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Editing Novecento - riassunto, Sintesi del corso di Filologia italiana

Riassunto dettagliato capitolo per capitolo del manuale di P. Italia.

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

In vendita dal 20/06/2023

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EDITING NOVECENTO – PAOLA ITALIA
Autore, curatore e lettore
Autori del Novecento (periodo importante per qualità e quantità dei dati):
Proliferazione di edizioni critiche e scientifiche
Filologia d’autore
Ma non c’è una riflessione adeguata sui testi del 1900 spesso edizioni che non chiariscono scelte🡪
testuali del curatore o della casa editrice.
Autore di un’opera soggetto unico (più o meno), autore di un’edizione soggetto multiplo e
comprende:
1. Autore;
2. Curatore;
3. Redattore.
Esiste ultima volontà dell’autore ma anche di curatore e redattore tanti interventi redazionali🡪
sul testo 🡪varianti.
Archivi editoriali ricostruzione di genesi ed evoluzione del testo da ms a stampa.🡪
L’autore in queste fasi si interfaccia con varie figure (tipografo, correttore di bozze, direttore della
CE, responsabile di collana) e la sua volontà non si manifesta in modo definitivo ma in forma di
tante “penultime volontà”: diventa definitiva solo al momento della pubblicazione. Su di essa il
curatore può operare diverse scelte, e, quando il libro è postumo, il risultato sarà sempre un
compromesso.
MORAVIA:
Editore: Valentino Bompiani
Autoalimenta una leggenda di primitivismo linguistico e stilistico, ma in realtà è molto
attento ai processi editoriali di testi e paratesti 🡪 curatela di sé
Varianti d’autore
Varianti vere e proprie, incrementi testuali, espunzioni
ESEMPI DA MORAVIA
Correzione del «voi» in «lei» dopo il crollo del fascismo da parte di Moravia nei 1950s. Se
leggiamo i carteggi con Bompiani abbiamo modo di vedere che il «voi» gli era odiosissimo
Espunzioni
Il Conformista
Taglia un episodio relativo alla marcia su Roma per ragioni di «equilibrio
costruttivo»
Resurrezione di Lino inizialmente tolta perché non piaceva a Bompiani (il che ci
porta a parlare dell’influsso di una figura esterna sulla volontà dell’autore), ma poi
lasciata perché senza di essa «il libro veniva ad avere un significato diverso»
Il Disprezzo
Elimina dalle bozze cap. XIII, ma non rinumera. Il problema viene aggirato dai
redattori che per fortuna se ne accorgono e rinumerano
Correzione di errori d’autore
Errori di sostanza 🡪 es. non si può scrivere «durante l’altra guerra» in un romanzo
ambientato tra IGM e IIGM (Il conformista)
Errori di forma 🡪 «avea» diventa «aveva» nella citazione del componimento 317 del
Canzoniere di Petrarca, Tranquillo porto avea mostrato amore, rovinando l’endecasillabo.
Moravia se la prende con la dattilografa
Correzione di errori redazionali
Errori di sostanza e di forma anche qui
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EDITING NOVECENTO – PAOLA ITALIA

Autore, curatore e lettore

Autori del Novecento (periodo importante per qualità e quantità dei dati):  Proliferazione di edizioni critiche e scientifiche  Filologia d’autore Ma non c’è una riflessione adeguata sui testi del 1900 🡪spesso edizioni che non chiariscono scelte testuali del curatore o della casa editrice. Autore di un’opera soggetto unico (più o meno), autore di un’edizione soggetto multiplo e comprende:

  1. Autore;
  2. Curatore;
  3. Redattore. Esiste ultima volontà dell’autore ma anche di curatore e redattore 🡪tanti interventi redazionali sul testo 🡪 varianti. Archivi editoriali 🡪ricostruzione di genesi ed evoluzione del testo da ms a stampa. L’autore in queste fasi si interfaccia con varie figure (tipografo, correttore di bozze, direttore della CE, responsabile di collana) e la sua volontà non si manifesta in modo definitivo ma in forma di tante “penultime volontà”: diventa definitiva solo al momento della pubblicazione. Su di essa il curatore può operare diverse scelte, e, quando il libro è postumo, il risultato sarà sempre un compromesso. MORAVIA:  Editore: Valentino Bompiani  Autoalimenta una leggenda di primitivismo linguistico e stilistico, ma in realtà è molto attento ai processi editoriali di testi e paratesti 🡪 curatela di sé Varianti d’autore  Varianti vere e proprie, incrementi testuali, espunzioni ESEMPI DA MORAVIA  Correzione del «voi» in «lei» dopo il crollo del fascismo da parte di Moravia nei 1950s. Se leggiamo i carteggi con Bompiani abbiamo modo di vedere che il «voi» gli era odiosissimo  Espunzioni  Il Conformista  Taglia un episodio relativo alla marcia su Roma per ragioni di «equilibrio costruttivo»  Resurrezione di Lino inizialmente tolta perché non piaceva a Bompiani (il che ci porta a parlare dell’influsso di una figura esterna sulla volontà dell’autore), ma poi lasciata perché senza di essa «il libro veniva ad avere un significato diverso»  Il Disprezzo  Elimina dalle bozze cap. XIII, ma non rinumera. Il problema viene aggirato dai redattori che per fortuna se ne accorgono e rinumerano Correzione di errori d’autore  Errori di sostanza 🡪 es. non si può scrivere «durante l’altra guerra» in un romanzo ambientato tra IGM e IIGM ( Il conformista )  Errori di forma 🡪 «avea» diventa «aveva» nella citazione del componimento 317 del Canzoniere di Petrarca, Tranquillo porto avea mostrato amore , rovinando l’endecasillabo. Moravia se la prende con la dattilografa Correzione di errori redazionali  Errori di sostanza e di forma anche qui

La Romana Victor Stoloff si fa dare da Moravia il dattiloscritto per fare un film e AM chiede a Bompiani una copia del loro dattiloscritto, ma Bompiani gliela rimanda piena di errori. AM protesta e prepara una copia corretta per la 2° edizione, ma le correzioni non sono recepite e AM si lamenta di nuovo. Capasso, direttore editoriale, tenta di mandargli una lettera di scuse, ma alla fine tutto il gruppo di correttori è sostituito. Tuttora, le edizioni tascabili de La Romana sono piene di errori. Il Conformista Reca abbondante correzione di errori redazionali. AM chiede continue rassicurazioni sulle correzioni da lui fatte alle seconde bozze. Agostino La prima edizione del 1944 è subito riedita nel 1945, ma è poi ripubblicata da Bompiani nel 1953 nei Romanzi brevi , 2° volume delle Opere di AM con il «voi» al posto del «lei» e con 4 capitoli invece di 5. Da allora, si crea una doppia tradizione testuale, sanata solo nel 2002 con l’ultima edizione delle Opere. ↓ Non c’è autore del 1900 che non stia attento alle dinamiche editoriali. Di fronte a errori d’autore palesi e ricorretti, ha senso considerare le edizioni successive, ma quando gli errori vanno in stampa l’analisi è più complessa.  UK 🡪 molte riflessioni sull’ ultima volontà dell’autore da filologia shakespeariana  W.W. Greg è per la pubblicazione di un «testo eclettico» o «copy text», il migliore che ci sia arrivato, che segue alcuni testimoni per la forma e altri per la sostanza, perché la ristampa di un testo può introdurre cambiamenti che migliorano la sostanza e che si allontanano dalla prima stampa nel rispetto della forma. Questi cambiamenti possono essere:  Accidentali (si segue la prima stampa)  Sostanziali (si segue il testimone più autorevole) In Italia questa pratica è considerata errata perché contaminatoria di due fasi. Per la filologia anglosassone, autorità dell’autore >> autorità della stampa 🡪 importanzaeditore critico, ma problemi. Mc Gann osserva che il criterio dell’ultima volontà dell’autore viene dalla filologia classica, che vuole ricostruire l’originale perduto, ma si tratta di un’utopia e spesso l’originale perduto non è l’idea migliore + l’originale per il filologo moderno non è affatto perduto, anzi, abbiamo un sacco di materiale, anche preparatorio/epistolari ecc. La filologia italiana dà valore ai testimoni a stampa 🡪 dialettica tra prestigio storico dei testimoni e ultima volontà dell’autore , a cui secondo la teoria dovrebbe conformarsi testo base. Anche Armando Balduino osserva che a volte è preferibile non attenersi alla norma (es. Prose della volgar lingua ). OK deroghe:  Se la redazione riflette un’involuzione;  Se le opere dello scrittore risultano già facilmente accessibili;  Se occorre una consultazione in progress dei testi. Differenze tra:  Lezione adottata dal curatore e suo intervento 🡪 nuova immagine che si vuole dare dell’autore e dell’opera. Interventi linguistici, grafici, tipografici ecc  Pubblicazione 🡪 idea che l’autore ha di sé e dell’opera Elementi a sostegno/contro ultima volontà d’autore (identificata nell’ultima stampa) PERCHÉ È A FAVORE? PERCHÉ È CONTRO? MOTIVAZIONE AUTORIALE Rispetto scelte personali autore Non sempre esse coincidono con la sua volontà MOTIVAZIONE STORICA Pro ultima edizione A volte è meglio analizzare il lavoro in

