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Tutte le domande aperte del paniere di Storia della televisione.
Tipologia: Panieri
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Definire il rapporto instaurato, su vari piani, dalla televisione con la radio. La televisione e la radio costituiscono spesso sul piano amministrativo e legale una entità unica, perché si completano a vicenda all’interno dello stesso apparato di telecomunicazioni. Il complesso organismo mediale generato dalla loro relazione viene chiamato servizio radiotelevisivo. Inoltre, condividono la tecnologia, poiché sono detti “media della simultaneità”: il loro modo di fare arrivare i segnali è immediato e contrassegnato dalla “trasmissione”. Lezione 3. Riferire in merito all’avvento e all’affermazione della radio in Italia. L'avvento della radio in Italia avviene in concomitanza con la prima guerra mondiale, la quale favorisce un forte sviluppo della radiofonia, riguardante soprattutto lo scambio veloce di informazioni sul campo di battaglia. L'esercizio radiofonico viene però regolamentato nella metà degli anni 20, soprattutto durante gli anni del fascimo: Mussolini infatti incluse la radiofonia nella sua politica di controllo totale dei suoicittadini, portando (anche se probabilmente non era tra i suoi obbiettivi) benefici alla nascente industria della radio. Infatti il governo fascista, spinto dal noto Guglielmo Marconi, continuò lo sviluppo della radio su tutto il terrotorio nazionale: Marconi sognava di controllare l'industria radiofonica collegandola in tutta la penisola grazie al posizionamento di trasmettitori nelle principali città italiane. Marconi controllava già prima del ventennio fascista due società radiofoniche, la Società italiana per i servizi radiotelegrafici e radiofonici (SISERT), e l'Agenzia radiotelegrafica italiana. Senza dubbio fu grazie a Marconi se la radio si affermò in Italia negli anni 20, anche se aveva iniziato già anni prima la sua attività quando permise alla marina italiana di usare i suoi brevetti radiofonici per comunicare tra di loro, facendo di lui una figura da imitare per spirito nazionalistico durante il ventennio fascista. Lezione 7. Descrivi il pubblico della televisione italiana degli anni cinquanta. Si tratta di un pubblico indifferenziato che è interessato alla novità del mezzo, alla novità tecnologica, che viene consumata collettivamente, in case aperte agli ospiti o in luoghi pubblici, in quanto non tutti si possono permettere un apparecchio televisivo. L’Italia degli anni Cinquanta, infatti, era ancora, per molti aspetti, un paese in via di sviluppo, nel quale metà della popolazione era ancora completamente analfabeta. LEZIONE 9. Illustra a grandi linee la programmazione della televisione italiana degli anni Cinquanta. La televisione italiana degli anni cinquanta è programmata per non influire sulla vita relazionale dei cittadini e la loro produttività. La principale preoccupazione della rai in quegli anni, oltre a proseguire il suo progetto pedagogico, è quello di creare pubblico: ciascun programma deve raccogliere il maggior numero di spettatori, senza distinzione alcuna. Per questa ragione, non esiste un vero e proprio palinsesto, ma la programmazione giornaliera viene ereditata dalla radio, seguendone la programmazione giornaliera ad appuntamenti settimanali. Ognuno di essi è pensato per la totalità del pubblico, e l'unica distinzione sta nel target demografico, individuata nella differenziazione tra fascia pomeridiana e fascia serale.
Quali sono le strategie editoriali elaborate da Ettore Bernabei? Ettore Bernabei elabora, grazie anche all'avanzamento tecnologico degli anni sessanta, una struttura diversa della programmazione televisiva, corrispondente anche alla messa in onda del "Secondo programma". Questo secondo canale permette una suddivisione e differenziazione dei programmi messi in onda, in quanto sul "programma nazionale" (ovvero il canale principale) si continua con la trasmissione di programmi cosiddetti "forti", mentre sul secondo programma vengono trasmessi programmi più deboli rispetto al primo, portando così gli spettatori non interessati ai programmi principali sui programmi secondari. La creazione del secondo programma permette anche una sperimentazione dei programmi messi in onda, mirati a prendere l'attenzione talvolta di spettatori più esigenti o alla ricerca di qualcosa di nuovo. Questa suddivisione/sperimentazione viene anche favorita con l'arrivo della tecnologia Ampex dall'America, in quanto permette ora una pre-registrazione dei programmi e quindi di conseguenza un ordine pre-imposto mirato alle esigenze dei telespettatori, permettendo ai produttori di avere più fantasia creativa e avvicinarsi anche ad un linguaggio cinematografico. Lezione 11. Illustra a grandi linee la programmazione della televisione italiana degli anni Sessanta. Grazie al boom economico negli anni 60 si assiste ad un aumento elevato del numero degli abbonati e la televisione diventa un passatempo privato di famiglia. Nasce il primo programma in occasione delle elezioni politiche, tribuna elettorale che diventerà un appuntamento fisso fino agli anni 70. Nascono trasmissioni televisive che svolgono la funzione di un settimanale di attualità che pone attenzione ai temi sociali ed ai fatti di costume. Altri programmi di intrattenimento sono Canzonissima, il festival di Sanremo e cantagiro per testimoniare l'evoluzione della musica; mentre studio uno come programma di intrattenimento leggero della Rai. Di grande importanza anche gli eventi sportivi, lo sport che più monopolizza l'attenzione nazionale è il calcio. Nascono anche i primi programmi di divulgazione scientifica. Lezione 16. Fornire informazioni sulla produzione cinematografica della Rai. La trasmissione di film in televisione avviene a partire dagli anni 50 e per tappare i buchi nella programmazione la Rai mette in onda film che è più economico della creazione di nuovi programmi. Il primo film trasmesso nella televisione italiana è le miserie del signor Travet. Il pubblico degli anni del boom vede nel cinema un'occasione culturale così il cinema inizia a far parte del progetto pedagogico della Rai e manda in onda rassegne cinematografiche con commenti in modo da guidare il pubblico. Con il continuo successo del cinema la Rai inizia a produrre i film oltre che acquistarli. Tali produzioni non tolgono pubblico alle sale, vengono presentati sia al cinema che in televisione con ottimi risultati.
Offrire informazioni riguardo ai programmi della “neotelevisione” in Italia. Con l’affermazione delle televisioni commerciali, si produce anche in Italia il passaggio dalla vecchia Tv alla “neotelevisione”. Cambia dunque l’offerta televisiva, che ora ha l’obiettivo di massimizzare l’ascolto in ciascuna delle fasce orarie, evitando che lo spettatore, ora dotato di telecomando, vaghi da una rete all’altra. Ne è esempio il “Talk show”, nato alla fine degli anni Settanta, e il “Contenitore”, che presenta aspetti comuni con il varietà della vecchia televisione: mentre nel varietà c’era un presentatore, che si limitava a introdurre numeri pensati da altri e a fare dei piccoli sketch egli stesso, nel programma contenitore c’è un conduttore, protagonista assoluto della trasmissione, che con la propria presenza e la propria affabulazione tiene insieme un insieme eterogeneo, e spesso inconsistente, di attrazioni. Il primo e più famoso programma contenitore è “Domenica in”, in onda su Raiuno e condotto inizialmente da Corrado Mantoni (1976-1979) e poi da Pippo Baudo (1979-1985). A partire dal 1985 Canale 5 propone in alternativa “Buona domenica”, organizzato in modo simile e condotto inizialmente da Corrado Mantoni e Maurizio Costanzo (1985) e poi dal solo Costanzo (fino al 1987). l’altro macrogenere della neotelevisione è il talk show, del quale è l’artefice Maurizio Costanzo, che ha introdotti programmi come “Bontà loro”, “Acquario” e “Grand’Italia”e poi ne ha cristallizzato le forme con il longevo “Maurizio Costanzo Show”. Si tratta di un tipo di programma estremamente economico, basato sulla conversazione tra alcuni personaggi supervisionata da un moderatore, o dal dialogo diretto di una sola persona con quest’ultimo, secondo modalità vicine alla pubblica confessione. Lezione 23. Quando e perché si diffondono le serie animate giapponesi nella televisione italiana? L’Italia è la nazione in cui, dalla fine degli anni Settanta, vengono importate in assoluto più serie giapponesi a disegni animati. In Italia, negli anni Ottanta, l’animazione giapponese è messa al centro di polemiche piuttosto accese, scatenate dai giornalisti e da sedicenti studiosi, a causa dei canoni stilistici a cui le serie animate nipponiche sono invitate a attenersi, la presunta funzione pedagogica che viene auspicato esse svolgano e il pubblico al quale si suppone vadano indirizzate. L’infondatezza e la pretestuosità delle tesi avanzate vengono, di recente, dimostrate da ricercatori universitari. Dalla fine degli anni Novanta comincia a salire alla ribalta anche in campo accademico un gruppo di giovani studiosi interessato al disegno animato giapponese, una vera e propria generazione di esperti e critici cresciuta, non a caso, guardando gli anime in televisione negli anni Ottanta. Principale caratteristica dell’animazione giapponese di serie è costituita dal fatto di indirizzarsi ad un pubblico eterogeneo e vasto. Lezione 25. Cos’è la “televisione verità” elaborata da Angelo Guglielmi? La “televisione verità” è un modello televisivo introdotto durante gli anni di conduzioni di Guglielmi su Rai 3, e la sua peculiarità sta nel coinvolgere maggiormente i cittadini nelle discussioni affrontate in studio. I due più importanti programmi di Rai 3 sono “Chi l'ha visto?” e “Samarcanda”. Il primo è incentrato sulla ricerca di persone scomparse, effettuando la ricerca con i familiari e il conduttore, in aggiunta all'aiuto del pubblico. Il programma svolge una funzione pubblica, ma va a sovrapporsi al lavoro delle forze dell'ordine, ed è inoltre mal visto da quelle persone che pensano sia sbagliato lucrare sulle disgrazie degli altri, tanto da far vietare questa formula di programma in svariati paesi europei. Samarcanda invece è un talk show (sulla falsa riga del “Maurizio Costanzo show”), che tratta temi legati all'attualità sociale e politica, alternando il punto di vista di politici e giornalisti ai cittadini comuni, coinvolgendo così il pubblico nelle conversazioni prima riservate ai soli politici.
Quando e per quali ragioni si tenta di costituire un “terzo polo” televisivo in Italia? A partire dagli anni Duemila, due emittenti, in particolare hanno attivamente cercato di diventare quel fantomatico terzo polo che avrebbe potuto riportare equilibrio nell’imperfetto dualismo Rai-Mediaset. La prima di esse è Videomusic, il primo canale tematico italiano. Situata in Toscana, Videomusic si ispirava al network statunitense Mtv, e aveva una programmazione formata in massima parte da videoclip musicali, introdotti dalla voce fuoricampo di uno speaker che assumeva una funzione simile a quella del disc-jockey radiofonico. Tuttavia, la rete presentava anche programmi originali realizzati in studio, trasmetteva registrazioni di eventi live, o trasmetteva piccoli documentari monografici su alcune star della musica. La seconda di queste reti è Telemontecarlo, che ha più volte tentato, senza riuscirci, di diventare un’alternativa generalista alle emittenti Rai e Mediaset. La programmazione di questo canale è incentrata su serie tv e film, cui si alternano occasionalmente programmi di produzione propria, condotti da star provenienti dal servizio pubblico o da Fininvest (per esempio, hanno occasionalmente lavorato per Telemontecarlo Luciano Rispoli, Loretta Goggi o Corrado Augias). Il problema principale di questa emittente, che ha cambiato proprietario più volte (negli anni Ottanta è stata acquistata dal canale brasiliano Rede Globo, poi nella prima metà dei Novanta dal gruppo Montedison), è sempre stata la scarsa copertura del territorio nazionale, che ha severamente limitato la sua capacità di penetrazione presso il pubblico. Lezione 27. Descrivere la legge Gasparri. Le legge Gasparri (n.112/2004) viene elaborata dal Ministro delle Comunicazioni del Governo Berlusconi prima del definitivo passaggio al digitale elaborato dalla legge Maccanico. Questa legge sancisce che fino all'effettiva digitalizzazione (31 Dicembre 2006) venga mantenuta inalterata la situazione presente; inoltre abolisce i limiti alla crescita dei singoli gruppi e alla raccolta pubblicitari fissati nella precedente legge. La legge Gasparri è vista fin da subito molto favorevole al gruppo guidato da Berlusconi, Mediaset, in quanto ha eliminato i limiti di espansione delle precedenti leggi e che ora può espandersi oltre i 3 canali, e favorisce inoltre sia Mediaset che Rai nella scelta del digitale terrestre, permettendo così di continuare ad utilizzare le proprie infrastrutture per le trasmissioni invece che essere costretti ad appoggiarsi a terzi. Infine, il termine già prorogato in precedenza dell'Agcom dal 2003 al 2006 per la completa digitalizzazione viene ulteriormente diluito nel tempo, facendo così partire dal 2008 un processo di cessazioni delle trasmissioni analogiche (digital switch-over), che si è concluso nel 2012 (analog switch-off).
A quale scopo e con quali strumenti viene effettuata la rilevazione dei dati d’ascolto? Per la televisione di servizio pubblico avere dei dati relativi al consumo dei propri prodotti è necessario per testare la qualità e l’utilità delle proprie trasmissioni rispetto alle aspettative dei cittadini che pagano il canone. Per la televisione commerciale questo dato è ancora più importante, perché costituisce la base sulla quale vengono contrattati con gli inserzionisti i costi degli spazi pubblicitari, che costituiscono la principale fonte di guadagno per la televisione generalista. Le prime forme di indagine risalgono all’epoca della radio e inizialmente prendono la forma di indagini sul gradimento mediante sondaggi da sottoporre agli ascoltatori. A partire dagli anni Ottanta viene così lanciato un nuovo strumento chiamato people meter: mentre l’audience meter si limita a registrare i canali che vengono visti sul televisore di casa, con il people meter (che ha la forma di un secondo telecomando, con un diverso bottone per ogni membro della famiglia) ciascun componente del nucleo familiare deve segnalare (tramite il proprio pulsante) in quale momento sta iniziando o smettendo di guardare la televisione, così che i dati registrati dal sistema possono essere attribuiti a determinate fasce di spettatori. Per evitare di diffondere dati non veritieri viene Creato un organismo imparziale, chiamato Auditel. Le rilevazioni vengono effettuate mediante apparecchi forniti dalla filiale italiana di Agb e coinvolgono un campione che attualmente conta circa 15000 famiglie. Questo “panel” (così si chiama un campione individuato a fini statistici) di individui è stato composto sulla base di criteri sociali, economici, geografici, anagrafici e relativi al genere sessuale, al livello di istruzione e agli stili di vita. Ogni componente del nucleo familiare prescelto ha a disposizione un people meter, da attivare al momento della visione e da disattivare quando ci si allontana dal teleschermo. L’unità di espressione degli indici di ascolto utilizzata da Auditel è lo share, ovvero la percentuale di teleschermi a essere sintonizzati sullo stesso programma nello stesso momento. Questo dato non va preso in senso assoluto, ma va rapportato con attenzione alle fasce orarie. Tuttavia, tali strumenti indicano quante persone sono sintonizzate su di un programma, ma non quale sia la loro opinione rispetto a ciò che stanno guardando. È per questa ragione che, in epoca contemporanea, le emittenti televisive hanno iniziato a monitorare con attenzione i messaggi degli utenti su social network come Twitter, soprattutto durante le trasmissioni, in modo di comprendere, quasi in tempo reale, quale sia l’opinione degli spettatori, rispetto a quanto stanno guardando.
Quali principi regolano l’acquisto e la vendita degli spazi pubblicitari? Il processo di vendita degli spazi pubblicitari parte dalla loro contrattazione che prevede l'interazione di tre soggetti: l'editore(ovvero l'emittente), la concessionaria pubblicitaria (che svolge un ruolo fondamentale all'interno di questa mediazione) e gli inserzionisti. L'emittente prepara con molto anticipo un palinsesto all'interno del quale è previsto un certo numero di spazi pubblicitari, che la concessionaria cerca di vendere agli inserzionisti sulla base delle previsioni di ascolta, che possono essere abbastanza affidabili nei periodi dell'anno in cui il pubblico trascorre molto tempo a casa, ma non lo saranno nei periodi in cui gli spettatori potrebbero andare in ferie in estate o per via delle festività natalizie. Invece i due periodi che corrispondono grossomodo all'autunno (da metà settembre fino quasi a Natale) e all'inverno e alla primavera (da gennaio a giugno) vengono chiamati "periodi di garanzia", proprio perché le emittenti si impegnano a raggiungere un determinato share minimo, al di sotto del quale saranno costrette a pagare una penale, non sotto forma di un rimborso monetario, ma della concessione di spazi pubblicitari a titolo gratuito nella stagione successiva. Ecco perché i programmi di maggior impegno produttivo sui quali le emittenti tv puntano per ottenere i più alti indici di ascolto, battere la concorrenza delle altre emittenti e poter contrattare di conseguenza prezzi sempre più vantaggiosi per la vendita degli spazi corrispondenti, sono tutti concentrati nei due periodi di garanzia sopracitati. Purtroppo a causa di questo meccanismo, una trasmissione che si rivela un flop in termini di indici di ascolto si traduce in un danno economico per l'azienda, costretta a cedere spazi gratuiti perdendo opportunità di guadagno. Possedere una concessionaria interna è un asseto fondamentale per un'emittente televisiva: sia la Rai e sia il Gruppo Mediaset infatti posseggono ciascuna la Propria concessionaria (rispettivamente Sipra e Publitalia'80). Illustrare a grandi linee il processo di vendita degli spazi pubblicitari. Il processo di vendita degli spazi pubblicitari parte dalla loro contrattazione che prevede l'interazione di tre soggetti: l'editore (ovvero l'emittente), la concessionaria pubblicitaria (che svolge un ruolo fondamentale all'interno di questa mediazione) e gli inserzionisti. L'emittente prepara con Molto anticipo un palinsesto all'interno del quale è previsto un certo numero di spazi pubblicitari, che la concessionaria cerca di vendere agli inserzionisti sulla base delle previsioni di ascolto, che possono essere abbastanza affidabili nei periodi dell'anno in cui il pubblico trascorre molto tempo a casa, ma non lo saranno nei periodi in cui gli spettatori potrebbero andare in ferie in estate o per via delle festività natalizie. Invece i due periodi che corrispondono grossomodo all'autunno (da metà settembre fino quasi a Natale) e all'inverno e alla primavera (da gennaio a giugno) vengono chiamati "periodi di garanzia", proprio perché, proprio perché le emittenti si impegnano a raggiungere un determinato share minimo, al di sotto del quale saranno costrette a pagare una penale, non sotto forma di un rimborso monetario, ma della concessione di spazi pubblicitari a titolo gratuito nella stagione successiva. Ecco perché i programmi Di maggior impegno produttivo sui quali le emittenti tv puntano per ottenere i più alti indici di ascolto, battere la concorrenza delle altre emittenti poter contrattare di conseguenza prezzi sempre più vantaggiosi per la vendita degli spazi corrispondenti, sono tutti concentrati nei due periodi di garanzia sopracitati. Purtroppo a causa di questo meccanismo, una trasmissione che si rivela un flop in termini di indici di ascolto si traduce in un danno economico per l'azienda, costretta a cedere spazi gratuiti perdendo opportunità di guadagno. Possedere una concessionaria interna è un asseto fondamentale per un'emittente televisiva: sia la Rai e sia il Gruppo Mediaset infatti posseggono ciascuna la Propria concessionaria (rispettivamente Sipra e Publitalia'80).
Offrire le informazioni più significative in merito al genere del Talent culinario. Il genere che attraversa reality, factual, makeover, e talent è la cucina. A partire dagli anni 90 questo genere ha avuto successo e quello che li accomuna è la tendenza della regia è quello di estrarre i piatti attraverso l’illuminazione in modo di dare una dimensione sensoriale al pubblico. Ricerca visiva che ha fatto inventare in ambito anglosassone il termine Food porn, non solo per quanto riguarda la televisione ma anche attraverso le foto di cibo sui vari blog o social media. Esempio di trasmissioni sono: Cotto e mangiato, la prova del cuoco o esempi di make over Television come Masterchef e cucine da incubo. Masterchef è un talent show nel quale degli aspiranti chef vengono valutati da degli esperti mentre, in cucine da incubo il celebre chef Gordon Ramsey prende una cucina di un locale e lo trasforma in un locale di successo. Lezione 36. Cos’è makeover Television? Programmi che hanno origine dalla tradizione televisiva Americana come Real Time o Cielo, la makeover Television include le narrazioni sulla trasformazione di qualcosa grazie ai consigli di un esperto ispirando a cambiare il proprio status: esempi sono “Ma come ti vesti” per quanto riguarda il look, “Extreme makeover home Edition” per quando riguarda la propria casa. Altri programmi di questo tipo sono basati su patologie ed ossessioni come quelli degli accumulatori compulsivi di oggetti che si possono vedere in “sepolti in casa” o progressi che ricostruiscono vicende di donne che non si sono accorte di essere incinte fino al momento del parto come “Non sapevo di essere incinta”. Lezione 37. Cosa si intende con il termine expertise? I talent show evidenziano le competenze personali e la celebrazione dell’expertise, ovvero le competenze che i concorrenti hanno raggiunto studiando per poter partecipare quindi non sono persone che nascono dal nulla ma hanno già lavorato sodo prima di apparire sugli schermi. Lezione 38. Cos'è Mediaset Premium? È un canale telematico criptato presente sul digitale terrestre a partire dal 2005 con modalità di pagamento che prevede l'inserimento di tessere prepagate nel decoder e propone prevalentemente eventi sportivi, in seguito, c’è stata l’apertura di canali per ogni target come Joi per la famiglia, Mya per il pubblico femminile. Lezione 39. Ripercorrere le tappe fondamentali della storia di sky Italia. Sky Italia viene costituita nel 2003 dalla fusione di Telepiù e stream TV ed in breve diventa la principale alternativa al duopolio Rai-Mediaset. Ha investito offrendo contenuti sportivi vari, sfruttando le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e sulla possibilità di usufruire di sistemi integrati come la possibilità di vedere i programmi sui dispositivi diversi dalla televisione, servizi on demand, registratore integrato nel decoder e i canali in time-shifting.
Che rapporto c'è tra gli UGC e la televisione contemporanea? UGC (user generated contenents ) sono i contenuti audiovisivi di vario tipo realizzati dagli utenti e distribuiti. Questi i contenuti in continua crescita e evidenziano la possibilità di ribaltamento tra la televisione e gli spettatori, se prima si limitavano a guardare la televisione in modo passivo ora possono fare arrivare in televisione i propri prodotti a prescindere dalla provenienza. Esempio sono i video pubblicati su Internet o i tweet degli esponenti politici utilizzati per i servizi giornalistici. Lezione 42. Offrire informazioni in merito al serial. Un modello di serialità di dimensioni leggermente maggiori è la miniserie, o “miniserial”: una storia unica e autoconclusiva articolata in un numero limitato di puntate. I singoli episodi non sono perciò delle unità autonome, ma dei segmenti di storia che si succedono cronologicamente l’uno con l’altro. Si tratta di un formato che viene utilizzato spesso per degli adattamenti da romanzi. Il serial è invece una struttura narrativa più espansa, anch’essa articolata in puntate non autosufficienti le quali sono da considerarsi come frammenti di una trama più complessa e sono concatenate le une con le altre. Il serial spesso assume la forma di una saga, di una vicenda che si protrae per generazioni: la soap opera, per esempio è una forma di serial, ed è concepita per protrarre all’infinito le vicende di un nucleo di personaggi. Descrivere il passaggio della produzione di fiction seriale da New York a Hollwood e la conseguente riorganizzazione dell'apparato industriale. L'avvento del racconto fiction di finzione nasce negli Stati Uniti nell'immediato dopo guerra ovvero nella fase iniziale delle trasmissioni televisive, periodo anche chiamato dagli studiosi golden age. Le opere che più influenzano le serie TV di fiction sono i radiogrammi a puntate e le strips cioè le brevi storie a fumetti proposte sui quotidiani, il feuilleton e il serial cinematografico. Secondo Umberto Eco la saga è un racconto dedicato a molteplici personaggi, uniti spesso da rapporti di parentela, i quali sono a turno al centro della scena. la serie invece, è un racconto diviso in episodi indipendenti che non prevede un'evoluzione nel tempo. La miniserie, o miniserial, e infine una storia articolata in un numero ridotto di puntate. Il serial È contraddistinto dalla lunga durata e può far giungere a conclusioni le vicende proposte oppure può farle procedere all’infinito. La serie serializzata combina le caratteristiche della serie e del serial quindi, sono costituiti da episodi autonomi e legati l’uno all’altro e ogni episodio propone eventi differenti all'interno di un'unica cornice narrativa. La produzione seriale di maggior successo è il Teledramma, spettacoli che propongono opere letterarie ma anche dei racconti originali trasmessi in diretta in prima serata e ripresi a New York. Negli anni 50 la formula del teledramma va via via scomparendo per i costi di produzione dal momento che le riprese venivano effettuate in tempo reale nei teatri di posa di New York fu così che adottarono il metodo della registrazione su pellicola cinematografica o nastro magnetico (Ampex) trasferendosi però a Hollywood dove veniva utilizzato lo Studio System che di conseguenza portò ulteriori modifiche come la distinzione delle figure professionali e delle mansioni semplificando così il lavoro e la riduzione delle spese.
Illustrare in maniera approfondita il legame esistente tra il medical drama, il legal drama e la fiction seriale poliziesca. Innanzitutto, il medical drama, il poliziesco e il legal drama vedono alla luce all’incirca nello stesso periodo storico e si impongono a pochi anni di distanza l’uno dall’altro. Il medical drama, il poliziesco e il legal drama condividono svariate caratteristiche sotto il profilo compositivo, contenutistico, e della fruizione. Infatti, le serie tv rientranti in queste tre categorie assumono una struttura formale che di rado esibisce delle grosse variazioni, (almeno fino agli 80 del 900) , trattano temi delicati e complessi, vengono sovente trasmesse in prima serata e sono quasi esclusivamente indirizzate ad un pubblico di età adulta. Sono inoltre equiparabili in base ad alcune scelte narrative, la principale delle quali è la collocazione di un solo personaggio al centro del racconto. Il nome del protagonista coincide spesso con il titolo della serie tv. Ciò conferma un altro punto in comune in comune tra il medical drama, il poliziesco e il legal drama. Indicare i tratti specifici della fiction seriale di Netflix e degli altri OTT Tra il primo e il secondo decennio del Duemila, il panorama della fiction seriale subisce un cambiamento a causa dell’avvento di Internet, nonché della comparsa degli OTT. I principali OTT sono Hulu, Prime Video e Netflix. Hulu vede la luce nel 2008 e all’inizio costituisce semplicemente lo strumento impiegato dalla Nbc, dalla Abc e dalla Fox al fine di far circolare a pagamento nel Web i propri spettacoli. Nel secondo decennio del Duemila, Hulu però si emancipa, acquisisce indipendenza e produce svariate opere audiovisive. Hulu investe ingenti somme di denaro nella fiction seriale con l’intento di accrescere la propria popolarità, di migliorare la propria reputazione e di convincere il pubblico a sottoscrivere un abbonamento, che rappresenta l’unica fonte di finanziamento degli OTT. Prime Video e Netflix attuano delle strategie simili a quelle elaborate da Hulu. Fondato nel 2011, l’OTT Prime Video viene fruito dagli abbonati al servizio Prime, che permette di ricevere entro un giorno, o comunque rapidamente, gli oggetti acquistati tramite Amazon, la più importante compagnia specializzata nel commercio online. La fiction seriale di Prime Video viene progettata da Amazon Studios, e viene realizzata in teatri di posa di proprietà Amazon. Netflix invece non possiede teatri di posa e neppure reparti dell’azienda dedicati alla produzione della fiction seriale. Al contrario di Prime Video, Netflix può attingere soltanto alle risorse economiche derivanti dalla sottoscrizione di un abbonamento da parte degli utenti. Netflix affida la creazione della propria fiction seriale a società attive nel settore dei media audiovisivi. Netflix nasce nel 1997 ma conquista la fama internazionale nel secondo decennio del Duemila. Netflix e in generale OTT modificano in modo rilevante le abitudini di consumo e le pratiche di visione dell’audience. Le piattaforme che forniscono a pagamento contenuti audiovisivi sul Web rilasciano, cioè diffondono l’intera stagione di una serie nello stesso momento. Gli spettatori possono insomma seguire gli episodi all’ora e nella giornata preferite. Gli episodi sono di frequente più brevi rispetto a quelle delle tv tradizionali e sono strettamente uniti sul piano narrativa, favorendo così una fruizione immediata. Definire con molta cura il concetto (nonché elemento narrativo) chiamato “workplace family”. Il principale contributo offerto dalla sitcom all’affermazione della seconda Golden Age consiste nell’introduzione dell’idea di workplace family, una espressione traducibile come ‘famiglia che prende vita nel posto di lavoro’. Il discorso è legato al fatto che la sitcom non sia ambientata in una abitazione bensì nel luogo in cui la protagonista esercita la propria professione.
