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Svolgimento del problema 2 - Esame di Stato 2023 - Matematica, Appunti di Storia

La soluzione dettagliata del problema 2 dell'esame di stato 2023 per la materia di matematica. L'analisi approfondita della funzione razionale fratta, con particolare attenzione al dominio, ai punti di singolarità, agli asintoti e alla monotonia, fornisce un'utile guida per la comprensione di concetti chiave del calcolo differenziale.

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 27/02/2025

Cristian006.
Cristian006. 🇮🇹

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ESAME DI STATO 2023 PROVA DI MATEMATICA
Svolgimento del problema 2
2Parte a
Posto 𝑎0, il dominio della funzione razionale fratta
𝑓𝑎(𝑥)=𝑥2𝑎𝑥
𝑥2𝑎
è determinato dai valori di 𝑥che non annullano il denominatore.
Se 𝑎 < 0, il denominatore non si annulla per alcun valore di 𝑥; il dominio della funzione è Re
la funzione non presenta punti di singolarità o discontinuità.
Se 𝑎 > 0, otteniamo:
𝑥2𝑎0𝑥2𝑎𝑥±𝑎,
il dominio della funzione è R {−𝑎, 𝑎}.
Nell’ipotesi 𝑎 > 0, dunque, abbiamo due punti di singolarità 𝑥=𝑎e𝑥=𝑎; classifichiamoli
calcolando i limiti per 𝑥che tende a tali punti.
Iniziamo calcolando il limite per 𝑥 (−𝑎).
lim
𝑥→(−𝑎)
𝑥2𝑎𝑥
𝑥2𝑎=lim
𝑥→(−𝑎)
𝑥(𝑥𝑎)
(𝑥𝑎)(𝑥+𝑎)
Il fattore 𝑥tende a 𝑎 < 0.
Il fattore (𝑥𝑎)tende a 𝑎𝑎 < 0.
Il fattore (𝑥𝑎)tende a 2𝑎 < 0.
Il fattore (𝑥+𝑎)tende a 0.
Il limite è dunque +∞.
Ragioniamo in modo simile per 𝑥 (−𝑎)+.
lim
𝑥→(−𝑎)+
𝑥2𝑎𝑥
𝑥2𝑎=lim
𝑥→(−𝑎)+
𝑥(𝑥𝑎)
(𝑥𝑎)(𝑥+𝑎)
Il fattore 𝑥tende a 𝑎 < 0.
Il fattore (𝑥𝑎)tende a 𝑎𝑎 < 0.
Il fattore (𝑥𝑎)tende a 2𝑎 < 0.
Il fattore(𝑥+𝑎)tende a 0+.
1©Zanichelli 2023
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ESAME DI STATO 2023 ⋄ PROVA DI MATEMATICA

Svolgimento del problema 2

2 Parte a

Posto 𝑎 ≠ 0 , il dominio della funzione razionale fratta

2 − 𝑎𝑥

𝑥^2 − 𝑎

è determinato dai valori di 𝑥 che non annullano il denominatore.

Se 𝑎 < 0 , il denominatore non si annulla per alcun valore di 𝑥; il dominio della funzione è R e

la funzione non presenta punti di singolarità o discontinuità.

Se 𝑎 > 0 , otteniamo:

2 − 𝑎 ≠ 0 → 𝑥

2 ≠ 𝑎 → 𝑥 ≠ ±

il dominio della funzione è R − {−

Nell’ipotesi 𝑎 > 0 , dunque, abbiamo due punti di singolarità 𝑥 = −

𝑎 e 𝑥 =

𝑎; classifichiamoli

calcolando i limiti per 𝑥 che tende a tali punti.

Iniziamo calcolando il limite per 𝑥 → (−

− .

lim 𝑥→(−

√ 𝑎)

𝑥^2 − 𝑎𝑥

𝑥^2 − 𝑎

= lim 𝑥→(−

√ 𝑎)

  • Il fattore 𝑥 tende a −
  • Il fattore (𝑥 − 𝑎) tende a −
  • Il fattore (𝑥 −

𝑎) tende a − 2

  • Il fattore (𝑥 +

𝑎) tende a 0

− .

Il limite è dunque +∞.

Ragioniamo in modo simile per 𝑥 → (−

.

lim 𝑥→(−

√ 𝑎)

𝑥^2 − 𝑎𝑥

𝑥^2 − 𝑎

= lim 𝑥→(−

√ 𝑎)

  • Il fattore 𝑥 tende a −
  • Il fattore (𝑥 − 𝑎) tende a −
  • Il fattore (𝑥 −

𝑎) tende a − 2

  • Il fattore(𝑥 +

𝑎) tende a 0 +.

Il limite è dunque −∞.

I due limiti sono infiniti con segno diverso, quindi 𝑥 = −

𝑎 è un punto di singolarità di II specie

(per 𝑎 > 0 ).

Vediamo ora il limite per 𝑥 →

− .

lim 𝑥→

√ 𝑎

𝑥^2 − 𝑎𝑥

𝑥^2 − 𝑎

= lim 𝑥→

√ 𝑎

Distinguiamo i casi 0 < 𝑎 < 1 , 𝑎 > 1 , 𝑎 = 1.

