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Discorso sui musei virtuali nel meridione
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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Il fenomeno dei Musei Virtuali Intro Oggi le potenzialità della tecnologia ci permettono molto più del semplice “viaggiare con la fantasia” e qualsiasi posto, anche quello più lontano geograficamente, può essere raggiunto con un click. Ma prima, per arrivare alla struttura che stanno assumendo ora i musei e che interessa in particolare questo progetto, è necessario aprire una breve parentesi sulla definizione stessa di museo e come esso si è adattato alle nuove forme artistiche. Il museo è una sorta di contenitore di cultura il cui obiettivo principale è quello di preservare le opere affinché possano essere fruite anche dal pubblico. La conservazione è alla base della nascita di queste istituzioni, portando al centro della narrazione le opere stesse, che diventano le uniche e sole protagoniste. Con lo sviluppo di mondi e musei virtuali, il discorso si capovolge: ruolo prioritario è assunto dalle persone, non più passive della comunicazione, ma perno attorno al quale si sviluppa l’intera esperienza artistica. Così, queste nuove realtà, non si configurano come semplici sostituti dei musei istituzionali fisici ma risultano essere complementari ad essi, in una dimensione di multimedialità e soprattutto accessibilità. Spazio e tempo così si annullano: niente file e tempi di attesa, nessun orario di apertura o spostamenti per raggiungere un luogo, tutto è alla portata di mano o, meglio, di un click. Oggi possiamo dire che anche parte del patrimonio artistico di Napoli può essere fruito in queste modalità. Tra le principali offerte di tour virtuali a Napoli troviamo: MANN – Videogioco Il Museo Archeologico di Napoli ha introdotto il videogioco “Father and Son” partendo da dalla storyline di un figlio che ricostruisce la vita del padre archeologo, un gioco che porta a scoprire le collezioni del museo. Tra passato e presente, il figlio (ovvero il giocatore) scopre quanto la storia sia importante e quanti suoi riferimenti si possano cogliere anche nel presente Museo di Capodimonte – Visite virtuali su Google Arts & Culture Catacombe di San Gennaro – Visita virtuale su Google Arts & Culture Museo dell’archivio Storico del Banco di Napoli – Tour Virtuale de “Il Cartastorie” Castel sant’Elmo Virtual tour 3D Le tecnologie più coinvolte nella strutturazione di un museo digitale sono la realtà aumentata (1) e la realtà virtuale (2).
Il virtuale dopo il Covid 19 Nel 2020 i flussi turistici verso l’Italia hanno subito un forte rallentamento a causa della pandemia di Covid-19. Gli ultimi dati Istat disponibili, infatti, registrano un calo del 68,6% degli arrivi dall’estero rispetto al 2019, mentre le presenze turistiche nelle grandi città si sono ridotte ben del 73%. La pandemia ha offerto al settore la possibilità di ripensare in modo innovativo l’attività turistico- culturale utilizzando strategicamente gli strumenti che il digitale oggi mette a disposizione. In special modo, sono di particolare interesse le iniziative, sempre più numerose, legate alla virtualizzazione dei musei, che hanno lo scopo di offrire al visitatore la possibilità di fruire degli spazi espositivi in chiave digitale. I problemi del digitale Unire Arte e Tecnologia può portare ad una serie di vantaggi, come attirare le persone verso una nuova forma di apprendimento, interagire con le opere d’arte, creare esperienze memorabili e cariche di emozioni; per questo, gallerie d’arte e poli museali sono interessati a comunicare in modo nuovo il proprio patrimonio. Naturalmente, da parte dei critici d’arte, i pareri sono contrastanti e non tutti positivi. Uno dei possibili problemi di una fruizione interamente virtuale di un museo è la “solitudine” nella quale è lasciato il visitatore, che accede in autonomia alla visita ed esplora da solo le stanze e le opere esposte. Benché ogni opera fruibile virtualmente possa essere “aumentata” con contenuti aggiuntivi, gratuiti o a pagamento, questo non può restituire la ricchezza dell’esperienza di visita in situ e potrebbe anzi rappresentare un motivo di allontanamento di una fascia di visitatori. Conclusioni L’esperienza del lockdown ha spinto inevitabilmente le istituzioni culturali e creative ad innovarsi e a modificare la loro stessa struttura, organizzazione e modalità di relazionarsi con il pubblico. L’evoluzione degli spazi espositivi legati al mondo dell’arte, grazie alla realtà virtuale e aumentata, si sta muovendo in un’ottica di accessibilità, interattività e connessione, passando da un’osservazione passiva a una partecipazione attiva, rendendo il fruitore sempre più coinvolto. Il semplice atto di osservare un’opera viene sostituito dal viverla, dall’esserci dentro.