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Diritto penale II 26/
DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE(libro II)
- Evoluzione : nel 1930 il codice Rocco parte da una nozione molto ampia di PA perché comprende anche potere legislativo e giudiziario. Nello specifico si intendeva tutelare il dovere di fedeltà del PU alla PA e il prestigio della PA(molto forte ad ese. nel reato di pubblico oltraggio)questa prospettiva di tutela ha portato a leggere alcune fattispecie in tema di tutela forte della PA, nel senso che per alcune fattispecie la tutela penale scattava quando vi era una mera violazione amministrativa. Con l’entrata in vigore della Cost però si doveva tenere conto del rapporto tra Stato e consociati: art. Costimparzialità e buon andamento della PA implicano che operi sul rispetto del principio di legalità Per molti anni non vengono modificati i reato contro la PA ma ad un certo punto si pongono delle questioni circa il rapporto tra privati e PA , dunque cominciano ad essere integrate e/o modificate alcune fattispecie di reato. Era necessario potenziare le norme penali contro la corruzione perché si cominciò a capire che questo reato rappresentava la fattispecie che più compromette l’operato della PA Evitare un eccesso di sindacato del giudice penale sull’attività della PA, in particolare il sindacato non può investire il merito delle scelte fatte dalla PA, ma solo il rispetto del principio di legalità Riforma 86/ Ulteriori riforme 1992 caso Tangentopoli con il quale viene evidenziato che c’è un mercato molto forte di corruzione tra PU, imprenditori e politici, si tratta di una corruzione sistemica; in particolare questo caso evidenziò quanto gli strumenti di tutela penale della PA erano inefficaci 1997 viene riformato il delitto di abuso di ufficio 1999 in ambito di una legge di depenalizzazione viene eliminato il reato di oltraggio a PU 2000 ampliata la tutela penale di alcuni reati contro la PA(nella specifico interessa i reati di corruzione) 2001 introdotta la responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato (l.231/2001) 2012 legge n.190(legge Severino) fondamentale in tema di contrasto alla corruzione , interviene in prospettiva di tutela integrata, ovvero sviluppa la legge in due direzioni: 1- si interviene sulle norme penali 2- si interviene sulla prevenzione oltre che sulla repressione, prevenire attraverso dei controlli specifici e frequenti all’interno della PA 2015 legge n. 69 interviene sul piano sanzionatorio , ovvero aumenta la risposta repressiva 2017 il legislatore decide di estendere misure di prevenzione anche agli indiziati di reati di corruzione QUALIFICHE SOGGETTIVE -i reati della PA sono per la maggior parte propri quindi il sogg deve possedere delle qualifiche:
- Pubbl. Uff. codice Rocco: coloro che esercitano una funzione pubblica amministrativa, giudiziaria o legislativa(tautologica) lettura in chiave sogg: possono essere PU sono coloro che hanno rapporto di dipendenza con la PA(non accolta dalla maggior parte degli interpreti) lettura in chiave ogg : non dipende dal rapporto organico che il PU ha con la PA, ma dalla funzione in concreto eseguita dal soggetto, all’attività(più accettata) La giurisprudenza ha elaborato degli indici sintomatici della qualifica pubblicistica che il codice Rocco non forniva:
- PU=coloro che concorrono a formare la volontà della PA
- PU=coloro che hanno la funzione di rappresentare la PA 3.PU= coloro che hanno il potere di certificare la veridicità di certi atti
- PU=coloro che possiedono dei poteri autoritativi
- Incaricato di pubblico servizio codice Rocco: colui che anche temporaneamente svolge un pubblico servizio(tautologica) Una definizione non tautologica: l’incaricato di pubblico servizio non ha tutti i poteri che la giurisprudenza attribuiva al PU, ma svolge un servizio di interesse per la collettività per conto della PA. Mentre prima i due soggetti non erano considerati sullo stesso piano a livello di responsabilità amministrativa, oggi, per effetto di tutta una serie di riforme, quasi sempre rispondono entrambi. Con il processo di privatizzazione della gestione dei servizi ci si chiede se i privati che gestiscono servizi pubblici possono essere considerati PU: il legislatore nel 1990 interviene sulle qualifiche di PU e Incaricato di pubblico servizio
art.357 c.p. nozione del PU per quanto riguarda la funzione amministrativa il legislatore spiega cos’è da un punto di vista formale (“disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi” le norme del diritto pubblico sono quelle che introducono un elemento di supremazia della PA rispetto ai privati;) e in riferimento ai poteri (“formazione e manifestazione della volontà della PA”) con ciò il legislatore ha cristallizzato gli indici che la giurisprudenza aveva connotato prima della riforma del ‘ art.358 c.p. nozione della persona incaricata di un pubblico servizio hanno in comune con i PU la forma con la quale viene disciplinata l’attività(diritto pubblico e atti autoritativi) ma vi è una differenza: non hanno tutti quei poteri tipici che caratterizzano i PU; è ciò consente di distinguere le due qualifiche soggettive.
- All’interno dell’art. è rintracciabile un limite inferiore che consiste nel non considerare persone incaricate di pubblico servizio coloro che svolgono semplici mansioni di ordine e prestazioni di opera meramente materiale. -Caso degli operatori bancari: c’erano molti dubbi sulla qualifica di PU attribuibile agli operatori bancari dipendenti di banche pubblicherisolto da una sentenza della Cassazione nel 1981 con la quale si stabilì che gli operatori sono considerati PU indipendentemente dalla natura pubblica o privata della banca. nel 1987 la Cassazione cambia orientamento: in quanto l’attività bancaria costituisce un’attività d’impresa, in seguito ad un decreto, gli operatori bancari non sono considerati più PU con la conseguenza che non può esservi estesa la punibilità del reato di peculato. Tuttavia però possono esserci dei casi in cui l’operatore bancario svolge una funzione pubblica, ad esempio nell’ambito di finanziamenti agevolati, con conseguente applicazione dei reati contro la PA -Caso dei lavoratori delle Ferrovie dello Stato: anche se vi è stata la privatizzazione del servizio, esso stesso rimane di pubblica utilità dunque i lavoratori sono considerati PU/incaricati di pubbl servizio; stessa cosa vale per i dipendenti delle Poste. Un problema si pone però quando un dipendente delle Poste svolge attività di tipo bancario: la Cassazione rimane sulla concezione di erogazione di servizi pubblici -Se un PU opera privatamente non è considerato con questa qualifica ma semplice privato 3 Sogg esercente servizi di pubblica necessità( qualifica privatistica)art.359 c.p : sono i privati che esercitano professioni forensi/sanitarie e tutte le altre professioni per cui è necessaria un’abilitazione dello Stato/dal privato non possono essere svolte art.360: cessazione della qualifica di PU
art.49 comma II ( reato impossibile per inidoneità dell’azione) prevede la possibilità di applicare una misura di sicurezza come sanzione art.56 (idoneità degli atti ) si riferisce solo ai delitti -Associazione a delinquere(art.416 c.p): considerata reato autonomo permanente, che non si esaurisce in un momento specifico, ma è destinato a perdurare nel tempo per tutto il tempo in cui lo vogliono coloro che commettono il reato. E’ un’organizzazione che ha per scopo la commissione di una pluralità di reati. Tipologie soggettive promotore (colui che spinge a commettere il reato) associato-partecipe (colui che prende parte alla commissione del reato) Il vincolo associativo può essere diverso a secondo dei partecipi: ciò è possibile perché può capitare che qualche associato esca dalla situazione facendo cessare la permanenza all’interno dell’associazione, dunque per lui la prescrizione inizierà dal momento in cui se ne tira fuori. Quando vengono commessi i reati-scopo chi risponde dato che sono realizzati dall’associazione? Dei singoli reati risponderanno solo coloro che hanno contribuito alla loro realizzazione, gli altri non sono chiamati a rispondere. Il problema è verificare cosa vuol dire contribuire alla realizzazione: rispondono coloro che hanno spinto, aiutato, organizzato il reato(concorso morale o concorso atipico) L’associato che non ha dato contributo ma sapeva che il reato sarebbe stato realizzato risponde? Se si tratta di mera conoscenza non risponde perché manca il contributo causale. Art.416 Comma III prevede un’aggravante
-Art. 416 bis Associazioni di tipo mafioso anche straniere (introdotto nel 1982) La legge che l’ha introdotto è stata proposta dall’onorevole La Torre, lo scopo era quello di rendere più
art.316 ter. Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato introdotto per garantire maggior tutela rispetto all’art.640 bis -elementi costitutivi: reato comune condotta: utilizzo/presentazione di dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ancora omissione di informazioni dovute evento -Spazio applicativo: è molto discusso cosa si intende artifizio/raggirosi tratta di menzogne od omissione di elementi che il soggetto avrebbe dovuto palesare? Nell’ambito delle trattative contrattuali si tratta di truffa contrattuale. Tanto la menzogna quanto l’omissione sono penalmente rilevanti quando il soggetto ha l’obbligo giuridico di dire la verità. Art.316 ter costituisce una norma speciale dell’art.640 bis effetto negativo perché avrebbe depotenziato la tutela degli interessi finanziari dell’UE e dunque in contrasto con le disposizioni del 316 ter introduzione di una soglia rigida di punibilità ravvisabile (“Quando la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a tremilanovecentonovantanove euro e novantasei centesimi si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da cinquemilacentosessantaquattro euro a venticinquemilaottocentoventidue euro. Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito (3).”) Nella clausola di riserva la cassazione legge il principio di sussidiarietà in quanto tutela quei fatti che l’art. 640 bis non è in grado di tutelare in particolari situazioni : 1.Condotta meramente omissiva non può rientrare nell’ambito di applicazione del 640 perché questo richiede artifizi/raggiri 2.La truffa richiede l’induzione in errore nel 316 ter questo elemento non è richiesto 3.art.316 ter considerato come reato complesso (presentare dichiarazioni non verereato art.483 c.p.) quando si verifica quest’ultima condotta. Il 483 è assorbito dall’illecito amministrativo quindi si applica il 316 ter e non il 640 bis.
Art.316 bis Malversazione ai danni dello Stato Abuso del finanziamento già erogato perché destinato ad altre finalità diverse da quelle indicate dalla norma. -soggetto attivo: chiunque estraneo alla PA -presupposto della condotta: erogazione del finanziamento destinato a favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere/svolgimento di attività di pubblico interesse-> può anche applicarsi qualora si tratti di finanziare attività private purchè vi sia interesse pubblico -reato di natura omissiva(“non li destina alle predette finalità”): è necessario il termine di adempimento poiché si tratta di reato omissivo proprio Rapporto con l’art.640 bis Si tratta di due reati o concorso apparente di norma attraverso la figura del post factum non punibile? (sogg che riceve illegittimamente un finanziamento e poi lo destina ad altre finalità) Cass 23/02/2017 n. Il soggetto realizza due condotte distinte dunque risponde di due reati differenti
Art.323 Abuso d’ufficio Fu oggetto di 2 importanti riforme: 1990 1997 -nel c.p. 1930 l’articolo: abuso innominato (il p.u. che abusando dei suoi poteri commette un fatto non previsto come reato ma che è volto a svantaggiare/avvantaggiare taluno)sanzionava qualsiasi violazione di disposizione di legge allo scopo di recare danno/procurare vantaggio a terzi -art.324: interesse privato in atti di ufficio(p.u. prende un interesse privato in qualsiasi atto della PA) è necessario che ci sia sfruttamento dell’ufficio per finalità privata la lettura di queste due norme provocò vari problemi di applicazione per la PARiforma 1990: il p.u. che al fine di procurare a sé o altri un vantaggio per arrecare ad altri un danno ingiusto(dolo specifico), abusa del suo ufficio è punito. -Realizzazione di un atto o comportamento con vizi tipici di atti amministrativi=sfruttamento d’ufficio -Riforma 1997:il delitto di abuso d’ufficio ha un ambito di applicazione residuale(clausola di riserva),
puntuale tipizzazione della condotta, si ha un reato con evento, ristretto ambito di applicazione della norma si tratta di un reato proprio (nello svolgimento delle funzioni o del servizionon applicabilità del 360) condotta tipizzata: (in violazione di norme di legge/regolamento oppure omissione di astensione)
Art.317 Concussione
- Riforma 2012 Legge Severino : il p.u che costringe taluno a dare/promettere indebitamente a lui/terzo denaro o altre ultilità è punito con la reclusione -Pre riforma: il p.u che costringe o induce taluno a dare/promettere indebitamente a lui/terzo denaro o altre utilità è punito con la reclusione Condotta : Abuso dei poteri (abuso oggettivo) realizzabile anche con condotta omissiva(comportamento ostruzionistico) Abuso della qualità (abuso soggettivo ) strumentalizzazione della posizione rivestita Costrizione : intesa psichicamente mediante violenza/minaccia (male futuro la cui realizzazione dipende dal soggetto che minaccia)e il soggetto passivo in una condizione di sostanziale mancanza di alternativa (sent. Maldera 24/10/13 n.12228) Altre utilità : qualunque vantaggio che derivi al soggetto che chiede(es. favore di natura sessuale) Costringere a dare/promettere : Reato a duplice schema (il reato si consuma tanto con l’azione ma anche con la semplice promessa) Riserva mentale : quando la vittima in realtà promette con la riserva mentale di non promettere e non dare la sommareato consumato? Dando rilevanza all’elemento psicologico non c’è stat costrizione dunque no reato, la giurisprudenza più severa invece lo considera consumato perché la promessa implica la consumazione del reato -scomparsa condotta per induzione rinvia a due significati:
- blanda spinta a pagare
- induzione in errore (quando il soggetto cade in errore sui poteri del p.u.): non ricade il caso in cui il soggetto passivo sia indotto in errore sulla somma indebitamente richiesta(truffa aggravata dall’abuso della qualità di p.u)
REATI DI OPINIONE
Si estrinseca mediante una manifestazione di pensiero o espressione di parole. ISTIGAZIONE A DELINQUERE L’istituzione può essere accolta e può essere non accolta: nel primo caso l’istigatore risponde a titolo di concorso eventuale nel reato commesso dall’istigato, viceversa il principio generale di cui all’articolo 115 c.p. non si punisce l’istituzione non accolta. Vi è una deroga di cui al 414 c.p. che sancisce che se l’istigazione avviene in modo pubblico, luogo pubblico o mezzi stampa o luogo privato che per argomento di cui si tratta o per l’elevato numero di persone presente sia da considerare pubblico. La pena inflitta è da 1 a 5 anni se a commettere delitti o fino ad 1 anno o multa se istigazione a commettere una contravvenzione. I LIMITI ALLA PUNIBILITÀ DELL’ISTIGAZIONE A DELINQUERE Dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che all’istituzione a delinquere si applica il principio di offensività: essa è punibile nella misura in cui l’istigazione avvenga in modo pericoloso, cioè in un contesto che rende provabile la realizzazione dei delitti oggetto di istigazione. Se manca questa probabilità concreta non si può punire l’istigazione. Si apre una questione di compatibilità con l’articolo 21 Cost risolta dall’applicazione del principio di offensività. APOLOGIA DI DELITTO
DELITTI DI ATTENTATO
Anche i delitti di attentato come i delitti di vilipendio li troviamo previsti nei delitti contro lo Stato. Un delitto di attentato è configurato dall’ordinamento ribaltando l’ordine logico della disciplina dei reati (reato consumato e poi il tentativo di delitto) anticipando la tutela penale nell’ottica di proteggere i cittadini dai comportamenti che possono mettere in pericolo i cittadini. La forma che assume la fattispecie in questione è quella del delitto tentato di cui all’articolo 56 c.p. cioè il solo tentativo di attentare ad esempio alla vita del Capo dello Stato costituisce reato punibile. La condotta viene individuata in due modi, con l’espressione “atti diretti a” ponendo un problema di interpretazione non indifferente: nell’articolo 56 c.p. i requisiti oggettivi sono ben esplicitati specificando anche la direzione non equivoca, mentre in tal caso bastano gli “atti diretti ad” un certo obiettivo. La punibilità veniva enormemente dilatata.
Nel 2006, come si vedrà, è stato aggiunto il requisito della violenza oltre che dell’idoneità anche per gli atti di attentato. Altra formula utilizzata per definire i delitti di attentato oltre all’ espressione “atti diretti a” è quella “chi attenta a”. Si tratta di fattispecie che avevano la struttura di mero delitto tentato sulla falsa riga dell’articolo 56 c.p. che risente del carattere fortemente autoritario del periodo in cui il codice nasce. Tale soluzione determinava un’anticipazione enorme della norma penale: qualunque atto anche meramente preparatorio, minimamente pericoloso è molto lontano dalla realizzazione effettiva dell’atto costitutivo di reato poteva essere riconducibile ad una responsabilità penale (poteva bastare un semplice sopralluogo nel luogo dove si voleva collocare una bomba o dove abitava la vittima designata) e dunque essere già punito per la semplice direzione a commettere un attentato. Fino al 2006 i delitti di attentato sono punibili nella misura in cui concretano un reale pericolo in ordine alla commissione di un delitto: si è introdotto infatti successivamente il requisito dell’ idoneità oltre alla direzione univoca. Prima in dottrina e poi in giurisprudenza gli attentati, nonostante la formula del ‘30, sono punibili nella misura in cui si riscontri quantomeno l’idoneità degli atti a costituire reato. Come poc’anzi accennato, nel 2006 è intervenuta una modifica legislativa di alcuni delitti contro la personalità dello Stato: una delle modifiche più significative è stata quella di inserire in un certo numero di delitti di attentato due elementi qualificanti: non ogni atto diretto può essere costitutivo di reato, solo l’atto idoneo e qualificato dalla violenza. È stata dunque circoscritta la punibilità di tali fattispecie, in quanto le qualificazioni aggiunte dal legislatore hanno ridotto il campo di applicazione di tali delitti di attentato. Esaminiamo alcuni di questi delitti tratti dal Titolo I libro secondo del c.p.:
- Art. 241 c.p. Attentati contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato : tale articolo ha avuto nel nostro Paese una certa notorietà poiché vi sono stati alcuni casi in cui si è tentato di minare all’integrità dello Stato (come quanto accaduto ad opera del movimento ribellistico altoatesino oppure alla fine del secolo scorso un movimento alimentato dalla mafia per creare una sorta di movimento indipendentista del Sud che avrebbe dovuto ricostituire la Repubblica delle due Sicilie, e ancora quando la Lega Nord voleva creare una maggiore indipendenza di tipo regionale tanto che alcuni esponenti di tale partito hanno dovuto rispondere di tale reato).
- Art. 276-277-278 c.p. Attentati contro il Presidente della Repubblica : il codice penale Rocco prevedeva anche l’attentato al Capo del Governo (oggi Presidente del Consiglio), abrogato poiché ritenuto che solo il PdR meritasse una tutela particolare in ordine alle sue prerogative. Chiunque
attenta alla vita, all’incolumità o alla libertà personale del PdR è punito con l’ergastolo: vi è dubbio se si debba punire con l’ergastolo anche chi agito con l’intenzione di percuotere il capo dello Stato ma senza ferirlo oppure chi ne abbia offeso l’onore o il prestigio. Nell’articolo 277 c.p. viene punito chi attenta alla libertà del PdR, fuori dei casi dell’articolo precedente, sostanzialmente il sequestro del capo dello Stato.
- Art. 280 Attentato per finalità terroristiche o di eversione : chiunque per terrorismo o di eversione dell’ordine democratico attenta alla vita o all’incolumità di una persona è punito nel primo caso con la reclusione non inferiore ad anni 20, nel secondo caso non inferiore ad anni 6. I commi successivi prevedono alcune aggravanti, nel caso in cui al semplice attentato segua la morte della persona si può arrivare all’ergastolo. L’ultimo comma invece prevede che le circostanze attenuanti concorrenti con le aggravanti indicate precedentemente non si possano bilanciare, in deroga a quanto previsto dall’ordinamento penale generale.
- (^) Art. 280 bis e ter
- Art. 283 Attentato alla Costituzione l’atto deve essere diretto, idoneo e violento. Prima della riforma del 2006 l’attentato alla Costituzione poteva essere commesso da organi costituzionali, come in primo luogo dal Capo dello Stato al quale sono attribuiti una serie di poteri. Talvolta è accaduto che dei PdR abbiano posto in essere delle prassi interventiste non propriamente aderenti alla lettera costituzionale: alcune forze politiche avevano infatti intenzione di impeachment cioè di messa in stato di accusa per prassi devianti da quelle costituzionalmente sancite, anche se con esiti negativi_._ Oggi vengono non sono considerate solamente le mere attività politiche degli organi dello Stato, e dunque chiunque, cittadino o istituzione, può essere punito per questa fattispecie. Anche in questo caso è richiesto un atto connotato dalla violenza, o quantomeno di istigazione alla violenza.
L’articolo 90 Cost. prevede che il PdR non è responsabile nell’esercizio delle sue funzioni tranne che per alto tradimento o attentato alla Costituzione: in tali casi può essere messo in stato d’accusa dal Parlamento. I concetti di alto tradimento e attentato alla Costituzione vengono però considerati in modo autonomo rispetto a quanto sancito dall’articolo 283 c.p.
- Art. 285 c.p. Delitto di devastazione, saccheggio e strage
- Art. 286 c.p. Guerra civile
- Art. 289 c.p. Attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali :
Corruzione RIFORMA 2012 -nuovo art.318 c.p. vengono inclusi anche quei fatti che prima ricadevano nella corruzione impropria; non c’è più il requisito della proporzione però si ritiene che l’articolo vada comunque interpretato richiamando il requisito presente nel d.p.r. n.62 del 2016 che all’art.4 si occupa dei regali/compensi vietando al dipendente di accettarli salvo quelli d’uso di modico valore effettuati occasionalmente nell’ambito delle normali relazioni di cortesia e nell’ambito delle consuetudini internazionali. -art.319 corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (interpretazione estensiva del 318)ipotesi di corruzione propria(rispondo tutti) si tratta di corruzione passiva
condotte) Il riconoscimento del diritto di sciopero però costituisce causa di giustificazione del reato suddetto
DELITTI DEI PRIVATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
-VIOLENZA O MINACCIA A UN PUBBLICO UFFICIALE(ART.336)
bene giuridico= tutela della libera formazione degli atti della p.a. condotta= violenza propria (utilizzo di energia fisica per costringere un p.u. o incaricato di pubblico servizio) o impropria (qualunque condotta che è idonea comunque a coartare la libertà di autodeterminazione del p.u) o minaccia -RESISTENZA A UN PUBBLICO UFFICIALE (ART.337) risulta penalmente rilevante solo qualora la resistenza fosse caratterizzata da violenza o minaccia -ART.338 VIOLENZA O MINACCIA AD UN CORPO POLITICO, AMMINISTRATIVO O GIUDIZIARIO O AI SUOI SINGOLI COMPONENTI Inizialmente la norma non prevedeva il caso di violenza ai singoli componenti in quanto si riferiva a questi corpi costituiti in collegio, era dunque finalizzata a tutelare la libertà di autodeterminazione di questi collegi. Nel 2015 fu istituita una commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni dei confronti degli amministratori localimodifica della norma con inserimento dei singoli componenti (l.105 del
- Già l’art.336 consentiva di punire la minaccia nei confronti dei singoli p.u non appartenenti ad un corpo amm, politico o giudiziario, ha dunque una valenza più generica, in caso avverso si applica il 338. -OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE(art.341 bis) Versione del codice Rocco: puniva chiunque offendeva l’onore o il prestigio di un p.u. in presenza di lui e a causa o nell’esercizio delle sue funzioni. Il prestigio dei p.u. era ritenuto un bene da preservare. Con l’entrata in vigore della Costituzione ha posto questioni di disparità di trattamento rispetto al reato di ingiuria (offesa ad una persona presente, dal 2016 non costituisce + reato ma è un illecito amministrativo a cui si applica una sanzione pecuniaria di natura civile ) C.c. 341/1994 evidenzia che può essere giustificata la disparità tra i due reati perché l’oltraggio incide sulla p.a. ma l’irragionevolezza stava nel trattamento sanzionatorio(da 6 mesi a 2 anni) sproporzionato rispetto al limite minimo di pena previsto per l’ingiuria( gg)ha dunque dichiarato l’incostituzionalità del limite minimo l.205/1999 abroga la fattispecie di reato: si parlò a proposito di ingiuria aggravata sostitutiva della fattispecie in esame l.94 del 2009 il legislatore introduce il 341-bis : deve trattarsi questa volta di un fatto che offende il prestigio del p.u. che può incidere sul buon andamento della p.a. I comma: offesa all’onore e al prestigio del p.u. mentre compie atti d’ufficio e a causa o nell’esercizio delle sue funzioni -Elementi costitutivi 1.Condotta: offesa ad onore e prestigio del p.u. 2.Luogo pubblico Il legislatore ha introdotto una causa di estinzione del reato quando c’è un risarcimento del danno al p.u. -OLTRAGGIO A CORPO POLITICO, AMMINISTRATIVO O GIUDIZIARIO -OLTRAGGIO A MAGISTRATO IN UDIENZA(ART.343) -REAZIONE AGLI ATTI ARBITRARI DEL PUBBLICO UFFICIALE(ART.393-BIS) E’ una causa di non punibilità a seguito di una condotta arbitraria del p.u. che copre delle reazioni fisiche o verbali di chi è destinatario di questa condotta arbitraria. Era già presente nel codice Zanardelli e garantiva la non punibilità di chi avesse reagito fisicamente/verbalmente a fronte di una condotta arbitraria del p.ul.lg.lgt 288/1994 fino al 2009 quando il legislatore sposta nel codice penale questa causa di non punibilità nell’art.393-bis Condotta arbitraria del p.u. : atto o condotta illegale Atto arbitrario : p.u consapevole dell’illegalità della propria condotta/ tiene una condotta con modalità provocatorie contrarie al costume sociale Natura giuridica : causa di giustificazione a carattere speciale perché si applica solo ad alcune fattispecie.
Art.438 EPIDEMIA art.439 AVVELENAMENTO art.440 ADULTERAZIONE E CONTRAFFAZIONE DI SOSTANZE ALIMENTARI: la contraffazione è qualunque intervento che determina una modificazione della sostanza tale da alterarne le caratteristiche originarie. Il legislatore ha introdotto l’elemento della pericolosità concreta ART.441: La fattispecie si differenzia da quanto previsto all'art. 440, in materia di adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari, in quanto ha per oggetto cose destinate al commercio, ovvero oggetto di scambio o circolazione dietro corrispettivo. Si viene quindi a determinare per esclusione l'oggetto della tutela, che di conseguenza si riferisce a tutte le cose non previste dagli articoli precedenti da cui possa derivare un pericolo concreto per la salute pubblica, come ad esempio i presidi medico-chirurgici che non sono classificabili come medicinali. RATIO LEGIS: La disposizione in esame tutela la salute pubblica, considerata quale insieme di condizioni di igiene e sicurezza della vita e dell'integrità fisica o salute della collettività, che può risultare in pericolo per la diffusione di beni e alimenti nocivi. art.442: chiunque pone in commercio sostanze o cose da altri avvelenate è punito Detenere per il commercio significa avere la disponibilità degli alimenti o delle altre sostanze pericolose, che quindi possono essere prontamente commercializzate. S'intende l'offrire in vendita o in permuta al pubblico la sostanza pericolosa, anche per il tramite di intermediari. art.443 COMMERCIO E SOMMINISTRAZIONE DI MEDICINALI GUASTI art.444 COMMERCIO DI SOSTANZE ALIMENTARI NOCIVE art.445 Somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica: la disposizione in esame tutela la salute pubblica, considerata quale insieme di condizioni di igiene e sicurezza della vita e dell'integrità fisica o salute della collettività, messa in pericolo dalla somministrazione di medicinali in dosi e modalità non corrispondenti al trattamento terapeutico prescritto. art.452: Delitti colposi contro la salute pubblica
Titolo VI bis -l.22 maggio 2015 n.68 DELITTI CONTRO L’AMBIENTE La disciplina precedente colpiva specifiche condotte lesive di realtà ambientali prevalentemente con sanzione di natura contravvenzionale. Tradizionalmente si facevano rientrare queste fattispecie di reato nella fattispecie di disastro innominato previsto all’art.434 c.p. -art 452-bis -art 452 quater -art 452 ter -art 452 quater disastro ambientale
- art. 452 bis inquinamento ambientale : L'intenzione del legislatore è quella di punire più severamente condotte di inquinamento ambientale, non sussumibili nel reato di cui all'articolo 434 c.p. per la minore estensione del fenomeno rispetto al disastro. L’articolo è stato inserito dalla L. 22 maggio 2015, n. 68, che ha inserito l’intero Titolo VI-bis, a decorrere dal 29 maggio 2015. Tramite la codificazione dei delitti contro l'ambiente, e soprattutto tramite l'inserimento della norma in esame, il legislatore del 2015 ha inteso risolvere le problematiche nate in conseguenza del vuoto sanzionatorio nei confronti di condotte gravemente lesive per l'ambiente, cui prima si sopperiva mediante la punibilità a titolo di disastro innominato di cui all'art. 434, nonché di adeguare e rendere più severo il trattamento sanzionatorio, dato che le fattispecie contravvenzionali di cui al D.Lgs. 152/06 (Codice dell'ambiente), non ebbero quasi alcun effetto deterrente. Diversamente dal delitto di cui all'articolo 434 c.p., tuttavia, il bene giuridico principalmente tutelato è l'ambiente, e solo in seconda battuta la pubblica
dell'ambiente diviene inoltre procedibile d'ufficio , in tal modo impedendosi la mancanza di una condizione di procedibilità per mera inerzia della persona offesa dal reato principale.
- art 452 decies ravvedimento operoso: ratio legis = Il legislatore ha disciplinato il ravvedimento operoso, creando varie circostanze attenuanti, al fine di elidere o comunque diminuire le conseguenze dannose del reato. Al fine di diminuire la lesività di condotte altamente pericolose per l'ambiente, il legislatore fornisce al colpevole un'ipotesi di ravvedimento operoso. Se, infatti, il colpevole si adopera affinchè l'attività delittuosa non porti a conseguenze ulteriori oppure, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento (art. 492), provvede concretamente al ripristino dello status quo ante dei luoghi danneggiati dal punto di vista ambientale, ovvero ancora, aiuti l'autorità giudiziaria nella ricostruzione dei fatti, nell'individuazione dei colpevoli o nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti, la pena viene diminuita. Le tre ipotese di ravvedimento operoso sono poste in alternativa tra loro, ma ciò non toglie che esse possano tra loro cumularsi, nel caso in cui il colpevole compia due o più delle attività di ravvedimento previste. Al fine comunque di non elidere la pretesa punitiva dello Stato mentre il processo è sospeso nel caso in cui il giudice ritenga opportuno concedere del tempo all'imputato affinchè provveda al ripristino dei luoghi, il corso della prescrizione è sospeso.
- art 452 duodecies ripristino dello stato dei luoghi : In ogni caso in cui vi sia l'individuazione di un colpevole di delitti ambientale o di disastri ambientali, alla condanna segue l'ordine del giudice di ripristinare, ove possibile, lo status quo ante dei luoghi inquinato o distrutti, ponendo le spese a carico del condannato o delle persone giuridiche di cui il condannato fosse rappresentante o per il cui interesse abbia commesso il delitto.
- art 452 undecies confisca: (Per prodotto del reato va intesa la cosa materiale che trae origine dal reato stesso; per profitto il guadagno od il vantaggio economico derivato dall'illecito penale, mentre per prezzo deve intendersi la somma o l'utilità conseguita al fine di commettere il reato) Operando una deroga a quanto previsto dall'art. 240 in tema di confisca facoltativa, la norma in esame rende obbligatoria la confisca anche delle cose che servirono a commettere il reato, del profitto e del prodotto del reato, salvo che la cosa appartenga a persona estranea al reato. Per quanto riguardo il prezzo del reato, la sua confisca è già prevista come obbligatoria dall'articolo 240 c.p. Se però il soggetto decidesse di provvedere a modificare lo stato dei luoghi alterati la confisca non opererebbe. Al secondo comma è altresì prevista la tanto discussa figura della confisca per equivalente, qualora la confisca tradizionale non sia possibile. Il giudice dovrà pertanto quantificare la somma idealmente oggetto di profitto, prodotto o prezzo, e confiscare la somma equivalente di cui il condannato, o persona fittiziamente interposta, ne abbia la disponibilità. Tuttavia, a scopo premiale, la confisca non viene disposta nel caso in cui il colpevole abbia provveduto alla messa in sicurezza dei luoghi o, se necessario, alla bonifica, Come si vede, tale istituto premiale non opera in tutti i casi di ravvedimento operoso previsti dall'articolo. 452 decies.
- art 452 terdecies omessa bonifica: I soggetti attivi del reato sono gli obbligati per legge, dal giudice o dalla pubblica autorità alla bonifica o al ripristino dello stato dei luoghi colpiti da danni di tipo ambientale. Il bene giuridico tutelato è quindi rappresentato dall'interesse dello Stato al celere ed efficiente ripristino dello status quo ante dei luoghi. La norma pone una clausola di sussidiarietà, volta alla non applicazione della disposizione qualora il fatto costituisca più grave reato.
- art 452 quaterdecies Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti: la norma è stata introdotta al fine di punire più severamente, con scopo deterrente, le condotte di gestione abusiva dei rifiuti, a prescindere che essa sia posta in essere in forma associativa o meno. Viene abbracciata tutta una serie di condotte di gestione illecita dei rifiuti, purché raggiunga la soglia dell'"ingente quantità". Trattasi infatti di reato di pericolo, che non richiede pertanto un effettivo danno all'ambiente. La valutazione dell'ingente quantità spetterà dunque al giudice, il quale valuterà in concreta la sussistenza del presupposto. Un’altra valutazione di natura quantitativa è disciplinata dal secondo comma, il quale prevede una circostanza aggravante specifica, qualora oggetto di gestione abusiva sia materiale ad "alta radioattività". 14/
- Art.361 : Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale Si tratta di un reato proprio, che
presuppone che il p.u. abbia conoscenza di un fatto costituente reato, acquisita nell'esercizio delle proprie funzioni o in connessione funzionale con esse. Si tratta di un'ipotesi differente dal concorso nel reato per non averlo impedito, pur avendone l'obbligo (art. 40 c.p.), dove il pubblico ufficiale omette non tanto di denunciare un reato di cui sia venuto a conoscenza quanto di porre in essere un doveroso comportamento positivo, che poteva materialmente attuare impedendo così il compimento del reato stesso. Questa rappresenta un'aggravante speciale di carattere soggettivo, non tanto dunque un titolo autonomo di reato, in quanto in tale ipotesi la diversità non si coglie sul piano di una differente connotazione della condotta incriminata, quanto della diversa ampiezza che caratterizza il dovere di informativa. Ratio Legis: La norma tutela il corretto funzionamento della giustizia, nello specifico garantendo che la notizia di reato giunga a conoscenza dell'organo competente all'esercizio dell'azione penale. Il bene giuridico tutelato è l'acquisizione della notitia criminis da parte dell'autorità giudiziaria, in modo che essa possa correttamente ed efficacemente esercitare l'azione penale. Tale interesse viene meno, e di conseguenza anche la rilevanza penale, qualora l'autorità giudiziaria fosse già a conoscenza della notizia di reato o qualora la notizia stessa appaia manifestamente infondata, o ancora qualora il delitto sia punibile a querela della persona offesa. La fattispecie rappresenta un'ipotesi di reato proprio , in quanto tale può essere commesso solo dal pubblico ufficiale. Elemento costitutivo del reato è che il pubblico ufficiale abbia acquisito la notizia nell'esercizio o a causa delle sue funzioni. Infatti, se egli ne viene a conoscenza al di fuori della predetta attività, residua solamente una facoltà di denuncia (la cui omissione non è penalmente sanzionata), al pari di tutti i cittadini. L'obbligo di denuncia sussiste anche in presenza di una mero fumus di reato, occorrendo comunque che quest'ultimo risulti già delineato nei suoi tratti essenziali. Inoltre, l'obbligo sussiste anche in presenza di eventuali cause di estinzione del reato o di cause di non punibilità, spettando solo all'autorità giudiziaria la valutazione della loro sussistenza. La condotta incriminata consiste nell'omettere o ritardare dolosamente la denuncia. Il dolo è generico, e consiste nella volontà di omettere o ritardare la denuncia di un reato perseguibile d'ufficio, con la previsione di tutti i presupposti da cui derivi l'obbligo. Il pubblico ufficiale dovrà dunque essersi rappresentato un fatto astrattamente integrante reato, che la denuncia rientri tra i propri doveri funzionali e che l'autorità giudiziaria non sia già a conoscenza della notitia criminis. In base al criterio di specialità (v. art. 15), la fattispecie in esame rende inapplicabile il delitto di abuso d'ufficio (art. 328). Per contro, esso può concorrere con il delitto di favoreggiamento (art. 378).
- art.364 : omessa denuncia di reato da parte del cittadino l’obbligo di denuncia scatta quando i cittadini hanno notizia di reato contro la personalità dello Stato per il quale la legge stabilisce l’ergastolo e non denunciano. d.l. n8/1991l.82/91 : introduce disposizioni repressive per sequestro di persona a fini di estorsione prevedendo anche un reato di natura omissiva(reato comune che impone al soggetto un obbligo di collaborazione con l’autorità giudiziaria) Diverso è il caso se la polizia giudiziaria interroga perché in questo caso si ha l’obbligo di dire la verità (favoreggiamento personale e falsa informazione al PM)
- art.365 : Omissione di referto è un reato di natura omissiva che ha come soggetto attivo l’esercente una professione sanitaria. Il referto contiene una serie di informazioni tecniche che potrebbero essere particolarmente utili per l’autorità giudiziaria perché sono elementi che il medico acquisisce nel momento in cui cura il paziente. L’obbligo di referto scatta quando il medico presta la propria assistenza/opera o in casi che possono presentare i caratteri di un delitto procedibile d’ufficio. II comma: questa disposizione non si applica quando il referto esporrebbe l’assistito a procedimento penale Questa norma stabilisce un bilanciamento tra interessi dell’autorità giudiziaria ad acquisire il reato da un lato e tutelare la salute del cittadino dall’altro.
Importante sottolineare che, nonostante l'art. 376 (ritrattazione) non menzioni la simulazione di reato tra le fattispecie in cui la ritrattazione escluda la punibilità, la giurisprudenza la ritiene nondimeno operante, qualora il soggetto ritratti contestualmente alla denuncia o comunque quando la manifestazione del vero avvenga in un tempo così breve da non arrecare alcuna offesa al bene giuridico oggetto di tutela. -art. 369: autocalunniachi si incolpa di un reato che sa non aver commesso
- art.378 : Favoreggiamento personale Ratio legis: la disposizione tutela l'interesse all'accertamento e alla repressione dei reati, nello specifico evitando che tale attività venga intralciata. Il delitto in esame punisce le condotte di auxilium post delictum, estranee quindi al concorso di persone nel reato. Infatti, il bene giuridico tutelato è rappresentato dal regolare svolgimento del processo penale nel momento delle investigazioni e delle ricerche, finalizzato alla repressione dei reati. Il soggetto può essere chiunque, tranne appunto il concorrente nel reato e l'autore stesso. E’ considerato un reato permanente : pur punendo condotte di aiuto post delictum, la recente giurisprudenza (con riferimento ai reati permanenti) ha stabilito che il momento in cui il favoreggiamento rileva penalmente è quello in cui il reato presupposto ha raggiunto una soglia minima di rilevanza penale (e quindi dal tentativo), con la conseguenza che il favoreggiamento può essere riconosciuto anche unitamente al concorso nel reato presupposto. Pertanto, ai fini di una corretta distinzione, decisiva appare la valutazione dell'elemento soggettivo , verificando cioè se il soggetto agente ha inteso partecipare positivamente all'azione criminosa oppure ha semplicemente inteso aiutare il responsabile del reato permanente. Il reato postula necessariamente che la commissione del reato presupposto sia anteriore alla condotta di favoreggiamento, ma non anche che il reato presupposto abbia già esaurito la sua portata criminosa. l’aiuto si può tradurre in una condotta attiva ma può essere anche omissiva? Secondo la giurisprudenza sì, ad esempio non riferendo all’autorità determinate circostanze note che consentono di avvantaggiare la persona che ha commesso il reato. La dottrina invece sostiene il contrario perché la condotta omissiva rileva nel nostro sistema quando il legislatore prevede espressamente che per una determinata fattispecie sia prevista la condotta omissiva o quando si ha un obbligo giuridico di impedire l’evento(art.40 cpv) che si può applicare solo quando si ha a che fare con un reato d’evento causalmente orientato, poiché il reato di favoreggiamento è di pura condotta non si può rispondere per aver tenuto una condotta meramente omissiva proprio perché non si ha a che fare con un reato d’evento. 19/
- art.379 : Favoreggiamento reale Si tratta di un reato a forma libera, di cui però risulta difficile la realizzazione mediante omissione. A differenza del reato di cui all'art. 378, di cui condivide i presupposti, la fattispecie in esame si caratterizza perchè il contenuto finalistico dell'aiuto ha per oggetto la garanzia del profitto criminoso. Infatti assicurare significa rendere stabile, certo e definitivo, l'acquisito nella propria sfera patrimoniale dei beni o delle utilità derivanti dall'illecito. Ratio : tutela l'interesse all'accertamento e alla repressione dei reati, nello specifico evitando che tale attività sia intralciata. Clausole di riserva: fuori dai casi di concorso e artt.648(ricettazione, consiste nel fatto di chi al fine di procurare a se o ad altri un profitto, acquista, riceve cose provenienti dal delitto), 648-bis e 648-tercome distinguere il favoreggiamento tra 379 e 648: elemento soggettivola ricettazione ha motivo egoistico, ovvero acquisizione di un profitto, elemento che si ricava dal dolo specifico. Nel 379 il soggetto agisce per aiuto ad assicurare il prodotto, profitto o prezzo. La ricettazione si ha solo quando si tratta di cose provenienti da delitto, il favoreggiamento reale invece tratta più in generale. Bene tutelato :evitare che si consolidi il provento del reato in capo all’autore del reato dunque non è classificabile tra i reati contro l’amministrazione della giustizia, altri si facendo riferimento alla confisca in quanto aiutando qualcuno a procurarsi prodotto profitto e prezzo automaticamente si sottraggono alla confisca. DELITTI DI FALSE DICHIARAZIONI ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA
- art.371 : Falso giuramento della parte nel processo civile è rilevante ai fini di prova, il giuramento è uno strumento di acquisizione della prova.
Si tratta di un reato proprio in quanto può essere commesso solo da chi è parte di un giudizio civile e per parte della dottrina anche di un giudizio amministrativo, ove sia ex lege previsto il giuramento.
- art.372 : Falsa testimonianza tutela un mezzo di prova fondamentale in un processo di tipo accusatorio. Soggettivo attivo è solamente il testimone, infatti la fattispecie rappresenta un reato proprio, ovvero può essere commesso solo da chi ricopre il ruolo di testimone sia in ambito civile sia penale. Sono esclusi i tribunali ecclesiastici in quanto non sono da considerarsi A.G. Ne rispondono anche coloro che sono sentiti nell’ambito di una commissione d’inchiesta. sull’ambito di applicazione ha inciso la riforma penale del 1988prima erano testimoni anche coloro che fornivano dichiarazioni durante le indagini, con la riforma invece questi soggetti sono da considerare persone informate sui fatti. La condotta è divisa in 2 ipotesi: 1.afferma il falso o nega il vero
- Tacere in tutto o in parte ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato ( reticenza )
1.Come va inteso il concetto di vero? Soggettivo od oggettivo? vero oggettivo(conformità di quanto il soggetto ha detto con quanto è effettivamente successo) il vero soggettivo(conformità di quanto il soggetto dice rispetto a quanto ha percepito). La giurisprudenza prevalente ammette la nozione di vero in chiave soggettiva. 2.la condotta di reticenza va valutata intorno ai fatti sui quali il teste è interrogato. Anche in assenza di domanda specifica ha omesso elementi significativi ai fini della prova che non potevano essere taciuti
La dottrina esclude la falsa testimonianza quando la dichiarazione investa dei profili irrilevanti ai fini della prova non c’è responsabilità penale sulla base del principio di offensività, manca l’offesa all’interesse protetto in quanto si tratta di dichiarazioni irrilevanti -Caso in cui il teste dichiara in più occasioni il falso ci si chiede se la pluralità di azioni dia vita a più reato o il reato rimane sempre lo stesso: risponde una volta o più volte di falsa testimonianza? sentenza 1985 Cassazione : nella stessa fase processuale 1 solo reato di falsa testimonianza che si consuma con la prima dichiarazione; pluralità di reati quando le dichiarazioni sono rese in più fasi processuali
- art.371-bis : False informazioni al pubblico ministero o al procuratore della Corte penale internazionale introdotto a seguito della riforma del processo penale dell’88. In quel momento venendo delimitata la nozione di testimone era necessario garantire tutela penale al PM durante le indagini. Il soggetto deve essere richiesto dal PM di fornire informazioni e la condotta è speculare a quella dell’art.372. La norma si applica solo alle dichiarazioni rese al PM, ma poiché possono essere rese alla P.G. in forza del principio di legalità l’art. non è applicabile alle dichiarazioni rese alla P.G anche quando questa opera dietro delega del PMallora le dichiarazioni false rese alla P.G. (art.378, favoreggiamento personale) integrando una condotta di aiuto a favore di qualcuno che ha commesso il reato a condizione chi siano gli elementi soggettivo ed oggettivo. Nel caso in cui la persona richiesta di fornire dichiarazioni si rifiutiimmediata offesa alle indagini del PMè possibile procedere per il reato di cui 371-bis Negli altri casi invece il reato rimane sospeso fino a quando nel procedimento nel corso del quale sono state assunte le informazioni sia stata pronunciata sentenza di primo grado ovvero il procedimento sia stato anteriormente definito con archiviazione o con sentenza di non luogo a procedere la sospensione si giustifica in ragione di una causa di non punibilità: ritrattazione. -art.371-ter: False dichiarazioni al difensore perché nel 2000 il legislatore introduce la disciplina delle indagini difensive, allora per il principio del giusto processo, se è garantita la tutela delle indagini del PM deve esserlo anche per le indagini difensive. L’articolo è costruito in modo articolato perché fa spesso rinvio a norme del codice di procedura penale. Il difensore può verbalizzare o non le dichiarazioni rese dalla persona, questo spiega perché la norma rimanda al codice di procedura, perché l’articolo comunque si applica a dei casi specificatamente previsti nel
tale disposizione, in quanto l'agente risponderà di concorso nel reato istigato.
- art.377-bis : Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria La ratio di questa disposizione si rinviene nella necessità di tutelare il procedimento probatorio, evitando indebite strumentalizzazioni della facoltà di non rispondere concessa agli imputati, anche connessi. Diversamente da quanto previsto dall'articolo precedente (art. 377), soggetto passivo del reato è una persona chiamata a rendere dichiarazioni innanzi all'autorità giudiziaria, la quale però conserva la facoltà di non rispondere. La fattispecie è integrata dalla violenza, minaccia, dazione o promessa di denaro al fine di rendere dichiarazioni false o a non rendere dichiarazioni utilizzabili in un procedimento penale. Le modalità della condotta, nonostante la evidente maggiore gravità della violenza e minaccia, sono parificate ai fini del trattamento sanzionatorio. Il delitto in esame è un reato di evento (a differenza dell'art. Precedente, reato di pericolo), ed è perciò configurabile il tentativo, quantomeno in relazione alle condotte di violenza o minaccia, mentre per quanto concerne la dazione o la promessa di denaro le uniche ipotesi possibili sono quelle di offerta di denaro contenuta in una busta, mai giunta a destinazione per via dell'intervento delle forze di polizia.
- art.379-bis : Rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale questa norma nella realtà trova scarsa applicazione
- art.380 : Patrocinio o consulenza infedele La disposizione in esame configura un'ipotesi di reato plurioffensivo, in quanto diretta a tutelare sia la deontologia professionale dell'avvocato o del consulente tecnico, sia la persona da egli assistita, in quanto lesa dalla condotta infedele. Oggetto del reato è il fatto di rendersi infedele ai propri doveri professionali, arrecando nel contempo nocumento. Trattasi infatti di reato di danno , in quanto è necessario un effettivo nocumento nei confronti del patrocinato, il quale, tuttavia, non deve avere per forza natura patrimoniale, ben potendo consistere anche soltanto nell'adozione di comportamenti imprudenti. Per integrare l'elemento soggettivo è sufficiente il dolo generico consistente nella volontà consapevole della insolvenza dei doveri professionali di diligenza, lealtà correttezza, mentre non è necessario il dolo specifico, consistente nell'intento di recare danno alla posizione del cliente, posto che il nocumento agli interessi della parte integra l'evento del reato medesimo.
- art.381 : Altre infedeltà del patrocinatore o del consulente tecnicoreato di pericolo astratto(I comma) II comma prende in considerazione il caso in cui il difensore difende prima una parte, cessa il rapporto senza chiedere il consenso e assiste la parte avversaria
- art.382 : Millantato credito del patrocinatore struttura simili al 346, torna la millanteria(si fa credere di avere rapporti con determinati soggetti del processo) e si fa dare o promettere denaro o altre utilità. La ragione sta o nel fatto di accaparrarsi il favore del giudice o col pretesto di doverli remunerare. La persona che da o promette è il sogg passivo del reato -art.384: Casi di non punibilità I comma(nei casi previsti da una serie di articoli, non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare se stesso o congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà o nell’onore. La fattispecie ricorda l’art.54 (stato di necessità) ma ricorrono alcune differenze. Nello stato di necessità il pericolo deve essere volontariamente causato qui no Nello stato di necessità il pericolo deve salvaguardare un terzo qui un congiunto o se stesso Nello stato di necessità il pericolo grave danno alla persona qui ambito più limitato Si tratta di una causa di non punibilità di carattere soggettivo, in quanto si riferisce alla condizione personale dell'autore del reato e come tale non si estende agli eventuali concorrenti. Alcuni autori ritengono che configuri un'ipotesi speciale dello stato di necessità (art. 54), di qui la considerazione che la fattispecie in esame si debbano considerare riferiti per via implicita i requisiti della proporzionalità offesa-difesa e della non volontarietà della causazione del pericolo. In questa causa di non punibilità il discorso che si fa sul bilanciamento degli interessi non funziona molto bene: qui gli interessi sono: 1)tutela di interesse personale(libertà e onore) e 2)l’interesse pubblico
dell’amministrazione della giustiziai due beni in bilanciamento non sono in rapporto di proporzione in quanto dovrebbe essere + importante l’interesse pubblico dell’amm. della giustizia, qui invece prevale l’interesse privatistico e ciò si spiega perché la giurisprudenza dice che questa è una causa di esclusione della colpevolezza più che causa di non punibilità. questione di legittimità costituzionale sui conviventi(2000): la C.C evidenzia la differenza tra soggetti legati da vincoli formali e soggetti legati da vincoli personali, questa ragionamento però non tiene conto del fatto che qui si ha a che fare con una causa che esclude la colpevolezza del soggetto e se la non punibilità sta in una situazione psicologica di costrizione questa situazione può valere anche per le coppie di fatto pur non legate da vincoli formali. -II comma: altra causa di non punibilità che è una limitazione oggettiva del fatto tipicose si verificano quelle condizioni la dichiarazione falsa resa non è penalmente rilevante DELITTI CONTRO L’AUTORITA DELLE DECISIONI GIUDIZIARIE -art.385: Evasioneè necessario che ci sia un provvedimento di arresto o detenzione affinchè possa applicarsi detto articolo. L’evasione consiste nel fatto che il soggetto si sottrae all’applicazione della misura. L’ambito di applicazione è particolarmente ampio a seguito della previsione nel sistema penale di misure alternative all’arresto o detenzione di tipo domiciliare. Si tratta di un reato proprio, in quanto può essere commessa solamente da persona legalmente arrestata o detenuta. Non assume rilevanza il fatto che l'evasione sia temporanea, essendo sufficiente, ai fini della configurabilità del reato, che il soggetto si sia allontanato eludendo la misura restrittiva, anche se con il proposito di rientrare nel luogo di custodia.
- art.386 : Procurata evasione Chiunque procura o agevola l'evasione di una persona legalmente arrestata o detenuta per un reato Capo III: Reati di tutela arbitraria delle private ragioni (artt.392-393)all’interno di questo capo erano inclusi i reati c.d. cavallereschi (duello) e il legislatore aveva previsto pene per i duellanti e loro padrininorme che oggi nell’ordinamento non ci sono più e sono previsti quelli di omicidio o lesioni L’esercizio delle private ragioni può avvenire con due modalità: 1)art.392: CON VIOLENZA sulle cose(ovvero allorchè la cosa viene danneggiata, trasformata o ne è mutata la destinazione ma si tiene anche conto delle alterazioni che possono subire i sistemi informatici) 2)art.393: CON VIOLENZA alle persone Elementi comuni alle due fattispecie : a)la norma richiede che il soggetto che realizza questa condotta agisca al fine di esercitare un preteso diritto , ciò vuol dire che il diritto preteso può essere sussistente o che il soggetto ritiene di avere b)la possibilità di ricorrere al giudice non c’è in 2 situazione: -quando il sogg si trova in una situazione di aggressione in atto -quando si hanno diritti non azionabili (es. credito di gioco, debito in prescrizione=obbligazioni naturali) c)” arbitrariamente ” elemento ad antigiuridicità/illiceità speciale: significa che la norma deve essere contraria alla disciplina extra penale(es. art.)328. Nell’art.392 il termine non può essere considerato elemento di illiceità speciale perché la condotta di per sé è già illecita, qui infatti rinvia alle cause di giustificazione. (es. di 392 credito he minaccia debitore x restituzione del credito) art.393 (es. padrone di casa che cambia la serratura perché l’affittuario non paga) Le norme prevedono fattispecie punibili a querela della persona offesa, la presenza della querela è stata vista da Antolisei come elemento anomalo rispetto alla collocazione della fattispecie data la rilevanza pubblica che nasce dalla collocazione. Questi reati evidenzierebbero la tutela dell’interesse personale e patrimoniale e questo spiega la procedibilità a querela delle fattispecie.