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domande e risposte I esonero, Appunti di Diritto Costituzionale Italiano E Comparato

risposte delle domande fatte in classe

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 09/04/2019

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- COS’è LA COMPARAZIONE E QUAL è L’OBIETTIVO DELLA COMPARAZIONE
E QUAL è IL METODO COMPARATIVO
La comparazione è un’attività o processo di conoscenza di due o più fenomeni giuridici per vedere
che cosa essi abbiano di diverso e che cosa in comune.
La comparazione è un metodo che si differenzia con metodi in altre scienze, il metodo comparativo
è un metodo che ci permette di confrontare ciò che avviene nei diversi paesi e deve seguire
determinate regole:
1. Bisogna individuare chi è che compara (chi è il comparatista)
2. Bisogna individuare che cosa si compara (qual è l’oggetto della comparazione)
3. Capire come si può comparare
4. Perché dobbiamo comparare
Quando si confronta un determinato istituto, dobbiamo comprendere bene le diverse realtà con cui
andiamo a confrontare quel determinato istituto, quindi dobbiamo individuare il terzo
comparationis, ovvero l’elemento o parametro che dobbiamo usare per comparare(= qual è
l’oggetto della comparazione). Esistono diverse famiglie giuridiche che influenzano la mentalità del
giurista. Quindi quando dobbiamo comprare, la prima cosa che dobbiamo fare è di esaminare quella
cosa inserendola nella realtà che stiamo studiando.
La difficoltà nella comparazione è quella di riuscire a cono render il contesto del paese che si sta
studiando.
Nell’ambito giuridico politico, la comparazione è indispensabile per l’analisi della complessità
degli ordinamenti. Funzione principale della comparazione è la conoscenza Vi sono però altri
motivi e funzioni della comparazione:
1. teorico -conoscitivo:
a. conoscenza
b. educazione e formazione del giurista
c. miglior comprensione del diritto nazionale
2. pratico-applicativo: l’apporto della comparazione è quello di:
a. permettere di elaborare trattati e convenzioni internazionali
b. fornire ausilio alla politica legislativa e alla redazione dei testi normativi
c. individuare i modelli dominanti provenienti da paesi stranieri
d. armonizzare e unificare il diritto (semplificazione o eliminazione di differenze tra
ordinamenti)
e. coadiuvare l’interpretazione e la preparazione del materiale per il giudice
Per quanto riguarda il metodo della comparazione:
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- COS’è LA COMPARAZIONE E QUAL è L’OBIETTIVO DELLA COMPARAZIONE E QUAL è IL METODO COMPARATIVO

La comparazione è un’attività o processo di conoscenza di due o più fenomeni giuridici per vedere che cosa essi abbiano di diverso e che cosa in comune.

La comparazione è un metodo che si differenzia con metodi in altre scienze, il metodo comparativo è un metodo che ci permette di confrontare ciò che avviene nei diversi paesi e deve seguire determinate regole:

  1. Bisogna individuare chi è che compara (chi è il comparatista)
  2. Bisogna individuare che cosa si compara (qual è l’oggetto della comparazione)
  3. Capire come si può comparare
  4. Perché dobbiamo comparare

Quando si confronta un determinato istituto, dobbiamo comprendere bene le diverse realtà con cui andiamo a confrontare quel determinato istituto, quindi dobbiamo individuare il terzo comparationis , ovvero l’elemento o parametro che dobbiamo usare per comparare(= qual è l’oggetto della comparazione). Esistono diverse famiglie giuridiche che influenzano la mentalità del giurista. Quindi quando dobbiamo comprare, la prima cosa che dobbiamo fare è di esaminare quella cosa inserendola nella realtà che stiamo studiando. La difficoltà nella comparazione è quella di riuscire a cono render il contesto del paese che si sta studiando.

Nell’ambito giuridico politico, la comparazione è indispensabile per l’analisi della complessità degli ordinamenti. Funzione principale della comparazione è la conoscenza Vi sono però altri motivi e funzioni della comparazione:

  1. teorico -conoscitivo:

a. conoscenza

b. educazione e formazione del giurista

c. miglior comprensione del diritto nazionale

  1. pratico-applicativo: l’apporto della comparazione è quello di:

a. permettere di elaborare trattati e convenzioni internazionali

b. fornire ausilio alla politica legislativa e alla redazione dei testi normativi

c. individuare i modelli dominanti provenienti da paesi stranieri

d. armonizzare e unificare il diritto (semplificazione o eliminazione di differenze tra ordinamenti)

e. coadiuvare l’interpretazione e la preparazione del materiale per il giudice

Per quanto riguarda il metodo della comparazione:

  • Diacronica/Sincronico
  • Interno/esterno
  • Macrocomparazione /Microcomparazione per istituti Binario o Multiplo
  • Implicito o esplicito
  • Binaria/todo, ci sono diversi modi per comparare:

Il diritto comparato fornisce la possibilità di comprendere in misura migliore quale sia la posizione del diritto nelle diverse società e culture.

