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Disabilità intellettiva, ADHD, comportamenti problema, analisi funzionale, Dispense di Psicologia

Disabilità intellettiva, ADHD, comportamenti problema, analisi funzionale

Tipologia: Dispense

2023/2024

In vendita dal 29/03/2021

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Disabilità Intellettiva
Comportamenti problema
ADHD
L'analisi funzionale
Disabilità Intellettiva
Si preferisce utilizzare l'espressione “disabilità intellettiva” perché si pone l'accento sullo stato di
funzionamento alterato del soggetto e non sulle mancanze che un individuo possiede internamente
ed è meno stigmatizzante. È inoltre più generica e permette di riferirsi a situazioni diverse.
Nei soggetti con disabilità intellettiva il pensiero è concreto e mai astratto: questo comporta una
incapacità di comprendere le relazioni complesse o di considerare le diverse dimensioni di un
problema. Il pensiero si manifesta anche rigido rendendo il soggetto incapace di pianificare azioni
nel futuro, restando ancorato alle situazioni che vive quotidianamente e impedendogli quindi di
accettare i cambiamenti e ad adattarsi ad essi.
I comportamenti problema sono tutte quelle tipologie di comportamento “bizzarre”, strane o
distruttive spesso attuate da persone con disabilità intellettiva. La manifestazione di tale condotta
può ostacolare l'apprendimento o l'interazione sociale, portando sempre più all'isolamento e
all'emarginazione l'individuo. Solitamente la loro manifestazione è legata alla gravità della disabilità
intellettiva dell'utente.
I comportamenti problema
I comportamenti problema si manifestano in diverso modo: l'individuo può provocarsi varie lesioni
(graffiandosi, mordendosi, prendendosi a pugni la testa), può ingerire tutto ciò che non è
commestibile (picacismo), auto mutilarsi, l'utilizzo continuo di espressioni ripetute per un lungo
periodo senza uno scopo evidente (stereotipie), aggressioni verbali o fisiche verso oggetti e
persone durante le quali l'utente può gridare o distruggere tutto ciò che gli sta intorno (arrivando
anche a picchiare e quindi aumentando la paura che le altre persone nutrono nei suoi confronti
alimentando l'isolamento e l'emarginazione), assumere abitudini e rituali specifici (toccare tutti i
pulsanti su un citofono, mettere le cose nello stesso ordine etc), rifiuto e blocco di fronte alle attività
proposte.
Tutti i comportamenti problema possono causare nell'operatore diversi disagi a seconda delle
problematiche: se il soggetto aggredisce fisicamente o verbalmente si possono provare ansia,
panico e paura; se si autolesiona, l'operatore si sentirà impotente e in pena per il suo utente; se si
evidenziano dei comportamenti ripetitivi possono insorgere sentimenti di rabbia o irritazione e se la
situazione non migliora ci si sentirà impotenti e incapaci di portare a termine il lavoro che si è
iniziato.
Gli operatori dovrebbero aver sempre fiducia che la situazione in cui si trovano con il proprio
assistito possa migliorare senza mai smettere di credere nelle potenzialità e nelle capacità
dell'utente essendo però anche supportati da tecniche adeguate e una strategia di lavoro efficace.
ADHD
L'ADHD è il disturbo da deficit di attenzione e iperattività che viene diagnosticato nei soggetti in età
evolutiva. È caratterizzato da una difficoltà di attenzione (ci si distrae molto facilmente e il bambino
non è in grado di rispettare le situazioni in cui viene confinato), impulsività (con una conseguente
difficoltà nello svolgere le attività più complesse) e iperattività del soggetto (con un livello di attività
verbale e motoria inappropriati, non riuscendo a restare seduti, ci si arrampica in continuazione
etc) con dei comportamenti non consoni all'età di sviluppo dell'utente stesso.
Tali comportamenti sono incompatibili con molte situazioni della vita quotidiana e i bambini affetti
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Scarica Disabilità intellettiva, ADHD, comportamenti problema, analisi funzionale e più Dispense in PDF di Psicologia solo su Docsity!

  • Disabilità Intellettiva
  • Comportamenti problema
  • ADHD
  • L'analisi funzionale Disabilità Intellettiva Si preferisce utilizzare l'espressione “disabilità intellettiva” perché si pone l'accento sullo stato di funzionamento alterato del soggetto e non sulle mancanze che un individuo possiede internamente ed è meno stigmatizzante. È inoltre più generica e permette di riferirsi a situazioni diverse. Nei soggetti con disabilità intellettiva il pensiero è concreto e mai astratto: questo comporta una incapacità di comprendere le relazioni complesse o di considerare le diverse dimensioni di un problema. Il pensiero si manifesta anche rigido rendendo il soggetto incapace di pianificare azioni nel futuro, restando ancorato alle situazioni che vive quotidianamente e impedendogli quindi di accettare i cambiamenti e ad adattarsi ad essi. I comportamenti problema sono tutte quelle tipologie di comportamento “bizzarre”, strane o distruttive spesso attuate da persone con disabilità intellettiva. La manifestazione di tale condotta può ostacolare l'apprendimento o l'interazione sociale, portando sempre più all'isolamento e all'emarginazione l'individuo. Solitamente la loro manifestazione è legata alla gravità della disabilità intellettiva dell'utente. I comportamenti problema I comportamenti problema si manifestano in diverso modo: l'individuo può provocarsi varie lesioni (graffiandosi, mordendosi, prendendosi a pugni la testa), può ingerire tutto ciò che non è commestibile (picacismo), auto mutilarsi, l'utilizzo continuo di espressioni ripetute per un lungo periodo senza uno scopo evidente (stereotipie), aggressioni verbali o fisiche verso oggetti e persone durante le quali l'utente può gridare o distruggere tutto ciò che gli sta intorno (arrivando anche a picchiare e quindi aumentando la paura che le altre persone nutrono nei suoi confronti alimentando l'isolamento e l'emarginazione), assumere abitudini e rituali specifici (toccare tutti i pulsanti su un citofono, mettere le cose nello stesso ordine etc), rifiuto e blocco di fronte alle attività proposte. Tutti i comportamenti problema possono causare nell'operatore diversi disagi a seconda delle problematiche: se il soggetto aggredisce fisicamente o verbalmente si possono provare ansia, panico e paura; se si autolesiona, l'operatore si sentirà impotente e in pena per il suo utente; se si evidenziano dei comportamenti ripetitivi possono insorgere sentimenti di rabbia o irritazione e se la situazione non migliora ci si sentirà impotenti e incapaci di portare a termine il lavoro che si è iniziato. Gli operatori dovrebbero aver sempre fiducia che la situazione in cui si trovano con il proprio assistito possa migliorare senza mai smettere di credere nelle potenzialità e nelle capacità dell'utente essendo però anche supportati da tecniche adeguate e una strategia di lavoro efficace. ADHD L'ADHD è il disturbo da deficit di attenzione e iperattività che viene diagnosticato nei soggetti in età evolutiva. È caratterizzato da una difficoltà di attenzione (ci si distrae molto facilmente e il bambino non è in grado di rispettare le situazioni in cui viene confinato), impulsività (con una conseguente difficoltà nello svolgere le attività più complesse) e iperattività del soggetto (con un livello di attività verbale e motoria inappropriati, non riuscendo a restare seduti, ci si arrampica in continuazione etc) con dei comportamenti non consoni all'età di sviluppo dell'utente stesso. Tali comportamenti sono incompatibili con molte situazioni della vita quotidiana e i bambini affetti

da ADHD manifestano una difficoltà sia nell'apprendimento scolastico che in ambito sociale e relazionale. Non essendo in grado di rispettare le regole di convivenza civile, si sentiranno spesso inadeguati con un profondo senso di ansia che può peggiorare o accentuare le loro difficoltà. Per individuare e poi diagnosticare modo corretto il disturbo da deficit di attenzione e iperattività è necessario che i sintomi siano comparsi prima dei 7 anni di età, che persistano per almeno sei mesi, che si manifestino in svariati contesti (scuola, famiglia, sport, momenti di gioco etc) e che compromettano il funzionamento globale dell'individuo in modo significativo. L'analisi funzionale I comportamenti problema si manifestano sia negli individui con disabilità intellettiva sia negli individui che presentano disturbi nello spettro autistico. Per comprendere se un comportamento problema sia realmente problematico per l'individuo che lo attua bisogna ricorre ad una analisi della situazione basata su tre criteri: bisogna dapprima considerare il danno che il comportamento provoca sia verso sé stesso che verso chi lo circonda, bisogna considerare quanto i comportamenti che attua siano effettivamente un ostacolo per lo sviluppo dell'utente ed occorre considerare quanto di questi comportamenti comporti ad una stigmatizzante sociale del paziente stesso, contribuendo all'emarginazione e alla difficile relazione con gli altri. L'analisi funzionale è l'analisi dei comportamenti problema che l'utente attua, cercando di comprenderne il motivo e lo scopo per l'utente stesso. Le modalità espressive infatti sostituiscono la comunicazione “normale” ed è compito dell'operatore (insieme all'equipe) di comprendere come questi siano di fondamentale importanza per l'utente per esprimersi e relazionarsi con gli altri. Gli elementi che dobbiamo prendere in considerazione per elaborare un'analisi funzionale appropriata è legata ai comportamenti problema che producono sullo stato emotivo (riduzione delle tensioni), sullo stato cognitivo (senso di potere e di controllo), sullo stato fisico (dolore, stimolazioni etc), sugli altri (rimproveri, imitazione, paura etc) e sul contesto.