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Doping, sport e musica, Guide, Progetti e Ricerche di Educazione fisica

Doping: storia, caratteristiche, tipologie; Doping legale: la musica; Rapporto tra doping, musica e sport.

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2021/2022

In vendita dal 19/12/2023

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angela.27 🇮🇹

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DOPING, MUSICA E SPORT
Il ‘doping’ (dal verbo inglese ‘to dope’, somministrare stimolanti, e dal sostantivo ‘dope’, sostanza stimolante) è
una pratica che porta molti atleti ad assumere delle sostanze che migliorano la prestazione fisica, spesso oltre i
limiti raggiungibili con l’allenamento. Questi metodi sono da sempre utilizzati dall’uomo per il suo desiderio di
primeggiare sugli altri.
Già nell’Antica Grecia molti atleti assumevano sostanze derivanti da erbe, semi, funghi o seguivano una
determinata alimentazione. Anche tra i vichinghi era diffuso il ricorso a sostanze che si credeva fornissero
aggressività, forza e coraggio. Gli egiziani invece utilizzavano una bevanda preparata con gli zoccoli degli asini.
Altre sostanze erano alcool, caffeina, nitroglicerina e, dalla fine del 1800, eroina, cocaina e altre sostanze
eccitanti. Col tempo si aggiunsero amfetamine, steroidi anabolizzanti, trasfusioni di sangue, ormoni e in futuro si
pensa che si diffonderà il doping genetico. Spesso anche alcuni farmaci, provenienti dal mercato clandestino e
da laboratori non autorizzati, sono utilizzati nello sport, con il rischio che siano contaminati e quindi dannosi.
Dall’inizio del ‘900 ci sono stati diversi tentativi di opporsi alla pratica del doping ma, in mancanza di prove per
smascherarli, i sospetti erano destinati a rimanere tali; col tempo si sono poi affinate le tecniche per i controlli
anti-doping ed è stato stilato un elenco ufficiale di sostanze proibite. Inoltre, la legge punisce severamente chi fa
uso di queste sostanze illecite.
Le sostanze dopanti si distinguono in 4 categorie:
- Stimolanti: sostanze che vengono assunte prima delle competizioni per aumentare la concentrazione, la forza e
l’aggressività e ridurre la fatica (anfetamine, cocaina)
- Narcotici analgesici: sostanze antidolorifiche che alleviano il dolore della fatica (morfina).
- Diuretici: sostanze mascheranti che portano ad un rapido calo di peso e mascherano l’assunzione di sostanze
dopanti.
- Anabolizzanti: sostanze usate durante gli allenamenti perché richiedono settimane per produrre i loro effetti,
ovvero aumentare la massa muscolare, la forza e la carica agonistica (testosterone).
Facendone uso gli atleti a lungo andare ottengono il risultato opposto a quello sperato: si autodistruggono, si
ammalano e possono restare vittime di infortuni irreversibili a causa dello stress a cui sottopongono il loro corpo.
In più credo che il mondo dello sport, oltre alla sua dimensione competitiva, debba anche trasmettere dei valori,
tra cui impegno, dedizione, fairplay, rispetto per le regole, i compagni e gli avversari, ma anche l’attenzione alla
propria salute. Penso quindi che alterare le proprie prestazioni sia una mancanza di rispetto nei confronti della
disciplina che si pratica, di chi si impegna in modo corretto e soprattutto di se stesso perché è come se non ci si
ritenesse in grado di farcela con le proprie forze e ci si privasse da soli della possibilità di crescere nel proprio
percorso, dando erroneamente maggiore importanza agli obiettivi e le vittorie, piuttosto che alla crescita
personale, fatta sia di successi che di fallimenti.
Tuttavia, esiste un tipo di doping legale: la musica. È scientificamente provato che essa abbia degli effetti sulla
salute ed il benessere psicofisico di chi l'ascolta, in diversi ambiti: capacità motorie, abilità sociali, stati d'animo,
qualità e benessere della vita quotidiana. Ascoltare la musica interviene su molteplici meccanismi fisiologici, ad
esempio influenza il sistema nervoso e innesca la produzione di endorfine ed il rilascio di dopamina, producendo
piacere, migliorando l'umore e condizionando il rilassamento.
Così come durante la quotidianità, ad esempio nello svolgimento delle faccende domestiche, ci aiuta a sentire
meno la fatica, la musica fornisce un grande vantaggio durante le performance sportive. Ciò fa che venga
considerata una sostanza dopante, perché altera le prestazioni e aumenta il rendimento. Sono infatti tanti gli
effetti benefici procurati dall’ascoltare la musica durante l'allenamento o prima di una competizione: aumenta la
velocità, la coordinazione, la concentrazione e la resistenza e diminuisce la percezione del dolore, lo stress e
l'ansia.
Al giorno d’oggi infatti, che sia in luoghi chiusi o all’aria aperta, molti atleti ascoltano la musica durante gli
allenamenti o prima degli eventi sportivi per sfruttarne in modo efficace i benefici, cambiando genere in base alla
tensione o alle necessità del momento: caricarsi, motivarsi, concentrarsi sugli obiettivi, rilassarsi ed evitare che la
tensione prenda il sopravvento. Negli anni, anche la tecnologia si è evoluta a favore di queste teorie, sviluppando
delle applicazioni per cellulari che consentono di allenarsi ascoltando la musica che si preferisce anche in base al
tipo di attività e movimento. Tuttavia, per evitare disparità tra gli atleti, in alcuni casi è stato vietato l'utilizzo di
cuffie o altri riproduttori di musica durante le gare.
Da uno studio di Costas Karageorghis della Brunel University di Londra, che da anni studia gli effetti della musica
sulle performance fisiche degli atleti, è emerso che tra i generi che aumentano la resistenza e aiutano a
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DOPING, MUSICA E SPORT

Il ‘doping’ (dal verbo inglese ‘to dope’, somministrare stimolanti, e dal sostantivo ‘dope’, sostanza stimolante) è una pratica che porta molti atleti ad assumere delle sostanze che migliorano la prestazione fisica, spesso oltre i limiti raggiungibili con l’allenamento. Questi metodi sono da sempre utilizzati dall’uomo per il suo desiderio di primeggiare sugli altri. Già nell’Antica Grecia molti atleti assumevano sostanze derivanti da erbe, semi, funghi o seguivano una determinata alimentazione. Anche tra i vichinghi era diffuso il ricorso a sostanze che si credeva fornissero aggressività, forza e coraggio. Gli egiziani invece utilizzavano una bevanda preparata con gli zoccoli degli asini. Altre sostanze erano alcool, caffeina, nitroglicerina e, dalla fine del 1800, eroina, cocaina e altre sostanze eccitanti. Col tempo si aggiunsero amfetamine, steroidi anabolizzanti, trasfusioni di sangue, ormoni e in futuro si pensa che si diffonderà il doping genetico. Spesso anche alcuni farmaci, provenienti dal mercato clandestino e da laboratori non autorizzati, sono utilizzati nello sport, con il rischio che siano contaminati e quindi dannosi. Dall’inizio del ‘900 ci sono stati diversi tentativi di opporsi alla pratica del doping ma, in mancanza di prove per smascherarli, i sospetti erano destinati a rimanere tali; col tempo si sono poi affinate le tecniche per i controlli anti-doping ed è stato stilato un elenco ufficiale di sostanze proibite. Inoltre, la legge punisce severamente chi fa uso di queste sostanze illecite. Le sostanze dopanti si distinguono in 4 categorie:

  • Stimolanti: sostanze che vengono assunte prima delle competizioni per aumentare la concentrazione, la forza e l’aggressività e ridurre la fatica (anfetamine, cocaina)
  • Narcotici analgesici: sostanze antidolorifiche che alleviano il dolore della fatica (morfina).
  • Diuretici: sostanze mascheranti che portano ad un rapido calo di peso e mascherano l’assunzione di sostanze dopanti.
  • Anabolizzanti: sostanze usate durante gli allenamenti perché richiedono settimane per produrre i loro effetti, ovvero aumentare la massa muscolare, la forza e la carica agonistica (testosterone). Facendone uso gli atleti a lungo andare ottengono il risultato opposto a quello sperato: si autodistruggono, si ammalano e possono restare vittime di infortuni irreversibili a causa dello stress a cui sottopongono il loro corpo. In più credo che il mondo dello sport, oltre alla sua dimensione competitiva, debba anche trasmettere dei valori, tra cui impegno, dedizione, fairplay, rispetto per le regole, i compagni e gli avversari, ma anche l’attenzione alla propria salute. Penso quindi che alterare le proprie prestazioni sia una mancanza di rispetto nei confronti della disciplina che si pratica, di chi si impegna in modo corretto e soprattutto di se stesso perché è come se non ci si ritenesse in grado di farcela con le proprie forze e ci si privasse da soli della possibilità di crescere nel proprio percorso, dando erroneamente maggiore importanza agli obiettivi e le vittorie, piuttosto che alla crescita personale, fatta sia di successi che di fallimenti. Tuttavia, esiste un tipo di doping legale: la musica. È scientificamente provato che essa abbia degli effetti sulla salute ed il benessere psicofisico di chi l'ascolta, in diversi ambiti: capacità motorie, abilità sociali, stati d'animo, qualità e benessere della vita quotidiana. Ascoltare la musica interviene su molteplici meccanismi fisiologici, ad esempio influenza il sistema nervoso e innesca la produzione di endorfine ed il rilascio di dopamina, producendo piacere, migliorando l'umore e condizionando il rilassamento. Così come durante la quotidianità, ad esempio nello svolgimento delle faccende domestiche, ci aiuta a sentire meno la fatica, la musica fornisce un grande vantaggio durante le performance sportive. Ciò fa sì che venga considerata una sostanza dopante, perché altera le prestazioni e aumenta il rendimento. Sono infatti tanti gli effetti benefici procurati dall’ascoltare la musica durante l'allenamento o prima di una competizione: aumenta la velocità, la coordinazione, la concentrazione e la resistenza e diminuisce la percezione del dolore, lo stress e l'ansia. Al giorno d’oggi infatti, che sia in luoghi chiusi o all’aria aperta, molti atleti ascoltano la musica durante gli allenamenti o prima degli eventi sportivi per sfruttarne in modo efficace i benefici, cambiando genere in base alla tensione o alle necessità del momento: caricarsi, motivarsi, concentrarsi sugli obiettivi, rilassarsi ed evitare che la tensione prenda il sopravvento. Negli anni, anche la tecnologia si è evoluta a favore di queste teorie, sviluppando delle applicazioni per cellulari che consentono di allenarsi ascoltando la musica che si preferisce anche in base al tipo di attività e movimento. Tuttavia, per evitare disparità tra gli atleti, in alcuni casi è stato vietato l'utilizzo di cuffie o altri riproduttori di musica durante le gare. Da uno studio di Costas Karageorghis della Brunel University di Londra, che da anni studia gli effetti della musica sulle performance fisiche degli atleti, è emerso che tra i generi che aumentano la resistenza e aiutano a

