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dispense matrici complesse, Dispense di Chimica Farmaceutica II

dispense matrici complesse corso chimica farmaceutica e tossicologia 3

Tipologia: Dispense

2017/2018

Caricato il 02/08/2018

patrese
patrese 🇮🇹

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Dott. Riccardo Nescatelli
ANALISI DI SOSTANZE BIOLOGICAMENTE ATTIVE
IN MATRICI COMPLESSE
E’ sempre più richiesto, sia in ambito accademico sia nel privato, l’analisi di matrici complesse, ossia la
determinazione qualitativa e/o quantitativa di uno o più analiti presenti in campioni reali.
Perciò sono necessari:
- 1) CAMPIONAMENTO
- 2) PREPARAZIONE DEL CAMPIONE
- 3) DETERMINAZIONE QUALITATIVA E/O QUANTITATIVA, MEDIANTE ANALISI
STRUMENTALE
CAMPIONAMENTO
E’ una fase importante e delicata, perché se non ben condotta, nonostante l’analisi strumentale sia stata ben
eseguita, il risultato che si ottiene è falsato. La qualità dei dati riflette la qualità del campione prelevato,
infatti è stato dimostrato che la maggiore fonte di errore è il campionamento.
Il campione deve essere:
- RAPPRESENTATIVO
- OMOGENEO
Rappresentativo di tutta la massa, perché il dato che si ottiene alla fine dell’analisi deve essere esteso a tutta
la massa del campione e non solo alla minima parte analizzata; omogeneo o omogeneizzato, perchè le
caratteristiche chimico-fisiche rimangano costanti nello spazio.
ESEMPIO DI CAMPIONAMENTO DI FARMACI IN COMPRESSE IN INDUSTRIA FARMACEUTICA:
- 1) Si prelevano capsule con frequenza fissa in base alla produzione giornaliera (CAMPIONE
ELEMENTARE)
- 2) Le compresse vengono omogeneizzate; in seguito gli omogeneizzati saranno uniti (CAMPIONE
MEDIO DI PRELEVAMENTO)
- 3) Il campione medio di prelevamento viene suddiviso per ottenere il CAMPIONE DI LAVORO
- 4) Prelevando un’aliquota del campione (generalmente mg o mL) di lavoro, si ottiene il CAMPIONE
D’ANALISI, il quale verrà poi analizzato.
Il campione, fino al momento d’analisi deve essere STABILIZZATO e CONSERVATO in maniera idonea.
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Dott. Riccardo Nescatelli

ANALISI DI SOSTANZE BIOLOGICAMENTE ATTIVE

IN MATRICI COMPLESSE

E’ sempre più richiesto, sia in ambito accademico sia nel privato, l’analisi di matrici complesse, ossia la determinazione qualitativa e/o quantitativa di uno o più analiti presenti in campioni reali.

Perciò sono necessari:

    1. CAMPIONAMENTO
    1. PREPARAZIONE DEL CAMPIONE
    1. DETERMINAZIONE QUALITATIVA E/O QUANTITATIVA, MEDIANTE ANALISI

STRUMENTALE

CAMPIONAMENTO

E’ una fase importante e delicata, perché se non ben condotta, nonostante l’analisi strumentale sia stata ben eseguita, il risultato che si ottiene è falsato. La qualità dei dati riflette la qualità del campione prelevato, infatti è stato dimostrato che la maggiore fonte di errore è il campionamento.

Il campione deve essere:

  • RAPPRESENTATIVO
  • OMOGENEO

Rappresentativo di tutta la massa, perché il dato che si ottiene alla fine dell’analisi deve essere esteso a tutta la massa del campione e non solo alla minima parte analizzata; omogeneo o omogeneizzato, perchè le caratteristiche chimico-fisiche rimangano costanti nello spazio.