Molti autori del 1900 hanno lavorato a un progetto di riedizione di sé stessi e della propria opera omnia, non sempre completandolo 🡪revisioni e riscritture varie, creazione di un nuovo macrotesto. Queste edizioni finali:  Ultima volontà difficile da superare;  Appiattimento dello stile rispetto a percorso diacronico autoriale (tante volontà diverse di volta in volta). Distinzione è necessaria tra casi in cui si conserva il progetto d’autore su questo tipo di riedizione (volontà imprescindibile per il curatore) VS no indicazioni dall’autore (il curatore dovrà scegliere il criterio ecdotico). Scelte possibili: a. Distinzione di genere; b. Percorso cronologico dei testi; c. Ricostruzione del percorso d’autore. Conservazione del progetto d’autore ESEMPIO: UNGARETTI (1888 – 1970) Due edizioni onnicomprensive della sua opera rappresentano il ne varietur.  1942 – 45: edizione mondadoriana de L’Allegria e Il Sentimento del Tempo (conclusione del percorso variantistico) in 3 volumi (il 3° è Poesie disperse )  1969: edizione definitiva Vita di un uomo. Tutte le poesie , a cura di Leone Piccioni ↓ In teoria questa è ultima volontà dell’autore, in pratica però non sempre viene rispettata:  L’Allegria 1982: testo base 2° edizione Vallecchi 1919  Il sentimento del tempo 1988: testo base redazione iniziale di ogni componimento  Vita di un uomo. Saggi e interventi 1974 tiene conto delle indicazioni d’autore ESEMPIO: MONTALE (1869 – 1981) Si interfaccia direttamente con Rosanna Bettarini e Gianfranco Contini, curatori della sua opera omnia nel Millennio Einaudi 1981 🡪 Opera in versi , lezione ne varietur dei testi. Fanno cose che senza il consenso dell’autore sarebbero ingiustificabili, es. c’è la 2° edizione degli Ossi di seppia e non l’ultima. Il volume poi si costituisce in tradizione: Tutte le poesie (1984), a cura di G. Zampa, aggiunge solo alcuni pochi inediti.  V. Annalisa Cima (pagine seguenti) Produzione narrativa, saggistica e giornalistica di EM è invece completamente postuma. ESEMPIO: ZANZOTTO Conservazione con moltiplicazione degli individui testuali A volte però conservazione progetto d’autore dà luogo a sacrifici troppo dolorosi, es. Umberto Saba.  Canzoniere : due fasi di aggregazione

  1. 1921 🡪 ripubblicato autonomamente da Castellani nel 1981. Per il 1° quarto della poesia di Saba, il curatore osserva che il Canzoniere d’autore è una fonte inattendibile: in realtà è un’opera «della vecchiaia del poeta», selezione drastica del suo materiale giovanile
  2. 1945 – 1965

Nel 1988 Arrigo Stara pubblica Tutte le poesie (= Canzoniere 1965 + in una sezione detta Canzoniere apocrifo sia poesie rifiutate, nelle prime 2 edizioni delle singole raccolte, sia poesie disperse, pubblicate in quotidiani e mai raccolte in volume). Oppure Giorgio Bassani, che a inizio anni 80 ripubblica in 3 volumi tutta la sua produzione narrativa, poetica e saggistica. Per questo Cotroneo nel 1998 rispetta la sua ultima volontà per le Opere , ma recupera in Appendice alcuni testimoni altrimenti esclusi. Ricostruzione del percorso cronologico dei testi a stampa Si fa se non esiste progetto d’autore. Si tende a seguire ordine cronologico + ultima stampa. 1957 Saba muore 🡪 1964 edizione delle Prose che propone opere e scritti dispersi fino ad allora mai raccolti in volume, secondo un ordine che privilegia il contenuto dei testi rispetto alla data della loro pubblicazione a stampa, a cura di Linuccia Saba e Aldo Marcovecchio. Ma il volume di Arrigo Stara è diverso: presenta i testi in ordine di pubblicazione secondo l’edizione stabilita definitivamente da Maria Antonietta Grignani nel 1995. Le varianti evolutive sono presentate in apparato.  Sezione Prose sparse : tutti gli altri scritti in prosa non compresi in raccolte d’autore in «ordine rigorosamente cronologico», ma per Paola Italia era meglio ordinamento in base a statuto testuale dei ms (edito e inedito) e genere Altro esempio è Silone, oppure Italo Calvino. Ricostruzione del percorso cronologico dei testi a stampa secondo le prime edizioni, con moltiplicazione degli individui testuali Pubblicare ultime stampe in ordine cronologico rischia di appiattire la temporalità diacronica del processo creativo. Qualcuno pubblica opere di un certo autore in ordine cronologico, ma con la lezione della 1° stampa.  Palazzeschi  Vari tentativi di riscrittura e ricomposizione dell’opera, tutti in base a un criterio cronologico-tematico (opere giovanili VS romanzi della maturità)  Irresistibile impulso correttorio e autocensorio 🡪 proporzionale attenzione critica  1974: AP muore 🡪 raccolta Tutte le poesie a cura di Luciano de Maria e Giansiro Ferrata, ordine cronologico ma 1° stampa. I curatori parlano persino di un «processo involutivo» per cui non avrebbe senso minimamente lavorare su ultima stampa  Moravia: Opere 2000 Classici Bompiani, a cura di Simone Casini e Francesca Serra Ricostruzione del percorso cronologico dei testi (inediti e a stampa) A volte si arriva a conseguenze estreme, disponendo ad es. i testi senza distinguere edito, inedito e postumo.  Opere , Pasolini, Mondadori, 1998-2003, a cura di Walter Siti e Silvia dei Laude  1° volume 🡪 ordine indistintamente cronologico di edizione o composizione, per «ricostruire (…) la “nebulosa romanzesca” da cui ogni testo si è generato»  Forte peso dato al modo di lavorare dell’autore, creando sottoinsiemi non nettamente definiti 🡪 a volte si aggregano in testi a stampa, es. Ragazzi di vita , ma 4° e ultima ristampa vivente l’autore Anche Calvino adotta soluzione mista per Pavese, sollevando riserve di Caretti, che propone edizione corretta che prevede:

