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DOMANDE APERTE SCIENZE PSICHIATRICHE, Dispense di Psichiatria

Domande aperte argomentate esame di Scienze psichiatriche (L-Z)

Tipologia: Dispense

2024/2025

In vendita dal 19/04/2026

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martinaa.02 🇮🇹

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DOMANDE APERTE SCIENZE PSICHIATRICHE
Lezione n.2:
Descrivi le varie forme di ansia secondo la classificazione psicopatologica: L'ansia
rappresenta uno stato emotivo spiacevole che il soggetto percepisce risposta a cause note o
sconosciute, accompagnato da sintomi fisici dovuti ad una forte attivazione del sistema
nervoso autonomo. Il paziente è consapevole della sua esperienza emotiva ma potrebbe non
rendersi conto della sua origine.
Ansia normale o fisiologica: risposta emotiva adeguata e adattiva all'ambiente
circostante, caratterizzata da un aumento dell'attivazione fisiologica che prepara il
soggetto ad a?rontare la situazione in modo positivo
Ansia patologica: condizione emotiva avversa che emerge nel soggetto senza una
chiara identificazione della causa
Ansia anticipatoria: stato emotivo teso che precede l'a?ronto di una situazione esterna
percepita come pericolosa e non completamente compresa. Ad esempio, uno
studente può sperimentare ansia anticipatoria prima di un esame, temendo un
possibile fallimento
Ansia generalizzata: costante senso di preoccupazione, tensione e aspettativa di
eventi negativi imminenti, non identificabili in modo chiaro
Attacco di panico: episodio improvviso e intenso di ansia e terrore, di breve durata,
spesso con sintomi somatici pronunciati. Durante un attacco di panico si può
sperimentare un senso di paura di morte imminente o di perdere il controllo
Fobia: timore eccessivo e irrazionale, accompagnato da consapevolezza della sua
irragionevolezza. Il soggetto riconosce che la sua paura è sproporzionata alla
situazione ma non riesce a controllarla quando si trova di fronte alla fonte di fobia
(fobia specifica, fobia sociale, paura, claustrofobia, agorafobia)
Descrivi il modello di Kernberg sull'organizzazione di personalità: Il sistema di
organizzazione di personalità di Kernberg valuta principalmente tre dimensioni:
l'organizzazione della personalità, variando da nevrotica a borderline a psicotica,
l'introversione e l'estroversione e infine l'esame di realtà. La prima dimensione della
personalità riguarda l'introversione e l'estroversione, e descrive come le persone traggono
energia e dirigono l'attenzione. Gli introvertiti tendono a concentrarsi su sé stessi, mentre gli
estroversi si rivolgono verso gli altri. Questi termini descrivono anche come le persone
lavorano i pensieri e le esperienze, con gli introversi che preferiscono la solitudine e gli
estroversi che beneficiano delle interazioni sociali. Nel modello, l'introversione è associata ad
una bassa espressione emotiva, mentre l'estroversione è correlata ad una maggiore
espressione emotiva. La seconda dimensione del modello riguarda la gravità della malattia
mentale, variando da individui ragionevolmente sani a gravemente malati. L'autore ha
introdotto il concetto di organizzazione della personalitàper descrivere questa dimensione
di gravità, distinguendo tre livelli di organizzazione della personalità lungo questo continuum:
nevrotico, borderline e psicotico. Kernberg utilizza questi termini per classificare i diversi
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DOMANDE APERTE SCIENZE PSICHIATRICHE

Lezione n. 2 : Descrivi le varie forme di ansia secondo la classificazione psicopatologica : L'ansia rappresenta uno stato emotivo spiacevole che il soggetto percepisce risposta a cause note o sconosciute, accompagnato da sintomi fisici dovuti ad una forte attivazione del sistema nervoso autonomo. Il paziente è consapevole della sua esperienza emotiva ma potrebbe non rendersi conto della sua origine.

  • Ansia normale o fisiologica: risposta emotiva adeguata e adattiva all'ambiente circostante, caratterizzata da un aumento dell'attivazione fisiologica che prepara il soggetto ad a?rontare la situazione in modo positivo
  • Ansia patologica: condizione emotiva avversa che emerge nel soggetto senza una chiara identificazione della causa
  • Ansia anticipatoria: stato emotivo teso che precede l'a?ronto di una situazione esterna percepita come pericolosa e non completamente compresa. Ad esempio, uno studente può sperimentare ansia anticipatoria prima di un esame, temendo un possibile fallimento
  • Ansia generalizzata: costante senso di preoccupazione, tensione e aspettativa di eventi negativi imminenti, non identificabili in modo chiaro
  • Attacco di panico: episodio improvviso e intenso di ansia e terrore, di breve durata, spesso con sintomi somatici pronunciati. Durante un attacco di panico si può sperimentare un senso di paura di morte imminente o di perdere il controllo
  • Fobia: timore eccessivo e irrazionale, accompagnato da consapevolezza della sua irragionevolezza. Il soggetto riconosce che la sua paura è sproporzionata alla situazione ma non riesce a controllarla quando si trova di fronte alla fonte di fobia (fobia specifica, fobia sociale, paura, claustrofobia, agorafobia) Descrivi il modello di Kernberg sull'organizzazione di personalità : Il sistema di organizzazione di personalità di Kernberg valuta principalmente tre dimensioni: l'organizzazione della personalità, variando da nevrotica a borderline a psicotica, l'introversione e l'estroversione e infine l'esame di realtà. La prima dimensione della personalità riguarda l'introversione e l'estroversione, e descrive come le persone traggono energia e dirigono l'attenzione. Gli introvertiti tendono a concentrarsi su sé stessi, mentre gli estroversi si rivolgono verso gli altri. Questi termini descrivono anche come le persone lavorano i pensieri e le esperienze, con gli introversi che preferiscono la solitudine e gli estroversi che beneficiano delle interazioni sociali. Nel modello, l'introversione è associata ad una bassa espressione emotiva, mentre l'estroversione è correlata ad una maggiore espressione emotiva. La seconda dimensione del modello riguarda la gravità della malattia mentale, variando da individui ragionevolmente sani a gravemente malati. L'autore ha introdotto il concetto di “organizzazione della personalità” per descrivere questa dimensione di gravità, distinguendo tre livelli di organizzazione della personalità lungo questo continuum: nevrotico, borderline e psicotico. Kernberg utilizza questi termini per classificare i diversi

livelli di gravità, con nevrotico per individui più sani, borderline per quelli meno sani e psicotico per quelli più gravi. Analizza le varie forme di disturbi della forma del pensiero :

  • Fuga delle idee: nell'accelerazione ideativa, la produzione di idee è rapida, con associazioni labili e un eloquio sovrabbondante, pieno di dettagli e divagazioni
  • Inibizione e rallentamento ideativo: i processi associativi sono lenti, con contenuti scarsi e un eloquio che procede con di?icoltà e lentezza, fino al completo blocco psicomotorio
  • Concretismo: si manifesta con l'incapacità di fare astrazioni o generalizzazioni. Il pensiero risulta impoverito e incapace di adattarsi a stimoli esterni
  • Deragliamento: il pensiero del soggetto salta da un argomento ad un altro senza alcun legame associativo. In casi più gravi si manifesta un’assoluta incoerenza (schizofrenia)
  • Tangenzialità: la risposta ad una domanda manca di coerenza e può portare ad una risposta di traverso senza alcun collegamento logico
  • Illogicità: caratteristica della schizofrenia, si manifesta con un ragionamento alternativo e deviante, apparentemente basato su un pensiero associativo integro ma con conclusioni illogiche e irrealistiche
  • Blocco: si manifesta con l'incapacità del paziente di generare nuove idee, immerso in uno stato totale di inerzia, tipico della depressione e del blocco catatonico
  • Impoverimento: si caratterizza per la scarsa produzione di idee, riflesso del vuoto interiore presente nelle situazioni depressive e in diverse forme di demenza
  • Perseverazione: il soggetto ripete in modo stereotipato e monotono lo stesso concetto senza controllo, rendendo di?icile l'introduzione di nuovi elementi nel discorso
  • Neologismo: caratteristico della schizofrenia, il soggetto utilizza frasi e parole che non rispettano le normali regole grammaticali e di pensiero
  • Circostanzialità: si manifesta con la perdita del filo logico, l'individuo si perde in dettagli inutili e ripetizioni, senza significato, evidente nella schizofrenia
  • Distraibilità: il soggetto mostra di?icoltà nel seguire il colloquio con il medico, anche lo stimolo minimo nell'ambiente rende labile la sua attenzione, sembra avere un contatto discontinuo con il mondo esterno
  • Fusione: diverse idee eterogenee si mescolano in modo illogico, rendendo il discorso incomprensibile
  • Pensiero dissociato: è la caratteristica principale del pensiero schizofrenico ma può verificarsi anche durante il periodo maniacale. Si manifesta con la perdita dei normali collegamenti associativi tra le idee, rendendo il pensiero incomprensibile
  • Iperinclusione: durante il discorso compaiono concetti inappropriati e privi di logica
  • Percezione sensoriale: durante il colloquio è complesso individuare eventuali disturbi della percezione. Questi, come le allucinazioni o le illusioni, si manifestano esclusivamente nella mente del paziente e tendono spesso a non essere comunicati. Pertanto, la valutazione del comportamento motorio del paziente può essere l'unica via per comprendere eventuali alterazioni nella percezione sensoriale. Ad esempio, comportamenti come parlare da soli o fissare un punto specifico possono suggerire la presenza di allucinazioni uditive o visive
  • Funzioni cognitive: essenziale valutare l'attenzione, la vigilanza e la coscienza punto è importante considerare l'orientamento del paziente nello spazio, nel tempo e nei confronti di sé stesso e degli altri
  • Consapevolezza di malattia: può essere intesa in senso letterale con la capacità che ha il paziente di riconoscere il suo stato patologico. Può essere presente, parziale o assente. Lezione n.3: Descrivi i deliri in base alla forma : Altri aspetti della forma del delirio, includono:
  • Delirio lucido: senza alterazione dello stato di coscienza, osservabile nella maggior parte delle forme di schizofrenia e nei disturbi dell'umore.
  • Delirio confuso: caratterizzato da un'alterazione dello stato di coscienza, riscontrabile nelle psicosi organiche e nelle fasi acute della schizofrenia, soprattutto in alcuni casi di esordio.
  • Delirio bizzarro: oltre a possedere qualità fantasiose e stravaganti, si caratterizza per l'assenza di logica, rendendolo irrealizzabile e contraddittorio.
  • Delirio verosimile: si distingue perché i suoi temi non sono né assurdi né fantastici, potendo anche essere congruenti con la realtà, sebbene presentino un'alterazione nel rapporto con la realtà stessa. Un esempio è il delirio di gelosia.
  • Delirio elementare: detto anche spunto delirante, consiste in idee deliranti e interpretazioni disordinate che non formano un delirio completo. Il soggetto può manifestare un livello di paranoia, con vaghe o più evidenti idee di riferimento, come nell'esempio: " Nell’ambiente di lavoro tutti mi trattano in modo strano, mi evitano, parlano tra di loro e si zittiscono quando mi vedono " Descrivi i meccanismi che possono influenzare il delirio primario : Il delirio primario può essere influenzato da vari meccanismi psicologici:
  • L'intuizione delirante si verifica quando al soggetto si presenta improvvisamente un'idea delirante senza alcun stimolo esterno evidente. Questa condizione non ha una motivazione comprensibile attraverso elementi associativi e non è distinguibile da una normale idea agli occhi di un osservatore esterno.
  • La percezione delirante si verifica quando il soggetto percepisce uno stimolo reale ma non attribuisce correttamente il suo significato.
  • Interpretazione delirante: il soggetto interpreta una percezione in modo patologico, autoriferito e delirante, senza criticità né giudizio di realtà.
  • L'atmosfera delirante, o stato d'animo delirante, è una condizione in cui il soggetto percepisce un cambiamento nella realtà circostante, che diventa nuova, strana, sconosciuta e minacciosa. Questo genera ansia, simile alla derealizzazione sperimentata durante stati alterati della coscienza dell'io.
  • La rappresentazione delirante, o memoria delirante, si verifica quando un evento passato viene reinterpretato in modo patologico, attribuendogli un significato distorto e chiaramente patologico. Il soggetto ricorda un evento realmente accaduto nel passato, ma l'interpretazione di questo ricordo è delirante. Lezione n.4: Esamina il dettaglio le allucinazioni più frequenti : Le allucinazioni rappresentano una percezione priva di oggetto, immune alla correzione mediante critica o evidenza. Presentano un'identità sensoriale definita, seguendo le normali vie sensoriali. Possono essere: Uditive : Semplici (come fischi o rumori) o complesse (come parole o frasi). Sono le più comuni: una persona potrebbe udire voci che parlano tra loro, commentano le loro azioni o forniscono istruzioni. Un esempio tipico, nella schizofrenia, è quando una persona che sente voci che le dicono di fare qualcosa di dannoso o pericoloso. Forme particolari includono:
  • Allucinazioni imperative: voci che impartiscono ordini.
  • Allucinazioni teleologiche: una voce benevola fornisce consigli.
  • Allucinazioni parafasiche: frasi incomprensibili bisbigliate.
  • Eco del pensiero: voci che ripetono e commentano il pensiero del soggetto. Visive: Esperienze visive di persone o oggetti inesistenti. Particolari forme includono:
  • Allucinazioni autoscopiche: vedere una copia di sé stesso oppure, in caso di autoscopia negativa, non vedere sé stesso allo specchio Olfattive: coinvolgono la percezione di odori che non hanno una fonte esterna. Ad esempio, una persona potrebbe percepire odori sgradevoli, come il marcio o il bruciato, anche se non c'è nulla nelle vicinanze che possa causare tali odori. Gustative : coinvolgono la percezione di sapori che non hanno una fonte esterna. Ad esempio, una persona potrebbe avvertire sapori strani o disgustosi, come il metallico o il marcio, anche se non stanno mangiando nulla Cenestesiche : Esperienze allucinatorie a carico del corpo, quali:
  • Allucinazioni tattili: coinvolgono la percezione di sensazioni tattili, come toccare, grattare o pizzicare.
  • Allucinazioni idriche: sensazione di immersione in acqua.
  • Allucinazioni muscolari: percezione di movimenti autonomi degli arti.

traccia decade. Un delle caratteristiche di questo magazzino mnestico è contenere contemporaneamente poche unità di informazioni. Infatti, in un soggetto adulto le unità contenibili nella MBT sono cinque più o meno due, variano a seconda delle caratteristiche del materiale da ricordare. Se queste informazioni non sono trasferite nel magazzino a lungo termine, ovviamente, decadono e spariscono. La MBT svolge una funzione transitoria e di servizio tra la memoria sensoriale e la memoria lungo termine. Se queste tracce riescono a essere consolidate tramite strategie comportamentali fluiscono nella memoria a lungo termine, e se così non fosse, allora sono destinate a scomparire. La memoria a lungo termine (MLT) è un archivio avente capacità quasi illimitata, dove sono conservate tutte le esperienze e le conoscenze acquisite nel corso della vita e quelle che corrispondono al nostro carattere o temperamento. La memoria a lungo termine si suddivide in memoria esplicita, o memoria dichiarativa, e memoria implicita, o memoria procedurale. La memoria esplicita, o dichiarativa, comprende tutto ciò che può essere descritto consapevolmente dal soggetto ed è suddivisa in memoria episodica, memoria semantica e memoria autobiografica. La memoria procedurale o implicita, al contrario, contiene abilità motorie, percettive e cognitive. La memoria dichiarativa è un sistema mnestico che consente di richiamare alla coscienza i ricordi delle esperienze vissute oppure le conoscenze fattuali. Tulving (1972; 2001) distinse due tipologie di memoria dichiarativa: la memoria episodica e la memoria semantica. La memoria episodica consente la rappresentazione di diversi aspetti di un evento o accadimento specifico (chi era presente o coinvolto? Dove? Quando?) e raccoglie gli eventi che l’individuo ha vissuto in prima persona; la memoria episodica consente di immagazzinare aspetti specifici – in termini spazio-temporali e situazionali – degli accadimenti, come ad esempio il ricordo del giorno in cui la persona ha conseguito un diploma piuttosto che il ricordo di quando accompagnava i figli a scuola. La memoria semantica invece non fa riferimento a eventi e accadimenti della propria esperienza personale ma consiste nell’insieme di concetti, conoscenze e nozioni che abbiamo acquisito nel corso della nostra esperienza di vita (ad esempio, “i cani sono mammiferi”). Sono incluse nella memoria semantica anche le informazioni legate alla nostra vita personale (ad esempio, “sono nato il 16 dicembre”, piuttosto che il nome della mia insegnante). La memoria semantica è la memoria del sapere, delle conoscenze enciclopediche e fattuali. Lezione n.6: Esamina le più importanti alterazioni della psicomotricità in psicopatologia : La psicomotricità rappresenta la manifestazione motoria del mondo emotivo e pulsionale dell'individuo. Come le altre funzioni psichiche, richiede l'integrità e l'armoniosa integrazione con le altre funzioni.

  • Impulsività : si manifesta come la di?icoltà nel resistere a un impulso o alla tentazione di compiere azioni dannose per sé stessi o per gli altri (come nell'epilessia e nella schizofrenia). Può essere generalizzata o limitata ad azioni ripetute in modo compulsivo, come nella piromania, nella tricotillomania, nella cleptomania e nel gioco d'azzardo patologico.
  • Stereotipie : si riferisce alle ripetizioni monotone, rigide e meccaniche di comportamenti, atteggiamenti o espressioni verbali, spesso osservate nella schizofrenia. Ad esempio, un individuo potrebbe ripetere continuamente la stessa frase, come "Chiudi il gas, Chiudi il gas, Chiudi il gas...".
  • Manierismi: indicano comportamenti motori artificiosi e caricaturali, che possono essere involontari ed esagerati rispetto ai comportamenti naturali. Un esempio potrebbe essere un paziente che gesticola in modo eccessivo e artificioso mentre parla.
  • Automatismo: si riferisce all'esecuzione passiva e senza discernimento degli ordini, spesso osservata nella schizofrenia.
  • Ecoprassia : ripetizione automatica e senza un significato finale dei gesti di una persona con cui il paziente interagisce, spesso osservata nella schizofrenia. Ad esempio, se l'interlocutore si strofina il naso, il paziente imita questo gesto senza uno scopo specifico.
  • Ecomimica : imitazione analitica delle azioni degli altri, spesso eseguite in modo caricaturale e artificiale. Ad esempio, il paziente potrebbe alzarsi dalla sedia e togliersi la giacca imitando esattamente ciò che fa l'interlocutore, con un comportamento che può sembrare una rappresentazione teatrale, comune nella schizofrenia.
  • Ecolalia : ripetizione automatica delle parole dell'interlocutore senza uno scopo apparente. Ad esempio, se il medico chiede: "Come si chiama?", il paziente risponde ripetendo esattamente le stesse parole: "Come si chiama?". Questo fenomeno è spesso osservato nella schizofrenia.
  • Agitazione psicomotoria : aumento eccessivo dell'attività fisica e mentale, spesso accompagnato da un'impulsività aggressiva, sia verso sé stessi che verso gli altri.
  • Catatonia: nota anche come arresto psicomotorio è una sindrome complessa che indica una grave alterazione della psicomotricità, coinvolgendo contemporaneamente altre funzioni psichiche.
  • Compulsione : comportamento ripetitivo e ritualizzato che una persona sente il bisogno irresistibile di compiere in risposta a pensieri ossessivi o per ridurre l'ansia o il disagio. Questi comportamenti possono assumere varie forme, come lavarsi le mani ripetutamente, controllare in modo ossessivo porte e finestre, o contare oggetti. Le compulsioni sono tipiche dei disturbi ossessivo-compulsivi (DOC) e, sebbene il compimento della compulsione possa temporaneamente alleviare l'ansia, alla lunga alimenta il ciclo di ossessioni e compulsioni, mantenendo il disturbo Descrivi i vari tipi di temperamento :
  • Il temperamento ipertimico è caratterizzato da umore e livello di energia stabilmente elevati. Questi soggetti sono abitualmente allegri, vivaci ed esuberanti e piacevoli ma, se contrariati, possono diventare irritabili, aggressivi e litigiosi. Hanno un’elevata autostima, sono alla continua ricerca di novità, di nuovi stimoli ed hanno sempre un nuovo progetto a cui dedicarsi con entusiasmo. Sono resistenti alla fatica fisica ed

essere presenti in aggiunta alla diagnosi principale di un disturbo. Nel DSM 5 sono stati eliminati il sistema di codifica multi-assiale e la scala di funzionamento GAF e al suo posto è stata introdotta la WHO’s Disability Assessment Schedule (WHODAS). Questa scala, autosomministrata, chiede all’individuo di valutare il grado di di?icoltà riscontrato in specifiche aree del funzionamento negli ultimi 30 giorni. In questo modo si permette al clinico di valutare attraverso 36 item che esplorano 6 domini (comprendere e comunicare; mobilità; cura di sé; relazioni con le persone; attività della vita quotidiana; partecipazione alla vita sociale) della disabilità individuale nel paziente. Nel complesso, il nuovo assetto del DSM ha reso il manuale molto più facilmente confrontabile con il sistema ICD. L'approccio di dimensionale si associa a quello categoriale, al fine di meglio comprendere il disturbo individuale nella sua complessità. Tuttavia, l'impianto diagnostico del DSM 5 è ancora basato su un sistema categoriale, in cui la presenza o assenza di un criterio determina ancora in maniera fondamentale la possibilità di formulare una determinata diagnosi. Lezione n.8: Esamina le caratteristiche principali del PDM : Il Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM) è stato pubblicato per la prima volta nel 2006 e rappresenta un importante tentativo di fondare la diagnosi su modelli clinici e teorie di orientamento psicodinamico. Questo manuale è stato ideato come complemento al DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) per o?rire una valutazione personalizzata delle caratteristiche di funzionamento della personalità di ciascun individuo. Il PDM, ovvero il Manuale Diagnostico Psicodinamico (Psychodynamic Diagnostic Manual), è un sistema diagnostico alternativo ai manuali psichiatrici più di?usi come il DSM e l’ICD. È stato pubblicato per la prima volta nel 2006 (PDM-1), seguito da una revisione aggiornata nel 2017 (PDM-2). A di?erenza del DSM, il PDM adotta una prospettiva psicodinamica, ovvero si focalizza sull’esperienza soggettiva del paziente, sul funzionamento della personalità e sui conflitti intrapsichici sottostanti ai sintomi.Vediamo alcune delle sue principali caratteristiche: Il PDM integra la diagnosi psicologica funzionale con una concezione dimensionale e condizionale dei tratti di personalità, simile a quanto avviene nella SWAP (Psychodynamic Diagnostic Manual for Personality Disorders). Il manuale è suddiviso in diverse sezioni, ognuna dedicata a specifici gruppi di età: adulti, adolescenti, infanzia e anziani. Valutazione dell’adulto:

  • L’asse P valuta il livello di organizzazione della personalità (sano, nevrotico, borderline e psicotico) e le categorie sindromiche di disturbo della personalità.
  • L’asse M riguarda il profilo del funzionamento mentale e valuta nove domini funzionali, tra cui capacità di regolazione, relazioni di intimità, esperienza interiore, modalità di espressione emotiva e meccanismi di difesa.
  • L’asse S valuta l’esperienza soggettiva attuale utilizzando la tassonomia psichiatrica e il riferimento alle categorie nosografiche DSM-5 e ICD-10.

Lezione n.9: Descrivi concetti chiave di farmacocinetica : Studia i movimenti del farmaco nell’organismo. È strutturata in diverse fasi: Assorbimento: passaggio del farmaco dalla sede di somministrazione al sangue. La forma farmaceutica e la via di somministrazione influenzano l’assorbimento. Per quanto concerne i farmaci psichiatrici si distinguono vari tipi di preparati:

  • Preparazioni iniettabili per via intramuscolare o endovenosa, ad e?etto immediato
  • Forme iniettabili per via intramuscolare depot/long acting, che consentono l’accumulo nei tessuti e il lento rilascio del farmaco nel tempo. Vengono in genere somministrate a cadenza bisettimanale, mensile o trimestrale
  • Compresse o capsule. Possono essere a rilascio immediato oppure modificato, ovvero il rilascio del principio attivo avviene più lentamente e in maniera graduale
  • Gocce. Permettono di stabilire il dosaggio in maniera più accurata e possono anche essere assunte per via sublinguale. In alcuni casi, possono essere somministrate di nascosto in bevande o cibi (in quei casi di pazienti gravi, senza consapevolezza di malattia, che rifiutano l’assunzione del farmaco) Per quanto riguarda la somministrazione, si riconoscono le seguenti vie: orale, endovenosa, intramuscolare, sottocutanea, sublinguale. Distribuzione: La distribuzione dei farmaci nel corpo avviene attraverso il sangue, influenzata dalle proprietà chimico-fisiche come la solubilità in acqua o grasso e l'a?inità per le proteine plasmatiche. La vascolarizzazione dei tessuti influenza questa distribuzione, con organi come cuore, fegato e reni che ricevono il farmaco più rapidamente. I farmaci liposolubili possono accumularsi nel tessuto adiposo, potenzialmente causando tossicità a lungo termine. Nel sangue, il farmaco si trova sia sotto forma libera che legata alle proteine plasmatiche, principalmente all'albumina. Metabolismo : Il metabolismo dei farmaci coinvolge modifiche chimiche nell'organismo, principalmente da parte degli enzimi epatici. Alcuni farmaci producono metaboliti attivi che mantengono o modificano le proprietà farmacologiche della molecola originale. Eliminazione : rimozione del farmaco dall’organismo, prevalentemente avviene ad opera del rene. Descrivi le varie modalità di interazione tra farmaco recettore e il tipo di azione : Gli psicofarmaci funzionano quindi come modulatori di un sistema complesso, agendo sui neurotrasmettitori o sui loro recettori attraverso diverse modalità:
  • Agonisti: si «travestono» da neurotrasmettitori e ne stimolano direttamente il recettore. Il potenziamento dell’azione di un neurotrasmettitore viene generalmente designato con il su?isso-ergico (dopaminergico, serotoninergico ecc.)

patogenetica più o meno lunga (eziologia multifattoriale). Nessuno dei rimedi oggi conosciuti in medicina è tale da rimuovere tutte le concause della malattia per cui, potremmo dire, che in medicina tutti i farmaci curano il sintomo.

  • Gli psicofarmaci intontiscono: Alcuni psicofarmaci sono sedativi, altri non lo sono. Nella terapia dei disturbi d’ansia e depressione, in genere i farmaci e i dosaggi usati sono tali da non interferire con la possibilità di vivere una vita normale, con mantenimento per esempio di tutte le attività lavorative e sociali.
  • Gli psicofarmaci non sono rimedi naturali: Questo concetto riflette l’opinione legata al fatto per cui qualunque “rimedio naturale” è intrinsecamente positivo e salutare, mentre gli e?etti dell'umanizzazione e dell'industrializzazione sono considerati principalmente negativi. Pertanto, i rimedi naturali sono preferibili agli psicofarmaci in quanto ritenuti meno dannosi. Tuttavia, è importante considerare che gli psicofarmaci, come tutti i farmaci, sono sottoposti a rigorose sperimentazioni prima di essere commercializzati, garantendo una conoscenza completa dei loro e?etti terapeutici e collaterali. Lezione n.11: Quali sono le caratteristiche principali degli SSRI : Gli SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina) sono una classe di farmaci antidepressivi largamente utilizzati nel trattamento di disturbi dell’umore e d’ansia. Hanno rivoluzionato la psichiatria a partire dagli anni '80 grazie al loro profilo di sicurezza più favorevole rispetto ai farmaci precedenti. Questi farmaci vengono utilizzati non solo nei disturbi dell’umore, ma anche nel disturbo ossessivo-compulsivo (in questo caso la comparsa dell’e?etto terapeutico ha una maggiore latenza, 12 o più settimane contro le 4-8 della latenza dell’e?etto antidepressivo), nella fobia sociale, nel disturbo di panico e vengono impiegati anche in altri disturbi d’ansia come il disturbo da stress postraumatico, il disturbo d’ansia generalizzata e nei disturbi somatoformi. Appartengono a questa categoria:
  • Fluoxetina: Prozac, Fluoxeren
  • Sertralina: Zoloft
  • Fluvoxamina: Maveral, Fevarin
  • Paroxetina: Daparox, Sereupin
  • Citalopram: Elopram, Seropram
  • Escitalopram: Cipralex, Entact Gli SSRI inibiscono selettivamente la ricaptazione della serotonina (5-HT) a livello delle sinapsi neuronali. Ciò comporta un aumento della serotonina disponibile nello spazio sinaptico, migliorando la trasmissione serotonergica. E?etti collaterali comuni includono agitazione, acatisia, disfunzioni sessuali come anorgasmia, riduzione del desiderio ed eiaculazione ritardata, nausea, irritabilità, cefalea, sudorazione e diarrea. Questi e?etti indesiderati di solito si manifestano nei primi giorni di trattamento e tendono a diminuire gradualmente nel tempo.

Quali sono le caratteristiche principali delle benzodiazepine : Le benzodiazepine (BZD, o talvolta BDZ) costituiscono una classe di farmaci dotata di proprietà ansiolitiche, sedativo- ipnotiche, anticonvulsivanti, miorilassanti e anestetiche. Di seguito sono elencati i vari tipi di patologie per cui è indicato l'uso delle benzodiazepine:

  • Insonnia a breve termine;
  • Ansia;
  • Manifestazioni psichiatriche o somatiche associate a sindrome ansiosa;
  • Sollievo sintomatologico dell'ansia acuta nevrotica o psicotica;
  • Attacchi di panico, con o senza agorafobia;
  • Tensione;
  • Stati di male epilettico;
  • Convulsioni. Inoltre, le benzodiazepine possono essere utilizzate come sedativi prima di esami o trattamenti esplorativi (gastroscopia, colonscopia, ecc.) e trovano impiego anche nella premedicazione anestetica. I farmaci utilizzati un tempo come antiansia (barbiturici, cloralio idrato, meprobamato) sono stati interamente sostituiti a partire dagli anni ’60 dalle benzodiazepine (BDZ). Le BDZ riducono l’ansia, producono sedazione e rilassamento muscolare, inducono il sonno, e hanno un e?etto anticonvulsivante. Le BDZ, pertanto, dovrebbero essere prescritte, nel trattamento dell’ansia, come terapia sintomatica transitoria (per esempio in attesa che gli antidepressivi inizino a fare e?etto), come terapia d’emergenza (per esempio nel controllo delle crisi d’ansia acute), come terapia di accompagnamento e, in misura minore, come sonnifero e muscolorilassante. Le BDZ potenziano l’e?etto del GABA (acido γ-amminobutirrico), il principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale.
  • Uso prolungato → sviluppo di tolleranza (necessità di dosi crescenti) e dipendenza.
  • Interruzione brusca → sindrome da sospensione: ansia, insonnia, tremori, convulsioni (specie con alprazolam o lorazepam).
  • Si raccomanda un uso a breve termine (preferibilmente <4 settimane) e un deflusso graduale. Lezione n.12: Esamina le caratteristiche farmacologiche e le problematiche degli antipsicotici di prima generazione : Gli antipsicotici di prima generazione (FGA, First-Generation Antipsychotics), noti anche come antipsicotici tipici, sono stati i primi farmaci sviluppati per il trattamento della schizofrenia e di altri disturbi psicotici. La loro e?icacia è ben documentata, soprattutto nel trattamento dei sintomi positivi della schizofrenia (allucinazioni, deliri, disorganizzazione del pensiero), ma il loro utilizzo è limitato da numerosi e?etti collaterali, in particolare di tipo extrapiramidale. Sono un gruppo di farmaci che determinano una riduzione dei livelli di agitazione ed eccitamento e posseggono un’e?icacia straordinaria nel contrastare i sintomi produttivi delle psicosi: deliri e allucinazioni in primo luogo. Sfortunatamente questi e?etti si
  • Furto del pensiero: convinzione che i pensieri vengono sottratti dal soggetto mentre li sta formulando da una forza esterna
  • Delirio di influenzamento: sensazione che le azioni o le sensazioni siano controllate da una forza esterna
  • Delirio di lettura del pensiero: credenza che gli altri possano leggere nella mente o conoscere i pensieri del soggetto Il delirio di persecuzione è molto frequente ed è caratterizzato dalla convinzione dell'individuo di essere oggetto di una cospirazione, un inganno o una molestia. Questo può includere la sensazione di essere spiato, seguito, avvelenato o drogato. Il delirio somatico ruota attorno a disfunzioni o sensazioni corporee, come la credenza di essere a?etti da gravi patologie o di essere infestati da parassiti. Il delirio mistico si caratterizza per convinzioni religiose predominanti, spesso accompagnate da esperienze allucinatorie e può comprendere elementi di grandiosità come la convinzione di possedere talenti eccezionali non riconosciuti o di essere scelti da una divinità. Esponi quali sono i disturbi formali del pensiero nella schizofrenia : Il disturbo formale del pensiero costituisce una caratteristica distintiva nel corso della schizofrenia, dove la capacità di organizzare logicamente un discorso è compromessa, rendendo il messaggio poco comprensibile. Si osservano diversi segni e sintomi:
  • Il deragliamento comporta una frammentazione delle associazioni mentali, con una successione di pensieri senza un collegamento logico tra loro
  • La tangenzialità si manifesta con una tendenza a rispondere alle domande in modo indiretto o irrilevante
  • La perdita di finalismo si manifesta come l'incapacità di portare a termine in modo naturale una sequenza di pensieri fino alla loro conclusione. Il discorso diviene povero, con a?ermazioni vaghe, ripetitive o stereotipate Lezione n.15: Esamina le caratteristiche cliniche del disturbo delirante : È caratterizzato dalla presenza di sintomi deliranti stabili e prolungati per almeno un mese. Rispetto ad altri disturbi psicotici, si osserva una compromissione del funzionamento sociale più circoscritta e il comportamento del paziente non è particolarmente bizzarro o stravagante. Il delirio è solitamente organizzato attorno ad eventi e situazioni reali che compromettono la percezione della realtà del paziente. Il disturbo delirante (conosciuto anche come psicosi paranoide nella vecchia nomenclatura) è un disturbo psicotico caratterizzato dalla presenza di deliri persistenti e non bizzarri, in assenza di altri sintomi psicotici rilevanti come allucinazioni prominenti, eloquio disorganizzato o comportamento grossolanamente disorganizzato/catatonico. Si caratterizza per la presenza prevalente di deliri come ad esempio:
  • Delirio di persecuzione: l'individuo percepisce l'interferenza di terzi nella propria esistenza, minacciando la sua serenità e gli obiettivi personali. Il paziente si sente vittima di un complotto, sperimentando sensazioni di essere seguito e controllato
  • Delirio di gelosia: i soggetti sono convinti che il loro partner sia infedele, utilizzando deduzioni errate e interpretazioni infondate come prove inconfutabili del tradimento
  • Delirio di grandezza: è caratterizzato dalla convinzione centrale di possedere un talento particolare o di provenire da famiglie antiche e illustri
  • Delirio erotomanico: prevale la convinzione che un’altra persona sia innamorata del soggetto delirante. Descrivi le diLerenze principali tra schizofrenia, disturbo schizofreniforme e disturbo psicotico breve :
  • Il disturbo psicotico breve è caratterizzato da un rapido e improvviso stato psicopatologico acuto che si risolve entro pochi giorni o al massimo un mese, senza conseguenza a lungo termine con un completo ritorno al funzionamento psichico precedente alla malattia. Durante questo periodo, il soggetto presenta sintomi psicotici accompagnati da un significativo distacco dalla realtà ma per un periodo di tempo limitato. L'inizio è generalmente improvviso, spesso in seguito ad eventi psico sociali gravemente stressanti, e si manifesta con l'insorgenza improvvisa di allucinazioni, deliri, disturbi del linguaggio disorganizzato e incoerente e comportamenti incongruenti
  • Il disturbo schizofreniforme è una forma acuta di psicosi che può durare da uno a sei mesi e i sintomi sono simili a quelli della schizofrenia, ma a di?erenza di quest'ultima virgola non si accompagna ad un grave deterioramento funzionamento sociale e lavorativo.
  • La schizofrenia è un grave disturbo psichiatrico cronico e complesso, appartenente alla categoria dei disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici secondo il DSM- 5 - TR. È caratterizzata da una combinazione di sintomi positivi, negativi e cognitivi che compromettono il pensiero, la percezione, l'a?ettività e il comportamento. Lezione n.24: Passi in rassegna i trattamenti per i disturbi d'ansia Quali sono le patologie con cui vai in diagnosi di?erenziale il disturbo d'ansia generalizzato Lezione n.26: Quali sono le caratteristiche principali del disturbo da dismorfismo corporeo quali sono le possibilità di trattamento farmacologico e non farmacologico nel DOC

Ipotesi cognitive : I sintomi alimentari del disturbo del comportamento alimentare possono essere intesi come distorsioni cognitive, dove il perfezionismo e l’ossessività rappresentano i fattori principali di rischio per uno stile alimentare restrittivo. Le persone con questi disturbi spesso valutano sé stesse in base agli standard rigorosi di controllo, caratterizzate da bassa autostima e senso di inadeguatezza. La rigidità atipica delle persone con anoressia nervosa favorisce l'atteggiamento restrittivo, generando un senso di insicurezza legato al rigido autocontrollo e al progressivo calo ponderale, mentre nella bulimia nervosa, le abbu?ate il vomito possono essere visti come un modo per gestire i sentimenti negativi. Lezione n.36: Descrivi i vari trattamenti per l'anoressia nervosa : Il trattamento prevede un approccio terapeutico multidisciplinare e integrato, perché la malattia coinvolge sintomi di tipo psichiatrico e internistico, che sono aggravati dalla malnutrizione e può includere terapia ambulatoriale, day hospital o ricovero. L’ospedalizzazione è riservata ai casi in cui vi è una grave compromissione del comportamento alimentare accompagnata da sottopeso grave e importanti alterazioni ematochimiche. L'intervento ospedaliero parziale o totale dell'anoressia nervosa ha due obiettivi principali che richiedono protocolli terapeutici di?erenti:

  • Stabilizzare le condizioni mediche o psichiatriche per gestire le complicanze acute del disturbo
  • Iniziare o continuare un percorso di cura finalizzato all'interruzione dei fattori di sviluppo e del disturbo Il trattamento ambulatoriale è indicato per una presa in carico a lungo termine delle pazienti e prevedono una valutazione approfondita per identificare i reali bisogni terapeutici. La valutazione iniziale, condotta da specialisti internisti, psichiatri, psicologi, nutrizionisti e dietisti, determinerà il piano di trattamento più appropriato. Gli psicofarmaci sono ampiamente utilizzati nel trattamento di questa condizione; tuttavia, i loro e?etti sono modesti e le basi razionali per il loro impiego sono incerte. Farmaci SSRI come la paroxetina e il citalopram hanno dimostrato una certa e?icacia nei pensieri ossessivi sul l'aspetto corporeo e sul cibo, anche in assenza di sintomi depressivi. Il trattamento protratto con la fluoxetina per alcuni anni ha mostrato di mantenere nel tempo il peso corporeo ottenuto durante la fase acuta e di prevedere le ricadute. Il trattamento farmacologico dovrebbe essere avviato dopo aver gestito le complicanze mediche più gravi, con dosaggi adeguati che considerano il peso e?ettivo del paziente, le condizioni metaboliche e quelle legate al comportamento alimentare. Il principale obiettivo terapeutico nella relazione con la paziente anoressica e aumentare la motivazione al trattamento, nonostante possa manifestare rifiuto o ambivalenza, con atteggiamenti di controllo e manipolazione. Pertanto, il processo terapeutico deve concentrarsi sulla creazione di un'alleanza terapeutica e sull'incremento della partecipazione al trattamento. Il compito della psicoterapia è aiutare l'anoressica nella ricerca della propria autonomia e identità, promuovendo la consapevolezza dei propri sentimenti pulsioni e bisogni.

Esponi il quadro clinico e le complicanze associate all'anoressia nervosa : L'anoressia nervosa si caratterizza per il rifiuto di mantenere il peso corporeo entro i limiti inferiori del normale, accompagnato da una forte paura di aumentare di peso e da un'interpretazione distorta del proprio corpo e della propria forma fisica. Attualmente l'anoressia nervosa viene prevalentemente inquadrata come un problema che coinvolge lo sviluppo dell'intera personalità e l'acquisizione di un'identità femminile. Ha una prevalenza stimata tra lo 0,2% e lo 0,9% nei paesi occidentali, mentre è rara nei paesi in via di sviluppo dove non c'è una forte pressione sociale per la magrezza. L'età di esordio del disturbo è compresa tra i 12 e i 25 anni, con due picchi di maggiore frequenza a 14 e a 18 anni. In alcune categorie professionali come la danza, la moda e lo sport agonistico, l'anoressia presenta una maggiore incidenza. L'esordio della malattia è caratterizzato dalla comparsa di un'eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee, preceduta da eventi scatenanti come separazioni, lutti, nuove richieste ambientali e malattie fisiche all'inizio della pubertà. La conseguenza dell'intensa preoccupazione per il peso e le forme corporee e la ricerca del dimagrimento attraverso una dieta rigida, ferrea e ipocalorica. Una volta avviata questa dieta, diversi fattori contribuiscono al mantenimento e alla cronicizzazione del disturbo. La paura di ingrassare nell'anoressia nervosa è descritta come una risposta emotiva e intensa al pensiero dell'aumento di peso, anche se il soggetto non è in sovrappeso. La amenorrea, definita come la scomparsa del ciclo mestruale per almeno tre mesi consecutivi, è una manifestazione comune, conseguenza del sottopeso, ma può anche precedere la manifestazione della sintomatologia alimentare. La sintomatologia di interesse internistico nelle pazienti a?ette da anoressia nervosa è caratterizzata da una serie di manifestazioni fisiche e alterazioni biologiche:

  • Estrema magrezza con riduzione del pannicolo adiposo sottocutaneo e ipotrofia muscolare
  • Disidratazione, riduzione delle concentrazioni plasmatiche di sodio, potassio e magnesio
  • Bradicardia, aritmie cardiache e ipotensione ortostatica
  • Possibile presenza di deficit cognitivi
  • Possibile perdita dei capelli, pigmentazioni visibili sulle palme delle mani a causa di accumulo di carotene, segno dei denti sul palmo delle mani da vomito autoindotto
  • Infertilità, con aumento di rischio di parto pretermine e neonati con basso peso alla nascita in caso di gravidanza Lezione n.37: Quali sono le caratteristiche cliniche della bulimia nervosa : La bulimia nervosa consiste in episodi ricorrenti di abbu?ate di cibo seguito da comportamenti non salutari per impedire l'aumento di peso. Descritta per la prima volta nel 1979, inizialmente era considerato una forma particolare di obesità o un sottotipo del disturbo anoressico, ma a partire dagli anni ‘ 80 ha guadagnato autonomia come entità nosologica distinta. Nella forma più tipica, le abbu?ate si verificano più volte alla settimana, ma possono diventare quotidiane o addirittura multiple nella stessa giornata in casi più gravi. Prima di tali episodi, le pazienti sperimentano