ESEMPIO DI CAMPIONAMENTO DI FARMACI IN COMPRESSE IN INDUSTRIA FARMACEUTICA:

    1. Si prelevano capsule con frequenza fissa in base alla produzione giornaliera (CAMPIONE ELEMENTARE)
    1. Le compresse vengono omogeneizzate; in seguito gli omogeneizzati saranno uniti (CAMPIONE MEDIO DI PRELEVAMENTO)
    1. Il campione medio di prelevamento viene suddiviso per ottenere il CAMPIONE DI LAVORO
    1. Prelevando un’aliquota del campione (generalmente mg o mL) di lavoro, si ottiene il CAMPIONE D’ANALISI, il quale verrà poi analizzato.

Il campione, fino al momento d’analisi deve essere STABILIZZATO e CONSERVATO in maniera idonea.

PRIMA DI LAVORARE ALLA PREPARAZIONE DEL CAMPIONE PER L’ANALISI E’ NECESSARIO

PROCEDERE ALLA SUA STABILIZZAZIONE

Problemi:

DEGRADAZIONE DEL CAMPIONE

PROCESSI DI OSSIDAZIONE  aggiunta di un antiossidante

REAZIONI DI IDROLISI La presenza di acqua può accelerare reazioni di decomposizione  Liofilizzazione permette l’allontanamento dell’acqua

INSTABILITA’ AL pH  variazione del pH al momento della raccolta del campione  e’ sufficiente aggiungere un tampone

REATTIVITA’ CON COMPONENTI ENDOGENI  se vi e’ la possibilità che avvengano queste reazioni, si rende necessaria l’aggiunta di uno stabilizzante

INSTABILITA’ TERMICA l’esposizione a fonti di calore o alla luce può facilitare reazioni chimiche di degradazione  la maggior parte delle volte i campioni vengono conservati a basse temperature, da +4 a - gradi centigradi

INSTABILITA’ ENZIMATICA  gli enzimi interferenti possono essere resi inattivi con inibitori enzimatici specifici, (o con dell’acetonitrile) o più semplicemente con le basse T

La conoscenza di questi fenomeni permette di mettere a punto il metodo di raccolta e conservazione del campione in maniera adeguata.

PREPARAZIONE DEL CAMPIONE D’ANALISI

Preparare il campione significa rendere tale campione presentabile per la tecnica analitica scelta. E’ necessario dunque, creare le condizioni affinché i vari analiti siano pronti per la loro analisi quali- quantitativa con un dato strumento di misura.

Per scegliere il metodo d’analisi migliore:

  • a) PRECISIONE ED ACCURATEZZA RICHIESTA
  • b) QUANTITA’ DI CAMPIONE A DISPOSIZIONE
  • c) INTERVALLO DI CONCENTRAZIONE DELL’ANALITA
  • d) QUALI SONO GLI INTERFERENTI
  • e) QUALI SONO LE CARATTERESTICHE CHIMICO FISICHE DELL’ANALITA
  • f) TIPO DI MATRICE IN CUI E’ PRESENTE L’ANALITA

Condizioni necessarie:

  1. Il composto da estrarre deve essere solubile nei due solventi, ma non deve reagire con essi
  2. I due solventi devono essere immiscibili fra loro
  3. Il solvente estraente deve essere puro
  4. Mescolando i due solventi non si devono creare emulsioni

Coefficiente di ripartizione Kd = [A]ORG / [A]ACQ  per analiti che non dissociano

Rapporto di distribuzione D = ∑[Ai]ORG /∑ [Ai]ACQ  per analiti che dissociano

Nota: D=Kd per analiti che non dissociano

Più è grande il Kd, o D, e più soluto passa dalla fase acquosa al solvente organico.

%E = (D/(1+D))*

VARIANDO IL pH SI POSSONO SELETTIVAMENTE ESTRARRE COMPOSTI ACIDI O BASICI

ESTRAZIONE DI ACIDO ACETICO (ACIDI)

L’acido acetico (HA) presente in soluzione acquosa può essere estratto aggiungendo a questa etere etilico:

in etere l’acido acetico non si dissocia, ma in acqua sì

In etere  [HA]

In acqua  [HA]+ [A-]

D= [HA]org / ([HA]acq + [A-]acq) sostituendo Kd = [HA]org / [HA]acq e Ka=[H+]ac[A-]ac/[HA]ac

D= Kd/(1+(Ka/[H+])) aumenta se aumentano gli H+^ ( abbassando il pH si facilita l’estrazione )

ESTRAZIONE DI ANFETAMINE (BASI)

Le anfetamine (R-NH 2 ) presenti nelle urine possono essere estratte facilmente con un’estrazione liquido- liquido utilizzando cloroformio, etere etilico o anche miscele di solventi.

