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Analisi di Donatello: Cristo Morto e Miracolo dell'Assassino, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Due opere di donatello: cristo morto e miracolo dell'assassino. Il primo è una ricostruzione ipotetica del 1895, mentre l'originale mostrava un complesso scultoreo composto da sette statue a tutto tondo, cinque rilievi maggiori e diciassette rilievi minori. L'autore si concentra in particolare sul bassorilievo del cristo morto, contrastandolo con quello del miracolo dell'assassino. Le due opere, considerate separate, sono in grado di riassumere la genialità artistica di donatello interessato all'umanizzazione della figura umana. Nel cristo morto, si nota l'abilità scultorea di donatello nei dettagli dei corpi, ma soprattutto l'espressività dei due putti addolorati e del volto di gesù. Nel miracolo dell'assassino, invece, emerge la tecnica scultorea preferita dall'artista, lo stiacciato, che permette la resa pittorica nella scultura. Le volte alle spalle dei personaggi creano un effetto di profondità, e la sovrapposizione verosimile delle figure sulla scena rende l'effetto prospettico.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 23/03/2019

Utente sconosciuto
Utente sconosciuto 🇮🇹

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Donatello - Altare del Santo in Sant’Antonio da Padova
L’opera visibile oggi è una ricostruzione ipotetica del 1895 di Camillo Boito, ma
l’originale dell’artista orentino era corredato di un impressionante complesso
scultoreo, composto da sette statue a tutto tondo, cinque rilievi maggiori e
diciassette rilievi minori.
Ho scelto di analizzare, in particolare, il bassorilievo del Cristo Morto,
confrontandolo con il Miracolo dell’Assassino.
Fig.1 Cristo Morto Fig.2
Miracolo dell’Assassino
Le due opere, da sole, sono forse in grado di
riassumere la genialità artistica del Donatello
interessato all’umanizzazione della gura umana,
risultato del percorso evolutivo del percorso che,
dall’arte classica – ricerca della bellezza e del canone
di perfezione – l’ha portato all’interpretazione umana
dei personaggi. Riferendomi particolarmente al Cristo Morto, è possibile
ritrovare non solo l’abilità scultorea di Donatello nei dettagli dei corpi, ma
soprattutto l’espressività dei due putti addolorati e del volto di Gesù, più triste
che soerente.
Nel Miracolo dell’Assassino, invece, emerge la tecnica scultorea preferita
dell’artista, cioè lo stiacciato, che permette la resa pittorica nella scultura,
rendendo l’eetto prospettico con la lavorazione della supercie
bidimensionale. Le volte alle spalle dei personaggi, infatti, creano un eetto di
profondità, così come la sovrapposizione verosimile delle gure sulla scena.

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Donatello - Altare del Santo in Sant’Antonio da Padova

L’opera visibile oggi è una ricostruzione ipotetica del 1895 di Camillo Boito, ma l’originale dell’artista fiorentino era corredato di un impressionante complesso scultoreo, composto da sette statue a tutto tondo, cinque rilievi maggiori e diciassette rilievi minori. Ho scelto di analizzare, in particolare, il bassorilievo del Cristo Morto, confrontandolo con il Miracolo dell’Assassino.

Fig.1 Cristo Morto Fig. Miracolo dell’Assassino

Le due opere, da sole, sono forse in grado di riassumere la genialità artistica del Donatello interessato all’umanizzazione della figura umana, risultato del percorso evolutivo del percorso che, dall’arte classica – ricerca della bellezza e del canone di perfezione – l’ha portato all’interpretazione umana dei personaggi. Riferendomi particolarmente al Cristo Morto , è possibile ritrovare non solo l’abilità scultorea di Donatello nei dettagli dei corpi, ma soprattutto l’espressività dei due putti addolorati e del volto di Gesù, più triste che sofferente. Nel Miracolo dell’Assassino , invece, emerge la tecnica scultorea preferita dell’artista, cioè lo stiacciato, che permette la resa pittorica nella scultura, rendendo l’effetto prospettico con la lavorazione della superficie bidimensionale. Le volte alle spalle dei personaggi, infatti, creano un effetto di profondità, così come la sovrapposizione verosimile delle figure sulla scena.