  1. Riproduzione della 2° raccolta di Lavorare stanca del 43 pubblicata da Einaudi (accresciuta rispetto a Solaria 1936) + apparato genetico di varianti ms e a stampa;
  2. Appendice con le 6 poesie presenti nell’edizione 36 ed estromesse nel 43;
  3. Volume di Poesie disperse in ordine cronologico. Ricostruzione storica del progetto d’autore ESEMPIO: GADDA, Libri della Spiga Garzanti, a cura di Dante Isella

 valutarle implica una riflessione su intentio auctoris e intentio editionis , riconoscibile ma non sempre separabile dal testo ***** porta a testi non corrispondenti al testo base; oggetti incongrui, mai esistiti storicamente Ma si deve anche distinguere tra editing/curatela di opere pubblicate in vita** ed editing di opere postume o di autori non coinvolti nel processo editoriale. **interventi che modificano forma e sostanza del testo diventando tutt’uno con esso. L’autore li accetta perché è una condizione necessaria alla pubblicazione e il testo finale ha comunque l’OK dell’autore ***rischio di riflettere l’ultima volontà del curatore o del redattore piuttosto che quella dell’autore Stampa : punto di arrivo del processo di interazione tra intenzioni. Dovrebbe corrispondere all’ultima volontà dell’autore, ma le correzioni d’autore coatte mostrano il contrario. A volte l’autore fa autocensura preventiva o le sue opere non verrebbero pubblicate. Per le correzioni derivanti dalla censura ci sono tre casi possibili individuati da Firpo e Resta:

  1. ignoranza dell’autore → il restauro della lectio originale è sempre legittimo;
  2. autocensura spontanea, fatta dall’autore → restauro da valutare bene;
  3. autocensura di adeguamento → sarebbe bello il restauro dell’intenzione prima ma spesso non si può. Se non si è certi, è meglio collocare interventi dovuti a coazione nell’apparato/in appendice. NB: non vale il silenzio-assenso Il concetto di coazione può avere diverse interpretazioni. Balduino: c’è anche in casi di editing redazionale di carattere politico, letterario e stilistico, ma allora dovremmo restaurare tantissimi ms e dattiloscritti, troppi perché abbia senso, e si dovrebbe fare un enorme processo alle intenzioni. Esempio sono tagli operati dal Corriere della Sera sui testi della Deledda e della Negri, non sottoposti alle autrici, che però ne erano consapevoli e continuarono a lavorare al quotidiano. Il lavoro di Firpo e Resta funziona fino a un certo punto, perché l’autore spesso partecipa all’editing, quindi forse la violenza testuale non è proprio una violenza. Bisogna distinguere tra:  vere e proprie correzioni d’autore coatte → restaurare testo originario;  interventi di editing che non mutano fisionomia del testo, non riconosciuti né modificati dall’autore → riconoscere autorità alla stampa, mettendo le varianti eliminate o corrette in apparato (contrario di filologia tradizionale). Gli interventi redazionali sul testo Esempi da Moravia:  Gli Indifferenti → esce per la prima volta nel 1929 per le edizioni Alpes (dopo che AM aveva ricevuto un rifiuto da Mario Lironcurti, editore della CE Sapientia), a spese dell’autore. Nel 1948 Bompiani acquista i diritti del romanzo, che nel 1953 è inserito nella collana delle Opere complete : edizione rivista dall’autore, numerosi cambiamenti ma non ne rivede le bozze. Situazione risanata solo nel 2000: i Classici Bompiani restaurano editio princepsLa Romana Mondo anglosassone: curatore figura molto ben delineata, curatela dei testi onere e onore. Correzioni di errori e uniformazioni redazionali Di fronte a errori di sostanza, in genere atteggiamento conservativo: non corretti ma segnalati in nota. Diverso il caso dei patenti refusi, corretti segnalando in nota la correzione (essa richiede grande cautela). Refuso per essere tale deve essere:  inattestato nella lingua dell’autore (ma magari è hapax);  isolato nella letteratura coeva (controllo su dizionari storici va fatto con cautela, i dizionari sono in continuo aggiornamento perché incompleti).

