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Paniere Aperte SCIENZA DELLE FINANZE Volonterio Ecampus, Panieri di Finanza

Paniere Aperte SCIENZA DELLE FINANZE Volonterio Ecampus

Tipologia: Panieri

2025/2026

In vendita dal 20/01/2026

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LEZIONE 2:
IL TEOREMA DI BARONE
Il teorema di Barone, elaborato nel 1912 dal napoletano Enrico Barone, dimostra l'inefficienza economica di
imposte indirette che determinano la distorsione dei prezzi dei beni sul mercato.
Dati due beni X ed Y, un individuo sceglierà la combinazione delle due variabili che più renderà elevata la
sua utilità.
Se si introduce un'imposta diretta sul reddito si riduce il potere d'acquisto di un individuo senza alterare il
prezzo dei beni sul mercato, causando solo un effetto reddito. In questo caso un individuo acquisterà meno
quantità dei due beni senza cambiare la propria preferenza per uno o per l'altro.
Se invece si introduce un'imposta indiretta essa introduce un effetto sostituzione, che provoca un
cambiamento nelle preferenze dell'individuo. Questo, acquisterà una quantità maggiore del bene non tassato,
sostituendolo, appunto, con quello tassato, divenuto meno conveniente.
LEZIONE 3:
Progressività e proporzionalità delle imposte
Principio secondo il quale l’aliquota di imposizione, deve crescere in modo più che proporzionale
rispetto al reddito. In poche parole il sacrificio richiesto ai più ricchi deve essere più alto di quello
richiesto ai poveri. Questo principio è sancito per quanto riguarda il sistema tributario dall’articolo
53 della costituzione. Il principio di progressività contribuisce ad eliminare, all’interno della
comunità tutti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, andando a
colpire maggiormente i contribuenti che danno evidenza di una capacità contributiva più elevata.
LEZIONE 4:
La capacità contributiva
Principio attraverso il quale l'onere fiscale viene ripartito tra i cittadini di uno Stato in base alla
capacità economica di ognuno di essi. La capacità economica si sostanzia in quanto ogni
contribuente riesce a produrre.
Indici diretti di tale produttività sono il reddito, il patrimonio, mentre indici indiretti sono il
consumo e i trasferimenti. L'applicazione del principio della capacità contributiva deve rispettare:
- l'equità orizzontale, garantendo trattamento = per coloro che si trovano nelle stesse condizioni.
- l'equità verticale, tassando in modo diverso i contribuenti con capacità contributiva diversa.
Le teorie del sacrificio nel prelievo tributario
Riduzione dell’utilità di un soggetto economico a seguito della diminuzione del suo reddito. Il
pagamento delle imposte, determinando una perdita di utilità, rappresenta, quindi, un sacrificio.
Un’equa distribuzione delle imposte deve tener conto del s. che il carico tributario comporta per
ogni singolo contribuente, per cui l’onere deve essere ripartito in modo da eguagliare il s. che deve
essere sopportato da ciascuno. Più esattamente, i contribuenti con pari situazioni devono essere
tassati in modo uguale, mentre quelli in situazioni diverse devono essere tassati in termini diversi,
ma tali da determinare un s. uguale.
LEZIONE 5:
Le entrate pubbliche
Sono lo strumento indispensabile per effettuare le spese. Sono tutti gli introiti dello Stato e degli
enti pubblici necessari al finanziamento della spesa. Lo Stato può procurarsi il denaro in tre modi:
1. Prelievo dei tributi dai cittadini
2. Emissione di titoli del debito pubblico
3. Creazione di moneta
La gran parte delle entrate è, oggi, costituita dai tributi (tasse, imposte e contributi speciali).
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IL TEOREMA DI BARONE Il teorema di Barone, elaborato nel 1912 dal napoletano Enrico Barone, dimostra l'inefficienza economica di imposte indirette che determinano la distorsione dei prezzi dei beni sul mercato. Dati due beni X ed Y, un individuo sceglierà la combinazione delle due variabili che più renderà elevata la sua utilità. Se si introduce un'imposta diretta sul reddito si riduce il potere d'acquisto di un individuo senza alterare il prezzo dei beni sul mercato, causando solo un effetto reddito. In questo caso un individuo acquisterà meno quantità dei due beni senza cambiare la propria preferenza per uno o per l'altro. Se invece si introduce un'imposta indiretta essa introduce un effetto sostituzione, che provoca un cambiamento nelle preferenze dell'individuo. Questo, acquisterà una quantità maggiore del bene non tassato, sostituendolo, appunto, con quello tassato, divenuto meno conveniente. LEZIONE 3: Progressività e proporzionalità delle imposte Principio secondo il quale l’aliquota di imposizione, deve crescere in modo più che proporzionale rispetto al reddito. In poche parole il sacrificio richiesto ai più ricchi deve essere più alto di quello richiesto ai poveri. Questo principio è sancito per quanto riguarda il sistema tributario dall’articolo 53 della costituzione. Il principio di progressività contribuisce ad eliminare, all’interno della comunità tutti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, andando a colpire maggiormente i contribuenti che danno evidenza di una capacità contributiva più elevata. LEZIONE 4: La capacità contributiva Principio attraverso il quale l'onere fiscale viene ripartito tra i cittadini di uno Stato in base alla capacità economica di ognuno di essi. La capacità economica si sostanzia in quanto ogni contribuente riesce a produrre. Indici diretti di tale produttività sono il reddito, il patrimonio, mentre indici indiretti sono il consumo e i trasferimenti. L'applicazione del principio della capacità contributiva deve rispettare:

