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set domande aperte scienze psichiatriche, Prove d'esame di Psichiatria

set domande aperte scienze psichiatriche

Tipologia: Prove d'esame

2021/2022

In vendita dal 21/06/2024

Martina045
Martina045 🇮🇹

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DOMANDE APERTE DI SCIENZE PSICHIATRICHE:
Come è strutturato il Servizio Psichiatrico Regionale Italiano. Partiamo dalla struttura del
Sistema Sanitario Nazionale (SSN), esso è strutturato su tre diversi livelli che riguardano
rispettivamente:
- il governo centrale,
- i governi regionali
- le aziende locali (ASL) insieme agli ospedali indipendenti (IHS).
Il principio fondante è quello per cui tutti hanno diritto ad essere curati gratuitamente,
indipendentemente dal reddito e dalla provenienza, basandosi quindi sulla solidarietà,
sull’equità e sulla universalità.
Dopo l’applicazione della legge 180 è stato istituito un nuovo piano di intervento atto a
riorganizzare i servizi in modo da poter garantire al malato un’assistenza territoriale, in
stretto rapporto con la famiglia e l’ambiente. Questa riorganizzazione trova diverse
differenze a livello regionale. Il nuovo Sistema informativo per la salute mentale è stato
istituito con decreto ministeriale il 15 ottobre del 2010 e ha lo scopo di:
- raccogliere informazioni sul paziente condividendole con aziende sanitarie, regione e
provincie autonome,
- svolgere monitoraggio delle attività e dei servizi,
- supporto alla attività,
- valutare l’utilizzo delle risorse a disposizione all’interno dei centri, delle figure presenti
in queste strutture e ai servizi svolti per la tutela della salute mentale.
Esso è composto da servizi e strutture diverse:
- il DSM (Distretto Salute Mentale) da cui dipendono le unità operative psichiatriche, le
quali si articolano in vari presidi tra cui l’SPDC, ovvero il servizio psichiatrico di diagnosi
e cura (reparto ospedaliero dove avvengono i ricoveri sia volontari sia obbligatori); il CPS
centro psicosociale (coordina tutte le attività territoriali ambulatoriali psichiatriche,
psicoterapeutiche e riabilitative); il CRT centro residenziale di terapia psichiatrica (per i
trattamenti a medio e/o lungo termine); le CP comunità protette, (strutture a carattere
abitativo rivolte a quei soggetti che necessitano di interventi riabilitativi e/o assistenziali
di più lunga durata);
- Le Strutture Residenziali (SR) strutture extra ospedaliere, con programma specifico e
soggettivo per ogni utente, pianificato dal CSM. Esse sono il Day Hospital
psichiatrico (fornisce assistenza semiresidenziale per prestazioni diagnostiche e
terapeutiche riabilitative a breve e medio termine) e il Centro Diurno.
Descrivere le figure terapeutiche implicate nella riabilitazione psichiatrica. L’attività
riabilitativa è svolta da una equipe costituita da operatori con formazioni e compiti molto
diversi, la cui integrazione e collaborazione è indispensabile per una buona riuscita. Le figure
professionali coinvolte sono: il medico, incaricato al controllo psicofarmacologico e/o
psicoterapeutico del disturbo ed alla rilevazione e cura di eventuali problemi internistici;
l’infermiere, per la somministrazione dei farmaci e l’assistenza alla persona; il tecnico della
riabilitazione che programma e mette in pratica i progetti riabilitativi; lo psicologo, per un
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Scarica set domande aperte scienze psichiatriche e più Prove d'esame in PDF di Psichiatria solo su Docsity!

DOMANDE APERTE DI SCIENZE PSICHIATRICHE :

  • Come è strutturato il Servizio Psichiatrico Regionale Italiano. Partiamo dalla struttura del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), esso è strutturato su tre diversi livelli che riguardano rispettivamente: - il governo centrale, - i governi regionali - le aziende locali (ASL) insieme agli ospedali indipendenti (IHS). Il principio fondante è quello per cui tutti hanno diritto ad essere curati gratuitamente, indipendentemente dal reddito e dalla provenienza, basandosi quindi sulla solidarietà, sull’equità e sulla universalità. Dopo l’applicazione della legge 180 è stato istituito un nuovo piano di intervento atto a riorganizzare i servizi in modo da poter garantire al malato un’assistenza territoriale, in stretto rapporto con la famiglia e l’ambiente. Questa riorganizzazione trova diverse differenze a livello regionale. Il nuovo Sistema informativo per la salute mentale è stato istituito con decreto ministeriale il 15 ottobre del 2010 e ha lo scopo di: - raccogliere informazioni sul paziente condividendole con aziende sanitarie, regione e provincie autonome, - svolgere monitoraggio delle attività e dei servizi, - supporto alla attività, - valutare l’utilizzo delle risorse a disposizione all’interno dei centri, delle figure presenti in queste strutture e ai servizi svolti per la tutela della salute mentale. Esso è composto da servizi e strutture diverse: - il DSM (Distretto Salute Mentale) da cui dipendono le unità operative psichiatriche, le quali si articolano in vari presidi tra cui l’SPDC, ovvero il servizio psichiatrico di diagnosi e cura (reparto ospedaliero dove avvengono i ricoveri sia volontari sia obbligatori); il CPS centro psicosociale (coordina tutte le attività territoriali ambulatoriali psichiatriche, psicoterapeutiche e riabilitative); il CRT centro residenziale di terapia psichiatrica (per i trattamenti a medio e/o lungo termine); le CP comunità protette , (strutture a carattere abitativo rivolte a quei soggetti che necessitano di interventi riabilitativi e/o assistenziali di più lunga durata); - Le Strutture Residenziali (SR) strutture extra ospedaliere, con programma specifico e soggettivo per ogni utente, pianificato dal CSM. Esse sono il Day Hospital psichiatrico (fornisce assistenza semiresidenziale per prestazioni diagnostiche e terapeutiche riabilitative a breve e medio termine) e il Centro Diurno.
  • Descrivere le figure terapeutiche implicate nella riabilitazione psichiatrica. L’attività riabilitativa è svolta da una equipe costituita da operatori con formazioni e compiti molto diversi, la cui integrazione e collaborazione è indispensabile per una buona riuscita. Le figure professionali coinvolte sono: il medico, incaricato al controllo psicofarmacologico e/o psicoterapeutico del disturbo ed alla rilevazione e cura di eventuali problemi internistici; l’infermiere, per la somministrazione dei farmaci e l’assistenza alla persona; il tecnico della riabilitazione che programma e mette in pratica i progetti riabilitativi; lo psicologo, per un

intervento psicoterapeutico mirato ad evidenziare eventuali conflitti tra paziente e familiari; l’assistente sociale, per aiutare il paziente ad affrontare i problemi economico-sociali. Infine il paziente che è l’elemento più importante dell’equipe, tanto che ogni tappa del programma riabilitativo deve essere attuata con il suo coinvolgimento attivo. La Riabilitazione Psichiatrica può essere svolta solo in stretta collaborazione con il paziente e deve basarsi su programmi individualizzati che tengano conto sia della diagnosi che della situazione familiare, sociale, abitativa, lavorativa e del livello culturale di funzionamento precedente. L’esito favorevole del processo è determinato dal livello di aspettative positive di tutta l’equipe.

  • Descrivere i quattro tipi di follia presenti nel dialogo Fedro di Platone : Il Fedro è stato scritto da Platone circa nel 370 a.C., è un dialogo tra due personaggi, Socrate e Fedro. Il dialogo è composto da tre discorsi sul tema dell'amore che servono come metafora per la discussione del corretto uso della retorica. Esse comprendono discussioni sull'anima, la follia, l'ispirazione divina e l'arte. Nel Fedro analizza e descrive 4 tipi di follia: profetica, telestica o rituale, poetica e erotica. La follia profetica rappresenta una "malattia" momentanea, tipica delle poche persone capaci di giungere alla forma più alta di possessione o "entusiasmo"; questa era caratteristica degli sciamani che entravano in trance. La follia telestica o rituale rivestiva tipicamente un valore di liberazione dai bisogni istintivi. Questa catarsi poteva avvenire solo attraverso riti religiosi caratterizzati da danze orgiastiche accompagnate da musica incalzante. Per queso motivo viene collegata ai riti Dionisiaci. La follia poetica , dovuta alla possessione da parte delle Muse, era descritta come uno stato di ispirazione particolare che le divinità concedevano all’artista per facilitargli il processo creativo. La follia erotica era infine collegata all’amore umano, che nella cultura greca includeva rapporti sia omosessuali che eterosessuali.
  • Definizione di psicopatologia, psicopatologia interpretativa, psicopatologia descrittiva. La psicopatologia è la disciplina che studia i disturbi delle funzioni psichiche indipendentemente dalla patologia in cui ricorrono. Il termine psicopatologia compare per la prima volta alla fine del XIX secolo nel “Traitè International de Psycologie patologique” di A Marie, ma è con la “Psicopatologia Generale” di Jaspers pubblicata nel 1913 che nasce la Psicopatologia come scienza. Essa si distingue in: - Interpretativa : si basa su assunti interpretativo riferibili a costrutti teorici, su base psicodinamica, esistenziale e comportamentistica; - Descrittiva : esprime e classifica le esperienze, cognizioni, emozioni e comportamenti anomali del paziente, evitando assunti teorici e spiegazioni (Osservazione, Fenomenologia).
  • Definizione psicopatologica di delirium. La confusione mentale, il delirium, è uno stato psicotico in cui la valutazione globale è perduta, vi è incoerenza linguistica, perdita del riferimento e orientamento spazio-tempo, disorganizzazione del pensiero e del linguaggio,

- Torpore: stato di riduzione della consapevolezza con tendenza al sonno in assenza di stimoli esterni; - Sopore: stato di non coscienza, che può essere riattivata da forti stimoli esterni; - Coma: stato di incoscienza, non si ha il risveglio neanche con energici stimoli esterni o dolorosi.

  • Definizione di tangenzialità del pensiero e deragliamento del pensiero. Il pensiero è la funzione psichica complessa che permette la valutazione della realtà e la formulazione di giudizi. I disturbi del pensiero vengono distinti in disturbi della forma e disturbi del contenuto. Nei primi troviamo diverse manifestazioni : - accelerazione idetica – fuga delle idee; - inibizione o rallentamento idetico; - circostanzialità; - perseverazione; - concretismo; - illogicità - pensiero ossessivo - pensiero dissociato , considerato tipico della schizofrenia, è provocato dalla perdita dei comuni nessi associativi tra le singole idee, che conferisce al pensiero un aspetto bizzarro e incomprensibile. All’intero di esso stati distinti i seguenti fenomeni: il deragliamento , ossia il passaggio a pensieri privi di qualsiasi legame con i precedenti; la tangenzialità , in cui la risposta a una domanda appare solo parzialmente collegata alla domanda stessa; la fusione, in cui due o più idee eterogenee sono fuse in maniera incomprensibile; l’iperinclusione, cioè la comparsa di concetti inappropriati in un discorso logico; e infine il blocco, in cui si ha l’interruzione del pensiero per il suo “ritiro” dal campo di coscienza.
  • Definizione di disturbi negativi del flusso del pensiero. Nei disturbi negativi del flusso del pensiero l’eloquio è impoverito, scarso di contenuti, stentato, poco informativo. La povertà dell’eloquio consiste appunto in una riduzione dell’eloquio spontaneo che si può accompagnare a povertà del contenuto. Affermazioni scarsamente informative: tendono ad essere vaghe, eccessivamente astratte o concrete, ripetitive e stereotipe. In alcuni casi si può arrivare al blocco del flusso ideativo
  • Definizione di disturbi positivi del flusso del pensiero. Nei disturbi positivi del flusso del pensiero l’eloquio è fluido. Esso è però caratterizzato da un discorso disorganizzato o sconnesso, come ad esempio libere associazioni tra i concetti, soprattutto evidente quando avviene un cambiamento di tematiche in maniera sconnessa, con risposte tangenziali, parole senza senso o modi circostanziali di conversare. Segue, dunque, direzioni e ritmi insoliti che lo rendono difficilmente comprensibile.
  • Definizione di allucinazione. Le allucinazioni sono un fenomeno molto complesso, esse interessano l’elaborazione delle informazioni sensitive e pertanto possono manifestarsi sotto aspetti diversi. Sono spesso definite in psicopatologia come “percezione senza oggetto”. Le allucinazioni sono causate dalla formazione di una percezione che non deriva da una fonte esterna. È una percezione che avviene quando la corteccia sensoriale è attivata in assenza di una corrispondente stimolazione dei recettori periferici. Le allucinazioni si possono manifestare secondo ognuna delle modalità sensoriali, in particolare si hanno allucinazioni visive, uditive, gustative, olfattive e tattili e fenomeni allucinatori cenestesici, enterocettivi e protopatici.
  • Definizione di illusione. Un'illusione è una distorsione di una percezione sensoriale o cognitiva, causata dal modo in cui il cervello è solito organizzare ed interpretare le informazioni che riceve. Le illusioni possono coinvolgere tutti i sensi, ma quelle ottiche sono le più emblematiche e conosciute, dal momento che la vista spesso prevarica gli altri sensi. Le illusioni sono quindi un’alterazione percettiva di un oggetto reale. Lo stimolo sensoriale viene interpretato in modo erroneo come ad esempio un’ombra nell’oscurità viene presa per un individuo minaccioso. Alcuni dei fattori scatenanti possono essere l’indefinitezza dello stimolo, lo stato emotivo o lo stato di aspettativa rispetto allo stimolo, un abbassamento della vigilanza. Le illusioni non si riferiscono ad una specifica patologia psichiatrica ma possono essere presenti in vari quadri patologici in relazione allo stato affettivo e al livello di coscienza.
  • Descrivi le caratteristiche cliniche essenziali del disturbo antisociale di personalità (criteri secondo il DSM 5) Secondo la definizione del DSM 5 (2013) il Disturbo Antisociale di Personalità è un pattern pervasivo di inosservanza e di violazione dei diritti degli altri, che inizia nell’infanzia o nella prima adolescenza e continua nell’età adulta. Per porre questa diagnosi, l’individuo deve avere almeno 18 anni (Criterio B) e avere in anamnesi alcuni sintomi del disturbo della condotta prima dell’età di 15 anni (Criterio C). Gli individui con disturbo antisociale di personalità non riescono a conformarsi alle norme sociali per quanto riguarda il comportamento legale (Criterio A1), sono frequentemente disonesti e manipolativi per profitto o per piacere personale (per es., per ottenere denaro, sesso o potere) (Criterio A2) e possono prendere decisioni sotto l’impulso del momento, senza riflettere e senza considerare le conseguenze per sé e per gli altri. Tendono a essere irritabili e aggressivi (Criterio A4), mostrano una noncuranza sconsiderata della sicurezza propria o degli altri (Criterio A5), tendono anche a essere spesso estremamente irresponsabili (Criterio A6) e mostrano scarso rimorso per le conseguenze delle proprie azioni (Criterio A7).
    • Descrivi le caratteristiche cliniche essenziali del disturbo borderline di personalità (criteri secondo il DSM 5) Il disturbo borderline di personalità (DBP) è definito come un modello pervasivo di instabilità delle relazioni interpersonali, degli affetti e dell’immagine di sé ed è caratterizzato da una marcata impulsività. Il DBP rappresenta, secondo il mondo scientifico, un'entità diagnostica, tra le più complesse e controverse. Il modello alternativo del DSM- 5 evidenzia, fra caratteristiche tipiche del disturbo borderline di personalità, l’instabilità dell’immagine di sé, degli obiettivi personali, delle relazioni interpersonali e affettive,
  • Definizione di ossessione Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini mentali che vengono percepite come sgradevoli o intrusive dalla persona, che si sente così costretta a mettere in atto delle compulsioni, ovvero comportamenti ripetitivi o azioni mentali che permettono di alleviare momentaneamente il disagio provocato dalle ossessioni.
  • Descrivere brevemente i fattori biologici implicati nell'eziopatogenesi del DOC Secondo la teoria biochimica la sintomatologia del Disturbo Ossessivo Compulsivo è correlata con una disregolazione di alcuni sistemi di neurotrasmettitori, in particolare del sistema serotoninergico (e in parte anche del sistema dopaminergico), che causerebbe una diminuzione della serotonina in specifiche aree cerebrali. Questa ipotesi è avvalorata dal fatto che i sintomi ossessivo compulsivimigliorano con la somministrazione di farmaci SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina). In generale, le persone che hanno parenti con Disturbo Ossessivo Compulsivo sono soggette ad un rischio maggiore di sviluppare la malattia, anche se la maggior parte delle persone con la malattia non hanno una storia familiare simile. Il clima familiare è di solito caratterizzato da un blocco delle espressioni emotive e da distacco; in queste famiglie si predilige il piano logico, formale e verbale. Inoltre di solito è presente un’attenzione focalizzata alle regole formali, un’accentuazione del senso di responsabilità, un incoraggiamento allo sforzo, all’impegno e alla pulizia. In queste famiglie generalmente le relazioni sociali sono scarse e quelle esistenti sono vissute in modo molto formale.
  • Descrivere la "teoria monoaminergica" della depressione La teoria monoaminergica della depressione costituì una cruciale base biologica per la farmacoterapia della patologia depressiva. Attraverso questa teoria fu dimostrato che tutti i farmaci antidepressivi inducevano in poche ore un marcato aumento dei livelli cerebrali di serotonina e/o noradrenalina. La terapia farmacologica di questa patologia utilizza molecole capaci di aumentare i livelli sinaptici di serotonina e/o noradrenalina permettendo di ottenere farmaci efficaci e con sempre minori effetti collaterali, ma ha dato anche un contributo fondamentale alla comprensione dei meccanismi molecolari e cellulari coinvolti nell’eziopatogenesi dei disturbi della sfera affettiva, emozionale e cognitiva. Attraverso questo meccanismo i farmaci antidepressivi sono capaci nel tempo (settimane/mesi) di migliorare la alterata funzione dei neuroni, rendendoli meno sensibili agli eventi stressanti attraverso un parziale recupero del loro trofismo con il conseguente parziale o totale ripristino, nell’arco di mesi/anni, dei volumi di alcune importanti aree cerebrali coinvolte nella modulazione della sfera affettiva, emozionale e cognitiva. Pertanto, i farmaci sintetizzati e sviluppati per aumentare in tempi rapidi (ore) le concentrazioni sinaptiche di monoamine sono anche in grado di modificare in tempi più lunghi (settimane) la funzione di specifici geni capaci di esprimere molecole ad azione neurotrofica ha suggerito di affiancare alla ipotesi monoaminergica l’ipotesi neurotrofica.
  • Definire l'episodio depressivo La Depressione è un disturbo del tono dell’umore, funzione psichica importante per l’adattamento. Un episodio depressivo maggiore è caratterizzato dalla presenza – durante e per almeno un periodo di due settimane – di almeno cinque dei seguenti sintomi (di cui uno dei primi due è necessario per fare diagnosi di episodio depressivo maggiore): - umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni;

- marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni; - significativa perdita di peso, non dovuta a dieta, o aumento di peso oppure diminuzione o aumento dell’appetito; - insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni; - agitazione o rallentamento psicomotori quasi tutti i giorni; - faticabilità o mancanza di energia quasi tutti i giorni; - sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati, quasi tutti i giorni - ridotta capacità di pensare o concentrarsi, o indecisione, quasi tutti i giorni; - pensieri ricorrenti di morte, ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o un piano specifico per commettere suicidio Per fare diagnosi di episodio depressivo maggiore, i sintomi devono recare un disagio significativo o una compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. L’episodio di alterazione dell’umore, inoltre, non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza o a un’altra condizione medica generale. La durata media di un episodio depressivo maggiore può durare da 6 mesi a un anno, a seconda della gravità.

  • Caratteristiche cliniche del delirium il delirium è un disturbo acuto, fugace, in genere reversibile e fluttuante, dell'attenzione, dello stato cognitivo e del livello di coscienza. **Le sue caratteristiche cliniche sono:
  • Vigilanza :** Il paziente presenta alterazione dello stato di coscienza, livelli fluttuanti di coscienza e tendenza al rallentamento del pensiero. Alcuni soggetti vedono prevalere la tendenza al sopore, all'iporeattività e ad una vigilanza ridotta: tendono alla sonnolenza e passano con facilità a fasi di ridotta capacità di movimento) e mutismo, procedendo fino al coma franco. Altri, al contrario, scattano ad ogni movimento, stimolo tattile od uditivo, in direzione della fonte da cui proviene l'impulso e la sollecitazione. - Attenzione L'incapacità di mantenere l'attenzione è il sintomo cardinale per diagnosticare il delirium. Durante il colloquio, anche su sollecitazione dell'esaminatore, il soggetto ha difficoltà a concentrarsi, dirigere e focalizzare l'attenzione su alcuni concetti, così come a mantenere la stessa attenzione su un pensiero che viene proposto. Questo disturbo appare precocemente nel corso del delirium ed è relativamente facile identificare la facilità con cui il paziente si distrae facilmente, saltando nel giro di pochi secondi da un argomento ad un altro. - Memoria Il paziente tende a dimenticare con facilità gli eventi recenti così come ad apprendere nuovi concetti o fatti. Questo aspetto della sindrome è strettamente correlato a quello dell'attenzione dal momento che per costruirsi nuovi ricordi nel tempo è necessario aver un grado di attenzione anche superiore a quello necessario per la semplice memoria a breve termine. Il deficit di memoria è caratteristicamente più rilevante per gli eventi recenti (memoria a breve termine) che non rispetto ai fatti lontani nel tempo, i cui ricordi, datati, vengono conservati senza bisogno di concentrazione, in quanto il soggetto si è già costituito una memoria a lungo termine. - Disorientamento Il paziente appare in evidente stato di confusione mentale, e questo è uno dei sintomi più gravi e semplici da riscontrare. Si ha una perdita di consapevolezza
  • Cosa si intende per farmacocinetica. Il termine farmacocinetica deriva da due parole greche: pharmakon (farmaco o veleno) e kinesis (movimento). Come implica questa origine, la farmacocinetica è lo studio del movimento dei farmaci nel corpo. La farmacocinetica include anche il metabolismo e l’escrezione dei farmaci. Ci sono quattro processi farmacocinetici di base: assorbimento, distribuzione, metabolismo, ed escrezione. L’assorbimento è definito come il movimento di un farmaco dal suo sito di somministrazione al sangue. La distribuzione è definita come il movimento del farmaco dal sangue allo spazio interstiziale dei tessuti e da questo all’interno delle cellule. Il metabolismo (biotrasformazione) è definito come l’alterazione mediata enzimaticamente della struttura del farmaco. L’escrezione è il movimento dei farmaci e dei loro metaboliti per uscire dall’organismo. La combinazione di metabolismo ed escrezione è chiamata eliminazione. I quattro processi farmacocinetici, agendo di concerto, determinano la concentrazione del farmaco nei suoi siti d’azione.
  • Cosa si intende per metabolismo di un farmaco. Il metabolismo (biotrasformazione) è definito come l’alterazione mediata enzimaticamente della struttura del farmaco. Esso fa parte dei quattro processi farmacocinetici di base.
  • Cosa si intende per tempo di latenza di un farmaco? L’ azione farmacologica ha un caratteristico andamento nel tempo: inizia dopo un determinato intervallo di tempo dalla somministrazione, detto tempo di latenza , si accresce progressivamente ( incremento ) fino a raggiungere un massimo ( acme ), infine decresce progressivamente ( decremento ) fino a scomparire.
  • Definire cosa rappresentano e quali sono i "sintomi base" della schizofrenia. La nozione di sintomi di base della scuola di Bonn, avvalendosi dell'approccio fenomenologico jaspersiano e schneideriano, propone un innovativo modello interpretativo del configurarsi dei sintomi positivi e dei sintomi negativi a partire da disturbi elementari acaratteristici ed aspecifici (sintomi di base) che rappresentano i correlati fenomenici del disturbo cognitivo fondamentale della schizofrenia (disturbo del processo di elaborazione delle informazioni), situato a livello transfenomenico e sotteso da una alterazione biologica (a livello prefenomenico), localizzata nel lobo limbico. Il modello dei sintomi di base costituisce un raffinato approccio alla psicopatologia della schizofrenia che consente di dare un senso sul piano psicopatologico-clinico, senza incursioni nel prefenomenico, ai sintomi positivi e negativi includendoli in un modello olistico. I sintomi positivi della schizofrenia comprendono: - I deliri; - le allucinazioni, - la disorganizzazione e la frammentazione del pensiero; - Il comportamento bizzarro e disorganizzato. I sintomi negativi della schizofrenia invece comprendono: - Apatia - Appiattimento affettivo - Deficit nella produttività e fluidità dell’eloquio - Perdita d’iniziativa

- Povertà ideativa - Difficoltà a mantenere l’attenzione - Compromissione dei rapporti interpersonali, del funzionamento sociale e lavorativo. In pratica il soggetto non reagisce a quelle situazioni che negli altri suscitano emozioni, perde interessi ed energie e tende a ridurre sempre più i propri rapporti sociali, fino all’isolamento. Sono questi i sintomi della schizofrenia più difficili da interpretare in modo chiaro, hanno un’evoluzione lenta e graduale e, almeno all’inizio, possono non sembrare segnali specifici di una patologia così grave, ma confondersi con i sintomi depressivi.

  • Definire l'episodio ipomaniacale. L'ipomania è uno stato d'animo caratterizzato da umore elevato, eccitazione, aumentata produttività e ottimismo. Questa forma meno estrema di mania non corrisponde al normale temperamento dell'individuo e si manifesta con comportamenti tipici: durante un episodio ipomaniacale, il soggetto è energico, iperattivo, loquace, disinibito e presenta eccessi di autostima.L'ipomania si associa a un ridotto bisogno di sonno e a un incremento dell'attività psicomotoria. Il soggetto può avere la tendenza a parlare velocemente e molto più del solito, producendo un flusso di idee, iniziative e pensieri che può risultare caotico e senza senso.In qualche caso, l'episodio ipomaniacale non è caratterizzato da uno stato euforico, ma da facile distraibilità, deficit di attenzione, irritabilità ed umore labile; L'individuo è aggressivo e adotta comportamenti sregolati, sconvenienti ed irresponsabili. L'ipomania può presentarsi in varie condizioni psico-patologiche. Episodi di ipomania possono essere indotti anche dall’abuso di alcol e droghe e come effetto collaterale di alcuni farmaci.
  • Definire l'episodio maniacale. L’episodio maniacale è caratterizzato da un periodo di umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo od irritabile, della durata di almeno una settimana. Devono inoltre essere presenti tre sintomi di un elenco di 7, che comprende: - eccessiva autostima o manie di grandezza; - ridotto bisogno di sonno; - maggiore loquacità del solito, oppure spinta continua a parlare; - fuga delle idee; - distraibilità ; - agitazione psichica e motoria; - eccessivo coinvolgimento in attività con conseguenze a volte dannose come acquisti, sessualità sconveniente, investimenti ecc. Il paziente manca di coscienza critica della sua malattia, perchè è persuaso da una sensazione soggettiva di benessere, ed è perciò convinto di godere di buona salute psichica.
  • Definizione di abulia. L'abulia è un disturbo psichico caratterizzato dal progressivo indebolimento della volontà nell'intraprendere qualsiasi iniziativa. Questo fenomeno comporta un'inibizione dell'attività fisica e cognitiva: il soggetto esita nel prendere una decisione in maniera autonoma e nel compiere una determinata azione, pur essendo consapevole della necessità di dover portarla a termine. Nei casi più gravi, l'abulia porta alla sospensione di qualsiasi atto volontario, conducendo il paziente all'inerzia totale. Al disturbo possono associarsi, inoltre, problemi di concentrazione ed attenzione. L'abulia è un sintomo che si manifesta prevalentemente negli stati depressivi. La condizione può presentarsi, inoltre, in caso

d'azione più complesso, caratterizzato da una minore affinità per i recettori dopaminergici e una azione su alcuni sottotipi recettoriali serotoninergici

  • Definizione di attacco di panico. Gli attacchi di panico sono periodi di paura o disagio intensi in assenza di vero pericolo e accompagnati da sintomi cognitivi e fisici (somatici). Gli attacchi di panico si manifestano con un’improvvisa e intensa paura in assenza di un reale pericolo, accompagnata da sintomi somatici, dovuti all’attivazione del sistema simpatico, e cognitivi (paura di impazzire, di perdere il controllo, paura di morire). Generalmente raggiungono rapidamente l’apice e sono di breve durata (di solito 10 minuti o meno).
  • Definizione di compulsione. Le compulsioni comprendono quei comportamenti stereotipati (o anche pensieri) utilizzati per rispondere a stati di ansia e preoccupazione. Spesso sono associate alle ossessioni, poiché il carattere pervasivo di queste ultime è fonte di elevato stress, che il paziente placa momentaneamente attraverso le compulsioni. Le compulsioni , quindi, per come vengono definite, possono comprendere tutti quei comportamenti stereotipati (ad esempio pulirsi le mani per non rimanere contaminati), ma anche pensieri, utilizzati per rispondere alla preoccupazione. L’utilità di una tale risposta comportamentale sta nel fatto che questa permette di evitare completamente l’eventualità potenziale di affrontare quel timore, attraverso un meccanismo di controllo.
  • Definizione di condotte di eliminazione. Le persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare (DCA) o disturbi dell’alimentazione, mostrano difficoltà specifiche nel rapporto con il cibo e con il proprio corpo, tali da compromettere in modo significativo la qualità di vita. Una persona che soffre di bulimia nervosa può essere di peso normale, sottopeso o sovrappeso, diversamente da una persona con anoressia nervosa che è sempre sottopeso. Il peso, tuttavia, può variare enormemente e oscillare nel tempo. E’ possibile distinguere due forme di bulimia nervosa: bulimia con condotte di eliminazione (dopo l’abbuffata si ricorre all’uso di vomito auto- indotto, lassativi o diuretici), e bulimia senza condotte di eliminazione. Da qui desumiamo appunto che queste condotte non sono altro che i metodi attraverso i quali il paziente elimina il cibo.
  • Definizione di delirio. Il delirio è un sintomo psicotico caratterizzato dalla presenza di convinzioni o idee errate, non corrispondenti alla realtà, non condivisibili e persistenti, nonostante le evidenze contrarie. Questo disturbo del pensiero è soggettivo ed esprime la modificazione dell’esperienza dell’individuo che ne soffre in relazione all’ambiente esterno. Le persone che sperimentano i deliri possono credere di essere seguiti, avvelenati, sfruttati, infettati, amati a distanza oppure ingannati dal proprio coniuge. Inoltre, questi soggetti presentano preoccupazioni riguardo la lealtà o l’affidabilità degli amici, tendenza a leggere significati minacciosi in situazioni favorevoli, rancorosità costante ed eccessiva reattività rispetto a stimoli che vengono percepiti come affronti. Il delirio è uno dei sintomi principali della schizofrenia e può riscontrarsi in varie condizioni psichiche (psicosi), come alterazioni della personalità, episodi depressivi o maniacali e disturbo delirante cronico (o paranoia). In

pazienti anziani, il disturbo può coesistere con una demenza lieve. Il delirio è un sintomo che si riscontra anche in caso di sclerosi multipla, abuso di varie sostanze e convulsioni. I deliri vengono suddivisi in diversi sottotipi, a seconda del loro contenuto.

  • Definizione di delirio di gelosia e delirio erotomanico. Nel delirio di gelosia il soggetto ha la convinzione che il proprio partner sia infedele senza avere dati di realtà che sostengano la sua credenza ed attua comportamenti disfunzionali per sé e la coppia volti a confermare la sua idea (es. appostamenti, pedinamenti, aggressività fisica). Nel delirio erotomanico il soggetto è convinto di essere amato da una persona del tutto sconosciuta. Anche questo tipo di delirio è accompagnato da comportamenti esasperanti per l’altro come telefonate, visite improvvise e pedinamenti.
  • Definizione di delirio di grandezza. Nel delirio di grandezza il soggetto è convinto di essere una persona eccezionale e, ad esempio, di avere un ruolo di grande rilievo o di aver compiuto qualche importante opera per l’umanità (es. una scoperta scientifica).
  • Definizione di delirio di influenzamento. Nel delirio di influenzamento e di controllo il soggetto è convinto che estranei o entità superiori controllino la sua mente (es. “Mi sento come telecomandata, tutto quello che faccio è voluto e programmato da un essere telepatico”)
  • Definizione di delirio di persecuzione. Nel delirio di persecuzione la convinzione prevalente della persona è quella di essere stato danneggiato (es. ingannato, spiato, avvelenato, drogato). Chi presenta questo delirio, essendo convinto di aver subito profonde ingiustizie ed essendo molto risentito per queste, può far ricorso a violenze e a frequenti azioni legali nei confronti dei suoi ipotetici persecutori.
  • Definizione di delirio di riferimento. Rappresenta il delirio il cui tema è che gli eventi, gli oggetti, o le persone del proprio immediato circondario abbiano un significato particolare e inusuale. Questi deliri hanno di solito una valenza negativa o peggiorativa, ma possono presentare anche contenuti grandiosi. Ciò differisce dalle “idee di riferimento”, in cui la falsa convinzione non viene sostenuta altrettanto fermamente, né risulta altrettanto strutturata in un solido sistema di credenze;
  • Definizione di idea prevalente. L'idea prevalente è un contenuto di pensiero legato a una notevole componente affettiva che, temporaneamente o persistentemente, domina su tutte le altre idee; criticata dal soggetto ma non considerata assurda, il suo contenuto può essere vario (da idee creative a temi spiacevoli); non necessariamente patologica, si può riscontrare in taluni quadri morbosi (per esempio, depressione, stati ansiosi) e può preludere all'insorgenza di fobie o deliri.
  • Definizione di impulsività. L’impulso, o l’impulsività, rappresenta la voglia irrefrenabile di eseguire un’azione incontrollabile, involontaria, incontenibile. Si tratta di mettere in atto una risposta repentina in reazione a uno stimolo proveniente dall’ambiente esterno tramite un agito
  • Definizione di umore depresso. la depressione è caratterizzata da sono un umore depresso e/o una diminuzione di interesse e/o piacere per le attività quotidiane (tra cui anche diminuzione del desiderio sessuale). Generalmente insorgono emozioni di tristezza profonda e continua, disperazione, apprensione, rabbia, apatia. La persona si sente emotivamente labile con facilità al pianto, emergono pensieri di autosvalutazione e colpa, pessimismo, pensieri negativi e calo di autostima; nella depressione possono essere presenti anche pensieri di morte, impotenza e ideazione/pianificazione suicidaria. Con la deflessione del tono dell’umore variano anche i livelli di energia fisica, faticabilità, la qualità del sonno e dell’appetito. Nella quotidianità la persona può percepire maggiore faticabilità e sensazione di stanchezza, una marcata difficoltà nella concentrazione e indecisione nell’affrontare le proprie incombenze o semplici azioni. A livello cognitivo generalmente è presente una ricorrente ruminazione e/o rimurginio. Inoltre anche la diminuzione o l’aumento di peso corporeo e dell’appetito, così come ipersonnia o insonnia sono sintomi che possono insorgere in un quadro di depressione. I disturbi depressivi (o depressione unipolare) si caratterizzano per l’assenza di episodi maniacali o ipomaniacali nella storia del paziente.
  • Definizione di umore maniacale. I disturbi dell’umore sono un insieme di patologie tra loro piuttosto differenti, ognuna delle quali è caratterizzata da alcuni sintomi specifici. Cioè che però li caratterizza tutti è l’alterazione patologica del tono dell’umore che crea marcato disagio psicologico oltre a problematiche nel funzionamento sociale e relazionale. Le alterazioni del tono dell’umore sono principalmente: - la depressione caratterizzata da tristezza, calo della spinta vitale e ideazioni pessimistiche fino a pensieri autolesivi - la mania caratterizzata da eccessiva euforia, logorrea, aumento della velocità del pensiero fino a sfociare in sintomi psicotici come deliri. - l’ umore misto caratterizzato dalla presenza di sintomi depressivi e sintomi maniacali in concomitanza detto anche “ umore disforico “.
  • Descrivere gli obiettivi essenziali della psicoterapia della disforia di genere. Nel DSM-5 rientra nella categoria diagnostica “Disforia di genere”. tale termine si riferisce al disagio affettivo e cognitivo in relazione al genere assegnato. L'intervento psicologico accompagna il paziente con Disforia di genere nell’esplorazione della propria identità, garantendogli uno stile di vita stabile. La psicoterapia (individuale, di coppia, familiare o di gruppo) ha lo scopo di esplorare le varie identità/ruoli/espressioni di genere, modificare l’impatto negativo della Disforia di genere e dello stigma sociale sulla salute mentale, alleviare la transfobia interiorizzata , migliorare il supporto sociale, migliorare l’immagine del corpo, promuovere la capacità di recupero;
    • Descrivere i cinque sottotipi di schizofrenia. Sono stati identificati dei sottotipi di schizofrenia: - Tipo paranoide; In questo sottotipo dominano sintomi di tipo delirante o frequenti allucinazioni uditive (spesso associata a manifestazioni di rabbia o violenza) Poco rilevanti sono l’eloquio disorganizzato, il comportamento disorganizzato o catatonico, l’affettività appiattita o inadeguata;

- Tipo disorganizzato; In questo sottotipo dominano la disorganizzazione del linguaggio e del comportamento, con inadeguatezza e appiattimento dell’affettività, compromissione cognitiva; ha un esordio precoce. Se sono presenti deliri e allucinazioni, appaiono frammentati e non ben sistematizzati come nella forma paranoide. - Tipo catatonico; Attualmente questo sottotipo è di più rara osservazione, è caratterizzato da disturbi motori come arresto motorio (catalessia o stupor), eccessiva attività motoria afinalistica, negativismo estremo, tendenza ad assumere pose inadeguate e strane, stereotipie, ecolalia ed ecoprassia. - Tipo Indifferenziato; Questo sottotipo viene diagnosticato quando il quadro clinico non soddisfa i criteri citati per i tipi paranoide, disorganizzato e catatonico. - Tipo Residuo; I sintomi appaiono più sfumati, i pazienti che non hanno più importanti sintomi psicotici, ma continuano a presentare il disturbo. Attualmente nel DSM 5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, giunto alla 5° edizione) i sottotipi di schizofrenia (cioè paranoide, disorganizzato, catatonico, indifferenziato e residuo) sono stati eliminati, poiché hanno dimostrato di avere una scarsa stabilità diagnostica ed affidabilità, inoltre non hanno evidenziato pattern distintivi di risposta terapeutica o di decorso a lungo termine.

  • Descrivere i deficit dei comportamenti comunicativi presenti nell'autismo. I sintomi del disturbo dello spettro autistico vengono raggruppati in due ampie categorie: deficit socio- comunicativo e alterazioni comportamentali. I deficit socio-comunicativo, i bambini affetti presentano un ritardo nello sviluppo del linguaggio anche di diversi anni, nonostante un udito normale. Le difficoltà nel linguaggio possono essere molto diverse per tipologia e di gravità: in alcuni casi è possibile che il bambino utilizzi una sintassi insolita o espressioni strane e non adeguate al contesto (linguaggio idiosincratico); anche il ritmo della frase (prosodia) può essere alterato. Alcune persone non sono in grado di utilizzare il linguaggio del corpo o altri comportamenti non verbali per comunicare. I bambini autistici spesso presentano difficoltà nell'iniziare e continuare una conversazione; a volte, invece, parlano da soli e al posto di interagire con le altre persone fanno monologhi su argomenti che interessano a loro. Tendono a ripetere in continuazione le stesse domande, anche dopo avere ricevuto la risposta. Appare, inoltre, compromessa la socializzazione, con scarso e lento sviluppo di competenze sociali. Spesso questi bambini possono avere scatti di ira e aggressività, ridotto bisogno di contatto fisico, poche amicizie e scarsa condivisione con le altre persone.
  • Descrivere i due sottotipi di anoressia nervosa come specificati nel DSM 5. La diagnosi di anoressia prevede che il peso sia insufficiente, un disturbo dell’immagine corporea, il timore di ingrassare e l’amenorrea. I due sottotipi sono: - Tipo con restrizioni: Durante gli ultimi 3 mesi, l’individuo non ha presentato ricorrenti episodi di abbuffate o condotte di eliminazione (per es., vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi). In questo sottotipo la perdita di peso è ottenuta principalmente attraverso la dieta, il digiuno e/o l’attività fisica eccessiva.

- PATOLOGIE CARDIACHE; Il trattamento con litio può provocare patologie a carico del cuore come aritmie, collasso della circolazione periferica e scompenso circolatorio. Inoltre, può causare prolungamento dell'intervallo QT. Sono anche stati riportati casi di morte improvvisa. - PATOLOGIE RENALI E URINARIE; La terapia con litio può causare albuminuria (elevata concentrazione di albumina nelle urine), oliguria (diminuita escrezione urinaria), poliuria (formazione ed escrezione di una quantità eccessiva di urina), glicosuria (presenza di zuccheri nelle urine), fibrosi glomerulari e interstiziali e atrofia dei nefroni. - PATOLOGIE ENDOCRINE; In seguito al trattamento con litio possono insorgere gozzo tiroideo e/o ipotiroidismo. Sono stati riportati anche rari casi d'ipertiroidismo. - PATOLOGIE GASTROINTESTINALI; Il litio può causare nausea, vomito e diarrea. Inoltre, può favorire l'insorgenza di anoressia. - PATOLOGIE DEL SISTEMA EMOLINFOPOIETICO; Il sistema emolinfopoietico è quel sistema deputato alla produzione di cellule del sangue. In seguito al trattamento con litio, è stato riportato un caso di alterazione di tale sistema che ha portato all'insorgenza di una marcata leucopenia (una riduzione dei globuli bianchi nel circolo ematico). - PATOLOGIE DELL'OCCHIO; Il trattamento con litio può dare origine a scotomi transitori (cioè comparsa di un'area di cecità - parziale o completa - all'interno del campo visivo) e a disturbi della vista. - PATOLOGIE DELLA CUTE E DEL TESSUTO CUTANEO; In seguito alla terapia con litio possono manifestarsi inaridimento e assottigliamento dei capelli, alopecia, anestesia cutanea, follicolite cronica. In pazienti affetti da psoriasi, inoltre, potrebbe verificarsi un'esacerbazione della stessa. - DISTURBI DEL METABOLISMO E DELLA NUTRIZIONE; Il trattamento con litio potrebbe causare disidratazione e perdita di peso. - ALTERAZIONE DI ESAMI DIAGNOSTICI; La terapia con litio può causare alterazioni dell'elettrocardiogramma (ECG) e dell'elettroencefalogramma (EEG).

  • Descrivere i principali trattamenti non farmacologici e non psicoterapeutici della depressione. Le principali linee-guida internazionali concordano sulla necessità di personalizzare i trattamenti sulla base delle caratteristiche socio-demografiche, cliniche e psicologiche dei singoli pazienti, nonché sulla necessità di adottare un approccio integrato che includa, oltre ai farmaci antidepressivi a dosaggi appropriati e per una durata adeguata, l’utilizzo di interventi psicologici e psicosociali che possano contribuire alla remissione sintomatologica, funzionale e personale dei pazienti. Gli interventi psicologici e psicosociali che si sono dimostrati efficaci per il trattamento della depressione e che sono attualmente consigliati dalle principali linee-guida internazionali sono: - LE PSICOTERAPIE; L’utilizzo della psicoterapia in pazienti affetti da depressione è attualmente fortemente raccomandato dalle principali linee-guida internazionali. La psicoterapia è indicata come trattamento esclusivo nelle depressioni di grado lieve o moderato, mentre è raccomandata in associazione al trattamento farmacologico nella depressione grave, soprattutto quando è presente ideazione suicidaria. - TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE; Con la definizione di “terapia cognitivo- comportamentale” (TCC) non si intende una singola forma di trattamento, ma piuttosto un

insieme di interventi basati sulla premessa che i pazienti affetti da depressione maggiore presentano distorsioni cognitive e schemi comportamentali disadattivi che contribuiscono alla comparsa e al mantenimento dei sintomi depressivi.

- PSICOTERAPIA INTERPERSONALE; La psicoterapia interpersonale è un modello di psicoterapia breve di comprovata efficacia nel trattamento del disturbo depressivo maggiore, che sta assumendo negli ultimi anni una sempre maggiore rilevanza. Gli obiettivi della psicoterapia interpersonale consistono sia nel miglioramento delle relazioni interpersonali (diminuzione della frequenza e dell’intensità dei comportamenti disadattivi, costruzione di un nuovo modello di comportamento finalizzato al mantenimento del supporto sociale) che nella riduzione della sintomatologia depressiva. - TERAPIE DI GRUPPO; Sia la terapia cognitivo-comportamentale che quella interpersonale possono essere fornite in setting individuali e di gruppo. Recentemente numerosi studi hanno focalizzato la loro attenzione sull’efficacia delle terapie di gruppo nel migliorare i sintomi depressivi, soprattutto per il migliore rapporto costi-benefici, riportando risultati incoraggianti. - TRATTAMENTI FAMILIARI; La presenza di sintomi depressivi può avere un impatto significativo sul funzionamento familiare, sebbene questa associazione sia stata poco studiata, in confronto ad altri disturbi mentali come la schizofrenia o il disturbo bipolare. I familiari dei pazienti affetti da depressione maggiore riportano elevati livelli di carico familiare, inteso come le difficoltà pratiche e psicologiche legate alla convivenza con un paziente. - COGNITIVE REMEDIATION; Studi recenti hanno sottolineato che la depressione, oltre ai sintomi nucleari affettivi, si accompagna a deficit multipli nei domini cognitivi. Molti pazienti con depressione maggiore presentano gravi compromissioni della fluenza verbale, delle abilità visuo-spaziali, dell’apprendimento verbale e delle funzioni esecutive. - INTERVENTI PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE FISICA; Negli ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato che i pazienti con depressione maggiore hanno una ridotta aspettativa di vita, soprattutto a causa di stili di vita scorretti, tra cui abitudini dietetiche inadeguate, scarso esercizio fisico, dipendenza da nicotina e abuso di sostanze. L’attenzione alla salute fisica dei pazienti con disturbi mentali ha condotto allo sviluppo di numerosi interventi psicosociali per la promozione degli stili di vita, con l’obiettivo di ridurre la mortalità dei pazienti e il rischio di patologie metaboliche (ad esempio, obesità, sindrome metabolica e diabete) e cardiovascolari (infarto del miocardio, ictus, ipertensione).

  • Descrivere la fase prodromica della schizofrenia. La fase prodromica (sintomi prodromici) è l’esordio della schizofrenia, essa è preceduta da un periodo di cambiamento subdolo rispetto al precedente funzionamento del paziente. Questa fase prodromica precede l’insorgenza dei sintomi (criterio A) e ha una durata estremamente variabile, da giorni a mesi. La comparsa dei sintomi prodromici viene in genere messa in relazione a normali eventi di vita (servizio militare, eventi di separazione o perdita) cui il paziente ha difficoltà ad adattarsi. Progressivo isolamento sociale (ritiro dalle attività scolastiche, lavorative e ricreative), allentamento dei rapporti affettivi e delle relazioni sentimentali, riduzione dell’igiene e della cura dell’aspetto esteriore. Comparsa di nuovi interessi eccentrici e bizzarri (ad esempio esoterismo).