Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Economia micro e macro, Dispense di Economia

Dispensa del corso "Micro e Macro economia". Potrete gratuitamente trovare l'indice completo cliccando sul mio profilo, in modo da poterlo confrontare con il vostro programma. Buono studio!

Tipologia: Dispense

2015/2016

In vendita dal 28/09/2021

Bibis93
Bibis93 🇮🇹

4.3

(4)

15 documenti

1 / 129

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni.
D. Sarandrea
1
Appunti:
CORSO DI ECONOMIA
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49
pf4a
pf4b
pf4c
pf4d
pf4e
pf4f
pf50
pf51
pf52
pf53
pf54
pf55
pf56
pf57
pf58
pf59
pf5a
pf5b
pf5c
pf5d
pf5e
pf5f
pf60
pf61
pf62
pf63
pf64

Anteprima parziale del testo

Scarica Economia micro e macro e più Dispense in PDF di Economia solo su Docsity!

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 1

Appunti:

CORSO DI ECONOMIA

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 2

Sul mio account potrete trovare appunti e dispense

riguardanti le seguenti discipline universitarie:

 Economia e Organizzazione Aziendale

 Economia Micro e Macro

 Gestione Aziendale A

 Sistemi Informativi

 Tecnologia Meccanica e Qualità

Al link:

https://www.docsity.com/it/utenti/profilo/Bibis93/

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 4

1 INTRODUZIONE

Il corso di economia è diviso in due parti:

microeconomia

La microeconomia è lo studio del comportamento economico dei singoli operatori economici

e delle modalità con cui essi interagiscono per formare unità più ampie, cioè i mercati.

Ecco alcuni esempi di operatori economici :

  • un operatore economico molto importante è il consumatore, il cui problema è la

necessità di acquistare dei beni che gli sono utili, necessari, nel rispetto dei vincoli

che gli sono imposti (cioè il reddito che ha a disposizione per effettuare gli acquisti,

che costituisce un limite). La scelta di quanto e cosa consumare dipende dai bisogni, o

meglio dalle preferenze.

  • un secondo operatore, invece, può essere l’impresa (o meglio l’imprenditore,

ilproduttore), il cui problema a seconda delle circostanze può essere costituito dalla

massimizzazione dei profitti o dalla minimizzazione dei costi sostenuti, sempre nel

rispetto dei vincoli di quantità che deve essere realizzata.

Per quanto riguarda il mercato , invece, si può fare una distinzione tra diverse forme

“standard”:

  • monopolio, nel caso in cui sul mercato sia presente una sola impresa che è quindi in

grado di fissare arbitrariamente il prezzo.

  • oligopolio, nel caso in cui sul mercato siano presenti poche imprese (questa

situazione è una via di mezzo tra il monopolio e la concorrenza perfetta).

  • concorrenza perfetta, nel caso in cui sul mercato siano presenti molteplici piccole

imprese che producono lo stesso bene, cosa che impedisce di fissare arbitrariamente

il prezzo (di conseguenza, tutti i competitori adotteranno più o meno lo stesso

prezzo).

  • concorrenza monopolistica.

macroeconomia

La macroeconomia è lo studio del comportamento dell’intero sistema economico, come ad

esempio l’analisi della situazione economica di un qualsiasi Paese.

Solitamente, si fa riferimento a due diversi modelli fondamentali:

  • modello IS–LM

Questo modello viene utilizzato per lo studio del sistema economico nel caso di

economia chiusa, cioè se non ci sono scambi con l’esterno (non ci sono né import

export , non si prendono in considerazione acquisto e vendita di beni all’estero, …).

  • modello IS–LM–BP

Questo modello viene utilizzato per lo studio del sistema economico nel caso di

economia aperta, cioè se vengono “ammessi” gli scambi con l’estero (di beni, servizi e

attività finanziarie).

1.1 Indicatori economici

Esistono alcuni importanti indici che possono essere utilizzati per valutare lo stato di salute di un

Paese. Ecco un elenco dei principali:

  1. tasso di inflazione π

Il tasso di inflazione è una variabile non reale che misura il tasso di crescita dei prezzi. Può

essere misurato in questo modo:

𝐭

𝐭−𝟏

𝐭

dove: π = tasso di inflazione

P

t

= prezzo del paniere di beni nel periodo t

P

t– 1

= prezzo del paniere di beni nel periodo t– 1

Il tasso di inflazione permette di determinare il potere di acquisto di un soggetto economico,

dato un certo reddito. In Italia viene calcolato dall’ISTAT a partire da un certo paniere di

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 5

benidi consumo, considerati importanti in quanto acquistati da grandi fasce della

popolazione: i beni che vengono considerati variano di anno in anno, in quanto col passare

del tempo varia l’importanza data dai consumatori ai diversi prodotti (mentre un tempo in

questo paniere si consideravano beni come le radio, ad esempio, oggi vengono presi in

considerazione iPad e iPod). In Europa, una funzione identica è assegnata all’Eurostat.

