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La Ricerca Antropologica: Fasi, Tipi di Datii, Etica e Relazioni, Sintesi del corso di Antropologia Culturale

Una panoramica delle fasi e dei concetti chiave nella ricerca antropologica, inclusi la preparazione alla ricerca, la raccolta di dati etnografici, l'etnografia positiva e riflessiva, e la relazione etnografica. Vengono inoltre spiegati i concetti di dati emici e etici, sistemi di sussistenza, scambio e dinamica riproduttiva.

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

Caricato il 22/11/2022

alicekoala90
alicekoala90 🇮🇹

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DOMANDE E RISPOSTE PER RIPASSARE
1) Antropologia culturale e ricerca sul campo
L antropologia culturale è nata alla fine dell’800 con l’obiettivo di studiare le popolazioni che
venivano definite dagli studiosi del tempo come “primitive”, ovvero le popolazioni non occidentali.
Oggi si occupa anche di altri temi che riguardano tutte le popolazioni e tutte le culture. La ricerca
sul campo è nata con Malinowski e il suo approccio funzionalista il quale è stato il padre fondatore
dell’osservazione partecipante. L’antropologo in quel caso partecipava totalmente alla vita delle
popolazioni studiate diventando parte integrante del villaggio. L’antropologia oggi è divisa in molti
settori di specializzazione che comprendono l’antropologia psicologica, l’antropologia medica,
l’antropologia politica, l’antropologia, l’antropologia dei patrimoni culturali l’antropologia dello
sviluppo e quella applicata.
2) Come venivano chiamati i primi antropologi e perché
I primi antropologi venivano chiamati da tavolino perché come frazer e tylor studiavano le
popolazioni da lontano a tavolino senza visitarle personalmente, successivamente iniziarono ad
essere chiamati antropologi da veranda perché pur essendo sul campo non diventavano parte
integrante della vita delle popolazioni studiate.
3) Definizione dei diversi stadi della ricerca sul campo
La ricerca sul campo ha diversi stadi:
il primo consiste nella scelta dell’argomento da studiare che può avvenire anche studiando la
letteratura sull’argomento; il secondo è la preparazione alla ricerca per cui è importante ottenere
un finanziamento e accertarsi che l’istituzione che promuove la ricerca la tenga monitorata
servendosi anche del consenso informato da presentare alle popolazioni studiate in modo da
dichiarare gli intenti della ricerca e rispettare i soggetti della ricerca, la terza fase riguarda la scelta
della destinazione, la quarta è costruire una relazione etnografica che implica l’acquisire la fiducia
della popolazione studiata evitando l’errore nell’attribuzione del ruolo, che si presenta quando i
soggetti studiati non credono di essere parte di una ricerca di studio ma pensano che il ricercatore
sia una spia russa o una figura diversa; l’ultima fase implica lo scambio di doni che però deve essere
eticamente e culturalmente appropriati
4) La tipologia di dati nella ricerca quali sono?
Durante la ricerca sul campo si possono raccogliere dati di tipo quantitativo per i quali
tendenzialmente si usano strumenti tecnologici e bisogna utilizzare nozioni di statistica, i
quantitativi permettono di accumulare molti dati in un breve periodo anche se la qualità di questi
dati dipende da come sono stati impostati i parametri iniziali. I dati vengono raccolti attraverso
questionari e interviste che possono essere strumenti strutturati o semi strutturati.
Tendenzialmente la raccolta di dati di tipo quantitativo è favorita dall’approccio deduttivo che parte
da una ipotesi e procede raccogliendo informazioni per trovare conferma. L’altra possibilità è la
raccolta di dati di tipo qualitativo che è favorita dall’approccio induttivo che concerne la raccolta di
dati attraverso condivisione e racconti. I dati qualitativi si basano sulle parole di chi racconta e
hanno l’obiettivo di fornire interpretazioni della vita dei soggetti studiati.
5) Cosa significano emico ed etico
L’attributo di etico è associato ai dati raccolti a partire da categorie che appartengono al ricercatore
e servono a verificare una sua ipotesi ed è un attributo prediletto dai materialisti culturali; quello
emico è prediletto dagli antropologi interpretativi e i dati sono finalizzati a restituire ciò che le
persone osservate dicono a proposito della loro cultura, come la vedono e percepiscono
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DOMANDE E RISPOSTE PER RIPASSARE

  1. Antropologia culturale e ricerca sul campo L antropologia culturale è nata alla fine dell’800 con l’obiettivo di studiare le popolazioni che venivano definite dagli studiosi del tempo come “primitive”, ovvero le popolazioni non occidentali. Oggi si occupa anche di altri temi che riguardano tutte le popolazioni e tutte le culture. La ricerca sul campo è nata con Malinowski e il suo approccio funzionalista il quale è stato il padre fondatore dell’osservazione partecipante. L’antropologo in quel caso partecipava totalmente alla vita delle popolazioni studiate diventando parte integrante del villaggio. L’antropologia oggi è divisa in molti settori di specializzazione che comprendono l’antropologia psicologica, l’antropologia medica, l’antropologia politica, l’antropologia, l’antropologia dei patrimoni culturali l’antropologia dello sviluppo e quella applicata.
  2. Come venivano chiamati i primi antropologi e perché I primi antropologi venivano chiamati da tavolino perché come frazer e tylor studiavano le popolazioni da lontano a tavolino senza visitarle personalmente, successivamente iniziarono ad essere chiamati antropologi da veranda perché pur essendo sul campo non diventavano parte integrante della vita delle popolazioni studiate.
  3. Definizione dei diversi stadi della ricerca sul campo La ricerca sul campo ha diversi stadi: il primo consiste nella scelta dell’argomento da studiare che può avvenire anche studiando la letteratura sull’argomento; il secondo è la preparazione alla ricerca per cui è importante ottenere un finanziamento e accertarsi che l’istituzione che promuove la ricerca la tenga monitorata servendosi anche del consenso informato da presentare alle popolazioni studiate in modo da dichiarare gli intenti della ricerca e rispettare i soggetti della ricerca, la terza fase riguarda la scelta della destinazione, la quarta è costruire una relazione etnografica che implica l’acquisire la fiducia della popolazione studiata evitando l’errore nell’attribuzione del ruolo, che si presenta quando i soggetti studiati non credono di essere parte di una ricerca di studio ma pensano che il ricercatore sia una spia russa o una figura diversa; l’ultima fase implica lo scambio di doni che però deve essere eticamente e culturalmente appropriati
  4. La tipologia di dati nella ricerca quali sono? Durante la ricerca sul campo si possono raccogliere dati di tipo quantitativo per i quali tendenzialmente si usano strumenti tecnologici e bisogna utilizzare nozioni di statistica, i quantitativi permettono di accumulare molti dati in un breve periodo anche se la qualità di questi dati dipende da come sono stati impostati i parametri iniziali. I dati vengono raccolti attraverso questionari e interviste che possono essere strumenti strutturati o semi strutturati. Tendenzialmente la raccolta di dati di tipo quantitativo è favorita dall’approccio deduttivo che parte da una ipotesi e procede raccogliendo informazioni per trovare conferma. L’altra possibilità è la raccolta di dati di tipo qualitativo che è favorita dall’approccio induttivo che concerne la raccolta di dati attraverso condivisione e racconti. I dati qualitativi si basano sulle parole di chi racconta e hanno l’obiettivo di fornire interpretazioni della vita dei soggetti studiati.
  5. Cosa significano emico ed etico L’attributo di etico è associato ai dati raccolti a partire da categorie che appartengono al ricercatore e servono a verificare una sua ipotesi ed è un attributo prediletto dai materialisti culturali; quello emico è prediletto dagli antropologi interpretativi e i dati sono finalizzati a restituire ciò che le persone osservate dicono a proposito della loro cultura, come la vedono e percepiscono
  1. Cos’è l’etnografia positiva e riflessiva L’etnografia positiva ha un rigore scientifico e pensa che l’unico modo per comprendere la cultura “altra” sia quello di una metodologia che indaghi oggettivamente fenomeni direttamente osservabili, gli effetti dei fenomeni in modo empirico che restano validi indipendentemente dalle inclinazioni dei soggetti studiati; negli anni 80 l’etnologia perde il suo carattere positivista e rivela la sua natura testuale, con james clifford e george marcus creando così l’antropologia riflessiva che mette al centro la conoscenza interculturale partendo da processi di interpretazione reciproca di osservatore e osservato.
  2. Cos’è un kula È una cerimonia rituale che Malinowski ha studiato presso le isole Trobriand. Implica uno scambio di collane e altri ornamenti, cibo e oggetti di uso comune. Questi scambi avvengono tra isole lontane tra loro che in questo modo sono collegate tra loro. In questo modo gli uomini coltivano partnership di lunga durata. Questo scambio fornisce prestigio a chi lo pratica.
  3. Cos’è una relazione etnografica La relazione etnografica è il rapporto di fiducia che si instaura tra il ricercatore e la popolazione oggetto di studio
  4. Cos’è una ricerca collaborativa È la relazione in cui anche la popolazione studiata viene inclusa in tutte le fasi della ricerca
  5. Cos’è una ricerca multisituata Deriva dalla definizione di george Marcus ed è la ricerca sul campo che viene condotta su più territori è particolarmente adatta allo studio delle popolazioni migranti
  6. Quali sono i cinque principali sistemi di sussistenza e come funzionano Caccia e raccolta, orticoltura, pastorizia, agricoltura, industrializzazione e informatizzazione. I cacciatori raccoglitori sono in genere popoli nomadi. Il loro sistema di sussistenza è basato su una conoscenza specifica dell’ambiente, la loro alimentazione può includere bacche a guscio,meloni, radici, miele. Quella della caccia è una strategia estensiva perché richiede la disponibilità di vasti territori e possibilità di movimento. La loro divisione del lavoro è basata su genere ed età: gli uomini vanno a caccia in piccoli gruppi mentre le donne si occupano di raccogliere bacche, larve e piccoli pesci. In questo tipo di società non è presente la proprietà privata ma è presente il diritto d’uso che consente ad altri di accedere a determinate risorse (come può essere uno specchio d’acqua). I sistemi come quello di cacciatori e raccoglitori sono basati sull’acquisizione e sono sostenibili. Il secondo è quello degli orticoltori che è un sistema di sussistenza basato sulla coltivazione di piante domestiche con l’uso dell’attrezzatura come ceste per il trasporto del raccolto. La divisione del lavoro implica che il ruolo degli uomini e delle donne sono spesso distinti in modo netto: gli uomini puliscono il terreno dedicato all’orto e le donne si occupano della semina e della raccolta. Le donne inoltre preparano il cibo che lavorano in piccoli gruppi. Gli uomini coltivano gli elementi di prestigio mentre le donne gli elementi di base per il consumo. Il terzo è la pastorizia che è un sistema di sussistenza basato sull’allevamento di bestiame e sull’uso dei loro prodotti. I pastori sviluppano relazioni commerciali con i pastori e i cacciatori raccoglitori. Questo sistema di sussistenza ha una strategia estensiva. Nella divisione del lavoro la famiglia e i gruppi di famiglia rappresentano l’unità produttiva di base. I ruoli sono distinti in base al genere: gli uomini si occupano della conduzione del bestiame e le donne sono responsabili della produzione dei prodotti
  1. Principali tipologie di scambio C’è lo scambio equilibrato che implica lo scambio immediato o successivo; lo scambio squilibrato che implica che una delle parti ha l’obiettivo di ricavarne un profitto
  2. cosa sono la strategia estensiva e la strategia intensiva La strategia estensiva implica che ci debba essere la possibilità di muoversi liberamente sul territorio attraverso spazi ampi mentre quella intensiva implica la localizzazione del sistema di sussistenza in un luogo ridotto
  3. Cos’è una dinamica riproduttiva in una società e come funzionano nei vari sistemi di sussistenza È la modalità in una data cultura di provvedere al ricambio della popolazione per effetto della natalità e della mortalità. Tra cacciatori e raccoglitori tra un ciclo di nascite e l’altro intercorre diverso tempo a causa di due motivi: uno è l’allattamento al seno che inibisce la produzione di progesterone e l’altro è lo scarso grasso corporeo delle donne le quali, facendo lavori pesanti, non accumulano grasso. Nelle società agricole c’è un alto tasso di natalità e vige il pronatalismo, cioè la volontà a livello politico di aumentare il tasso di natalità che nasce dalla necessità di acquisire forza lavoro per coltivare la terra. Nelle società industrializzate e informatizzate il tasso di natalità si abbassa poiché i bambini sono meno utili alla produzione visto l’alto utilizzo di macchinari e la riduzione di forza lavoro
  4. Come fa la cultura a condizionare la fertilità La cultura condiziona la fertilità già dal concepimento poiché gli stati determinano il proprio obiettivo demografico sulla base delle loro politiche sulla fertilità che possono essere pronataliste o antinataliste (esempio della cina e dell’unico figlio)
  5. Cos’è un berdache È una figura presente tra alcuni gruppi dei nativi nordamericani, è un terzo genere: è un maschio secondo la biologia quindi dotato di organi genitali maschili ma sceglie di indossare abiti femminili e ha rapporti sessuali con entrambe i sessi, svolge compiti femminili come la produzione di ceste e ceramiche. I genitori con tanti figli possono sceglierne uno perché diventi berdache anche perché un figlio berdache è motivo di grande orgoglio.
  6. Cos’è una couvade È una serie di pratiche rituali per cui il marito di una donna incinta e padre del nascituro non può mangiare determinati tipi di carne, non può cacciare determinati animali. È una fase che conduce alla paternità. È diffuso in thailandia.
  7. Cos’è lo Hijira È la variante indiana del berdache ma a differenza dei berdache lo hijira non è apprezzato nella società. Si comporta come una donna ma non è pienamente né maschio né femmina. Molti sono nati con genitali maschili ed essi, quando nasce un nuovo bambino hanno il diritto di visitare la casa del nuovo nato ispezionarne i genitali e chiedere ai genitori l’appartenenza del bambino al proprio gruppo nel caso non si possa stabilire il sesso del bambino. Vivono chiedendo l’elemosina e si esibiscono in eventi pubblici
  8. Quali sono le pratiche di mutilazione genitale La circoncisione è quella maschile e riguarda l’incisione della pelle intorno al prepuzio, quella femminile riguarda pratiche che prevedono la rimozione totale o parziale del clitoride e delle grandi

labbra. La mutilazione genitale femminile spesso è associata all’infibulazione che è la sutura dell’apertura vaginale che lascia solo un piccolo passaggio per il deflusso delle mestruazioni e viene praticata in egitto tra le tribù beduine del medio oriente; è una pratica spesso collegata alla religione islamica

  1. Cosa vuol dire pluralismo di genere È l’esistenza di molte categorie di genere che sono tollerate e legittime di femminilità e mascolinità come in tailandia, in cui oltre al genere maschile e quello femminile c’è quello ermafrodita che è originariamente un maschio ma transitato in un corpo, abiti e personalità considerati femminili. Il loro orientamento sessuale è flessibile.
  2. Cos’è la transizione demografica È il processo per cui il modello di alti tassi di fertilità e mortalità (modello delle economie agricole) viene rimpiazzato da bassi tassi di mortalità e fertilità (modello del sistema industrializzato). Questo modello prevede due fasi: nella prima il tasso di mortalità diminuisce e il tasso di crescita aumenta per effetto di un miglioramento dell’alimentazione e nella seconda c’è una diminuzione del tasso di fertilità (Giappone, Canada, USA e alcuni paesi europei)
  3. Cos’è l’etnomedicina È lo studio dei sistemi sanitari in uso presso le diverse culture. Ogni sistema sanitario è composto da più aspetti: identificazione e classificazione dei problemi di salute; le misure di prevenzione; la diagnosi; le terapie e gli addetti a somministrarle
  4. Cos’è la biomedicina occidentale È un approccio alla salute basato sulla moderna scienza occidentale che fa affidamento sulla tecnologia per la diagnosi e il trattamento dei problemi di salute.
  5. Quali sono i principali approcci teorici dell’antropologia medica Il primo è l’approccio ecologico-epidemiologico e si concentra sul modo in cui determinati aspetti dell’ambiente naturale interagiscono con la cultura dando origine a problemi di salute. Secondo questa prospettiva i ricercatori devono concentrare i propri interessi nella raccolta di informazioni sul contesto ambientale e sociale che incidono sulla salute come i modelli di distribuzione del cibo in famiglia. Il secondo è l’approccio simbolico/interpretativo che studia i sistemi sanitari come insieme di significati: studia i diversi modi che i le culture hanno per identificare, descrivere e vivere le malattie. Studiano anche le trance rituali e l’effetto placebo che può fornire l’attribuzione di significato. Il terzo approccio guarda i fattori strutturali come cause profonde dei problemi di salute
  6. Perché si diffondono i problemi sanitari con la globalizzazione A causa dei viaggi internazionali, le migrazioni, i progetti globali di costruzione di dighe
  7. Cos’è l’antropologia medica applicata? È l’uso di conoscenze antropologiche per contribuire al raggiungimento degli obiettivi degli operatori sanitari
  8. Cosa fa l’antropologia medica critica Analizza il modo in cui fattori strutturali come l’economia politica globale, i media transnazionali e la disuguaglianza sociale incidono sui sistemi terapeutici, malattie e condizioni di salute. L’antropologia medica critica ha dimostrato come le diverse istituzioni mediche siano sostenute dalla biomedicina occidentale piuttosto che sostenere realmente i soggetti in condizione di bisogno.

È un problema di salute la cui apparizione da parte di chi ne è affetto è associata a eventi traumatici, stress, o grandi spaventi. Ne sono maggiormente affette le persone che vivono ai margini della società in condizioni di povertà o che percepiscono il loro contributo alla società come inadeguato.

  1. Quali sono e come funzionano le terapie umorali La terapia umorale si basa sull’equilibrio di alcuni elementi all’interno del corpo e altri presenti nell’ambiente di vita del paziente. Secondo questo sistema terapeutico gli elementi e le sostanze medicinali hanno effetti specifici e vengono divisi in caldi e freddi. Le malattie sono il risultato di squilibri nel corpo a cui si può porre rimedio con l’introduzione di cambiamenti nella dieta e nel comportamento a cui si può porre rimedio con sostanze medicinali che ristabiliscano l’equilibrio
  2. Cos’è il trauma storico È la trasmissione dai genitori ai figli lungo le generazioni dell’impatto emozionale e psicologico del colonialismo
  3. A cosa è legata la parentela La parentela è legata ai sistemi di sussistenza e dinamiche riproduttive è il principio organizzativo principale nelle culture non industrializzate. Assicura la continuità del gruppo organizzando i matrimoni, mantiene l’ordine sociale stabilendo l’ordine morale e punendo chi non rispetta le regole; disciplina la produzione di risorse. la parentela è basata su tre fattori chiave: discendenza, condivisione, matrimonio
  4. Che tipi di discendenza sono stati studiati La discendenza può essere matrilineare: è adottata da una strettissima parte della popolazione, il lignaggio si trasmette da madre a figlia. È in uso in molti gruppi nativi nordamericani, sud est asiatico, pacifico e australia, tra i cacciatori raccoglitori e nelle società agricole. La coppia di coniugi vive presso la casa dei familiari della moglie. La discendenza patrilineare invece presuppone che il lignaggio comprenda solo i figli maschi mentre le femmine diventano membri del lignaggio del marito è adottato da buona parte della popolazione nel sud est asiatico, nuova guinea e africa settentrionale. La coppia di coniugi vive presso la casa dei genitori del marito. Poi c’è la discenza bilineare che è tipica delle famiglie occidentali e la discendenza deriva da entrambi i coniugi e uomo e donna contribuiscono in egual misura alla produzione delle risorse.
  5. Famiglia, gruppo domestico La famiglia è un gruppo di persone che si considera legate tra loro da relazioni di parentela; il gruppo domestico è una persona che vive da sola o più persone che condividono un luogo che possono avere ma non necessariamente, hanno legami di parentela; il gruppo familiare è
  6. Trasformazione del matrimonio L’età media del primo matrimonio si sta alzando e questo dipende dalla volontà di avere una istruzione più elevata e dei beni materiali, inoltre aumentano i matrimoni di persone di diverse nazionalità. La crisi del matrimonio implica che molte persone vorrebbero sposarsi ma non possono e questo accade anche in luoghi come nell’africa subsaharaiana in cui i ragazzi non riescono ad accumulare sufficienti beni per pagare il prezzo della sposa a causa degli alti tassi di disoccupazione e ha come conseguenza anche una cattiva visione sociale della donna, la quale sposandosi tardi, viene vista male all’interno della società
  7. Perché vengono praticati adozione e affidamento?

Le motivazione possono essere sterilità, mancanza di figli maschi

  1. Migrazione come fattore di mutamento della vita familiare e delle parentele e dei gruppi domestici La migrazione può influire sulla trasformazione dei gruppi domestici con un calo della fertilità anche in funzione delle condizioni socio-economiche in cui il migrante si trova, si sviluppano elementi di difficoltà tra genitori e figli a causa dell’identificazione dei figli nella cultura di arrivo e l’abbandono progressivo della tradizione. Le strutture familiari inoltre tendono ad essere meno estese
  2. Cos’è un cugino incrociato e un cugino parallelo? Un cugino parallelo è il matrimonio che si verifica tra il figlio di un padre e quello di suo fratello o i figli di una madre e quelli di sua sorella; il cugino parallelo è il matrimonio che si instaura tra i figli di un padre e i figli di sua sorella o i figli di una madre e quelli di suo fratello
  3. Prezzo dello sposo? Beni e denaro offerti alla nuova coppia e alla famiglia dello sposo da parte della famiglia della sposa
  4. Prezzo della sposa? Beni e denaro offerti dalla famiglia dello sposo ai genitori della sposa
  5. Servizio per la sposa? Lavoro prestato dallo sposo ai genitori della sposa
  6. Cos’è la dote? Beni e denaro offerti dalla famiglia della sposa alla nuova coppia
  7. Cosa significano endogamia ed esogamia? Sono i matrimoni tra individui che appartengono allo stesso gruppo e impongono che la sposa provenga da una determinata categoria sociale e se vengono dallo stesso gruppo di parentela spesso riguarda i cugini
  8. Cos’è un gruppo domestico esteso, gruppo domestico nucleare e gruppo domestico complesso? Il gruppo domestico nucleare è composto da una coppia di adulti ed è presente in tutte le culture; il gruppo domestico esteso comprende una coppia coniugi con figli, matrilineare o patrilineare mentre il gruppo domestico complesso è collegato a sistemi di sussistenza e sono quelli poliginici o poliandrici
  9. Cosa sono la poligamia, poliginia, poliandria e monogamia? La poligamia è il matrimonio tra due o più coniugi; la poliginia è la forma più comune della poligamia ed è la pratica di un uomo di avere più di una moglie; la poliandria è meno comune ed è la pratica di una donna di avere più mariti. La monogamia è la pratica ampiamente diffusa negli stati occidentali che prevede l’avere un solo coniuge.
  10. Cosa significa iperginia, ipoginia, isogamia? Iperginia è una donna che sposa un uomo con uno status più elevato del suo; ipoginia una donna che sposa un uomo con uno status inferiore a suo, isogamia: lo status della sposa e dello sposo sono equivalenti
  11. Cos’è il tabù dell’incesto?

Quella ascritta è data alla nascita e spesso di acquisisce per eredità(Ad esempio le caste in India) mentre quella acquisita si può raggiungere nel corso della vita quando si prova a migliorare il proprio status sociale

  1. Cosa sono i dalit? È l’ultima delle caste presso le popolazioni iduiste dell’india. In principio significava “reietti” ma grazie alla lotta di Ghandi per far riconoscere il valore umano dei soggetti che ne facevano parte, oggi Significa “oppressi”.
  2. Cosa sono il matriarcato e il patriarcato? Il patriarcato è la predominanza maschile in campo economico, politico e sociale; il matriarcato ha le stesse caratteristiche del patriarcato ma nel contesto femminile ed è molto più raro.
  3. Cos’è un mestitaje? Significa letteralmente mescolanza razziale. È utilizzata dalle popolazioni indigene dell’america centrale e meridionale, popolazioni che non hanno più legami con le proprie origini native oppure popolazioni indigene e istruite di successo che mantengono alcune pratiche tradizionali culturali
  4. Cos’è una popolazione diasporica? È un gruppo disperso di persone che vivono lontane dalla terra di origine, ad esempio i Rom il cui stato, a prescindere al dalla società in cui vivono, è comunque marginale
  5. Cos’è il sistema delle caste? È una forma di stratificazione sociale connessa all’induismo che classifica gli individui dalla nascita all’interno di gruppi distinti. È associato agli induisti in particolare perché le loro antiche scritture sono ritenute le fonti principali della definizione delle categorie sociali più importanti chiamate Varna che in sanscrito significa “colore”. Ci sono quattro varna i bramini che sono i sacerdoti ed è la classe più alta, seguita dai guerrieri, seguita dai mercanti e seguita dai lavoratori. I maschi adolescenti che provengono dalle prime tre sono sottoposti a cerimonia rituale di iniziazione di rinascita al termine del quale possono indossare un cordone sacro intorno al petto che li identifica come i “nati due volte”. I quattro varna sono suddivisi in centinaia di sottogruppi chiamati “jati” ovvero “gruppo di nascita” e il termine indica che la persona nasce all’interno di un determinato gruppo
  6. Cosa sono i gruppi co-madres? Sono gruppi di attivisti, formati inizialmente da madri e parenti dei prigionieri politici degli scomparsi e degli assassinati a el- salvador. È stato fondato da un gruppo di madri che denunciavano le atrocità commesse dal 1977 dal governo salvadoregno ai danni di una coalizione di gruppi progressisti di cui facevano parte molti indigeni
  7. Differenza tra potere, autorità e autorevolezza Il potere è la possibilità di ottenere risultati attraverso l’uso potenziale o effettivo della forza; l’autorità differisce dal potere perché il potere è sostenuto dall’uso della forza e può essere esercitato da qualcuno privo di autorità; l’autorevolezza è la capacità di ottenere risultati esercitando pressioni sociali o morali e può essere espressa anche da chi occupa una posizione sociale marginale
  1. Cosa si intende per controllo sociale? È il processo secondo il quale si mantiene una convivenza ordinata tra nei gruppi e questo avviene
  2. Cos’è una nazione? La nazione è un insieme di persone che non sempre parlano la stessa lingua ma condividono storia e cultura, sono sullo stesso territorio e partecipano all’organizzazione politica
  3. Cos’è la democraticizzazione? È il processo di trasformazione di un regime autoritario in un regime democratico
  4. Cos’è l’antropologia giuridica critica? È un approccio allo studio transculturale dei sistemi legali che analizza il modo in cui la legge e le procedure legali contribuiscano a mantenere la supremazia dei gruppi dominanti attraverso pratiche discriminatorie invece di proteggere i membri dei gruppi più deboli. Ne è un esempio la richiesta dei leader aborigeni di effettuare uno studio all’antropologo Fay Gale sul sistema legale australiano per scoprire perché i giovani aborigeni erano più spesso arrestati e fermati rispetto ai giovani bianchi
  5. Banda e tribù differenze Sono organizzazioni caratteristiche delle società di cacciatori raccoglitori, ha un sistema di affiliazione flessibile e non ha leadership formale. È la forma più antica di organizzazione politica conosciuta. È composta da un minimo di venti ad un massimo di cento persone tutti legati da legami di parentela. Questi gruppi si riuniscono in un momento specifico dell’anno spesso legato ad eventi del calendario rituale connessi a caccia e raccolta. Tutti i membri della banda hanno uno status sociale equivalente e il leader informale ha un certo livello di autorità o autorevolezza ma non detiene il potere. La maggior parte delle attività politiche sono dedicate alle decisioni di migrazione del gruppo e la risoluzione dei conflitti. La tribù è una organizzazione politica più formale rispetto alla banda è associata all’orticoltura e alla pastorizia. La tribù comprende diverse bande o lignaggi, ognuno dei quali è caratterizzato da uno stile di vita e linguaggio e occupano territori diversi. I gruppi tribali possono essere collegati tra loro attraverso i clan dove la maggior parte dei membri sostiene di discendere da un antenato comune. La parentela è il fondamento dell’appartenenza alla tribù, i gruppi tribali possono comprendere da cento a diverse migliaia di membri. C’è un leader più formale ed è leader a tempo pieno, le caratteristiche che deve avere devono essere generosità e molta voglia di lavorar. Egli è responsabile di stabilire il momento della semina e della raccolta e, trasferire il bestiame e organizzare eventi festivi.
  6. Cos’è un chiefdom? È una forma di organizzazione politica che comprende tribù e villaggi uniti da una alleanza permanente ed un unico capo a cui è affidato il potere. Hanno una popolazione numerosa, il potere è accentrato e sono stratificati socialmente. La stratificazione sociale ed economica è fondata sulla genealogia. I capi e i loro discendenti sono di rango più elevato rispetto alle persone comuni e il matrimonio tra individui appartenenti a strati sociali diversi è proibito.
  7. Cos’è il militarismo? Predominio delle forze armate nell’amministrazione dello stato e della società
  8. Cos’è la prova dell’ordalia?
  1. Cos’è il distanziamento nella comunicazione? È la capacità di riferirsi a eventi o questioni che appartengono a eventi distanti nel tempo passato o futuro o avvenimenti o persone mai esistite
  2. Cos’è l’antropologia critica del media Vuole comprendere quanto l’accesso ai media renda gli individui più liberi o quanto eserciti controllo su di loro.
  3. Cos’è il big data Insieme di informazioni tra cui migliaia di punti di rilevamento dati che sono generati da fonti di comunicazioni internet (cellulare, internet, facebook, twitter). I dati sono analizzati per età e sesso dell’utente e del destinatario
  4. Cos’è il tag question? È l’uso di domande retoriche che posta alla fine di una frase ricerca il consenso. Lo ha studiato l’antrpologa deborah tannen mostrando le differenze negli stili di conversazione tra uomo e donna
  5. Cos’è l’etnosemantica? È lo studio del significato di vocaboli, locuzioni e frasi e come vengono usati in determinati contesti culturali
  6. Cos’è la linguistica storica? È lo studio della trasformazione della linguistica nel corso della storia e si basa su diverse metodologie specializzate che servono a studiare le variazioni nel tempo e nello spazio di aspetti del linguaggio come fonetica, sintassi, significato. La linguistica storica ha le sue origini nel XVIII con Sir William Jones il quale, studiando il sanscrito trovò molte somiglianze terminologiche tra sanscrito, greco e latino. Questi studi hanno consentito ai linguisti di determinare gradi di vicinanza e distanza tra lingue diverse e da qui è stato elaborato il concetto di famiglia linguistica
  7. Cos’è la famiglia linguistica? È un gruppo di lingue che discendono da un’unica lingua madre. Un prototipo è il PIE : proto- indo-europeo che porta i linguisti a ritenere che sia sorto in eurasia a nord o a sud del mar nero tra i 6000 e gli 8000 anni fa e si sia diffuso in tutta l’europa e da li si siano sviluppate versioni locali.
  8. Cos’è la lingua creola?
  9. Cos’è la lingua globale?
  10. Cos’è il distanziamento?
  11. Cos’è il pidgin e il creolo? Sono due forme linguistiche nate in conseguenza del colonialismo europeo. Le lingue pidgin fondono elementi provenienti da almeno due diverse lingue madri e si sviluppano quando due diverse culture che usano lingue differenti entrano in contatto e hanno necessità di comunicare. Le lingue pidgin si usano solo in determinati contesti: durante le transazioni commerciali e nel corso di interazioni sociali di base. Molte lingue pidgin dell’emisfero

occidentale sono il risultato del commercio transatlantico degli schiavi e il loro impiego nelle piantagioni. Spesso il pidgin si trasforma in creolo: una lingua che discende dal pidgin e con il tempo acquisisce parlanti nativi. In louisiana, caraibi, ecuador e suriname sono sorte molte lingue creole locali.

  1. Cos’è il quipu? Era un insieme di cordicelle di diversi colori annodate usate per tenere la contabilità e registrare gli eventi. Era una modalità di scrittura per tenere i conti utilizzata nell’impero inca che aveva il suo centro nelle ande peruviane
  2. Cos’è la sociolinguistica? È una prospettiva dell’antropologia linguistica secondo la quale la cultura, la società di appartenenza e lo status del parlante al suo interno ne determinano la lingua
  3. Cosa sono le lingue globali? Sono le lingue che si parlano in tutto il mondo e che si stanno ampiamente diffondendo
  4. Cos’è la religione? Verso la fine dell’800 Tylor ha definito la religione la credenza nell’esistenza di entità spirituali. Ma una definizione più ampia sostiene che la religione si può considerare un insieme di credenze e comportamenti associati a entità e forze sovrannaturali. La religione di un gruppo umano è correlata alla sua visione del mondo ma non necessariamente coincide con essa.
  5. Come vengono trasmesse le credenze religiose? Le credenze religiose vengono trasmesse alle future generazioni attraversi due modalità: il mito che è la narrazione che coinvolge entità sovrannaturali e la sua narrazione comprende un inizio, un momento intermedio e una fine. Può includere motivi ricorrenti. Due importanti studiosi hanno trattato il mito: malinowski assimilava il mito ad una sorta di carta costituzionale della società in quanto è espressione delle convinzioni jpiù profonde e il veicolo per la trasmissione di un codice morale; e levi- strauss che riteneva che i miti avessero funzioni filosofiche e psicologiche profonde poiché aiutavano le persone a gestire le contraddizioni tra vita e morte, bene e male offrendo narrazioni in cui questi dualismi trovano una soluzione grazie ad un terzo fattore che fa da mediatore. Secondo la prospettiva funzionalista del materialismo culturale i miti considerano e trasmettono informazioni sulle strategie di sussistenza utili a gestire le crisi economiche, conservazione del cibo e gestione della fame. Il secondo metodo con cui la religione viene trasmessa è la dottrina che è il credo religioso esplicitato che definisce il mondo sovrannaturale e quello terreno, è scritta e formale e punisce i comportamenti scorretti
  6. Cosa sono le religioni globali? le religioni globali sono le religioni basate su fonti scritte e dotate di numerosi adepti. È un termine coniato nel XIX secolo. Inizialmente includevano solo cristianesimo, islam e buddismo. Poi ha iniziato a comprendere anche l’ebraismo, l’induismo, confucianesimo, scintoismo e taoismo. Quando una religione globale si stabilisce in una nuova area entra in relazione con le religioni locali creando così delle forme di sincretismo religioso.
  7. Cos’è la rivitalizzazione nella religione?
  1. Cos’è il sincretismo religioso? È quello che scaturisce dall’unione di due religioni che sono entrate a contatto e hanno dato vita ad una terza religione che ha elementi di una e dell’altra
  2. Cos’è l’arte in antropologia? Secondo una delle definizioni antropologiche l’arte è un’applicazione di immaginazione, abilità e stile alla materia del movimento e suono che va oltre la praticità.
  3. Di cosa si occupa l’antropologia artistica? L’antropologia dell’arte non si applica solo ai prodotti artistici ma anche agli autori e alle loro motivazioni, al ruolo dell’arte nella società ed ai suoi significati sociali più ampi. Gli antropologi dell’arte studiano l’arte come forma espressiva e performativa. L’arte include arti grafiche, decorative e performative. c’è una distinzione tra belle arti che includono opere rare e preziose di artisti che si sono formati nella tradizione classica occidentale e prodotte per il mercato riconducibili ad un artista. Il prodotto deve avere valore per la sua unicità ed è un prodotto che esprime “l’arte per l’arte”; poi ci sono le arti popolari che includono tutti quei prodotti etnici primitivi che sono espressioni artistiche prive di istruzione formale. Quest’arte non è prodotta per essere venduta. Spesso gli artisti sono anonimi.
  4. Il focus di Boas sull’artista Boas ha sottolineato l’importanza di studiare l’artista nel suo contesto sociale. Un esempio di questo modo di vedere l’artista ce lo fornisce la ricerca di Bunzel con i vasai nativi americani i quali sostenevano di scegliere autonomamente i soggetti scelti per i loro dipinti mentre altri sostenevano di aver imparato dalla madre. questo dimostra che l’importanza dell’agency individuale sia il rispetto delle tradizioni. gli artisti hanno uno status sociale per cui possono essere venerati o stigmatizzati. Esistono distinzioni di genere anche nel contesto artistico ad esempio presso i navajo dell’arizona le donne tessono e gli uomini lavorano l’argento. La visione funzionalista ha influenzato l’antropologia dell’arte ritenendo che danza, pittura, teatro, musica favoriscano la socializzazione, lo sviluppo di una identità sociale, i processi di guarigione, sostiene gli sforzi bellici
  5. Differenza tra gioco e tempo libero Il gioco non è una attività necessaria non è finalizzata a portare in modo diretto risultati ai partecipanti, si svolge in periodi di tempo limitato, ha delle regole, implica la competizione e può fare riferimento alla fortuna. Molte attività del tempo libero e del gioco coniugano piacere e sofferenza e questo è il caso degli sport cruenti che sono competizioni in cui si cerca di provocare volontariamente spargimenti di sangue. Un esempio può essere la corrida che simboleggia il trionfo della natura sulla cultura da un lato e dall’altro gli antropologi hanno analizzato il fatto che questi sport procurano un piacere sadico al “proprietario” dell’animale che gareggia e nutrono l’autostima della persona a
  6. Come funziona la globalizzazione nel contesto dell’arte?
  7. Effetti del colonialismo occidentale sull’arte
  8. Cos’è la cultura espressiva? Comportamenti e modi di pensare relativi all’arte al tempo libero e al gioco
  1. Cos’è l’eterotropia? È stata chiamata così da Focautl ed era il risultato della compresenza di elementi, piante nel caso di giardini coloniali- provenienti da contesti tra loro diversi. Ad esempio nel caso dei giardini coloniali europei, il messaggio eterotropico era riferito all’ampiezza dell’esperienza e allo status intellettuale del committente
  2. Cosa sono l’etnoestetica? l‘etnoestetica riguarda le estetiche culturalmente orietate quindi come deve essere una certa opera darti in una data cultura (ad esempio le sculture presso un popolo della nigeria che prevedono ci sia equilibrio assoluto tra astrazione e realismo, che rappresenti le sembianze di qualcuno ma nessuno in particolare; devono essere rappresentate come esseri umani adulti e non come bambini o anziani , devono essere luminose, avere linee e forme nette e devono essere simmetriche). Tutte le culture elaborano principi estetici anche se spesso non sono formalizzati.
  3. Cos’è l’etnomusicologia? È lo studio della musica presso le diverse culture, il contesto culturale dell’artista e la sua motivazione.
  4. Cos’è il patrimonio culturale immateriale? Sono le tradizioni orali, le lingue,le arti performative, i riti e gli eventi festivi. la cultura immateriale fornisce un senso di identità e continuità
  5. Cos’è il wa? È una parola giapponese che significa “disciplina e spirito di abnegazione a beneficio della collettività”
  6. Cos’è la migrazione e quali sono le principali tipologie? È il trasferimento di una popolazione o di un individuo da una località ad un’altra. Ci sono tre tipologie di migrazione: la migrazione interna è la migrazione che prevede lo spostamento all’interno dello stesso paese dalle campagne alla città a causa della necessità di lavorare nell’area industrializzata; la migrazione internazionale che riguarda lo spostamento di persone oltre i confini nazionali. Questo tipo di migrazione è aumentata dopo la fine della seconda guerra mondiale a causa delle dinamiche economiche. Canada, argentina, USA, sono state le prime destinazioni della migrazione internazionale. Avevano leggi che disciplinavano l’immigrazione ed era favorita l’immigrazione “bianca”. Negli anni 60 il canada è stato il primo paese a modificare queste leggi attenuando la discriminazione razziale a causa della domanda di lavoro e per una questione di immagine internazionale. La terza tipologia sono le migrazioni transnazionali che riguardano gli spostamenti ripetuti tra due o più paesi. Questi spostamenti sono quelli privilegiati da chi si sposta per lavoro e questo porta spesso queste persone a non avere alcun legame con nessuno dei paesi frequentemente visitati ma ogni volta il migrante assume una nuova identità culturale. È una migrazione connessa a questioni economiche
  7. Cos’è il diritto al ritorno?
  1. Cosa e quali sono le teorie e i modelli di sviluppo nelle culture? Il primo è la modernizzazione che è una forma di cambiamento caratterizzata da una crescita economica prodotta dall’industrializzazione e dall’esplosione del mercato, innovazione tecnologica, scolarizzazione e mobilità sociale con gli obiettivi di scolarizzazione e sviuppo degli individui. Il secondo è lo sviluppo finalizzato alla crescita che riguarda lo sviluppo come cambiamento indotto derivante dall’applicazione della teoria della modernizzazione nei paesi in via di sviluppo dopo la seconda guerra mondiale. Gli obiettivi sono simili a quelli della modernizzazione e si concentrano sulla crescita economica: in investimenti volti alla crescita economica portano al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni grazie all’effetto a cascata secondo il quale con l’aumento della ricchezza dei meno abbienti come conseguenza del benessere di chi ha migliori condizioni economiche. Il terzo è lo sviluppo distributivo che si distingue dallo sviluppo finalizzato alla crescita perché pone enfasi sull’importanza dell’equa distribuzione sociale dei suoi benefici in termini di aumento del reddito, istruzione e salute. Questo modello ritiene inefficiente l’effetto a cascata che non arriva a soddisfare le necessità dei popoli indigenti e ritiene che, anzi i ricchi diventino sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Il quarto è lo sviluppo umano che è un modello basato sulla crescita economica e dello sviluppo umano con il concentrarsi sulla creazione di una strategia che si concentra sugli investimenti destinati a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni in termine di salute, istruzione e sicurezza: le nazioni unite hanno fatto propria l’espressione di “sviluppo umano” in questo contesto. La quinta è lo sviluppo sostenibile che identifica le strategie finalizzate ad apportare miglioramenti che non implichino il consumo di risorse non rinnovabili e siano sostenibili nel tempo.
  2. Quali sono le dinamiche del cambiamento culturale? Sono l’invenzione, a partire da stampa, polvere da sparo, vaccini a innovazioni concettuali come la democrazia. Molte invenzioni provocano trasformazioni culturali positive ma molte altre hanno effetti anche negative ad esempio la tv, le macchine, i cellulari che pesano sull’ambiente. La seconda è la diffusione che è una conseguenza logica delle invenzioni e serve a far propagare le nuove invenzioni e scoperte. La diffusione avviene tra società grazie al potere di scambio, le società più potenti dominano su quelle meno potenti attraverso i processi di acculturazione che rendono le culture minoritarie più simili a quelle dominanti e i processi di assimilazione e deculturazione fanno perdere i caratteri specifici della propria cultura alle culture minoritarie. Le culture dominanti possono appropriarsi delle culture meno potenti attraverso l’imperialismo culturale. Questi processi implicano anche cambiamenti linguistici
  3. Quali sono le due tipologie di istituzioni per lo sviluppo chi ne fa parte e cosa fanno? Ci sono le istituzioni possono essere multilaterali: molti paesi donatori: le più importanti sono la banca mondiale che riceve contributi da 150 paesi membri ed è stata fondata nel 1944 e promuove il modello della crescita economica, la sua strategia principale è favorire gli investimenti internazionali attraverso l’erogazione di prestiti. Della banca mondiale fanno parte la banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo che concede prestiti ai paesi poveri considerati ad alto rischio nel mercato globale. La maggior parte dei prestiti viene usata per finanziare la costruzione di strade o dighe; e l’associazione internazionale per lo sviluppo. Il secondo tipo di istituzione sono le nazioni unite che sono state istituite nel 1945 e conta 160 stati membri ognuno dei quali ha diritto di voto nell’assemblea generale. Alle nazioni unite

fanno capo molte agenzie che svolgono diverse funzioni: l’UNIDP- PROGRAMMA DELLE NAZIONI UNITE PER LO SVILUPPO; UNESCO – ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE PER L’EDUCAZIONE, SCIENZA E CULTURA; LA FAO- ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE PER L’ALIMENTAZIONE E L’AGRICOLTURA; WHO- ORGANIZZAZIONE MONDIALE PER LA SANITA’ ; UNHCR- ALTO COMMISSARIATO DELLE NAZIONI UNITE PER I RIFIUGIATI; UNICEF FONDO DELLE NAZIONI UNITE PER L’INFANZIA. L’altra tipologia di istituzione è quella bilaterale: sono costituite da due paesi che coinvolgono solo donatore e beneficiario. Una di queste è l’USAID che è l’agenzia per lo sviluppo internazionale degli usa la quale tende a fornire l’erogazione di prestiti piuttosto che le sovvenzioni. I prestiti e le sovvenzioni da parte degli usa i quali prestiti possono essere vincolati o non vincolati; quelli vincolati riguardano il fatto che una percentuale dei finanziamenti erogati è destinata all’acquisto di beni e servizi forniti dal paese donatore, quelli non vincolati implica che il paese beneficiario potrà decidere liberamente come usarli

  1. Cos’è la povertà estrema e la povertà cronica? La povertà estrema è una grave mancanza di accesso alle risorse di importanza vitale, e la povertà cronica indica la mancanza di accesso alle risorse ma dura per tutta la vita e per generazioni.
  2. Cosa succede ai popoli indigeni con questi progetti di sviluppo? Il progetto di sviluppo sono attività finalizzate ad attuare politiche di sviluppo. Tutti i progetti di sviluppo hanno un ciclo del progetto cioè il completo iter del progetto che però spesso falliscono per alcuni fattori: il progetto non è adeguato al contesto ambientale e culturale, i benefici non raggiungevano il gruppo a cui erano destinati e le condizioni di vita di chi avrebbe dovuto beneficiare del progetto non miglioravano ma anzi peggioravano. Un fattore alla base di questi fallimenti veniva dal fatto che venivano i progetti venivano pensati da economisti e burocrati occidentali i quali non conoscevano le popolazioni che avrebbero dovuto beneficiarne. È capitato che i popoli indigeni che vivono nelle regioni remote della terra, siano stati danneggiati da questi progetti di sviluppo finalizzati alla crescita. I luoghi in cui vivono sono ricchi di risorse naturali come le regioni circumpolari che sono ricche di gas, la papua nuova guinea e amazzonia sono ricche di oro; il madagascar di zaffiri
  3. Un esempio di fallimento? Ci viene dagli stati del sud est asiatico in cui vengono attuate politiche di trasferimento programmato che comportano lo spostamento di popoli indigeni. Ad esempio in thailandia, i programmi di sviluppo che interessano gli abitanti delle colline rivelano le connessioni tra interessi internazionali e obiettivi nazionali e benessere delle tribù: le tribù delle colline contano mezzo milione di persone di cui fanno parte molti gruppi come i lisu, i karen ecc. il governo tailandese è più interessato alla stabilità politica e attua progetti che prevedano la costruzione di strade e mercati utili a collegare la città con le colline per favorire il turismo e le tribù devono trovare strategie per la sussistenza poiché con la costruzione di queste strade sono fallite le piantagioni di oppio, le imprese di legname possono accedere alle colline e danneggiare le foreste, il turismo ha portato la diffusione del commercio sessuale e la diffusione dell’HIV
  4. Cos’è l’antropologia critica dello sviluppo? Sono gli antropologi che si chiedono se il progetto di sviluppo erogato sia adatto dal punto di vista della popolazione beneficiaria e per l’ambiente. E cercano di dare il loro contributo collaborando con le agenzie per lo sviluppo e gli stati per fare in modo che i progetti possano