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documento utile per l'esame, Sbobinature di Sociologia Della Comunicazione

documento utile per l'esame di sociologia

Tipologia: Sbobinature

2023/2024

Caricato il 10/02/2025

nouh-yan
nouh-yan 🇮🇹

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Six concepts in search of retirement Elihu Katz & Yonatan Fialkoff To
cite this article: Elihu Katz & Yonatan Fialkoff (2017) Six concepts in
search of retirement, Annals of the International Communication
Association, 41:1, 86-91, DOI: 10.1080/23808985.2017.1291280 To
link to this article: https://doi.org/10.1080/23808985.2017.1291280
Six Concepts in “search of retirement”.
Katz e Fialkoff propongono provocatoriamente alcuni esempi di concetti che
meriterebbero di essere mandati in pensione perché sono nominati male o
hanno più nomi o le ipotesi sono debolmente formate da ricerche empiriche o
sono vaghi e di scarsa utilità o non sono concettualizzabili, non sono
operazionalizzabili oppure perchè il mondo li ha resi obsoleti.
Comunque, rimangono tutti “buoni da pensare”.
Sono stati scelti sei concetti teorici:
Da Paul Lazarsfeld 1944-54:
- il flusso a due fasi,
- l’opinion leader,
- l’esposizione selettiva,
- la pressione incrociata.
Da Noelle-Neumann 1974:
- la spirale del silenzio,
Da Gerbner 1976.
- la coltivazione.
L’Opinion Leader di Lazarsfeld.
Ha scoperto che molti intervistati indicano le altre persone come fonte
principale di informazione per poi prendere decisioni e che queste persone
erano molti più informate dai media rispetto ai primi.
Li ha chiamati opinion leader , anche se il nome è rimasto il termine leader è
troppo spinto.
La ricerca ha rilevato però che nella conversazione un partecipante può essere
sia leader che follower, confondendo il concetto.
Rimane comunque il disaccordo sul ruolo dell’opinion leader, il suo compito è
quello di filtrare o trasmettere i contenuti dei media?
Comunque trovare un opinion leader per promuovere la vendita non ha avuto
molto successo. Quindi grande fama ma zoppica empiricamente.
Il flusso a due fasi di Lazarsfeld.
La proposta secondo cui gli opinion leader fungono da intermediari implica che
la teoria della società di massa andasse rivista. Le ricerche di Lazarsfeld danno
atto che le persone parlano tra di loro e quindi deriva che la relazione tra
media e gli opinion leader sia una relazione di interconnessione e non
competitiva.
Da questa idea deriverebbe che l’opinion leader sia semplicemente un canale
di trasmissione da cui far passare i messaggi di chi comanda attraverso i media
al pubblico.
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Six concepts in search of retirement Elihu Katz & Yonatan Fialkoff To cite this article: Elihu Katz & Yonatan Fialkoff (2017) Six concepts in search of retirement, Annals of the International Communication Association, 41:1, 86-91, DOI: 10.1080/23808985.2017.1291280 To link to this article: https://doi.org/10.1080/23808985.2017. Six Concepts in “search of retirement”. Katz e Fialkoff propongono provocatoriamente alcuni esempi di concetti che meriterebbero di essere mandati in pensione perché sono nominati male o hanno più nomi o le ipotesi sono debolmente formate da ricerche empiriche o sono vaghi e di scarsa utilità o non sono concettualizzabili, non sono operazionalizzabili oppure perchè il mondo li ha resi obsoleti. Comunque, rimangono tutti “buoni da pensare”. Sono stati scelti sei concetti teorici: Da Paul Lazarsfeld 1944-54:

  • il flusso a due fasi,
  • l’opinion leader,
  • l’esposizione selettiva,
  • la pressione incrociata. Da Noelle-Neumann 1974:
  • la spirale del silenzio, Da Gerbner 1976.
  • la coltivazione. L’Opinion Leader di Lazarsfeld. Ha scoperto che molti intervistati indicano le altre persone come fonte principale di informazione per poi prendere decisioni e che queste persone erano molti più informate dai media rispetto ai primi. Li ha chiamati opinion leader , anche se il nome è rimasto il termine leader è troppo spinto. La ricerca ha rilevato però che nella conversazione un partecipante può essere sia leader che follower, confondendo il concetto. Rimane comunque il disaccordo sul ruolo dell’opinion leader, il suo compito è quello di filtrare o trasmettere i contenuti dei media? Comunque trovare un opinion leader per promuovere la vendita non ha avuto molto successo. Quindi grande fama ma zoppica empiricamente. Il flusso a due fasi di Lazarsfeld. La proposta secondo cui gli opinion leader fungono da intermediari implica che la teoria della società di massa andasse rivista. Le ricerche di Lazarsfeld danno atto che le persone parlano tra di loro e quindi deriva che la relazione tra media e gli opinion leader sia una relazione di interconnessione e non competitiva. Da questa idea deriverebbe che l’opinion leader sia semplicemente un canale di trasmissione da cui far passare i messaggi di chi comanda attraverso i media al pubblico.

Questo implica che non ci sono solo due fasi ma più di due, una rete, un network! Oppure rimane comunque un solo flusso? Con il cambiamento dei media sicuramente il processo è più complesso (Katz 2015). Quindi la teoria del two step flow sembra evoluta nella network theory. Teoria della selettività Lazarsfeld. Selettività intesa NON come percezione selettiva ma come esposizione selettiva ai media , quindi un fattore di mediazione si pone tra il messaggio e il suo target. Si pensa che i media abbiano un’influenza limitata perché i loro messaggi venivano intercettati dai social network e che le persone scegliessero messaggi compatibili con le loro opinioni e pregiudizi. Lazarsfeld nel 1944 trovò che i Democratici seguivano selettivamente i messaggi del Partito Democratico e i Repubblicani sceglievano i messaggi del loro partito. Contemporaneamente due ricercatori come Pew 2012 e LaCour 2012 trovano che la faziosità non detta l’esposizione selettiva e anche se viene rilevata è solo per una piccola parte della popolazione cioè quelli più attivi. La teoria dell’ esposizione selettiva ai media è una buona idea inoltre rafforzata dalla teoria della dissonanza cognitiva che è più o meno uguale. Le ricerche successive non sono state però favorevoli alla selettività. Nel regno dell’interazione personale un forte sostegno alla selettività viene dal lavoro di Mutz e Martin 2001, Fowler e Christakis 2008 che trovano che le persone hanno più probabilità di interagire con altri che sono d’accordo con loro o diventano come loro, la cosiddetta omofilia. Mutz e Martin però rilevano poca selettività nell’esposizione ai media , ma forse solo perché concettualizzato in modo inadeguato. Ad esempio sono state fatte distinzioni importati tra attrazione per informazioni pro attitudinali e avversione per informazioni contro attitudinali oppure tra la partigianeria politica forte e debole. Ne complesso quindi la ricerca supporta poco il concetto di selettività rispetto all’esposizione ai media, sia online che offline. La cross pressure. La pressione incrociata ha già preso il pensionamento anticipato. Gli studi al riguardo sono stati pochissimi e pochi vi fanno riferimento. Tuttavia, il concetto ha trovato nuova vita dai lavori di Mutz 2002 che scopre le conseguenze derivanti dai discorsi omofili e eterofilli e forse da un’esposizione mediatica selettiva. Parlare con persone che la pensano allo stesso modo, omofilia, è correlato all’attivismo politico, mentre il ritiro dalla partecipazione associa alla eterofillia. Berelson 1954 scopre che l’esposizione a entrambe le idee porta all’ambivalenza, al voto ritardato e persino al non voto. Lazarsfeld deduce le pressioni crociate dalle variabili demografiche. Ad esempio, una persona che è cattolica, tipicamente democratica e anche impiegatizia, tipicamente repubblicana, può subire pressioni contradditorie. Ma Mutz rileva che si applica solo a piccole minoranze.

capito molto prima ma ora sta pensando a un cambio di paradigma. Noi no. Questa è una riflessione sviluppato al workshop di Haifa7 e continuato poi a Fukoka con cui abbiamo aggiunto alle altre la teoria della coltivazione. Questo suggerisce diverse conclusioni. 1 Questo non è solo un gioco. Concetti come la selettività e leadership d’opinione sono vecchi e alla base dell’idea secondo cui i tentativi di persuasione hanno solo effetti limitati. La teoria li propone come variabili che intercettano regolarmente i messaggi dei media. Ma allora i media hanno effetti potenti? La coltivazione e il silenzio direbbero di si, ma loro sono candidati alla pensione. Forse ci sono concetti che raccontano gli effetti limitati dei media in modo più convincente? 2 C’è un’evidente sovrapposizione tra i concetti, per cui i sei concetti sembrano più buoni se visti a coppie:

  • flusso a due fasi e opinion leader.
  • selettività ai media e pressione crociata.
  • spirale del silenzio e coltivazione. Con un po' di riflessione possiamo identificare anche altre correlazioni e forse esiste un paradigma che li unisce tutti. 3 Il problema è che la maggior parte di essi non funziona molto bene. Ma forse siamo troppo severi con le scienze sociali e forse hanno un livello minimo di convalida. 4 Ci sono diversi motivi per validare la loro pensione. Primo il concetto sia mal chiamato o abbia più nomi, secondo le ipotesi sono debolmente confermate da test empirici, terzo il concetto sia vago o ambizioso e poco utile, quarto il concetto è mal concettualizzato, quinto il concetto è mal operazionalizzato, sesto il mondo che cambia ha reso il concetto obsoleto. 5 Questi concetti finora ci sono serviti bene, almeno nell’ispirazione, e lo fanno ancora. Mostrano vita e possono migliorare. C. Wright chiama questo “riciclo” e forse dovremmo ripensarci prima di ritirarli. Marco Farulli