Gli agenti economici che vengono presi in considerazione sono le famiglie, le imprese,

l’Amministrazione Pubblica (cioè lo Stato) o, più in generale, il resto del mondo. Inoltre,

bisogna anche considerare le banche nazionali (come per esempio BankItalia per l’Italia o

Deutsche Bundesbank per la Germania) e soprattutto l’organismo sovranazionale che dalla

nascita dell’UE le controlla, la BCE (Banca Centrale Europea).

 La BCE nacque con l’obiettivo di avere un tasso medio europeo di inflazione vicino al 2%.

Interagisce con il mercato attraverso l’attuazione di politiche monetarie.

Un’inflazione troppo elevata è molto dannosa, in quanto riduce il potere di acquisto degli

agenti economici: tra i due parametri intercorre una relazione di proporzionalità inversa.

Allo stesso modo, è molto pericolosa anche la cosiddetta deflazione (inflazione negativa), in

quanto un tasso di inflazione negativo (cioè una diminuzione dei prezzi) porta anche ad una

riduzione dei salari, che innesca un circolo vizioso: diminuisce il potere di acquisto dei

consumatori, cosa che provoca un calo della domanda di beni, … (si innesca una spirale

negativa che rafforza la crisi).

  1. tasso di disoccupazione u

Il tasso di disoccupazione può essere calcolato come:

Si possono definire:

 forza lavoro = occupati + disoccupati + in cerca di una prima occupazione

 popolazione inattiva = popolazione totale – forza lavoro

Il tasso di disoccupazione è un indicatore statistico del mercato del lavoro.

  1. deficit e debito pubblico

Queste due variabili sono utilizzate per valutare l’andamento del governo di un Paese:

 si parla deficit di uno Stato quando le uscite (ossia la spesa pubblica, ad esempio per

l’istruzione, la sanità o la difesa) superano le entrate (ossia il gettito fiscale);

 il debito pubblico, invece, consiste nell’emissione di Titoli di Stato da parte di una

nazione, titoli che vengono acquistati da privati che in questo modo finanziano lo

Stato stesso.

Alla nascita della CEE, sono stati definiti alcuni criteri finalizzati a definire i requisiti minimi

per l’ingresso nella Comunità. Tali criteri erano basati su valori target di alcuni indicatori

economici calcolati a partire dalle misure di debito e deficit. In particolare, sono di

fondamentale importanza le misure di:

rapporto deficit – PIL

Questo rapporto è una variabile di flusso, che deve essere calcolata anno per anno. Il

valore obiettivo dovrebbe essere 3% (da direttive UE).

rapporto debito–PIL

Questo rapporto è una variabile di stock , che si accumula cioè anno dopo anno. Il

valore obiettivo dovrebbe essere 60% (da direttive UE).

  1. indice di cambio (o tasso di cambio)

Questo indicatore esprime il tasso di conversione che viene applicato quando si vuole

convertire la valuta nazionale con una valuta estera o viceversa.

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 7

2 CONTABILITÀ NAZIONALE

Il tratto fondamentale di una moderna economia di tipo industriale , basatasu un grado notevole

di divisione e specializzazione dei compiti, è la continua circolazione dei prodotti e dei mezzi di

pagamento tra i soggetti economici. Questa caratteristica è inoltre una delle maggiori differenze tra

un’economia moderna e un’economia primitiva:

 in un economia primitiva, per esempio un’economia di agricoltori e artigiani, ogni unità

economica è essenzialmente autonoma ed autosufficiente nel soddisfacimento dei propri

bisogni. La produzione, quindi, avviene generalmente per l’autoconsumo e solo le eccedenze

sono oggetto di scambi periodici nei mercati.

 in un’economia moderna, invece, ci sono due grandi differenze:

  • ogni unità economica si specializza nella produzionedi un determinato bene o

servizio;

  • i singoli individui non dispongono del prodotto delle proprie attività lavorative ed

utilizzano per il proprio consumobeni e servizi prodotti da altri.

Una conseguenza immediata è che la produzione di beni e servizi non è più motivata dalla

diretta esigenza di consumo (come invece accadeva per allevatori e agricoltori), ma è

realizzata dagli imprenditori partendo dal concetto che i beni vengono prodotti peressere

venduti, ossia ceduti in cambio di mezzi di pagamento.

2.1 Circuiti economici

In un sistema economico capitalistico come il nostro il fine della produzione è senza ombra di

dubbio la vendita di quanto realizzato a prezzi remunerativi, cioè che permettono all’imprenditore

tanto la remunerazione del lavoro (suo e dei dipendenti) quanto di avere un profitto derivante

dall’attività esercitata.

La circolazione della ricchezza tra individui o gruppi di individui può essere schematizzata

mediante l’uso dei cosiddetti circuiti economici , modelli che permettono di ridurre in forma

schematica la circolazione dei flussi tanto di denaro quanto di beni e che possono essere

caratterizzati da livelli di dettaglio differenti. Il caso più semplice che possa essere preso in

considerazione è quello costituito da due soli gruppi di soggetti economici, cioè imprenditori-

capitalisti e lavoratori-consumatori:

 gli imprenditori-capitalisti , usando l’attività dei lavoratori, organizzano la produzione

(finalizzata al guadagno);

 i lavoratori-consumatori prestano la loro opera agli imprenditori in cambio di un salario,

che consente loro di acquistare i beni necessari.

Si genera così un doppio circuito di flussi tra i due gruppi:

 il circuito dei mezzi di pagamento, cioè quello del reddito fornito sotto forma di salari e

stipendi dagli imprenditori ai lavoratori in cambio dei loro servizi e del flusso di pagamenti

corrisposto dagli operai agli imprenditori in cambio dei beni acquistati;

 il circuito dei beni e servizi reali, cioè quello dei servizi che i lavoratori forniscono agli

imprenditori e delle merci (beni) che gli imprenditori vendono ai lavoratori stessi.

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 8

Bisogna precisare, tuttavia, che il flusso dei beni di consumo verso i lavoratori non assorbe l’intera

produzione del sistema, in quanto bisogna considerare la domanda di beni destinati ad essere

consumati dagli imprenditori stessi. Inoltre, i beni vengono venduti ad un prezzo maggiorato

rispetto ai costi sostenuti per la produzione: la differenza tra ricavi e costi, cioè il profitto,

costituisce il reddito degli imprenditori-capitalisti (il loro potere di acquisto è dato proprio dalla

possibilità di vendere ad un prezzo maggiore rispetto ai costi di realizzazione).

Questo reddito, in parte, viene utilizzato per degli investimenti che possono essere:

 investimenti di sostituzione, se servono per rinnovare il parco macchine obsoleto;

 investimenti di ampliamento o netti, se sono volti ad aumentare la capacità produttiva.

Si può anche considerare un circuito economico più dettagliato, nel quale non viene presa in

considerazione una singola impresa (intesa come unità produttiva) ma un’ industria (intesa come

insieme di unità produttive, cioè di imprese). In particolare, per prendere in considerazione un

numero maggiore di operatori economici in modo dettagliato si possono articolare questi insiemi di

imprese in più settori , ciascuno omogeneo e dedicato ad una particolare attività produttiva.

Ognuno di questi settori partecipa all’attività di scambio e circolazione della ricchezza:

 ogni settore acquista servizi dai lavoratori e merci e servizi intermedi dagli altri settori e li

impiega per realizzare la propria attività produttiva (e viceversa, cioè cede i beni prodotti

agli altri settori);

 i lavoratori ricevono salari e stipendi dai settori nei quali lavorano e impiegano il loro

reddito nell’acquisto dei prodotti finali dei vari settori;

 gli imprenditori-capitalisti di ciascun settore hanno un reddito derivante dalla differenza tra

costi e ricavi e acquistano, a loro volta, parte della produzione.

2.1.1 La tavola delle transazioni

Per esempio, se prendiamo in considerazione un circuito economico più dettagliato e costituito da

due settori denominati S 1

e S 2

(per esempio, agricolo e industriale), i flussi economici tra i due

settori possono essere schematizzati mediante la cosiddetta “tavola delle transazioni”.

SETTORE 1 SETTORE 2 SETTORE 3

SETTORE

FINALE

PRODUZIONE

MERCE 1 q 11

q 12

q 13

y 1

q 1

MERCE 2 q 21

q 22

q 23

y 2

q 2

MERCE 3 q 31

q 32

q 33

y 3

q 3

LAVORO L 1

L 2

L 3

PRODUZIONE q 1

q 2

q 3

All’interno della tabella:

 sulla riga i-esima viene indicata la redistribuzione della produzione di i nel sistema

economico;

 sulla colonna j-esima vengono indicate le merci che il settore j ha acquistato dagli altri

settori.

SETTORE DI IMPIEGO

MERCI IMPIEGATE

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 10

SETTORE 1 SETTORE 2 SETTORE 3

SETTORE

FINALE

TOTALE

SETTORE 1

TRANSAZIONI INTERINDUSTRIALI

o CONSUMI INTERMEDI

BENI PER

UTILIZATORI

FINALI

o PIL

PRODUZIONE

TOTALE

SETTORE 2

SETTORE 3

RETRIBUZIONI VALORE AGGIUNTO

TOTALE PRODUZIONE TOTALE

La somma dei beni destinati a utilizzazioni finali prende il nome di Prodotto Interno Lordo ( PIL )

dell’economia in esame.

𝟏

𝟐

𝟑

Valgono sempre le seguenti relazioni:

  1. La quantità prodotta nel settore i-esimo non è del tutto assorbita dagli altri settori per la

loro produzione attraverso i consumi intermedi.

Una certa quantità y i

viene messa a disposizione degli operatori economici (consumatori, …).

q

i

∑ q

ij

n

j= 1

→ q

i

= ∑ q

ij

n

j= 1

  • y

j

dove: q i

= quantità prodotta in i

q ij

= quantità prodotta in i e consumata in j

y j

= sovrappiù, produzione in eccesso destinata agli utilizzatori finali

Se si moltiplicano gli elementi della equazioni precedenti per i relativi prezzi di acquisto si

può trovare un’equazione basata non sulla quantità ma sul valore di produzione:

p

i

q

i

∑ p

i

q

ij

n

j= 1

→ p

i

q

i

= ∑ p

i

q

ij

n

j= 1

  • p

i

y

j

Q

i

= ∑ Q

ij

n

j= 1

+ Y

j

∀i

  1. Il valore finale della produzione in di un dato settore è uguale alla somma delle merci

incorporate dagli altri settori, del monte salari (somma corrisposta ai lavoratori per i loro

servizi) e del risultato lordo di gestione.

p

j

q

j

∑ p

i

q

ij

  • wl

j

n

i= 1

→ p

j

q

j

= ∑ p

i

q

ij

  • wl

j

n

i= 1

+ RLG

j

La seconda equazione può anche essere scritta come:

Q

j

> ∑ Q

ij

+ W

j

n

i= 1

∀j

dove: Q j

= p j

q j

= valore della produzione in j (prezzo moltiplicato per la quantità)

Q

ij

= p i

q ij

= valore dei consumi intermedi

wl j

= monte salari, con w costo del lavoro e l j

contenuto di lavoro

RLG

j

= A

j

+RNG

j

= Risultato Lordo di Gestione di j

- A

j

= ammortamento, cioè perdita di valore delle attrezzature per obsolescenza

- RNG

j

= Risultato Netto di Gestione, calcolato al netto delle tasse

(scalate le tasse, si trova il profitto dell’imprenditore)

V

j

= valore delle retribuzioni (salari dei lavoratori e profitto dell’imprenditore)

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 11

Queste equazioni valgono per ogni singolo settore. Sommiamo ora i risultati di tutti i settori:

  1. sommiamo innanzitutto per riga, cioè consideriamo tutte le i righe della tavola:

p

i

q

i

= ∑ p

i

q

i

n

i= 1

  • p

i

y

j

→ ∑ p

i

q

i

n

i= 1

= ∑ ∑ p

i

q

ij

n

j= 1

n

i= 1

∑ p

i

y

j

n

i= 1

che può anche essere scritta come:

𝐢

𝐧

𝐢=𝟏

𝐢𝐣

𝐧

𝐣=𝟏

𝐧

𝐢=𝟏

𝐢

𝐧

𝐢=𝟏

dove: Q i

= p i

q i

= valore della produzione finale di i

∑ Q

i

n

i= 1

= ∑ p

i

q

i

n

i= 1

= valore della produzione finale totale

Q

ij

n

i= 1

p

i

q

i

n

i= 1

= valore dei consumi intermedi di i

p

i

q

ij

n

j= 1

n

i= 1

Q

ij

n

j= 1

n

i= 1

= valore dei consumi intermedi totali

Y

i

= p i

y i

= valore del “sovrappiù” del settore i–esimo

∑ Y

i

n

i= 1

= ∑ p

i

y

j

n

i= 1

= valore del “sovrappiù” totale = PIL

  1. sommiamo ora per colonna, cioè prendiamo in considerazione tutte le colonne della tavola:

p

j

q

j

= ∑ p

j

q

i

n

i= 1

+ V

j

→ ∑ p

j

q

j

n

j= 1

= ∑ ∑ p

j

q

ij

n

i= 1

n

j= 1

∑ V

j

n

j= 1

che può anche essere scritta come:

𝐣

𝐧

𝐣=𝟏

𝐢𝐣

𝐧

𝐢=𝟏

𝐧

𝐣=𝟏

𝐣

𝐧

𝐣=𝟏

dove: Qj = pjqj = valore della produzione finale di j

∑ Q

j

n

j= 1

= ∑ p

j

q

j

n

j= 1

= valore della produzione finale totale

Q

ij

n

i= 1

p

j

q

ij

n

i= 1

= valore dei consumi intermedi di j

p

j

q

ij

n

i= 1

n

j= 1

Q

ij

n

i= 1

n

j= 1

= valore dei consumi intermedi totali

V

j

= wl j

+RLG

j

= valore aggiunto del settore j-esimo

∑ V

j

n

j= 1

= valore aggiunto di tutta l’economia

Si può dimostrare che, a livello dell’intero sistema economico, anche se non sono la stessa cosa vale

che il PIL – Prodotto Interno Lordo – e il VA – Valore Aggiunto – di un singolo settore hanno lo

stesso valore numerico. Per dimostrarlo, basta notare che il valore della produzione finale

dell’intera economia e quello dei consumi intermedi totali sono identici sia nella somma per righe

che in quella per colonne.

∑ Q

i

n

i= 1

= ∑ ∑ Q

ij

n

j= 1

n

i= 1

∑ Y

i

n

i= 1

→ PIL = ∑ Y

i

n

i= 1

= ∑ Q

i

n

i= 1

− ∑ ∑ Q

ij

n

j= 1

n

i= 1

∑ Q

j

n

j= 1

= ∑ ∑ Q

ij

n

i= 1

n

j= 1

∑ V

j

n

j= 1

→ VA = ∑ V

j

n

j= 1

= ∑ Q

j

n

j= 1

− ∑ ∑ Q

ij

n

i= 1

n

j= 1

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 13

Per quanto riguarda le Amministrazioni Pubbliche, come già detto si prende come ipotesi

che l’intera produzione sia assorbita dai consumi collettivi CG.

 “ investimenti lordi ”, riferiti a quella parte della produzione che non viene venduta né per il

consumo delle famiglie né per il consumo intermedio da parte di altri settori, ma che viene

acquistata dalle unità produttive e accumulata a scorta in vista di un utilizzo futuro

(investimenti fissi lordi) o che viene accumulata per variare l’entità delle scorte (variazione

delle scorte) in vista di una futura vendita in altri settori (scorte di materie prime e

semilavorati) o direttamente ai consumatori (scorte di prodotto).

Per ogni merce, gli investimenti lordi vengono calcolati come somma di investimenti fissi

lordi e variazione delle scorte. Gli investimenti possono essere:

- ILP

i

= Investimenti Lordi Privati,

effettuati cioè dai privati;

- ILG

i

= Investimenti Lordi Governativi,

effettuati cioè dalle Amministrazioni

Pubbliche.

 “ esportazioni ”, voce dovuta al fatto che ogni sistema economico nazionale è inserito in

modo più o meno integrato in un mercato globale e non costituisce un sistema isolato. Esiste

quindi una complessa rete di interscambi economici e ogni sistema, di conseguenza, può

vedere parte della sua produzione esportata, cioè ceduta a economie estere.

Si tiene conto flusso economico del settore i–esimo in uscita mediante X i

(esportazioni).

Oltre alla scomposizione del settore finale, è possibile disaggregare la riga del valore aggiunto in più

componenti, ognuna corrispondente ad un soggetto economico:

retribuzioni lorde , che quantificano i salari e gli stipendi comprensivi di oneri sociali del

settore j-esimo corrisposti alle famiglie e che vengono indicate con W j

importazioni , che valorizzano i beni e i servizi reperiti dall’estero dal settore j-esimo,

indicate con M j

Risultato Lordo di Gestione , che quantifica il reddito da capitale e da impresa cioè i profitti

e redditi lordi degli imprenditori. Il risultato lordo di gestione RLG j

viene calcolato come

somma di Risultato Netto di Gestione RNG j

e degli ammortamenti A j

Imposte Indirette Nette , calcolati come differenza tra le tasse indirette sulla produzione

(imposte prelevate dallo Stato in base alla produzione di beni e servizi) e i trasferimenti alla

produzione (contributi delle Amministrazioni Pubbliche alle imprese).

Le imposte indirette nette vengono indicate come: (TIP

j

− TRP

j

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 14

La nuova tavola delle transazioni risulta essere così composta:

SETTORE FINALE

SETTORE 1

(agricoltura)

SETTORE 2

(industria)

SETTORE 3

(AP)

CONS.

INVEST.

LORDI

ESP. TOTALE

SETTORE 1

(agricoltura)

Q 11

Q 12

Q 13

CR 1

+CX 1

ILP 1

+ILG 1

X 1

Q 1

SETTORE 2

(industria)

Q 21

Q 22

Q 23

CR 2

+CX 2

ILP 2

+ILG 2

X 2

Q 2

SETTORE 3

(AP)

CG Q 3

RETRIBUZIONI

LORDE

W 1

W 2

W AP

RISULTATO

NETTO GEST.

RNG 1

RNG 2

0

AMMORTAM. A 1

A 2

0

IMPOSTE

IND. NETTE

TIP 1

  • TRP 1

TIP 2

  • TRP 2

IMPORTAZIONI M 1

M 2

TOTALE Q 1

Q 2

Q 3

In particolare, si ha che:

 il PIL può essere calcolato come somma dei beni messi a disposizione del settore finale e

sarà calcolato come produzione totale al netto dei consumi intermedi (CI):

PIL = Q

1

+ Q

2

+ Q

3

− CI

tot

Il valore della produzione totale del settore 3 (AP) può essere calcolato come:

- Q

3

= CG se si prende in considerazione

la terza riga;

- Q

3

= CI

AP

+ W

AP

se si prende in

considerazione la terza colonna.

Si ha quindi che, uguagliando le due equazioni:

Q

3

= CG = CI

AP

+ W

AP

I consumi intermedi totali, invece, vengono calcolati come somma dei consumi intermedi di

ogni singolo settore:

CI

tot

= Q

11

+ Q

12

+ Q

13

+ Q

21

+ Q

22

+ Q

23

Il PIL del sistema economico può quindi essere calcolato come:

𝟏

𝟐

𝐭𝐨𝐭

 allo stesso modo, si può calcolare il valore aggiunto come:

VA = W

tot

+ RLG

tot

+ (TIP − TRP)

tot

dove i vari elementi possono essere calcolati come:

- W

tot

= W

1

+ W

2

+ W

AP

- RLG

tot

= RLG

1

+ RLG

2

con RLG

j

Q

j

− (CI

j

− W

j

- (TIP − TRP)

tot

= (TIP

1

− TRP

1

(TIP

2

− TRP

2

Il valore della produzione può essere quindi calcolato come:

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 16

  • i consumi collettivi CG, cioè il valore

della produzione dell’Amministrazione

Pubblica. Si calcola come somma del

costo del lavoro e dei consumi

intermedi dello Stato.

CG = costo lavoro

AP

  • consumi intermedi

AP

  • CI indica i consumi intermedi totali,

calcolati come somma di quelli pubblici

e privati.

CI = consumi intermedi

AP

+consumi intermedi

privati

VA – Valore Aggiunto

Il valore aggiunto viene calcolato come somma dei redditi destinati agli agenti interni alla

produzione. Gli agenti economici impegnati nel sistema produttivo sono:

  • i lavoratori;
  • l’imprenditore-capitalista;
  • lo Stato (che fornisce i servizi).

dove:

  • W indica i salari lordi, le

remunerazioni dei lavoratori. Si

calcolano come somma dei costi del

lavoro, cioè salari e stipendi al lordo

degli oneri sociali, sia del settore

pubblico che di quello privato.

W = salari lordi

AP

  • salari lordi

imprese

  • RLG, il Risultato Lordo di Gestione, cioè

la remunerazione degli imprenditori.

Viene calcolato al netto degli

ammortamenti come differenza tra il

valore della produzione privata e la

somma di salari lordi, consumi

intermedi privati e tasse indirette al

netto dei trasferimenti alla produzione.

RLG = Q − consumi intermedi

privati

− salari lordi

imprese

− (TIP − TRP)
  • le tasse indirette al netto dei

trasferimenti alla produzione, cioè

TIP–TRP, indicano la remunerazione

dello Stato. In particolare, le tasse

indirette sulla produzione (TIP) sono

delle imposte che il tassato non versa

direttamente ma che sono versate da

un soggetto terzo (per esempio, l’IVA),

mentre i trasferimenti alla produzione

sono per esempio i sussidi e le

agevolazioni concesse dallo Stato.

 Va fatta una distinzione tra:
  • TRP – Trasferimenti alla Produzione
  • TRF – Trasferimenti alle Famiglie (per

esempio le pensioni).

Sono un trasferimento di un reddito generato molto tempo prima di quando avviene il

trasferimento stesso: sono gli accantonamenti e le trattenute sugli stipendi.

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 17

Non rientrano per questo motivo nel calcolo del PIL, però vanno prese in considerazione

nel calcolo del reddito disponibile per le famiglie.

PIN – Prodotto Interno Netto

Il PIN è una misura economica migliore del PIL, in quanto tiene conto del deprezzamento di

tutti i beni:

dove IN indica gli investimenti al netto degli ammortamenti (I–A).

PNL – Prodotto Nazionale Lordo

Il PNL misura il valore del prodotto generato dai fattori produttivi di proprietà dei cittadini

di una nazione, quale che sia il sistema economico in cui sono stati impiegati:

dove i TNE sono i Trasferimenti Netti dall’Estero, valore prodotto da un cittadino che lavora

in uno Stato estero (per esempio, rimesse di un italiano che lavora all’estero).

ILP (I) – Investimenti Lordi Privati

Vengono calcolati come somma degli investimenti fissi netti (al netto degli ammortamenti),

aumento delle scorte e ammortamenti.

dove:

  • gli ammortamenti indicano il valore

che rimpiazza la parte di capitale fisso

“rovinatasi” per obsolescenza (e ne

compensa la perdita di valore);

  • Δscorte indica la variazione delle

scorte (è una variabile di flusso,

mentre le scorte sono una variabile di

stock );

  • IFN indica gli Investimenti Fissi Netti.

RNG – Risultato Netto di Gestione

Viene calcolato come Risultato Lordo di Gestione al netto degli ammortamenti.

2.1.6 Altri conti fondamentali di contabilità nazionale

Il quadro di notizie sulla struttura e sulla dinamicità del sistema economico può essere arricchito

mediante l’utilizzo dei cosiddetti conti fondamentali di contabilità nazionale. Essi sono:

 il conto delle risorse e degli impieghi, già visto;

 il conto di formazione del capitale;

 il conto dell’utilizzazione del reddito.

2.1.6.1 Il conto di formazione del capitale

Il valore complessivo della domanda per consumo di beni e sevizi espressa all’interno

dell’economia da parte delle famiglie residenti, ossia il consumo dei residenti ( CR ), viene calcolato

come differenza tra il reddito disponibile delle famiglie Y D

e la somma di consumi effettuati

all’estero (turismo all’estero, CM) e risparmi delle famiglie (parte del reddito che non viene spesa

nell’acquisto di beni di consumo, SF).

𝐃

dove: Y D

= reddito disponibile al netto di tasse e trasferimenti

CM = consumi all’estero

SF = risparmi delle famiglie

Il reddito disponibile non coincide però con il complesso delle retribuzioni lorde e dei risultati

lordi di gestione (W + RLG). Se si vuole misurare il reddito di cui le famiglie possono disporre per

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 19

evidenzia come il valore degli investimenti (lordi o netti a seconda che si tenga conto o meno degli

ammortamenti)trovi un esatto corrispettivo nell’ammontare complessivo dei redditi non consumati

(risparmio):

In particolare:

Nel conto, cioè, questo elemento misura complesso degli investimenti privati e pubblici.

Questo elemento, invece, misura il complesso dei redditi non consumati, visti come somma

del risparmio delle famiglie, del risparmio lordo d'impresa (profitti non distribuiti al netto

delle imposte aumentati degli ammortamenti) e degli ammortamenti stessi.

Questo elemento misura parte dei redditi non consumati, più in particolare il risparmio delle

Amministrazioni Pubbliche inteso come differenza tra il complesso delle entrate e quello

delle uscite correnti (queste ultime misurano il complesso delle erogazioni al netto della

spesa in investimenti).

Il saldo delle partite correnti o indebitamento corrente con l’estero, invece, misura il

contributo delle economie estere al finanziamento degli investimenti interni (e alla

produzione) come saldo netto dei redditi correnti in uscita ed in entrata nell’economia in

esame. È dato dalla somma della bilancia commerciale (𝐁𝐂 = 𝐗 + 𝐂𝐗 − 𝐌 − 𝐂𝐌) e dei

trasferimenti netti dall’estero.

2.1.6.2 Il conto dell’utilizzazione del reddito

Considero ora, invece, le equazioni:

i. PIL + M = CR + CX + ILP + ILG + X + CG

ii. ILP + ILG = SF + SI + A + SG − saldoPC

Sostituendo la i. nella ii. e raccogliendo si ottiene un’equazione che prende il nome di conto

dell’utilizzazione del reddito , che illustra come il complesso dei redditi facenti capo agli operatori

residenti si ripartisca tra consumi e risparmio degli operatori stessi:

In particolare:

 la grandezza 𝐏𝐈𝐋 + 𝐓𝐍𝐄indica il valore della produzione destinabile agli impieghi

finalirealizzata con l’impiego di risorse appartenenti ai soli operatori residenti. Può essere

definito come Prodotto Nazionale Lordo ( PNL ).

 l’aggregato𝐂𝐑 + 𝐂𝐌 misura ilconsumo finale effettuato dalle famiglie residentiall’interno e

all’esterno del sistema economico ed èa sua volta indicato come consumo finale nazionale

(cioè totale dei consumi effettuati dal cittadino di una nazione).Insieme a CG, costituisce i

consumi totali di famiglie e Stato.

 la somma 𝐒𝐅 + 𝐒𝐈 + 𝐀 + 𝐒𝐆, infine, indica il complesso dei redditi non destinati al

consumo.

2.1.7 Una sintesi dei flussi economici

Si può sintetizzare il quadro dei flussi economici non più secondo l’ottica della tavola delle

transazioni ma dal punto di vista dei flussi netti che fanno capo, in entrata o in uscita, ad ognuno dei

grossi operatori che abbiamo individuato nel sistema economico:

 famiglie;

 imprese;

 Amministrazioni Pubbliche;

 estero.

Questa dispensa è stata realizzata sulla base degli appunti presi frequentando le lezioni. 20

Questi flussi possono essere sintetizzati in una tabella del genere:

Operatori Redditi disponibili Utilizzo del reddito

Famiglie

Reddito disponibile

Y

D

Consumo finale nazionale

CR + CM

Imprese

Risparmio lordo di impresa

SI + A

Investimenti Lordi Privati

ILP

Amministrazioni

Pubbliche

Imposte nette

TIP − TRP + TDF + TDI Consumi collettivi

CG

Contributi sociali netti

CS − TRF

Redditi da capitale

PG Investimenti Lordi Pubblici

ILG

Interessi sul debito pubblico

−IDP

Estero

Trasferimenti Netti dall’Estero

TNE

Esportazioni nette di beni e servizi

X − M

Turismo netto

CX − CM

Sistema economico nel

complesso

Complesso dei redditi prodotti

PIL

Prodotto Interno Lordo

PIL

Sommando gli elementi della seconda colonna si ottiene un’equazione in cui il PIL viene espresso

come somma dei redditi disponibili dei singoli operatori:

PIL = Y

D

  • SI + A +

( TIP − TRP + TDF + TDI + CS − TRF + PG − IDP

) − TNE

Sommano gli elementi della terza colonna, infine, si ottiene un’espressione del PIL come complesso

delle spese effettuate dai medesimi operatori:

PIL = CR + CM + ILP +
CG + ILG
+ (X + CX − M − CM)

3 MICROECONOMIA

Come già detto, la microeconomia studia il comportamento del singolo agente economico. Essa si

articola nello studio:

 del consumatore , colui che domanda i beni di consumo;

 dell’ imprenditore , colui che produce i beni di consumo e li offre al consumatore finale.

3.1 La teoria del consumatore

In microeconomia, uno dei grafici più famosi e utili è il cosiddetto grafico domanda-offerta.

Questo grafico è composto da due diverse curve, che rappresentano: