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Riassunto lezioni sui documenti Storia greca.
Tipologia: Sintesi del corso
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Lezione 4 La Grecia Pelasgica: Ecateo in Strabone: uno dei primi storici, non esclude il mito dalla narrazione storica. Conferma la tradizione storica che sostiene che il territorio ellenico prima della venuta dei greci era abitato da popolazioni NON indoeuropee e che quindi non parlavano il greco. Erodoto: conferma la divisione tra greci e pelasgi e li distingue con la lingua. La popolazione dell’attica di origine non ellenica, con l’arrivo dei greci, cambiò la lingua con la lingua greca. Sostiene che la popolazione Ateniese sia autoctona e non immigrata. Tucidide: ci conferma che la grecia non era stabilmente abitata in antichità ma che sia frutto di continue migrazioni. La migrazione Eolica e Ionica: Strabone: Prima la migrazione eolica e poi la ionica, dorica per ultima. Riferimento continuo per la nascita della storia greca, La Guerra di Troia. Consapevolezza degli storici greci che la formazione del territorio ellenico fu lunga e articolata in almeno tre serie di migrazioni. Erodoto: ci parla degli Ioni d’Asia. Mileto è la prima città ionica (a EST), Samu e Chio, isole, altre due città ioniche. Panionion santuario di tutti gli Ioni provenienti dalle dodici città principali, tutti gli altri greci erano esclusi, compresi gli altri ioni. Pausania: ricordo di spostamenti di popolazione di indole violenta e altri spostamenti pacifici. Ripropone la figura degli achei come popolazione autoctona e gli ioni come migranti, che giunti in Attica furono accolti dagli ateniesi (rafforzare) come coabitanti e ne presero poi anche usi e lingua. L’invasione dei Dori: Tirteo: riconosce la Tessaglia come territorio di provenienza dei Dori. Tucidide: Ci dice che i dori occuparono il Peloponneso 80 anni dopo la caduta di Troia. Si capisce che la fine della civiltà micenea non è collegata con l’arrivo dei dori. Lezione 7, La fine del mondo Miceneo: Omero, odissea: definizione di creta come l’isola della novanta città, sottolinea lo sviluppo sociale. Poi sottolinea Minosse come re mitico e compagno di Zeus (regalità = elemento religioso). Cambio regale ogni 9 anni. Strabone: conferma la visione regale-religiosa di Minosse. Tucidide: evidenzia la Talassocrazia dei micenei, ovvero il dominio dei mari, in quanto furono il primo popolo che ebbero una flotta militare. Lezione 10, documenti età del ferro: Regalità: Omero, Odissea e Iliade: delinea un concetto di regalità, re Basileus “primus inter paris”, dove esistevano 12 regnanti guidati dal 13esimo, considerato il primo tra i pari. Ci spiega poi che non è giusto che coesistano più re ma dovrebbe essere soltanto uno a capo. Esiste sempre il concetto di potere regale come decisione divina e il rituale di investitura ha sempre carattere divino. Funzione regale e religiosa/sacerdotale. La giustizia è amministrata dal re, in nome di Zeus.
Il poeta greco Tirteo attribuisce alle tribù una funzione militare. Esiodo: ci spiega la giustizia in via autobiografica. Fa vedere come l’augure divina penda sulla testa del regnante in quanto, se non svolge l’attività in maniera equa e giusta, a pagare non sarà soltanto lui ma anche tutto il popolo. (responsabilità religiosa). l commercio figura come un'attività subalterna e complementare all'agricoltura. Omero, Odissea: il basileus è colui che possiede il più grande pezzo di terra e che dunque la regalità è anche legata alla sfera dei possedimenti terrieri. (gerarchia politica = gerarchia terriera). Definisce il re “alunno di zeus”. Lezione 14, Documenti sulla colonizzazione: Gli euboici nel golfo di Napoli: Strabone: parla della fondazione di pitecusa da parte di Calcidesi e Eritresi. Colonizzazione mista di un’isola di natura vulcanica. Fa vedere questa prima fondazione in occidente grazie alle conoscenze geografiche e commerciali precedenti al mondo greco. Fondazione della città di Cuma (prima colonia greca in occidente). Anche qua fondazione mista (calcidesi e cumani). Terreno molto fertile che collega ciò al mito dei giganti. Lutazio Catulo: Fondazione di Napoli, che nasce da una colonia, Cuma. Poi ci spiega che Cuma decide di distruggere Napoli (partenope) dato che aveva il timore che si spopolasse Cuma e si popolasse partenope. Divengono rivali. Fondarono nuovamente partenope con il nome di Napoli dopo la distruzione. La Sicilia: Strabone: Fondazione della città di Siracusa da parte dei corinzi. Processo tipico di fondazione dove il fondatore si reca dall’oracolo di Delfi per farsi indicare il luogo da colonizzare. La fondazione delle città è strettamente legata al mito e alla religione. Tucidide (concezione della storia con l’esclusione del mito, in quanto fatta dagli uomini processo di laicizzazione): si evince le varie fasi di popolamento della Sicilia. Ci fa vedere che siculi, sicani e fenici erano già presenti sul territorio e che i greci, con il loro arrivo, ci si dovettero scontrare. Massalia, Elea e Cirene: Strabone: ci spiega che Massalia (Marsiglia) fu centrale nello sviluppo di altre colonie e che la sua origine è sempre di stampo religioso e mitico, ovviamente provenienti dal culto Greco, e ad opera dei Focei. Ci spiega anche che i Focei fondarono elea dopo la conquista della madre patria da parte dei Persiani. Questa fondazione fu importante anche perché nacquero qua, per la filosofia greca, Parmenide e Zenone, fondatori della scuola pitagorica. Erodoto: ci spiega che la fondazione di Cirene fu più complessa in quanto le informazioni geografiche dei greci erano mancanti per quanto riguarda il territorio Libanese. Per trovare le conoscenze si spostano a creta in quanto importante centro culturale Minoico. Trovano le informazioni che cercano e la spedizione parte da Tera. Origini sempre mitiche e divine. Lezione 21, I documenti le tirannidi: Le origini della tirannide:
Finanzia il demos per i loro investimenti e per distrarli dalla politica, ma ovviamente in quanto demagogo e quindi guida per il popolo, le sue scelte sono sempre in funzione di quest’ultimo. Ciò porta allo sviluppo delle città dal punto di vista economico durante la tirannia. Con queste scelte si accattivò anche il benestare dei nobili e dei democratici. Lezione 22, I documenti: Licurgo, Dracone e Solone: Licurgo:
Gli ateniesi erano guidati da Milziade. Gli strateghi caldeggiavano un’attesa all’interno delle mura cittadine mentre Milziade voleva combattere in campo aperto. A cambiare gli equilibri di questa decisione fu Callimaco, che appoggiò Milziade. Milziade e Callimaco guidarono l’esercito a capo delle varie tribù greche e si lanciarono alla carica dello sconfinato esercito persiano. La battaglia durò a lungo, a differenza di quello che pensavano i persiani forti della loro maggioranza. I barbari riuscirono a sfondare l’esercito Ellenico al centro ma la strategia di Milziade fu quella di aumentare le forze greche sulle ali dove Plateesi e Ateniesi riuscirono a prevalere e ad accerchiare l’esercito nemico. Ciò portò alla vittoria. Con questa vittoria Atene diviene il baluardo della Grecità. La battaglia delle Termopili: Siamo nella seconda guerra persiana. Erodoto: Le forze mandate in aiuto di Sparta vennero congedate da re Leonida perché aveva capito che la battaglia era senza possibilità di vittoria, con la decisione di ergersi da martire nell’intento di rallentare l’avanzata Persiana. La tecnica e la tattica degli Spartani ebbe un iniziale successo in quanto nello stretto passo delle Termopili i persiani non potevano avvalersi del loro schiacciante numero. Con la scelta di Efialte di tradire gli spartani svela il passaggio attraverso le montagne a Serse e consegna il drappello spartano ai persiani. Ciò portò alla morte dei 300 opliti spartani e di re Leonida. Dal punto di vista etico questo sacrificio sottolineo la resistenza greca alla schiavitù. La battaglia di Salamina: Con la perdita del stretto delle Termopili Atene viene distrutta e saccheggiata e tutta l’attica viene evacuata, fuggono sulle navi. Erodoto: Grazie a Temistocle gli ateniesi, nonostante avessero perso la città, riuscirono a riorganizzarsi e a preparare un nuovo attacco in funzione anti persiana. Decise di non affrontare i persiani in mare aperto (istmo) ma di sfruttare lo stretto passaggio marittimo vicino a Salamina, sempre per un discorso di numero. Ad opporsi a Temistocle ci fu Adeimanto, corinzio, che invece caldeggiava una battaglia nell’Istmo a difesa di Corinto, avvalendosi della tesi che Temistocle ormai era un “senza città” dato che Atene era distrutta e di conseguenza non doveva avere voce in capitolo. Temistocle elabora uno stratagemma mandando Scinno (schiavo pedagogo) in contro ai persiani. Una volta giunto da re Serse lo informa mentendo che Temistocle è dalla loro parte, che i greci sono disuniti e che questo è il momento giusto per attaccare. I persiani quindi attaccano i greci nella baia di Salamina e vengono pesantemente sconfitti dalla flotta Ateniese, grazie alla maggiore rapidità delle piccole triremi. Le conseguenze della guerra: Erodoto: l’intervento Ateniese fu l’ago della bilancia che consentì alla Grecia di vincere la guerra. Tucidide: ci spiega come nelle guerre persiane affondino le radici delle guerre del Peloponneso. Dopo la guerra i greci si divisero tra Spartani (forti sulla terra) e Ateniesi (forti in mare). Le conseguenze furono: