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Diritto Internazionale Privato: Esercizi e Quiz - Prof. Cesaro, Dispense di Diritto Privato

Dispensa di Diritto Privato per studenti di Economia e Management, integrata da appunti presi durante le lezioni.

Tipologia: Dispense

2023/2024

In vendita dal 01/03/2024

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oriari 🇮🇹

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Oriana Arianna, Università degli Studi di Napoli Parthenope
Diritto Privato
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Diritto Privato

NOZIONI PRELIMINARI

CAPITOLO 1

L’ORDINAMENTO GIURIDICO Nozioni preliminari

Che cos’è il Diritto Privato?

Il diritto privato costituisce un insieme di norme (comandi) che disciplinano i rapporti tra privati. Lo viviamo tutti i giorni: quando acquistiamo un bene, ci sposiamo… APPROFONDIMENTO: I privati sono: le persone fisiche e le persone giuridiche. Le persone fisiche sono titolari di una capacità giuridica e di una capacità di agire.

L’ORDINAMENTO GIURIDICO

Il sistema di regole ( norme ) mediante il quale è organizzata una determinata collettività e viene disciplinato e diretto lo svolgimento della vita sociale costituisce l’ordinamento giuridico (“ordina” la realtà sociale, la collettività) Per la costituzione di un gruppo organizzato ( societas ), occorrono tre condizioni:

  • che il coordinamento dei rapporti individuali non sia lasciato al caso o alla buona volontà di ciascuno, ma venga disciplinato da regole di condotta ;
  • che queste regole siano stabilite da appositi organi ai quali tale compito sia affidato in base a precise regole di struttura o di competenza o organizzative ;
  • che tanto le regole di condotta quanto quelle di struttura vengano effettivamente osservate.

DIRITTO POSITIVO E DIRITTO NATURALE

  • DIRITTO POSITIVO ( ius in civitate positum ) :si riferisce all'insieme delle leggi e delle norme ufficialmente riconosciute in un ordinamento giuridico; dunque, leggi promulgate dal governo o dalle istituzioni legislative.
  • DIRITTO NATURALE : Rappresenta l'idea che esistono principi etici o morali fondamentali che dovrebbero essere universalmente riconosciuti e che stanno al di sopra delle leggi create dall'uomo. Questo mira a ridurre il rischio dove qualsiasi contenuto potrebbe diventare una norma giuridica solo per chi è stato approvato da chi detiene il potere (particolarmente rilevante in situazioni in cui l'organizzazione della società entra in conflitto con i valori condivisi della collettività , es. in regimi totalitari che impongono regole che limitano la libertà delle persone) Gli ordinamenti sovranazionali e l'Unione Europea. L’art.10 della Costituzione enuncia il principio per cui “ l'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute

IL DIRITTO INTERNAZIONALE → è un sistema giuridico che regola le

relazioni tra gli Stati sovrani e altre entità internazionali. Esso ha due fonti principali: ● FONTE CONSUETUDINARIA : emerge dalla consuetudine, cioè dalla pratica degli Stati nel corso del tempo. Quando una determinata norma è stata seguita in modo uniforme dagli Stati e accettata come obbligatoria, diventa parte del diritto internazionale (es. il principio di non aggressione è una norma consuetudinaria che proibisce agli Stati di avviare aggressioni militari contro altri Stati) (art. 10, comma 1, Costituzione) ● FONTE PATTIZIA : si basa su accordi formali tra gli Stati, noti come trattati. Gli Stati negoziano e firmano trattati volontariamente, impegnandosi a rispettarli e ad attuarli. Questi accordi possono essere bilaterali (tra due Stati) o plurilaterali (tra più di due Stati).

ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

L'articolo 11 della costituzione stabilisce che l'Italia “ ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo ”. L'importanza di questo principio risiede nel fatto che, pur essendo uno Stato sovrano, L'Italia può scegliere di aderire alle organizzazioni internazionali, come l'Unione Europea o le Nazioni Unite, accettando così di sottoporsi alle regole e agli obblighi imposti da tali organizzazioni, riconoscendo che la cooperazione internazionale e la limitazione volontaria della sua sovranità possono contribuire alla stabilità globale e alla risoluzione pacifica dei conflitti. Tuttavia, è importante notare che l'Italia adotta queste limitazioni sulla base della reciprocità , cioè altri Stati aderenti all'organizzazione devono accettare limitazioni simili.

PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA

Il processo di integrazione europea è stato lungo e difficoltoso. Parte da tre iniziali trattati istitutivi che hanno creato organizzazioni specifiche: Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA, 1951) , Comunità Economica Europea (CEE, 1957) , Comunità Europea per l'Energia Atomica (Euratom, 1957). Il processo di integrazione europea è iniziato con l'obiettivo di creare un mercato comune e si è evoluto nel tempo, coinvolgendo più Stati membri. Questa evoluzione ha reso l'Unione Europea un attore significativo sulla scena internazionale.

TRATTATI

I trattati più importanti per la formazione della comunità europea sono:

  • Il trattato di Roma (25 Marzo 1957) : che ha dato vita alla Comunità Economica Europea (CEE) , ora denominata Comunità Europea;
  • Il trattato di Maastricht (7 Febbraio 1992) : contiene il trattato sull'Unione Europea (TUE) , il quale stabilisce le regole politiche e i requisiti economici necessari perché un paese possa aderire all'unione europea. Importante concetto introdotto da questo trattato è stato quello della “ cittadinanza europea ” che ha conferito ai cittadini la possibilità di essere trattati allo stesso modo nei paesi membri dell'Unione Europea. Ha anche posto le basi per l' unione economica e monetaria introducendo l'euro come moneta comune in diversi paesi membri (*).
  • Il trattato di Lisbona (13 Dicembre 2007) : ha sostituito l'originario trattato istitutivo della Comunità Economica Europea (CEE) con il Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea. Ha poi attribuito lo stesso valore giuridico dei trattati alla Carta di Nizza (**)

DIFFERENZA TRA TESTO E PRECETTO: essenziale distinguere il testo di

una legge (cioè le parole scritte nel documento) e il precetto (cioè il significato di quelle parole, interpretazione). Il TESTO è la formulazione concreta dell'atto normativo, mentre il PRECETTO è ciò che la legge effettivamente richiede o proibisce.

NORMA E LEGGE

Non bisogna confondere il concetto di norma giuridica con quello di “legge”. La LEGGE è un atto generico e di grande portata, è il risultato di diverse norme collegate e autonome tra loro ma unite da un unico filo logico. la NORMA invece è una disposizione più precisa, limitata ad un determinato ambito o settore. La struttura della norma giuridica La norma è un enunciato prescrittivo , che prescrive o impone un comportamento specifico, basato su un' ipotesi di fatto , ossia una situazione o uno scenario specifico che può verificarsi nella realtà. Ad esempio, un'ipotesi di fatto potrebbe essere "se qualcuno ruba un oggetto". La norma collega questa ipotesi di fatto a una conseguenza giuridica. In altre parole, stabilisce cosa succederà legalmente se l'ipotesi di fatto si verifica. Ad esempio, "la persona che ruba un oggetto sarà punita con una pena detentiva". La parte della norma che descrive l’evento che intende regolare si definisce

FATTISPECIE , la quale può essere:

  • ASTRATTA → complesso di fatti non realmente accaduti ma descritti ipoteticamente da una norma (es. descrizione di un reato che indica tutte le circostanze che devono concorrere) → Per applicare la legge a una situazione reale, i giudici, devono esaminare se i fatti concreti del caso corrispondono alla "fattispecie astratta" descritta nella norma.
  • CONCRETA → complesso di fatti realmente verificatisi e rispetto ai quali occorre accertare quali effetti giuridici o conseguenze legali derivano da tali fatti. → consiste nell’accertamento del fatto storico. Questo processo coinvolge la raccolta di prove e l'analisi delle testimonianze, dei documenti e di altre informazioni pertinenti.
  • SEMPLICE → consiste in un unico fatto, chiaro, senza dettagli complessi da considerare (Es. legge che stabilisce che il limite di velocità è di 50 km/h)
  • COMPLESSA → si riferisce ad una situazione che coinvolge più fattori, aspetti o elementi che richiedono un’analisi approfondita per applicare correttamente la legge. (Es. controversia legale in cui molte parti sono coinvolte)

Caratteri della norma giuridica Le norme di diritto privato hanno tre caratteri indefettibili, necessari : percettività, generalità e astrattezza.

PERCETTIVITÀ’

Il precetto indica la condotta che un soggetto deve assumere o meno (perché la condotta può essere anche omissiva) in virtù di una norma. Se le norme vengono violate è prevista una sanzione. Non va confuso il concetto di Norme Precettive con la distinzione tra:

- NORME IMPERATIVE: Non possono essere derogate (annullate/revocate) dai privati - NORME DISPOSITIVE : Sono derogabili dai privati ESEMPIO: il tasso d’interesse La norma 1282, degli interessi è allo stesso tempo una norma imperativa e dispositiva. L'interesse è un'obbligazione pecuniaria accessoria che si aggiunge ad un'obbligazione principale di denaro. Nel nostro sistema economico esiste un tasso d’interesse legale. Il ministero del tesoro stabilisce per legge un tasso d’interesse (4%) questa norma è derogabile dai privati che possono anche richiedere più del 4%, tuttavia questa norma è anche imperativa perché c'è un limite entro cui derogare il tasso di interesse legale, la cosiddetta soglia d’usura (12-13%); l'usura è un interesse considerato troppo elevato su una richiesta di finanziamento. Dunque, il tasso d’interesse può essere derogato, ma entro i limiti dell’usura.

GENERALITÀ

La legge non deve essere dettata per i singoli individui, ossia formulata in modo da essere applicata ad una singola persona, bensì per classi generiche di soggetti (commercianti, proprietari di beni immobili, studenti universitari, ecc.) In alcuni casi però vi è un limite alla generalità , possono essere cioè indirizzate ad una determinata categoria di soggetti. (Es. se viene concluso un contratto con un’impresa che si trova in una posizione dominante (Amazon, Telecom, Sky) e il soggetto/utente singolo; la disciplina di quel contratto resterà tra l’impresa e il consumatore).

ASTRATTEZZA

La legge non deve essere dettata per specifiche situazioni concrete, bensì per fattispecie astratte. La norma ha lo scopo di regolare una serie indeterminata di casi futuri ed eventuali e si presta ad applicarsi a chiunque si verrà a trovare nella situazione prefigurata dalla norma. ESEMPIO: art. 2043 Codice Civile Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

La sanzione Nel caso in cui qualcuno trasgredisca le norme, è prevista una conseguenza in danno del trasgressore, chiamata "sanzione". Le sanzioni sono concepite per scoraggiare le violazioni e promuovere l'osservanza spontanea delle norme.

APPLICAZIONE DELLA SANZIONE

La sanzione può operare in modo diretto o indiretto: ● SANZIONE DIRETTA : l'ordinamento giuridico prevede specifiche conseguenze legali per la violazione delle norme. (ad es. una multa per il superamento del limite di velocità). ● SANZIONE INDIRETTA : In questo caso, l'ordinamento si avvale di altri mezzi senza imporre direttamente sanzioni legali. (ad es. l'uso di campagne di sensibilizzazione pubblica per ridurre il consumo di tabacco è un approccio indiretto per promuovere comportamenti sani).

NORME PROMOZIONALI O INCENTIVANTI

L'ordinamento giuridico non si basa solo su misure punitive dopo che una violazione è avvenuta, ma coinvolge anche una serie di altre strategie preventive , nonché l'uso di norme che hanno un ruolo “esemplare”(Es. Art.315-bis c.c. Il figlio deve rispettare i genitori ) Di recente sono frequenti anche norme che includono misure premiali o incentivi a favore dei soggetti che si vengano a trovare in particolari situazioni (es.a favore di imprese che intraprendono nuove attività in zone considerate depresse o sottosviluppate). L’equità L'equità è un concetto definito come: la giustizia del caso singolo. In alcuni casi può avvenire che l'applicazione della norma al caso concreto dia luogo a conseguenze che urtano contro il sentimento di giustizia. (es. Una persona viene licenziata dal lavoro a causa di un piccolo errore che non ha causato danni significativi all'azienda. Dal punto di vista dell'equità, molti potrebbero ritenere che il licenziamento in questo caso sia eccessivamente punitivo e non proporzionato all'errore commesso. in situazioni come questa, potrebbe esserci un conflitto tra l'applicazione della norma o del contratto e la percezione di giustizia individuale. Pertanto, un giudice potrebbe cercare di equilibrare la rigidità della norma con un'interpretazione più equa, che tenga conto delle circostanze specifiche del caso).

NOZIONI PRELIMINARI

CAPITOLO 2

IL DIRITTO PRIVATO E LE SUE FONTI Distinzione tra diritto pubblico e diritto privato

DIRITTO PUBBLICO → disciplina l'organizzazione dello Stato e degli enti pubblici ,

regolando come agiscono nell'interesse della collettività. Inoltre, impone ai singoli cittadini il comportamento necessario per mantenere l'ordine e il rispetto nella vita associata.Si suddivide in diverse branche, come: il diritto costituzionale , amministrativo , penale , tributario e altre.

DIRITTO PRIVATO→ insieme di norme giuridiche che disciplinano il rapporto tra i

privati: contratti, famiglia, compravendita di beni, debiti e crediti, imprese, aziende, società, successioni per causa di morte… Nel diritto privato, l’ iniziativa personale è fondamentale, i singoli individui sono liberi di scegliere e di agire nel proprio interesse. A differenza del diritto pubblico, in cui il governo o le autorità pubbliche esercitano il potere su individui, il diritto privato si ispira dunque all’idea che le persone siano su un piano di uguaglianza, nessuna delle parti ha un potere o autorità superiore.

IL CONFINE TRA DIRITTO PUBBLICO E DIRITTO PRIVATO ESISTE

DAVVERO?

  • Lo Stato può decidere di avocare a sé funzioni un tempo svolte da enti privati (come la scuola, gli ospedali),
  • enti pubblici (es. Talune banche e compagnie di assicurazioni) nonostante siano istituti per scopi di interesse pubblico, possono svolgere attività di diritto privato in concorrenza con aziende private. (questo significa che devono competere sul mercato in modo equo, come qualsiasi azienda privata).
  • Soggetti privati possono essere concessionari di servizi pubblici (ferrovie o trasporti pubblici) ed essere perciò dotati di poteri pubblicistici (es. Quello di espropriare terreni per realizzare strade o ferrovie).
  • Non tutto ciò che riguarda i soggetti pubblici, beni pubblici, attività pubbliche, dunque appartiene perciò solo al diritto pubblico: infatti i soggetti pubblici possono operare anche iure privatorum (università pubbliche possono avere filiali che gestiscono attività commerciali come caffetterie, librerie, o centri conferenze).

Fonti delle norme giuridiche

FONTI DI PRODUZIONE FONTI DI COGNIZIONE

Sono gli atti e i fatti che producono diritto, cioè i meccanismi attraverso i quali vengono create, sviluppate e stabilite le norme giuridiche.

ATTI→ esplicitazioni dell’attività di un

determinato organo o autorità muniti del potere di produrre norme (una legge del parlamento, un decreto di un sovrano assoluto...);

FATTI→ La norma può nascere anche

da un semplice fatto, come per esempio una consuetudine Sono documenti o pubblicazioni ufficiali , da cui si può prendere coscienza (quando si tratta di atti) del testo di un atto normativo (es. La Gazzetta Ufficiale ) Gerarchia delle fonti Spesso un ordinamento contempla una pluralità di fonti generatrici di norme giuridiche; pertanto, si rende indispensabile regolarne il rapporto gerarchico, ossia precisare, nel caso in cui due o più fonti diverse stabiliscano regole tra loro contrastanti, quale debba prevalere. Per esempio: le norme costituzionali sono decisamente di grado superiore rispetto alle norme regionali. Se viene erogata una norma regionale che va in contrasto con una norma costituzionale, bisogna fare appello alla corte costituzionale.

Costituzione Nel 1948 , in seguito alla caduta del regime fascista, entra in vigore la costituzione che è la fonte suprema. La Costituzione ha introdotto i diritti e i principi fondamentali e ha assegnato allo Stato la forma repubblicana in luogo di quella monarchica. I principi costituzionali La Costituzione pone regole e principi che pongono dei limiti sostanziali all’attività del legislatore (ciò significa che il potere legislativo non può approvare leggi che violino questi principi) come: il principio di eguaglianza , le norme che prevedono i fondamentali diritti e i doveri dei cittadini ()* ( __* ) AGGIUNTO DAL PROFESSORE art.41 della Costituzione: l'iniziativa economica privata è libera Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali [cfr. art. 43]. art.1322 c.c.: autonomia contrattuale Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge e dalle norme corporative. Le parti possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina particolare, purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico Ciascun contraente è libero di decidere se concludere un contratto e con chi concluderlo, libero di determinare il contenuto e le condizioni del contratto. I principi supremi enunciati dalla costituzione non sarebbero suscettibili di revisione (la costituzione stabilisce espressamente un divieto di revisione solo per la forma repubblicana dello Stato , attraverso l'articolo 139 “la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”)

Le leggi ordinarie dello Stato e le leggi regionali

LE LEGGI STATALI ORDINARIE

Le leggi statali ordinarie sono leggi emanate a livello statale che regolano varie questioni di interesse generale all’interno di uno Stato. Queste sono approvate dal Parlamento con una procedura dettagliatamente disciplinata dalla Carta Costituzionale (devono essere approvate da entrambe le camere del parlamento, cioè la Camera dei Deputati e il Senato, in modo che entrambe adottino un testo identico; dopo questa approvazione, la legge è promulgata dal presidente della Repubblica e successivamente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale).

Cosa può fare la legge ordinaria?

Può modificare o abrogare qualsiasi altra norma non avente valore di legge. Tuttavia, le leggi ordinarie stesse possono essere modificate o abrogate solo da leggi successive,oppure abrogate tramite referendum popolare.

DECRETI

Sono provvedimenti aventi forza di legge, esistono due tipi:

● DECRETI LEGGE : sono emanati dal Governo senza alcuna autorizzazione del

Parlamento. Diventano leggi vere e proprie se il Parlamento le tramuta in leggi entro 60 giorni. Questi vengono emanati in casi di urgenza (basti pensare al periodo del Covid).

● DECRETI LEGISLATIVI : anche questi vengono emanati dal Governo, ma a

differenza dei decreti legge, essi devono essere approvati dal Parlamento.

IL RAPPORTO TRA LEGGI REGIONALI E STATALI

Il ruolo delle leggi regionali e il loro rapporto con quelli statali è stato di recente innovato. Oggi il criterio fondamentale cui si ispirano i rapporti tra legge statale regionale non è più quello della gerarchia ma quello della competenza:

  • Lo Stato ha potestà legislativa in un insieme di materie(difesa e sicurezza nazionale, relazioni internazionali, moneta e politica monetaria, diritto penale, diritti civili e costituzionali…) in queste materie, solo lo Stato può approvare leggi.
  • Esistono poi alcune materie in cui sia lo Stato che le Regioni hanno potestà legislativa. Tuttavia, lo Stato ha il compito di stabilire i principi fondamentali in queste materie, quali poi le leggi regionali si devono attenere , in questo caso quindi non vige più la distinzione in base alla competenza, ma in base alla gerarchia (servizi e assistenza sociale, settore agroalimentare, legislazione del lavoro, energia e risorse energetiche…)
  • In tutte le altre materie, le Regioni hanno il potere legislativo. (educazione e istruzione, sanità e servizi sanitari, trasporti e infrastrutture, ambiente e risorse naturali regionali, cultura e lingue regionali, amministrazione locale a livello regionale)

I regolamenti I regolamenti sono fonti di diritto “secondarie“, subordinati alle leggi, emanabili dal Governo e anche da autorità indipendenti (organizzazioni pubbliche che operano in determinati settori e sono dotate di autonomia decisionale e indipendenza, senza essere subordinate al governo o al parlamento. In Italia un’autorità indipendente è: l’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato).

Cosa fanno i regolamenti? I regolamenti disciplinano, per esempio,

l’organizzazione e il funzionamento dei pubblici uffici, ma possono disciplinare specifiche materie solo in base a una delega o autorizzazione contenuta nella legge.

DISAPPLICAZIONE E ANNULLAMENTO DEL REGOLAMENTO

I regolamenti non possono contenere norme contrarie alle disposizioni di legge. Qualora un giudice rilevi un conflitto, egli è tenuto a disapplicare o annullare la norma regolamentare. La differenza tra la l’annullamento e la disapplicazione consiste in questo: ● Se il regolamento viene ANNULLATO , la sua efficacia viene rimossa, ● Nel caso della DISAPPLICAZIONE , il regolamento rimane in vigore e potrebbe essere applicato in altri casi. Le fonti comunitarie L’art.11 Cost. afferma che i trattati internazionali hanno valenza costituzionale, a condizione che rispettino i principi fondamentali della Costituzione stessa, e stabilisce la loro “prevalenza” sulle leggi nazionali in caso di conflitto.

FONTI PRIMARIE DELLE NORME COMUNITARIE

Le fonti comunitarie sono essenzialmente costituite dai Trattati istitutivi dell’Unione Europea : Trattato sull’Unione Europea, il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (Carta di Nizza).

FONTI DERIVATE DELLE NORME COMUNITARIE

REGOLAMENTI→ sono atti obbligatori, applicabili dai giudici dei singoli Stati membri come se fossero leggi dello Stato. Nel caso di contrasto tra un regolamento e una legge interna, il giudice italiano deve “disapplicare“ la norma interna e applicare, con prevalenza, la norma regolamentare.