Offrire informazioni in merito alle iniziative promozionali e di marketing riguardanti la fiction seriale prodotta negli Stati Uniti dalle pay tv. La cosiddetta pay tv è la televisione a pagamento. Le serie tv finanziate dai network americani a partire dalla seconda metà degli anni 90 fissano degli standard ben precisi per quanto concerne la tecnica comunicativa, la struttura del racconto e la modalità di fruizione. I network a pagamento cercano di catturare l’interesse di individui disposti a stipulare un contratto, a spendere del denaro per usufruire solamente di programmi televisivi, seppure in grande quantità. Questo obiettivo viene perseguito mediante la realizzazione di show audaci. Non a caso, le strategie di marketing e le svariate iniziative promozionali concepite dai responsabili dei canali a pagamento sottolineano spesso con forza l’originalità degli show, che vengono distinti, vengono separati nettamente da quelli delle emittenti generaliste. Ad esempio lo slogan coniato nella seconda metà degli anni 90 da HBO, al fine di pubblicizzare i propri programmi, ovvero “It’s not TV. It’s HBO”, punta a evidenziare come l’audience non si trovi di fronte a spettacoli televisivi tradizionali bensì a qualcosa di molto diverso. Tali campagne hanno con chiarezza un intento di natura commerciale, e non un intento di natura culturale. In quale maniera e da quali punti di vista Internet contribuisce al rinnovamento della fiction seriale? A cominciare dalla fine degli anni 90, la tecnologia che sembra contribuire in maniera più rilevante alla modificazione del sistema televisivo equivale al digitale. I dispositivi digitali, o informatici, ovvero i computer, i telefoni cellulari e il web, stravolgono i procedimenti e i tempi della fruizione, ed esercitano di conseguenza una influenza significativa sulle procedure realizzative e sugli aspetti formali tanto della fiction seriale quanto degli altri generi televisivi. Tali dispositivi rinnovano senza dubbio l’articolazione del racconto e le abitudini di consumo riguardanti serie tv. Le novità introdotte dal digitale e il rinnovamento della fiction seriale è avvertibile nel secondo decennio del Duemila, un periodo in cui si impongono i cosiddetti OverThe-Top, spesso indicati dagli esperti con l’acronimo OTT, ossia delle piattaforme che adoperano il Web al fine di distribuire dei servizi e dei contenuti audiovisivi di vario tipo. Descrivere il modello produttivo e narrativo imposto dalla fiction seriale dell’emittente HBO a cavallo degli anni Novanta e Duemila. La HBO è innanzitutto l’emittente che tra gli anni 90 e gli anni 2000, ha apportato il contributo maggiore al rinnovamento della fiction seriale televisiva. La HBO desidera proporre agli utenti delle serie tv, e in generale delle trasmissioni, parecchio diverse da quelle diffuse dagli altri canali. Per questo motivo viene concessa una fiducia piena ai produttori, agli sceneggiatori e ai registri, i quali godono di conseguenza di una grande libertà sul piano espressivo. L’indipendenza organizzativa e artistica, nonché l’abilità dei realizzatori delle serie tv viene sfruttata a fini pubblicitari dalla HBO. La fiction seriale di HBO affronta argomenti delicati, scabrosi, controversi come il sesso, la violenza, la morte e altrettanto di frequenza mostra corpi nudi, fa pronunciare ai personaggi frasi volgari. Molti scrittori, critici accostano la fiction seriale della HBO alle opere cinematografiche. A partire dalla seconda metà degli anni 90, gli episodi della serie tv di HBO, sono di solito legati strettamente l’uno all’altro. Gli autori applicano il meccanismo tecnico- linguistico della serializzazione della serie, esaltano il principio della continuità narrativa e sviluppano la trama in tempi o con ritmi più delicati e distesi, analoghi a quelli di tante opere filmiche. Soprattutto attraverso quali elementi la serie “Buffy l’ammazzavampiri” concorre al rinnovamento della fiction televisiva? Il rinnovamento in questione è rilevabile soprattutto sul piano della fruizione e sul piano strutturale. “Buffy l’ammazzavampiri” amplia la narrazione tramite molteplici mezzi comunicativi e richiede una maggiore partecipazione, ai fruitori, in modo speciali agli appasionati, i quali non si limitano più a seguire un racconto ma esperiscono l’universo abitato dai personaggi. In precedenza soltanto “Twin Peaks” e “X-Files” riescono ad avere altrettanta presa su di una platea composta in larga parte da appassionati.
Delineare le procedure tecniche e narrative effettuate nel campo della lunga serialità. La lunga serialità consiste nella grande, enorme protrazione del racconto nel tempo. La messa in onda quotidiana delle puntate costringe i membri del cast, a girare ogni giorno numerose sequenze e riduce molto i tempi destinati alle riprese oppure al montaggio. Le limitazioni derivanti dagli elevati, frenetici ritmi delle riprese, vengono però superate adottando una tecnica chiamata ‘campo-controcampo’, che consiste nella frequente alternanza delle inquadrature in primo piano e all’interno dei spazi chiusi. Al pari della messa in scena, il linguaggio adoperato è dunque essenziale e risulta fondato sul continuo scambio di battute tra i personaggi. Descrivere a grandi linee il processo di riorganizzazione del sistema televisivo avvenuto tra gli anni 70 e
Le significative modifiche stilistiche e narrative apportate alla fiction televisiva di serie dipendono da alcuni fenomeni che si verificano a cavallo degli anni 70 e 80. Il principale di questi fenomeni equivale, negli Stati Uniti, all’ingresso di nuove emittenti nel mercato televisivo. All ‘epoca cominciano infatti a mandare in onda dei programmi il canale Fox, le reti a pagamento quali HBO o Showtime oppure canali tematici come Espn, che trasmette soltanto sport e Mtv che trasmette soltanto musica. L’aumento del numero delle reti televisive ha delle importanti conseguenze. In primo luogo, i programmi offerti al pubblico si moltiplicano; in secondo luogo l’industria televisiva deve accogliere altre imprese e altri operatori; in terzo luogo, il sistema televisivo viene basato sul principio della concorrenza. Gli spettatori non devono più adeguarsi alla programmazione televisiva, come nei decenni precedenti, ma sono invece i network a doversi adattare ai propri spettatori di riferimento. A partire dagli anni 80, sia negli Stati Uniti che in Europa, i fruitori dei programmi televisivi hanno quindi una libertà di scelta maggiore rispetto al passato, grazie anche alla diffusione del telecomando e del videoregistratore., attraverso i quali possono cambiare canale con facilità e rapidità oppure possono guardare uno show quando preferiscono. Lezione 43. Mettere a confronto la prima e la seconda “golden Age” della serialità televisiva. Il primo periodo d'oro va dalla fine degli anni 40 fino alla fine degli anni 50 e indica un periodo nel quale sono stati messi appunto la programmazione televisiva e i modelli narrativi e di genere caratterizzata da teledrammi per attrarre le famiglie della piccola media borghesia, genere che al posto dei classici della letteratura utilizzava piece recenti o pezzi scritti apposta per la messa in onda, anni in cui nascono le serie americane western e quelle poliziesche. Una seconda golden age inizia negli anni 80 innalzando il livello qualitativo delle serie americane grazie al nuovo network Fox ed ai canali via cavo Hbo e showtime. Gli ultimi due a differenza dei canali via cavo possono contare soltanto sul pubblico di abbonati con alta disponibilità economica. Per la prima volta si inizia a parlare di serie serializzata, ovvero un particolare tra serie e serial che dominerà le serie televisive. Esempio è Hill Street giorno e notte che si fonda contemporaneamente sulle procedure metriche e sulla creazione dei personaggi. La narrazione e quindi non inizia e finisce in una sola puntata ma dura per tutta la stagione.
Fornire le informazioni più rilevanti in merito alle serie televisive contemporanee rientranti nel genere drama. Il genere drama, come quello delle sit-com, utilizza in modo sofisticato la dimensione temporale per creare strutture narrative sempre più complesse. Esempio celebre è una delle serie più innovative del nuovo millennio, “24” , basata sulla totale coincidenza del tempo della fabula e del racconto. Ognuno dei ventiquattro episodi, di un’ora in cui è suddivisa ciascuna stagione, infatti, rappresenta un’ora di un’unica giornata dell’agente dell’antiterrorismo Jack Bauer e della sua squadra, durante la quale dovrà sventare un complotto terroristico. Il telefilm simula così una narrazione in tempo reale, e per far rendere conto lo spettatore del fatto che eventi che coinvolgono personaggi diversi stanno accadendo simultaneamente, usa di frequente il procedimento dello split-screen: lo schermo viene suddiviso in tante porzioni quanti sono i personaggi, permettendo allo spettatore di seguire altrettante azioni contemporaneamente. Lezione 46. Quali sono le caratteristiche cosi detta narrazione trans mediale? La narrazione transmediale crea un universo unico, raccontato su vari media (televisione, Internet, radio, editoria, arte urbana, ecc) che forniscono, grazie al loro specifico uso e la loro capacità tecnologica, una prospettiva aggiuntiva al prodotto trans mediale. Questa nuova forma di narrazione permette di raggiungere un pubblico appartenente a luoghi diversi: lo spettatore può scoprire la storia, per esempio sul sito web della casa di produzione, conoscere le ultime novità tramite smartphone e vedere la serie ogni settimana in televisione. Attraverso l'uso di media interattivi e le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, questa ricerca arricchisce un'esperienza di intrattenimento più partecipativa e un impegno più profondo da parte del pubblico.