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scienze educazione ambientale riassunto
Tipologia: Appunti
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L’educazione allo sviluppo sostenibile diventa oggi un obiettivo per il presente e per il futuro. La parola sostenibile significa dire e parlare di risorse che possono essere umane o materiali. Quindi sostenibile significa utilizzare le risorse ma in parte per lasciare un’altra parte di risorse alle future generazioni. Infatti una società sostenibile è una società che pensa alle generazioni future. Affinché ci sia un’educazione allo sviluppo sostenibile è necessario un profondo cambio di mentalità che coinvolga le istituzioni, le imprese e le singole persone. E questa nuova consapevolezza non può che iniziare dalle scuole e dagli studenti di tutte le età. Infatti oggi oltre che parlare di “nativi digitali” parliamo di “nativi ambientali”. I percorsi didattici: contenuti, approcci e metodologia I processi educativi innescati devono partire dalla capacità di immaginare il futuro per poter quindi contribuire a costruirlo. In tal senso apprendere non consiste più nel conoscere il passato per mutuare esperienze, ma nel sapersi proiettare nel futuro, prevedendo diversi scenari possibili per poterne scegliere uno e definire le azioni necessarie per renderlo realizzabile. Riguardo alle forme in cui l’educazione allo sviluppo sostenibile potrà essere declinata c’è da considerare che questa riguarda diverse sfere dell’apprendimento complessivo dell’individuo e quindi può essere intesa come:
dice che è più rara dell’oro. Il nostro pianeta è l’unico ad avere l’acqua nelle 3 forme cioè solida, liquida e gassoso ed è stato questo che ha permesso la vita sulla terra. Gli uomini hanno bisogno dell’acqua per tutte le attività e non solo per bere o per lavarsi e dall’acqua dipendono tutti gli esseri viventi. L’acqua è costituita da migliaia di molecole e queste molecole hanno formula chimica H2O, l’ossigeno va a formare un legame covalente con ciascuno dei 2 atomi di idrogeno e questo stato liquido esiste grazie alle forze di attrazione chiamate LEGAME A IDROGENO, legami che tengono uniti le varie molecole. La molecola dell’acqua si definisce come una molecola fortemente dipolare perché gli elettroni di legame, quelli che vengono messi in comune tra i vari atomi tendono a stare più vicini all’ossigeno e gli conferiscono in quella regione una carica elettrica negativa abbastanza stabile, mentre gli atomi di idrogeno che si trovano in quella zona ad avere una carica positiva piuttosto stabile. L’acqua è un forte solvente proprio per questa caratteristica di essere un dipolo per cui l’acqua riesce a scardinare legami elettrici che tengono uniti gli atomi delle altre sostanze. L’acqua quindi ha un’elevata costante di elettrica ed è per questo che un grumo di sale si scioglie se viene messo nell’acqua. Le capacità solventi dell’acqua hanno un ruolo biologico decisivo nel senso che qualunque reazione della cellula avviene proprio nell’acqua. L’acqua è però anche un lubrificante e un reagente quindi funziona in tutte le reazioni chimiche che avvengono nella cellula. La maggior parte delle reazioni che avvengono nella cellula sono di idrolisi cioè l’acqua provoca delle scissioni e reazioni di ossido riduzione. Tra le tante reazioni di scissione ricordiamo la digestione degli alimenti o la scissione dei disaccaridi. L’acqua ha anche un’elevata tensione superficiale determinata da queste forti interazioni intermolecolari dovute ai legami idrogeno. Proprio per questa tensione superficiale una goccia d’acqua messa su un piano rimane perfettamente sferica. Questi forti legami a idrogeno permettono all’acqua di risalire in tubi strettissimi e a muoversi in questi tubi sottilissimi ed ecco che la CAPILLARITA’ è generata dalle forze di coesione e di adesione ed è grazie a questa proprietà che ad esempio le piante riescono attraverso le radici ad assorbire l’acqua e a farla risalire fino alle foglie, la stessa cosa avviene negli animali in cui il sangue grazie alla capillarità riesce ad arrivare fino ai capillari più sottili. Gli organismi viventi per abbassare la tensione superficiale della producono alcuni tensioattivi (ad esempio il sapone nell’acqua rompe la tensione superficiale). L’acqua la possiamo trovare in tre Stati:
natura l’acqua compie un ciclo continuo che consiste nello scambio di acqua tra l’atmosfera, il suolo, le acque di superficie, le acque profonde e gli esseri viventi. La maggior parte dell’acqua presente sul nostro pianeta è salata e amara perché in essa sono disciolti molti sali. Da evidenziare il ruolo del mare rispetto al clima poiché è considerato il più importante termostato del pianeta, fondamentale per l’equilibrio ecologico del pianeta e per la vita dell’uomo. Infatti il mare attenua gli sbalzi di temperatura diurni/notturni e stagionali, mantenendo così la temperatura dell’aria entro valori tollerabili per gli organismi viventi. Le sostanze inquinanti contaminano in misura crescente sia le acque continentali sia quelle marine, producendo effetti dannosi alla flora e alla fauna, con gravi pericoli anche per l’uomo. Tali effetti non restano localizzati nelle zona di scarico, ma si fanno sentire spesso anche a notevoli distanze. Gli scarichi domestici e industriali, le colture agricole, le cave e le discariche sono le principali fonti di inquinamento. Gli agglomerati urbani utilizzano ingenti quantità di acque che vengono scaricate senza nessun trattamento di depurazione nei fiumi, dei torrenti, nei laghi. Anche l’industria impiega notevoli quantità d’acqua e può essere causa di inquinamento delle acque fluviali. L’eccesso di fertilizzanti e pesticidi nelle attività agricole si fa risentire anche sugli acquiferi, che in parecchi casi denotano un’elevata concentrazione di composti azotati che non possono essere utilizzati direttamente per scopi potabili. Negli ultimi decenni le variazioni climatiche hanno fortemente modificato l’andamento delle precipitazioni innescando fenomeni di vera e propria “desertificazione”. L’inquinamento da petrolio rappresenta una tra le forme più gravi di contaminazione dell’ambiente marino ed è purtroppo un fenomeno molto frequente. Tutelare le acque e il mare significa tutelare la biodiversità, ridurre l’inquinamento, ridurre i rifiuti. PERCORSO 2 TUTELA DELLA BIODIVERSITA’: FLORA E FAUNA Ecosistema e Biodiversità Lo studio dell’ambiente non può essere separato dalla struttura e dal funzionamento degli ecosistemi, nonché di alcuni suoi valori come la biodiversità. La comprensione delle relazioni funzionali tra le componenti biotiche e abiotiche dell’ambiente può essere realizzata combinando varie conoscenze poiché ormai vengono riconosciute diverse discipline quali l’ecologia, la botanica, la zoologia, la geomorfologia. L’ecologia studia le relazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente. Quindi si occupa delle reazioni e comportamenti tra le varie comunità viventi e l’ambiente. Gli organismi che possiamo trovare in un ambiente sono dunque:
Piante Sono state date alcune definizioni diverse di biodiversità (intesa come diversità biologia, diversità della vita) e tra queste abbiamo:
1) rendere efficiente la ripartizione delle risorse alimentari in un determinato ecosistema; 2) la biodiversità permette all’ecosistema di resistere ai cambiamenti, più la biodiversità è bassa più una perturbazione si ripercuote su quell’ecosistema quindi è più facile che quell’ecosistema scompaia; 3) la biodiversità garantisce la resilienza, cioè la resistenza ai cambiamenti; Esistono anche 3 livelli di biodiversità che sono: 1) diversità genetica; 2) diversità delle specie; 3) diversità degli ecosistemi. La diversità genetica sono le differenze presenti tra gli individui di una stessa popolazione (es. colore di pelle, degli occhi) quindi si esprime a livello genico. Perché le piccole differenze fra individui della stessa specie sono importanti? Perché su di esse si fonda la possibilità delle specie di far fronte ad eventuali bruschi cambiamenti delle condizioni ambientali. La diversità genetica è il patrimonio di geni presente in ogni cellula e che compongono i caratteri ereditari di ogni organismo. Fu Mendel a scoprire che i geni sono entità singole che si trasmettono dai genitori ai figli. Il DNA (acido desossiribonucleico) sono acidi nucleici e quindi lunghe molecole organiche costituite da 4 diversi nucleotidi che sono adenina, citosina, guanina e timina che sono le base azotate. I filamenti del DNA si associano a due a due attraverso legami a idrogeno cioè timina con adenina e guanina con citosina. Il DNA fu scoperto da Miescher nel 1869, mentre nel 1953 venne ipotizzato che i 2 filamenti del DNA sono disposti a doppia elica. I geni servono per costruire le proteine, le proteine infatti determinano il fenotipo cioè le caratteristiche che noi osserviamo in una persona. La varianza del DNA è definito come POLIMORFISMO. Perché i geni sono diversi e perché a volte il DNA subisce mutazioni? Le mutazioni sono cambiamenti che si verificano improvvisamente in un gene, modificando la sequenza del DNA. Le mutazioni genetiche, che sono rare, sono determinate da alcuni agenti mutageni come:
7. l’agricoltura intensiva comporta il sacrificio di migliaia di ettari di aree umide, attraverso interventi di bonifica 8. La non regolata captazione delle acque di falda per l’utilizzo urbano agricolo 9. i cambiamenti climatici Per quanto riguarda la frammentazione degli habitat questa dipende dalla progressiva estensione dell’habitat umano: infrastrutture abitative, insediamenti industriali e reti viarie. A causa della frammentazione del prelievo di legno come risorsa, la foresta tropicale scompare ad un ritmo che va dallo 0,8% al 2% per anno e insieme ad essa vengono perse le specie che abitano. Wilson dice che vi è una distinzione annuale di circa 27.000 specie ovvero una ogni 20 minuti. L’introduzione di specie esotiche (alloctone come zanzara tigre, punteruolo rosso) a scopo commerciale o ricreativo, nell’ambiente naturale, incide sulla conservazione delle specie endemiche cioè del posto (ad esempio la betulla bianca dell’Etna) degradando inoltre gli habitat I valori e i benefici della biodiversità sono: socio economico -> molte specie forniscono cibo di spezie e altri prodotti per l’uomo benefici per il potenziale evolutivo -> La diversità genetica è la base per la futura evoluzione naturale ed anche per quella agnonimica e zootecnica valore scientifico naturalistico -> gli ecosistemi naturali sono i musei e i laboratori per studiare la terra valore culturale ed estetico -> i paesaggi naturali e le loro specie selvatiche svolgono numerose funzioni culturali oltre che ricreative valore etico -> gli uomini sono responsabili e custodi dell’ambiente naturale benefici per il futuro -> la vita sulla Terra dipende dall’integrità degli ecosistemi ed al mantenimento del loro equilibrio LE NORME PER LA CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA’: le minacce che incombono a causa dell’uomo sulla sopravvivenza di molti habitat naturali, rendono piuttosto urgente lo sviluppo di procedure per garantire adeguate metodologie con semplice applicazione pratica, idonee a valutare e monitorare in termini quantitativi la risorsa naturale della diversità biologica. il 5 giugno 1992 venne firmata la “Convenzione di Rio de Janeiro” cioè il primo traguardo
per la biodiversità a scala mondiale. La normativa sull’ambiente si è diretta verso la conservazione della biodiversità e la considerazione del valore ambientale come elemento essenziale per la destinazione d’uso del territorio. È stata ratificata anche in Italia con la legge n° 124 del 14 febbraio 1994. CONSERVAZIONE DELLE PIANTE SPONTANEE: le piante spontanee costituiscono delle riserve genetiche per ogni tipo di materiale di origine vegetale: piante alimentari, fibre tessili, prodotti farmaceutici. In agricoltura, il 75% del sostentamento alimentare dell’umanità è fornito dalle piante agricole: riso, mais, frumento, orzo, miglio, patata, manioca, canna da zucchero, soia. Nei paesi in via di sviluppo economico il 46% del sostentamento è dato da numerose piante agricole tradizionali adattate ai climi locali. I paesi poveri sono detentori della fonte principale di germoplasma vegetale necessario al miglioramento dei raccolti. CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA’
l’ossigeno. Da qui si iniziò ad avere la vita (non a caso durante la fotosintesi viene scartato l’ossigeno che è importante per la nostra sopravvivenza). Un fenomeno che ha caratterizzato l’evoluzione è stata la deriva dei continenti ovvero quello spostamento delle enormi masse di terra emersa sul pianeta che continuerà a far cambiare fisionomia al nostro pianeta fino ad oggi. Tutti i continenti inizialmente erano uniti a formare un’unica terra chiamata Pangea. I batteri e le alghe si danno molto da fare per la produzione di ossigeno. In seguito si inizieranno a formare le catene montuose prodotte dallo scontro delle regioni della crosta terrestre che si muovono grazie alle forze che provengono dal mantello. L’atmosfera viene suddivisa in 4 strati chiamati sfere in base all’andamento della temperatura con la quota. Distinguiamo: la troposfera (da 0 a 10 km): la temperatura diminuisce con la quota La stratosfera (da 10 a 50 km): la temperatura aumenta con la quota La mesosfera (da 50 a 80 km): la temperatura diminuisce con la quota La termo sfera (da 80 a 100 km): la temperatura aumenta con la quota Le prime piante nascono 400 milioni di anni fa. Tra 355 295 milioni di anni fa comparvero invece le prime foreste di felci e conifere. Le felci iniziarono a sviluppare le foglie che presentavano apparati respiratori molto complessi, gli stomi. Qual è il vantaggio delle piante nell’avere le foglie?
1. OMBREGGIAMENTO: cioè alla base degli alberi portano un microclima più fresco, quindi le foglie riparano dalla radiazione solare; 2. AZIONE UMIDIFICATRICE: attraverso la liberazione di acqua, sottoforma di rugiada, brina e questo diventa importante per la risorsa idrica nel caso in cui vi è siccità. Il fatto che vi erano grandi foreste portò ad avere maggiore ossigeno. Infatti proprio per questo gli animali erano di dimensioni grandissime.
140 milioni di anni fa c’era poca biodiversità infatti esistevano maggiormente conifere e felci. Elizabeth Zimmer affermò che per una malformazione di una pianta essa si riprodusse per caso tramite un metodo diverso. Il tutto iniziò a causa di una mutazione genetica quando comparirono le prime foglioline bianche anziché verdi. Ed ecco che comparvero le prime angiosperme ovvero le piante a fiore. Mentre le felci affidavano la riproduzione all’acqua, le conifere l’affidavano al vento. Invece con queste nuove piante viene sperimentato che affidano la loro riproduzione agli insetti. 65 milioni di anni fa ci fu l’estinzione dei dinosauri e prendono il sopravvento i mammiferi che vanno a colonizzare tutti gli ambienti. Sono state ipotizzate varie teorie sulla scomparsa dei dinosauri:
L’atomo è la parte più piccola della materia. Esso è costituito da elettroni che si muovono attorno a un nucleo composto da protoni e neutroni; nel nucleo è quasi concentrata del tutto la massa dell’atomo. Il numero di protoni di un atomo corrisponde al numero atomico, mentre la somma tra numero di protoni e numero di neutroni corrisponde al numero di massa. Gli elettroni esterni al nucleo sono numericamente uguali al numero di protoni. La “colla” che tiene uniti gli atomi sono gli elettroni periferici che interagiscono con gli altri elettroni. L’elettronegatività è definita come la tendenza di un atomo di attrarre a sé gli elettroni di legame. La valenza è la capacità del singolo atomo di stabilire dei legami. Distinguiamo tra i legami: