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documenti completi e chiari, Schemi e mappe concettuali di Storia del Teatro e dello Spettacolo

vengono trattati argomenti di storia del teatro in modo diverso, completo e chiaro

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 20/01/2023

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SLIDE STORIA DELLA MUSICA
Mattei
1. Età Tardoantica (313 d.C. – 800 d.C.)
FONTI MUSICALI ORALI
Polifonia: stile compositivo che combina due o più voci e/o strumenti indipendenti. Si
sviluppa in Europa come in India, Afganistan, Indonesia, paesi balcanici e caucasici.
Dal 350 d.C. era invalsa la prassi improvvisatoria della diafonia (due-voci), consistente nello
sdoppiamento di una melodia tra due voci ad altezze diverse.
Nel VII-VIII sec. con il termine parafonisti s’indicavano i cantanti che eseguivano il canto
liturgico simultaneamente a distanza di ottava, quinta e quarta.
Nel IX-X sec. Parafonìa indicava dunque la primigenia pratica del canto parallelo intesa
come tropatura della melodia gregoriana.
Malgrado le informazioni riguardo la musica nell’Antico Egitto siano frammentarie, è molto
probabile derivazioni sumere e babilonesi sia negli strumenti, come i flauti ad ancia
Le origini della nostra notazione musicale europea si trovano nei simboli abbreviati usati
per la recitazione orale greca ed orientale. Si conosce bene la tradizione musicale greca in
quanto in quanto i suoi pensiero filosofico e sistemi teorici vennero preservati nel corso dei
secoli e saranno posti come fondamenti della cultura musicale europea cristiana. Per
comprendere meglio la lunga parabola musicale dell’antica Grecia è utile suddividerla in
diversi segmenti: il periodo aureo, ricco di innovazioni musicali con una concezione alta
della musica, e il periodo ellenico e dell’impero, dove la musica assume soprattutto valore
d’intrattenimento.
I romani si sono imposti sugli altri popoli non solo per supremazia militare ma anche con
esibizione del loro potere attraverso la monumentalità, anche al livello musicale. La musica
compare anche nei teatri e circhi romani i quali, prima ancora che spazio culturale, sono
emblema dell’impero dove l’elemento musicale non è più un tramite fra reale e narrato, ma
serve a generare stupore, riempire i tempi morti ed enfatizzare le attese.
La liturgia cristiana occidentale è interamente cantata e il suo canto, il latino, è detto
“gregoriano” (dal mito di Gregorio dove Gesù gli canta nell'orecchio le preghiere per il culto
poi dettate a uno scrivano), inoltre la liturgia permette all’uomo di gestire l'attesa,
frantumando la continuità del tempo: il ciclo liturgico dura un intero anno e i momenti
dedicati alla celebrazione di Cristo impegnano due periodi principali, uno legato alla Pasqua
e l'altro al Natale.
2. Età della Scolastica (800 d.C. – 1200 d.C.)
FONTI MUSICALI ORALI/SCRITTE
Polifonia come Ars: il Trattato “Musica enchiriadis” gli riconosce lo statuto di Ars.
Vox principalis melodia gregoriana detta “cantus”
Vox organalis voce aggiunta in ottava, quinta o quarta.
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SLIDE STORIA DELLA MUSICA

Mattei

1. Età Tardoantica (313 d.C. – 800 d.C.)

FONTI MUSICALI ORALI

Polifonia: stile compositivo che combina due o più voci e/o strumenti indipendenti. Si sviluppa in Europa come in India, Afganistan, Indonesia, paesi balcanici e caucasici. Dal 350 d.C. era invalsa la prassi improvvisatoria della diafonia (due-voci), consistente nello sdoppiamento di una melodia tra due voci ad altezze diverse. Nel VII-VIII sec. con il termine parafonisti s’indicavano i cantanti che eseguivano il canto liturgico simultaneamente a distanza di ottava, quinta e quarta. Nel IX-X sec. Parafonìa indicava dunque la primigenia pratica del canto parallelo intesa come tropatura della melodia gregoriana. Malgrado le informazioni riguardo la musica nell’Antico Egitto siano frammentarie, è molto probabile derivazioni sumere e babilonesi sia negli strumenti, come i flauti ad ancia Le origini della nostra notazione musicale europea si trovano nei simboli abbreviati usati per la recitazione orale greca ed orientale. Si conosce bene la tradizione musicale greca in quanto in quanto i suoi pensiero filosofico e sistemi teorici vennero preservati nel corso dei secoli e saranno posti come fondamenti della cultura musicale europea cristiana. Per comprendere meglio la lunga parabola musicale dell’antica Grecia è utile suddividerla in diversi segmenti: il periodo aureo, ricco di innovazioni musicali con una concezione alta della musica, e il periodo ellenico e dell’impero, dove la musica assume soprattutto valore d’intrattenimento. I romani si sono imposti sugli altri popoli non solo per supremazia militare ma anche con esibizione del loro potere attraverso la monumentalità, anche al livello musicale. La musica compare anche nei teatri e circhi romani i quali, prima ancora che spazio culturale, sono emblema dell’impero dove l’elemento musicale non è più un tramite fra reale e narrato, ma serve a generare stupore, riempire i tempi morti ed enfatizzare le attese. La liturgia cristiana occidentale è interamente cantata e il suo canto, il latino, è detto “gregoriano” (dal mito di Gregorio dove Gesù gli canta nell'orecchio le preghiere per il culto poi dettate a uno scrivano), inoltre la liturgia permette all’uomo di gestire l'attesa, frantumando la continuità del tempo: il ciclo liturgico dura un intero anno e i momenti dedicati alla celebrazione di Cristo impegnano due periodi principali, uno legato alla Pasqua e l'altro al Natale.

2. Età della Scolastica (800 d.C. – 1200 d.C.)

FONTI MUSICALI ORALI/SCRITTE

Polifonia come Ars: il Trattato “Musica enchiriadis” gli riconosce lo statuto di Ars. Vox principalis  melodia gregoriana detta “cantus” Vox organalis  voce aggiunta in ottava, quinta o quarta.

NOTAZIONE DASIANA: primo esempio di notazione musicale polifonica; sistema di righe e spazi dove venivano sistemati simboli grafici, il numero di linee varia tra 4 e 18. Costituisce il superamento dell’idea di imparare mnemonicamente. Organum è termine di derivazione greca ( òrganon = misurazione ben definita, e matematicamente chiara) e si riferiva alla chiarezza delle sinfonie d'ottava, di quinta e di quarta (le consonanze perfette del sistema pitagorico) che risuonavano simultaneamente in un brano polifonico. Le voci impiegate erano maschili e bianche. Il termine Discanto indicò una prassi polifonica contrapposta all’organum parallelo: la parte aggiunta alla vox principalis procedeva di preferenza per moto contrario e nota contro nota con il cantus evitando gli urti dissonanti. L’organum insegnato da Guido d’Arezzo presuppose il rifiuto del teatracordo, i tre suoni limite, regolatori della vox organalis, in Guido erano DO, FA, SOL, se il cantus superava i suoni limite, l’organum o restava sospeso. Guido pose il principio della cadenza (un suono di riposo doveva essere preceduto da uno dissonante, tensivo). Il nuovo organum del XII sec. prevedeva sinfonie primarie (ottava, quinta, quarta) e altre di passaggio (terza, sesta, seconda, settima); i trattatisti classificarono i nuovi aggregati in base alla loro qualità sonora. Santiago de Compostela: centro importante era la cattedrale di Santiago de Compostela; le musiche polifoniche per la liturgia di quel centro legato al culto di San Giacomo apostolo. La polifonia a Notre Dame di Parigi (1175-1230): Anche la polifonia parigina si improvvisava su formule preesistenti, le polifonie riguardano il proprium (testi di una singola festività) e hanno un alto livello di modularità tipico delle tradizioni orali. La separazione concettuale tra il ruolo di compositore e quello di esecutore non era ancora concepita nell’ambito di una tradizione di tipo orale-scritta che si basava ancora sulla memoria per eseguire e per comporre. Nei mottetti di primo Duecento le voci non fanno riferimento a schemi ritmici chiari e la notazione (sempre pre-mensurale) vale solo come richiamo mnemonico; le formule melismatiche sono rare. Nella seconda metà del XIII sec. i mottetti a tre voci si svincolarono dalla liturgia. Se i canzonieri in francesi propongono un sistema di righi con notazione, in Italia non vi erano scuole o università in cui si praticava la scrittura musicale, tuttavia però esistevano importanti scriptoria monastici che non ignoravano la notazione e di ciò ne è un esempio la lauda, una canzone devota, che nasce come canto per esprimere la religiosità popolare. L'alto-tedesco produce il genere lirico del Minnesang.

3. Età della Progettualità (1200 – 1500)

FONTI MUSICALI SCRITTE (MENSURALISMO)

Nell’epoca della Progettualità si riscontrano tre filoni musicali:

  • Musica di svago popolare : la danza è una componente fondamentale della vita popolare medievale che riscontriamo all’interno dei tre generi (la carola,

Borgogna e Francia. Busnoys compone soprattutto chansons mentre Ockeghem lascia in eredità una produzione più fitta costituita da 10 mottetti, 12 messe, 20 chansons e un requiem.

4. Età della Musica Moderna (1400/1500 – 2000)

Gli anni successivi alla crisi avignonese caratterizzano l’entrata dell’età moderna, e sono caratterizzati dalla perdita di fiducia nel potere papale: l’Italia torna ad essere protagonista della scena musicale accanto alla Francia e attinse le teorie musicali ripartendo dalla filosofia classica. La musica torna ad essere concepita come intrattenimento e comincia ad affermarsi una separazione tra il ruolo dell’esecutore e dell’autore, il quale si rifà al concetto di originalità : si mette da parte il concetto di Tropo. Questo gusto è testimoniato anche dalle “ frottole ”, un genere semplice e monodico con accompagnamento strumentale. La democratizzazione della musica passa anche attraverso la stampa, nata nei primi anni del 500: i libri di musica ebbero una grossa diffusione e coinvolsero, oltre all’aristocrazia, la borghesia benestante. Tale elemento determina di riflesso un allargamento del pubblico e l’esecuzione di musici amatoriali che utilizzeranno una scrittura semplice che richiede unicamente una buona intonazione. Il genere madrigale si declina nel 500 su tre direttrici:

**- L’abilità contrappuntistica;

  • la sperimentazione armonica;**
  • la frottola. Fondamentale in quest’epoca la cappella musicale , un modello sviluppato in ambito parigino, in cui si attesta la progressiva professionalizzazione dei membri delle diverse cappelle; la più importante fu la cappella di Borgogna. Un maestro di cappella autorevole in contesto italiano fu Willaert , che ottenne l’incarino presso San Marco, a Venezia; Palestrina, che assunse incarichi a Londra, scrisse un grosso numero di messe, mottetti e madrigali e diventò il modello di riferimento nel 700’ e nel 800’. Tra i numerosi organisti che si succedettero presso San Marco si ricordi anche Andrea e Giovanni Gabrieli , i quali facevano parte della scuola veneziana progressista tra il 1560 e il 1570; Il massimo dello sviluppo della scuola veneziana venne raggiunto nel decennio 1580 - 1590 quando Andrea e Giovanni Gabrieli composero opere per cori multipli, gruppi di ottoni, archi e organo, lavori che prescrivono indicazioni piano e forte riferite alla dialettica fra tutti (forte) e soli (piano), base per il futuro concerto barocco. Il volto emblematico di questa nuova concezione musicale è Josquin Desprez , allievo di Ockeghem, il quale incarna il precetto dell’imitazione del modello, tipico della prima età moderna; musico presso la corte di Renato d’Angiò, Luigi XI, Innocenzo VIII, Ferrara Ercole d’Este, cardinale Sforza e Ludovico il Moro. Il 500’ vede due eventi importanti: la riforma protestante luterana e il conseguente concilio di Trento, in cui si riconfermò l’uso del latino per il canto della messa.
  • Nei paesi tedeschi si hanno ricadute in termini di canzoni di facile esecuzione che riutilizzano melodie preesistenti. In Germania i Meistersinger sono maestri- artigiani di estrazione borghese e strutturati in corporazioni che salvaguardavano i valori di una tradizione compositiva che affondava le radici nella lirica trecentesca dei Minnesanger. Sebastian Virdung propone una soluzione per liuto ideando un sistema che riprende l’intavolatura per tastiera, cosa che appare poco pratica e che ricevette critiche al punto che i tedeschi si convertirono ai sistemi italiani e francesi. I modelli di riferimento sono Petrucci con “Intabulatura del liuto”; in generale i trattati per imparare a suonare smettono di essere lunghi e in latino e cominciano a rivolgersi agli appassionati di musica che leggono poche pagine su aspetti pratici e tecniche esecutive.
  • In Francia continuano a seguirsi mode musicali aderenti al gusto italiano.
  • In Inghilterra la musica diviene pratica quotidiana e la nuova liturgia anglicana era caratterizzata da inni e canti polifonici.
  • In Italia si predilige la frottola: i letterati umanisti predilessero la prassi improvvisatoria del canto a voce sola o in polifonia sincrona con accompagnamento di liuto, congeniale all’esaltazione della componente testuale: Pietrobono del Chitarrino, Serafino Aquilano, Leonardo Giustinan furono i protagonisti di questo repertorio a trasmissione orale. Pietro Bembo ( Prose della volgar lingua 1525) fu convinto assertore della valenza melica intrinseca alla poesia (che impediva di musicare con le stesse note testi diversi). La forma musicale doveva modellarsi sul verso per esaltarne contenuto e qualità sonora. Tasso, Guarini, Marino imitarono il modello petrarchesco offrendo un serbatoio poetico ai nuovi compositori. Nel XV si sviluppò il mecenatismo moderno:
  • Mecenatismo istituzionale (grande polifonia sacra): coinvolgeva i cantori della cappella di corte e strumentisti della “musica alta” ;
  • Mecenatismo umanistico (repertorio profano cameristico): coinvolgeva musicisti da camera.

5. Barocco (1600 – 1690)

Dopo la riforma luterana e il concilio di Trento si crea una frattura tra nord e sud:

  • a Nord si crea un pensiero liberista, ovvero libero da ogni dogmatismo
  • a Sud un pensiero individualista che predilige le forme di un’arte e motiva volta alla ricerca del piacere. In questo senso si apprezza il contributo della filosofia di Hobbes e Locke, i quali con la teoria sensista, pongono la centralità dei sensi come strumento di conoscenza, e l’individualismo inteso come ricerca del piacere privato che colma l’assenza di quello divino. Per questo si sviluppano strutture musicali semplici capaci di commuovere, che incarnano i valori sensisti ed individualisti del secolo.

In ambito inglese si ricordino Dryden e Purcell, il quale scrive odi ed inni per la corte. Nell’ambito della musica strumentale si inseriscono diversi generi principali:

  • la suite, in ambito inglese, andamento perfezionato da Froberger, allievo di Frescobaldi: composizione strumentale che prevede la successione di danze strumentali dal carattere costante e ripetitivo. Il genere è basato su un’esigenza di varietà ritmica che alternava forme lente e veloci; in Francia assume forme più articolate, ad opera di Jacques Champion de Chambonnières e Louis Couperin.
  • La fuga: forma musicale polifonica basata sul contrappunto, ovvero combinare una melodia principale, detta canto, con più melodie contemporanee. Il genere nasce dalla tradizione organistica tedesca, le cui basi sono state gettate da Scheidt e Hasseler.
  • Le toccate: genere musicale di forma libera originariamente seguito dall’organista per aiutare i cantori nell’intonazione iniziale. Il precursore di questo genere era Girolamo Frescobaldi.
  • Sonata per violino.
  • La consort music inglese concepita come un insieme di archi (fantasie e capricci).
  • Sonate per clavicembalo di stampo francese e tedesco.
  • Sonate da chiesa.
  • Variazioni: l’uso di un tema variato da mutamenti melodici ritmici ed armonici GIROLAMO FRESCOBALDI Uomo di corte che, in quanto tale, adatta le proprie opere al gusto del committente; questo spiega la coniugazione tra tradizione tastieristica e sperimentazione. Il suo dominio delle regole del contrappunto, l’abilità esecutiva e la capacità improvvisativa, sono gli elementi che contraddistinguono la sua produzione. Autore di Fantasie, recercari e canzoni, Frescobaldi ha una visione fortemente intellettualistica della musica concepita come imitazione dell’armonia celeste. Nei capricci viceversa, il presupposto ideologico è quello della stravaganza che si applica però al campo severo del contrappunto. Le toccate costituiscono invece la base costruttiva dell’improvvisazione frescobaldiana, che deriva dagli organisti veneziani, che dovevano fornire l’intonazione giusta ai cantori. Frescobaldi non fa altro che mettere per iscritto questa tecnica che colloca in tre voci (superiore, mediana ed inferiore). Musica Luterana Nel mondo luterano la distinzione tra musica liturgica e devozionale è pressocché inesistente. Il repertorio mottettistico veneziano (Gabrieli, Monteverdi, Palestrina) è alla base della musica luterana e i cori, per questo motivo, venivano armonizzati anche da quattro voci, dando vita a un contrappunto fluido e lineare.

6. Stile Galante (1690 – 1800)

PRIMA META’ DEL SETTECENTO

Leibniz con la sua filosofia aiuta a capire i principi della musica del Settecento: sostiene che il piacere di ascoltare la musica deriva dal fatto che c’è un rapporto tra consonanze e dissonanze, basato su leggi matematiche, dove le operazioni matematiche alla base di questi rapporti vengono fatte dal musicista in modo inconsapevole. Nella Francia di Luigi XIV si ha una concezione dell’arte, dove questa deve essere finalizzata a suscitare un piacere garbato nell’ascoltatore; per garbato si intende la condanna di ogni eccesso, da questo la definizione di Stile Galante. A sostegno di questo, il filosofo francese Pluche che afferma, utilizzando la metafora del vestito, che la musica deve essere il “vestito” della parola ma senza far venire meno il concetto di semplicità e discrezione. Sul campo strettamente teorico invece si ha uno scontro tra Rameau, che sosteneva le leggi dell’armonia, e Rousseau, che enfatizzava l’importanza della melodia e che Rameau con l’armonia abbia fatto decadere il concetto di melodia. Questo interesse per l’armonia porta alla nascita ed affermazione del concetto di tonalità: sistema di forze che organizzano tutti i suoni di una composizione sulla base di gerarchia dominata dalla tonica. La musica presso la corte di Luigi XIV si divideva in due tipologie:

  • il Ballet de cuor: rappresentazione di argomento mitologico in cui il ballo era metafora del rispetto del sistema sociale
  • air de cour: derivata dalla chanson polifonica del rinascimento. Couperin cerca una mediazione tra lo stile italiano e il gusto francese; egli spiega la differenza tra francesi ed italiani con una similitudine, affermando che la musica per gli italiani è come la lingua (si legge come si scrive). Lo stile italiano è diametralmente opposto: più incline all’artificio, al piacere dei sensi e al virtuosismo sfrenato, appariscente. ARCANGELO CORELLI Fama europea ed internazionale, la sua ricerca è più rivolta al violino, dedicandosi al virtuosismo violinistico. Il suo culmine si esprime nell’ultimo lavoro della sua raccolta, ovvero una serie di variazioni sul tema della Follia. ANTONIO VIVALDI Si specializza in due generi, la sonata ed il concerto, quest’ultimo che si divide in tre categorie (concerti solistici, per due solisti e concerti grossi). L’attenzione di Vivaldi si concentra soprattutto sulle capacità d’imitare della musica, che doveva avere una grande forza visiva, evincibile nelle Stagioni. È il più importante degli autori italiani perché unisce al suo interno il punto di vista di Rameau e Rousseau, dare importanza ad armonia e melodia. Stravinskij critica Vivaldi, che a suo parere utilizza un modello ripetitivo. Lo stile tedesco invece non è interessato ai concetti sul buon gusto, ma solo ai giochi polifonici, caratterizzato da pieghe verso l’infinito. JOHANN SEBASTIAN BACH Ha un forte legame con il pensiero contrappuntistico nato nella liturgia luterana (Lutero è un punto di riferimento), sente costantemente l’esigenza di comunicare con il signore attraverso la musica, strumento anche per allontanare il diavolo. Assume come modelli di riferimento sia la dimensione francese che italiana in chiave sperimentale (Es. Suite n.1 per
  • polarizzazione: parti solistiche in primo piano eccetto per i ritornelli (Es. concerto solistico di Vivaldi).
  • ripetizioni: ripetizioni del modello preso in considerazione realizzate in eco o in terrazze.
    1. Contrappunto: tecnica polifonica di sovrapposizione simultanea di due o più linee melodiche (prerogativa del repertorio sacro, perché era un omaggio alla grandezza divina).
    2. Fuga: procedimento melodico che ruota intorno ad un’idea detta soggetto, che fa da codice generico del brano.
    3. Sonata: Bach chiama sonata il primo brano delle cantate, però nel 700 individuava tre tipologie diverse:
  • sonata in tre movimenti o più per due strumenti
  • sonata solistica in più movimenti
  • sonata in un solo movimento (clavicembalo) Nella seconda metà del 700 Scheibe avvia una feroce critica allo stile bachiano affermando la sua apollosità data da un eccessivo ricorso alla polifonia. Lo stile galante, dopo la morte di Bach, si riforma:
  • melodie semplici
  • accompagnamento separato dal canto
  • attenzione per gli abbellimenti (Mozart Sonata in Do maggiore K545) Il quinto figlio di Bach (più famoso) trova un’originale riflessione nello stile sentimentale, caratterizzato da tonalità minori, uso delle pause, enfatico, melodie nevrotiche. (Bach adagio della Sonata Prussiana 1). Un altro stile della seconda metà del 700 è lo stile CLASSICO VIENNESE, che aveva come principi:
  • eleganza espressiva
  • stretto contatto con il teatro
  • tripartizione dei movimenti (Mozart Sonata in Do maggiore K280) HAIDIN Musica d’intrattenimento del mondo aristocratico. Scrive:
  • sinfonie post barocche: imitazione della natura
  • sinfonie sturm und drang: riprende il lessico di Bach figlio
  • sinfonie ispirate al teatro
  • sinfonie parigine: chiamate così per la dimensione descrittiva
  • sinfonie londinesi: trovano fortuna a Londra

WOLFGANG AMADEUS MOZART

Mozart è stato un enfant prodige, il padre lo porta in giro per l’Europa, dove incontra Bach e Farinelli (castrato) e conosce l’opera buffa di Napoli. Nel 1781 a Vienna diventa un libero professionista e scrive:

  • concerti per pianoforte
  • sinfonie: “Sinfonia in Sol minore K.550”, “Sinfonia Jupiter K.551”
  • opere da camera
  • opere teatrali: con Lorenzo da Ponte scrive “Nozze di Figaro”, “Don Giovanni”, “Così fan tutte” e “il Flauto magico”. Mozart rinnova anche il melodramma, la sua idea è quella che la parola poetica deve essere devota alla musica (contrario di Metastasio). Di conseguenza la forza espressiva della musica deve essere tale da rendere in modo realistico anche la psicologia dei personaggi; per far ciò accentua la natura discorsiva delle arie mescolando arie e recitativo. Si pensi a “La ci darem la mano” del Don Giovanni. Per quanto riguarda i lavori in lingua tedesca si ricordino “Il ratto del serraglio” e “il flauto magico”.
  • Requiem La novità portata in campo da Mozart è quella di portare nelle sale da concerto categorie di stampo teatrale. Un’altra novità è quella di aver lasciato il clavicembalo in favore del fortepiano, dando vita ad una produzione che risente dell’influenza di Haydn, Scarlatti, Bach figlio. La riforma del Melodramma era stata già portata avanti in Italia da una collaborazione tra Gluck e Metastasio (cosmopolitismo). La principale innovazione fu l’introduzione dal repertorio francese dell’opera “Comiques”. Da questa collaborazione, a cui partecipò anche Ranieri de Calzabigi, nasce il capolavoro di “Orfeo ed Euridice”. LA FINE DEL VECCHIO MONDO Theodor Hoffman conia una nuova estetica musicale basata sul principio dell’ineffabilità: l’uomo non è capace di penetrare i profondi misteri della musica. LUDVIG VAN BEETHOVEN Risente degli insegnamenti di tre grandi maestri: Haydn, insegnante fisico, Bach, Hendel, punti di riferimento. La più grande innovazione di Beethoven è quella di aver creato nuova musica pur rimanendo ancorato all’architettura settecentesca della forma sonata, che molto spesso si fa portavoce di valori morali. Da un punto di vista tecnico Beethoven rinnova la struttura della sonata da dentro: se in Mozart e Haydn vigono i principi di ordine, simmetria ed eleganza, in Beethoven la successione di note rifugia da ogni codice predefinito. Si pensi alla “Sonata al chiaro di luna” in cui l’idea principale è quella di una nota ribattuta che acquisisce senso all’interno di un contesto armonico. Produzione:

La morfologia dell’opera italiana dell’Ottocento era articolata generalmente in due o tre atti. GIOACCHINO ROSSINI Ha avuto una grossa influenza in Italia ed in Europa già a partire dall’età dei diciotto anni. A Parigi nasce il “Gulliame Tell” nel 1829 in cui lavora sulle colorature: abbellimento della linea melodica che serve per rendere virtuosistica l’esecuzione. Queste sono presenti anche all’interno del “Barbiere di Siviglia” ( dall’atto primo “largo al factotum” e “una voce poco fa”). La parabola rossiniana finisce con l’esordio di Bellini e Donizzetti. Con loro si segna un cambio di gusto: si instaura definitivamente il genere serio a tematica amorosa che culmina nel finale tragico. Esempio di questo nuovo linguaggio è “La Norma” di Bellini e Donizzetti. Bellini attua procedimenti nuovi, l’irregolarità della frase musicale, armonia ritardante, dissonanze fra canto e basso, alleggerimento della coloritura di Rossini. di Gaetano Donizzetti si ricordi “La Lucia di Lammermoor” e “L’elisir d’amore” (“una furtiva lagrima”). GIUSEPPE VERDI Giuseppe Verdi si affermò sin da giovane a livello internazionale e venne definito "l'uomo del rinascimento Italiano" perché era la voce del pensiero patriottico (ex. Nabucco, Attila, lombardi alla prima crociata rappresentano un'Italia che era in Cerca di sé). Si autodefinisce più uomo di teatro che di musica: la sua idea di processo compositivo era quella di partire da un'idea drammatica centrale che fosse in grado di plasmare tutte le parti dell'opera e dando così una sensazione organica (introduce in questo senso il concetto di TINTA: colore generale da assegnare alla partitura lavorando sulla strumentazione e sulla combinazione di timbro, melodia, armonia e ritmo); nonostante ciò ricorre al contrario interiore tra i personaggi e tra i individuo e collettività. Inoltre, attua una ricerca sul DECLAMATO in ambito teatrale: tipo di canto sillabico poco strutturato melodicamente e utile per esprimere la psicologia di personaggi complessi. Tra il 1839 e il 59 scrive 24 opere ("anni di galera") tra cui Ernani e Macbeth che fu decisiva per la svolta stilistica di: Rigoletto, la traviata e il Trovatore con cui raggiunge la perfetta padronanza degli strumenti necessari a esplorare la natura umana. Le opere di maturità riuscirono invece a conquistare l'umorismo inteso come reale rappresentazione della vita. RICHARD WAGNER In area tedesca il teatro era ancora legato al sinspiel all'inizio dell'Ottocento ma cercò di progettare una nuova forma di teatro andata sugli archetipi collettivi della mitologia germanica e sulla coincidenza tra poeta e compositore, la prima idea compare in un suo saggio filosofico del 1848, ma raggiunse il suo risultato con il ciclo di opere "Anello di Nibelungo" formato da Oro del Reno, la walkiria, Sigfrido e crepuscolo degli dèi. Il suo obiettivo era quello di creare un dramma unitario basato sul perfetto equilibrio tra musica e testo (la poesia doveva farsi musica e la musica doveva farsi poesia) perciò utilizza una prosa poetica duttile. Il nuovo dramma doveva rappresentare il divenire dei sentimenti.