Il diritto comparabile non è solo quello risultante dai testi normativi, ma quello effettivamente vigente. Il diritto comparato deve studiare i “ formanti ”, che sono gli elementi essenziali e caratterizzanti un certo ordinamento, rappresentati non solo dalla Costituzione e dalle norme giuridiche, ma anche e dalla giurisprudenza e dalla dottrina giuridica. I formanti sono quegli elementi oggetto di studio del diritto costituzionale che sono in continuo cambiamento e che sono elementi essenziali di un ordinamento giuridico, quindi:

  • la Costituzione,
  • le leggi che danno applicazione alla Costituzione,
  • la giurisprudenza quindi il modo in cui i giudici interpretano e applicano le leggi,
  • la dottrina giuridica, cioè il modo in cui gli studi del diritto interpretano i testi costituzionali.
  • QUAL è IL METODO COMPARATIVO

Ci sono tanti modi diversi per comparare:

a. posso comparare all’interno di uno stesso paese quale è stata la sua evoluzione storica, ovvero una comparazione diacronica (= nel tempo) oppure una comparazione sincronica.

b. (^) Altro metodo è la distinzione tra micro comparazione e macrocomparazione, posso comparare le diverse forme di governo ce esistono in Italia,Spagna e Inghilterra (= macrocomparazione perché l’argomento è ampio). Oppure posso comparare un tema specifico, es. il potere di rinvio delle leggi da parte del capo dello stato nei diversi paesi ( micro comparazione ). Vi è la possibilità di fare comparazioni binarie o multiple. Le comparazioni binarie vuol dire confrontare due soli paesi, comparazioni multiple confrontare tre paesi in poi.

c. La comparazione può essere interna od esterna , interna ad esempio vedere come una determinata cosa avviene all’interno di un paese.

d. Si possono fare anche comparazioni implicite od esplicite. La comparazione esplicita è confrontare ciò che avviene in due o più paesi; la comparazione implicita è l’analisi dei singoli paesi costituzionali in quanto sarà naturale confrontare ciò che avviene in un paese con la nostra esperienza italiana.

  1. quelle classificazioni che utilizzano parametri assoluti. Esse propongono una suddivisione delle famiglie giuridiche in categorie che sono molto rigide e impermeabili tra loro.
  2. quelle classificazioni che utilizzano parametri di tipo relativo. Esse utilizzano criteri più elastici e quindi ritengono che ci possono essere cambiamenti sia nel tempo o ritengono che vi possano essere all’interno del paese alcune materie che appartengono ad una famiglia giuridica e altre in un’altra.

Criteri assoluti→ classificazione famiglie giuridiche in 4 gruppi:

  1. famiglia romano- germanica (o famiglia di civil law)
  2. famiglia di common law
  3. famiglia dei paesi socialisti
  4. famiglia dei diritti tradizionali o religiosi

Di recente, sono state proposte ulteriori classificazioni, partendo da questa quatripartizione. Dall’osservazione delle novità che hanno caratterizzato la realtà delle famiglie giuridiche (l’evoluzione dei paesi musulmani, dei PVS e asiatici), vi è una nuova classificazione che propone una tripartizione delle famiglie giuridiche. Questa tripartizione prevede:

  1. famiglie con egemonia del diritto. Essa si caratterizza per la separazione tra diritto e politica e per la separazione tra diritto e religione (secolarizzazione del diritto). All’interno di questo gruppo , la dottrina fa rientrare i paesi di common law, civil law e paesi misti
  2. egemonia della politica. Non vi è separazione tra diritto e politica e all’interno di questa famiglia la dottrina fa rientrare i paesi che erano nell’area della famiglia socialista e i PVS
  3. egemonia della tradizione religiosa o filosofica. Sono quei paesi dove la tradizione religiosa o filosofica influenza il diritto e la politica come i paesi musulmani, indù, dell’Estremo Oriente

Il vantaggio di questa classificazione è che è possibile collocare i paesi in una situazione intermedia (es. il Giappone metà strada tra tradizione e diritto).

- CARATTERISTICHE FAMIGLIA CIVIL LAW

La famiglia di civil law (o romano germanica) è la famiglia giuridica legata alla rinascita della società che si verifica tra il XII e il XIII secolo nell’occidente europeo, al risorgere della città, del commercio e alla necessità di creare un diritto che garantisca ordine e sicurezza. Le università divengono centro di cultura grazie al quale nasce un nuovo studio del diritto romano.

Nella famiglia di cIvil law le regole di diritto sono:

  • Scritte
  • Generali
  • Astratte
  • Ispirate a principi di giustizia e di morale

In questa famiglia la legge è al vertice delle fonti di diritto. Nei paesi che adottano la costituzione, sarà essa al vertice delle fonti e le leggi dovranno essere ad essa conforme. La codificazione e la nascita dei codici (il primo ad opera di Napoleone) segna la definitiva frattura tra il mondo di civil law e il mondo di common law

Le fonti della famiglia romano germanica sono:

a. Costituzione

b. Legge e atti avente forza di legge

c. Regolamenti

d. Giurisprudenza

e. Consuetudini

- CARATTERISTICHE FAMIGLIA COMMON LAW

Il common law è la famiglia giuridica che caratterizza tutti i paesi anglosassoni e che a partire dall’XI secolo venne elaborato dalle corti regie di Westminster create a seguite della conquista normanna del 1066.

Le caratteristiche generali del Common law come famiglia giuridica:

a. la antichità e continuità. Le caratteristiche di antichità e continuità fanno riferimento al fatto che se non vi è stata mai una formale abrogazione di una legge o di una sentenza, è possibile ancora oggi nel 2019 applicare leggi che sono state approvate nel 1300 o fare riferimento a eventi di tanti secoli fa, non essendoci mai stata una rottura con il passato (a differenza con la famiglia romano- germanica). Caratteristica fondamentale è ,quindi, l’assenza di desuetudine.

b. la mancanza di codificazione, non vi è l’idea di codice come corpo che va ad innovare completamente una materia

c. natura giudiziaria, per natura giudiziaria si intende che l’origine della famiglia di Common law è ad opera delle Corti di giustizia (non nasce, quindi, grazie alle università che rielaborano il diritto romano germanico). La natura giudiziaria vuol dire anche che nelle fonti del diritto, le sentenze rivestono un ruolo fondamentale e quindi, nella famiglia del Common law, affianco alla legge come fonte principale abbiamo le sentenze (≠ famiglia romano germanica leggi e Costituzione).

d. storicità del diritto, è un elemento fondamentale per la comprensione delle sue caratteristiche. La conoscenza dell’evoluzione storica del diritto inglese è fondamentale per comprender la famiglia giuridica e il modo in cui ragionano i giuristi

e. resistenza al diritto romano- germanico, le due famiglie si sono evolute in maniera parallela con alcune contaminazioni che in alcuni casi la famiglia di common law ha

sentenza crea precedente. Il giudice, infatti, quando si trova davanti un caso, dovrà capire quale sia la regola del diritto che ha portato alla risoluzione della questione. Per far ciò, il giudice va a cercare quindi la c.d. ratio decidendi, ovvero il nucleo normativo vincolante della sentenza che crea precedente e il principio che ha spinto il giudice a decidere. Solo la ratio decidendi crea una regola generale che potrà essere applicata ai casi successivi, tutto il resto (obere dictum) che è scritto nella precedenza non crea precedente.

La legge rappresenta la seconda fonte principale del diritto a fianco del precedente. La legge prevale sul diritto giudiziario, ma le leggi una volta emanate sono rispettate nello spirito del common law.

Le consuetudini sono regole non scritte presenti nelle varie località. Per consuetudine si intende un comportamento da parte del gruppo sociale cha viene ripetuto nel tempo nella convinzione che sia conforme al diritto. Essa opera solo dove non vi siano altre fonti principali (precedente e legge). Nel corso del tempo l’importanza della consuetudine si è ridotta e molte consuetudini sono state inglobate nel diritto giurisprudenziale. Per essere oggi fonte di diritto. Per essere oggi fonte di diritto, la consuetudine deve essere:

  • antica
  • continua nel tempo
  • pacifica
  • lecita
  • coerente con le altre fonti

Per dottrina si intendono le più antiche opere pubblicate a partire dal 1187 fino al 1765 e che danno la possibilità, in mancanza di un adeguato sistema di repertori di sentenze, di ricostruire il diritto posto dalle corti in questo periodo.

- COSA SI INTENDE PER FORMA DI STATO

Esistono diverse definizioni di forme di stato. In linea generale, l’espressione forma di stato indica le modalità che disciplinano i rapporti tra lo stato e il cittadino e le finalità che ispirano il rapporto e quindi intende i rapporto che vi sono tra governanti e governati (stato apparato e stato comunità).

In linea generale, per classificare una forma di stato bisogna analizzare:

  • il tipo di rapporto tra economia e diritto
  • obiettivi espliciti e impliciti che lo stato si pone
  • Principi di fondo che servono a disciplinare e individuare il rapporto che esiste tra lo stato e la società civile
  • Modo in cui i diritti di libertà vengono considerati
  • Presenza di una Costituzione che ponga dei limiti al potere dei governanti

A seconda della dottrina abbiamo diverse classificazioni di forme di stato. La dicotomia principale è tra forme di stato democratiche e forme di stato autocratiche:

  1. Lo stato democratico ha una struttura pluralista, pluripartitico, i poteri sono ripartiti tra gli organi costituzionali;
  2. Lo stato autocratico ha una struttura monolitica, ha un potere concentrato e vi è un solo partito

Secondo invece il criterio storico, le forme di stato si distinguono perché vi è stata una evoluzione storica degli stati che portato quest’ultimi a cambiare forma di stato. Questo evoluzione prevede:

a. L’ordinamento patrimoniale privatistico

b. Stato assoluto

c. Stato liberale

d. Stato totalitario

e. Stato socialista

f. Stato democratico- sociale

- CARATTERISTICHE STATO PATRIMONIALE

Ordinamento patrimoniale privatistico , (o stato patrimoniale) è una forma di stato che caratterizza l’epoca medievale. Lo stato patrimoniale:

  • È una forma di stato embrionale in quanto manca l’elemento pubblicistico
  • Vi è un rapporto di scambio contrattualistico tra sovrano e sudditi. La legittimazione del potere del sovrano deriva quindi da un accordo, contratto, scambio tra il feudatario maggiore e i piccoli feudatari. Il sovrano garantisce ai suoi sudditi la difesa del territorio contro le minacce esterne, in cambio di questo obiettivo gli altri feudatari rispettano il volere del sovrano
  • Il rapporto tra sovrano e sudditi è un rapporto privatistico.
  • La concezione di diritti e libertà, in questa fase, viene considerata di tipo contrattualistico, ovvero diritti che vengono riconosciuti sulla base del contratto e dell’accordo con il sovrano. La concezione di questi diritti di libertà di tipo contrattualistico non sono universali, ma sono diritti che sono legati all’appartenenza ad una determinata categoria (non sono veri e propri diritti ma privilegi). Vi sono già in epoca medievale vi sono delle Carte di diritti (es. Magna carta) in cu vengono elencati i diritti dei nobili, o degli uomini liberi, come privilegi di categoria. Pur con questo limite, la magna carta rappresenta un elemento fondamentale per un‘evoluzione storica dei diritti di libertà e per il riconoscimento del sovrano come potere limitato dal riconoscimento dei diritti altrui - STATO ASSOLUTO

La prima classificazione della democrazia può essere tra:

a. Democrazia rappresentativa

b. Democrazia diretta

La democrazie rappresentativa cerca di trasporre la maggioranza della volontà popolare all’interno degli organi costituzionali. Essa si verifica attraverso elezioni e rappresentanza politica, che costituiscono rispettivamente il presupposto logico (elezioni) e teorico (rappresentanza politica). Le elezioni sono quindi lo strumento attraverso i quali il corpo elettorale decide i propri politici che si devono occupare delle questioni pubbliche, nella impossibilità dei cittadini di gestire direttamente i trattati pubblici. Elementi della democrazia rappresentativa sono:

  1. Rappresentanza politica
  2. Divieto di mandato imperativo

Per quanto riguarda la rappresentanza politica (presupposto teorico), essa prevede un rapporto tra mandante e mandatario in cui il mandante dà una serie di istruzione al mandatario che deve realizzare ciò che vuole il mandante e quindi il mandatario è istitutore della volontà del mandante. Il rapporto tra rappresentato e rappresentante non avviene tramite contratto bensì tramite elezioni, e si presuppone che il rappresentante rappresenti la nazione senza vincolo di mandato (divieto di mandato imperativo). Ciò non significa che il mandato è libero di fare quello che vuole, ma vi è una continua mediazione tra il bene dei singoli e quello della comunità.

La democrazia diretta è, invece, una forma di democrazia nella quale i cittadini possono, senza alcuna intermediazione o rappresentanza parlamentare (democrazia rappresentativa), esercitare direttamente il potere legislativo. Gli strumenti democrazia diretta sono:

  • Referendum, ha ad oggetto un atto già approvato dagli organi pubblici ed esistono 3 tipi di referendum: 1.costituzionale (si inserisce all’interno di procedure costituzionali es. art. 128 o di revisioni che non influiscono sul regime costituente) 2. Legislativo (es. referendum abrogativo previsto dal nostro ordinamento) 3. Convenzionale (es. trattai internazionali)
  • Iniziativa popolare, iniziativa proposta da una frazione. Generalmente, l’iniziativa popolare è una iniziativa da parte dell’elettorato (es. proposta di legge) e può essere diretta o indiretta.

Vi sono però altri tipi di democrazia, sviluppatesi soprattutto in età contemporanea:

a. Democrazia elettronica, con questa espressione si intendono tutte le forme di partecipazione popolare che si esercitano per via telematica o attraverso l’utilizzo di strumenti informatici (es. elezioni Islanda 2009)

b. Democrazia partecipativa, si parla di diritto e partecipazione del popolo all’esercizio politico a decisioni costituenti con importanti decisioni politiche. Vi sono degli strumenti attraverso i quali può essere realizzata la democrazia partecipativa, come il referendum di natura costitutiva

Vi sono vari requisiti per considera uno stato democratico, come la garanzia di vari tipi di libertà. Una parte della dottrina ha ricercato dei requisiti minimi per catalogare come democratico uno stato:

  • Elezioni libere, competitive, ricorrenti e corrette
  • Suffragio universale
  • Inclusione di tutte le carte giuridiche nel processo democratico
  • Diritto di partecipazione per tutti i membri di una comunità politica
  • Pluralismo partitico e competizione
  • Garanzie delle principali libertà
  • Rispetto delle leggi fondamentali della persona
  • Libertà e pluralismo di mezzi di informazione

Vi è anche una suddivisione di stati in base al paradigma democratico in:

  • Stati a democrazia matura, vi rientra gli stati in cui viene assicurata una democrazia secondo i requisiti minimi elencati
  • Stati a democrazia imperfetta, regimi ibridi che non sono né autocratici né democratici e sono gli stati in cui si inseriscono linee autoritarie a seguito di elezioni poco limpide ma che comunque hanno una democrazia di facciata con il potere in oligarchie
  • Stati autocratici o non democratici, stati totalitari o a regime a partito unico, forme di stato come monarchie assolute

- FORMA DI STATO LIBERALE

Per stato liberale si intende una forma di stato che nasce successivamente la rivoluzione francese ed ha come caratteristiche:

  1. Principio separazione dei poteri (nello stato assoluto i poteri erano concentrati nelle mani del sovrano che li esercitava direttamente o attraverso organi che da lui dipendevano, ora si afferma il principio secondo cui i 3 poteri fondamentali legislativo, esecutivo e giudiziario dello stato debbano essere attribuiti ad organi distinti). Il principio della separazione dei poteri si ritrova all’interno delle costituzioni dell’età liberale
  2. Concezione economica dello stato liberali è la teoria del liberismo economico, il quale si basa sul fatto che lo stato deve limitare il suo intervento in economia alla garanzia del quadro generale normativo che tuteli il diritto di proprietà, che disciplini la ibertà contrattuale, la libera circolazione delle merci. Lo stato deve garantire libero mercato ed è questo mercato che fornisce il prezzo del bene
  3. Riconoscimento diritti fondamentali, aspetto importante che si collega alla caratteristica di essere uno stato di diritto
  4. (^) Stato di diritto principio secondo il quale ogni limitazione dei diritti di libertà deve avvenire attraverso la legge e tutti sono soggetti allo stesso corpo di leggi
  • Direzione affidata del partito unico, ruolo guida ed espressione della classe operaia o contadina
  • Sistema economico che prevede la collettivizzazione dei mezzi di produzione (economia collettivistica che si contrappone all’economia di mercato)
  • I diritti di libertà sono quelli che sono coerenti con l’obiettivo che lo stato si pone (es. arrivare alla dittatura del proletariato)
  • Le elezioni non si fondano sulla libera concorrenza dei partiti, ma su un partito unico
  • Carattere monolitico e omogeneo di rappresentanza

• STATO DEMOCRATICO SOCIALE

Lo Stato democratico nasce nel corso del '900 e rappresenta una evoluzione dello Stato liberale.

Caratteristica fondamentale dello Stato democratico è che esso si fonda sul concetto di democrazia. Il termine democrazia viene dall'unione di due parole:

  • dèmos, ovvero popolo;
  • kràtos, cioè potere.

In altre parole la democrazia è quella forma di Stato nella quale il potere spetta al popolo: per questa ragione si dice che alla base dello Stato democratico, vi è la sovranità popolare.

La sovranità popolare può essere esercitata:

  • in forma diretta. In questo caso tutti i cittadini partecipano personalmente all'assunzione delle decisioni. Un esempio di esercizio diretto della sovranità popolare è dato dalle poleis dell'antica Grecia;
  • in forma indiretta. In questa seconda ipotesi i cittadini eleggono dei propri rappresentanti che, in Parlamento, nei Consigli regionali, comunali, provinciali, assumono le decisioni. In questo caso si parla di democrazia rappresentativa. L'Italia è una democrazia rappresentativa nella quale, tuttavia, i cittadini possono essere chiamati ad esprimere le proprie scelte in modo diretto attraverso i referendum.

Lo Stato democratico presenta alcune caratteristiche fondamentali:

  • pluralismo politico, ovvero presenza di vari partiti politici spesso contrapposti gli uni agli altri che possono concorrere liberamente per il governo dello Stato;
  • suffragio universale, ovvero tutti i cittadini maggiorenni, uomini e donne, hanno il diritto di voto per scegliere i propri rappresentanti. Il voto viene espresso in elezioni periodiche, libere e corrette;
  • (^) presenza di uno Stato di diritto che garantisce le libertà civili (libertà di religione, di espressione, di riunione, di organizzazione, di protesta, ecc..);
  • indipendenza dei tribunali dal governo e dai partiti
  • nascita dei partiti di massa e sindacati
  • intervento dello stato che assicuri a tutti la stessa partecipazione
  • riconoscimento accanto alle libertà negative anche delle libertà positive e dei diritti sociali. Quasi sempre lo Stato democratico è anche Stato sociale, cioè uno Stato che promuove condizioni di benessere per tutti i cittadini e che ha tra i suoi fini quello di eliminare le differenze tra le classi sociali adottando azioni a favore delle classi più disagiate.

In questo, lo Stato democratico, si differenzia dallo Stato liberale: esso, infatti, prevede che tutti i cittadini partecipino alla vita pubblica e tutti beneficino dei diritti fondamentali. Quindi lo Stato democratico non è uno stato elitario come lo era lo Stato liberale, il quale si riponeva l’obiettivo di riconoscere l’uguaglianza dei cittadini senza però effettivamente eliminare gli ostacoli al perseguimento di queste..

- STATI DI MODERNIZZAZIONE

Lo stato di modernizzazione è una forma di stato che caratterizza i PVS. Non vi è un vero e proprio modello ma vi sono perlopiù delle tendenze all’interno di questi paesi, tendenza che fanno parlare la dottrina di cicli costituzionali all’interno dei PVS:

  1. Primo ciclo riguarda le ex colonie. Una volta divenute paesi indipendenti adottano il modello istituzionale della ex madrepatria e quindi un modello liberaldemocratico che però non sempre riesce ad attecchire
  2. Secondo ciclo riguarda i paesi che, una volta divenuti indipendenti, non riescono a gestire la democrazia e l’indipendenza, e quindi sono soggetti a colpo di stato militari che impongono regimi autoritari
  3. Terzo ciclo riguarda tutti i paesi dell’ex area dell’influenza dell’URSS che, dopo gli anni ’90 si affacciano alla democrazia adottando costituzioni tendenzialmente democratiche e modellate su le principali forme di governo dell’occidente
  4. Quarto ciclo riguarda sempre gli anni’90 del ventesimo secolo e riguarda quei paesi come il sud africa dopo un lungo periodo di apartheid che adottano linee democratiche anche se non con binari lineari.

Quindi a seconda dei paesi e del momento storico, si avranno sviluppi diversi come stati di modernizzazione.

- CONCETTO DI COSTITUZIONE

In senso moderno, per costituzione si intende quell’insieme di regole fondamentali di una determinata organizzazione sociale cje si pone l’obiettivo di:

a. separare i poteri

b. tutelare e garantire i diritti dei cittadini

Il concetto di costituzione, essendo polisemico, intendiamo vari punti di vista:

- CLASSIFICA ZIONE DELLE COSTITUZIONI

Criteri di classificazione:

I. Criterio del potere che ha dato origine alla Costituzione (criterio che si basa sulla natura del potere costituente). Possiamo classificare le Costituzioni come:

a. Costituzioni ottriate , cioè che vengono concesse

b. Costituzioni democratiche popolari, approvate dal popolo

c. Costituzioni pattizie , cioè vie di mezzo frutto di un accordo tra re e popolo

d. Costituzioni imposte, imposte ad un paese da determinate circostanze, es. dopo la WW II alla Germania e Giappone furono imposte alcune condizioni per approvare una nuova Costituzione e anche alcuni contenuti di questa Costituzione

e. Costituzioni condizionate , sfumatura del concetto di costituzione imposta. La Costituzione condizionata è quella costituzione che viene condizionata da determinate circostanze es. Costituzione di Weimar 1919 che venne influenzata da quanto stabilito nel Trattato di Versailles

f. Costituzioni di derivazione estera , cioè frutto di accordi internazionali. Questo è il caso di Cipro che è frutto di un accordo tra UK, Grecia e Turchia

II. Criterio dell’estensione e suo di articoli presenti nella Costituzione. Si possono avere Costituzioni molto lunghe (es. costituzione indiana) o costituzioni corte ( es. USA).

III. Criterio in base alla modifica della Costituzione (se può essere modificata con legge ordinaria o non). La classificazione sulla modifica del testo costituzionale prevede:

a. Costituzioni rigide , sono quelle che possono essere modificate solo con procedure aggravate (tipico delle costituzioni del ‘

b. Costituzioni flessibili , sono quelle che possono essere modificate con legge ordinaria (tipico delle costituzioni dell’800)

IV. Criterio del testo costituzionale, con Costituzioni unitestuali (es. costituzione italiana) o pluritestuali, cioè della FR della terza Repubblica con 3 leggi diverse che danno vita alla Costituzione della Francia della Terza Repubblica. Il Canada ancora adesso ha una Costituzione pluritestuale

V. Criterio tra costituzioni provvisorie e definitive. Vi sono essere particolari circostanze pur cui un paese decide di adottare una costituzione provvisoria, per sperimentarla e vedere se questa possa diventare definitiva (es. Sud Africa dopo la fine dell’apartheid nel 1993 e che nel 1996 è diventata definitiva)

Vi è, poi, un’altra modalità di classificazione delle Costituzioni che è quello del momento storico in cui le costituzioni sono state approvate. Questo tipo di classificazione si basa su una considerazione. Ci sono degli aspetti comuni a tutte le costituzioni che sono state approvate in un

determinato momento storico o in una determinata area geografica (= cicli costituzionali). Si può classificare per cicli costituzionali:

I. Costituzioni rivoluzionarie, che nascono con le rivoluzioni (es. costituzione americana o le costituzioni francesi che poi si estendono anche all’Italia)

II. Costituzioni napoleoniche, sempre in FR che si diffondono nel resto dell’Europa con l’avvento di Napoleone e, anche queste costituzioni hanno elementi comuni tra di loro con le c.d. costituzioni della restaurazione, createsi successivamente il Consiglio Vienna. Gli aspetti comuni di queste costituzioni (es. costituzione francese del 1830; Belgio 1831; Spagna 1837; Italia con lo Statuto Albertino 1848;Austria 1848; Prussia 1850)a partire dal 1814 sono che queste costituzioni sono:

a. Concesse dai sovrani in cui si afferma la monarchia limitata

b. Primato del Parlamento

c. Prevedono un potere giudiziario indipendente In questo caso la Costituzione è concessa dal sovrano ma è anche frutto di un accordo (non è solo ottriata ma anche pattizia).

III. Costituzioni dei paesi latino- americani, tra il 1819 e il 1863 i paesi dell’America Latina si dotano di costituzioni (ciclo di costituzioni relativo all’America Latina) e l’elemento comune che si ispirano tutte alla costituzione degli USA, con successi e insuccessi più o meno comuni

IV. Dopo la prima guerra mondiale, vi è un nuovo ciclo costituzionale e le costituzioni che vengono approvate dopo la I WW sono costituzioni

  • Democratiche, significa che viene fatto riferimento per la prima volta che la sovranità spetta al popolo (es. Weimar)
  • Razionalizzata, concetto di razionalizzazione che si collega al concetto di governo. Vuol dire introdurre, all’interno dei testi costituzionali, degli elementi che ci permettono di stabilizzare il sistema di governo, cioè si introduce ad esempio la disciplina del rapporto fiduciario tra governo e Parlamento stabilendo maggioranze parlamentari.

Queste costituzioni del primo dopoguerra sono: la costituzione di Weimar 1919; costituzione austriaca 1920; costituzione cecoslovacca 1920; costituzione polacca 1921

V. Con il secondo dopoguerra, vi è un nuovo ciclo costituzionale, e quindi queste costituzioni appartengono al ciclo democratico- sociale. Queste costituzioni si caratterizzano per essere:

a. Costituzioni rigide

b. Per prevedere una garanzia costituzionale dei diritti

  1. In alcune costituzioni si ritrovano dei limiti temporali, cioè pur prevedendo una serie di regole per l’esercizio del potere costituito si stabilisce che non è possibile modificare la costituzione per certo periodo di tempo

Come si fa a modificare la Costituzione? Vi sono procedure differenti:

a. Alcune costituzioni prevedono che le proposte di modifica debbano essere approvate da apposite assemblee ad hoc(quindi non dal Parlamento)

b. Altre costituzioni prevedono la necessità di approvare le modifiche della costituzione dal Parlamento che, però, lo deve approvare due volte, quindi vi è bisogno di una doppia deliberazione di entrambe le Camere (come la costituzione italiana) = di una assemblea legislativa ordinaria ma con procedimento aggravato

c. Altre costituzioni prevedono di far approvare le modifiche costituzionali da un’apposita assemblea creata all’interno del Parlamento

d. Altre costituzioni prevedevano che il parlamento approvava una modifica del testo costituzionale (legislatura di proposta), poi il Parlamento veniva sciolto e vi erano nuove elezioni con un nuovo parlamento che doveva confermare quella modifica proposta della costituzione (legislatura di decisione)

e. È possibile prevedere anche un referendum, con il voto dei cittadini che può essere obbligatorio o referendum eventuale

f. Del parlamento e dei singoli stati (negli stati federali)

Ci sono anche dei gradi di rigidità diverse previste dalle Costituzioni. Cioè vi sono delle costituzioni che prevedono la possibilità di procedure di revisione costituzionale differente a seconda delle materie (si parla di rigidità variabile ). Es. nella costituzione canadese sono previste 5 diverse procedure che vengono seguite per la revisione costituzionale. Altro elemento relativo alla modifica delle Costituzioni è che, di solito, nelle costituzioni degli stati federali, la modifica della costituzione coinvolge sempre anche gli stati. Quindi, le costituzioni federali prevedono l’approvazione della modifica del testo della costituzione federale anche da parte degli stati.

Le revisioni costituzionali possono essere, in alcuni casi, anche tacite, cioè possono essere revisioni di tipi implicito nel senso che vi è una modifica non formale del testo ma una modifica dell’interpretazione di questo testo, una modifica quindi dell’interpretazione evolutiva del testo ad opera delle corti (es. costituzione USA che è la costituzione del 1787 e che, nel corso del tempo, è stata interpretata in maniera diversa).

Possono esserci delle interpretazioni non solo del testo costituzionale, ma anche modifiche che venivano dalle convenzioni costituzionali che cambiano. Quindi, sono le convenzioni costituzionali che disciplinano i rapporti tra gli organi costituzionali ce evolvono nel tempo.

Le revisioni della costituzione non sempre funzionano allo stesso modo. Ad esempio vi sono modelli che lasciano invariato il testo della costituzione ma aggiungono degli emendamenti in fondo (es. costituzione USA).

- COME SI FORMANO LE COSTITUZIONI

Per costituzione si intende il complesso delle regole fondamentali di una determinata organizzazione sociale.

Ci sono diverse fasi nella formazione di una Costituzione.:

I. Iniziativa→ Una prima distinzione storica che può essere fatta della formazione delle costituzioni è che l’iniziativa può essere democratica (popolare) o monarchica. Quando l’iniziativa è popolare, questa iniziativa può esprimersi o attraverso l’elezione l’Assemblea Costituente che ha il compito di dar vita ad una nuova costituzione; oppure è possibile che questo ruolo costituente sia dato dagli organi già esistenti (Parlamento o da una Commissione creata all’interno del Parlamento).

II. Preparazione della carta costituzionale, avviene tramite questi organi

III. Approvazione della carta costituzionale, essa può avvenire da parte esclusivamente dell’organo che ha proposto il testo costituzionale oppure può esserci un’approvazione attraverso referendum da parte del popolo. Questo referendum può in alcuni casi può precedere la fase di approvazione della costituzione quindi vi sono prassi diverse

Il processo di formazione di una costituzione è uno dei criterio che ci permettono di individuare i diversi modelli costituzionali. Se si analizza invece la costituzione secondo il processo di formazione (criterio che si basa sulla natura del potere costituente) possiamo classificare le costituzioni come:

g. Costituzioni ottriate , cioè che vengono concesse

h. Costituzioni democratiche popolari, approvate dal popolo

i. Costituzioni pattizie , cioè vie di mezzo frutto di un accordo tra re e popolo

j. Costituzioni imposte, imposte ad un paese da determinate circostanze, es. dopo la WW II alla Germania e Giappone furono imposte alcune condizioni per approvare una nuova Costituzione e anche alcuni contenuti di questa Costituzione

k. Costituzioni condizionate , sfumatura del concetto di costituzione imposta. La Costituzione condizionata è quella costituzione che viene condizionata da determinate circostanze es. Costituzione di Weimar 1919 che venne influenzata da quanto stabilito nel Trattato di Versailles

l. Costituzioni di derivazione estera , cioè frutto di accordi internazionali. Questo è il caso di Cipro che è frutto di un accordo tra UK, Grecia e Turchia

- CARATTERISTICHE EVOLUZIONE DIRITTO DI VOTO

In passato, il diritto di voto era riconosciuto solo ad una parte dei cittadini e questo si basava sul fatto che vi erano diverse concezioni su questo diritto di voto. Secondo alcuni pensatori, il diritto di voto era un diritto naturale (innato) legato alla eguale natura di tutti gli uomini. Da questa concezione derivava l’idea del suffragio universale.