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Appunti sui disturbi esternalizzanti
Tipologia: Appunti
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Il disturbo da deficit di attenzione con iperattività è un disturbo molto diffuso e che è caratterizzato, pur nella sua variabilità, da disturbi in tre aree:
scolare, ma almeno alcuni di essi devono essere presenti già prima dei 7 anni. I sintomi sono già presenti ma spesso non vengono considerati o comunque in maniera superficialmente. I sintomi devono causare problemi in almeno due contesti (scuola/lavoro, casa, sport) e devono influire in ambito sociale, scolastico e/o lavorativo. La ADHD è spesso associato a: -disturbi esternalizzanti (disturbo oppositrici-provocatorio (DOP)/della condotta) [anche in età prescolare e scolare] -Disturbi internalizzati (disturbo affettivi/d’-ansia) -disturbi dell’apprendimento (dislessia, disotti grafia, discalculia) e del linguaggio (espressivo, misto, fonologico, balbuzie -sindrome di Tourette Bisogna distinguere quelli che sono i sintomi nucleari, cioè quei sintomi senza i quali non si può neanche fare diagnosi e cioè iperattività, impulsività e disattenzione, e spesso si associano in combinazione altri sintomi come aggressività, immaturità, isolamento e asocialità/antisocialitá. Nel corso della vita i ⅔ dei bambini con ADHD in infanzia continueranno ad esserlo, nella vita adulta vi è ⅓ invece. In quest’ultimi vi è una possibilità di un basso livello accademico e occupazione, di un cattivo adattamento psicosociale e una correlazione con altri fattori che possono peggiorare il percorso della vita come alcolismo, criminalità e personalità antisociale. Infatti il 45% della popolazione carceraria ha una diagnosi di ADHD Il bambino DOP è caratterizzato da un comportamento negativo, ostile e provocatorio con almeno 4 tra i seguenti comportamenti:
Per quanto riguarda le regioni cerebrali coinvolte, il nostro cervello va incontro a una processo progressivo di maturazione che non è contemporaneo in tutto l'encefalo ma segue un onda caudo-frontale per cui le regioni frontali sono le ultime a maturare nell’adolescenza. Queste sono le aree in cui risiedono la capacità di auto inibizione del comportamento e dell’auto regolazione emotiva. L'area dorso laterali è coinvolta nelle cosiddette funzioni esecutive, come la memoria di lavoro, la pianificazione ecc. infine la corteccia anteriore del cingolo è la regione che contiene quelle che sono le priorità di un individuo e queste regioni, ultime a maturare sia come numero di sinapsi che di mielinizzazione, sono importanti perché sono quelle che rendono una persona razionale, anche a livello di controllo delle emozioni e del comportamento. Queste sono le aree che in un ADHD sono più lente a maturare e in cui i campi terminali della noradrenalina e della dopamina, se queste non sono presenti a sufficienza, sono meno attivate per tempi prolungati e meno in grado di mantenere il focus su un problema specifico nel corso del tempo. Ecco che l’altra azione strutturale e funzionale, soprattutto dei circuiti delle regioni frontali con la ridotta funzione del sistema dopaminergico, produce un deficit in quelle regioni che a sua volta si traduce in un deficit delle funzioni esecutive, le quali permettono di tradurre le idee in uno schema di azione e risolvere una fase dopo l’altra la soluzione per un problema (memoria di lavoro, inibizione di risposte inappropriate, flessibilità cognitiva e adattamento, comportamenti finalizzati, pianificazione, sistema attenzione le supervisore). Le diverse regioni frontali hanno dei ruoli diversi nelle funzioni esecutive.
delle funzioni esecutive attraverso, ad esempio, il CPT cioè il continuous performance test, I test dell’attenzione visiva sostenuta, i test della NEPSI, le prove della BIA, batteria italiana ADHD. Bisogna poi portare avanti un approfondimento psicodiagnostico per quantificare eventuali deficit o comorbidità quali disturbi dell’apprendimento, del linguaggio, delle funzioni esecutive, depressione, bassa autostima ecc. con gli appositi test. LA TERAPIA DELL’ADHD Per il 70% la responsabilità del disturbo è di natura biologica e fortemente genetica e quindi la terapia è primariamente farmacologica attraverso il metilfenidato, un bloccante del reuptake della noradrenalina e della dopamina, e la atomoxetina, un bloccante selettivo del reuptake della noradrenalina e aumenta anche i livelli di dopamina nella corteccia prefrontale. Questi farmaci come funzionano? Quando si è altamente concentrati su una cosa (inizio della lezione, partita di calcio) il rilascio funzionale di adrenalina e noradrenalina è massimo, mentre ad esempio, dopo una intera lezione, il rilascio di neurotrasmettitore è minore avendo difficoltà nell’attenzione per via della stanchezza. Il bambino ADHD è geneticamente a livelli affaticati per cui è distratto, disorganizzato, impulsivo e le terapia farmacologiche servono a riportare i livelli di catecolamine a livelli moderati affinché sia focalizzato, organizzato e responsabile, si tenta quindi di “normalizzarlo”. La terapia farmacologica solitamente è in lunga durata di azione quindi si da la mattina e dura fino a una certa ora del pomeriggio, e spesso si associa a una terapia che deve prevedere l’allungamento dei tempi di attenzione e anche un training delle funzioni esecutive, ad esempio per la memoria di lavoro, poiché quando potenzio una zona cerebrale, potenzio anche quelle che sono le funzioni di quella zona e perciò non si va a potenziare una sola funzione ma più funzioni. Altro elemento importante della terapia dell’ADHD è aiutare i genitori, insegnanti e il bambino a distinguere una patologia e un sintomo da un tratto caratteriale attraverso un approccio psicoeducativo.