sopportare la fatica, soprattutto durante sforzi intensi, ci sono il pop e il rock. Nonostante sia soggettivo, solitamente i ritmi più lenti riducono l'eccitazione mentre quelli più rapidi sono stimolanti, ad esempio quelli che vanno dai 120 ai 140 bpm. Tra i brani più ascoltati dagli atleti per i loro benefici ci sono ‘Don't stop me now’ dei Queen, ‘Eye of the tiger’ dei Survivor, ‘Dancing Queen’ degli Abba. Anche la musica classica influenza in modo positivo l'attività fisica, in quanto capace di ridurre notevolmente lo stress e allineare perfettamente il battito cardiaco ai movimenti eseguiti; è ad esempio perfetta per il riscaldamento. Secondo lo psicologo dello sport Costas Karageorghis, esistono tre aspetti di una traccia musicale in grado di influenzare l’ascoltatore durante l’allenamento: il ritmo, poiché il nostro corpo si adatta al brano specie per il tempo e la velocità dei movimenti; la musicalità, in quanto combinazione di note e melodia; le associazioni extra musicali, ossia ciò che la musica ascoltata evoca nell’ascoltatore. La musica può infatti attivare stati mentali positivi e ridurre quelli negativi. Bisogna scegliere quindi in modo efficace la musica con cui accompagnare la performance: l’atleta deve scegliere canzoni che gli piacciono ma che abbiano un tempo ed un ritmo ideali per il tipo di attività. A volte serve un graduale aumento del tempo, altre deve alternarsi una musica veloce ad alto volume ed una più lenta a volume più basso. Un’altra scelta importante è come ascoltare la musica: se si crea fastidio agli altri è meglio usare cuffie o auricolari, se si tratta di attività di gruppo è bene ascoltarla ad alto volume, senza che però provochi distrazione o all’udito. Alcune discipline hanno fatto della musica non un sottofondo o un aiuto, ma il punto centrale della propria esistenza: aerobica, zumba, spinning, step, pattinaggio, ginnastica ritmica o artistica, etc.. Alcune di esse si svolgono in acqua, come l’acquagym, l’acqua-fitness, l’idrobike, il nuoto sincronizzato. Tuttavia, la disciplina che per eccellenza fa della musica un suo elemento fondamentale è la danza, di cui ogni stile ha la propria colonna sonora. Tre fasi:

  • Prima degli esercizi: è il momento di musica lenta, che non consumi energie mentali con ritmi troppo incalzanti ma che al contempo ispiri l’atleta con i testi, la composizione o altro, lo motivi e lo e metta nel giusto stato d’animo.
  • L’inizio dell’allenamento vero e proprio: le canzoni devono restare sullo sfondo, sincronizzando il tempo non con la velocità ma con la frequenza cardiaca (massimo 140 bpm).
  • Il vivo dell’esercizio: la musica diventa importante per concentrarsi, potenziare la performance, regolare lo sforzo e mantenere costante il ritmo dell’esercizio; vanno scelte canzoni relativamente veloci, con un ritmo costante. Esiste quindi un rapporto particolare tra musica e sport: entrambi sono modi di esprimersi che l’uomo utilizza da sempre ed è per questo che dalla loro unione nasce qualcosa di utile e positivo. Molte canzoni sono inoltre diventati dei simboli nel mondo dello sport, come ‘We are the Champions’ dei Queen, ‘Waka Waka’ di Shakira o ‘Notti magiche’ di Edoardo Bennato e Gianna Nannini che uniscono e fanno sognare giocatori e spettatori. Altre canzoni, come 'Bicycle Race’ dei Queen, ‘Hurricane’ di Bob Dylan o ‘Bartali’ di Paolo Conte, si ispirano a eventi sportivi, storie o successi di vari atleti per affrontare temi a essi legati. Quello tra musica e sport è un legame magico, imprescindibile, fatto di ritmo, energia, disciplina e armonia, tanto che sono due passioni che possono convivere. Difatti, molti atleti si dedicano anche alla musica cimentandosi nella composizione, nel canto, nella scrittura. Nonostante questo forte legame, tra musica e sport c’è però una fondamentale differenza: nello sport è possibile fare un’analisi razionale basata su fattori obiettivi, nella musica ci sono molteplici interpretazioni, soggettive per ogni individuo.