Nietzsche e Pirandello
-nichilismo giuridico→ corrente filosofica affermatasi verso la fine del
XVIII sec. secondo la quale, una volta stabilita l’inesistenza di alcunché di
assoluto, non esiste una realtà sostanziale al di sotto dei fenomeni di cui
l’uomo è comunque consapevole, rendendo l’intera esistenza priva di senso.
Non esistono valori assoluti, solo tanti punti di vista quanti sono gli occhi di
chi guarda. L’uomo, essere metaforizzante, tenta di compiere atti che
inscrivono un senso nei fatti, cercando di bloccare lo scorrere senza senso
dell’esistenza all’interno di una forma. Ma gli atti non sono altro che una
menzogna, gli atti cercano di attribuire una verità assoluta ad una realtà in
continua formazione.
-differenza tra atti e fatti→ con atti si fa riferimento a quelle azioni
compiute dall’uomo nel suo essere soggetto-autore libero, consapevole e
responsabile. Sono delle azioni che cercano di inscrivere un senso ai fatti,
ossia quegli accadimenti che si realizzano a prescindere dalla volontà umana
e che si affermano in virtù della loro forza sui fatti più deboli (ossia fatti che
non si sono affermati nella realtà, schiacciati dalla forza dei fatti realizzati).
Secondo Nietzsche e Pirandello, l’uomo deve lasciarsi trasportare
dall’accadimento dei fatti senza senso, non deve tentare di bloccare
l’esistenza nei confini di una forma compiendo atti, poiché mentirebbe solo a
sé stesso.
-la norma fondamentale di Kelsen→ Grundnorm di Kelsen, è la norma
fondamentale che giuridifica il fatto fondamentale, ossia l’insieme dei fatti
più forti, le forze vincitrici che si sono realizzate nella realtà. Poiché il diritto
tiene conto esclusivamente dei fatti più forti, è ingiusto per i nichilisti
affermare i diritti dei più deboli, di quell’umanità non efficace, meno forte.
Nonostante ciò, i più deboli possono far leva sulla pretesa giuridica dinanzi al
terzo-giudice, soggetto imparziale, che non possiede la verità ma opera una
ricerca all’interno del processo per raggiungere la giustizia, che è sempre in
formazione. Al contrario della legalità, che sono un insieme di atti (le leggi)
imposte dal legislatore.