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Processo di separazione chimico - fisico in cui due o più liquidi miscibili o non, vengono fatti passare tramite ebollizione dallo stato liquido allo stato di vapore. La vaporizzazione parziale della miscela, produce dei vapori che una volta separati e condensati danno una nuova miscela liquida, chiamata distillato. Il distillato generalmente ha una composizione diversa di quella della miscela iniziale, e c’è un aumento della concertazione del componente più volatile (a più bassa temperatura di ebollizione) → regola di Konovaloff Cosa succede in una rettifica? Entra alimentazione nella colonna, si realizza una corrente continua di liquido - vapore, dove il liquido scende e il liquido sale. I piatti sono il luogo fisico dove il liquido e vapore si incontrano e si scambiano energia e materia. Il vapore produce il riflusso ovvero un liquido e per farlo deve condensare. Dal condensatore s superficie viene fuori il vapore condensato (L) e per riflusso e il distillato (D). L’ va a ribollitore esterno e rimesso in colonna e in parte esce come prodotto pesante (W). L e V circolano sopra al piatto pilota, nella sezione di arricchimento o tronco superiore (si arricchisce del componente più volatile). Sotto al piatto pilota è sezione di esaurimento o tronco inferiore. La distillazione è possibile se c’è un ∆T, in testa colonna è più bassa rispetto al basso della colonna. F può entrare come:
Il ribollitore (R) fornisce il vapore necessario dal fondo della colonna. Il condensatore (C) raffredda e contesa il vapore di testa della colonna. I piatti sono il luogo in cui liquido e vapore vengono a contatto. LE FRAZIONI MOLARI La frazione molare è definita come Si verifica che XA + XB + XC …= 1 Per una miscela di due componenti XB = 1 - XA (Es: 12 moli di A e 8 moli di B: XA= 12/(12+8)= 0.60 XB= 8/(12+8)=0.40)
R C V L' L D V' W F ClickCharts © NCH Software Versione gratuita. Solo per uso non professionale. Acquista l'aggiornamento alla versione professionale per rimuovere.
Bilancio di materia: F= W + D Bilancio condensatore: V= L + D Rapporto di riflusso: R= L/D Bilancio angolo componente: FXF = DXD +WXW Ribollitore di coda: L’= V’ + W L’= L+ qF V=V’ + (1-q)F Il fattore di freddezza si indica con (q) che rappresenta la frazione che entra come liquido alla T° di ebollizione del patto:
Siccome ad ogni temperatura esiste una P°A ed una P°B per ogni temperatura e le pressioni parziali dipendono linearmente delle concentrazioni espresse come frazioni molari (almeno per le miscele ideali senza a interazioni). Se XA=1 B non esiste quindi dipende tanto da A questo vale per tutte le temperature. Varia la P° al variare della composizione molare e varia a che la T. T1 < T Più è ricca è la miscela A, più la temperatura sarà bassa. Nei diagrammi delle miscele a due componenti, ogni punto dell’asse delle ascisse riporta contemporaneamente la frazione molare di A e di B, la cui somma punto per punto vale 1. L’asse delle ordinate rappresenta la tensione di vapore di ciascun liquido (a temperatura precisa e costatante) che va variando con continuità dal valore più basso (liquido meno volatile) al valore più alto (liquido più volatile). LEGGE DI DALTON In fase vapore la composizione del singolo componente è data da: dove yA > XA COSTRUZIONE DEL DIAGRAMMA LENTICOLARE Disponendo dell’equazione di Claperyon o dei diagrammi di tensione di vapore, fissata la pressione e quindi i limiti di temperatura, si scelgono diversi valori di T intermedi, si ricavano le tensioni di vapore dei liquidi puri. Se si fa bollire una miscela di XA = 0,2 di conseguenza XB = 0,8, dalla composizione di partenza del liquido si arriva alla curva di bolla. La temperatura che si trova è la temperatura di ebollizione. La curva superiore si chiama curva di vapore la curva inferiore si chiama curva di liquido.
Trattando miscele poco ricche di A, aumenta la temperatura di B Con questi dati viene costituito il grafico. Questo grafico si usa per determinare il numero di stati in cui si verifica l’equilibrio liquido - vapore → numero piatti teorici. I due parametri di nostro interesse è R e “q” si usa il metodo: McCabe-Thiele