Scarica Analisi dei Costi Aziendali: Un Approccio al Costo Pieno e al Costo Diretto e più Dispense in PDF di Programmazione e controllo solo su Docsity!
469566 PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO:
i sistemi di programmazione e controllo sono strumenti a supporto dell’attività di direzione d’impresa( l’aiutano a aumentare l’efficacia della propria azione). differenza tra controllo economico e esecutivo. cos’è il controllo di gestione? Cosa significa governare un’azienda? gestirla in modo di migliorarla sempre per quanto riguarda l’organizzazione, organizzare le persone, selezionare gli obiettivi, organizzare le risorse materiali e non materiali. coordinare le persone, le risorse, finalizzarle tutte nella stessa direzione, individuare le aree strategiche di affari (asa) è una combinazione tecnologia prodotto mercato, controllare che stiamo facendo bene che stiamo andando nella giusta direzione. GOVERNARE UN’AZIENA SIGNIFICA PRENDERE DELLE DECISIONI. Come possiamo governare la nostra azienda? azienda A ha un certo numero di dipendenti (100) ha un certo fatturato, fabbrica prodotti o servizi. Un possibile approccio al governo aziendale:
- (^) giorno per giorno (day by day, approccio imprenditoriale) in forza del quale l’attività di governo si esplica nel fornire un tentativo di soluzione ai diversi problemi mano a mano che si presentano senza definire il contesto in cui ci stiamo muovendo fornendo una soluzione al problema singolo che potrebbe generale un accrescimento del problema da un’altra parte, non si ha una visione sistemica, con un approccio reattivo, destrutturato, non è definito un processo né i responsabili. Il è problema affrontato in chiave destrutturata e con un forte accentramento del processo decisionale, è un approccio orientato al presente. Questo approccio caratterizza la grande maggioranza delle piccole medie aziende italiane e delle organizzazione culturali presenti in Italia, qualunque esse siano. Che ruolo può avere il controllo di gestione? è un ruolo quasi irrilevante. Tale processo si caratterizza per: 1) tendenza a inseguire ogni opportunità 2)orientamento al presente 3)processo decisionale destrutturato e informale 4)processo decisionale accentrato su poche figure chiave
- (^) approccio razionale e anticipatorio (approccio del pensare prima di fare) il fare immediatamente è distruttivo, bisogna comprendere quali obiettivi tutta l’organizzazione deve perseguire, in quale direzione dobbiamo andare, bisogna comprendere il futuro. orientamento al futuro, la logica è proattiva, identifico processi e i responsabili dei processi. Bisogna quindi definire un punto di arrivo, punto B e il processo attraverso il quale B viene definito si chiama pianificazione strategica. STRATEGIA: identifico sistema di obiettivi a medio lungo termine (2/3 anni) a valenza qualitativa (es: in quali mercati dovrò operare? con quale sistema di prodotto servizio? chi saranno i miei concorrenti? quali opportunità devo cogliere? quali minacce dovrò minimizzare o annullare? di quali risorse avrò bisogno? quali competenze? quale tecnologia?) il processo che mi consente di definire la strategia prende il nome di pianificazione strategica lo strumento all’interno del quale leggo la strategia prende il nome di piano strategico (action plan).
- (^) Una volta scelto il punto B ci dobbiamo arrivare e viene quindi identificato un percorso da seguire che viene definito come processo di programmazione. Dobbiamo ora elaborare il percorso che ci consente di conseguire la strategia, dalla fase di PIANIFICAZIONE (3 anni) si passa alla fase di PROGRAMMAZIONE che mi permette di individuare gli obiettivi di breve termine (1 anno) a valenza quantitativa (es: fatturato, politica delle scorte, costi di produzione, risorse finanziarie di cui abbiamo bisogno, come finanzieremo gli operai, come gestiamo la liquidità, quale struttura produttiva, dobbiamo anticipare tutti i possibili problemi) tutto questo lo gestiremo con uno strumento che si chiama BUDGET. Perseguimento obiettivi deve avvenire minimizzando le risorse utilizzate.
- (^) Infine si può cominciare a intraprendere azioni che, una dopo l’altra, portano al raggiungimento degli obbiettivi prescelti verificando in itinere l’andamento. Questo processo di sistemica verifica dell’allineamento tra obiettivi e risultati si definisce controllo direzionale. Questa attività di controllo è finalizzata a capire cosa stia andando storto, non è di tipo ispettoriale. CONTROLLO
Governare un’organizzazione verso il perseguimento delle proprie finalità significa sviluppare 3 tipologie di attività, tra loro complementari: ❖ Pianificazione strategica: definire sia le finalità che le linee-guida dell’organizzazione ❖ Controllo aziendale: individuate le modalità attraverso le quali raggiungere obbiettivi strategici e realizzate le azioni a tal fine prescelte ❖ Controllo operativo: verificare che i compiti specificatamente attribuiti vengano eseguiti in modo efficace e efficiente. 2/03/ MISSION cosa faccio di mestiere VISION dove voglio arrivare PROGRAMMAZIONE VS BUDGETING PROGRAMMAZIONE processo di breve termine che mi fa identificare gli obietti a valenza quantitativi da realizzare nell’esercizio successivo a quello in cui mi trovo io (obiettivi di efficienza), di breve termine. Risponde alle domande:
- quale fatturato?
- quale mix di produzione/vendita?
- quali costi mi impegno a sostenere?
- quali margini?
- … tutti gli obiettivi di breve termine vedono il coinvolgimento di una figura che è il manager (responsabile cdr-centro di responsabilità) BUDGETING: sono processi correlati ma sono cose differenti. Nel budgeting mi preocupo di verificare la fattibilità degli obiettivi che definisco in sede di programmazione, fattibilità è economica, finanziaria (avrò denaro sufficiente per pagare gli stipendi), tecnica (avrò capacità produttiva sufficiente per realizzare il mio volume di produzione?). La figura coinvolta è il CONTROLLER Gli interessi dell’azienda e quelli dei singoli devono andare nella stessa
direzione, per realizzarla ci si pone un problema di coordinamento organizzativo: bisogna organizzare l’azienda affinché si realizzi l’identità di intenti tra obiettivo aziendale e obiettivo dei singoli. Dobbiamo rispondere a queste semplici domande:
- chi fa cosa?
- come? Hintzberg dice che il tema del coordinamento si può risolvere in due grande alternative: Controllo direzionale: processo in forza del quale definisco gli obiettivi di breve termine (programmazione) e verifico successivamente il grado di raggiungimento di questi obiettivi nell’ambito di un contesto organizzativo basato sui concetti di autonomia e responsabilità. Una casa editrice opera in due settori:
- saggi: reddito operativo aziendale -900.
- editoria bambini: ROA +1.000. conto economico in configurazione direct costing CONTROLLO DIREZIONALE I sistemi di controllo direzionale sono in grado di offrire un contributo indispensabile alla gestione di un’organizzazione. L’obbiettivo non è individuare chi in azienda non performa per colpevolizzarlo, ma per risolvere le cause alla base di una performance non coerente con gli obbiettivi assegnati. Offre un sistema di info in grado di supportare le piu svariate decisioni alla base del governo aziendale. Deciso sulla base delle info che ho. Quattro finalità (vantaggi) del controllo di gestione all’interno dell’azienda: Controllo economico (MG) prima ragione per cui sviluppo un sistema di pc: il controllo economico è la possibilità di identificare i driver ovvero le determinati dei risultati economici aziendali. “Misurare il contributo offerto da ciascuna combinazione economica parziale alla formazione dei risultati complessivi d’azienda” (Vittorio Coda). Il governo di una
produttivi ha portato alla diffusione di strumenti come l’analisi di break- even,i costi standard e l’analisi degli scostamenti. L’accentuarsi poi del dinamismo ambientale ha portato allo sviluppo di strumenti di controllo finalizzati ad anticipare il futuro. Come funzionano i sistemi di controllo di direzione?quali strumenti uso per metterli in moto? ❖ Struttura informativa del sistema di controllo : per portare l’azienda da A a B con stile di direzione razionale e anticipatorio si usano diversi tipologie di info:
- Info necessarie per definire obbiettivi da perseguire e programmi di azione da intraprendere. Lo strumento usato è il budget. Espressione economico-finanziaria dei programmi di azione aziendali, disaggregati fino a arrivare alle unità organizzative elementari. Attraverso questo strumento si possono verificare le fattibilità dei programmi di azione prescelti.
- Info necessarie a capire dove siamo arrivati, quindi misurare la performance raggiunta dall’azienda e dalle unità organizzative elementari. Tali info sono rese disponibili da: Contabilità generale: Contabilità analitica: sistema di rilevazione che ragiona sistema di rilevazione che sui valori derivanti dagli scambi tra impresa e terzi;rappresenta la sitesi economico-finanziaria della gestione d’impresa.
3. Informazioni necessarie per comprendere se e in quale misura
stiamo andando nella giusta direzione e se dobbiamo intervenire e
correggere qualcosa. I sistemi di reporting sono gli strumenti
usati per realizzare un confronto organico e sistematico tra
obbiettivi predefiniti e risultati ottenuti.
❖ Struttura organizzativa del sistema di controllo: le informazioni
Contabilità analitica: sistema di rilevazione che parte dai dati della contabilità generale ma li spezza e li riaggrega in relazione a oggetti di calcolo diversi( oggetti, prodotti, aree geografiche).
rese disponibili dai sistemi di budget, report ecc devono essere date
alle unità organizzative chiamate a dare un contributo decisivo per la
realizzazione delle strategie aziendali. In tal contesto è importante il
concetto di centro di responsabilità.
Cos’è un CDR? (centro di responsabilità) (MG): è una unità organizzativa che viene assegnata ad un responsabile che negozia degli obiettivi, che riceve delle risorse per perseguire questi obiettivi, che pone in essere delle azioni che consentiranno di maturare dei risultati. su tali risultati si svilupperà un’attività di valutazione di efficacia e efficienza valutando la relazione tra i risultati ottenuti e le risorse utilizzate per tale scopo. ( conosciuta come misurazione delle performance. ) ❖ Processo di controllo direzionale: tutte le persone coinvolte per lo spostamento dell’azienda da A a B faranno un lavoro che li porterà a:
- Definire i migliori programmi di azione strumentali al raggiungimento degli obiettivi aziendali( fase di programmazione)
- definire fabbisogno di risorse necessarie per sostenere i programmi di attività e assicurarne la fattibilità economica, finanziaria e tecnica.( fase di formulazione del budget)
- realizzare programmi di azione prescelti e misurare i risultati grazie a questi (fase di svolgimento dell’attività e misurazione)
- confrontare gli obbiettivi prestabiliti con i risultati effettivamente raggiunti e a definire opportuni interventi correttivi( fase di reporting e valutazione) Nel controllo direzionale intervengono diversi attori:
- top managment: dare avvio al processo e orientarlo verso il raggiungimento delle strategie prescelte.
- Titolari CDR: animano il processo che porta alla definizione dei programmi di azione da intraprendere, alla allocazione delle risorse, messa a fuoco degli obiettivi raggiungibili
- Collaboratori dei titolari: vengono coinvolti nel processo di controllo direzionale per dare corpo ai programmi di azione da realizzare nell’ambito dei centri di responsabilità.
- Direzione amministrativa: ha la ownership dell’intero processo di
Il controllo di gestione è il modo in cui si decide di far funzionare l’azienda. Quale è il ruolo del controller in azienda? Ci si occupa di persone, di come si misuri il valore creato dall’azienda per i propri clienti, dipendenti e stakeholders. Strategia: finalizzata al lungo periodo Tattica: finalizzata al breve periodo Chi lavora sul controllo di gestione?
- (^) Ceo
- (^) Responsabili di diversi centri di responabilità
- (^) I collaboratori dei responsabili di centro
- (^) Il controller IL CONTROLLO DI GESTIONE A SUPPORTO DEL PROCESSO DECISIONALE: un approccio razionale e anticipatorio al sistema decisionale di impresa. Quali info possiamo offrire per supportare decisioni aziendali. Si parla di decisioni di breve periodo, cioè che si sviluppano nell’arco di un anno. Ci muoviamo in un contesto dell’approccio del governo aziendale. Gli strumenti per produrre info necessarie abbiamo:
- (^) Analisi differenziale: è uno degli algoritmi del controllo di gestione che consente di identificare l’alternativa economicamente piu conveniente fra due o piu alternative d’azione confrontando i costi e i ricavi riferibili alle diverse alternative. Ha 2 sole regole da seguire :
- i valori storici ( i costi gia sostenuti) non sono rilevanti. ( se ho gia speso dei soldi, oramai li ho persi).! NON LI CONSIDERO
- focalizzo la mia attenzione solo sui valori differenziali , ovvero valori che cambiano nelle due alternative d’azione. 3 )un valore non è rilevante se non varia nelle differenti alternative CLASSIFICAZIONE DEI COSTI: classificati su 3 criteri:
- (^) Volume di attività: si osserva il costo al variare del livello di attività aziendale distinguendo tra: Costi fissi: nel suo ammontare complessivo non varia al variare del volume di attività( es costo ammortamenti).
Al di fuori dall’area di rilevanza la rappresentazione dei costi è assimilabile a una retta a scalini. L’area di rilevanza fa riferimento al breve periodo: nel lungo termine tutti i costi ,per definizione, diventano variabili. Tale rappresentazione sottende 2 hp: 1)il prezz-costo del fat.prod non muti al variare del grado di utilizzo del fattore stesso. 2)il consumo unitario del fat.prod resti costante a fronte di livelli di attività crescenti. In realtà l’andamento del costo variabile totale sarebbe curvilineo, dove si manifesta un punto di flesso. E i costi crescono in maniera più che proporzionale rispetto ai volumi di attività e, partendo dal punto di flesso, partono le economie di scala, economia di apprendimento( maggiore sia la quantità di prodotto realizzato, maggiore siano i livelli di efficienza che caratterizzano il processo di produzione). Intervengono cioè delle sinergie che consentono di consumare sempre meno materia I per ottenere una unità di fattore produttivo. Sempre dopo il punto di flesso si produce un’altra sinergia, lo sconto commerciale: se compriamo grandi quantità di materie I otteniamo sconti. Queste sinergie ( economie di scala, apprendimento, sconti) fanno si che, dopo il punto di flesso, il costo variabile cresce meno che proporzionale rispetto al volume di attività. Esiste un modo per passare da funzione non lineare a lineare ed è l’area di rilevanza( impo): è un complesso di assunzioni che ci consente di passare da una funzione del costo variabile non lineare( quella con punto di flesso) a una Costi variabili: costo che nel suo ammontare complessivo varia al variare del volume di attività. Cv=P x std P=prezzo unitario di acquisto del fat.produ STD=quantitativo di fat.prod associato a realizzazione di una unità di prodotto CF QUANTITA Area di rilevanza
Come varia il costo variabile unitario al variare del volume di attività? rappresentazione grafica Come varia il costo fisso unitario al variare del volume di attività? graficamente COSTO DEL LAVORO E’ VARIABILE O FISSO? Differenza tra:
- (^) Stipendi: pago agli impiegati, per il marketing, amministrazione, reparto commerciale. Cioè tutti coloro che rappresentano struttura organizzativa dell’azienda. Essi sono un costo fisso perché rappresentano la struttura organizzativa che l’azienda deve avere.
- (^) Salari: bisogna capire il tipo di processo di produzione che è attivato da un’azienda. Distinzione tra
- capital intensive: processo di produzione totalmente automatizzato. In tal caso la produttività è affidato a macchinari. In questo caso il costo del lavoro è fisso. ( MOIND-> manodopera indiretta).
- Labour intensive: processo di produzione manuale, affidato alla forza lavoro e quindi le variazioni di volumi di produzione possono essere ottenute solo facendo lavorare di più ( o meno) la forza lavoro. Esso è un costo variabile. ( MOD-> manodopera) Esempi costi variabili: ❖ Lavorazioni esterne : connesse al decentramento di fasi del processo produttivo all’esterno. ❖ Manodopera: si considera variabili perché è possibile stabilire relazione diretta tra l’uso della risorsa lavoro e le unità prodotte. Si considera invece fisso perché il costo complessivo è indipendente dal volume di produzione raggiunto dall’azienda in un prescelto periodo. Per la scelta è necessario vedere il tipo di processo produttivo. Le aziende chimiche, siderurgiche adottano processo di produzione automatizzato e si ipotizza che alla risorsa lavora spetti il compito di supervisione degli impianti. Per tale motivo è difficile ipotizzre una relazione di variabilità tra impiego della forza lavoro e livello di attività. Nelle aziende di abbigliamento invece l’efficienza del processo produttivo è in gran parte dipendente dal’’efficienza nell’impiego della risorsa lavoro. Per esempio nella fase di confezionamento l’uso del lavoro è riferibile direttamente
alle unità prodotte e quindi è coerente considerare variabile il costo del lavoro. ❖ Consumo di materie prime e ausiliarie. Esempi costi fissi in ambito produttivo: ❖ Ammortamenti ❖ Costi di riscaldamento,vigilanza ❖ Stipendio del direttore di produzione ❖ Canoni di locazione Esempi costi fissi in ambito amministrativo: ❖ Affitti ❖ Stipendi personale ❖ Pubblicità ❖ Spese amministrative Vd tabelle pag 22 in poi
- (^) Oggetto di calcolo: l’ogg di calcolo è una qualsiasi entità,all’interno dell’azienda, di cui mi interessa ottenere un’info di costo. Quanto mi costa uno spettacolo teatrale? L’ogg di calcolo può anche essere un’area commerciale, organizzativa. Se non è specificato, consideriamo come ogg di calcolo l’unità di prodotto-servizio. 1. Costo specifico: costi che presentano una relazione diretta ed immediata rispetto a predefiniti oggetti di calcolo e che, in virtù di ciò, risultano ad essi immediatamente attribuibili. Quando parlo di costo specifico, faccio riferimento a qualsiasi oggetto di calcolo. Si riferisce a un qualsiasi oggetto di calcolo (reparto, unità organizzativa, impianto di produzione, linea di prodotto). ES! in un reparto di produzione ho 3 macchinari di cui calcolo ammortamento. C’è un responsabile del reparto di produzione.
per ogni singolo libro). Se posso definire in modo esatto, puntuale, oggettivo la quantità di fattore produttivo necessaria all’ottenimento di una unità di prodotto( come standard fisico). Un costo diretto è anche un costo variabile. Si ha costo diretto solo se posso definire una stnd fisico nel caso delle materie I, manodopera, provvigioni. IN TUTTI GLI ALTRI CASI HO UN COSTO INDIRETTO. 4.Costo indiretto: costi relativi a fattori di produzione che manifestano una relazione mediata con l’unità di prodotto/servizio; l’attribuzione di questi costi all’unità di prodotto/servizio richiede l’individuazione di appropriati criteri di ripartizione. Diverse gamme di classificazione:
- (^) Costi indiretti di produzione: ammortamenti
- (^) Costi indiretti commerciali: costi di promozione/ pubblicità
- (^) Costi indiretti amministrativi: stipendi personale amministrativo
- (^) Costi generali: telefonici es! produzione di libri di peppa pig e frozen. Ho diversi costi diretti. Uso ammortamento solo per linea di prodotto peppa pig, che è un costo fisso. Tale costo fisso è un costo specifico perché si riferisce a tutta la linea di prodotto. Il responsabile amministrativo prende 7000 al mese, il responsabile è un costo fisso e comune perché si riferisce a una risorsa che si riferisce a entrambe le linee di prodotto. Nell’ipotesi in cui l’oggetto di calcolo sia costituito dal prodotto e l’info del costo ad esso relativo sia strumentale alla valorizzazione delle rimanenze di prodotti finiti, si considerano: 5)costi di prodotto: sono componenti negativi di reddito che concorrono a valorizzazione delle rimanenze( rinviati all’es successivo). 6)costi di periodo: componenti negativi di reddito che non concorrono a valorizzazione rimanenze e quindi direttamente a carico dell’es in corso.
- (^) esigenze del controllo direzionale: distingue tra ❖ costi standard: configurazioni di costo-obbiettivo che esprimono il consumo di risorse richiesto per il raggiungimento di definiti risultati rispettando livelli di efficienza prescelti nell’impiego delle stesse risorse.