In etere  [RNH 2 ]

In acqua  [RNH 2 ]+ [RNH 3 +]

D= [RNH 2 ]org / ([RNH 2 ]acq + [RNH 3 +]acq)

 sostituendo Kd = [RNH 2 ]org / [RNH 2 ]acq e Kb=[ RNH 3 +]ac[OH-]ac/[ RNH 2 ]ac

D= Kd/(1+(Kb/[OH-])) aumenta se aumentano gli OH-^ ( alzando il pH si facilita l’estrazione )

Dopo l’estrazione con solvente organico ed una base come NaOH, all’estratto si aggiunge solfato di sodio anidro.

PREGI E DIFETTI DELLA LLE

  • Semplice
  • Alta % di soluto estratto
  • Grande quantità di solvente
  • Richiede una successiva concentrazione dell’analita (evaporando il solvente con N 2 o con rotavapor)
  • Poco selettiva

LO SVILUPPO DI STRUMENTI SEMPRE PIÙ SENSIBILI E CON LIMITI DI RILEVABILITÀ

SEMPRE PIÙ BASSI HA PERMESSO LO SVILUPPO DI MICRO ESTRAZIONI LIQUIDO-LIQUIDO

Condizione necessaria :

MATRICE-ANALITA < ANALITA-ADSORBENTE < ANALITA-ELUENTE

Interazioni : legame H, ioniche, dipolo-dipolo, dipolo permanente-dipolo indotto, dipolo indotto-dipolo indotto (forze di Van Der Waals)

Fasi SPE : derivano dalla silice modificata

STABILI DA pH 2 AD 8  In ambiente basico la silice diventa silicato e si scioglie; in ambiente fortemente acido avviene l’idrolisi del ponte silossano (Si-O-Si)

STABILI IN QUASI TUTTI I SOLVENTI ORGANICI

  • C18ec: Silice modificata con gruppi alchilici a catena corta (trimetil cloro silano)

È la fase meno polare

Interazioni di tipo idrofobico

  • C18: Hanno più gruppi silanolici liberi

Interazioni di tipo secondario tra i gruppi silanolici e composti polari

  • C8: Leggermente più polari delle precedenti

Interazioni secondarie con composti polari perché la catena alchilica è più corta

  • Phenyl: Silice modificata con fenili

Polarità simile a C

Interazioni idrofobiche e π-π dovute alla densità elettronica dell’anello aromatico

  • SiOH: Silice non modificata

Leggermente acida

Molto polare

Adsorbe facilmente umidità dall’aria

Deve essere conservata ben chiusa prima di essere utilizzata

  • CN: Silice modificata con ciano propile

Alta polarità del mezzo

Oltre ad interazioni idrofobiche possono avvenire interazioni secondarie selettive dovute all’alta densità elettronica del gruppo CN

  • NH2: Silice modificata con amino propile

Polare

Debole scambiatore ionico

  • OH: Silice modificata con dioli

Polare

Proprietà simili a SiOH

  • SA (strongly acid): silice modificata con acido benzensolfonico

Forte scambiatore cationico acido

Scambiatore ionico di composti organici da matrice acquosa

  • SB: Silice modificata con sali di ammonio quaternari

Forte scambiatore anionico basico

Non adatto ad anioni forti perché difficili da fluire

  • DRUG: Speciale silice modificata per concentrare farmaci da urine e plasma.

