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Documento word sulla globalizzazione, Schemi e mappe concettuali di Informatica per la ricerca sociale

Documento word sulla globalizzazione Sia per superiori che per università

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 16/06/2022

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Globalizzazione
Il termine ‘’globalizzazione’’ è entrato nel lessico delle scienze umane in tempi relativamente
recenti. Chiamiamo "globalizzazione" l'insieme dei processi di varia natura (nei settori
dell'economia, della politica, della cultura, dei mezzi di comunicazione) che tendono ad accorciare
le distanze tra i vari paesi, e unificare il mondo attraverso la creazione di sistemi specializzati di
portata mondiale (come per esempio Internet), superando gli ostacoli rappresentati dalle barriere
nazionali, creando di fatto una "società globale" a cui tutti noi apparteniamo.
La globalizzazione si sviluppò:
A cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento, e con la fine della guerra fredda.
Comprende inoltre la cosiddetta terza rivoluzione industriale, con la nascita di nuovi settori
produttivi, e varie trasformazioni di processi produttivi.
L’evoluzione dei trasporti e delle comunicazioni.
Esistono tre tipi di globalizzazione:
GLOBALIZZAZIONE ECONOMICA
Globalizzazione commerciale e produttiva
Possiamo chiamare "globalizzazione commerciale" ossia un'espansione a livello mondiale della
distribuzione dei prodotti. La "globalizzazione produttiva" da parte delle imprese, allenta i legami
con lo Stato nazionale di appartenenza, portando la propria presenza in altre aree del mondo.
Protagoniste sono le imprese multinazionali otransnazionali, cioè quelle imprese che controllano
attività di produzione di beni o servizi in vari paesi del mondo.
Quindi si ha l’espansione dei mercati, cioè una globalizzazione commerciale.
La produzione in varie aree del mondo, cioè globalizzazione produttiva.
Nascita di multinazionali: aziende che operano in tutti i settori dell’economia mondiale.
Formazione di un mercato finanziario mondiale, cioè borsa valori.
Da un punto di vista economico la globalizzazione è la tendenza dell’economia a diventare globale.
L’economia assume caratteri sempre più sovranazionali derivanti da una quota crescente di attività
economica tra soggetti geograficamente lontani. Il commercio internazionale, dunque, insieme agli
Investimenti Diretti Esteri (IDE), rappresenta uno dei parametri fondamentali per comprendere la
globalizzazione economica.
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Globalizzazione

Il termine ‘’globalizzazione’’ è entrato nel lessico delle scienze umane in tempi relativamente recenti. Chiamiamo "globalizzazione" l'insieme dei processi di varia natura (nei settori dell'economia, della politica, della cultura, dei mezzi di comunicazione) che tendono ad accorciare le distanze tra i vari paesi, e unificare il mondo attraverso la creazione di sistemi specializzati di portata mondiale (come per esempio Internet), superando gli ostacoli rappresentati dalle barriere nazionali, creando di fatto una "società globale" a cui tutti noi apparteniamo. La globalizzazione si sviluppò: ● A cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento, e con la fine della guerra fredda. ● Comprende inoltre la cosiddetta terza rivoluzione industriale, con la nascita di nuovi settori produttivi, e varie trasformazioni di processi produttivi. ● L’evoluzione dei trasporti e delle comunicazioni. Esistono tre tipi di globalizzazione:

★ GLOBALIZZAZIONE ECONOMICA

Globalizzazione commerciale e produttiva

Possiamo chiamare "globalizzazione commerciale" ossia un'espansione a livello mondiale della distribuzione dei prodotti. La "globalizzazione produttiva" da parte delle imprese, allenta i legami con lo Stato nazionale di appartenenza, portando la propria presenza in altre aree del mondo. Protagoniste sono le imprese multinazionali o transnazionali , cioè quelle imprese che controllano attività di produzione di beni o servizi in vari paesi del mondo. ● Quindi si ha l’espansione dei mercati, cioè una globalizzazione commerciale. ● La produzione in varie aree del mondo, cioè globalizzazione produttiva. ● Nascita di multinazionali: aziende che operano in tutti i settori dell’economia mondiale. ● Formazione di un mercato finanziario mondiale, cioè borsa valori. Da un punto di vista economico la globalizzazione è la tendenza dell’economia a diventare globale. L’economia assume caratteri sempre più sovranazionali derivanti da una quota crescente di attività economica tra soggetti geograficamente lontani. Il commercio internazionale, dunque, insieme agli Investimenti Diretti Esteri (IDE), rappresenta uno dei parametri fondamentali per comprendere la globalizzazione economica.

