





















Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Domande e risposte più frequenti di sicurezza del lavoro
Tipologia: Appunti
1 / 29
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!






















Definizione della ”International Ergonomics Association”: E’ la scienza che si occupa dell’interazione tra elementi di un sistema (umani e d’altro tipo) e la funzione per cui vengono progettati (nonché la teoria, i principi i dati, i metodi che vengono applicati nella progettazione). Il termine ergonomia deriva dalle parole greche che significano lavoro e legge, questo termine descrive la disciplina che persegue la progettazione di prodotti, ambiente e servizi rispondenti alle necessità dell’utente, migliorando la sicurezza, la salute, il comfort, il benessere e la prestazione umana. I fattori considerati dall’ergonomia sono:
, - Fattori ambientali(ad es.: rumore, vibrazioni, illuminazione, clima, sostanze chimiche),
Principi ergonomici nella progettazione dei sistemi di lavoro UNI (italiani) EN(europei) ISO ( internazionali) o anche organismo internazionale di standardizzazione
Le statistiche degli infortuni sono elementi di calcolo che permettono di verificare l'andamento infortunistico di un tipo di attività, una tipologia di azienda, di un comparto industriale o di un gruppo di lavorazioni. Le statistiche di infortunio sono ottenute attraverso due indici infortunistici:
(L' indice di gravità, G, riferito alle giornate di inabilità temporanea relative ai casi con inabilità maggiore di 3 giorni e alle giornate convenzionali di inabilità relative ai casi di inabilità permanente e di morte è
Kt=giornate di inabilità temporanea relative ai casi con inabilità maggiore di 3 giorni; Kp = giornate convenzionali per i casi di inabilità permanente ovvero il risultato tra la sommatoria di tutte le percentuali di invalidità riconosciute INAIL diviso 100, tutto moltiplicato per il numero di giornate convenzionali di inabilità attribuita ad un infortunio mortale o con inabilità permanente totale (100%). Km = giornate convenzionali di inabilità per i casi mortali ovvero il risultato tra il prodotto del numero di casi mortali e 7.500 .)
2)PROCEDURA DI VALUTAZIONE DEI RISCHI: CARATTERISTICHE
FMEA E HAZOP Il datore di lavoro ha il dovere di assicurarsi che la sicurezza e la sanità dei lavoratori sia garantita in ciascun posto di lavoro e per tutte le mansioni svolte. Implica la prevenzione dei rischi professionali. Nel caso in cui è impossibile eliminare i rischi, questi devono essere diminuiti e si dovranno tenere sotto controllo i rischi residui. Per identificare i pericoli vengono utilizzati HAZOP e FMEA. l’Hazop (hazard & operability Analysis) è stata sviluppata per identificare e valutare pericoli inerenti la sicurezza di impianti di processo che, sebbene non pericolosi, possono compromettere la capacità dell’impianto di raggiungere le prestazioni di progetto. È basata sull’integrazione di diversi esperti con specializzazioni differenti. L’Hazop consiste nella revisione dei processi attraverso il team multidisciplinare che adotta un protocollo prestabilito per identificare l’effetto delle deviazione dei processi dalle condizioni normali. L’hazop procede secondo i seguenti passi: 1-suddivisione del sistema in sezioni di processo, in punti specifici, o passi operativi di una procedura, detti nodi di studi. 2- all’interno di ogni nodo identificazione dei parametri di processo coinvolti. 3- combinazione di ogni parametro con parole guida. 4- identificazione della possibile deviazione (cause potenziali e conseguenze) dalla condizione di progetto previsto. 5- i risultati dell’hazop sono l’ identificazione dei pericoli e delle problematiche operative degli impianti e la definizione di raccomandazioni inerenti variazioni progettuali e procedure.
I risultati della discussione sono registrati in forma di tabelle. La FMEA (failure mode & effect analysis) è il metodo più diffuso per l’analisi della verifica della qualità di un progetto per l’affidabilità e sicurezza ambientale ed umana.In partcolareprevede che ogni parte del prodotto/ processo venga accuratamente analizzata considerando le modalità di guasto con il calcolo della frequenza con cui si verificano i relativi difetti funzionali e sull’ambiente circostante. È una tecnica affidabilistica di tipo induttivo. Come strumento di validazione del progetto, la fmea è esplicitamente prevista dalla uni 29004. Mentre la fmea assume modi di guasto a priori, l’hazop supporta l’identificazione di eventi incidentali che derivano dalle deviazioni del normale funzionamento, L’hazop richiede uno staff di esperti numeroso, mentre la fmea richiede risorse umane limitate. lo sviluppo della fmea avviene in meno tempo rispetto alla Hazop e i costi sono a vantaggio della fmea.
MALATTIA PROFESSIONALE: Evento dannoso che, correlato alla prestazione agisce lentamente e progressivamente sulla capacità lavorativa del soggetto assicurato. DIFFERENZA TRA MALATTIA PROFESSIONALE E INFORTUNIO SUL LAVORO Infortunio: occorso per causa violenta in occasione di lavoro, ai fini dell’assicurazione INAIL per la sua indenizzabilità è necessario che dall’infortunio sia derivata o la morte o un’inabilità permanente al lavoro(assoluta o parziale) oppure un’inabilità temporanea/assoluta che comporti l’astensione dal lavoro per più di tre giorni. Malattia professionale: è quella contratta nell’esercizio e a causa dell’attività o mansione alla quale è adibito il lavoratore.In particolare la giurisprudenza riconosce la natura di malattia professionale a quello stato di aggressione dell’organismo del lavoratore a seguito e ad esito del quale residua una definitiva alterazione dell’organismo stesso comportante a sua volta una riduzione della capacità lavorativa.
PERICOLO proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità, avente la potenzialità di causare danni, RISCHIO attuazione di un pericolo attraverso due elementi: 1)gravità del possibile danno che è funzione di entità, reversibilità, estensione. 2)PROBABILITA’ che il danno si manifesti che è funzione di frequenza,durata, esposizione, prob che si verifichi, che si riduca o si elimini. R=PxG PROCEDURA: Si deve stabilire se la macchina è sicura o se è necessario provvedere all’introduzione di misure di sicurezza. La riduzione del rischio può essere ottenuta con misure di sicurezza agendo su: GRAVITA’ degli effetti (misure di sic. Protettive) e PROBABILITA’ (misure di sicurezza preventive). La UNI EN 1050 è una guida per effettuare le scelte inerenti la sicurezza della macchina e redigere la documentazione attestante l’aver effettuato l’analisi dei rischi. Si stabilisce se la macchina è sicura oppure è necessario identificare i pericoli e adottare delle misure di prevenzione e di protezione e di sicurezza. La riduzione del rischio può essere ottenuta con misure di sicurezza applicabili attraverso anche fonti di informazioni impiegate (check list, dati storici; metodi indicizzati, fmea, hazop).Alla fine, determinati gli obiettivi da raggiungere e adottate queste misure di sicurezza si redige il giudizio finale della valutazione del rischio.
DEFINIZIONE DI AFFIDABILITA’ Probabilità che un componente, o uomo Svolga la sua funzione correttammente : -senza guasti/errori -per un intervallo temporale assegnato -in predeterminate condizioni ambientali PER I SISTEMI NON RIPARABLI è importante conoscere la probabilità di guasto al tempo assegnato di missione=affidabilità.
PER I SISTEMI RIPARABILI è importante conoscere la disponibilità =rapporto tra tempo di funzionamento corretto del componente e il tempo di funzionamento totale richiesto al componente. AFFIDABILITA’ DELL’UOMO Si definisce affidabilità dell’uomo la probabilità che l’uomo esegua correttamente un compito, discreto o continuo, in prefissati periodi di tempo e condizioni di stress.
CASI IN CUI SI PUO’ MANIFESTARE L’ERRORE UMANO. Definisce quelle occasioni in cui una sequenza pianificata di attività fisiche o mentali fallisce nel conseguire i risultati desiderati e quando questi fallimenti non sono attribuibili all’intervento di qualche agente casuale. Le manifestazioni dell’errore avvengono nel:
PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI RISCHI DA MMC: Le attività lavorative di movimentazione manuale dei carichi comportano per i lavoratori rischi di diverse patologie da sovraccarico biomeccanico. Per movimentazioni manuali da carico si intendono le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare del deporre, tirare, portare o spostare un carico che, per le loro caratteristiche o, in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano tra l’altro rischi di lesioni dorsolombali. E’ una check-list che si articola in 5 punti:
-MAPO=MOVIMENTAZIONE E ASSISTENZA PAZIENTI OSPEDALIZZATI. Permette di calcolare un indice sintetico per la valutazione del rischio sulla base della valutazione di una serie di fattori di rischio specifici nella movimentazione dei pazienti
-RULA= RAPID UPPER LIMB ASSESSMENT. Indicato per le attività lavorative in cui si fanno sforzi prevalentemente statici ma prolungati nel tempo. Il risultato dell’analisi svolta permette una stima delle misure preventive he dovranno essere attuate allo scopo di ridurre il rischio. Per ciascun valore di rischio (da 1 a 7) corrisponde una classificazione in 4 livelli di azione in base al carattere di urgenza dell’intervento. -OCRA= OCCUPATIONAL REPETITITVE ACTIONS. Si calcola un indice sintetico di esposizione a movimenti ripetuti degli arti superiori : numero di atti al minuti/numero raccomandato di atti al minuti. -METODO NIOSH ONE TASK= usato per la stima del rischio in tutte quelle attività lavorative in cui i compiti svolti sono in sequenza e non intervallati da adeguati periodi di riposo.Si calcola l’inidice di sollevamento composto sequenziale (ISCS): 1)Calcolo dell’IS per ciascun sottocompito=Pmedio/praccomandato 2)Calcolo dell’ISmax per ciascun sottocompito 3)Calcolodella frazione temporale per ciascun sottocompito 4)Riordinare i compiti per ISmsx decrescente 5)Calcolo dell’ISCS
NIOSH MULTITASK, è richiesto per Compiti Sequenziali. È utilizzato per la stima del rischio per attività lavorative in cui i compiti sono svolti: F 0F C in sequenza F 0F C non intervallati da adeguati periodi di riposo.
Il metodo niosh valuta il rischi presente nell’azione di sollevamento manuale dei carichi. La procedura prevede 4 passi:
calcolo del FIRWL =( frequency indipendent recomended weight limit) cioè il peso limite raccomandato senza fattore di frequenza; STRWL (single task rec. W.l.) cioè il peso limite raccomandato con fattore di frequenza.
per ogni attività si calcolano il FILI (frequency Indipendent Lifting index) cioè l’indice di sollevamento ottenuto dividendo il peso effettivo per FIRWL e lo STLI ( single task Lifting index) cioè l’indice di sollevamento ottenuto dividendo il peso effettivo per STRWL.
si numerano i compiti secondo STLI decrescenti.
RISCHIO ELETTRICO
PERICOLI ELETTRICI:CONTATTI: -INDIRETTI: contatti di persone con parti metalliche di impianti elettrici messe in caso di guasto. Le parti metalliche in questione non sono in tensione in condizioni ordinarie di esercizio. Tale contatto rappresenta un pericolo subdolo n quanto determinato da masse normalmente accessibili poste in tensione da imprevedibili difetti di isolamento. La protezione contro i contatti indiretti consiste nel prendere le misure intese a proteggere le persone contro i pericoli risultanti dal contatto con parti conduttrici che possono andare in tensione in caso di cedimento dell'isolamento principale. Si suddivide in protezione Passiva (Protezione senza interruzione automatica del circuito) e Attiva (Protezione con interruzione automatica del circuito). IMPIANTO DI TERRA :è considerata protezione attiva per i contatti indiretti. Consiste in un collegamento fra il terreno e le parti metalliche (masse) che possono andare in tensione o che possono trasferire potenziale elettrico (masse estranee).Il compito dell’impianto è quella di fare in modo che tali parti metalliche non assumano, rispetto al terreno ,potenziali ritenuti pericolosi. Viene
2)ostacoli e distanziamenti: gli ostacoli devono impedire il contatto accidentale del corpo con parti in tensione 3)involucri o barriere
Tempo d’intervento: intervallo di tempo tra l’istante in cui si raggiunge il valore della corrente differenziale Id n e l’istante in cui avviene l’apertura dei contatti. Caratteristiche di intervento: definiscono il valore di corrente differenziale e il tempo di intervento che caratterizzano il funzionamento di un dispositivo La scelta degli interruttori differenziali secondo le norme e le leggi vigenti si basa sulle seguenti condizioni di impiego:
25. CLASSIFICAZIONE IMPIANTI ELETTRICI E VOLTAGGIO e COMPONENTI ELETTRICI:
INTERRUTTORI TERMOMAGNETICI: proteggono i circuiti da sovracorrenti che potrebbero determinare danni termomeccanici agli impianti fino all’innesco di incendi. SOVRACCARICO DA CORRENTE= si verifica durante il normale funzionamento dell’impianto elettrico e consiste in un consumo elevato di uno o più dispositivi elettrici collegai alla rete elettrica cioè quando i dispositivi iniziano ad assorbire una quantità di elettricità troppo elevata in confronto alla portata d’impianto. SALVAVITA INTERRUTTORE MAGNETOTERMICO DIFFERENZIALE: E’ un dispositivo indispensabile per la scurezza della nostra abitazione e agisce interrompendo l’alimentazione del circuito elettrico nel caso di contatti accindentali con parti elettriche in tensione. L’interruttore differenziale controlla il valore della corrente entrante ed uscente un circuito e nel caso la differenza delle due correnti superi un certo valore, interrompe il circuito.
MESSA A TERRA SEI SISTEMI DI PRIMA CATEGORIA La messa a terra può avvenite mediante sistema TT (terra-terra) e TN (terra- neutro). Nel sistema TT un punto del sistema, solitamente il neutro è collegato a terra, mentre le masse dell’impianto sono collegate ad un impianto di terra indipendente. Rt = resistenza di terra Ru = resistenza del corpo umano L’intervento delle protezioni di un sistema TT è rappresentato dalla formula I 5 sec ≤50/Rt, dove I 5 sec è la corrente di intervento entro 5 secondi. 50 V è la tensione di contatto limite ammessa per un periodo non superiore a 5 sec. È peraltro necessario installare per questo tipo di sistema dispositivi automatici di interruzione della corrente di guasto a terra. Il vantaggio del sistema TT risiede nella interruzione all’insorgere del primo difetto di isolamento e nel modesto costo. Il sistema TN si caratterizza per avere un punto del sistema generalmente il neutro del trasformatore collegato a terra. Le masse sono collegate a tale punto
mediante il conduttore di protezione. I sistemi TN si dividono in sistemi TN-S dove il conduttore di protezione (PE) e neutro (N) sono separati e solo con tale schema funziona l’interruttore differenziale e in TN–C done (PE) e(N) sono in un unico interruttore. Il sistema TN permette un’unica messa a terra, l’intervento della protezione è data da I5 sec ≤ U 0 /zs dove U 0 è la tensione nominale verso terra dell’impianto e zs è l’impedenza totale del circuito per guasto franco a terra. Tale sistema risulta però più pericoloso del TT con messa a terra per protezione dell’uomo da contatto indiretto, quindi nel TN si ricorre all’uso degli interruttori differenziali per la protezione, con interruzione automatica del circuito. SISTEMA IT per impianti con particolari esigenze di servizio. Ho un collegamento ad un unico impianto di terra delle parti metalliche da proteggere. Tensione sulle masse non superiore ai 25 V nel caso di primo guasto a terra. Tempo di intervento del dispositivo di protezione < 5sec quando si verifica il secondo guasto a terra. Dispositivo di controllo continuo dell’isolamento delle parti attive verso terra.
La classificazione dei gradi di protezione degli involucri di apparecchiature elettriche secondo la CEI EN 60529 è effettuata mediante il codice IP seguito da 4 cifre/lettere. -La prima cifra caratteristica può assumere valori da 0 a 6 ed indica la protezione per l’apparecchiatura interna, contro la penetrazione dei corpi solidi estranei e per le persone, contro l’accesso a parti in tensione. La 0 evidenzia la non protezione per entrambe le categorie; l’apparecchiatura interna è protetta da corpi estranei di diametro di 50 mm a 1mm se reca le cifre da 1 a 4, mentre i numeri 5 e 6 indicano la protezione dalla polvere. Per quanto concerne l’uomo è garantita la protezione contro l’accesso del dorso della mano (1), di un dito (2), di un attrezzo di diametro 2,5mm (3) e di un filo di 1mm(4,5,6). -La seconda cifra caratteristica assume valori da 0 a 8 e precisa il grado di protezione dell’apparecchiatura interna contro la penetrazione d’acqua: 0: non protetto - 8: immersione continua. -La prima lettera addizionale (A –BC– D) indica la protezione delle persone contro l’accesso a parti pericolose, -la seconda lettera supplementare fornisce informazioni per la sicurezza nell’uso dell’apparecchiatura relativa a: apparecchi ad alta tensione (H), prova con acqua con apparecchiatura in moto (M), prova con acqua con apparecchiatura spenta (S) e in condizioni atmosferica (W).
12. ENTE OMOLOGAZIONE IMPIANTI MESSA A TERRA E CONDIZIONI AMBIENTALI Con l’approvazione della legge 46/90 , successivamente rivista dal DM37/08 , l’impianto di messa a terra di un edificio non deve più essere omologato da un ente pubblico, come l’ISPESL o l’ARPA. Dal 1990 infatti, la responsabilità del collaudo iniziale e della omologazione vera e propria dell’impianto di messa a terra, ricade sull’ installatore , che è tenuto ad effettuare tutte le verifiche del caso e a rilasciare una dichiarazione nella quale certifica che l’impianto di messa a terra che è correttamente funzionante.
INTERRUTTORI FUSIBILI: E’ un dispositivo elettrico in grado di proteggere un circuito dalle sovracorrenti (sovraccariche o cortocircuiti).Il funzionamento è semplice, è composto da una cartuccia, attraversato da un sottile filo conduttore nel quale passa la corrente nominale del circuito da proteggere. Quando sopraggiunge una sovracorrente, il filamento fonde provocando l’apertura del circuito. OBIETTIVI FUNZIONALI DI PROGETTO: -proteggere da eventuali cortocircuiti,
-interrompere il flusso di corrente se questa supera una soglia prefissata. VANTAGGI -Sono caratterizzati da una estrema semplicità costruttiva, da costi contenuti ed elevato potere d’interruzione.
-In diversi casi possono essere sostituiti anche da personale non specificamente qualificato.
-Presentano costi limitati rispetto agli interruttori
DIFETTI -Quando intervengono non assicurano la contemporanea interruzione di tutte le fasi del circuito
-Tempi di ripristino relativamente lunghi.
-Non esistono dimensioni unificate.
-E’ assolutamente impossibile pensare di utilizzare i fusibili per protezione dai contatti diretti o indiretti. Il loro impiego è dedicato alla protezione di apparecchiature elettriche quali motori tenuti sotto sforzo per lunghi periodi o apparecchiature con difetti di isolamento!!! Corrente convenzionale di non fusione Inf Valore massimo di corrente che il fusibile è in grado di sopportare per un determinato tempo senza fondere Corrente convenzionale di fusione If Minimo valore di corrente che provoca la fusione dell’elemento entro un determinato intervallo di tempo (per i fusibili aM non sono indicati i valori di Inf e If, è invece specificata la caratteristica tempo/corrente di sovraccarico).
Tempo di prearco Tempo intercorrente tra l’inizio del passaggio di corrente e l’istante in cui ha inizio l’arco di interruzione conseguente alla fusione dell’elemento fusibile. Un fusibile apre il circuito in tempi tanto più piccoli quanto più grande è la corrente secondo una propria caratteristica di intervento.
CURVE DI PERICOLOSITA' della corrente ALTERNATA 50 HZ:
F 0D 8zona 1:assenza di reazione fino alla soglia di percezione;
F 0D 8zona 2:nessun effetto fisiologico pericoloso fino alla soglia di tetanizzazione;
F 0D 8zona 3:contrazioni muscolari, difficoltà di respirazione, fibrillazione atriale, arresti
temporanei del cuore (effetti gen. reversibili);
F 0D 8zona 4:probabile fibrillazione ventricolare, arresto del cuore. Le curve c2 e c
corrispondono a una probabilità di fibrillazione rispettivamente del 5 % e 50 %.
CURVE DI PERICOLOSITA' della corrente ALTERNATA 50 HZ:
F 0D 8 zona 1: assenza di reazione fino alla soglia di percezione;
F 0D 8 zona 2: nessun effetto fisiologico pericoloso;
F 0D 8 zona 3: contrazioni muscolari, perturbazioni reversibili nella formazione e trasmissione
degli impulsi elettrici cardiaci;
F 0D 8 zona 4: probabile fibrillazione ventricolare e gravi ustioni. Le curve c2e c3 corrispondono
a una probabilità di fibrillazione rispettivamente del 5 % e 50 %.
E’ il comitato elettrotecnico italiano, il primo ente a occuparsi del settore elettrico con lo scopo di emanare normative elettriche atte a stabilire requisiti che devono avere componenti elettrici. Fondato nel 1907dall’AEI.Nel 1978 il CEI viene riconosciuto come unico organismo italiano a rappresentare l’ Italia in sede internazionale nei comitati.
RISCHIO RUMORE:
pp1eak= 140 dB(C) non deve mai essere superato, tenuto conto dell’attenuazione dei DPI per l’udito. Se nonostante l'adozione delle misure di prevenzione e protezione, si individuano esposizioni superiori a detti valori, il datore di lavoro: a) adotta misure immediate per riportare l'esposizione al di sotto dei valori limite di esposizione; b) individua le cause dell'esposizione eccessiva; c) modifica le misure di protezione e di prevenzione per evitare che la situazione si ripeta. Valutazione del rischio 0Va ripetute almeno ogni 4 anni e In ogni caso il datore di lavoro aggiorna le valutazioni in occasioni di mutamenti significativi.
E’ la direttiva europea che si applica a macchine fisse, mobili, trasportabili e di sollevamento/ spostamento
10. DEF. DI MACCHINA E FASCICOLO TECNICO 459/ Una macchina è un insieme di pezzi o di organi di cui almeno uno è mobile, collegati tra loro, anche mediante attivatori, con circuiti di comando o di potenza o altri sistemi di collegamento, connessi solidamente per un’applicazione determinata, per la trasformazione, il trattamento, lo spostamento, o il condizionamento dei materiali. Altresì è definita come un insieme di macchine e apparecchi che sono disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale. (Con la direttiva Macchine 2006/42/CE le macchine si riferisce non solo alle macchine sopracitate ma anche a macchine prive di sistema di azionamento destinate ad essere incorporate o assemblate ad altre macchine o altre quasi-macchine). Il Fascicolo Tecnico documenta la conformità del progetto della macchina ai RES ad essa applicabili: quando il fabbricante produce la sola dichiarazione di conformità, senza l’intervento di un organismo di certificazione nel processo, il fascicolo tecnico costituisce l’elemento chiave delle autorità di controllo degli Stati membri per poter valutare la conformità al prodotto ai requisiti essenziali di sicurezza. In particolare vi è all’interno: -Disegno complessivo della macchina e schemi dei circuiti di comando.
-I RES considerati nella progettazione.
-Note di calcolo, risultati di prove che attestino la conformità della macchina ai RES.
-Le norme e le specifiche tecniche applicate nella progettazione.
-Le soluzioni adottate per la prevenzione dei rischi presenti nella macchina.
In aggiunta sono presenti il manuale d’uso e la valutazione dei rischi.
IL DPR 459/96 prescrive al costruttore:
Fino ai primi anni’80 l’eliminazione degli ostacoli tecnici alla circolazione dei prodotti era affidata a delle direttive tecniche che stabilivano le regole alle quali dovevano conformarsi i prodotti per poter circolare liberamente. Quel sistema però non ha raggiunto il risultato che si era prefisso, dal momento che il veloce evolversi del progresso tecnico era difficilmente compatibile con le lente e difficili procedure come le direttive. Per superare tale ostacolo si è perciò affermato un nuovo approccio : Il DPR 459/96 “Direttiva Macchine” è fondato su direttive più agili rispetto ai documenti dello stesso tipo prodotti in passato, basate sulla previsione di “requisiti essenziali di sicurezza” e sull’obbligo di riconoscimento dei prodotti conformi a tali requisiti da parte delle amministrazioni nazionali. Il marchio CEE per le macchine precedenti al 21/9/96 è necessario per: -macchine nuove di provenienza UE o extra-UE
**- fino a 25 lavoratori: 1 uscita da 0.9 m
PROCEDURA CALCOLO CLASSE ANTIINCENDIO: Gli incendi sono distinti in 4 classi secondo lo stato fisico dei materiali combustibii, con un’ulteriore categoria che tiene conto delle particolari caratteristiche degli incendi di natura elettrica.Per calcolarle bisogn conoscere la quanità dei materiali presenti all’interno i un impianto industriale con i relativi poteri calorifici. CLASSE A=incendi di materiali solidi CLASSE B=liquidi infiammabili CLASSE C=gas infiammabili CLASSE D=metalli combusibili CLASSE E=materiali elettrici Per il calcolo della classe antincendio bisogna conoscermele quantità dei Z<materiali presenti al suo interno con i relativi poteri calorifici. Il carico di incendio = Σ( quantità di materiale x potere calorifico)/ aria locale (Carico di incendio equivalente = carico di incendio/4400 [kg legna/ min]). Si procede alla stima di k (coefficiente di riduzione del carico d’incendio equivalente) in base agli indici di valutazione del locale Classe CL = kxq. Le classi sono 15,30,45,60,90,120,180 con approssimazione al superiore.
CARATTERISTICHE INTERCAPEDINE ANTIINCENDIO Vano di distacco con funzione di areazione e/o scarico di prodotti della combustione di larghezza trasversale non inferiore a 0.60m, con funzione di passaggio di persone di larghezza trasversale non inferiore a 0.90m. Longitudinalmente è delimitata da muri perimetrali (con o senza aperture) appartenenti al fabbricato servito e da terrapieno e/o da muri di altro fabbricato aventi pari resistenza al fuoco. Ai soli scopi di areazione e scarico prodotti dalla combustione è inferiormente delimitata da un piano ubicato a quota non inferiore ad 1m dall’intradosso del solaio del locale stesso. Per la funzione di passaggio di persone, la profondità dell’intercapedine deve essere tale da assicurare il passaggio nei locali serviti attraverso varchi con altezza libera di almeno 2m. Superiormente è delimitata da uno spazio scoperto. REI DI UN LOCALE Attitudine di un elemento da costruzione a conservare in tutto o in parte:
-R = stabilità: attitudine di un elemento da costruzione a conservare in tutto o in parte la resistenza meccanica sotto l’azione del fuoco
-E = tenuta: attitudine di un elemento da costruzione a non lasciar passare né produrre se sottoposto all’azione del fuoco su un lato fiamme, vapori o gas caldi sul lato non esposto.
-I = isolamento termico: attitudine di un elemento da costruzione a ridurre entro un certo limite la trasmissione del calore.
Le classi sono 15,30,40,60.90,120. Per la classificazione degli elementi non portanti il criterio R è automaticamente soddisfatto qualora siano soddisfatti i criteri E ed I.
SEGNALETICA DI SICUREZZA
Una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad una attività o ad una situazione determinata, fornisce una indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro. -Segnale di divieto: vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo. (Forma rotonda, pittogramma nero su fondo bianco,bordo e banda ( verso il basso da sx s dx a 45°) rossi (almeno il 35% della superficie del cartello) -Segnale di avvertimento (pericolo): avverte di un rischio o pericolo. Forma triangolare, pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero. (giallo almeno il 50%) -Segnale di prescrizione (obbligo): prescrive un comportamento da seguire. Forma rotonda, pittogramma bianco su fondo azzurro (almeno il 50% della superficie) -Segnale di salvataggio o soccorso: fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o salvataggio. Forma quadrata o rettangolare, pittogramma bianco su fondo verde (almeno il 50%). -Segnale per attrezzature antincendio: fornisce indicazioni relative all’ubicazione e al tipo di attrezzatura antincendio. Forma quadrata o rettangolare, pittogramma bianco su fondo rosso (almeno il 50% della superficie) DISTANZE ANTIINCENDIO Le distanze di sicurezza antincendio possono essere di 3 tipi: esterne,interne e di protezione. Dist. Sic esterna: il valore minimo previsto dalla norma delle distanze misurate orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di una attività e il perimetro del più vicino fabbricato esterno all’attività stessa oppure rispetto ai confini di aree edificabili verso le quali tali distanze devono essere osservate. Dist. Sic interna: il valore minimo previsto dalla norma delle distanze misurate orizzontalmente tra i rispettivi perimetri in pianta dei vari elementi pericolosi di un’attività. Dist. Di protezione: il valore minimo previsto dalla norma delle distanze misurate orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di una attività e la recinzione, oppure il confine dell’area su cui sorge l’attività stessa.
ESTINTORI= In molti casi rappresentano i mezzi di primo intervento più impiegati per spegnere i principi di incendio. Sono suddivisi= -ESTINTORI PORTATILI Sono concepiti per essere utilizzati a mano ed hanno un peso che può superare 20 Kg. Vengono classificati in base alla loro capacità estinguente. Infatti sono sperimentati su fuochi di diversa natura classificati in base al tipo di combustibile. Classe “A” fuochi di solidi con formazione di brace Classe “B” fuochi di liquidi infiammabili Classe “C” fuochi di gas infiammabile Classe “D” fuochi di metalli Per norma devono essere di colore rosso e riportate le istruzioni e le condizioni di uso sull’etichetta. Gli estintori carrellati Apparecchio contenente un agente estinguente che può essere proiettato e diretto su un fuoco sotto l'azione di una pressione interna".Ha maggiori dimensioni e perso e presenta una minore praticità d’uso. Ha però una maggiore capacità estinguente F 0E 8 ad acqua, ormai in disuso, F 0E 8 a schiuma, adatti per liquidi infiammabili,