero la nascita dello stato moderno. Gli uomini sono lupi. Bisogna fare in modo che il lupo che è in noi, la nostra parte di lupo sia data al signore (re), per far sì che egli la usi su di noi = uguaglianza per sottostare al potere. Se al posto del re si mette lo stato si ottiene il potere moderno. Lo strumento con cui si realizza questo meccanismo è il diritto. Solo così la norma diventa efficace. Morte procurata da un uomo → assassinio Morte procurata dal boia → sanzione → forza
Art. 1218 Cod. Civ. (Responsabilità del debitore) Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al …
Art. 575 Cod. Pen. (Omicidio)
Distinzione tra violenza e forza – es. Siria Discertare → risolvere con diplomazia → ricorrere alla forza Ma l’importante è che entrambe debbano sottostare al diritto Diplomazia → patti e regole quindi norme Ma anche nel caso della guerra devo farla ricondurre alla regola internazionale.
Lezioni precedenti: 1) + 2)
Usavano il termine REGULA o REGULE (plurale) che richiama la mancanza di prescrizione autorizzativa comune, c’è la convivenza di momenti autoritativi e di momenti di collettività. Anche il metodo che la giurisprudenza romana utilizzò per applicare il diritto è un metodo che si differenzia molto. Il nostro è un modo di ragionare assiomatico che si basa sulla deduzione, si fanno combaciare i concetti fino a giungere alla soluzione. I romani procedevano in modo topico, il ragionamento del giudice romano era una dialettica tra casi concreti, la regola il frutto di una riflessione su un caso concreto. Nella storia di Roma il giurista partecipa alla creazione del diritto, è anche giudice. I casi sono opposti. Il nostro metodo, quello attuale, è diverso perché noi fissiamo la regola poi la facciamo applicare. I romani avevano casi autoritativi (come gli odierni) ma erano un’altra parte. Questo modo di procedere del diritto romano ci concede di stabilire questo rapporto tra i diversi modi di concepire il diritto. A cosa serve studiare il diritto romano se è diverso da quello del passato? Il Diritto Romano studia un diritto del passato ma non si studia come se fosse in una teca, si studia con il continuo raffronto con il presente, si crea un meccanismo di contatto tra passato e presente. Se il diritto viene globalizzato esso muore. 3 anni fa libro: “La fine del diritto”. La scienza giuridica riesce a possedere il diritto se si confronta con il passato.
RAPPORTO TRA IL DIRITTO E LA STORIA – DIRITTO E STORIA
Una prassi odierna è quella di comparare il diritto a quello di altri stati (corsi di comparazione, … comparato). La comparazione tra diritti è fondamentale. Se la comparazione è fatta contemporaneamente è sincronica. Se la comparazione è fatta tra il diritto odierno e il diritto romano è diacronica.
Il termine IUS Si può dire che il nostro diritto si identifica con la legge. Diritto →→ prescrizione autoritativa IUS →→ tradizione = MORES Se il diritto non si identifica solo con la norma c’è qualcos’altro oltre la norma.
ESPERIENZA GIURIDICA → TRASFORMAZIONI del DIRITTO Nella scorsa lezione il messaggio lanciato era sulla concezione del Diritto (del Professore) Un autore che scrive su un oggetto deve dichiarare la sua posizione in riferimento a tale oggetto per correttezza Lo status di giurista è cambiato da Roma ad oggi Il Professore per chiarire la sua posizione nei confronti del Diritto dice che è più chiara se si fosse partiti dal metodo dei giuristi Metodo autoritativo : si fissa un concetto, una norma, e da lì discende tutto il resto
I giuristi romani invece procedevano con metodo topico , prevalentemente prescrittivo; si partiva dai casi completi (giurisprudenza di tipo casistico) per arrivare alla regola astratta, cosa che cercavano di evitare OMNI DEFINIZIO PERICOLOSA EST = le definizioni astratte sono pericolose perché potrebbero non essere in sintonia Le definizioni rischiano di porsi fuori dalla vita, quindi dal tempo e dalla storia, ciò fa perdere loro il contatto con la realtà Ogni definizione del Diritto consente di precisare la concezione del Diritto dell’insegnante (proprio CALORE) anche se all’interno di un quadro di idee I giuristi romani conoscevano le prescrizioni autoritative; ad esempio le 12 tavole sono una Legge posta nella metà del V sec. a.C., sono la parte iniziale della scienza giuridica, ad inizio Repubblica Oggi nella sfera del diritto tutto viene ricondotto alla Legge (dello Stato) La legge a Roma non è così totalizzante (non abbraccia tutto il mondo del Diritto) E’ una delle sfere formative del Diritto Romano
Concepire il Diritto come fenomeno storico Bisogna mettere in parallelo le diverse esperienze giuridiche, non solo contemporanee (Diritto Italiano con Diritto Tedesco ecc…) [Civil law e Common law] Si fanno confronti anche secondo il processo storico Visione DIACRONICA che si contrappone alla visione SINCRONICA Comparazione SINCRONICA = si comparano realtà diverse che vivono oggi Es. Diritto Italiano con Diritto anglosassone, come funziona il processo nell’ordinamento giuridico Comparazione DIACRONICA = si comparano un ordinamento giuridico del presente ed uno del passato Es. appunto il Diritto Romano, un’esperienza giuridica lunga 15 secoli Il CORPUS IURIS CIVILIS GIUSTINIANEO è stato alla base della rinascita del Diritto Europeo e Continentale Dopo l’anno 1000 viene ripreso (prima ……. Romano/barbariche) E’ una scoperta perché a Firenze si scopre il manoscritto del DIGESTO GIUSTINIANEO sepolto in una biblioteca Questa scoperta determinò un’intensa stagione di studi sul Diritto Romano che parte attorno all’anno 1000 e prosegue fino al 1800; l’ultima nazione che lo studia e cerca di applicarlo è la Germania; il fenomeno si chiama PANDETTISTICA Uno dei più autorevoli autori tedeschi è Carlo Federico Trisabbi che scrive “L’esistenza del Diritto Romano oggi” ????? Tutta l’Europa Continentale dal 1000 al 1800 lavora sul Diritto Romano (base dei Diritti nazionali) Poi, nel 1804 si ha il CODE NAPOLEON e in seguito il Codice Tedesco Così si interromperà il Diritto Romano Francia, Spagna, Austria, Belgio, ecc… Il Diritto Romano è la fonte di tutti i loro Diritti Statali (Nazionali) Nel corso di Diritto Romano I viene trattata una comparazione DIACRONICA Un’ottica romana Ma c’è un’opinione che dice che il Diritto Romano è morto, è un’esperienza che non può funzionare, perciò è possibile fare il paragone Li confrontiamo perché sono realtà distinte
Si usa il termine esperienza giuridica perché si ritiene che il termine esperienza aderisca alla concezione del Diritto come fenomeno storico Ogni società individuata in un determinato periodo di tempo ha il suo Diritto Non esiste il Diritto universale, esistono tanti Diritti, è un fenomeno che si scrive nella realtà di una società
Il vero giurista approfondisce il testo, se ci si ferma al testo esplicito non si è giuristi, il vero giurista arriva al testo intenzionale
Il Diritto Romano era esteso a tutto l’Impero Romano e anche quando l’Impero d’Occidente cadrà, il diritto Romano influenzerà le Leggi Barbariche
Il periodo di tempo dell’esperienza giuridica è molto ampio, cambia in base al territorio e al periodo storico ma si è sempre all’interno dell’orientamento giuridico
MARCO è il nome TULIO è la famiglia (Gens Tulia) CICERONE è il cognome (famiglia ristretta)
Testo MODI DI PRODUZIONE DEL DIRITTO: GAI. 1,1 [ I ] Questo testo fa da fonte Un giurista che si chiama GAIO, e che si riconosce solo dal nome, scrive un libro: LE ISTITUZIONI GAIANE L’Imperatore cita spesso il nome di GAIO parlando di NOSTER GAIO = nostro GAIO quindi egli godeva di buona fama; era un giurista importante ma noi sappiamo solo che il suo nome era GAIO Forse ciò è perché era un provinciale (non di Roma) quindi avevano solo 2 nomi e anche il cognome non era importante Giurista del II sec. d.C. periodo che va da ADRIANO a MARC’AURELIO GAIO commentò il SENATUS CONSULTO del 178 d.C. quindi deve essere vissuto nella 2 A^ metà del II sec. d.C. Lui scrive il libro delle Istituzioni, composto da 4 libri:
I° PERSONE
II° e III° ALLE RES
IV° ALLE ACTIONES
Analisi testo Modi di produzione del diritto: Gai. 1,1 [ | ]
Gaio era un giurista del II sec. d.C.; presenta un’analogia perché presenta solo il nome Gaius La spiegazione può essere che non essendo un problema di fama Si ipotizza che Gaio fosse un provinciale Le istituzioni rappresentano un genere giuridico-letterario, sono le prime letture che vengono fatte per riconoscere la materia L’importanza delle istituzioni di Gaio La fonte più importante è il Corpus Iuris Civilis Giustiniano
Il diritto giurisprudenziale ha inizio dalla metà del II sec. a.C. fino al III sec. d.C.; il diritto Romano ci è stato tramandato dal Digesto di Giustiniano Digesto : raccolta di scritti di giuristi ordinati in 50 libri divisi in capitoli, titoli e frammenti Una difficoltà del Digesto è che Giustiniano non si è limitato a considerarlo un’antologia giuridica Egli fa di più, considera il Digesto Legge dello Stato (il suo Impero); nei tribunali dell’Impero si applicava il diritto presente nel Digesto ma nel Digesto c’è il diritto di 500 anni (dal II sec. a.C. fino al III sec. d.C.); nei suoi tribunali si applicava quindi un diritto di molti secoli prima Il diritto del Digesto non era in sintonia col tempo eppure si applicava Giustiniano dice che non si può andare oltre i confini del Corpus Iuris Civilis, bisogna applicare le leggi delle istituzioni e del Digesto, dopo anche le novelle (nuove leggi) promulgate da Giustiniano
Il diritto del Digesto non era in sintonia con i tempi, così Giustiniano lo manipolò per far si che lo fosse al passo Si apre quindi il problema di capire cosa abbia fatto il giurista del II sec. a.C. e Giustiniano L’ intervento di Giustiniano va sotto il nome di interpolazione = manipolazione del testo che può essere di vari tipi: formale (si cambia il nome con un termine più recente) ma anche sostanziale (trasformazione di sostanza, di contenuto es. la soluzione che veniva data dal giurista non è la stessa dei tempi di Giustiniano) Per un lungo periodo c’è stata la caccia alle interpolazioni giustinianee e qui si arriva all’importanza delle istituzioni di Gaio Esse ci sono state tramandate così com’erano; ciò è importante perché ha permesso non solo di ricostruire il diritto del periodo storico di Gaio (periodo della giurisprudenza) ma Gaio era solito comparare il diritto del suo presente con quello del suo passato Es. Ci parla del processo dei suoi tempi ma fa il paragone con un processo precedente, così ci permette di colmare un periodo di tempo Un’altra cosa importante è che le istituzioni ci permettono di individuare le interpolazioni giustinianee Ciò è stato possibile grazie al ritrovamento nel 1816 del testo originario delle istituzioni di Gaio (nella biblioteca di Verona): si trattava di un palinsesto cioè si riscrive su una pagina Certe parti del testo gaiano erano state coperte per scriverci sopra le lettere di San Girolamo; quando le lettere hanno perso la patina superficiale è comparso il testo Il Nibur (studioso tedesco) era a Verona e tra le varie opere che stava consultando si rese conto che sotto le lettere di San Girolamo c’era un testo più antico che era il codice giustinianeo; allora si mise in moto la scienza giuridica Nimur si mise in contatto con studiosi di diritto tedeschi tra cui Carlo Federico di Sallivan a cui rivela la situazione Nibur ricopia il testo originale e lo invia all’altro studioso tedesco Bisognava recuperare il testo originale ma gli strumenti non erano efficaci; si usarono degli acidi per corrodere le lettere di San Girolamo e molte pagine furono rovinate Nel 1900 degli studiosi italiani provarono con i raggi X ma non ci riuscirono Infine, Briguglio con la tecnica moderna dell’informatica dei giorni nostri ci riesce Brutti per redigere il suo manuale ha seguito le istituzioni di Gaio; sono importanti da seguire perciò molti testi appartengono alle istituzioni di Gaio come il Gai. 1,1 [ | ] Dice che lo IUS CIVILE è quello proprio di quello Stato Il linguaggio della scienza giuridica era casistico, qui c’è un tentativo di generalizzare, vi è un tentativo di definire (ma come già detto per i Romani definire è percoloso) C’è una tecnica che è un modo di procedere per GENES e SPECIE = per genere (in generale) e poi in quello speciale E’ la prova che è un manuale istituzionale Dal testo appare che lo IUS CIVILE è prodotto dal popolo e lo IUS GENTIUM è naturale Quando acquistavano qualcosa dicevano: questo schiavo è mio secondo il diritto dei diritti (inteso come i Romani)
La norma è confermata dalla volontà e dal tempo Nel testo di Giustiniano c’è un rovello , una contraddizione, perché i MORES hanno valore senza la legge (dice Cicerone) Come si spiega la contraddizione che la legge viene da MORES ma è più alta dei MORES? Cicerone dice i MORES = legge Gaio dice: il diritto che regola gli uomini è formato da leggi e MORES II sec. d.C. VI sec. d.C. la legge deve adeguarsi al costume (Giustiniano) perché Giustiniano non dice come Gaio e Cicerone? Perché le sue leggi, Codice Civile giustinianeo, si applicavano nei tribunali quindi nei tribunali bisogna applicare la legge Quando dice che tutto il diritto si risolve al suo Codice non può dire che gli usi sono eguali alle leggi (contraddizione) allora egli
[Giustiniano viene da dio, anche le sue leggi; tutte le consuetudini vengono dagli uomini] Le consuetudini devono essere subordinate alle leggi Giustiniano non può cancellare gli usi, i MORES, quindi li riconosce ma li pone sotto il controllo della legge Dice: solo i costumi che imitano la legge hanno valore, gli altri no [Quando si parla di diritto si parla di potere] → il diritto e il potere vanno a braccetto
Dai tempi di Cicerone a quelli di Gaio gli usi si sono adeguati alla legge (o viceversa)
Vedere: Art.8 (usi) delle Preleggi: gli usi hanno efficacia perché sono richiamati dalla legge La spiegazione sta nella concezione del diritto Il modello a cui dobbiamo tendere è la legge Cicerone teorizza un costume ma all’epoca la concezione del diritto era diversa: era storicamente spiegabile
02/10/2013 pomeriggio Comunicazione: inizio esercitazioni dal 11 ottobre Bisogna contattare il Prof. Giovanni Turelli al suo indirizzo mail dal nostro indirizzo istituzionale prima dell’ Scopo:
Modi di produzione del diritto: Gai. 1,3 (lex e plebiscitum) La legge doveva essere fatta e stabilita dal popolo per comandare il popolo Il plebiscito è ciò che comanda e stabilisce la legge, i termini tecnici vengono riutilizzati
Roma vede uno scontro tra patrizi e plebei nel 367 a.C.; vi sono le leggi Licinie VI Qui la contrapposizione tra patrizi (famiglie fondatrici di Roma) e plebei
Roma subisce un processo di immigrazione (centro nevralgico del commercio); cresce come numero di cittadini; questi cittadini (prime migrazioni) vanno a costituire un altro ceto che si distingue dai patrizi e che si chiama plebe E’ una distinzione politica (plebeo indica quel gruppo di famiglie, cittadini che non ricoprono cariche di governo cittadino) Si assiste, col passare del tempo, alla crescita economica dei plebei (molti diventano più ricchi dei patrizi) ma non possono amministrare la città, da qui il contrasto che durerà molto tempo e che mette in crisi la tenuta della città di Roma, contrasto che verrà risolto nel 367 a.C. Il fatto di non ricoprire cariche pubbliche non significava non avere esigenza di essere organizzati (perché erano un ceto ben individuabile) e svolgevano un ruolo importante (erano commercianti) mentre i patrizi erano per lo più proprietari terrieri; era anche uno scontro sociale I patrizi non partecipavano alla creazione delle leggi, le tasse venivano imposte con le leggi, così i plebei non riuscivano ad organizzarsi, ma i patrizi i fondi per i servizi li pretendevano dai plebei, da lì lo scontro si apriva Le leggi del 367 a.C. risolsero il problema, ma perché proprio in quel periodo? Premesso che i plebisciti erano ciò che voleva la plebe Le leggi riguardavano tutti i cittadini ed erano imposte dai patrizi mentre i plebisciti non valevano per i patrizi ma solo per i plebei La protesta più importante della plebe fu quella di Menenio Agrippa Di secessioni della plebe ve ne sono state molte Prima secessione: Menenio Agrippa 494 a.C. Seconda secessione: 492 a.C. Quindi siamo lontani dai tempi di Gaio, infatti egli scrive: “una volta”
287 Legge Cortensia con la quale si fanno equiparare i plebisciti alle leggi Dopo il 287 non si parla più di plebisciti (o meglio non ha più quel significato) Quindi venivano rispettati sia dai plebei che dai patrizi Questo fa capire che Gaio tratta una materia ma in modo particolare, come se fosse diacronica, senza tempo
Ma poteva funzionare un sistema politico dove i plebei organizzavano e difendevano i propri plebisciti? Sarebbero stati fuorilegge in una democrazia Così compare il Tribuno della plebe che poi diventeranno 5: erano magistrati con il compito di difendere gli interessi della plebe, ma non furono la soluzione decisiva La soluzione decisiva venne dalla religione : per evitare che venissero uccisi, i Tribuni della plebe vennero consacrati con la Legge Sacrate quindi con una Legge; già durante la secessione sul colle sacro si fece un atto; tale atto era un giuramento: il giuramento era la chiamata in atto della divinità; i plebei per difendersi e difendere i propri Tribuni li consacravano in modo che se ad uno di loro qualcuno tagliava la testa, il colpevole non si poteva appellare perché era fuori dalla Legge quindi non aveva commesso un assassinio ma aveva commesso un sacrilegio, un atto contro la divinità
L’organizzazione della CIVITAS si reggeva sulla PAX DEORUM; l’organizzazione di Roma doveva funzionare con gli dei dalla propria parte; quindi uccidendo un tribuno si rompeva questo legame (la religione romana era POLITEISTA) I Romani accettavano tutte le divinità, anche le divinità plebee; esse facevano parte dell’organizzazione romana; le divinità plebee contribuivano alla Pax Deorum Chi uccideva un Tribuno consacrato rompeva la pace con una divinità quindi con le forze armate; la forza dei patrizi si bloccava così i plebei stabilirono un contropotere nella città di Roma
Perciò possono partecipare alla politica criticando le posizioni dei patrizi; questo fino al 367 a.C. quando raggiungono la parità Le leggi erano votate dal Comizio Centuriato e constavano di 3 parti :
Non c’è un’intersecazione tra i 2 diritti, iura: c’è una netta separazione, quindi lo ius gentium è il diritto delle genti, che interessa l’uomo; secondo Gaio lo ius gentium si differenzia dallo ius civile che è proprio degli uomini, leggi
STRUMENTI E FUNZIONI D. 1,2,2,27-28 (Pomponius libro singulari enchiridil ) La produzione del diritto era affidata alle leggi, alle mores, ai magistrati addetti alla funzione della giustizia, consoli e pretori Pomponio scrive il libro Enchiridil, una storia condensata in un unico libro: la storia della costituzione romana: Roma dalle origini fino ai suoi tempi (di Pomponius) Fino al capitolo 2 del 1° libro del 2° titolo abbiamo preso il 2° frammento che è lungo, infatti siamo nel paragrafo 27- Ci racconta una vicenda che riguarda i consoli La storia di Roma è molto lunga, divisa in fasi che possiamo suddividere a nostro piacimento Una suddivisione può essere fatta in base ai giuristi, un’altra può basarsi sull’organizzazione della città di Roma 1 A^ parte = Monarchia , poi il re Tarquinio il Superbo viene scacciato e compaiono 2 consoli (che hanno scacciato Tarquinio il Superbo) 2A^ parte = Repubblica , storia della Repubblica
3 A^ parte = Periodo Imperiale (che dura meno nella parte occidentale): Cesare Ottaviano Augusto I sec. d.C. che fa finire la Repubblica
I Consoli nascono nel passaggio dalla Monarchia alla Repubblica; al posto del Re vengono eletti 2 Consoli (come antidoto alla Monarchia) Questi 2 capi, i Consoli, hanno forti limitazioni al potere di comando: sono 2; un Console può bloccare la decisione presa dall’altro Console = intercessio consolare = regola per cui le leggi dell’altro Console dovevano essere ritirate; il consolato era una carica a tempo, della durata di un anno; poi c’erano le elezioni e ne venivano scelti altri 2 Hanno gli stessi poteri che aveva il Re, poteri che vanno sotto il nome di Imperium ; ma questi poteri vengono regolamentati IMPERIUM MILIZIE e IMPERIUM DORDINI Poteri rispettivamente sull’esercito e sulla città: c’è una divisione del potere Per i Consoli il potere sull’esercito è illimitato ma quando entrano a Roma il loro potere viene ridimensionato: non possono mandare a morte senza processo Il ridimensionamento dell’Imperium consolare si nota nella rappresentazione dei Consoli: i Consoli hanno delle guardie del corpo, i littori; questi littori avevano come armamento delle verghe e l’ascia (fascismo → aveva come simbolo il fascio littorio); simbolo consolare erano le verghe e l’ascia; quando il Console entra a Roma i littori non hanno le asce, hanno solo il fascio di verghe Le verghe simboleggiavano che il cittadino romano doveva essere processato, non poteva essere ucciso senza processo
Per stabilire a chi spetti il governo di Roma tra 2 popolazioni contrapposte e per evitare una carneficina della totalità delle rispettive popolazioni vengono scelti 3 fratelli in rappresentanza di 2 famiglie appartenenti a dette popolazioni: 3 fratelli, gli Orazi di Roma, contro altri 3 fratelli, i Curiazi di Appalonga L’unico sopravvissuto, dopo i combattimenti all’ultimo sangue, è uno dei fratelli Orazi: torna a Roma vittorioso e viene festeggiato da tutti tranne da sua sorella perché era stata promessa sposa ad uno dei fratelli Curiazi ucciso; così egli la uccide perché non partecipa ai festeggiamenti Il problema da affrontare era complicato perché l’omicida era l’Orazio eroe nazionale: quindi cosa si doveva e si poteva fare?
Il Re non sapendo che fare rimette la decisione al popolo: il popolo salva l’Orazio omicida Ma quindi il potere del re viene bloccato perché rimette la decisione al popolo Questo meccanismo è il rimedio giuridico che la civiltà romana usava per limitare lo strapotere dei Consoli La PROVOCATIOS al popolo consente di bloccare il potere del Console
Tornando al frammento Pomponius dice che siccome i Consoli erano impegnati fuori città, non potendo amministrare la giustizia fu deciso di affiancare ad essi un altro magistrato che venne chiamato “ urbano ” (egli deriva dalle Leggi Licinie VI), perché amministrava la giustizia nella città di Roma Ma, in seguito i cittadini divennero molti quindi non furono più sufficienti 2 Consoli I plebei potevano essere Consoli ma i patrizi chiesero un’altra magistratura Livio ci dice che ciò accadde nel 367 a.C.: la Pretura romana nacque voluta dai patrizi Poiché dopo alcuni anni il Pretore non fu più sufficiente ad amministrare la giustizia perché Roma era pervasa da stranieri, fu creato un secondo Pretore, detto “ peregrino ” perché amministrava la giustizia tra gli stranieri (non cittadini romani) Ma questo Pretor peregrinus che diritto usava per amministrare la giustizia di Roma? Usava sì il diritto romano ma non quello dei cittadini Romani, usava lo IUS GENTIUM, il diritto di tutti i popoli Quindi a Roma si usava lo IUS CIVILE e lo IUS GENTIUM ci dice Gaio Ma lo IUS GENTIUM usato dal Pretor peregrinus è un diritto che nasce (è all’inizio) solo interperegrinus, per amministrare la giustizia tra gli stranieri
Nella prossima lezione si tratterà: a che serviva lo IUS GENTIUM?
L’ultima volta è stata individuata la fonte dello IUS GENTIUM La città di Roma si era dotata di un secondo Pretore, il Peregrinus Quel Pretore amministrava la giustizia tra gli stranieri, da qui il problema del perché un Pretor romano amministrava la giustizia fra gli stranieri, perché questo sistema dovesse distinguersi dal diritto del Pretor Urbanus
Interrogativo iniziale: distinzione tra IUS GENTIUM e IUS CIVILE Gai lo individua: IUS CIVILE → diritto dei cittadini romani IUS GENTIUM → diritto delle genti, naturalis razio
Il nostro compito è individuare lo IUS GENTIUM e, per contrasto, lo IUS CIVILE Il problema è l’individuazione delle sfere normative del diritto Abbiamo individuato leggi e plebisciti (inferiori alle leggi) che in seguito vennero equiparati alle leggi come sfera normativa del diritto romano
E’ stata individuata la sfera normativa del Pretor Urbano, affiancato poi dal Pretor Peregrinus Vengono considerati fonti Chi non rispettava questo comportamento incappava nella sanctio (sanzione), la 3 A^ parte di una legge Ci è poco chiaro come i pretori producessero il diritto
Il 1° gradino è cogliere la distinzione tra IUS CIVILE e IUS GENTIUM Lo IUS GENTIUM è il diritto delle genti
La mancipatio era un atto che funzionava quando Roma era piccola, infatti era un diritto dei quiriti (bisogna andare indietro nel tempo) Gaio, pur parlando al presente, non sta parlando di un atto di cui si parlava al presente (si tradisce) In altri testi si dice che la mancipatio era utilizzata solo per le cose preziose, infatti la formula riportata riguarda un uomo, uno schiavo La mancipatio era utilizzata solo per gli oggetti di un certo valore, res pretiosiones , ma non sappiamo quali sono questi oggetti, ma ragionando per specchi riusciamo ad intuire cosa sono le res pretiosiones La mancipatio era l’atto per le res mancipi Res pretiosiones = oggetti scambiati con la mancipatio, oggetti importanti che si usavano per vivere (schiavo, casa, terreno, una coppia di buoi) res mancipi
Ma sarebbe stato complicato l’acquisto di 50 schiavi al mercato di Roma Bisogna immaginare che la mancipatio venisse utilizzata quando gli scambi erano pochi, soprattutto gli scambi della res mancipi Quando Roma era piccola e non c’era molta popolazione, un periodo precedente al II sec. a.C., siamo forse al I sec. o II sec. della Repubblica
Gaio dice che l’uso di questo bronzo era al posto del prezzo, che quindi era già stato definito Il pezzo di bronzo buttato sulla bilancia sta a ricordare l’antica consuetudine di pesare il denaro con la bilancia, tutti elementi che ci riportano indietro nel tempo
Gaio, nel paragrafo precedente, dice che la mancipatio veniva utilizzata per diverse funzioni Si poteva utilizzare per fare testamento , la mancipatio familie dove familie stava ad indicare il patrimonio ereditario E’ una delle figure giuridiche che viene a realizzarsi durante la mancipatio: il testamento è l’atto che trasporta il patrimonio da me a chi considero mio erede; è un atto mortis causa, un atto i cui effetti si produrranno con la morte; il mio erede, colui che subentrerà è Tizio, godrà dei miei beni, alla mia morte egli mi succederà
A Roma una delle prime forme di testamento era la mancipatio familia, il proprietario dei beni vendeva il proprio patrimonio in modo fittizio In questo modo il proprietario si assicurava che i beni alla sua morte andassero ad una tal persona Es. il figlio di famiglia si liberava dal potere del padre di famiglia attraverso la mancipatio, questo meccanismo serviva per far acquistare ai figli la libertà
Quest’atto veniva utilizzato nella coertio , l’ acquisto del potere su una donna che come il figlio di famiglia poteva uscire dalla podestà del pater familias , soggetto che aveva un potere enorme tanto che in origine aveva anche il potere di vita o di morte Per i sottoposti era possibile uscire da questo potere attraverso la monomissione
Nel caso di uno schiavo la mano lo prende, nel caso del figlio di famiglia la mano lo molla Il figlio di famiglia entra nella mancipatio con la nascita, dopo che il pater familias lo ha accettato entra nella potestà del padre
La donna esce dalla podestà del padre di famiglia originario, perché la manus può finire, e può entrare sotto il potere di un altro pater familias attraverso la mancipatio
MANUS = potere sulla donna MANCIPIO = potere sullo schiavo POTESTAS = potere sul figlio Tutti questi poteri sono esercitati dal pater familias
La mancipatio nasce per la compravendita e in seguito viene utilizzata per altre finalità E’ l’economia dei mezzi giuridici
Per ogni volontà (oggi) esiste un negozio giuridico, nell’antica Roma un modello (mancipatio) veniva utilizzato per realizzare diversi interessi
Tutto ci rimanda ad un diritto arcaico, quando il diritto era proprio della città di Roma Ai tempi di Gaio esistono ancora dei modi di coerzio, si usa ancora la mancipatio Quando parliamo di mancipatio dobbiamo risalire al diritto tipico della città di Roma, quindi parlare di diritto civile
09/10/ Comunicazione su Esercitazioni: sarà fatta una premessa sui materiali del Diritto romano
Si torna a parlare della mancipatio : era uno dei più importanti atti giuridici che risalgono al periodo più antico del Diritto romano La mancipatio è un negozio formale, molto solenne, che accompagna una formula con un gesto; la formula di questo atto è essenziale, se manca un elemento che è stato individuato la mancipatio è nulla; questo è un atto che era proprio del diritto civile dei romani
Accanto alla mancipatio cogliamo un altro negozio giuridico che le assomiglia molto, ne parla Gaio nelle sue istituzioni: il 3° libro delle istituzioni “res” = cose (poi persone, res actiones)
Gai. 3, 3° Libro Paragrafo 93 delle istituzioni
L’atto spondes deriva dal verbo spondere che significa promettere Viene introdotto un termine che nel testo precedente non era individuato: obligatio = obbligazione L’obligatio era caratterizzata dalle parole, si trattava di un’obbligazione verbale; questo tipo di atto che viene compiuto si pone in essere, si costituisce con le parole Queste parole sono “dari spondes? Spondeo” = prometti di dare? Prometto Il modo di procedere consiste in una domanda e in una risposta Rispetto alla mancipatio vi sono sempre 2 soggetti ma i 2 soggetti nella mancipatio, oltre al contesto diverso, uno parla e compie gesti, l’altro è in silenzio Qui c’è una collaborazione tra le parti: domanda e risposta E’ interessante l’affermazione perché dice che l’obligatio è proprio dei cittadini romani La spontio è collocata nello IUS CIVILE, cittadini romani, come la mancipatio che è propria del diritto civile dei diritti Le altre appartengono allo IUS GENTIUM, tutti gli uomini, tra i romani e Peregrinus, non solo per gli stranieri, non solo inter peregrinus, vale anche quando l’obligatio è costituita da un cittadino romano e uno straniero Dice che anche se espresse in parole greche “dare? Darò”… valgono tuttavia tra i cittadini romani ma devono conoscere il greco, ma l’obbligazione iniziale spondeo non può essere tradotta in lingua greca