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Una panoramica dettagliata dei fenomeni atmosferici, esplorando la variazione della pressione atmosferica, la formazione dei venti e le dinamiche delle masse d'aria. Vengono analizzati i fattori che influenzano la pressione, come l'altitudine, la temperatura e l'umidità, nonchè i meccanismi di formazione dei venti, inclusi gli effetti della forza di coriolis e dell'attrito col suolo. Anche le celle di ferrel e polari, i fronti atmosferici e l'evoluzione dei cicloni, offrendo una comprensione approfondita delle interazioni tra masse d'aria e dei fenomeni meteorologici associati. Infine, vengono trattati i concetti di umidità, limite di saturazione e formazione delle nubi, fornendo una visione completa dei processi atmosferici che influenzano il clima e il tempo meteorologico. Utile per studenti e appassionati di meteorologia e climatologia che desiderano approfondire la loro conoscenza dei fenomeni atmosferici.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Composizione costante, rimescolata dai moti convettivi. 78% azoto, 21% ossigeno, 0,9% argon, 0,038 CO2 + altri gas. VAPORE ACQUEO
I gas che la compongono si stratificano in base alla loro densità. → Da 90 a 200 km si trovano O2 e N2, → da 200 a 1100 km si trovano H2 , He, O (atomico), → da 1100 km a 3500 km si trova prevalentemente He, → oltre i 3500 km si trova solo H (atomico). VARIAZIONE DELLA PRESSIONE ATMOSFERICA La pressione è il peso esercitato sull'unità di superficie terrestre dalla colonna d'aria sovrastante. Si misura con il barometro. Le unità di misura sono: atmosfere, bar, pascal, millimetri di mercurio. Al crescere dell'altitudine, diminuisce il peso della colonna di aria esercitato sull'unità di superficie terrestre e quindi diminuisce la pressione atmosferica (gradiente barico verticale). VARIAZIONE DELLA TEMPERATURA DELL’ATMOSFERICA In base alla variazione della temperatura, l'atmosfera viene suddivisa in cinque strati concentrici.
STRATI DELL’ATMOSFERA: SFERE Strati a densità crescente con diversa composizione e temperatura. Le sfere sono delimitate da pause, zone di transizione situate a diverse altitudini a secondo della latitudine e delle stagioni. TROPOSFERA
Dell’enorme energia prodotta dal sole, soltanto una piccola parte raggiunge la terra sotto forma di radiazione a diversa lunghezza d’onda; una parte ancora più piccola raggiunge l superficie terrestre. La superficie terrestre viene scaldata dalla radiazione solare e, a sua volta, emette una radiazione terrestre che ha una lunghezza d'onda diversa dalla radiazione solare. La radiazione solare è costituita da onde “corte” (UV, luce visibile, infrarosso vicino). La radiazione terrestre è costituita da onde “lunghe” (infrarosso medio e lontano). La radiazione terrestre non si disperde completamente nello spazio perché l'atmosfera la assorbe e la invia di nuovo alla superficie terrestre EFFETTO SERRA Ad assorbire e inviare alla superficie la radiazione terrestre sono alcuni gas atmosferici: H2O, CO2, CH4. Gas serra → si comportano come i vetri di una serra: lasciano passare le radiazioni solari in entrata (radiazioni con lunghezza d'onda corta) Trattengono in parte la radiazione termica “in uscita” (radiazioni con lunghezza d'onda lunga), riflettendola verso la superficie terrestre. Questo fenomeno è noto come effetto serra e grazie ad esso la temperatura media della Terra si mantiene attorno ai 15°C e le escursioni termiche sono compatibili con lo sviluppo della vita. RIEQUILIBRIO TERMICO DELLA TERRA Bilancio energetico = differenza tra l'energia solare assorbita e l'energia riemessa dalla Terra.
