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Tipologia: Dispense
1 / 27
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Le sono una somma di infinti addendi che si rappresentano con il simbolo della
sommatoria.
! 𝑈𝑛 → lim
!→#
!
! 𝑈𝑛 → lim
!→#
!
Se una serie converge, il suo termine generale deve necessariamente essere
infinitesimo, ossia deve tendere a zero ( lim
!→#
Serie geometriche
!
!
!$%
!$%
!$%
Una serie a termini positivi è una serie i cui termini hanno segno costante positivo, la
n-esima somma parziale è positiva, la successioni delle somme parziali è monotona
crescente ed è regolare in quanto può convergere o divergere ma non sono mai
irregolari.
Esistono quattro criteri per stabilire l’eventuale convergenza delle serie a termini
positivi.
Cioè le due serie hanno lo stesso carattere (entrambe convergenti o divergenti)
Inoltre possiamo osservare che data una serie a termini positivi ∑ 𝑈𝑛 se esiste un
𝛼 ∈ ℝ tale che lim
!→#
&!
%/!
"
= 𝑘 𝑐𝑜𝑛 𝑘 è 𝑢𝑛 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑎 0 , 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎:
È il criterio più utile quando il termine generale della serie da studiare è
“complicata”, si tratta quindi innanzitutto di passare a una serie più semplice,
conservando però l’ordine d’infinitesimo generale e poi valutare l’ordine
infinitesimo generale del termine generale della nuova serie.
Serie armonica generalizzata
)
!
Date due serie a termini positivi, i cui termini generali hanno lo stesso ordine di
infinitesimo (velocità con cui Un tende ad infinito), hanno anche lo stesso carattere.
Gli ordini di grandezza sono:
log 𝑛 ≺ 𝑛
!
(il simbolo ≺ significa “cresce meno velocemente di” è quindi l’ordine
d’infinitesimo)
lim
!→#
!
+,-!
= ∞ log 𝑛 ≺ 𝑛
lim
!→#
)
!
!
!
lim
!→#
!!
)
!
!
Fattoriale di un numero positivo n è il prodotto dei numeri da 1 a n (es. 3!= 1x2x3=6)
Serie di Mengoli
!/%
Sn (somma serie)=
%
0
%
1
%
%
%
!
( !$%
)
%
0
%
0
%
4
%
!
%
!$%
Sn= 1 −
%
!$%
!→#
Serie di Taylor
Lo sviluppo in serie di Taylor di una funzione in un punto, se esiste, permette di
esprimere la funzione nell’intorno del punto come un polinomio di infiniti termini, in
modo approssimato.
%
% 56
0
4
7
6
$
0
6
%
4
%
0
log
% 56
% 56
6
%
4
6
&
8
6
6
$
0!
6
%
4!
6
%
4!
6
&
8!
6
$
0!
6
'
7!
Serie con segno alterno
In questo tipo di serie si susseguono alternativamente (almeno a partire da un certo
indice n0) addendi positivi e addendi negativi (con Un >0)
!
!/ 9
Il processo inverso della derivazione si chiama integrazione. Se l’operazione di
derivazione fa passare da 𝐹
4
a 𝐹
:
0
, l’integrazione è l’operazione
inversa che “tornando indietro” associa nuovamente F(x).
Data la funzione f(derivata), chiamiamo anti-derivata o primitiva in un intervallo I
una funzione F tale che, per ogni, x appartenente a I risulta:
:
Una funzione f, che in un intervallo I ammette un’anti-derivata F, in realtà ne
ammette infinite nella forma 𝐹
la cui derivata è sempre nulla.
Si chiama integrale indefinito di una funzione f un intervallo I, l’insieme delle sue
anti-derivate o primitive. L’integrale indefinito f si indica con il simbolo:
a 𝑓 𝑜𝑝𝑝𝑢𝑟𝑒 a 𝑓(𝑥)𝑑𝑥
Anti-derivate immediate:
La primitiva di una somma è data dalla somma delle primitive, quindi il calcolo della
primitiva di una somma si può “spezzare” nel calcolo di due o più primitive più
semplici:
a 𝑓 + 𝑔 = a 𝑓 + a 𝑔
Le costanti moltiplicative possono essere “portate fuori” rispetto al simbolo di
integrale indefinito (se sono separate da x)
a 𝑘𝑓 = 𝑘 a 𝑓
Anti-derivate quasi immediate (le più comuni):
;:( 6 )
;( 6 )
𝑑𝑥 = log
<
:
[;( 6 )]
()*
<$%
Bisogna tenere presente che ci sono funzioni in cui il calcolo di una primitiva non è
immediato, come i precedenti esempi, ma bisogna ricordare che:
della stessa costante moltiplicativa
Anti-derivate funzioni con polinomi:
a
Grado polinomio p1 (numeratore) < grado polinomio p2 (denominatore)
0
P2 ammette due radici reali distinte, x1 e x2, e può essere scritto come
0
P2 ammette due radici reali coincidenti, x1=x2.
0
P2 non ammette radici reali
L'integrale definito di una funzione f(x)f(x) in un intervallo [a,b][a,b] è il limite della
somma di Riemann quando la suddivisione dell'intervallo diventa infinitamente fine,
ossia quando l’estremo superiore della classe delle somme inferiori e l’estremo
inferiore della classe delle somme superiori coincidono. Formalmente, è definito
come:
Secondo il significato geometrico dell’integrale definito, esso rappresenta l’aerea
della regione del piano delimitata dall’asse x e dal grafico di f, compresa tra le rette
verticali di equazione x=a e x=b.
Secondo il Teorema fondamentale del calcolo, se F(x) è una primitiva di f(x) allora:
a 𝑓
?
@
Quando esiste l’integrale definito di una funzione?
Teorema di Lagrange (o del valor medio)
Se la funzione f è continua nell’intervallo a,b esiste almeno un punto c appartenente a
tale intervallo per cui risulta:
a 𝑓
?
@
Teorema Torricelli-Barrow (o fondamentale)
Se la funzione f è continua nell’intervallo a,b, la corrispondente funzione integrale
(per un dato punto x0 appartenente a tale intervallo) è:
𝐹(𝑥) = a 𝑓(𝑡)𝑑𝑡
6
69
Essa è continua e derivabile e vale la seguente:
:
I teoremi mostrano così le formule per il calcolo degli integrali definiti di una
funzione continua la quale ammette sempre una primitiva.
Equazione retta tangente
Per il teorema fondamentale possiamo dedurre che se la funzione F è così definita
6
69
allora l’equazione della tangente alla curva F nel punto x1 è:
𝑦 − a 𝑓
6 %
69
Dove 𝑓(𝑥 1 ) = 𝑓(𝑡)
Sviluppo di Taylor
Se la funzione F è così definita 𝐹
6
69
lo sviluppo di Taylor al secondo
ordine è: 𝐹
%
0!
6 %
69
:
0
Un vettore è una lista ordinata di numeri reali
Trasposizione è l’operazione che trasforma un vettore colonna (x) in un vettore riga
(y). Il trasposto del trasposto coincide con il vettore iniziale (𝑥
A
A
A
Una matrice è una tabella rettangolare di numeri reali con n righe e n colonne che ha
forma:
Una matrice si indica sempre con una lettera maiuscola mentre i suoi elementi
vengono indicati con una lettera minuscola accompagnata da un doppio indice per
indicare l’appartenenza dell’elemento (primo indice = riga, secondo indice=colonna).
Somma
Due matrici si possono sommare quando hanno la stessa dimensione, cioè sono
uguali ossia quando ogni elemento della prima è uguale al corrispondente elemento
dell’altra (aij=bij) e occupa così lo stesso posto.
La somma fra due matrici si ottiene sommando gli elementi che occupano lo stesso
posto:
La matrice nxm che ha tutte le entrate nulle si denota con il simbolo 0.
La matrice nxm che ha ogni entrata uguale esattamente all’opposto di A si denota con
Prodotto
Una matrice può essere moltiplicata per un numero reale e per calcolare il prodotto,
basta moltiplicare per quel numero ogni elemento della matrice:
Di conseguenza valgono le seguenti proprietà:
Invece il prodotto tra due matrici A e B è possibile quando il numero di colonne di A
è uguale al numero di righe di B, il risultato è quindi dato da una matrice C che ha
tante righe quante quelle di A e tante colonne quante quelle di B. Il prodotto avviene
calcolando il prodotto delle righe della prima matrice per le colonne della seconda
matrice.
𝐴 ∙ 𝐵 = 7
𝑎 11 𝑎 12
𝑎 21 𝑎 22
𝑎 31 𝑎 32
: ∙ ;
𝑏 11 𝑏 12 𝑏 13
𝑏 21 𝑏 22 𝑏 23
= 1. Moltiplicare ogni riga di
A con la 1 colonna di B
𝐴 ∙ 𝐵 = 7
𝑎 11 𝑎 12
𝑎 21 𝑎 22
𝑎 31 𝑎 32
: ∙ ;
𝑏 11 𝑏 12 𝑏 13
𝑏 21 𝑏 22 𝑏 23
= 1. Moltiplicare ogni riga di
A con la 2 colonna di B
𝐴 ∙ 𝐵 = 7
𝑎 11 𝑎 12
𝑎 21 𝑎 22
𝑎 31 𝑎 32
: ∙ ;
𝑏 11 𝑏 12 𝑏 13
𝑏 21 𝑏 22 𝑏 23
= 1. Moltiplicare ogni riga di
A con la 3 colonna di B
Matrice trasposta
Data una matrice A nxm si indica con 𝐴
A
la matrice trasposta in cui si scambiano le
righe con le colonne ordinatamente:
A
della radice che può capitare di calcolare negli esercizi) si ottiene moltiplicando a
per il suo determinate (matrice 3x3 togliendo la prima riga e la rima colonna)… e si
prosegue come la regola precedente.
det 𝐴 = 𝑎 11 ∙ 𝑑𝑒𝑡 2
𝑎 22 𝑎 23 𝑎 24
𝑎 32 𝑎 33 𝑎 34
𝑎 42 𝑎 43 𝑎 44
4 − 𝑎 12 ∙ 𝑑𝑒𝑡 2
𝑎 21 𝑎 23 𝑎 24
𝑎 31 𝑎 33 𝑎 34
𝑎 41 𝑎 43 𝑎 44
4 + 𝑎 13
∙ 𝑑𝑒𝑡 2
𝑎 21 𝑎 22 𝑎 24
𝑎 31 𝑎 32 𝑎 34
𝑎 41 𝑎 42 𝑎 44
4 − 𝑎 14 ∙ 𝑑𝑒𝑡 2
𝑎 21 𝑎 22 𝑎 23
𝑎 31 𝑎 32 𝑎 33
𝑎 41 𝑎 42 𝑎 43
4
Complemento algebrico
Data una matrice quadrata A chiamiamo complemento algebrico dell’elemento aij il
determinante della matrice ottenuta da A togliendo la i-esima riga e la j-esima
colonna, moltiplicato per (− 1 )
B$C
𝐴 = 2
3 2 1
3 1 0
1 2 2
4 → 𝑎 11 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑔𝑒𝑏𝑟𝑖𝑐𝑜
,
1 0
2 2
/ = det
( 1 ∙ 2
) −
( 0 ∙ 2
) = 2 → 2 ∙ (− 1 )
!"!
= 2
Teorema Laplace (definizione determinante)
Il determinante di una matrice quadrata è dato dalla somma dei prodotti degli
elementi di una sua riga (o di una sua colonna) moltiplicati per i rispettivi
complementi algebrici.
Di conseguenza ci sono alcune regole da ricordare:
A
basso/verso sinistra o destra di p posizioni, il determinante è moltiplicato per
D
determinate cambia segno ma resta uguale in valore assoluto
moltiplicati per una costante k, il determinante risulta moltiplicato per k
teorema di Laplace.
Teorema vettori linearmente indipendenti
Siano dati n vettori 𝑥
%
0
!
!
risultano linearmente indipendenti se e solo se è
non singolare la matrice A (con determinante diverso da 0) ottenuta dal loro
accostamento come righe o colonne:
%
0
!
%
0
!
Matrici inverse
Chiamiamo matrice inversa di una matrice quadrata A la matrice 𝐴
5 %
se esite tale che:
5 %
5 %
Di conseguenza ci sono delle regole da ricordare:
5 %
è l’inversa di A allora A è l’inversa di 𝐴
5 %
5 %
5 %
A
5 %
5 %
A
Teorema matrici inverse
Una matrice quadrata A è invertibile se e solo se è non singolare (det A diverso da 0).
Sia data una matrice quadrata A non singolare, gli elementi dell’inversa sono dati dai
complementi algebrici della trasposta divisi per il det A.
Come calcolare una matrice inversa?
A
A
con il suo complemento algebrico, cioè
calcolare la matrice aggiunta di A (agg A)
5 %
dividendo ogni elemento di agg A per det A ovvero
5 %
Rango matrice
La matrice A ha rango r quando r è il massimo ordine delle sue sotto matrici quadrate
non singolari. È un numero intero non negativo associato alla matrice A → 𝑟
Quindi una matrice quadrata A di ordine 3 avrà al massimo rango 3, r(A)=3, quando
A contiene una sottomatrice di ordine 3, in questo caso la stessa matrice A, non
singolare.
Teorema Rouché-Capelli
Un sistema di equazioni lineari Ax=b ammette una soluzione se e solo se il rango
della matrice dei coefficienti A è uguale al rango della matrice orlata A|b. Se fosse
diversa il sistema risulterebbe impossibile.
𝐴𝑥 = 𝑏 è 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 → 𝑟
𝐴𝑥 = 𝑏 è 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 → 𝑟(𝐴) ≠ 𝑟(𝐴|𝑏)
Quindi il sistema ha soluzione solo se il vettore b si può scrivere come combinazione
lineare delle colonne della matrice A; altrimenti
Inoltre dato Ax=b con A una matrice mxn con n(colonne) ≥ m(righe), ossia che il
sistema ha più incognite che equazioni e r(A)=m (rango = numero delle equazioni) il
sistema ha sempre soluzioni poiché è vero che r(A)=r(A|b).
Teorema di Cramer
Il sistema lineare Ax=b con A matrice quadrata nxm e non singolare (ovvero esiste
5 %
) ammette un’unica soluzione che è:
det 𝐴
B
det 𝐴
Dove 𝐴
B
è la matrice ottenuta da A sostituendo la colonna dei termini noti b al posto
della i-esima colonna di A.
Valgono di conseguenza le seguenti equivalenze:
5 %
5 %
5 %
∙ 𝑏 (trasformazione)
Il sistema lineare Ax=b con matrice A quadrata nxm non singolare ha come unica
soluzione X= 0 , come conseguenza immediata del teorema di Laplace e RC:
formula di Cramer.
Nel caso 𝑟
:
Nel caso 𝑟
Una legge di capitalizzazione è scindibile se e solo se è composta con conversione
esponenziale.
calcolati nel regime di attualizzazione prescelto. Quindi se la rendita è
<
<)
Ed il fattore di sconto è dato dalla funzione g allora abbiamo che il valore V è
dato da
<
<
<
9
<
<
nel regime a sconto composto al tasso i:
!
Se la rata è costante R otteniamo che:
nel regime a sconto composto al tasso i:
!¬B
<
<
! 5 %
9
Se la rata R è fissa avremo:
!¬B