Per l’ emendatio servono competenze filologiche e linguistiche combinate. Per distinguere errore e forma d’autore, un controllo utile è quello delle fasi precedenti la stampa. Tra gli errori si considera anche la correzione delle grafie:  una generale uniformazione grafica di testi di periodi diversi è troppo invasiva;  grafie difformi dalla norma? Verificare la loro esistenza nella produzione d’autore e in testi coevi. In genere correzioni indicate nella nota al testo, tranne per edizioni economiche e ristampe. No unicità di comportamento per accenti e apostrofi. Spesso si uniformano a norma corrente.  atteggiamento interventista per accento grafico;  si tendono a conservare accenti su parole piane in -io (prozìo, brusìo) e accenti circonflessi sulla -i del plurale per indicare -ii, in concorrenza con plurali -i, -ii e -j. Errori come qual’è, un’amore, dà/da’ sono in genere corretti. Fatto ciò, si lavora su casi di uniformazione redazionale del testo, che varia da CE a CE e da collana a collana:  atteggiamento univoco per le virgolette;  generale consenso su uniformazione forme grafiche usato per la rappresentazione dei titoli;  corsivo o virgolette per indicare parola straniera, in base alla CE;  problemi con rientri e aggetti tipografici per ripubblicazione testi già editi: ambiguità con la separazione tra strofe;  oscillazioni nomi stranieri: atteggiamento non univoco, più o meno interventista. Ostacolo al mantenimento dell’oscillazione è presenza indice dei nomi;  cautela nelle correzioni dei titoli stranieri: magari è un errore di tradizione;  no criterio generale su maiuscole e minuscole se non per nomi propri, nomi comuni (popoli e secoli) dipendono dalla CE. Inoltre bisogna tener conto che autori usano minuscola dopo “?” e maiuscola dopo “:”. Correzioni di punteggiatura REGOLE PER LE INTRODUZIONI 1912 trattato del Malagoli → faceva scuola, oggi lo si tiene presente ma atteggiamento più tollerante, anche perché è la prosa letteraria a fare la norma, non il contrario. Non c’è regola generale su indicatori grafici del discorso diretto: le scelte individuali prevalgono. No regola che impone “:” prima del discorso diretto. Malagoli: “...”, “!” e “?” vanno dentro/fuori le virgolette se riferite al discorso citato/citante. Norme interne alla CE esemplificano casistica e atteggiamento che redattori e curatori devono tenere. Se la CE non ha regole precise, allora punteggiatura avanti la lineetta. Lo stesso vale per un sistema di citazione del discorso diretto che usi le virgolette. A PARTE LE INTRODUZIONI l’autore è molto prudente. A capo (demarcatori di senso) sempre latitanti nei testi letterari, tanto da spingere più di un curatore ad aggiungerne un po’. Bisogna limitare gli interventi a quei luoghi che altrimenti sarebbero incomprensibili, segnalandolo. Correzioni delle citazioni  solo interventi sporadici e non sistematici  percepito come elemento marginale rispetto alla volontà dell’autore In molte CE si controlla il testo citato e in base a quello eventualmente si fanno correzioni, ma così non capiamo qual era l’edizione da cui citava l’autore e/o quanto bene conoscesse il testo citato. Testo in dialetto → gli editori si sono comportati diversamente in base ad autore e opera. In alcuni testi, correggono secondo norme del dialetto o lezione corretta. Altre volte mix di conservazione e correzione.

  1. l’opera di CEG è fatta di «vasi comunicanti», interi capitoli/brani del libro x che compaiono identici nel libro y → soluzione: moltiplicazione degli individui testuali e riproposta delle edizioni invece che loro riproposizione come varianti d’apparato;
  2. continua metamorfosi dei testi negli anni → soluzione: riconsiderazione dell’idea che un testo vada sempre pubblicato secondo l’ultima volontà dell’autore.  2010 ripubblicazione organica dei testi in cui si progettano nuove edizioni CASO SPECIFICO: EROS E PRIAPO Scritto nel 1944-46, ma pubblicato da Garzanti nel 1967. A CEG Livio Garzanti affida come editore Enzo Siciliano, che deve trasformare il dattiloscritto in testo pubblicabile → editing a 4 mani. 1946: Gianna Manzini aveva rifiutato il primo capitolo per una pubblicazione sulla rivista Prosa , perché «intollerabilmente osceno» → il ms viene messo da parte e CEG opera un enorme lavoro di auto editing per edulcorare il testo. 2010 scoperta del ms autografo → messa in discussione dell’identità del testo del 1967 Redazione originaria (1944): fortemente invettiva, responsabilità del ventennio fascista attribuita a «li associati a delinquere» (nel primo getto addirittura «l’associazione»). Poi toglie «a delinquere» → occultamento di una condanna esplicita. Potere fascista basato su violenza fisica contro qualsiasi atto vitale di conoscenza, che ha impedito alla coscienza di manifestarsi imbavagliandola nella retroguardia. Dante Isella riporta questa violenza alla dimensione primigenia. Sembra che CEG abbia corretto il ms apposta per farsi rifiutare: la versione del 1946 è ancora più oltranzistica, tanto da essere impubblicabile. 1965-66 → CEG si ritrova a leggere nel dattiloscritto di servizio ottenuto da Garzanti il rospo che poi aveva estratto. Nel 1965 Garzanti rivede il ms e detronizza la violenza del testo. Ma l’antimussolinismo non è né l’unico aspetto dell’opera né il più importante: è sia un pamphlet antifascista che il ritratto di un intero popolo , caratterizzato da distruzione materiale e morale → segnare strada per una rinascita. Psicanalisi → per capire ventennio fascista → per capire rapporto tra narcisismo individuale e vivere civile. La domanda è: come possono le pulsioni dell’io portare a 20 anni di fallocrazia alimentata dal delirio di un ippopotamo egolatra? Questo è il vero che la storiografia ufficiale ostacola → bisogna rimuovere gli ostacoli che impediscono di raggiungerlo. Oggetto dell’analisi di CEG è l’erotismo naturale dei 44mln di sostenitori di Mussolini.  cap. 1 → «inlinitivo e propedeutico»  cap. 2 → psico-erotia delle masse  impostazione ricavabile nello Schema del Capitolo II , che presenta indice di tutto il saggio + sinossi di alcuni punti. Non tutti i punti dell’indice sono sviluppati e non nel medesimo ordine dell’indice ↓  paragrafo introduttivo  CEG dichiara la complessità dei motivi di Eros e ne sceglie solo alcuni per approfondirne le latenze (e non gli stati erotici coscienti)  Nel libro compare un suo alter ego, Alì Oco de Madrigal (anagramma del nome Carlo Emilio Gadda), che incendia la polemica  I moventi del delitto erano sì spinti da un cupo Eros sui motivi di Logos, ma essi vanno rintracciati negli impulsi normali, comuni a tutti gli individui, etero e gay, così che la conoscenza del male possa: a. attenuare la condanna per chi li ha lasciati prevalere b. prevenire simili degenerazioni in futuro

EROS → motore profondo delle azioni umane, incanalabile però verso il bene, sublimandone le energie verso un diverso totem  secondo paragrafo: Latenze della erotia normale per la donna negli atti non erotici  terzo paragrafo: Erotia narcissica o autoerotia *  fondamentale, già nello schema vi erano dedicate tantissime pagine  quarto paragrafo: Erotia sadica * *inizialmente invertiti La psicanalisi in CEG  studi di Guido Lucchini: conclusioni riduttive (psicanalisi meccanicistica e positivistica, non coglie appieno il pensiero freudiano);  studi di Amigoni: più utili alla comprensione del fenomeno  triangolo narcisismo - invidia del pene - malinconia chiave per capire Liliana, da Introduction à la psychanalyse di Freud Ma non basta. Questo va bene per la pars destruens, ma il trattato ha anche una pars construens:  Essais de psychanalyse (con sottolineature e note a margine)  Introduction à la psychanalise Negli Essais Freud delinea la natura erotica del rapporto masse-capo + ribadisce il concetto di libido oggettuale (trasposizione nell’oggetto dell’ideale che l’io aveva di sé). Bisogna lavorare perché tale oggetto non coincida con l’io nascisistico e l’io Cetriolo (libido narcisistica e libido oggettuale), portando invece alla sublimazione. Totem e tabù → parallelismo tra comportamento delle popolazioni primitive e donna / folla / moltitudine , che proietta libido nel capo e identifica nel totem l’origine della generazione. → idee Cetriolo in cui la donna vede una rappresentazione di sé e la folla una sublimazione della propria libido narcissica. Novità del testo è il passaggio alla sublimazione che c’è nel cap. IV, di 2 tipi:

  1. impeto sentimentale
  2. impeto disciplina 1 + 2 = sublimazione eroica, imprescindibile dal suo etimo (eros!) Totem e tabù dà a CEG l’assetto scientifico-teorico, Il Principe di Machiavelli l’obiettivo di un’analisi fattuale della cosa. Per CEG la pars construens della società deve partire da una psicologia sociale / psicoerotia delle masse indipendente da politica ed etica. Alternativa al priapismo del Duce («Kuce») è un Eros liberato che agisce sotterraneamente come motore delle azioni umane. Tante volontà d’autore → autorità del testo a stampa è superata. 1967 edizione coartata dalle paure dell’autore.  apparato → di tipo genetico = rappresenta tutte le fasi di correzione del testo da prima a ultima lezione (a testo) ed è orizzontale (si legge in calce al testo), l’unico praticabile per i testi in prosa  postille → osservazioni con cui CEG postilla il già fatto o il da farsi: scontento, soddisfazione ecc. in funzione della ricopiatura di singoli brani/loro destinzione al di là del Cahier.  varianti alternative → tra cui CEG non sa o non vuole decidersi, a piè di pagina in ordine alfabetico. I criteri rappresentativi scelti da Dante Isella si sono iniziati a usare anche per altri ms di CEG negli armadi di Via Senato. Montale (EM), 1896 - 1981  problema dell’attribuzionismo Diario postumo : ultima stazione del maggior percorso poetico della letteratura italiana del Novecento → 1975 Nobel

Ma tra 1997 e 2007 ci sono due novità:

  1. pubblicazione delle concordanze del Diario postumo realizzate da Savoca
  2. pubblicazione di un nutrito corpus di inediti emerso dalla donazione del 2004 di Gina Tiossi , governante di EM e pg di molte sue poesie, al Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia ↓ Si può fare la terna arbitrale! Anzi, si fa anche di meglio: partecipazione collaborativa e condivisa all’accertamento della verità. NB : le poesie del Diario postumo non seguono ordine cronologico ma ordine in cui sono disposte nelle buste. Ma: a. no somiglianza coi testi coevi b. no variazione di tratto da sicuro a incerto nell’arco di tempo sebbene EM invecchi Gli apparentamenti di inchiostri e grafie invece sono trasversali. La poesia La buona cucina dimostra come nel tempo la grafia di EM sia divenuta irregolare e tremante: è una poesia sfuggita all’ Opera in versi. L’autografo fa parte della donazione di Gina Tiossi, esposto in una mostra 2005 - 2006 a Lugano, e della raccolta La casa di Olgiate e altri versi. Tra le carte spiccano anche alcuni testi inediti, 55 componimenti + una breve prosa intitolata Al telefono. Gli altri componimenti sono riferibili per lo più al triennio 1978 - 80 e afferiscono all’avantesto di Quaderno di quattro anni e di Altri versi. Un corpus di assoluta autografia, che ci permette una descrizione tipologica comparativa sulle dinamiche fisiologiche della grafia. La copertina del volume è occupata dalla riproduzione a colori del ms de La buona cucina , altre riproduzioni sono dentro. La maggior parte dei componimenti è affidata a due quaderni, il Quaderno Piazzesi e il Quaderno Braccio di Ferro. L’ordine della pubblicazione costituisce una ricostruzione dell’intera serie secondo datazione delle poesie/ipotesi in base a datazione di poesie edite o a seriazione delle liriche nei testimoni. Alla biro blu/nera a un certo punto si sostituisce l’inchiostro della stilografica blu e la coincidenza con una progressione nel ductus. Inoltre la mise en page non è ortogonale ma spostata verso il margine destro della carta VS Diario postumo. Le serie compositive sono ben identificabili cronologicamente VS Diario postumo. Probabilmente la verità sta nel mezzo: i testi non sono tutti integralmente veri o falsi. La stessa Cima lo ha involontariamente suggerito nella sua prima intervista a caldo. Inoltre il criterio paleografico non basta. Servono anche studi tematici, linguistici e stilistici. Ma almeno dal pov paleografico, l’assenza di progressione cronologica nell’arco 1969 - 79 e gli apparentamenti grafici trasversali sono dati incongrui, che per ora impongono la sospensione del giudizio e l’ipotesi che almeno alcuni siano apocrifi. Conseguenze ecdotiche:  abbiamo due raccolte diversamente apocrife, Diario postumo e La casa di Olgiate , che è apocrifa per la struttura: criterio cronologico, ma discutibile, come osserva Niccolò Scaffai;  il caso di EM permette di parlare del rapporto volontà autore - curatori. Ricadute editoriali del problema ovviamente sono enormi.

Edizioni sul web, un web per le edizioni

Siamo di fronte a un momento storico di ridefinizione della comunicazione. Raffaele Simone, nel 2000, aveva parlato di una Terza Fase, che comporta perdita centralità della struttura stessa. Per capirla meglio e gettare le basi della filologia del 2000, serve recuperare una prospettiva storicistica.  nuovi devices sul mercato (loro struttura e loro rapporto con la forma cartacea del libro);

 nuovo rapporto tra autore, testo e lettore → tutto può diventare testo se esiste un lettore che lo interpreta: sia lettore che testo sono potenziati dal supporto originale. 2012: Guggenheim Museum di NY: Apple presenta la versione 2 dell’app iBooks per iPad, per la nuova generazione di libri digitali che verranno (in India già sono) adottati a scuola. Sono libri perfettamente sottolineabili e annotabili. Potranno essere messi in commercio solo nell’iBooks Store, unica piattaforma autorizzata alla vendita. Inoltre non sono visualizzabili con sistemi operativi non Apple → evidenti interessi commerciali! Comunque ora abbiamo testi fluidi, immagini, video, suoni, ipertesti. Ma di rado gli ipertesti hanno tratto pieno vantaggio dalle potenzialità del nuovo mezzo. Fanno eccezione esperienze di area anglosassone come i digital storytelling , ovvero brevi storie che uniscono testo, immagini e suono.  problema dello statuto dell’affidabilità dei testi : fonti? spesso non dichiarate ( Promessi Sposi ), a volte se dichiarate non esistono o sono sbagliate ( Decameron ) Negli ultimi 15 anni, da LIZ (Letteratura Italiana Zanichelli) abbiamo costruito un patrimonio letterario digitale tra i più grandi al mondo. Abbiamo anche siti importanti come quello di http://www.bibliotecaitaliana.it/, ma ora questo lavoro va messo a frutto. Come definire attendibilità di un testo digitale? 2003 decalogo di J.B. Fogg, Persuasive Technology Lab della Stanford University:

  1. verificabilità delle fonti;
  2. autorevolezza dell’istituzione;
  3. autorevolezza del curatore;
  4. esplicitazione del curatore;
  5. possibilità di interazione con il curatore;
  6. layout scientifico;
  7. facilità di fruizione dell’edizione scientifica;
  8. aggiornamento dei dati e revisione scientifica del testo;
  9. limitazione delle interferenze commerciali;
  10. scientificità dell’edizione. Ma ciò è OK per testo tradizionale. Noi abbiamo di fronte un nuovo tipo di testualità. Peter Shillinsburg , From Gutenberg to Googleteoria editoriale dei testi in rete → accanto a una nuova figura di letterato, esperto di informatica umanistica, deve rafforzarsi la vecchia figura di editore dei testi: per costruire un testo elettronico da uno ms o a stampa, servono tante competenze specifiche filologiche per evitare «misleading texts», anche perché i testi includono tutta la loro vicenda genetica, editoriale e ricettiva. Col digitale dunque il testo deve essere trattato con la sua complessità e stratificazione. Bisogna creare un ambiente/una piattaforma elettronica che possa provvedere le necessità di uno scientifico archivio editoriale elettronico (spiegare progettazione, genesi, pubblicazione ed evoluzione del testo). Oltre a ciò, c’è la dimensione comunicativa del testo di cui rendere conto. Solo ampliando così il concetto di testo si può fondare una scienza editoriale dei testi elettronici. Serve però dunque anche una teoria della scrittura che tenga conto di tutti questi fattori → la teoria dello script act , in analogia con quella degli atti linguistici, si basa su:  concezione multipla dell’opera letteraria;  consapevolezza che per ogni testo ci sono specifici atti di scrittura del passato;  necessità di comprendere processi spaziali e temporali che di volta in volta investono specifici atti di scrittura e lettura di parole, frasi, scene. Si può aggiungere all’analisi di Shillinsburg che tale percorso non è costituito da fatti storici di uguale importanza, ma da prima/dopo/rapporti causa-effetto. Per S. tale prospettiva può far individuare e utilizzare le informazioni per ricostruire il non detto del testo. Edizione elettronica ideale no archivio di testi ma ambiente digitale che presenti contesto in cui il testo nasce e si

 Gadda apporta sul testo 2 serie successive di correzioni  rappresentate variante per variante ed evidenziate in grigio (prima serie correttoria): cliccando sul testo si apre nuova pagina con la variante + colore azzurro (seconda serie correttoria, fascia evolutiva) + colore marrone (note a matita rossa)  testo trascritto con criteri conservativi  dimensione storica e approccio filologico Vantaggi della digital documentary edition : spazio illimitato, marcatori cromatici, continuo confronto testo critico - autografo e tra redazioni varie.  sezione Archivio: catalogazione online degli archivi gaddiani (Archivio Bonsanti, Archivio Liberati, Archivio Garzanti) → superamento della dislocazione fisica Queste sezioni sono riservate al gruppo di ricerca per motivi di copyright. Globalizzazione culturale → nuove domande → dobbiamo uscire dall’isolamento in cui sono chiuse le discipline umanistiche. Gli studenti a livello culturale non sono per niente omogenei: genitori diversi, analfabetismo di ritorno… La filologia però può offrire delle chiavi di lettura del presente, perché considera i dati in relazione tra loro e indagare statuto, tradizione e affidabilità dei testi vuol dire inserire il dato quotidiano su cui si lavora nel quadro generale, storico, culturale e sociologico e farlo integrare a tutti i livelli con le altre discipline. Securing the past , Paul Eggert → centralità dei textual studies e del concetto di “restauro” («restoration»). Per lui l’elemento unificante tra arte, architettura e letteratura è il soggetto, che entra in relazione con l’opera stessa non già come fruitore ma come mediatore culturale e custode della storicità dell’opera. Chi si occupa del restauro del testo partecipa alla vita dinamica dell’opera d’arte. → ridefinizione dei concetti di opera d’arte e di intenzione d’autore ( authorial intention )  Shillinsburg, agency → agentività è esercitata da autore, curatore, restauratore e (in modo diverso) fattore tempo: «texts are never simple texts» → intero contesto storico-culturale e valorizzazione di «who said what, to whom, where, and in what context» ↓ VERA SCIENZA EDITORIALE DEI TESTI ELETTRONICI Il lettore ha un ruolo chiave, come anche il curatore per ogni stadio del ciclo vitale di un’opera. Non si tratta di riconquistare una consapevolezza perduta, ma di riappropriarsi di strumenti che possono essere utili nella comprensione dei cambiamenti nella produzione e comunicazione dei testi progettati e scritti su supporto digitale.  variabilità temporale costitutiva  il soggetto produttore ne può modificare i contenuti quando e come vuole  testi autoproducibili, no mediazione culturale  escalation qualitativa  deregulation quantitativa  web: archivio di contenitori spesso privi di contenuti  allargamento della fruizione culturale  abbassamento della qualità dei prodotti  democratizzazione del lavoro culturale  ebook → aspetti culturali e commerciali Ok conservazione della memoria, ma non basta: bisogna collegare dati archiviati e interpretazione.