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Introduzione al Diritto: Concetti Fondamentali e Forme di Stato - Prof. D’alelio, Panieri di Diritto

Domande aperte diritto pubblico, professore D’Alelio Roberto

Tipologia: Panieri

2020/2021

In vendita dal 06/03/2021

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Quali sono le caratteristiche delle norme giuridiche?
La Norma Giuridica si caratterizza per i suoi elementi peculiari:
Generalità: in quanto la norma deve rivolgersi alla generalità degli individui;
Astrattezza: in quanto prendono in considerazione fattispecie astratte a cui dovranno ricondursi casi
concreti;
Novità: poiché pone prescrizioni prima inesistenti o se esistenti mutandone la fonte.
Esteriorità: poiché oggetto della norma è l’azione del soggetto che si manifesta all’esterno a nulla valendo
gli elementi interni (psichici o morali) che spingono all’azione.
Imperatività: in quanto l’osservanza della norma è assicurata da un sistema sanzionatorio.
Positività: in quanto create da organi o soggetti a ciò legittimati.
Che cosa si intende per ordinamento giuridico?
L’ordinamento giuridico non può che definirsi pertanto come l’insieme di regole di condotta (Norme
Giuridiche), atte a mantenere un ordine e regolare i rapporti tra gli appartenenti alla comunità sociale che
la compongono secondo criteri sistematici. Gli ordinamenti giuridici possono essere classificati in più forme
in quanto molteplici possono essere i gruppi sociali che lo compongono. I criteri utilizzati per la
classificazione sono: L’intensità del vincolo che lega gli associati; La natura del vincolo con i soggetti
dell’associazione; Il collegamento con un territorio; Il fine perseguito; La fonte dell’ordinamento.
Quali sono gli elementi essenziali della norma giuridica?
La Norma Giuridica costituisce una regola di condotta precostituita in astratto volta a regolamentare
i rapporti di un gruppo sociale.
La Norma Giuridica si caratterizza per i suoi elementi peculiari:
a) Generalità: in quanto la norma deve rivolgersi alla generalità degli individui;
b) Astrattezza: in quanto prendono in considerazione fattispecie astratte a cui dovranno ricondursi
casi concreti;
c) Novità: poiché pone prescrizioni prima inesistenti o se esistenti mutandone la fonte.
d) Esteriorità: poiché oggetto della norma è l’azione del soggetto che si manifesta all’esterno a
nulla valendo gli elementi interni (psichici o morali) che spingono all’azione.
e) Imperatività: in quanto l’osservanza della norma è assicurata da un sistema sanzionatorio.
f) Positività: in quanto create da organi o soggetti a ciò legittimati.
Concetto di cittadinanza e modi di acquisto.
La cittadinanza è la condizione che attraverso l’ordinamento giuridico attribuisce una
serie di diritti e doveri ad un individuo della comunità. I criteri più diffusi per l’acquisto della cittadinanza
sono:
a) nascita: può essere cittadino di uno Stato colui che ha un genitore già in possesso
della cittadinanza (ius sanguinis) oppure colui che nasce sul territorio dello Stato (ius
soli);
b) estensione: per il quale può essere acquisita la cittadinanza per fatti successivi alla
nascita (per adozione, matrimonio);
c) concessione dello Stato, subordinata al verificarsi di condizioni o fatti particolari.
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Quali sono le caratteristiche delle norme giuridiche? La Norma Giuridica si caratterizza per i suoi elementi peculiari: Generalità: in quanto la norma deve rivolgersi alla generalità degli individui; Astrattezza: in quanto prendono in considerazione fattispecie astratte a cui dovranno ricondursi casi concreti; Novità: poiché pone prescrizioni prima inesistenti o se esistenti mutandone la fonte. Esteriorità: poiché oggetto della norma è l’azione del soggetto che si manifesta all’esterno a nulla valendo gli elementi interni (psichici o morali) che spingono all’azione. Imperatività: in quanto l’osservanza della norma è assicurata da un sistema sanzionatorio. Positività: in quanto create da organi o soggetti a ciò legittimati. Che cosa si intende per ordinamento giuridico? L’ordinamento giuridico non può che definirsi pertanto come l’insieme di regole di condotta (Norme Giuridiche), atte a mantenere un ordine e regolare i rapporti tra gli appartenenti alla comunità sociale che la compongono secondo criteri sistematici. Gli ordinamenti giuridici possono essere classificati in più forme in quanto molteplici possono essere i gruppi sociali che lo compongono. I criteri utilizzati per la classificazione sono: L’intensità del vincolo che lega gli associati; La natura del vincolo con i soggetti dell’associazione; Il collegamento con un territorio; Il fine perseguito; La fonte dell’ordinamento. Quali sono gli elementi essenziali della norma giuridica? La Norma Giuridica costituisce una regola di condotta precostituita in astratto volta a regolamentare i rapporti di un gruppo sociale. La Norma Giuridica si caratterizza per i suoi elementi peculiari: a) Generalità: in quanto la norma deve rivolgersi alla generalità degli individui; b) Astrattezza: in quanto prendono in considerazione fattispecie astratte a cui dovranno ricondursi casi concreti; c) Novità: poiché pone prescrizioni prima inesistenti o se esistenti mutandone la fonte. d) Esteriorità: poiché oggetto della norma è l’azione del soggetto che si manifesta all’esterno a nulla valendo gli elementi interni (psichici o morali) che spingono all’azione. e) Imperatività: in quanto l’osservanza della norma è assicurata da un sistema sanzionatorio. f) Positività: in quanto create da organi o soggetti a ciò legittimati. Concetto di cittadinanza e modi di acquisto. La cittadinanza è la condizione che attraverso l’ordinamento giuridico attribuisce una serie di diritti e doveri ad un individuo della comunità. I criteri più diffusi per l’acquisto della cittadinanza sono: a) nascita: può essere cittadino di uno Stato colui che ha un genitore già in possesso della cittadinanza (ius sanguinis) oppure colui che nasce sul territorio dello Stato (ius soli); b) estensione: per il quale può essere acquisita la cittadinanza per fatti successivi alla nascita (per adozione, matrimonio); c) concessione dello Stato, subordinata al verificarsi di condizioni o fatti particolari.

Quali sono i caratteri dello Stato Liberale? Lo Stato liberale è il frutto del superamento dello Stato assoluto a seguito delle rivoluzioni intervenute (1968-69 in Inghilterra, 1776 negli Stati Uniti d’America,1789 Rivoluzione francese). Si caratterizza: a) Legittimazione del potere in ambito popolare in quanto espressa volontà dei consociati ; b) Divisione dei poteri secondo il modello della tripartizione delle funzioni statali (funziona legislativa, esecutiva, giudiziaria); c) Assoggettamento dei pubblici poteri alla legge (anche detto Stato di diritto). Quali sono gli elementi dell'ordinamento statale? Lo Stato si compone di tre elementi essenziali: Popolo, Territorio e Sovranità. Tutti e tre gli elementi devono coesistere per poter considerare un Gruppo Sociale uno Stato. Il termine popolo indica la comunità di individui cui l’ordinamento giuridico statale attribuisce lo status di cittadino. Il territorio rappresenta la sede su cui è stabilmente organizzata la comunità statale e su cui lo Stato esercita la propria sovranità. La sovranità può essere definita come la supremazia del potere dello Stato rispetto ad ogni altro potere costituito sul proprio territorio e la sua indipendenza rispetto ai poteri esterni. Cosa esprime il concetto di sovranità? La sovranità può essere definita come la supremazia del potere dello Stato rispetto ad ogni altro potere costituito sul proprio territorio e la sua indipendenza rispetto ai poteri esterni. Da questa definizione si deduce che lo Stato esercita sul proprio territorio l’uso legittimo della forza (monopolio della forza) sia imponendo la propria azione al suo interno che resistendo ad interferenze esterne. Il monopolio della forza viene esercitato sia in forma diretta attraverso l’organizzazione di tribunali e forze di polizia, reagendo in maniera coattiva a chi trasgredisce alla legge, attraverso forze armate per resistere ad attacchi esterni; sia in forma indiretta in quanto si pone come unico soggetto in grado di legittimare ad altri l’uso della forza. Cosa si intende per Forma di Stato? L’espressione “Forma di Stato” indica il rapporto che intercorre tra chi detiene il potere e coloro che ne sono assoggettati, e quindi il rapporto che si realizza fra autorità e libertà. Da questa definizione si deduce che la forma di Stato riguarda il modo in cui viene organizzato il rapporto tra i cittadini ed il potere politico ed i fini che ne vengono perseguiti. A seconda di come vengono organizzati tra loro questi elementi e dei fini perseguiti si possono individuare varie forme di Stato che si sono succedute nei secoli. Nel corso della storia si possono individuare le seguenti forme di Stato: Stato assoluto; Stato liberale; Stato sociale; Stato autoritario; Stato socialista; Stato costituzionale.

Cos'è la ratifica? La ratifica è l’istituto giuridico mediante il quale un soggetto (lo Stato) fa propri gli effetti di un negozio (in questo caso l’accordo) concluso con terzi (altri Stati). Solo i trattati richiedono l’istituto della ratifica essendo sufficiente per gli accordi in forma semplificata la semplice firma. Con quali procedimenti l'ordinamento pattizio internazionale viene immesso all'interno dell'ordinamento statale? L’adattamento dell’ordinamento interno di uno Stato all’ordinamento internazionale può avvenire attraverso tre modalità: a) ricorso a procedimenti ordinari di produzione giuridica, cioè il legislatore nazionale adotta norme il cui contenuto è dato dagli obblighi internazionali assunti. Di solito lo strumento utilizzato è la legge ordinaria; b) ricorso a procedimento speciale, cioè viene approvata una legge che dispone l’adattamento dell’ordinamento interno ai vincoli internazionali attraverso l’ordine di esecuzione “piena e intera esecuzione è data al trattato”. In questo caso il testo del trattato è allegato all’ordine di esecuzione che generalmente è una legge ordinaria; c) adattamento in forma automatica, cioè l’adesione alle norme internazionali avviene mediante nessun atto statale ma in forma automatica. In questo caso l’adattamento e immediato, diretto e continuo. Affinchè possa operare un meccanismo del genere occorre però che l’ordinamento interno lo disciplini Cos'è l'adattamento automatico? L’adattamento in forma automatica è una delle modalità mediante cui avviene l’adattamento dell’ordinamento interno di uno stato a quello internazionale e consiste nell’adesione alle norme internazionali attraverso nessun atto statale ma in forma automatica. In questo caso l’adattamento e immediato, diretto e continuo. Affinchè possa operare un meccanismo del genere occorre però che l’ordinamento interno lo disciplini (Es. nella Costituzione italiana è previsto dall’art. 10.1). Cos'è il principio dell'autotutela? Il principio dell’autotutela consiste nella protezione degli interessi dei soggetti dell’ordinamento attraverso il quale il singolo soggetto è autorizzato a ricorrere ad atti coercitivi (uso della forza militare, sanzioni economiche, etc.) per attuare i propri diritti. Quali sono le fonti derivate dell'UE? Il sistema delle fonti derivate dell’UE è così composto: i Regolamenti: rappresentano la legge ordinaria dell’UE; hanno portata generale e sono applicabili in tutti gli stati membri; sono direttamente recepite dagli Stati; le Direttive: si tratta di atti che vincolano gli Stati membri al raggiungimento di un obiettivo finale; gli Stati possono utilizzare le proprie fonti normative per raggiungere i fini dettati dalla Direttiva; le Decisioni: sono atti che hanno una portata specifica o generale e possono indirizzarsi agli Stati membri ma anche a destinatari individuati; le Raccomandazione e i pareri: non sono vincolanti, sono atti di indirizzo politico.

Cos'è il principio di sussidiarietà? L’Unione Europea esercita le competenze che le spettano applicando il principio di sussidiarietà, cioè l’UE interviene solo se i suoi obiettivi non possono essere perseguiti in maniera sufficiente dagli stati, ed il principio di proporzionalità, cioè che l’intervento dell’Unione non può andare oltre di quanto necessario per raggiungere un obiettivo. Su quali principi si basa la produzione normative dell'UE? La produzione normativa dell’Unione quindi può intervenire solo nelle materie assegnate (principio di attribuzione), il resto delle materie sono di competenza degli Stati. Inoltre l’Unione esercita le competenze che le spettano applicando il principio di sussidiarietà, cioè l’UE interviene solo se i suoi obiettivi non possono essere perseguiti in maniera sufficiente dagli stati, ed il principio di proporzionalità, cioè che l’intervento dell’Unione non può andare oltre di quanto necessario per raggiungere un obiettivo. Cosa sono le Direttive? Le Direttive sono atti che vincolano gli Stati membri al raggiungimento di un obiettivo finale; gli Stati possono utilizzare le proprie fonti normative per raggiungere i fini dettati dalla Direttiva. Cosa sono e quali sono i Trattati istitutivi dell'UE? L’Unione Europea non è il frutto di un singolo accordo tra Stati in un determinato periodo storico, ma il prodotto di un percorso di evoluzione, partito molto prima del Trattato di Maastricht e durato circa 40 anni. 1951 Trattato di Parigi – Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) - Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi. 1957 Trattato di Roma – Comunità economica europea (CEE) ed Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM) 19 92 Trattato di Maastricht – Unione Europea 2001 Trattato di Nizza 2007 Trattato di Lisbona Il percorso di strutturazione e crescita dell’Unione Europea ha visto nel corso degli anni un allargamento dei campi di azione e di intervento dell’Unione sia nella sfera statale che dei singoli individui. Inoltre, negli anni, le adesioni degli Stati membri sono cresciute (27 membri con l’entrata in vigore di Romania e Bulgaria il 1° gennaio 2007). Cosa sono i Regolamenti? I Regolamenti rappresentano la legge ordinaria dell’UE; hanno portata generale e sono applicabili in tutti gli stati membri; sono direttamente recepite dagli Stati.

letterale o testuale attraverso il quale si attribuisce alle disposizioni il significato proprio delle parole, così come risulta dall’uso comune e dalle connessioni sintattiche fra le stesse; teleologica, secondo il fine o l’intenzione del legislatore che l’ha formulata; logico-sistematica, secondo la connessione tra la disposizione da interpretare con altre disposizioni ed in relazione a di principi fondamentali dell’ordinamento. analogica, quando occorre rimediare a vuoti o lacune normative si utilizza l’analogia che consiste nell’applicare a un caso non previsto una disciplina prevista per casi simili; autentica, quando il legislatore interviene con una legge volta proprio a chiarire il significato di una disposizione di dubbio significato. Che differenza sussiste tra abrogazione e annullamento di una norma? L’abrogazione è quel fenomeno giuridico in base al quale una norma o una disposizione di essa viene revocata per porre fine alla sua vigenza circoscrivendola sua efficacia e la sua applicabilità nel tempo. Quando le norme in contrasto provengono da fonti diverse (Es. Costituzione e legge ordinaria) prevale la norma posta dall’ordinamento in posizione gerarchicamente superiore. In questo caso, diversamente dal criterio cronologico, la norma soccombente non si considera abrogata ma invalida e dunque soggetta da annullamento, in quanto nella sua formazione non si è tenuto conto dell’ordine gerarchico delle fonti. L’invalidità diversamente dall’abrogazione determina l’eliminazione dall’ordinamento dell’atto e la caducazione di ogni efficacia prodotta nel futuro e nel passato (ad eccezione dei rapporti esauriti). Cos'è l'analogia? L’analogia interviene in caso di lacune normative nell’ordinamento. In questo caso l’interprete può intervenire in due modi: analogia legis, quando la lacuna può essere colmata rinviando alla disciplina dettata per un caso simile; analogia iuris, quando la lacuna non può essere colmata con casi simili in quanto mancano norme apposite, occorre ricorrere ai principi generali dell’ordinamento giuridico, ricavabili per via interpretativa dalla norme giuridiche vigenti. L’analogia conosce limiti per le leggi penali e per le leggi speciali. Cosa sono le fonti e come vengono classificate? Fonti di produzione del diritto sono quei fatti o atti ai quali l’ordinamento assegna la capacità di produrre norme giuridiche. Queste si dividono in: Fonti Fatto, ovvero fonti non scritte ma determinate da comportamenti umani non volontari o eventi naturali atti a produrre diritto; Fonti Atto, ovvero atti normativi prodotti da organi o enti nell’esercizio di poteri attribuiti dall’ordinamento. Fonti sulla produzione sono quelle norme che individuano gli organi e le procedure di produzione del diritto; Fonti di cognizione sono quegli strumenti idonei a far conoscere le fonti di produzione. Tra le fonti di cognizione è possibile distinguere le forme di pubblicazione in: Necessarie (legali o privilegiate) che precedono o condizionano l’entrata in vigore della norma stessa; Non necessarie (notiziali) che non incidono sull’effettività della norma. Quali sono i caratteri del Decreto Legge? Il Decreto legge secondo quanto disposto dall’art.77 della Costituzione: a) deve avere i caratteri della necessità ed urgenza; b) deve essere presentato al Parlamento per la conversione lo stesso giorno in cui è emanato; c) la sua efficacia è di 60 gg. decorsi i quali in caso di mancata conversione perde efficacia dall’inizio.

Quali sono i caratteri del Decreto Legislativo? L’art. 76 della Costituzione consente al Parlamento di delegare l’esercizio della funzione legislativa al Governo. La legge di delega deve contenere: a) l’oggetto della delega ben definito; b) i principi e le direttive al quale il Governo deve attenersi; c) il termine entro il quale esercitare la delega. Dopo aver ricevuto la legge delega il Governo può emanare il Decreto legislativo. Esistono limiti all’utilizzo del decreto legislativo:

  1. limite razionale, volto ad evitare che il Governo possa emanare atti che rendano di difficile distinzione i ruoli tra Parlamento e Governo;
  2. limite tecnico-giuridico, per cui non possono essere delegate materie riservate alla legge costituzionale Cos'è la legge delega? L’art. 76 della Costituzione consente al Parlamento di delegare l’esercizio della funzione legislativa al Governo. La legge di delega deve contenere: a) l’oggetto della delega ben definito; b) i principi e le direttive al quale il Governo deve attenersi; c) il termine entro il quale esercitare la delega. Dopo aver ricevuto la legge delega il Governo può emanare il Decreto legislativo. Cosa si intende per Riserva di legge e come si differenzia? La Costituzione assegna alla legge importanti materie mediante le riserve di legge. Il legislatore dunque è vincolato: a) ad intervenire attraverso la legge non potendo rinviare a fonti di rango inferiore nel caso di riserva di legge; b) ad intervenire in maniera completa per evitare che le autorità amministrative e giurisdizionali intervengano in maniera sussidiaria. L’istituto della riserva di legge non è omogeneo potendosi differenziare in vari modi: a) riserva di legge assoluta: quando l’intera disciplina di una materia è affidata esclusivamente alla legge; b) riserva di legge relativa: quando alla legge è demandato solo il compito di disciplinare la materia in via essenziale; c) riserva di legge rinforzate: quando la Costituzione nel riservare la materia alla legge ne fissa anche ulteriori limiti e condizioni. Qual è la classificazione delle fonti nell'Ordinamento Italiano? Le fonti dell’ordinamento italiano possono essere elencate in maniera descrittiva nel seguente modo: la Costituzione e le fonti costituzionali; le fonti dell’Unione Europea; le fonti legislative ordinarie e le fonti legislative equiparate; il referendum abrogativo; le fonti espressione di autonomia degli organi costituzionali; le fonti regolamentari; le fonti del diritto regionale; le fonti degli enti locali; le fonti delle autonomie collettive; le fonti fatto. Cosa si intende per legge ordinaria? Le leggi ordinarie si intendono gli atti legislativi deliberati dal Parlamento connotati della forza di legge, secondo un dato procedimento disciplinato dall’art. 70 e ss. della Costituzione.

Quali sono i limiti alla revisione Costituzionale? Nonostante la presenza di leggi di revisione costituzionale, volte a modificare il testo costituzionale mediante un procedimento di formazione aggravato (vedremo in seguito), esistono tuttavia dei limiti alla revisione della Costituzione. Limiti espressi come stabilito dall’art. 139 “la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale” ma anche limiti impliciti che fanno riferimento ai principi supremi dell’ordinamento costituzionale cha la Corte Costituzionale ha richiamato nella sent. n. 1146 del 1988. Cos'è la legge di conversione? La legge di conversione è l’atto con cui il Parlamento si riappropria della funzione legislativa esercitata dal Governo. La legge di conversione è il procedimento mediante quale il contenuto del decreto legge viene adottato da una legge ordinaria (novazione della fonte). In sede di conversione le Camere possono anche apportare emendamenti al testo del decreto che tuttavia avranno efficacia solo per il futuro. Quali sono le materie sottratte al Referendum abrogativo? Limiti all’utilizzo del referendum sono posti per l’abrogazione: delle leggi di bilancio; delle leggi di amnistia e indulto; delle leggi di ratifica dei trattati internazionali; delle leggi tributarie. La Corte Costituzionale ha nel tempo posto ulteriori limiti allo strumento referendario per: a) eterogeneità del quesito; b) oscurità dei risultati; c) leggi rinforzate o atipiche; d) leggi costituzionalmente obbligatorie; e) leggi a contenuto costituzionalmente vincolato; f) leggi collegate a quelle previste dall’art. 75 della Costituzione; g) leggi vincolate dall’ordinamento dell’Unione Europea. Quali sono le caratteristiche del referendum abrogativo? Il referendum abrogativo è disciplinato dall’art. 75 della Costituzione. E’ noto come il più importante strumento di democrazia diretta. Il referendum abrogativo può essere richiesto: a) da 500.000 elettori; b) 5 Consigli Regionali. La sua funzione è sottoporre una legge o atto avente forza alla abrogazione parziale o totale. Limiti all’utilizzo del referendum sono posti per l’abrogazione: delle leggi di bilancio; delle leggi di amnistia e indulto; delle leggi di ratifica dei trattati internazionali; delle leggi tributarie. Perché il referendum abrogativo è fonte del diritto? Il referendum abrogativo costituisce una fonte autonoma del diritto: esso infatti dispone della capacità di innovare il diritto oggettivo in negativo, perché abroga disposizioni preesistenti di leggi o di atti aventi forza di legge.

Quali sono le fonti secondarie nell'ordinamento italiano? I Regolamenti sono fonti secondarie del diritto emanati dal potere esecutivo (Governo, Ministri, Pubblica Amministrazione, Regione ed Enti locali). In base all’art. 17 della l.400/1988 è possibile classificare i regolamenti in: regolamenti governativi; regolamenti ministeriali; regolamenti interministeriali. Quali sono i caratteri della Costituzione Italiana? La Costituzione Italiana è : lunga, in quanto disciplina il funzionamento dei singoli organi e esplicita in maniera ampia i diritti dei cittadini; rigida, cioè modificabile solo con leggi costituzionale ed un procedimento aggravato; programmatica, nel senso che non si limita a stabilire l’organizzazione ed il funzionamento dello Stato ma ne fissa anche gli obiettivi da raggiungere; votata, in quanto adottata da un organo rappresentativamente eletto. Quali sono gli organi costituzionali? Gli organi costituzionali dello Stato sono quegli organi dotati di una posizione di autonomia qualificata che partecipano in modo diverso alla funzione politica. Sono organi costituzionali:

  • Camera dei deputati e il Senato della Repubblica;
  • il Presidente della Repubblica;
  • il Governo;
  • la Corte Costituzionale. Quali sono i caratteri fondamentali degli organi costituzionali? I caratteri fondamentali degli organi costituzionali sono:
  • la sovranità, cioè sono titolari della funzione di indirizzo politico;
  • la rappresentatività, in quanto rappresentativi del corpo elettorale;
  • la necessarietà, cioè sono indispensabili per il funzionamento dell’ordinamento;
  • l’indipendenza, in quanto non possono subire influenze da parte di altri organi;
  • l’indefettibilità, cioè non possono essere sostituiti da latri organi. Quali sono le cause di incompatibilità? L’incompatibilità si ha quando una persona non può ricoprire contemporaneamente due cariche. Chi si trova in questa condizione deve optare per una delle due. E’ incompatibile con lo status di parlamentare l’assunzione delle seguenti cariche:
  • Presidente della Repubblica;
  • membro del Consiglio Superiore della Magistratura;
  • membro di un Consiglio o Giunta Regionale;
  • membro del Parlamento Europeo;
  • membro del CNEL;
  • membro di organo di Stati esteri;
  • qualsiasi carica elettiva monocratica in Comuni con più di 5000 abitanti. Qual è la differenza tra elettorato attivo e passivo? L’elettorato attivo è definito come la capacità di votare. Per essere elettori occorre: la cittadinanza italiana e la maggiore età; Limiti alla capacità di voto sono dati per: incapacità civile; effetto di sentenza penale irrevocabile; casi di indegnità morale indicati dalla legge. L’elettorato passivo consiste nella capacità di ricoprire cariche elettive. Vi sono delle situazione che per legge limitano questa capacità: cause di ineleggibilità e cause di incompatibilità.

Quali sono le caratteristiche del Parlamento? Il Parlamento nel sistema costituzionale italiano è un organo: costituzionale (si rimanda per la definizione alla lezione sull’ordinamento costituzionale italiano); complesso , in quanto è costituito da due organi distinti, le Camere; collegiale , in quanto sia il Parlamento nel suo complesso, sia gli organi che lo compongono agiscono collegialmente; rappresentativo , in quanto la scelta dei membri avviene mediante modalità elettiva e rappresenta dunque il corpo elettorale. In quali occasioni si riunisce il Parlamento in seduca comune? Il Parlamento in seduta comune è formato dai membri di entrambe le Camere riuniti nell’aula della Camera dei Deputati per fini predeterminati dalla Costituzione. Il Parlamento in seduta comune svolge le seguenti funzioni: a) elegge il Presidente della Repubblica (assieme ai delegati regionali); b) può mettere in stato di accusa il Presidente della Repubblica; c) elegge un terzo dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura; d) elegge un terzo dei componenti della Corte Costituzionale; e) elegge 45 cittadini fra i quali estrarre i giudici aggregati ai fini del giudizio d’accusa contro il Presidente della Repubblica. Quali sono le differenze tra Camera dei Deputati e Senato? Le Camere che compongo il Parlamento sono la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica. I componenti durano in carica 5 anni. ELEMENTI DISTINTIVI DELLE CAMERE sono: nella CAMERA DEI DEPUTATI, i COMPONENTI sono 630, l’ ELETTORATO ATTIVO si ha a 18 anni e l’ELETTORATO PASSIVO a 25 anni e non vi sono membri non elettivi. Nel SENATO ci sono 315 COMPONENTI, l’ELETTORATO ATTIVO si ha a 25 anni e quello PASSIVO a 40. VI SONO MEMBRI NON ELETTIVI: I SENATORI A VITA. Cosa si intende per bicameralismo perfetto? Le Camere svolgono le stesse funzioni per cui siamo di fronte ad un bicameralismo perfetto. Cos'è il divieto di mandato imperativo? IL MANDATO IMPERATIVO è una delle caratteristiche dello status giuridico dei membri delle Camere esclusione per il parlamentare del vincolo di mandato, ossia il parlamentare agisce in base alla propria coscienza senza rispondere ad altri. Cos'è l'insindacabilità riconosciuta ai parlamentari? L’ immunità , è una delle caratteristiche dello status giuridico dei membri delle Camere, secondo la quale ogni parlamentare nell’esercizio delle proprie funzioni è tutelato dal rischio di prevaricazioni del potere giudiziario. Le immunità si dividono in: a) insindacabilità : per come votano e per ciò che dicono nell’esercizio delle loro funzioni; b) inviolabilità.

Quali sono le prerogative dei Parlamentari? Le prerogative fissate dalla norme parlamentari sono le seguenti: nomina tra i suoi componenti di un Presidente ed ufficio di presidenza ; autonomia regolamentare , per cui ogni Camera adotta un proprio regolamento a maggioranza assoluta per disciplinare la propria organizzazione interna; le sedute sono pubbliche , salvo casi in cui sia deliberata la seduta segreta; i quorum , ossia le decisioni sono assunte con voto favorevole della maggioranza dei presenti purchè sia presenta la maggioranza dei componenti ( numero legale ); i componenti del Governo possono presenziare alle sedute ed hanno diritto di ascolto quanto richiesto. Quali funzioni svolge il Presidente di una Camera? Il Presidente dell’assemblea è l’organo che presiede ciascuna Camera. Viene eletto a maggioranza qualificata tra i membri dell’assemblea. Le sue prerogative sono: rappresentare all’esterno la camera di riferimento; dirigere i lavori e assicurarne uno svolgimento corretto; far osservare il regolamento. Nelle sue funzioni è coadiuvato dai vicepresidenti, questori e segretari. Definisci i gruppi parlamentari. I gruppi parlamentari rappresentano solitamente i partiti politici all’interno delle Camere. Dopo la prima seduta alla camera di appartenenza, deputati e senatori devono dichiarare a quale gruppo appartengono. Se ciò non avviene confluiscono nel gruppo “misto”. Per la formazione di un gruppo occorrono 20 deputati e 10 senatori. La prassi vuole che ad ogni partito politico corrisponda un gruppo parlamentare. Cosa si intende per legislatura? Legislatura: le camere hanno una durata di 5 anni salvo scioglimento anticipato (art. 88 Cost.) o proroga in caso di guerra. Cosa intendiamo con il termine legislatura? Legislatura: le camere hanno una durata di 5 anni salvo scioglimento anticipato (art. 88 Cost.) o proroga in caso di guerra. Quali sono gli organi che compongono le Camere? Sono considerati organi delle Camere: a) Il Presidente; b) l’Ufficio di Presidenza; c) la conferenza dei presidenti dei gruppi; d) le giunte; e) le commissioni permanenti; f) le commissioni speciali; g) le commissioni bicamerali; h) i gruppi parlamentari. Quali sono le funzioni delle Commissioni?

In questo caso alla Commissione può essere chiesto di formulare degli articoli di un progetto di legge che verranno successivamente approvati in Commissione. Il progetto approvato dalla Commissione approderà in aula per la votazione finale nel suo complesso senza possibilità di proporre, discutere o apportare modifiche. In questo caso la Commissione opera in sede redigente. In caso di procedimento decentrato il progetto di legge assegnato alla Commissione viene esaminato, discusso e votato articolo per articolo, e infine approvato nel suo complesso dalla stessa Commissione. Quali sono le fasi del procedimento legislativo adottato dal Parlamento? Il procedimento legislativo può essere diviso nelle seguenti fasi: a) fase dell’iniziativa; b) fase istruttoria; c) fase deliberativa; d) fase della promulgazione; e) fase della pubblicazione. Quali sono i soggetti titolari del potere di iniziativa legislativa? Titolari dell’iniziativa legislativa sono: a) il Governo mediante la presentazione di un disegno di legge (una proposta redatta in articoli approvata dal Consiglio dei Ministri e controfirmata dal Presidente della Repubblica); b) i Parlamentari che possono presentare singolarmente o unitamente ad altri parlamentari un progetto di legge; i parlamentari devono presentare il progetto sempre alla propria camera di appartenenza; c) il CNEL; d) il popolo, mediate la presentazione di una proposta di legge proveniente da 50. elettori; e) i Consigli Regionali; f) i Consigli Comunali, limitatamente al mutamento delle circoscrizioni provinciali e l’istituzione di nuove Province. Cosa si intende con il termine "navette"? Quando il testo di un progetto di legge viene approvato definitivamente da una camera viene trasmesso dal presidente con apposito messaggio al presidente dell’altra camera. La camera “ricevente” dovrà approvare il progetto nella stessa formulazione. Se viene apportata una modifica al progetto questo deve tornare per una nuova approvazione alla camera che prima l’aveva approvato. Teoricamente questo continuo passaggio da una camera all’altra (che si usa chiamare navette) può avvenire fino a quando il medesimo testo non venga approvato da entrambe le camere. A cosa serva la Vacatio Legis? La vacatio legis che solitamente è di 15 gg è il periodo che intercorre tra la pubblicazione della legge e la sua entrata in vigore. In quali casi deve essere adottato il procedimento ordinario? Il procedimento ordinario è sempre obbligatorio per i progetti di legge:

costituzionali; elettorali; di delegazione legislativa; di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali; approvazione di bilanci e consuntivi. Il procedimento ordinario può essere diviso nelle seguenti fasi: a) esame del progetto in Commissione; b) relazione della Commissione all’assemblea e discussione in aula; c) discussione e votazione dei singoli articoli; d) votazione del progetto nel suo complesso. In questo caso la Commissione viene definita in sede referente. Quali sono le caratteristiche del referendum costituzionale? Se vi è la richiesta di indire il referendum costituzionale, la proposta di legge viene sottoposta al referendum: a) se il voto è favorevole, il Presidente della Repubblica promulga la legge e successivamente avviene la pubblicazione definitiva; b) se il voto non è favorevole, il procedimento si arresta definitivamente. Nel caso non vi sia richiesta di indizione del referendum costituzionale, trascorsi i 3 mesi di tempo, il Presidente della Repubblica promulga la legge che viene successivamente pubblicata. In cosa consiste il procedimento legislativo costituzionale? La Costituzione italiana nel caso di modifiche alle disposizioni in essa contenute ed in caso di introduzione di leggi costituzionali (art. 138 Cost.), prevede l’adozione di una procedura aggravata. La procedura di revisione costituzionale a differenza del procedimento legislativo ordinario si caratterizza nella fase costitutiva e dell’integrazione dell’efficacia. L’iniziativa legislativa e la fase istruttoria seguono la stessa procedura del procedimento ordinario. L'iter legislativo ordinario serve per approvare le leggi ordinarie dello Stato italiano, per approvare le leggi in senso stretto, insomma. Ci sono vari tipi di procedimento ordinario mediante i quali il Parlamento approva le leggi dello Stato. L'iter legislativo costituzionale, detto anche procedura aggravata o procedimento di revisione costituzionale, è quel particolare procedimento attraverso cui il Parlamento approva le leggi di revisione costituzionale. Le leggi di revisione costituzionale hanno la funzione di modificare qualche articolo, qualche disposizione della Costituzione italiana. Ricordiamoci, tuttavia, che non tutta la Costituzione è modificabile. Ad, esempio non possono essere oggetto di revisione costituzionale la prima parte della Costituzione, dedicata ai Principi fondamentali ( quindi non possono essere modificati gli articoli che vanno dall'1 al 12), nonché l'art 139, relativo alla forma di Stato. Perché si parla di "procedura aggravata"? Si parla di procedura aggravata perché per approvare le leggi di revisione costituzionale si fa ricorso al normale iter legislativo previsto per l'approvazione delle leggi ordinarie dello Stato, soltanto che questo procedimento viene " rinforzato", " aggravato", perché viene ripetuto 2 volte. L'iter legislativo ordinario, per l'approvazione delle leggi ordinarie, prevede una sola deliberazione a maggioranza relativa ( La maggioranza relativa è la maggioranza governativa, ossia la c.d. "maggioranza semplice". Per approvare una legge ordinaria dello Stato è sufficiente la maggioranza semplice. L'approvazione di una legge costituzionale deve avvenire due volte sul medesimo testo con un intervallo non inferiore a tre mesi tra la prima e la seconda votazione. Se nella seconda votazione si raggiunge, in ciascuna delle due Camere, la maggioranza qualificata dei 2/3 dei voti, la legge viene approvata, promulgata dal Presidente della Repubblica e pubblicata sulla G.U; se invece nella seconda votazione viene raggiunta la maggioranza assoluta (ossia 50%+1 dei membri di ciascuna Camera, o in una di esse) si può dar luogo, entro tre mesi dalla approvazione, a referendum popolare. Se il popolo

camere. I ricorsi sono gestiti da organi interni predisposti dagli uffici di presidenza. Queste attribuzioni (assieme ad altre tipiche amministrative) servono a garantire che le camere svolgano le loro funzioni in totale autonomia e libertà. Cos'è la risoluzione? La risoluzione può intervenire a seguito di una discussione che chiude una mozione o un intervento del Governo (comunicazioni del governo) oppure anche come atto di indirizzo del parlamento quando ne faccia richiesta anche un solo parlamentare. La risoluzione può essere votata in assemblea o in commissione. Quali sono gli atti di indirizzo politico del Parlamento? Il Parlamento attraverso la funzione legislativa determina, nel rapporto fiduciario con il Governo, l’indirizzo politico dello Stato. Tuttavia le camere, anche attraverso altri strumenti, influenzano l’indirizzo politico da adottare. Questi strumenti sono: la mozione; la risoluzione; l’ordine del giorno. Quali sono gli atti di controllo del Parlamento? Il Parlamento dispone di procedure di controllo e di informazione di portata diversa, queste sono: L’interrogazione consiste in una domanda rivolta per iscritto al Governo per chiedere informazioni o se quest’ultimo sia a conoscenza di una determinata situazione. L’interpellanza consiste in una domanda per iscritto posta da un parlamentare al Governo (o da un Ministro) per conoscere i motivi o gli intendimenti della condotta politica tenuta rispetto ad una determinata questione. l’inchiesta parlamentare. L’inchiesta può essere predisposta al fine di acquisire elementi necessari su materie dipubblico interesse. Cos'è la mozione? La mozione consiste in una richiesta fatta da una camera (o anche da entrambe) di procedere ad una discussione riguardo un determinato argomento. Le mozioni possono interessare il Governo (o un Ministro) su particolari indirizzi da adottare su determinate materie. La mozione può essere richiesta : a) 10 deputati; b) 8 senatori; c) presidente di un gruppo parlamentare. La mozione viene discussa e votata in assemblea con procedure simili a quelle adottate

per i procedimenti legislativi. Il Governo interessato da una mozione può anche non darne seguito, in quanto non giuridicamente vincolato. Cos'è l'ordine del giorno? L’ordine del giorno può essere presentato durante l’esame di un progetto di legge o anche di una mozione ed impegna il Governo nell’adozione di un certo provvedimento futuro da adottare. L’ordine del giorno rappresenta lo strumento di indirizzo politico meno incisivo. Quali sono le prerogative del Presidente del Consiglio dei Ministri? Le prerogative del Presidente del Consiglio sono: a) mantenere l’unità dell’indirizzo politico ed amministrativo; b) promuovere e coordinare l’attività dei ministri; c) indicare i ministri al Presidente della Repubblica per la successiva nomina; d) porre la questione di fiducia alle Camere; e) controfirma qualsiasi atto deliberato dal Consiglio e presenta alle Camere i disegni di legge; f) esercita funzioni di direzione in materia di servizi per la sicurezza e di segreto di Stato; g) promuove e coordina l’azione del Governo relativamente alle politiche comunitarie, ai rapporti con le Regioni e Province autonome. Come si compone il Governo? Il Governo è un organo costituzionale complesso , cioè formato da più organi: Presidente del Consiglio dei ministri; Ministri; Consiglio dei Ministri. La struttura e l’attività del Governo sono disciplinati dall’art. 92 all’art. 96 della Costituzione senza però fornire una disciplina esaustiva dell’organo governativo. Solo successive leggi hanno integrato le normative costituzionali riguardo le attività e funzioni del Governo. Quali sono le prerogative dei Ministri? Tra le funzioni dei Ministri possiamo annoverare: a) diritto di iniziativa legislativa; b) controfirma degli atti del Presidente della Repubblica che essi stessi hanno posto di cui assumono la responsabilità politica; c) emanazione di atti amministrativi; d) emanazione di regolamenti. Quali sono le prerogative del Consiglio dei Ministri? Il Consiglio ha le seguenti prerogative: a) pone la questione di fiducia su proposta del Presidente del Consiglio; b) decide sugli indirizzi di politica generale ed europea; c) propone disegni di legge ed atti normativi; d) decide sui ricorsi alla Corte Costituzionale contro una legge regionale e sui conflitti di attribuzione contro un altro potere dello Stato o una regione; e) decide sull’annullamento di atti amministrativi illegittimi.