  • l'equità orizzontale, garantendo trattamento = per coloro che si trovano nelle stesse condizioni.
  • l'equità verticale, tassando in modo diverso i contribuenti con capacità contributiva diversa. Le teorie del sacrificio nel prelievo tributario Riduzione dell’utilità di un soggetto economico a seguito della diminuzione del suo reddito. Il pagamento delle imposte, determinando una perdita di utilità, rappresenta, quindi, un sacrificio. Un’equa distribuzione delle imposte deve tener conto del s. che il carico tributario comporta per ogni singolo contribuente, per cui l’onere deve essere ripartito in modo da eguagliare il s. che deve essere sopportato da ciascuno. Più esattamente, i contribuenti con pari situazioni devono essere tassati in modo uguale, mentre quelli in situazioni diverse devono essere tassati in termini diversi, ma tali da determinare un s. uguale. LEZIONE 5: Le entrate pubbliche Sono lo strumento indispensabile per effettuare le spese. Sono tutti gli introiti dello Stato e degli enti pubblici necessari al finanziamento della spesa. Lo Stato può procurarsi il denaro in tre modi:
  1. Prelievo dei tributi dai cittadini
  2. Emissione di titoli del debito pubblico
  3. Creazione di moneta La gran parte delle entrate è, oggi, costituita dai tributi (tasse, imposte e contributi speciali). ...

ENTRATE STRAORDINARIE DELLO STATO

Le entrate straordinarie sono introiti che lo Stato percepisce solo occasionalmente o saltuariamente per far fronte a spese impreviste. Esempio: imposte straordinarie, vendita di beni del patrimonio dello Stato, emissione di prestiti pubblici. LEZIONE 6: DEBITO CONSOLIDATO Il debito pubblico consolidato è la parte del debito pubblico composta da titoli di Stato obbligazionari per i quali non è indicata una data di scadenza al momento dell'emissione. La scadenza del titolo (data di rimborso) viene decisa a titolo discrezionale dallo Stato. DEBITO PUBBLICO Il debito pubblico è il cumulo dei prestiti che lo Stato e gli altri enti del settore pubblico contraggono per coprire i saldi negativi ( deficit ) del bilancio pubblico. Il saldo del bilancio pubblico è determinato dalla differenza tra le entrate e le spese del settore pubblico. Si ha un saldo negativo del bilancio pubblico quando, in un determinato periodo di tempo, le spese pubbliche sono superiori alle entrate dello Stato. Il deficit di bilancio viene colmato dallo Stato tramite l'emissione di titoli rappresentativi del debito pubblico ( titoli di Stato ). LEZIONE 7: DIFFERENZA TRA ONERI DETRAIBILI E ONERI DEDUCIBILI Il Fisco ci consente di ottenere degli sconti sulle imposte dovute sui nostri redditi, “scaricando dalle tasse” tutta una serie di spese considerate di particolare rilevanza sociale in quanto generalmente sostenute per la famiglia e per la casa. Tali oneri e spese sono suddivisi in due categorie:

  1. Oneri detraibili: oneri e spese per i quali è riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda calcolata sul reddito imponibile;
  2. Oneri deducibili: oneri e spese per i quali è riconosciuta una deduzione dal reddito complessivo. ONERI DEDUCIBILI - ONERI DETRAIBILI: ESEMPI DEDUCIBILI = Contributi previdenziali versati a casse professionali di appartenenza o all’INPS. Gli assegni periodici per il mantenimento del coniuge separato o divorziato. Erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose; Erogazioni liberali a favore delle organizzazioni non governative; Erogazioni liberali a favore di università, enti di ricerca ed enti parco; Rendite, vitalizi, assegni alimentari ed altri oneri. DETRAIBILI = Le spese sanitarie per disabili; Le spese per acquisto e riparazione veicoli per disabili; Spese per l’istruzione secondaria e universitaria; Le spese per attività sportive praticate da ragazzi (minorenni).

I DIVIDENDI

Sono redditi che derivano dalla partecipazione al capitale di rischio di società o soggetti passivi Ires. Non sono dividendi i proventi che derivano dalla partecipazione a società di persone. In tal caso gli utili sono configurabili come redditi di partecipazione, assimilati ai redditi d’impresa. I REDDITI DI CAPITALE I redditi da capitale sono redditi derivanti dalle rendite finanziarie e dai dividendi da partecipazione. Sono disciplinati dagli articoli 44 e 45 del TUIR. Il Fisco non definisce in modo esplicito cosa sono; la normativa in oggetto, infatti, si limita ad elencare una serie di fattispecie che vengono fiscalmente considerate redditi di capitale. I redditi da capitale sono tassati al lordo delle spese di produzione a differenza dei redditi diversi. Un altro principio fondamentale in materia di redditi di capitale è il principio di cassa. LEZIONE 11: REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE Sono quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri, compreso il lavoro a domicilio quando è considerato lavoro dipendente secondo le norme della legislazione sul lavoro. Parimenti sono considerati redditi di lavoro dipendente le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati. LEZIONE 12: REDDITI DI LAVORO AUTONOMO E REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE - DIFFERENZA L’attività di lavoro autonomo si differenzia da quella di lavoro dipendente perché il professionista organizza la propria attività secondo criteri discrezionali e senza vincolo di subordinazione. I REDDITI DI LAVORO AUTONOMO Quelli che derivano dall'esercizio di arti e professioni. Per esercizio di arti e professioni si intende l'esercizio abituale, ancorché non esclusivo, di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di persone fisiche. Affinché l’attività assuma rilievo, ai fini IVA, è necessario che si verifichino, contemporaneamente, tre requisiti:

  1. l’oggetto dell’operazione deve riguardare la cessione di beni o la prestazione di servizi (requisito oggettivo)
  2. le operazioni devono essere poste in essere nell’esercizio di imprese o di arti e professioni (soggettivo)
  3. le operazioni devono essere effettuate nel territorio dello Stato italiano (territoriale). DIFFERENZA TRA REDDITI DI LAVORO AUTONOMO E REDDITI DI IMPRESA L’attività di lavoro autonomo si differenzia da quella di impresa perché non opera attraverso un’organizzazione di mezzi ma con il lavoro prevalentemente proprio.

REDDITI DI IMPRESA

Derivano dall’esercizio di imprese commerciali; per esercizio di imprese commerciali si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività indicate nell’art. 2195 c.c., il quale elenca una serie di attività commerciali soggette all’obbligo di iscrizione nel Registro delle Imprese, quali:

  • Le attività industriali dirette alla produzione di beni o servizi
  • Le attività intermediarie nella circolazione dei beni
  • Le attività di trasporto per terra, per acqua e per aria
  • Le attività bancarie e assicurative LEZIONE 14: REDDITI DIVERSI I redditi diversi sono una categoria residuale di reddito in quanto in essa confluiscono tutte quelle tipologie di reddito non riconducibili a categorie ben definite quali i redditi di impresa, i redditi fondiari, i redditi di lavoro autonomo, i redditi di lavoro dipendente e i redditi di capitale. I redditi diversi, pur trattandosi di vere e proprie ipotesi reddituali, non sono inquadrabili all’interno di una precisa categoria reddituale. Tra i redditi diversi distinguiamo:
  • Plusvalenze immobiliari
  • Plusvalenze da partecipazioni
  • Altri redditi CAPITAL GAINS E' la differenza tra prezzo di emissione e prezzo di rimborso, ovvero una plusvalenza costituita dalla differenza tra il prezzo percepito all'atto della cessione della partecipazione e il costo d'acquisto al lordo degli oneri accessori, ad esclusione degli eventuali interessi passivi, o il valore rideterminato in caso di rivalutazione delle partecipazioni stesse. LEZIONE 15: L'IRES L'imposta sul reddito delle società (IRES) è una imposta proporzionale e personale che si ottiene tramite applicazione di un'aliquota unica, la cui entità, variata nel corso degli anni, è fissata al 24%, dalla Legge di stabilità del 2016. Il reddito imponibile ai fini IRES è il reddito d'impresa individuato dall'art.83 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), a meno che non si tratti di enti non commerciali. DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE IRES E' necessario adottare un metodo specifico che varia in funzione del soggetto passivo. Per le società di capitali e gli enti residenti, infatti, la base imponibile dell'IRES si determina considerando come reddito di impresa qualsiasi tipo di reddito, a prescindere dalla fonte, partendo dall'utile di esercizio che deriva dal conto economico. Per quel che riguarda le società di capitali e gli enti non residenti, invece, sono solo i redditi che vengono prodotti nel territorio italiano a costituire la base imponibile. Poi è necessario operare ulteriori distinzioni, stabilendo se viene svolta o meno un'attività commerciale e se, nel caso di un'attività commerciale, nel territorio italiano è presente una stabile organizzazione.

LA DICHIARAZIONE IVA E LA LIQUIDAZIONE IVA PERIODICA

La Dichiarazione IVA è il modello attraverso il quale i titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa, artistiche o professionali, devono indicare tutte le operazioni attive e passive riguardanti l’anno d’imposta precedente. Da tale dichiarazione si determina la liquidazione definitiva del debito o del credito d’imposta. Uno degli adempimenti periodici che devono assolvere i contribuenti è la liquidazione periodica del tributo. Infatti, sono tenuti a determinare il debito IVA dovuto risultante dalla liquidazione dell’IVA. La liquidazione non è altro che l’importo dovuto a fronte dell’imposta richiesta nelle fatture emesse (Iva a debito), al netto dell’IVA detratta sulle fatture ricevute (Iva a credito). In questo modo si determina il debito IVA. IVA = IMPOSTA NEUTRALE L'imposta sul valore aggiunto è detta "neutrale" (neutralità imposta sul valore aggiunto) in quanto la sua incidenza fiscale non è determinata dal numero dei passaggi intermedi che la merce compie dal produttore al consumatore. La neutralità dell'imposta sul valore aggiunto è ottenuta tramite il meccanismo della rivalsa e della detrazione. PRINCIPIO DI ALTERNATIVITA' IVA L’imposta di registro è alternativa all’Iva. Gli atti soggetti a Iva infatti non scontano l’imposta di registro, salvo quanto previsto in materia di locazione e cessione di fabbricati da imprese costruttrici. Il principio di alternatività tra Iva e imposta di registro è previsto dall’articolo 40 del Testo Unico dell’imposta di registro, il quale dispone che per gli atti aventi ad oggetto cessioni di beni e prestazioni di servizi rientranti nel campo di applicazione dell’Iva, l’imposta di registro si applica in misura fissa. In generale l’acquisto di un immobile da un’impresa è un atto esente Iva. In questo caso, pertanto, l’acquirente dovrà pagare, oltre alle imposte ipotecarie e catastali fisse, l’imposta di registro in misura proporzionale del 9%. PLAFOND Ogni esportazione perfezionata crea un credito IVA da parte dell’esportatore verso lo Stato. Ciò comporterebbe un esborso fisico di denaro da parte dell’amministrazione statale nei confronti del creditore IVA. Per evitarlo, lo stato italiano ha istituito lo strumento del Plafond IVA. Per poter costituire il plafond occorre essere esportatori abituali, cioè l’ammontare delle esportazioni o delle operazioni assimilate effettuate nell’anno precedente deve essere percentualmente superiore al 10% del volume d’affari sviluppato nello stesso periodo. Una volta stabilito che si ha la qualifica di esportatore abituale si può scegliere tra plafond fisso e plafond mobile. LEZIONE 19: IMPOSTA IPOTECARIA E IMPOSTA CATASTALE L’imposta ipotecaria è dovuta ogni qual volta si debbano eseguire le formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione presso i pubblici registri immobiliari. L’imposta colpisce in sostanza il passaggio di proprietà di un immobile, nonché l’iscrizione di un diritto o di qualsiasi vincolo (ad esempio, una ipoteca) su di esso. Non è dovuta per donazioni a Stato, Regioni e Onlus. Ogni atto in cui si pattuisca la vendita, la donazione, il passaggio per successione di un immobile, la costituzione di diritti o l’iscrizione di ipoteche su di esso è soggetto ad imposta catastale, in quanto ne è obbligatoria la voltura in catasto. E' correlata all’ipotecaria ed ha caratteristiche analoghe.

IMPOSTA DI REGISTRO

L’imposta di registro appartiene alla categoria delle imposte sull’attività giuridica e colpisce l’atto in quanto produttivo di effetti giuridici. L’imposta di registro può essere considerata:

  • Imposta principale qualora sia liquidata al momento della registrazione
  • Imposta suppletiva se applicata dopo la registrazione al fine di emendare errori od omissioni
  • Imposta complementare in caso di accertamento LEZIONE 20: IMPOSTA DI DONAZIONE Il beneficiario di una donazione è tenuto al pagamento di un’imposta. A seconda del rapporto esistente tra i soggetti coinvolti nel contratto di donazione, sono previste aliquote diverse ed eventuali franchigie, che rendono tassabili le donazioni per la parte eccedente il loro valore. L’atto di donazione deve essere redatto da un notaio, che provvede anche alla registrazione e al versamento delle relative imposte. IMPOSTA DI SUCCESSIONE Le persone che ricevono in eredità beni immobili e diritti reali immobiliari hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione e pagare, se dovuta, l’imposta di successione. Dal 23 gennaio 2017 i contribuenti possono presentare la dichiarazione di successione e domanda di volture catastali direttamente online, grazie ai servizi telematici delle Entrate. LEZIONE 21: IRAP E LAVORO AUTONOMO L’imposta regionale sulle attività produttive - IRAP è dovuta per l'esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi. Costituisce in ogni caso presupposto di imposta l’attività esercitata dalle società e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato. I soggetti obbligati a presentare la dichiarazione IRAP sono: le persone fisiche esercenti attività commerciali titolari di redditi d'impresa e le persone fisiche esercenti arti e professioni titolari di redditi di lavoro autonomo. LA FINANZA DELL'UNIONE EUROPEA Le fonti di finanziamento dell'UE comprendono i contributi dei paesi membri, i dazi all'importazione sui prodotti provenienti dall'esterno dell'Unione e le multe applicate alle imprese che non rispettano la normativa europea. I paesi dell'UE concordano con diversi anni di anticipo l'entità del bilancio e le modalità di finanziamento. Il bilancio dell'UE sostiene la crescita e la creazione di posti di lavoro. Con la politica di coesione finanzia gli investimenti per aiutare a superare il divario economico che separa i paesi e le regioni dell'UE. Inoltre, contribuisce a sviluppare le zone rurali. Il bilancio dell'UE:
  • è finanziato per il 98% dalle risorse proprie dell'UE, cui si aggiungono altre fonti di entrate
  • si basa sul principio secondo cui le spese devono corrispondere alle entrate
  • prevede dei meccanismi per compensare alcuni paesi dell'UE

TEORIA DEL PARETO

Secondo l’ottimo paretiano o efficienza paretiana un sistema è efficiente se non è possibile aumentare il benessere di un individuo senza diminuire il benessere di qualcun altro. In tale condizione l’allocazione delle risorse è tale che un qualsiasi mutamento, pur migliorando le condizioni di alcuni, peggiorerebbe quelle di altri. LEZIONE 24: AZZARDO MORALE L’azzardo morale o l’opportunismo post-contrattuale prevede che le parti interessate allo scambio (principale e agente) abbiano ex ante informazioni eguali circa ogni aspetto rilevante ai fini del contratto, ma l’asimmetria informativa si manifesti successivamente alla definizione del contratto. La parte che deve agire in esecuzione del contratto è, cioè, in grado di compiere azioni non osservabili dall’altro contraente (hidden action) o dispone di informazioni cui l’altra parte non può accedere (hidden information). ANALISI COSTI-BENEFICI Analisi che è basata sull’idea che sia utile intraprendere un’attività solo nel caso in cui i benefici siano superiori ai costi e che permetta di sommare costi e benefici, valutando tutte e solo le conseguenze dell’attività in esame senza ricorso a norme o principi etici. L’analisi costi-benefici permette di riportare ad unità i costi elementari e i benefici elementari, attribuendo a queste unità un valore il più possibile oggettivo per la valutazione e il confronto. INSIDER TRADING Insider trading indica la compravendita di titoli (valori mobiliari: azioni, obbligazioni, derivati) di una determinata società da parte di soggetti che, per la loro posizione all'interno della stessa o per la loro attività professionale, sono venuti in possesso di informazioni riservate non di pubblico dominio (indicate come "informazioni privilegiate"). Simili informazioni, per la loro natura, permettono ai soggetti che ne fanno utilizzo di posizionarsi su un piano privilegiato rispetto ad altri investitori del medesimo mercato. ASIMMETRIA INFORMATIVA Si definisce asimmetria informativa quel fenomeno per cui un’informazione non è integralmente condivisa fra tutti i soggetti che appartengono ad un dato sistema economico con la conseguenza che alcuni, disponendo di maggiori informazioni rispetto ad altri, traggono un vantaggio da tale informazione. SELEZIONE AVVERSA Si ha un problema di selezione avversa (opportunismo pre-contrattuale) quando, prima del contratto, l’agente ha migliori informazioni sulle proprie caratteristiche (o sulle caratteristiche del bene oggetto dello scambio) rispetto al principale (le azioni dell’agente sono invece facilmente verificabili). I problemi sorgono poiché gli agenti appartenenti a una certa categoria tentano di farsi passare per qualche altro tipo con caratteristiche migliori.

BENI PUBBLICI

Sono beni pubblici quei beni che appartengono allo Stato o ad altri enti pubblici (patrimonio dello Stato) e che rappresentano i mezzi con i quali la pubblica amministrazione opera per il raggiungimento di quelle finalità a lei assegnate dall’ordinamento giuridico. MONOPOLIO E OLIGOPOLIO Si dice monopolio quel mercato in cui tutta l’offerta di un dato bene, servizio è concentrato nelle mani di una sola impresa, mentre la domanda è frazionata tra numerosi compratori. Si ha l’oligopolio perciò quando l’offerta è concentrata in un numero limitato di imprese mentre la domanda è ripartita tra numerosi acquirenti. Ciascuna impresa è dunque in grado di influenzare il prezzo e variare la quantità venduta ma entro certi limiti : quelli rappresentati dalle reazioni dei concorrenti. FALLIMENTO DEL MERCATO Per alcuni economisti si parla di fallimento di mercato quando i mercati non sono in grado di organizzare la produzione in modo efficiente oppure quando non sono in grado di allocare adeguatamente i beni e i servizi a disposizione dei consumatori, e sono necessari interventi esterni al mercato per incidere positivamente sul mercato. Più genericamente possiamo dire che l’espressione fallimento del mercato esprime la situazione in cui i soggetti che vi operano non sono in grado di soddisfare l’interesse pubblico. BENI DEMANIALI Beni che appartengono allo Stato (lido del mare, spiagge) e beni appartenenti al demanio regionale, comunale e provinciale. Appartengono al demanio accidentale specifico i cimiteri e i mercati rionali. I beni demaniali non possono formare oggetto di usucapione, non può essere costituita ipoteca sugli stessi, non possono essere oggetto di concessione, altresì possono essere oggetto di godimento da parte della collettività e possono essere sdemanializzati passando a beni del patrimonio dello Stato. BENI PATRIMONIALI DISPONIBILI E INDISPONIBILI I beni patrimoniali indisponibili non possono appartenere ad un soggetto privato, ma solo allo Stato o alla Regione, tuttavia possono essere trasferiti e alienati purché non venga meno la loro indispensabile ed effettiva destinazione al pubblico servizio. Beni patrimoniali disponibili; beni non considerati veri e propri beni pubblici in quanto privi della effettiva destinazione al pubblico servizio. L’ente pubblico è titolare del diritto di proprietà sui beni patrimoniali disponibili (fondi rustici, immobili urbani) che sono alienabili. RIMEDI AI FALLIMENTI DEI MERCATI Lo Stato può far fronte ai problemi del fallimento sostituendosi completamente al mercato stesso,fornendo direttamente beni e servizi; l’introduzione di leggi, tasse e sussidi potrebbe modificare i comportamenti dei soggetti privati quali produttori, consumatori e lavoratori, e quindi salvaguardare l’economia di mercato.

SCUOLA MONETARISTICA

La scuola monetarista è un orientamento del pensiero economico neoliberista basato sugli insegnamenti dell'economista statunitense Milton Friedman. Secondo Friedman, per frenare l'inflazione dei prezzi i policy maker devono mantenere stabile la massa monetaria ( offerta di moneta ) nel sistema economico, evitando di intervenire e di influire sul libero gioco delle forze di mercato. Sul pensiero economico di Friedman nasce la scuola monetarista o scuola di Chicago ( monetarismo ) e gli economisti che vi appartengono sono detti "monetaristi". SPESA PUBBLICA SECONDO KEYNES Keynes sostiene che l’intervento statale, attraverso l’aumento della spesa pubblica, quale soluzione alle fasi recessive, nonostante implichi la rinuncia all’equilibrio del bilancio dello Stato, determina un aumento del livello di occupazione e, di conseguenza, un aumento dei redditi delle famiglie e dei consumi; l’aumento della domanda aumenta la produzione, crea nuovi posti di lavoro e innesca un meccanismo di ripresa economica. CRITICHE A KEYNES L’aumento della spesa pubblica quale soluzione alla recessione fu messa in discussione a causa della sua scarsa flessibilità verso il basso, ossia a causa della difficoltà di ridimensionarla nei periodi di espansione; Inoltre secondo i liberisti, se l’economia non si trova in una situazione di sottoccupazione dei fattori produttivi, la spesa pubblica sarebbe responsabile della crescita dell’inflazione. CURVA DI PHILLIPS Nel 1958 l’economista Phillips pubblicò i risultati di un’analisi che conduceva ad una relazione inversa tra il tasso di crescita dei salari monetari e il tasso di disoccupazione nel Regno Unito tra il 1861 e il 1957: aduna riduzione del tasso di disoccupazione corrispondeva un aumento del tasso di crescita dei salari monetari. Tale relazione inversa derivava dall’applicazione al mercato del lavoro della teoria del funzionamento dei mercati: tanto minore è il tasso di disoccupazione, quanto maggiore sarà la concorrenza tra i datori di lavoro per avere lavoratori disponibili, condizione che porta ad un aumento dei salari monetari. LEZIONE 31: EFFETTI PRODOTTI DALLE IMPOSTE L’analisi degli effetti delle imposte costituisce un tema centrale di politica economica riguardo sia alle conseguenze sui prezzi e sulle remunerazioni, sia alle efficienze o alle distorsioni che ne conseguono. La teoria dell’incidenza si occupa dell’impatto che le spese pubbliche e le imposte, hanno sul comportamento degli individui, tramite le variazioni sui prezzi relativi, i profitti, la distribuzione del reddito e le altre variabili.

TRASLAZIONE DELLE IMPOSTE NELL'OLIGOPOLIO

E NELLA CONCORRENZA MONOPOLISTICA

Nel mercato di oligopolio la traslazione dell’imposta dipende da 3 scenari:

  • DISACCORDO/STRATEGIA il prezzo dei beni è deciso dalle imprese in base ad una PROPRIA strategia (quindi non condivisa con gli altri): l’aumento del prezzo per effetto del trasferimento dell’imposta indurrebbe i clienti ad acquistare dai concorrenti che non hanno aumentato il prezzo; se tale considerazione viene fatta da ciascuna impresa, non avviene traslazione dell’imposta
  • ACCORDO il prezzo dei beni è determinato da accordi tra le imprese: l’imposta viene interamente traslata da tutte le imprese
  • MARK UP: l’imposta viene considerata costo aggiuntivo e viene interamente traslata. Concorrenza monopolistica = La domanda, meno elastica rispetto alla concorrenza perfetta e meno rigida rispetto al monopolio comporta che la traslazione dell’imposta avviene ma in misura inferiore rispetto a quanto avverrebbe sia in concorrenza perfetta sia in monopolio. TRASLAZIONE DELLE IMPOSTE NELLA CONCORRENZA PERFETTA In concorrenza perfetta avviene la traslazione dell’imposta purché si tratti di imposta speciale, ossia che colpisca UN SOLO SETTORE PRODUTTIVO: l’imprenditore ridurrà l’offerta di tali beni e servizi per destinare i propri investimenti ad altri settori non interessati dal prelievo, aumenteranno i prezzi con il trasferimento dell’onere sui consumatori. L’entità della traslazione dipende: a) dall’elasticità della domanda e dalla trasferibilità dei capitali; b) dal punto di vista dei costi. TRASLAZIONE DELLE IMPOSTE NEL MONOPOLIO In regime di monopolio la traslazione dell’imposta dipende dai seguenti scenari:
  • IMPOSTA FISSA, non avviene la traslazione dell’imposta
  • IMPOSTA PROPORZIONALE : alla produzione avviene traslazione dell’imposta, mentre al profitto non avviene traslazione dell’imposta.
  • IMPOSTA PROGRESSIVA sul profitto, avviene la traslazione. TRASLAZIONE DELLE IMPOSTE La traslazione dell’imposta è un processo economico mediante il quale il contribuente designato per legge a pagare l’imposta, cioè il contribuente di diritto, riesce a trasferire l’onere dell’imposta su un altro soggetto detto contribuente di fatto. La traslazione può avvenire in 2 direzioni:
  1. in avanti, quando si trasferisce da colui che offre il bene o servizio a colui che lo acquista che subisce un aumento del prezzo.
  2. all’indietro, quando l’imposta si trasferisce da chi domanda il bene a chi lo offre, in questo caso si verifica una riduzione del prezzo (ammortamento).

BILANCIO DELLO STATO

Il bilancio dello Stato o bilancio pubblico è un documento di contabilità di Stato che indica le entrate, quali imposizione fiscale, tasse e redditi derivanti di giochi pubblici (lotterie e concessioni), e le uscite dell'amministrazione di uno Stato (spesa pubblica) relative ad un determinato periodo di tempo ovvero i cosiddetti conti pubblici. Esso è un documento di previsione contemplato dall'art. 81 della Costituzione che deve essere presentato alle camere entro il 20 ottobre e approvato entro il 31 dicembre di ogni anno. È redatto in termini di competenza e di cassa. Il bilancio ha diverse funzioni: contabile, di garanzia, politica, giuridica ed economica. LEZIONE 41: BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE Il bilancio non ha natura innovativa ma contiene soltanto previsioni secondo la legislazione vigente. L' art. 81 sopra citato dispone, infatti, che: "con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese". Tale divieto ha lo scopo di impedire che, attraverso una semplice modificazione delle poste contabili del bilancio, si allarghi la spesa pubblica o si inasprisca la pressione fiscale senza una adeguata e specifica discussione. Proprio per questo, parte degli studiosi di diritto ritiene che la legge di approvazione del bilancio sia una legge solo in senso formale poiché pur essendo approvata dal Parlamento con il consueto procedimento legislativo, non crea alcuna nuova norma giuridica. Qualora il bilancio annuale di previsione non venga approvato entro il 31 dicembre, per evitare l'arresto dell'attività amministrativa dello Stato, è possibile ricorrere al cosiddetto esercizio provvisorio. Il bilancio di previsione pluriennale, presentato insieme al progetto di bilancio annuale di previsione, riporta l’andamento delle entrate e delle spese in base alla legislazione vigente (bilancio pluriennale a legislazione vigente). Il periodo coperto dal bilancio pluriennale è di trecinque anni. Il bilancio pluriennale è approvato con un apposito articolo della legge di bilancio, ma non costituisce autorizzazione a riscuotere le entrate e a eseguire le spese. Esso è solo un documento conoscitivo di programmazione della gestione finanziaria. DECISIONE DI FINANZA PUBBLICA La Decisione di Finanza Pubblica (rappresenta lo strumento di programmazione, almeno triennale, sostitutivo del Documento di Programmazione Economico-Finanziaria. La DFP indica l’evoluzione economico-finanziaria internazionale, per l’anno in corso e per il periodo di riferimento, nonché le previsioni macroeconomiche tendenziali e programmatiche per l’Italia, per ciascun anno del periodo di riferimento. Esplica inoltre i parametri economici essenziali utilizzati per le previsioni di finanza pubblica in coerenza con gli andamenti macroeconomici tendenziali e programmatici. LEZIONE 42: LEGGE DI STABILITA' La legge finanziaria, introdotta nel 1978 quale strumento di gestione programmata della finanza pubblica, venne abolita con la legge di stabilità n. 196/2009; l’intervento del legislatore si rese necessario per adeguare la normativa italiana e la gestione del bilancio alla normativa dell’Unione Europea e al diverso rapporto che si va delineando tra Stato e Regioni. La nuova legge rafforza i meccanismi di controllo quantitativo e qualitativo della spesa pubblica. La legge di stabilità prevede una programmazione di bilancio di medio termine attraverso una effettiva programmazione triennale degli obiettivi e delle risorse contenuta nel documento di finanza pubblica, un ampliamento di informazioni tempestive e facilmente confrontabili che permette una migliore attività di controllo dei conti pubblici.

REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO

I singoli stati attuano diverse politiche redistributive del reddito, attraverso il welfare state, in base alle proprie posizioni nei confronti della solidarietà, del ruolo della famiglia, del lavoro, dell’uguaglianza. Le politiche redistributive del reddito si attuano attraverso l’intervento pubblico, con imposte e sussidi e mediante gli istituti del welfare state; tale intervento è visto con favore dal cittadino perché lo assicura contro gli eventi sfavorevoli della vita. MODELLI DI WELFARE STATE

  • Socialdemocratico o scandinavo, si caratterizza per interessare la collettività nel suo complesso per un significativo intervento pubblico, dal quale proviene una significativa offerta di servizi nella salute, nella cura degli anziani e dei minori. Il finanziamento deriva soprattutto dalle imposte
  • Liberale o anglosassone, applicato nel Regno Unito negli anni 80 e adottato negli Stati Uniti, in Irlanda e in Nuova Zelanda, tale modello punta a tutelare i cittadini contro specifici gravi rischi individuali come ad esempio le forme più estreme di povertà, con un notevole controllo sull’erogazione dei sussidi statali.
  • Corporativo o bismarkiano, modello legato al mercato del lavoro, nel quale i diritti sono attribuiti ai lavoratori piuttosto che ai cittadini. Il modello corporativo prevede programmi di spesa frammentati e diversificati per categorie sociali, con particolare attenzione ai dipendenti pubblici. La famiglia si pone come soggetto intermedio tra Stato e individuo. Il finanziamento deriva principalmente dai contributi sociali.
  • Mediterraneo, adottato in Italia, è simile al modello corporativo , si caratterizza per una più spiccata frammentazione dei programmi dove la famiglia riveste in modo significativo il ruolo di ammortizzatore sociale, ruolo riconosciuto anche dal legislatore con obbligo di mantenimento dei figli in condizioni di bisogno anche se adulti. LEZIONE 44: DISCIPLINA DEL SISTEMA SANITARIO Le ragioni dell’intervento pubblico nel settore sanitario vanno ricercate sia nel principio di efficienza, quale soluzione ai fallimenti del mercato, principalmente in quello assicurativo (asimmetria informativa ed esternalità), e nel principio di equità distributiva, nella tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. Il servizio sanitario, in via teorica, deve essere riferito ai bisogni; tuttavia, in molti Paesi, l’applicazione di tale principio è resa difficile da esigenze di bilancio che hanno comportato una riduzione delle prestazioni. Il decentramento del servizio sanitario, per meglio rispondere alle esigenze della collettività, ha reso più difficile l’attuazione del modello pubblico. LEZIONE 45: SISTEMI PENSIONISTICI A CAPITALIZZAZIONE E A RIPARTIZIONE
  • Sistemi a ripartizione, quando i contributi dei lavoratori in attività vengono utilizzati per pagare le pensioni ai lavoratori in riposo, garantendo un flusso continuo dei contributi.
  • Sistemi a capitalizzazione, quando i contributi dei lavoratori sono accantonati e investiti per essere utilizzati per pagare la rendita allo stesso lavoratore quando sarà in pensione, in base al rendimento degli investimenti e dell’inflazione.