Se 0 < 𝑎 < 1 allora

𝑎 > 𝑎 e otteniamo che:

  • il fattore 𝑥 tende a
  • il fattore (𝑥 − 𝑎) tende a
  • il fattore (𝑥 −

𝑎) tende a 0 −;

  • il fattore (𝑥 +

𝑎) tende a 2

Il limite è dunque −∞.

Se 𝑎 > 1 allora

𝑎 < 𝑎 e otteniamo che:

  • il fattore 𝑥 tende a
  • il fattore (𝑥 − 𝑎) tende a
  • il fattore (𝑥 −

𝑎) tende a 0

− ;

  • il fattore (𝑥 +

𝑎) tende a 2

Il limite è dunque +∞.

Se 𝑎 = 1 , il limite diventa

lim 𝑥→ 1 −

= lim 𝑥→ 1 −

Passiamo al limite per 𝑥 →

.

lim 𝑥→

√ 𝑎

2 − 𝑎𝑥

𝑥^2 − 𝑎

= lim 𝑥→

√ 𝑎

Distinguiamo ancora i casi 0 < 𝑎 < 1 , 𝑎 > 1 , 𝑎 = 1.

Se 0 < 𝑎 < 1 allora

𝑎 > 𝑎 e otteniamo:

  • il fattore 𝑥 tende a
  • il fattore (𝑥 − 𝑎) tende a
  • il fattore (𝑥 −

𝑎) tende a 0 +;

  • il fattore (𝑥 +

𝑎) tende a 2

Il limite è dunque +∞.

Se 𝑎 > 1 allora

𝑎 < 𝑎 e otteniamo:

  • R se 𝑎 < 0 ,

• R − {−

𝑎} se 𝑎 > 0.

Poiché 𝑓

′ 𝑎 (^0 )^ =^

𝑎^2 𝑎^2

= 1 , la retta tangente al grafico di Ω𝑎 nell’origine ha sempre coefficiente

angolare 1 e dunque l’equazione di tale retta tangente, per ogni 𝑎 diverso da 0 e 1 , è: 𝑦 = 𝑥.

Parte c

Consideriamo 𝑎 < 1 (e sempre 𝑎 ≠ 0 ).

Il denominatore di 𝑓 (^) 𝑎′ (𝑥) è sempre positivo sul dominio 𝑓 (^) 𝑎′, quindi il segno della derivata prima

è determinato dal segno del numeratore:

′ 𝑎 (𝑥)^ >^0 →^ 𝑎(𝑥

2 − 2 𝑥 + 𝑎) > 0.

Per quanto riguarda l’equazione associata, poiché Δ = 4 ( 1 − 𝑎) > 0 , troviamo:

2 − 2 𝑥 + 𝑎 = 0 → 𝑥 = 1 ±

e quindi:

2 − 2 𝑥 + 𝑎 > 0 → 𝑥 < 1 −

2 − 2 𝑥 + 𝑎 < 0 → 1 −

Consideriamo anche il fattore 𝑎 e distinguiamo due casi. Se 𝑎 < 0 ,

𝑓 (^) 𝑎′ (𝑥) > 0 → 𝑎(𝑥^2 − 2 𝑥 + 𝑎) > 0 → 𝑥^2 − 2 𝑥 + 𝑎 < 0 → 1 −

′ 𝑎 (𝑥)^ <^0 →^ 𝑎(𝑥

2 − 2 𝑥 + 𝑎) < 0 → 𝑥

2 − 2 𝑥 + 𝑎 > 0 → 𝑥 < 1 −

f'(x)

f(x)

− 0 + 0 −

min max

1 – 1 – a 1 + 1 – a

Se 0 < 𝑎 < 1 ,

𝑓

′ 𝑎 (𝑥)^ >^0 →^ 𝑎(𝑥

2 − 2 𝑥 + 𝑎) > 0 → 𝑥

2 − 2 𝑥 + 𝑎 > 0 → 𝑥 < 1 −

𝑓 𝑎′ (𝑥) < 0 → 𝑎(𝑥^2 − 2 𝑥 + 𝑎) < 0 → 𝑥^2 − 2 𝑥 + 𝑎 < 0 → 1 −

In questo caso dobbiamo considerare che la funzione non è definita in 𝑥 = ±

𝑎. Per determinare

gli intervalli di monotonia dobbiamo ordinare i valori di ±

𝑎 e 1 ±

1 − 𝑎. Abbiamo:

Rimane da determinare il maggiore tra

𝑎 e 1 −

1 − 𝑎. Mostriamo che

2

𝑎( 1 − 𝑎) > 0 vera ∀𝑎 ∈] 0 , 1 [.

f'(x)

f(x)

  • ∃ + 0 − ∃ − 0 +

max min

  • a 1 – 1 – a a 1 +1 – a

In particolare, se consideriamo 𝑎 = − 1 , otteniamo la funzione

𝑥^2 + 𝑥

𝑥^2 + 1

Studiamo la funzione 𝑓 (𝑥), avvalendoci anche dei risultati già ottenuti.

Il dominio della funzione è R. La funzione non è pari né dispari, infatti

2 − 𝑥

𝑥^2 + 1

e quindi 𝑓 (−𝑥) ≠ 𝑓 (𝑥) e 𝑓 (−𝑥) ≠ − 𝑓 (𝑥).

Troviamo le intersezioni con l’asse 𝑥:

2

  • 𝑥 = 0 → 𝑥(𝑥 + 1 ) = 0 → 𝑥 = 0 ∨ 𝑥 = − 1.

Determiniamo ora il segno della funzione. Osserviamo che il denominatore è sempre positivo,

quindi il segno è individuato dal denominatore:

2 − 𝑥 > 0 → 𝑥 < − 1 ∨ 𝑥 > 0.

Il grafico presenta l’asintoto orizzontale 𝑦 = 1 , che interseca in (1; 1).

Studiamo ora la monotonia della funzione: la funzione è crescente per 1 −

decrescente per 𝑥 < 1 −

  1. Abbiamo quindi un punto di minimo relativo in

𝑥 = 1 −

2 ≃ − 0 , 41 , di ordinata 𝑓 ( 1 −

Analogamente, abbiamo un punto di massimo relativo in 𝑥 = 1 +

2 ≃ 2 , 41 , di ordinata

𝑓 ( 1 +

La funzione ammette tangente obliqua di equazione 𝑦 = 𝑥 nell’origine.

Tracciamo un grafico probabile di 𝑓 (𝑥).

y

  • 1 O^1 x

A

y = x

y = 1

f–1(x) 1

Parte d

Rappresentiamo più in dettaglio la parte di grafico compresa fra 𝑥 = 0 e 𝑥 =

1 x

A

regione 2

y

O

y = x

f–1(x)

3

regione 1

Per quanto riguarda la regione di cui occorre calcolare l’area, la richiesta dell’esercizio si presta

a due interpretazioni: o la regione richiesta è costituita dalla sola regione 2 in figura, oppure

dall’unione delle due regioni 1 e 2. Calcoliamo nel seguito l’area di entrambe le regioni e, nel

caso della seconda interpretazione, la somma delle due aree.

Per 0 < 𝑥 < 1 la funzione 𝑓 (𝑥) sta al di sopra della retta tangente 𝑦 = 𝑥, per 𝑥 > 1 la funzione

sta al di sotto della retta tangente. Verifichiamolo per via analitica, risolvendo la disequazione:

2

  • 𝑥

𝑥^2 + 1

2

  • 𝑥 − 𝑥

3 − 𝑥

𝑥^2 + 1

3

  • 𝑥

2

0 → 𝑥

2 ( 1 − 𝑥) > 0 → 𝑥 < 1.

L’area racchiusa dal grafico della funzione e dalla retta tangente in 0 < 𝑥 < 1 si può calcolare

con l’integrale definito:

area 1 =

0

2

  • 𝑥

𝑥^2 + 1

0

3

  • 𝑥

2

𝑥^2 + 1

La funzione integranda è una funzione razionale fratta con il grado del numeratore maggiore

del grado del denominatore. Eseguiamo la divisione.

x^2 + 1

–x + 1

–x^3

x^3

+x^2

–x^2 –

+x

// +x

// x –

x^2

Quindi possiamo scrivere:

3

  • 𝑥

2

𝑥^2 + 1

𝑥^2 + 1

𝑥^2 + 1

𝑥^2 + 1

e l’integrale diventa:

area 1 =

0

3

  • 𝑥

2

𝑥^2 + 1

0

0

𝑥^2 + 1

0

𝑥^2 + 1

𝑥^2

0

− [arctan 𝑥]

1 0 +^

ln (𝑥

2

  • 1 )

ln 2 =

ln 2.

Analogamente, l’area della regione 2, compresa tra la retta tangente e grafico per 1 < 𝑥 <

è data da:

area 2 =

1

2

  • 𝑥

𝑥^2 + 1

1

3 − 𝑥

2

𝑥^2 + 1

Osserviamo che la funzione integranda è l’opposta di quella dell’integrale precedente, quindi:

area 2 =

1

1

𝑥^2 + 1

1

𝑥^2 + 1

𝑥^2

1

  • [arctan 𝑥]

√ 3 1 −^

[ln(𝑥

2

  • 1 )]

√ 3 1 =

(ln 4 − ln 2) =

ln 2.

(Nell’ultimo passaggio abbiamo trasformato ln 4 = ln 2^2 = 2 ln 2).

Riassumendo:

  • area 2 = 2 −

𝜋 12 −^

1 2 ln 2^ ≃^0 ,^18 ;

  • area 1 + area 2 =

1 2 −^

𝜋 4 +^

1 2 ln 2^ +^2 −

𝜋 12 −^

1 2 ln 2^ =^

5 2 −

𝜋 6 ≃^0 ,^24.