La delocalizzazione

La delocalizzazione è la tendenza da parte di molte imprese di trasferire la propria attività produttiva in paesi diversi da quello di origine, nei quali ci sono condizioni economicamente più vantaggiose, ad esempio un minor costo della forza-lavoro, o importanti sbocchi sul mercato che consentono di ricavare maggiori profitti. Le aree in cui si indirizzano i processi di delocalizzazione sono soprattutto i paesi in via di sviluppo, in particolare Asia e Africa.

Ci sono dei pro e contro della delocalizzazione

PRO : La delocalizzazione può avere effetti benefici, in quanto, abbattendo i costi di produzione, permette all'impresa di contenere i prezzi di vendita ed essere perciò più competitiva sul mercato. Inoltre, crea opportunità di lavoro nel paese di destinazione, favorendo quindi anche il miglioramento delle infrastrutture locali. CONTRO : Ma la delocalizzazione ha anche effetti negativi, i settori produttivi possono incidere negativamente sottraendo posti di lavoro. E spesso si accettano condizioni di lavoro estreme o situazioni di sfruttamento, che colpiscono soprattutto le fasce più deboli (donne e bambini). Infine, la possibilità di avere la manodopera a basso costo.

La mondializzazione dei mercati finanziari

Esiste un altro importante mercato mondiale: quello finanziario , caratterizzato dalla circolazione di capitali investiti nella compravendita di valori mobiliari (azioni, obbligazioni, titoli di Stato), e delle diverse monete nazionali. I luoghi di queste transazioni sono le borse valori presenti in tutto il mondo e sono collegate tra loro in tempo reale, funzionano come un mercato unico. Un meccanismo che caratterizza il mercato finanziario è la speculazione , cioè la presenza di trattative di acquisto e di vendita, cercando di negoziare e di ricavare di più.

★ GLOBALIZZAZIONE POLITICA

Lo spazio transnazionale

Il più importante fenomeno è la nascita di uno spazio pubblico “transnazionale", ovvero uno spazio in cui vengono affrontate questioni di grande interesse collettivo. Come: la tutela del pianeta, la salute dei suoi abitanti, la pace mondiale, la povertà e la violazione dei diritti umani. Così nascono organizzazioni internazionali che affrontano queste problematiche. Ad esempio: l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite, 1945); l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, fondata nel luglio del 1946); FAO (Food and Agriculture Organization), che si occupa di

★ LA GLOBALIZZAZIONE CULTURALE

Con l'espressione "globalizzazione culturale" le persone condividono conoscenze, consuetudini, usi e costumi: ciò porta ad un'omogeneizzazione dei costumi culturali.

Globale o locale?

La globalizzazione dell’economia influenza anche la globalizzazione culturale tanto che in alcuni settori della scienza sociale si è affermato il termine “ Mcdonalizzazione ” coniato dal sociologo Ritzer. Tale teoria indica il fenomeno attraverso il quale le culture locali, vengono sradicate e sostituite dai simboli del consumismo provenienti dal design e dalla pubblicità, come il simbolo della Mc Donald, appunto. Secondo diversi studiosi la cultura si è estesa, come il diffondersi di pratiche delle civiltà orientali. Possiamo affermare che la cultura globalizzata non distrugge le tradizioni locali, ma piuttosto si mescola e si integra con esse. Glocalizzazione: mescolanza tra globale e locale.

Aspetti positivi e negativi della globalizzazione

Vediamo gli aspetti positivi della globalizzazione come: l’accorciamento delle distanze; la mobilità di cose e persone; lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione; formazione di una "comunità" mondiale; sviluppo e crescita economica. Aspetti negativi: aumento del divario tra ricchi e poveri; squilibri ambientali causati da uno sfruttamento insostenibile dell’ecosistema. Nel campo delle comunicazioni il fenomeno della globalizzazione implica una rete sempre più ampia e più articolata di rapporti, favoriti dalle innovazioni tecnologiche.

Il costo delle comunicazioni va diminuendo, la telefonia mobile e satellitare rende possibile le telecomunicazioni anche nelle zone più sperdute del mondo, Internet consente l’accesso ad un’infinita gamma di risorse ed informazioni provenienti da ogni parte del pianeta. Internet, la tv satellitare e gli altri new media estendono a tutti la possibilità di usufruire di servizi sempre più avanzati, in altre parole, grazie all’incontro di globale e locale, si estendono le offerte d’informazione. Chi appoggia la globalizzazione vede in questo processo una crescente ricchezza mondiale e maggiori possibilità di sviluppo, libertà culturale, progressi tecnologici, istruzione e formazione, competitività e libera concorrenza. Tuttavia non tutti ritengono positivi gli effetti di questo processo, primi fra tutti i no global. La critica principale del movimento va alle multinazionali considerate così potenti da condizionare le scelte dei singoli governi verso politiche non sostenibili da un punto di vista ambientale ed energetico, imperialiste, non rispettose delle peculiarità locali, e dannose per le condizioni dei lavoratori.

Coeciente di Gini

Il coefficiente di Gini è una misura della diseguaglianza di una distribuzione. È spesso usato come indice di concentrazione per misurare la diseguaglianza nella distribuzione del reddito. I movimenti no global si oppongono alle organizzazioni economiche mondiali e alle imprese multinazionali che creano condizioni di sfruttamento e sottosviluppo e di conseguenza un sistema produttivo distruttivo per l’ambiente. I sostenitori della decrescita criticano il modello di sviluppo fondato sulla crescita economica in quanto il pianeta ha uno sfruttamento selvaggio.

Posizioni critiche

Il movimento no global , nato nel 1999 a Seattle, si oppone alla politica delle organizzazioni economiche mondiali e delle imprese transnazionali e propongono una globalizzazione alternativa, a beneficio dei paesi in via di sviluppo e dei settori più deboli della popolazione mondiale. Alcuni sociologi ritengono più corretta la denominazione " new global ", dal momento che gli stessi protagonisti del movimento sostengono che la loro protesta non è contro la globalizzazione, ma per una globalizzazione diversa, rispettosa verso l’ambiente.

La teoria della decrescita

La teoria della decrescita è una teoria economica che sostiene la decrescita basata sui principi ecologici, anti consumistici, sociali e culturali che fondano una nuova civiltà contrapposta a quella regolata dalla crescita economica. Ovvero aumento del PIL non sempre significa benessere. Un’economia che mira solo all’aumento della produttività mette in pericolo il pianeta sfruttandolo troppo, quindi c’è bisogno di un modello economico alternativo basato sulla riduzione dei consumi. Due metodiche:

  • Ridurre ciò che si compra, autoproducendolo.
  • Aumentare la capacità di collaborare con gli altri, cioè donare il proprio tempo.

La coscienza globalizzata

La globalizzazione ha effetti decisivi sulla vita di tutti. Ognuno di noi ha la sensazione che in poco tempo la realtà sia cambiata e che il mondo sia diventato ‘’più piccolo’’.

Lo Stato italiano dunque si adegua alle norme del diritto internazionale, cioè quelle norme che regolano le relazioni tra gli Stati. Successivamente, lo straniero, può avere il diritto di asilo, per dei motivi di sicurezza, se nel proprio Paese non gli viene concesso l’esercizio della libertà, o è perseguitato per motivi politici, religiosi, di razza, ecc. Quindi con lo spostamento degli stranieri, nel corso degli anni si è verificata una profonda trasformazione di processi di varia natura, come nei settori dell'economia, della politica, della cultura, dei mezzi di comunicazione, che accorciano le distanze tra i paesi. La globalizzazione comporta innanzitutto l’eliminazione delle barriere economiche, culturali , affinché sia consentita la libera circolazione di beni, servizi e persone. Le principali protagoniste del commercio internazionale sono appunto le imprese. Esse continuano ad espandersi quanto più possibile e cercano di avere relazioni e investire in altri Paesi. Questo fenomeno è noto come internazionalizzazione delle imprese. L’impresa internazionale è quella che fondamentalmente è di carattere nazionale, nel senso che opera soprattutto nello Stato a cui appartiene, ma gestisce anche lo sviluppo di attività estere. Invece l’impresa multinazionale, possiede all’estero almeno un quarto dei propri investimenti produttivi. Con internazionalizzazione si intende il fenomeno con cui le imprese operano con lo scopo di ampliare i propri rapporti con altre imprese e consumatori che operano sui mercati esteri. Inizialmente queste imprese provano ad espandersi a livello internazionale, studiando i mercati esteri, per poi procedere ad investirli.

Eetti a distanza della rivoluzione industriale

Il nuovo modo di produzione industriale nato in Inghilterra attorno al 1760 viene definito rivoluzione industriale. “ Rivoluzione " è un termine che rimanda a capovolgimenti violenti e profondi che prendono le mosse dalle periferie, mentre quella industriale non fu un processo globale che si espanse in modo uniforme, bensì un processo lento. Dal punto di vista della storia della globalizzazione sono di particolare interesse una serie di aspetti:

  1. La rivoluzione industriale nasce in Inghilterra che era già un efficiente centro dello sviluppo economico con ampie relazioni globali.
  2. La rivoluzione parte dall’industria del cotone inglese. Proprio l’industria tessile inglese dimostra infatti come ci fosse un sistema economico aperto. Per fronteggiare la dinamica industria tessile indiana, quella inglese non fu altro che un effetto collaterale degli scambi mondiali esistenti: nonostante dovesse importare dall’estero tutta la materia prima, già agli inizi dell’800 i suoi prodotti tessili costituivano il 70% delle esportazioni.
  3. Fecero poi seguito numerosi processi di industrializzazione in ambito nazionale, regionale e transnazionale. Altre economie raggiunsero il benessere senza industrie e per mezzo dell’esportazione agricola (come la Danimarca e la Nuova Zelanda) o dell’estrazione del petrolio. Un terzo gruppo molto numeroso di paesi infine non poteva permettersi di costituire in tempi prevedibili un'industria competitiva sul mercato mondiale. L'industrializzazione, quindi, pur sollecitando la creazione di reti in altri ambiti, non fu un processo che si sviluppò a macchia d'olio.
  4. La diffusione del modo di produzione industriale non avvenne sotto forma di semplice imitazione del modello inglese. Molte nazioni infatti seguirono il modello inglese adattandolo creativamente alle proprie peculiarità. Ad esempio, ai paesi industrializzati di seconda generazione (Belgio, Svizzera, Francia, Usa e Germania) mancavano alcuni

presupposti dello sviluppo inglese, come la rivoluzione nel campo dell'agricoltura, si dovettero pertanto ricercare soluzioni originali. In Giappone, che insieme alla Russia apparteneva alla terza generazione di paesi industrializzati, si erano invece formate già nel XVII e XVIII secolo istituzioni completamente autonome dall'Occidente in grado di favorire lo sviluppo.