FRANZ LISZT : compositore, pianista, direttore d'orchestra e organista ungherese del periodo romantico. Il suo contributo allo sviluppo della tecnica pianistica è stato cruciale nella storia dello strumento; infatti, a lui si deve anche l'invenzione della forma concertistica del recital-pianistico. TARDI ROMANTICISMO: JOHANNES BRAHMS fu compositore, pianista e direttore d'orchestra tedesco, definito come l'antagonista di Wagner. La musica brahmsiana, orientata a un vivido sinfonismo e segnata dalla rivisitazione della struttura compositiva, si accompagna alla tendenza a prediligere la musica popolare.

6.Avanguardie (1919 – 1990)

IL NOVECENTO IN GUERRA

Nei primi decenni del secolo nascono due correnti musicali: neoclassicismo (promotore il russo Stravinskij) e l'impressionismo (promotore shoenberg e principali esponenti in Francia Debussy e Ravel). Stravinskij : lavorò nei ballet russes e compose: L'oiseau de feu (in cui seppe usare il silenzio in modo magistrale), petrouschka e sacre di printemp, quest'ultimo principalmente provocò scandalo, soprattutto per i suoi quadri musicali privi di un filo narrativo. Per questo fu ispirata dal sogno di una fanciulla che balla fino a morire. Schoenberg : il primo a scrivere musica al di fuori dalle regole del sistema tonale. Il suo contributo fu importante per la sua invenzione di un nuovo sistema musicale: dodecafonia (prevede che tutti i dodici suoni della scala cromatica appaiono lo stesso numero di volte nell'esposizione). Debussy : figura di spicco dell'impressionismo parigini. La sua musica è stringata, non pomposa, punta alla brevità aforistica alla maniera dei simbolisti, inoltre ricerca l'innovazione nell'esotismo. Rappresentava la natura con l'intenzione di comunicare le emozioni in maniera differente rispetto ai romantici. Il suo primo vero successo di Pelleas et melisande, che fece così tanto rumore che si iniziò a parlare di debussyte, mentre con La mer elaborò un rinnovamento dello stile sinfonico. Scrive: composizioni per orchestra, composizioni teatrali, composizioni per pianoforte, balletti, musica da camera, composizioni corali e vocali. Ravel: intraprese una carriera come pianista e fondò la società musicale indipendente. Nonostante la sua appartenenza all'impressionismo, lui si considerò sotto molti aspetti un neoclassico, infatti utilizzò tecniche e strutture compositive tipicamente tradizionali e diatoniche. I suoi modelli di riferimento sono Mozart, Schubert, Liszt e Chopin. Il suo primo successo di Jeux d'eau, infatti scrisse non solo brani per pianoforte come quest'ultimo ma anche musica da camera, opere liriche e musica per balletto (Ex. Bolero, in cui porta avanti una ricerca timbrica). Sicuramente un personaggio contrapposto dalla critica a Debussy.

6. Musica Contemporanea (1990/2000 – 2021)