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Domande e risposte esame contabilità
Tipologia: Appunti
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**_1) Si illustri la struttura e il contenuto dello stato patrimoniale.
-Il reddito di esercizio è un risultato economico soltanto astrattamente attribuito ad un periodo amministrativo, poiché il sistema dei valori rappresentato è continuo, unitario e dinamico, perciò solamente per finalità operative viene irrealmente scomposto in vari periodi. -la struttura è prevista dall’art. 2425 e si configura attraverso un esposizione in forma scalare con costi classificati per natura. -CE internazionale: IAS 1, comprehensive income (prospetto che accoglie anche proventi e oneri non ancora realizzati), forma scalare e costi che possono essere classificati per natura o per destinazione.
Le manutenzioni ordinarie sono rivolte al mantenimento delle normali condizioni di funzionalità di un immobilizzazione. Esse generano costi di competenza dell’esercizio in cui vengono effettuate. Le manutenzioni straordinarie mirano a dei miglioramenti volti ad aumentare la resa del cespite; questa incide sulla produttività nel medio-lungo periodo. Sono dei costi pluriennali che si capitalizzano ed incrementano il costo originario del bene a cui si riferiscono, a condizione che siano significativi sulla produttività del cespite e che il valore del cespite dopo la capitalizzazione non sia superiore al valore recuperabile tramite l’uso. Le manutenzioni cicliche sono interventi programmati, che determinano il sostenimento di costi il cui ammontare è determinato. Viene accantonata una quota che incrementa il “fondo manutenzioni cicliche”, iscritto nel passivo dello stato patrimoniale. 6) si descrivano le modalità di rilevazione in bilancio dei contributi in conto capitale I contributi in conto capitale hanno lo scopo di sostenere una tantum l’investimento nelle immobilizzazioni. Sono iscrivibili in bilancio nell’esercizio in cui diviene certa la loro erogazione e vengono accreditati al conto economico secondo 2 modalità: Metodo diretto= a diretta deduzione del costo dell’immobilizzazione cui si riferiscono; Metodo indiretto, con calcolo del risconto= i contributi sono iscritti nel conto economico tra i ricavi come rettifica dei costi di ammortamento, e vengono rinviati agli esercizi successivi attraverso la formazione dei risconti passivi. CAP 8 1) Si illustrino classificazione, rilevazione e valutazione in bilancio delle rimanenze di magazzino
sono definite dall’OIC 13 come beni destinati alla vendita o che concorrono alla produzione, e sono: -materie prime -materie sussidiarie e di consumo -merci (COSTI) -semilavorati -prodotti finiti -prodotti in corso di lavorazione (VALORI) Per quanto riguarda la valutazione, bisogna prendere una scelta in merito alla quantificazione dei beni; questa quantificazione può essere effettuata facendo l’inventario oppure attraverso la contabilità di magazzino (carichi e scarichi) per individuare le giacenze di magazzino. Un ultima distinzione riguarda le giacenze, che si distinguono tra beni infungibili (non interscambiabili) e beni fungibili. 1 bis ) esistono vari criteri, che sono stati man mano proposti nel tempo. Il primo criterio di valutazione è quello della valutazione al prezzo corrente, che è il prezzo di vendita/di acquisto. Tale metodo non rispetta però la determinazione prudenziale del reddito di esercizio. Il secondo criterio è quello della valutazione al prezzo di effettivo realizzo futuro, che determina un valore ipotetico da attribuire al bene. Non viene utilizzato a causa della sua incertezza di realizzo. L’ultimo criterio è quello della valutazione al costo storico o al valore di mercato. Costo storico= costo di acquisto/produzione; valore di mercato= prezzo di presumibile realizzo. Se il valore di mercato è inferiore al costo storico, il bene deve essere svalutato (metodo diretto o indiretto). Per le materie prime, sussidiarie, di consumo e merci si deve determinare il costo di acquisto (prezzo di acquisto+ costi accessori) Per i prodotti in corso di lavorazione, i semilavorati e i prodotti finiti si considera il costo di produzione (costi direttamente imputabili+q.ta di costa indiretti industriali) NO: costi generali, amministrativi, di distribuzione commerciale, di R&S. 2) i lavori in corso su ordinazione vengono classificati anch’essi nella voce rimanenze dell’attivo circolante. Le caratteristiche di questi lavori sono: un contratto formalizzato alla base, un oggetto della prestazione unico e definito del committente, una durata della prestazione ultra annuale. La loro valutazione riporta il problema del calcolo dei costi e dei ricavi annessi. I costi si distinguono in costi per l’acquisizione della commessa, costi pre-operativi, costi di esecuzione, costi da sostenere dopo la chiusura. Una volta determinati costi e ricavi, si deve individuare un metodo di allocazione: il criterio generale del costo storico prevede che la valutazione delle rimanenze sia calcolata a partire dai costi sostenuti durante l’esercizio, mentre i ricavi sono contabilizzati nell’esercizio in cui sono stati conseguiti. Vi sono due metodi: della commessa completata( attribuzione dell’utile al solo esercizio in cui si ha il completamento dell’opera) e della percentuale di completamento (distribuzione del corrispettivo su tutti gli esercizi in cui l’opera si è realizzata in funzione dello stato di avanzamento dei lavori).
-imprese medio-grandi= per 2 anni consecutivi SUPERANO 2 dei limiti delle piccole imprese. Il loro è un bilancio in forma ordinaria, formato da SP, CE, nota integrativa e rendiconto finanziario. … dal 2001 in poi=> OIC … principi internazionali=> IFRS e IFRIC … effetti covid: decreto liquidità 8 aprile 2020=> rinviata di un anno l’entrata in vigore del codice delle crisi d’impresa e di insolvenza. Introduzione di disposizioni temporanee sulla riduzione di capitale. Deroga sul principio della continuità aziendale. Modifiche sugli ammortamenti delle imm. materiali e immateriali e sulla rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni. CAP 2
un’azienda, di una partecipazione, fusione o scissione. Per poter esser iscritto in bilancio l’avviamento deve avere utilità economica futura, perciò solo l’acquisizione a titolo oneroso può essere iscritto in bilancio. L’avviamento deve essere svalutato per perdite durevoli di valore, ma poi non è possibile il ripristino. CAP 7 1,2,3) le partecipazioni vengono classificate o tra le immobilizzazioni finanziarie, o nell’attivo circolante. Sono quote o azioni rappresentative del capitale sociale o del patrimonio netto delle imprese. Immobilizzazioni= partecipazioni destinate a rimanere durevolmente investite nel portafoglio dell’impresa. Attivo circolante= partecipazioni destinate alla negoziazione, ovvero idonee ad essere smobilizzate entro 12 mesi. Attivo circolante= valutate al minore tra il costo di acquisto e il valore di mercato. Valutate con il metodo del costo specifico. L’eventuale svalutazione deve essere iscritta a riduzione del costo di acquisto della partecipazione e rilevata a conto economico nella voce D.19.a. La rivalutazione invece sempre a CE nella voce D.18.a. Le partecipazioni possono essere riclassificate se viene cambiata la loro destinazione economica. La riclassificazione delle partecipazioni immobilizzate all’attivo circolante va rilevata in base al costo; la riclassificazione delle partecipazioni non immobilizzate alle immobilizzazioni finanziarie va rilevata in base al minor valore tra il costo e il valore di realizzazione di mercato. Immobilizzazioni: le partecipazioni immobilizzate sono quote rappresentative del capitale di rischio destinate ad essere investite in maniera duratura. Il costo storico di acquisto è il criterio base di valutazione, ma le partecipazioni di controllo e di collegamento possono essere valutate secondo il metodo del patrimonio netto. IL METODO DEL COSTO STORICO Esso rappresenta il criterio di iscrizione obbligatorio per le partecipazioni non qualificate e può essere utilizzato per la rilevazione delle partecipazioni di controllo o di collegamento. Il costo storico è l’onere sostenuto per l’ acquisto della partecipazione comprensivo degli oneri accessori ; però gli interessi passivi per la dilazione di pagamento non fanno parte di questi ultimi, ma sono iscritti a conto economico nella voce C.17 (“Proventi e oneri finanziari, interessi ed altri oneri finanziari con separata indicazione di quelli verso imprese controllate e collegate e verso controllanti”). Se si verifica una perdita durevole di valore, deve essere rilavata e portata a svalutazione del costo storico di acquisto; nel caso di partecipazioni immobilizzate la perdita è definita durevole quando non si prevede che le ragioni che l’hanno causata siano rimosse in un breve periodo. La quantificazione della perdita va effettuata, per le partecipazioni quotate , in relazione al deprezzamento delle quotazioni e alle condizioni economiche e finanziarie negative della società partecipata ; invece per le partecipazioni non quotate , la perdita va misurata in base alle evidenze nei bilanci della società, valutando l’entità e le cause delle perdite d’esercizio. La riduzione di valore va rilevata nel conto economico nella voce d.19.a (“Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie, svalutazione, di partecipazioni”); se vengono meno le cause che l’hanno generata si deve ripristinare il valore, che si rileva nel conto economico nella voce d.18.a (“Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie, rivalutazione, di partecipazioni”). IL METODO DEL PATRIMONIO NETTO Le partecipazioni di controllo e di collegamento immobilizzate possono essere valutate con il metodo del patrimonio netto , ovvero rilevate per un importo pari alla frazione del patrimonio netto risultante dall’ ultimo bilancio , detratti i dividendi ed operate le opportune rettifiche. Attraverso tale metodo il costo di acquisto di una partecipazione viene ogni anno rettificato per tenere conto delle variazioni intervenute nel loro patrimonio netto , le quali sorgono dai redditi di esercizio e dalle operazioni di aumento o riduzione del capitale netto. Per effettuare la valutazione secondo il metodo del patrimonio netto si deve disporre dell’ ultimo bilancio della società controllata o collegata , il quale deve riguardare lo stesso periodo amministrativo del bilancio della società che deve valutare la partecipazione. Solo per le società collegate è accettato che la data di chiusura del bilancio della partecipata diverga da quella del bilancio della controllante, a condizione che: Non ecceda i 3 mesi; Sia costante; venga indicata, insieme agli effetti che comporta, nella nota
integrativa. Alla data di acquisto della partecipazione si iscrive il costo e si analizza la sua composizione ; infatti si deve confrontare il costo di acquisto con la quota di capitale netto della controllata o collegata. Poi si deve rilevare a rettifica del costo originario le variazioni di reddito derivanti da operazione di aumento o riduzione del capitale netto. Il reddito rettificato della partecipata deve essere imputato al conto economico della partecipazione concorrendo a determinare il risultato d’esercizio; se è un utile va iscritto nella voce D.18.a (“Rettifiche di valore di attività finanziarie, rivalutazioni, di partecipazioni”), se è una perdita nella voce D.19.a (“Rettifiche di valore di attività finanziarie, svalutazioni, di partecipazioni”) e in contropartita si aumenta o si diminuisce il valore della partecipazione ; se quest’ultimo diventa negativo, lo stesso si azzera. CAP 12