  1. Il modo industriale di produzione si affermò però lentamente. Solo dopo il 1820 l’industrializzazione si affermò in Inghilterra in quasi tutti gli ambiti. In Asia, invece, ad eccezione del Giappone, nel 1900 vi erano alcune fabbriche, ma non esisteva un sistema industriale integrato. La stessa cosa valeva anche per l’Africa, che a quel tempo aveva qualche peso nell'economia mondiale solo grazie all’oro proveniente dal sud Africa e all'estrazione dei diamanti. Industrializzazione Per la globalizzazione fu rilevante non solo la diffusione di beni di consumo sempre crescente e sempre più economica, ma anche la produzione in massa di armi e cannoni che si diffusero anche molto lontano dai centri industriali grazie alle efficienti reti commerciali e all’impiego di navi a vapore e ferrovie. I prodotti dell’industrializzazione si diffusero dunque in tutto il mondo per tre motivi:
  2. Per via della presenza di reti di commercio già consolidate;
  3. Per via dell’impiego della macchina a vapore;
  4. Perché in molti centri urbani sorse, a poco a poco, la domanda di beni di lusso da parte dei ceti agiati. Nel commercio delle armi si creò una diseguaglianza tra chi poteva permettersi solo l’acquisto di armi leggere e chi di armi pesanti come navi da guerra e cannoni. Solo l’ampia diffusione della pistola mitragliatrice inventata alla fine della Prima guerra mondiale consentì quella che può essere definita una “ri-democratizzazione della violenza”. Molto importante anche sul piano sociale fu l'industrializzazione dei trasporti, con l’avvento della navigazione a vapore e della ferrovia. Per quanto riguarda l'impiego di navi a vapore, a partire dagli anni 30 dell'800 furono intrapresi regolari trasporti attraverso l'Atlantico e le prime navi a vapore fecero la loro comparsa anche in paesi non occidentali. Nel 1850 si ebbe la prima tratta con nave a vapore Shanghai-Londra, mentre nel 1869 l’apertura del Canale di Suez adatto alle navi a vapore favorì ancora di più gli scambi tra Inghilterra e l’Asia. La costruzione ferroviaria cominciò invece in Europa attorno al 1840 e si diffuse poi in paesi extra europei alla fine del secolo. La costa orientale americana fu collegata a quella occidentale nel 1867 ampliando il raggio d’azione dei centri urbani fino alle zone più impervie. Tra tutte le tecnologie dell’epoca il telegrafo fu sicuramente quello che produsse le conseguenze più globalizzanti. Il primo telegrafo, brevettato da Samuel Morse, si ebbe nel 1839, mentre già nel 1880 un telegramma poteva essere spedito in ogni continente. La velocità di trasmissione delle notizie aumentò di 10.000 volte. Allo stesso tempo la velocità di trasmissione delle informazioni si rese indipendente da quella delle merci, inoltre aumentò notevolmente anche il volume della corrispondenza postale.

In molti paesi non è ancora possibile accedere a internet sia perché i costi di un computer o di un collegamento ADSL sono insostenibili, sia perché i governi di alcuni paesi non lo permettono, sia perché in molte regioni non arriva l'elettricità oppure perché gran parte della popolazione è analfabeta. Internet e la telefonia mobile offrono risorse che decenni di anni fa erano impensabili e sono diventati uno strumento di lavoro e di svago per le persone di quasi tutto il mondo. Grazie a Internet è possibile fare acquisti, lavorare o studiare senza muoversi da casa. Il motivo del successo di Internet è il fatto che la rete consente la comunicazione in tutto il mondo tramite posta elettronica, messaggi in tempo reale e addirittura in videoconferenza. L'enorme diffusione di Internet e l'abitudine a collegarsi, che è diventata quasi una moda anche tra gli utenti comuni, ha fatto nascere varie forme di attività commerciali intorno a quello che si può considerare l'evento storico-tecnologico del nuovo millennio. Internet ormai è una realtà globale sempre più diffusa nei vari settori della vita di chi ha esigenze di tipo lavorativo. I siti internet sono in continua crescita e diventa sempre più diffusa la capacità di Navigare su Internet da parte anche di coloro che non sono proprio molto ben disposti verso l'uso del computer, infatti attualmente si parla molto di "Alfabetizzazione Informatica" proprio per il reale fatto che chi non sa utilizzare questo strumento è destinato ad essere tagliato fuori dal ciclo produttivo del paese in cui vive. Non tutti gli aspetti di internet però possono considerarsi positivi. Negativo è ad esempio il venire meno della privacy e della riservatezza (esempio facebook, twitter), il rischio di inganni o truffe online, ma soprattutto è il rischio che si crei una dipendenza da internet che fa diventare questo grande mezzo di comunicazione una "mania".