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Scienza delle Finanze: Domande Aperte per l'Esame - Prof. Volonterio, Panieri di Scienza delle Finanze

Tutte le domande aperte del paniere aggiornato esame sostenuto Gennaio / 2022

Tipologia: Panieri

2021/2022
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Set Domande APERTE:
SCIENZA
DELLE FINANZE
SERVIZI GIURIDICI PER
L'IMPRESA (D.M.
270/04) - Docente:
Volonterio Federica
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Set Domande APERTE:

SCIENZA

DELLE FINANZE

SERVIZI GIURIDICI PER

L'IMPRESA (D.M.

270/04) - Docente:

Volonterio Federica

LEZIONE 2

  1. Il teorema di Barone : Il teorema di Barone -1912- dimostra la inefficienza economica delle imposte indirette rispetto a quelle dirette, dimostrando gli effetti distorsivi prodotti sui prezzi dei beni nel mercato. Il teorema afferma che a parità di gettito, le imposte dirette sono preferibili in quanto oltre a non alterare i prezzi, esse richiedono minori sacrifici al contribuente. Barone ha dimostrato che un’imposta sul reddito pone un individuo su di una curva di indifferenza inferiore rispetto a quella sulla quale si trovava prima dell’imposta, ma comunque superiore alla curva di indifferenza su cui finirebbe nel momento in cui subisse un’imposta di consumo di eguale ammontare di un’imposta sul reddito. In parità di riscossione. Il sacrificio è maggiore a seguito della applicazione dell’imposta indiretta rispetto a quella diretta. A parità di sacrificio, invece, il fisco percepisce meno con una imposizione indiretta rispetto che con quella diretta **_LEZIONE 3
  2. Progressività e proporzionalità delle imposte:_** L’imposta è una prestazione coattiva, pecuniaria, dovuta dal soggetto passivo, volta a finanziare servizi

valore del patrimonio. Questi dati devono essere attuali e non devono quindi riferirsi al passato. Per poter individuare la capacità contributiva occorre individuare il concetto di reddito imponibilesu cui viene applicato il prelievi fiscale. Sono stati individuati tre concetti di reddito : reddito come prodotto, reddito come consumo e reddito come entrata. 2 Le teorie del sacrificio nel prelievo tributari: Le teorie del sacrificio spiegano i metodi col quale viene distribuito il carico tributario. Esistono tre teorie:

  • Teoria del sacrificio uguale: un’imposta equa è quella che richiede un sacrificio uguale a tutti i cittadini e ciò può avvenire mediante un’imposta progressiva, proporzionale o regressiva;
  • Teoria del sacrificio proporzionale : i sacrifici sottoposti dai diversi contribuenti devono essere proporzionali all’utilità totale della ricchezza di cui della ricchezza di cui ciascuno per cui non è necessario un confronto tra i valori dei sacrifici stessi di ciascun contribuente;
  • Teoria del sacrificio minimo : deve essere minimo il sacrificio totale che deriva dal tributo, pertanto le imposte devono prelevare le unità di ricchezza che hanno minore utilità, in tal modo sarà minima la somma prelevata dall’insieme dei contribuenti. Queste

graverebbero maggiormente sui redditi alti. LEZIONE 5

1. Le entrate pubbliche: Le entrate pubbliche sono tutte le risorse che affluiscono allo Stato e agli altri enti pubblici al fine di poter essere utilizzate nello svolgimento delle proprie attività consistenti nel fornire servizi e beni alla collettività. Queste si distinguono sotto diversi profili, giuridici ed economici. Le entrate possono essere originarie o derivate, provenire quindi dal patrimonio dello Sato o dalla attività svolta dagli stessi enti pubblici oppure consistere nei prelievi coattivi nei confronti dei privati (imposte, tasse, contributi, prestiti ecc…). Si distinguono le entrate di diritto pubblico dalle entrate di diritto privato e a seconda della loro natura si distinguono in entrate di tributarie e in entrate extratributarie. A seconda delle loro ripetibilità nel tempo, vediamo altresì distinte le entrate ordinarie da quelle straordinarie. Le prime si ripetono in ogni esercizio finanziario e servono per far fronte alle spese ordinarie, le seconde invece, vengono richieste in caso di situazioni particolari e ricorrono saltuariamente (es: spese impreviste, calamità naturali, guerra, ecc…)

capitale. b) debito irredimibile quando lo Stato si impegna a corrispondere gli interessi ma senza fissare le scadenze per il rimborso del capitale, in pratica lo Stato non si impegna con una scadenza fissa e con il pagamento puntuale degli interessi. Si tratta di una rendita perpetua con cui si procede attraverso un’apposita cassa di ammortamento, con lo stanziamento ogni anno a bilancio di una somma destinata a tale scopo, costituita da un capitale iniziale e da un assegno annuo che lo Stato impiega per il rimborso dei titoli. 2 Il debito pubblico: debito pubblico è l’emissione a cura dello Stato di titoli obbligazionari che sono sottoscritti dai privati e servono ad assicurare i fondi per la copertura del deficit. E’ quindi il debito che lo Stato contrae per far fronte a spese straordinarie e provvisori deficit di cassa. Poiché il danaro per l’estinzione del debito pubblico viene raccolto principalmente con il prelievo tributario, l’ammontare del debito pubblico costituisce un fattore importante per determinare la misura dei tributi in ragione del reddito prodotto da un paese, possiamo quindi affermare che non rappresenta più una entrata straordinaria dello Stato, ma un istituto

ricorrente e permanente per l’incremento del reddito nazionale. Una classificazione molto importante del debito pubblico è quella fra: 1)debito fluttuante ( costituito da titoli emessi in via continuativa e per importi variabili) ;2)debito redimibile (costituito di prestiti a media e lunga scadenza). LEZIONE 7

1. DIFFERENZA TRA ONERI DETRAIBILI E ONERI DEDUCIBILI: Il legislatore ha previsto una serie di oneri e di spese che danno diritto rispettivamente a una detrazione di imposta e a una deduzione dal reddito complessivo. Vi è una distinzione tra queste due tipologie. Le deduzioni fiscali sono delle agevolazioni fiscali che concorrono direttamente a determinare il reddito imponibile, quello su cui si baseranno i calcoli dei tributi e viene calcolato sottraendo al reddito effettivo le deduzioni fiscali.Le detrazioni fiscali, invece, intervengono in una fase successiva, quel del calcolo effettivo dell’importo del tributo. Riducono l’imposta lorda fino ad azzerarla, ad eccezione della detrazione per canoni di locazione. Le detrazioni e la deduzione sono ammesse a condizione che gli oneri siano stati effettivamente sostenuti dal dichiarante nell’anno cui riferiscono, e che non siano già stati dedotti dai singoli

per canoni di locazione; spese per la frequenza di asili nido da parte dei figli; spese funebri; spese veterinarie; interessi per mutui ipotecari stipulati per costruire l’abitazione principale etc LEZIONE 8 1 La liquidazione dell'imposta: La liquidazione dell’imposta è la determinazione della somma dovuta a titolo d’imposta dal contribuente. Questo può fondarsi sui dati indicati dal contribuente in una dichiarazione tributaria, su un accertamento d’ufficio dall’ente impositore o su di una rettifica della dichiarazione resa dal contribuente. La liquidazione è la fase terminale del procedimento d’accertamento del debito d’imposta. Dunque le fasi del procedimento sono 4: dichiarazione del contribuente-controllo dei dati dichiarati- determinazione del debito da parte dell’ufficio in caso di inesattezza- liquidazione dell’imposta dovuta. Per molti tributi si ha una liquidazione anticipata.

2 La tassazione separata: La tassazione separata riguarda quei redditi la cui formazione è di tipo pluriennale; essi, infatti, pur essendo percepiti in un’unica soluzione si sono formati con un processo “di produzione” che è durato diversi anni, da qui la necessità di tassarli non con il regime ordinario Irpef che comporterebbe lo scatto di aliquota sempre più elevata, ma attraverso uno specifico processo che prevede una distinta aliquota. Rientrano in questa tipologia di redditi le indennità di fine rapporto, le plusvalenze derivanti dalle cessioni di aziende possedute per più di cinque anni, le indennità per perdita dell’avviamento che spettano al conduttore di esercizi commerciali per cessata locazione, etc. Per i redditi tassati separatamente l’imposta è determinata attraverso l’applicazione dell’imponibile dell’aliquota Irpef corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del biennio precedente. LEZIONE 9

1. I REDDITI FONDIARI: I redditi fondiari sono quei redditi prodotti da terreni e fabbricati ubicati nel territorio dello Stato e iscritti nel catasto, con retribuzione di rendita. Producono reddito fondiario i terreni atti alla produzione agricola e non anche quelli che costituiscono

consistenza dell’unità immobiliare (superficie, composizione, ecc) e dalla tariffa d’estimo unitaria (valore numerico dato dal comune dove è ubicato). Gli immobili inoltre, si suddividono per categorie. LEZIONE 10

1. I DIVIDENDI: I dividendi rappresentano gli utili derivanti dalla partecipazione in società soggette ad Ires. Ci riferiamo quindi a quote o azioni in società di capitale, enti commerciali, ecc… La tassazione varia a seconda di due fattori: la localizzazione della società che eroga i dividendi e la percentuale di partecipazione detenuta dal soci. Altra distinzione da tenere conto è tra le cosiddette partecipazioni qualificate e non qualificate, in quanto è prevista una percentuale di tassazione differente. 2. I redditi di capitale: La tassazione dei redditi di capitale è stata oggetto di numerosi interventi normativi. Il legislatore non ha fornito infatti una definizione ma un elenco di proventi rientranti in questa categoria aperta ad altre forme residuali. E’ possibile suddividere i redditi rientranti in questa definizione in due macro categorie: gli interessi e i proventi derivanti dalla partecipazione in società o enti. Entrambi tassati in quanto frutto della

rendita del capitale e l’eventuale differenza tra acquisto e vendita del titolo, rappresenta un reddito che rientra nella categoria dei redditi diversi. In questo caso il reddito è tassato lordo e nel periodo di imposta in cui sono percepiti, salvo eccezioni. Alcuni proventi sono soggetti a ritenuta a titolo d’acconto, con l’obbligo però di inserirli nella dichiarazione dei redditi. LEZIONE 11

1. REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE: I redditi di lavoro dipendente sono quelli derivanti da prestazioni lavorative con qualsiasi qualifica, alle dipendenze di altri, caratterizzate dunque dal vincolo di subordinazione. Nel reddito di lavoro dipendente rientrano anche le pensioni, i premi, i salari, i compensi per lavoro straordinari, le mensilità aggiuntive e qualsiasi forma di benefit. La tassazione avviene secondo il principio di cassa, pertanto essi vengono

dipendenze da altri. Ciò che dunque caratterizza tale reddito e lo distingue da quello di lavoro autonomo è il vincolo di subordinazione tra prestatore e datore di lavoro, assente in quello di lavoro autonomo. Infatti, una delle caratteristiche principali del reddito di lavoro autonomo è appunto l’autonomia nello svolgimento dell’attività, dunque il reddito di lavoro autonomo deriva dall’esercizio di una professione abituale ancorché non esclusiva di arti o professioni e più in generale da attività diverse da quelle di impresa. 2 I REDDITI DI LAVORO AUTONOMO: I redditi da lavoro autonomo sono quelli che derivano dall’esercizio per professione abituale ancorché non esclusiva, di arti o professioni e più in generale da attività di lavoro autonomo diverse da quelli da cui traggono origine i redditi di impresa, caratteristiche essenziali sono la natura intellettuale dell’attività svolta, l’autonomia nello svolgimento di tale attività, l’abitualità della stessa e la non imprenditorialità, ma ciò che crea difficoltà è la distinzione con l’attività di impresa, è il carattere meramente intellettuale svolta rispetto al ruolo secondario che assumono i beni organizzati. Altra categoria, dunque, è quella svolta per le professioni interamente intellettuali che richiedono iscrizione

all’albo. Costituiscono lavoro autonomo anche le professioni elencate svolte in forma associata.I lavoratori autonomi sono tenuti alla tenuta di una contabilità finalizzata alla determinazione del reddito così come sono tenuti alla compilazione dei registri ai fini IVA e agli adempimenti che ne derivano. I compensi se fatturati a imprenditori, società o altri professionisti, sono soggetti alla ritenuta di acconto nella misura del 20%. Sono stati emessi ulteriori provvedimenti di carattere restrittivo che hanno comportato l’impossibilità di portare in diminuzione dal reddito le perdite derivanti dall’esercizio nonché l’obbligo ad utilizzare un conto corrente bancario 3 DIFFERENZA TRA REDDITI DI LAVORO AUTONOMO E REDDITI DI IMPRESA: Dal punto di vista fiscale, si considerano redditi di lavoro autonomo tutti quelli che derivano dall'esercizio abituale, ancorché non esclusivo, individuale o in forma associata, di attività di lavoro autonomo diverse da quelle di impresa e di lavoro dipendente. Il criterio generale per differenziare i redditi di lavoro autonomo dai redditi d’impresa è quello che prevede che sono produttive di reddito di impresa le attività commerciali pur in assenza di una specifica organizzazione, mentre producono

fatturazione e incasso o pagamento. Il reddito delle imprese in contabilità ordinaria si determina dal bilancio, in particolare dalla redazione del conto economico composto dalla differenza tra costi e ricavi, quindi utile e perdita. Questo può essere sottoposto a regime di tassazione agevolata in base al fatturato annuo e alle scelte effettuate dall’imprenditore o amministratore. Infatti i regimi possono essere: regime dei contribuenti minimi, regime forfettario con contabilità semplificata, regime della contabilità semplificata, regime della contabilità ordinaria. LEZIONE 14

1. I REDDITI DIVERSI: Sono una categoria residuale di reddito, in quanto in essa confluiscono tutte quelle tipologie di reddito non riconducibili alle categorie ben definite. La loro natura li rende di difficile inquadratura, non derivano infatti da un’attività di impresa ma sono realizzate in assenza di un intento speculativo. Tra questo genere di redditi vi ritroviamo le plusvalenze di tipo “straordinario”, ovvero redditi realizzati da attività commerciali o lavoro autonomo non abituali. Le plusvalenze immobiliari, escluse quelle riguardanti immobili acquisiti mortis causa o quelli destinati ad abitazione. Rientrano anche le plusvalenze definiti

Capital Gains, cioè i guadagni di capitale, così come le plusvalenze derivanti da cessioni di contratti di associazione, cessione di di strumenti finanziari ecc. Tuttavia, la vera e propria categoria residuale dei redditi diversi è costituita dai redditi derivanti dalle vincite alle lotterie, immobili situati all’estero, dall’affitto o cessione in usufrutto dell’unica azienda del’'imprenditore, dai rimborsi spese e altri. 2 I CAPITAL GAINS: Sono una categoria di redditi diversi, sono delle plusvalenze che derivano dalla cessazione di azioni, di partecipazioni sociali, di titoli obbligazionari e di strumenti finanziari. In questa tipologia di redditi il guadagno è dato dalla vendita del titolo stesso ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto. Le partecipazioni devono essere qualificate, quindi quando si ha una percentuale di diritto al voto superiore al 2% o una partecipazione al capitale superiore al 5%, mentre per i mercati non regolamentati è qualificata se superiore al 20% o 25%, a seconda dei casi. Nel Regime ordinario o analitico, il contribuente deve indicare nella dichiarazione dei redditi le plusvalenze e le minusvalenze conseguite nel periodo di imposta in considerazione del tipo di partecipazione da cui hanno tratto origine.