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Doping: storia, caratteristiche, tipologie; Doping legale: la musica; Rapporto tra doping, musica e sport.
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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Il ‘doping’ (dal verbo inglese ‘to dope’, somministrare stimolanti, e dal sostantivo ‘dope’, sostanza stimolante) è una pratica che porta molti atleti ad assumere delle sostanze che migliorano la prestazione fisica, spesso oltre i limiti raggiungibili con l’allenamento. Questi metodi sono da sempre utilizzati dall’uomo per il suo desiderio di primeggiare sugli altri. Già nell’Antica Grecia molti atleti assumevano sostanze derivanti da erbe, semi, funghi o seguivano una determinata alimentazione. Anche tra i vichinghi era diffuso il ricorso a sostanze che si credeva fornissero aggressività, forza e coraggio. Gli egiziani invece utilizzavano una bevanda preparata con gli zoccoli degli asini. Altre sostanze erano alcool, caffeina, nitroglicerina e, dalla fine del 1800, eroina, cocaina e altre sostanze eccitanti. Col tempo si aggiunsero amfetamine, steroidi anabolizzanti, trasfusioni di sangue, ormoni e in futuro si pensa che si diffonderà il doping genetico. Spesso anche alcuni farmaci, provenienti dal mercato clandestino e da laboratori non autorizzati, sono utilizzati nello sport, con il rischio che siano contaminati e quindi dannosi. Dall’inizio del ‘900 ci sono stati diversi tentativi di opporsi alla pratica del doping ma, in mancanza di prove per smascherarli, i sospetti erano destinati a rimanere tali; col tempo si sono poi affinate le tecniche per i controlli anti-doping ed è stato stilato un elenco ufficiale di sostanze proibite. Inoltre, la legge punisce severamente chi fa uso di queste sostanze illecite. Le sostanze dopanti si distinguono in 4 categorie:
sopportare la fatica, soprattutto durante sforzi intensi, ci sono il pop e il rock. Nonostante sia soggettivo, solitamente i ritmi più lenti riducono l'eccitazione mentre quelli più rapidi sono stimolanti, ad esempio quelli che vanno dai 120 ai 140 bpm. Tra i brani più ascoltati dagli atleti per i loro benefici ci sono ‘Don't stop me now’ dei Queen, ‘Eye of the tiger’ dei Survivor, ‘Dancing Queen’ degli Abba. Anche la musica classica influenza in modo positivo l'attività fisica, in quanto capace di ridurre notevolmente lo stress e allineare perfettamente il battito cardiaco ai movimenti eseguiti; è ad esempio perfetta per il riscaldamento. Secondo lo psicologo dello sport Costas Karageorghis, esistono tre aspetti di una traccia musicale in grado di influenzare l’ascoltatore durante l’allenamento: il ritmo, poiché il nostro corpo si adatta al brano specie per il tempo e la velocità dei movimenti; la musicalità, in quanto combinazione di note e melodia; le associazioni extra musicali, ossia ciò che la musica ascoltata evoca nell’ascoltatore. La musica può infatti attivare stati mentali positivi e ridurre quelli negativi. Bisogna scegliere quindi in modo efficace la musica con cui accompagnare la performance: l’atleta deve scegliere canzoni che gli piacciono ma che abbiano un tempo ed un ritmo ideali per il tipo di attività. A volte serve un graduale aumento del tempo, altre deve alternarsi una musica veloce ad alto volume ed una più lenta a volume più basso. Un’altra scelta importante è come ascoltare la musica: se si crea fastidio agli altri è meglio usare cuffie o auricolari, se si tratta di attività di gruppo è bene ascoltarla ad alto volume, senza che però provochi distrazione o all’udito. Alcune discipline hanno fatto della musica non un sottofondo o un aiuto, ma il punto centrale della propria esistenza: aerobica, zumba, spinning, step, pattinaggio, ginnastica ritmica o artistica, etc.. Alcune di esse si svolgono in acqua, come l’acquagym, l’acqua-fitness, l’idrobike, il nuoto sincronizzato. Tuttavia, la disciplina che per eccellenza fa della musica un suo elemento fondamentale è la danza, di cui ogni stile ha la propria colonna sonora. Tre fasi: