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il voto finale per il test scritto è stato di 27 le domande sono in ordine alfabetico ( es . Definizione di Anca a scatto - la domanda si troverà sotto la lettera A di anca )
Tipologia: Panieri
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L'anca a scatto è la particolare condizione in presenza della quale l'anca, al momento del movimento, compie una sorta di scatto rumoroso. Nella maggior parte dei casi, l'anca a scatto è la conseguenza di un'eccessiva tensione dei muscoli che contribuiscono alla mobilità della stessa articolazione dell'anca; più raramente, è il risultato di una lesione intra-articolare di natura traumatica. In casi gravi l’anca scatto puo causare dolore e influire sulle attività e prestazion fisiche complessive : 3 tipi principali : Antero mediale : Provocata dal passaggio del tendine Ileopsoas sul piccolo trocantere o dal legamento ileo femorale che puo scattare sopra la testa del femore , provocando un rumore sordo e profondo Esterna : la piu comune ,legata al passaggio del tensore della fascia lata sul grande trocantere , palpabile e visibile come un corda che passa da una parte alla altra del gran trocantere. Ana a scatto intra articolare : l forma piu rara e grave m causata da lesione cartilaginea all’interno dell ‘articolazione quini è necessario intervenire chirurgicamente.
La banda ileotibiale è il tendine comune di due muscoli, il grande gluteo e il muscolo tensore della fascia lata. La banda ileotibiale è sia flessore che estensore del ginocchio, perché a ginocchio esteso si comporta come un estensore, cioè raddrizza il ginocchio, invece nel movimento di flessione scivola entrando in frizione con il condilo femorale, con il ginocchio flesso a 30 gradi, così da diventare un flessore del ginocchio; quindi a ginocchio esteso il tendine allocherà davanti all’epicondilo, a ginocchio flesso il tendine si troverà dietro all’epicondilo
Separa completamente la metà superiore da quella inferiore di una vertebra del tratto toracico;detta anche frattura da cintura è un Meccanismo traumatico :A causa di una improvvisa decelerazione, si viene ad esercitare sul rachide un momento flessorio brusco con fulcro su una vertebra toracica , ne risulta l’applicazione di una sollecitazione di tipo distruttivo/tensile a partire dal versante posteriore dei procesi spinosi propagandosi poi in avanti con frattura da schiacciamento del corpo vertebrale.
la lesione del leg crocia, avviene spesso per una violenta iper tensione o una rotazione forzata a compromettere anche il legamento poteriore e almeno uno di quelli laterali , ne consegue che anche i menischi laterale e mediale , possono essere danneggiati a seconda se il trauma avviene in valgismo con rotazione tibiale esterna o varismo con rotazione tibiale interna. una volta rotta il LCA nn guarisce ma va ricostruito con tendini prelevati da muscoli , quindi una sbagliata meccanica di ricostruzione puo portare a importanti ripercussioni per quanto riguarda la funzionalità e stabilita del ginocchio in flesso- estensione , in quando il LCA interviene in diversi meccanismi come lo screw-home meccanism , roll e slide. in caso di rottura il LCA non allungandosi provoca il tirare indietro dei condili femorali che durante la flesso-estensione provoca la degenerazione dei menischi ,
A causa del lungo periodo di inattività il quadricipite perde tono muscolare ,dovuto dal prelievo dal tendine rotuleo per ricostruzione. Essendo il quadricipite un muscolo antagonista LCA , quindi la sua contrazione provoca una traslazione anteriore della tibia , l’allenamento dobrebbe essere costruito in modo da non grvare sul ginocchioo , quind con esercizi come : contrazioni isometriche esercizi attivi contro una resistenza , con i lpeso posizionato sulla parte prossimale della tibia e con un massimo di 45 gradi contrazioni del quadricipite /flessori sia fuori che sotto carico esercizi cinetici a catena chiusa (tipo squat) angolo massimo di 45 gradi Man a mano che il dolore diminuirà aumenterà la mobilità , si puo quindi passare a esercizi in flessione / estensione isotonica a catena cinetica aperta che vanno da 0 a 45 gradi per 8 12 sett.
Perché, collaborano con il LCA essendo anche essi resisti tori alla traslazione della tibia. La contrazione eccentrica è particolarmente adatta a questo scopo , è molto utilizzato anche l’allenamento isotonico quindi mediante macchine che mantengono un carico di lavoro fisso tutto l’arco del movimento , dinamometri isocinetici , esercizi controllati funzionali di accelerazione – decelerazione.
Le fasi in cui si divide il processo di guarigione di un muscolo dopo una lesione acuta sono tre. La prima fase è rappresentata dalla distruzione, che è caratterizzata da rottura e necrosi delle fibre muscolari, dalla reazione infiammatoria e dalla formazione dell’ematoma. La seconda fare è rappresentata dalla riparazione, ossia la fagocitosi del tessuto cicatriziale connettivo e la proliferazione capillare e nervosa nella zona lesionata. La terza ed ultima fase consiste nel rimodellamento, ossia la maturazione delle fibre rigenerate, la contrazione, la riduzione e la riorganizzazione del tessuto cicatriziale. Per la guarigione della lesione risulta utile rieducare la muscolatura con una mobilizzazione lieve e lo stretching allo scopo di conferire una nuova elasticità al tessuto nella fase della riparazione. Lo stretching viene considerato fondamentale nella fase di rimodellamento del processo di guarigione.
La geometria del collo del femore è importante per la stabilità dell’anca in quanto la sua variazione va a modificare le linee di forza che agiscono su questa struttura. I fattori legati alla geometria del femore prossimale sono due, sul piano trasversale è possibile osservare l’angolo di antroversione del collo del femore e sul piano frontale l’angolo di inclinazione.
Entrambe sono fratture distali di radio ed ulna dovute ad una caduta sulla mano. La frattura di Colles è caratterizzata da un meccanismo traumatico di caduta sul palmo della mano in avanti o indietro (deformità del polso a dorso di forchetta). Nella frattura di Smith invece il meccanismo traumatico avviene con caduta sul dorso della mano e con polso in iperflessione (deformità a ventre di forchetta). La deformità a dorso di forchetta del polso è tipica della frattura di Colles ed èdovuta al fatto che i frammenti fratturati del radio distale sono spostati indietro rispetto all’avambraccio, mentre in quella di Smith avviene il contrario, a ventre di forchetta
Esistono due tipi di impigement, uno interno e uno esterno, essi si differenziano in base al fatto se essi si trovino all’interno o all’esterno la capsula dell’articolazione gleno-omerale. L’impingement esterno consiste nello schiacciamento del tendine sovraspinoso e della borsa sinoviale tra testa dell’omero e arco acromiale a causa di un restringimento dell’area sub- acromiale quando la spalla è addotta oltre i 60°
L’instabilità della caviglia è una condizione in cui il paziente avverte frequenti cedimenti della caviglia, specie quando cammina o corre su terreni irregolari questo disturbo è abbastanza frequente e la causa è spesso rappresentata da una distorsione. L’episodio distorsivo può causare una rottura dei legamenti nella parte esterna (instabilità meccanica con movimento della caviglia oltre il limite fisiologico dell’escursione articolare) oppure delle alterazioni patologiche all’internodell’articolazione (instabilità funzionale con sensazione soggettiva di cedimento), causando un’instabilità cronica di caviglia.L’instabilità della caviglia non è necessariamente causata da una rottura dei legamenti ma può essere il risultato di altre patologie come una lesione dei tendini peronieri o un tendine di Achille eccessivamente breve. Chi soffre di questo disturbo avverte dolore quando cammina e presenta un persistente gonfiore, per cui è opportuno rivolgersi ad un
L’articolazione femore tibiale non è particolarmente congruente in quanto i condili femorali hanno una forma convessa ,mentre le due fosse articolari sul piatto tibiale hanno una forma quasi piana. Quindi LCA e LCP guidano i confili nei movimenti di rotolamente e scivolamento durante la flesso-estensione del ginocchio atraverso un mecanismo che è stato modellato come un sistema a 4 barre interconnesse formate da LCA , LCP , la linea che congiunge le inserzioni femorali di LCA e LCP e la linea che congiunge le inserzoni tibiali di LCA e LCP. in un ginocchio sano , i legamenti crociati mantengono una lunghezza costante.
Possiamo classificare le lesioni da sport in due grandi categorie : LESIONI ACUTE : Sono la conseguenza di un trauma unico ed efficace che vince la resistenza meccanica delle strutture anatomiche (ossa, legamenti e capsule, muscoli, tendini) che vengono abnormemente sollecitate da forze o coppie di forze. LESIONI DA SOVRACCARICO : • le lesioni da sovraccarico (overuse injuries in inglese), o lesioni croniche, sono patologie di sovrassolecitazione funzionale di vari distretti (scheletrico, articolare, muscolare, tendineo) per fenomeni microtraumatici ripetuti nel tempo; ALLA base delle lesioni da sport ci sono due possibili fattori : Determinant i I fattori determinanti sono la causa diretta che determinano la lesione .Il fattore determinante, che coincide "meccanismo traumatico",generata dalla contrazione eccentrica che può causare una lesione acuta muscolare o tendinea che proviene o dall’ambiente esterno o autogenerata , vincendo la resistenza del tessuto anatomico interessato provocando la lesione. Fattori di rischio hche rappresentano tutti fattori che hanno contribuito al verificarsi dell’infortunio e si dividono in due sottocategorie : endogeni (predispongono all'ìnfortunio): caratteristiche intrinseche dell’individuo , MODIFICABILI con l’allenamento o non modificabili
La lesione del PAPE viene difficilmente diagnosticata in quanto avviene quasi sempre in concomitanza di altre lesioni e quindi è più facile diagnosticare le lesioni più evidenti rispetto alle lesioni a carico di PAPE e PAPI. La diagnosi avviene solo in seguito a test specifici di lassità, tramite risonanza magnetica e la ricostruzione del meccanismo traumatico da parte del paziente. La diagnosi precoce di una lesione del PAPE è di fondamentale importanza, perché, se restano lesionate, la ricostruzione dei crociati ha poche possibilità di successo, in quanto può rimanere l’instabilità rotatoria e compromettere la ricostruzione dei crociati. Una lesione del PAPE non diagnosticata e quindi non trattata, può portare a deformità come ginocchio recurvato e problematiche nella deambulazione come l’extensor thrust. Una diagnosi precisa si può fare solo dall’unione di questi tre fattori: ricostruzione del meccanismo traumatico da parte del paziente, risonanza magnetica e test
negli ultimi 30° avviene un’involontaria rotazione interna del femore chiamata “screw-home mechanism” che porta il ginocchio in bloccaggio in estensione; rotolamento e scivolamento dei condili femorali durante la flesso-estensione del ginocchio sono guidati dai legamenti crociati
In catena cinetica chiusa la flessione del ginocchio avviene con tibia fissa. La flesso-estensione è determinata da una combinazione di un movimento di rotolamento e scivolamento dei condili femorali sul piatto tibiale. Nei primi 25° di flessione avviene un rotolamento puro, in seguito i condili femorali ruotano posteriormente e scivolano anteriormente sul piatto tibiale con una simultanea rotazione esterna del femore, Rotolamento e scivolamento dei condili femorali durante la flesso-estensione del ginocchio sono guidati dai legamenti crociati
I muscoli estensori della colonna hanno un braccio di forza molto piccolo, quindi questi devono produrre uno sforzo maggiore per poter sollevare un carico. La forza del carico da sollevare si manifesta sulla colonna vertebrale con una componente compressiva. Essendo i muscoli inseriti sui processi spinosi, parte della tensione muscolare è trasferita sui dischi intervertebrali come forze compressive che si sommano alla forza compressiva generata dal carico esterno sulle vertebre lombari.
L’abduzione risulta dipendente da un perfetto sinergismo tra muscolo deltoide e cuffia dei rotatori, il deltoide innalza l’omero ma ciò porta la grande tuberosità omerale a scontrarsi con l’arco acromiale schiacciando il legamento coraco- acromiale, la cuffia dei rotatori che permette completare il movimento. Il muscolo sovra spinato traziona ed ancora la testa omerale nella fosse glenoidea, i muscoli sottospinato, sottoscapolare e piccolo rotondo fissano la testa e allo stesso tempo la fanno ruotare, permettendo di sfuggire all’impatto con il legamento coraco-acromiale
La morsa crurale è una articolazione costituita dal malleolo laterale e mediale (perone e tibia).. Una lesione dei legamenti porterebbe uno slargamento della pinza tibio-peroneale con conseguenti instabilità dell’articolazione tibio-astragalica in tutti i suoi movimenti
Il muscolo sovraspinato, i muscoli sottospinato, sottoscapolare e piccolo rotondo.
Lesioni acute da trauma discorsivo:trauma piu comune che porta lesioni acute della caviglia .questo puo avvenire in supinazione del piede , in inversione del piede , in eversione del piede , o in torsione della gamba con piede fisso al suolo. al meccanismo traumatico discorsivo possono associarsi lesioni acute di diversi tessuti Lesioni tendinee lesioni legamentose lesioni osteocondrali lesioni ossee Lesioni acute tendinee:l esioni acute dei tendini dei peronieri, sono interessati anche da lesioni da sovraccarico) le lesioni dei tendini dei muscoli peronieri lungo e breve e può avvenire in concomitanza ad un trauma distorsivo in inversione/supinazione del piede: la lesione è provocata dall'elevata tensione eccentrica generata dalla contrazione attiva di questi muscoli (che si oppongono alla supinazione anomala) mentre vengono allungati dalla supinazione forzata; Lesioni acute legamentose : lesione del compartimento laterale. leg. Fibuloastragalico anteriore il mecc traumatico è la supinazione del piede , quindi inversione + fless , plantare + rotazione esterna del piede leg. Fibulocalcaneare , mecc traumatico inversione del piede leg deltoideo : mec traumatico è leversione del piede lesione compartimento anteriore :lesione del leg. Fibulotibiale anteriore e della sindesmosi con associata frattura obliqua o spiroidea della fibula mecc. Traumatico : torsione (esterna) della gamba con piede fisso al suolo
È una patologia infiammatoria da sovraccarico della sinfisi pubica ed è una delle tre possibili cause della pubalgia. I fattori scatenanti possono essere estrinsechi, ad esempio le calzature, fattori tecnici, sovrallenamento, errata esecuzione del gesto tecnico; ed intrinsechi, ad esempio errato appoggio del piede, iperlordosi lombare, squilibrio muscolare. Gli atleti maggiormente esposti sono i calciatori, pattinatori a rotelle che praticano corse su lunghe distanze
Può essere predisposto un programma di ginnastica posturale, l’uso di suolette o ricorrere all’osteopatia. Inoltre può essere impostato un allenamento partendo dalla valutazione di eventuali dismetrie degli arti, paramorfismi della colonna vertebrale o alterazioni dell’appoggio del piede a terra, mirando a ristabilire la stabilità del cingolo pelvico
mirati all'aumento del controllo attivo sia cosciente (corteccia celebrale) che riflesso (midollo spinale) dell'articolazione (che permette di prevenire, grazie all'intervento muscolare, inversioni anomale della caviglia); hanno ruolo di prevenzione – fattori predisponenti i traumi discorsivi - Hanno due scopi : allenare le azioni anticipatorie quando si capisce che sta sopraggiungendo instabilità .queste sono a
notevoli rendendo rare le lesioni a qiuesto tratto Mentre , i leg. Del compartimento laterale cioè : Fibulo-astragalico anteriore Fibulo – astragalico posteriore Fibulo calcaneare Sono meno resistenti alle sollecitazioni meccaniche , infatti la magg, parte delle lesioni avviene in questo tratto. Resistono alle forze in inversione e rotazione interna.
fattori intrinseci: consistono nell'allenabilità delle caratteristiche neuromuscolari dell'articolazione e consistono nell'esecuzione di esercizi mirati all'aumento della flessibilità dell'articolazione (un RoM limitato risulta in un'articolazione che ha un margine minore di escursione durante un'inversione anomala della caviglia e, quindi, una maggiore probabilità di lesione legamentosa) ed esercizi propriocettivi (equilibrio monopodalico su tavolette basculanti, superfici cedevoli etc..) mirati all'aumento del controllo attivo sia cosciente (corteccia celebrale) che riflesso (midollo spinale) dell'articolazione (che permette di prevenire, grazie all'intervento muscolare, inversioni anomale della caviglia); fatt estrinseci :; uso di calzature adeguate ed evitare pratica motoria su superfici irregolari
l’efficacia del lavoro di recupero, in quanto è in grado di determinare se i muscoli della cuffia dei rotatori lavorano in modo sincrono per poter dare stabilità dinamica necessaria per il movimento corretto della spalla, in quanto una alterazione di questo ritmo puo essere indice di disfunzioni dei muscoli motori in seguito ad eventi di natura traumatica.
Il ritmo scapoloomerale consiste in un susseguirsi di azioni per permettere l’abduzione completa del braccio sul piano frontale. Il ritmo scapolo-omerale ha tre funzioni principali: innanzitutto aumenta la mobilità della spalla in abduzione e flessione; poi previeneil conflitto tra la testa dell’omero e acromion evitando lo schiacciamento dei tessuti tendinei e legamentosi sotto-acomiali; infine aumenta la stabilità della spalla.
SHM si intende l’involontaria rotazione interna di 10 gradi del femore che consente ai condili femorali di bloccarsi sul piatto
tibiale permettendo la completa estensione del ginocchio ,dandogliauto-stabilità a ginocchio completamente steso. Avviene negli ultimi e nei primi 30 gradi di flessione del femore sul piatto tibiale, per sblocare questo meccanismo interviene il muscolo popliteo che compie il movimento opposto ovvero di rotazione esterna , i fattori che determinano questo meccanismo sono 3 la forma del condilo femore mediale , che guida la rotazione interna l’azione del legamento crociato anteriore , che applica una tensione passiva ; la direzione di trazione del quadricipite.
È una lesione muscolo-tendinea da sovraccarico cronico o da un evento traumatico, che presenta dolore nella regione pubica provocata da una tendinopatia inserzionale dei muscoli adduttori dell’anca che si inseriscono sull’osso pubico. Gli atleti maggiormente esposti sono i calciatori, gli atleti che svolgono sport su ghiaccio, ad esempio hockey e pattinaggio
neuropatie dello sportivo sindrome del tunnel carpale : manifesta in atleti che impiegano in modo elevato il flessore del carpo della mano e delle dita. la causa :ispessimento dei tendini dei muscoli flessori a causa di tenosinoviti acute e croniche paralisi del ciclista Causata da microtraumi ripetuti e reiterati per lungo tempo ,(oscillazione della bici a terreno sconnesso scaricate poi sul manubrio ). paralisi del bowler :compressione dei rami digitali del nervo mediano delle fita , causata dalla ripetitività del movimento ( lancio del bowling) causa ispessimento dei tessuti molli in prossimità del nervo causandone la compressione sindrome da impingement dorsale del polso : infiammazione dei tendini del pollice , causata da traumi da impatto ripetuti com il bagher-pallavolo- malattia di De Quervain :definito polso del ginnasta conflitto ulno-carpale causato da una flessione della fibrocartilagine triangolare
Lo stiramento rientra nelle lesioni muscolari indirette, dopo lo stiramento la contrattura è un azione riflessa dovuta al fatto che la lesione comporta una rottura del reticolo endoplasmatico e una conseguente uscita degli ioni di calcio. Di conseguenza per ottemperare a tale fattore si ricorre al massaggio decontratturante, il quale rappresenta un tipo di massaggio profondo che agisce in profondità sui tessuti connettivi e muscolari, con lo scopo di sciogliere le contratture e le tensioni della muscolatura. Nello specifico, nel caso dello stiramento esso agisce riscaldando i tessuti e favorendo la decontrazione del muscolo, migliorandone l’estensibilità, riattivando la circolazione del sangue e riducendo notevolmente il dolore.
menischi sono attaccati al piatto tibiale con i loro corni anteriori e posteriori mediante i legamenti coronari (o meniscotibiali); questi legamenti sono poco tesi per permettere ai menischi di muoversi per seguire i condili femorali durante la flesso-estensione e rotazione interna/esterna del ginocchio; il legamentot trasverso unisce invece i corni anteriori dei due menisch a entrambi i menischi arrivano anche estensioni tendinee del tendine rotuleo anteriormente (a sinistra e al centro) e del semimembranoso (SEM) posteriormente, mentre il popliteo (PM) che si attacca al corno posteriore del menisco laterale (a sinistra); grazie a questo, i muscoli aiutano a stabilizzare attivamente la posizione dei menischi durante i movimenti del
per poter prevenire qualsiasi rischi nel sollevare un carico da terra possono essere attuate quattro soluzione. La prima, diminuire il più possibile il braccio della forza del carico da sollevare, avvicinando il carico al fulcro. La seconda, utilizzare la contrazione degli addominali, perché la pressione elevata è contenitiva per le ernie e alleggerisce la colonna vertebrale di parte del carico. La terza, mantenere il più possibile le curve fisiologiche della colonna vertebrale. Infine la quarta, cercare di non estendere il rachide, ossia bisogna cercare di non far lavorare gli estensori de rachide, sollevando il carico usando gli estensori del ginocchio e i flessori dell’anca.
i metodi di stabilizzazione della spalla sono tre. Il primo instabilità traumatica unidirezionale, che è conseguente ad una lussazione e necessità di un trattamento chirurgico per ridare stabilità all’articolazione. Il secondo, instabilità minore, a sua volta distinta in instabilità microtraumatica acquisita causata da microtraumi ripetuti e accumulati nel tempo e instabilità minore, che deriva da periodi di lunga immobilizzazione. La terza è l’instabilità atraumatica multidirezionale che non è conseuente a nessun trauma acuto ma è causata da lassità legamentosa
La stabilità dell’anca protesizzata è basata sul corretto rapporto tra le componenti e sul mantenimento dell’equilibrio muscolo-legamentoso, è fondamentale per la funzione articolare e per il successo a lungo termine dell’impianto in termini di integrazione e di rimodellamento osseo
i tutori per gli arti inferiori sia essi per ginocchio o caviglia (in gerco, rispettivamente, ginocchiera e cavigliera), si possono classificare in:
Nei traumi distorsivi della caviglia in inversione del piede si lesionano prima i legamenti che controllano l'inversione dell'articolazione tibiotarsica perchè l'articolazione subtalare l'inversione fisiologica ce l'ha e quindi può in parte assecondare il meccanismo traumatico; questo è anche il motivo perchè il leg. fibulocalcaneare (prettamente subtalare) si lesiona meno spesso del leg. fibuloastragalico anteriore (che è anche tibiotarsico) nei traumi distorsivi in inversione
Costituita da: - Due vertebre adiacenti
Per valutare tale patologia vanno valutati i fattori estrinsechi e i fattori intrinsechi. All’origine di questa patologia si riscontrano tre cause, osteite pubica, ernia da sport e sindrome retto-adduttoria. La diagnosi è quasi sempre di tipo clinico e si possono effettuare anche dei test diagnostici come radiografie, ecografie, risonanze magnetiche con mezzo di contrasto