Il codice civile

LA NOZIONE DI “CODICE”

Speciale rilievo tra tutte le leggi ordinarie dello Stato hanno quel particolare tipo di leggi definite “codici” (codice civile c.c., codice penale c.p., codice di procedura civile p.c., codice di procedura penale p.p., codice della navigazione nav.). Il codice è uno strumento giuridico essenziale che raccoglie e organizza in modo sistematico tutte le norme e le disposizioni relative ad una specifica area del diritto. Questa organizzazione aiuta a garantire coerenza e chiarezza nel diritto applicabile a quel settore, consentendo agli operatori legali e ai cittadini di avere una visione chiara delle regole che li riguardano. I codici sono naturalmente soggetti al controllo di legittimità della Corte costituzionale e possono essere sempre modificati o abrogati. Spesso le modifiche vengono apportate con la tecnica della “ novella ”, ossia sostituendo direttamente il testo di un articolo, lasciando la numerazione originaria.

CODICE CIVILE→ regola i privati (garantendo l’uguaglianza di trattamento per

tutti); regola i beni e i diritti sulle cose (in particolare la proprietà); regola l’attività (cioè i contratti); e regola i principi fondamentali sulla responsabilità civile (vale a dire la responsabilità per danni causati a terzi). Il codice civile è costituito da 6 libri:

  1. Delle Persone e della Famiglia : in questo libro si parla di temi riguardanti appunto la famiglia, la concezione e il modo di trattare alcuni di questi sono cambiati col tempo, come il tema dell’aborto o del divorzio.
  2. Delle Successioni : Il fenomeno successorio. Le successioni regolano la destinazione del patrimonio di un privato dopo la sua morte. Per patrimonio di una persona non si intendono solo i beni ma anche eventuali debiti: a quel punto conviene capire se accettare o meno la successione.
  3. Della Proprietà
  4. Delle Obbligazioni
  5. Del Lavoro
  6. Della Tutela dei Diritti L’edizione definitiva del codice civile,in Italia, viene promulgata nel 1942. Tuttavia va sottolineato che al momento dell’emanazione del codice civile, la dittatura fascista era ancora al potere, anche se si era alla vigilia della sua caduta. Nonostante ciò, non ha lasciato tracce significative nel codice, dunque appare ancora idoneo.

NOZIONI PRELIMINARI

CAPITOLO 3

L’EFFICACIA TEMPORALE DELLE LEGGI Entrata in vigore della legge Per l’entrata in vigore della legge si richiede, oltre all’approvazione da parte delle due camere:

  1. la promulgazione della legge da parte del presidente della Repubblica,
  2. La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica,
  3. Il decorso di un periodo di tempo , detto vacatio legis , che va dalla pubblicazione all’entrata in vigore della legge, e che di regola è di 15 giorni. Con la pubblicazione la legge si reputa conosciuta e diventa obbligatoria per tutti , anche per chi non ne abbia conoscenza. Vale infatti il principio per cui ignorantia iuris non excusat , cioè nessuno può a propria giustificazione, per evitare una sanzione o per sottrarsi agli effetti di una norma, di aver ignorato l’esistenza di una disposizione di legge. Abrogazione della legge Una disposizione di legge può essere abrogata nel momento in cui interviene una legge posteriore (cioè una disposizione nuova di pari valore gerarchico), la quale dispone che ne venga cessata l’efficacia. L’abrogazione può essere espressa o tacita:
  • ESPRESSA : quando la legge posteriore dichiara esplicitamente abrogata una legge anteriore.
  • TACITA : quando, in assenza di una dichiarazione esplicita, le norme posteriori sono: incompatibili , cioè vi sia una contraddizione con le disposizioni antecedenti, tale da rendere impossibile l'applicazione; oppure le norme introducono una nuova regolamentazione dell’intera materia , già regolata dalla legge precedente, la quale deve essere sostituita dalle disposizioni più recenti anche in assenza di una vera e propria incompatibilità tra le vecchie e la nuove disposizioni. Una legge può inoltre essere abrogata mediante un referendum popolare , quando ne facciano richiesta almeno 500.000 elettori o 5 Consigli regionali. Anche la dichiarazione di incostituzionalità di una legge (o di un solo articolo di una legge, o di un comma o di una qualsiasi sua parte) ne fa cessare l’efficacia. Ma mentre la legge, benché abrogata, può essere ancora applicata ai fatti verificatisi quando era in vigore, la dichiarazione di incostituzionalità annulla la legge come se non fosse mai stata emanata, cosicché non può più essere applicata neppure nei giudizi ancora in corso e neppure a fatti già verificatisi in precedenza.