Il costo standard lo costruisco nel momento in cui predispongo il budget. E’ un costo che rappresenta quindi un obbiettivo da raggiungere. Esprime il consumo di risorse necessario per ottenere 1 unità di fattore produttivo in condizioni di efficienza. E’ legato allo standard fisico, infatti il costo standard lo calcolo cosi! costo std( costo obbiettivo che mi propongo di sostenere per rispettare predefinite condizioni di efficienza)= std fisico X std monetario ( stessa formula del costo diretto, a sua volta equivalente al costo variabile). All’aumentare della complessità strutturale e del dinamismo ambientale l’attività di governo dell’impresa richiede maggiore attenzione nella definizione degli obbiettivi d’impresa, nella programmazione delle azioni necessarie al loro perseguimento. I costi standard rappresentano info essenziali per rispondere a tali esigenze, costituendo uno strumento di programmazione e controllo di fondamentale importanza. L’impiego di tali costi consente di realizzare un’efficace attività di: ▪ programmazione: poiche costituiscono supporto essenziale per la definizione degli obbiettivi di budget ▪ guida: definiscono i valori-obbiettivo che occorre raggiungere ▪ controllo: in quanto costituiscono utili termini di paragone ai quali contrapporre i risultati consuntivi. Il processo di determinazione dei costi standard si ha in 2 fasi: ➢ analisi delle caratteristiche del processo produttivo: si pone obbiettivo di fare analisi delle condizioni di svolgimento del processo produttivo per individuare le attività elementari necessarie per la produzione del bene. ➢ Determinazione degli standard di costo unitari dei fattori produttivi: per ogni fattore produttivo che viene usato nelle attività elementari( identificate in precedenza) bisogna determinare il costo standard unitario( richiede info su standard fisici e monetari) ➢ Calcolo del costo standard unitario di prodotto: formula Es di costo! in fase di budget definisco quanta carta è necessaria per un libro. Questa quantità è lo standard fisico. Fisso poi il prezzo a cui comprare la carta( standard monetario), la carta costa al kg 1euro; per un tot di 2 euro. Il documento che elenca i fattori produttivi necessari all’ottenimento del prodotto e i relativi standard fisici, è la distinta base. A consuntivo, cioè dopo che gli eventi si sono realizzati, si ha costo effettivo
- (^) reputazione del fornitore nella fase decisionale di make or buy bisogna tenere in considerazione, oltre al costo di acquisto proposto dal fornitore :
- (^) costi variabili di produzione! sempre eliminabili se si vuole produrre esternamente
- (^) costi di ammortamento! non rilevanti poiché non eliminabili in ambe i casi di make or buy
- (^) costi di supervisione e manutenzioni! rilevanti poiché eliminabili se si acquistasse all’esterno.
- (^) Costi fissi comuni! non sono rilevanti poiché vengono supportati indipendentemente
- (^) Costo di acquisizione! rilevante solo nel contesto di buy Conviene acquistare all’esterno un prodotto/servizio se i costi di produzione cessanti> dei costi di acquisizione. Nel caso in cui si riutilizzi la capacità produttiva resasi disponibile a seguito dell’esternalizzazione di un prodotto, la valutazione di convenienza economica deve considerare anche il MDC emergente generato dal nuovo prodotto. Prezzo di equiconvenienza: prezzo che rende l’aternativa make indifferente rispetto a buy. Costi del make= al buy.
- (^) Costi fissi comuni : NON SONO MAI RILEVANTI PERCHé NON DIFFERENZIALI. Permangono in entrambe i casi.
- (^) Costi fissi specifici: se sono costi eliminabili i costi saranno differenziali e quindi rilevanti. Se non sono eliminabili, non sono differenziali e quindi irrilevanti.
- (^) Costi variabili: se sono costi commerciali( provvigioni, royalty) non sono rilevanti per l’esternalizzazione. I costi di produzione tendenzialmente saranno valori rilevanti in quanto differenziali. VD QUADERNO ACCETTARE O MENO UNA COMMESSA IN CASO DI CAPACITA’ PRODUTTIVA ABBONDANTE: Conviene accettare una commessa quando il MdC unitario garantito da ogni unità di prodotto è positivo P unitario > CV unitario In caso contrario , infatti, si rinuncerebbe ad un MdC positivo, continuando a sostenere gli stessi CF Nel caso in cui emergano CFS di commessa, per rendere conveniente l’accettazione deve verificarsi la condizione: MDC I° tot - CFS > 0
VALUTAZIONI DI CONVENIENZA ECONOMICA IN PRESENZA DI UN
VINCOLO:
il vincolo può essere di natura:
- (^) tecnica: riguarda il mondo della produzione e si sostanzia in un fattore produttivo disponibile in quantità limitate rappresentato dalla manodopera o ore macchina
- (^) commerciale: riguarda il fatturato. Possiamo realizzare un determinato importo di fatturato. Vincolo tecnico: Quando non abbiamo capacità produttiva sufficiente ad aumentare il volume di produzione. Per esempio non c’è numero sufficiente di h MOD o macchina
La valutazione di convenienza economic
di un prodotto: uno schema riassuntivo