dipende da:
Peso esercitato sull'unità di superficie terrestre dalla colonna d'aria sovrastante. Si misura con il barometro, le unità di misura sono atmosfere, millimetri di mercurio (mmHg), bar, pascal. Dipende da:
Gradienti barici che variano periodicamente. BREZZA DI MARE E DI TERRA
Vento secco e a volte impetuoso che soffia adiacente alle catene montuose. massa d'aria incontra un rilievo, sale per superarlo → si espande e si raffredda adiabaticamente. Inizialmente di 1°C/100m (gradiente adiabatico secco). Ad una certa quota, però, il vapore acqueo della massa d'aria condensa e forma delle nubi. L'aria si raffredda secondo il gradiente adiabatico umido (0,6°C/100m). Abbondanti precipitazioni sul versante sopravento. Scavalcata la montagna, il vento scende lungo il pendio sottovento e si riscalda per compressione adiabatica secondo un gradiente di 1°C/100m perché è costituito da aria secca. Questo vento caldo prende il nome di föhn (favonio)
(3000/5000 metri) Influenzati da → rotazione della terra → rilievi → presenza di terre emerse o bacini d'acqua. La zona equatoriale è più riscaldata dei poli. Per riequilibrare le temperature le masse d'aria si trasferiscono dai poli (alta pressione) verso l'equatore (bassa pressione). A causa della rotazione terrestre, non si forma un'unica cella convettiva, ma tre per ogni emisfero.
L’aria calda e umida equatoriale sale verso l’alta troposfera e si sposta verso latitudini più alte. Si raffredda e perde umidità → abbondanti piogge equatoriali. L'aria, ormai fredda e secca, scende verso la superficie terrestre ad una latitudine di circa 30° (zona delle alte pressioni subtropicali). Scendendo si riscalda e quando arriva al suolo, in parte torna verso l'equatore generando i venti alisei. CELLA DI FERREL Una parte dell'aria scesa al suolo in corrispondenza delle alte pressioni subtropicali si dirige a latitudini più elevate, generando i venti occidentali. A circa 60° di latitudine, queste masse d'aria incontrano dell'aria fredda proveniente dai poli attorno. L'aria polare fredda, più densa, si incunea sotto l'aria proveniente dalle alte pressioni subtropicali e la costringe a salire in quota (zona delle basse pressioni subpolari). In quota l'aria torna verso la zona subtropicale, dove scende al suolo, chiudendo il circuito. CELLA POLARE Una parte dell'aria salita in quota in corrispondenza delle basse pressioni subpolari si dirige verso il polo. In corrispondenza del polo, l'aria è fredda e densa, quindi scende al suolo (zona delle alte pressioni polari) L'aria polare fredda si sposta verso la zona delle basse pressioni subpolari generando i venti polari.
Influenzati solo da rotazione terrestre. Spessore maggiore all'equatore rispetto ai poli → alta pressione all’equatore → bassa pressione ai poli. Venti dall’equatore ai poli deviati dalla rotazione terrestre → correnti occidentali da ovest a est. La velocità aumenta con l’altezza. CORRENTI A GETTO Le correnti occidentali alle medie latitudini raggiungono velocità massima (fino a 500 km/h) e prendono il nome di correnti a getto. Fiumi d’aria larghi centinaia di chilometri e spessi qualche chilometro. CORRENTE A GETTO POLARE → tra i 45° e i 60° di latitudine; 10 km di altezza. CORRENTE A GETTO SUBTROPICALE → tra i 25° e i 30° di latitudine e spira; 13-14 km di altezza. Variazioni cicliche della durata di 3-5 settimane, durante le quali l'andamento delle correnti a getto passa da quasi rettilineo a ondeggiante. Questo andamento ondeggiante sposta aria calda verso nord e aria fredda verso sud.
È la ripartizione stagionale, mensile o annuale delle precipitazioni in una data regione. Per stabilire un regime luviometrico bisogna avere almeno 30 anni di dati. Isoiete → linee che uniscono i luoghi con la stessa quantità media di precipitazioni La piovosità tende a diminuire con la latitudine, ma dipende anche dalla distribuzione delle aree cicloniche e anticicloniche, delle terre emerse e dei mari così come dalla presenza di rilievi e dalla quota.
Le masse si spostano dalle zone di alta pressione verso quelle di bassa pressione. Questi spostamenti favoriscono l'incontro di masse d'aria differenti provocando l'insorgere di perturbazioni atmosferiche. Superficie frontale : superficie di contatto tra due masse di aria con caratteristiche diverse di temperatura e di umidità. Fronte : intersezione di una superficie frontale con il suolo. FRONTI STAZIONARI → masse d’aria che scorrono parallelamente e in direzione opposta, paralleli alle isobare. FRONTI MOBILI si spostano, tagliano le isobare.
Il vortice ciclonico che ruota in senso antiorario nel nostro emisfero si sposta da est verso ovest e viene deviato dalla forza di Coriolis verso latitudini maggiori. I cicloni scaricano sulle coste dei continenti piogge torrenziali e onde marine molto alte. Alle medie latitudini si attenuano e si trasformano in cicloni extratropicali (delle medie latitudini).