CARTUCCIA OASIS: a differenza delle normali C18 possono essere portate a secco; lavorano da pH 1 a 12

CARTUCCIA STRATA X: con supporti di stirene divinil benzene non hanno problemi di pH

    1. Usare un debole adsorbente:

In questo modo il solvente di eluizione non deve essere troppo forte

SEPARAZIONE DELL’ALBUTEROLO DAL PLASMA

HO

OH

N

H

HO

Broncodilatatore (usato per l’asma)

Caratteristiche:

due funzioni ionizzabili: 1 fenolica

2 amminica secondaria

In acqua è presente in uno stato ionico: solubile in acqua, si ripartisce poco in un solvente organico

Tecniche per la preparazione del campione:

LLE

estratto con acido dietilfosforico  elevata concentrazione nel solvente organico, ma molto sporco perché contaminato da materiale endogeno plasmatico. Impossibile da analizzare in HPLC

SPE

varie funzioni: differenti modi di operare  fase stazionaria C18, ciano o diolica

in questi casi si prova in tutti i modi e si vede quale tecnica fornisce i recuperi migliori.

cartucce ciano propile

alta polarità

eluente: Acetato di ammonio/metanolo

10% 90%

fornisce i migliori risultati.

ESTRAZIONE POLIFENOLI DA OLI

I polifenoli hanno una notevole importanza per l’uomo, poiché sono in grado di ridurre i radicali liberi

altamente ossidanti formando composti meno reattivi e impedendo così processi quali la perossidazione dei lipidi, fenomeno che provoca un danno alla membrana cellulare ed apoptosi.

Alcuni polifenoli interagisco con enzimi, come la cicloossigenasi1 e le telomerasi, che nell’85% dei tumori umani sono sovraespresse.

LLE

6gr di olio in 6ml di esano. L’esano serve per evitare emulsioni quando si aggiunge il solvente estraente all’olio.

Solvente estraente: 5ml di H 2 O:MeOH=20:

Estrazione ripetuta per 3 volte; i 3 estratti uniti e portati a secco con evaporatore rotante; si ridissolvono gli analiti con 1mL di MeOH e si inietta in HPLC-DAD o HPLC-MS.

moderne tecniche strumentali con bassi limiti di rilevabilità  minori quantitativi di solventi  evaporazione con azoto

spme

HS-SPME: per analiti volatili  ago a contatto con la fase gassosa e non immerso nella soluzione

hs-spme

VANTAGGI e SVANTAGGI SPME

  • Possibilità di automatizzare l’estrazione
  • Non servono solventi per l’eluizione  si concentra molto
  • Selettiva
  • Scarsa riproducibilità  analisi qualitative ma non quantitative
  • Estrazione non quantitativa

In questo modo possono essere analizzati: testosterone, metil-testosterone, testosterone propionato e trenbolone acetato; estrogeni :estradiolo, dietilstilbestrolo, dietilsilbestrolo dipropionato, α- e β-zeranolo; progestinici: progesterone, melengestrolo acetato.

ESTRAZIONE CPTH6 DAL PLASMA

Per i farmaci solubili in MeOH, H 2 O, CH 3 CN, EtOH si può utilizzare una cromatografia in fase inversa e il plasma o siero vengono trattati come segue:

  1. Deproteinizzazione trattando il plasma o siero con MeOH in proporzione 1:2 o 1:3 o 1:4 di plasma:MeOH

  2. Dopo l’aggiunta di MeOH, precipitano le proteine e si centrifuga a 10k giri/minuto per 15 minuti

  3. Il surnatante si preleva e si filtra con filtri in ptfe e iniettato in HPLC-MS.

Per deproteinizzare si può usare anche HClO 4 o acido tricloro acetico.

Dopo la deproteinizzazione a volte è necessario purificare il campione con SPE

ANALISI STRUMENTALE

Preparato il campione d’analisi con la tecnica più opportuna, è pronto per essere analizzato con un dato strumento:

Strumenti più utilizzati :

GAS CROMATOGRAFO accoppiato con diversi rivelatori, tra cui lo spettrometro di massa (MS)

HPLC accoppiato con diversi rivelatori, tra i quali DAD e MS

SPETTROFOTOMETRO (IR, NIR, UV-VIS)