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Una panoramica dettagliata sulla redazione del bilancio aziendale, inclusi i principi contabili da tenere in considerazione, la struttura del conto economico, la nota integrativa e il rendiconto finanziario. Vengono inoltre spiegate le voci del bilancio, come i costi della produzione, i proventi ed oneri finanziari e il patrimonio netto.
Tipologia: Sintesi del corso
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Il bilancio d’esercizio, o di funzionamento, è il documento atto a determinare la formazione del risultato economico d’esercizio e del capitale di funzionamento di una società o di un ente. Deve essere redatto con chiarezza e rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione finanziaria, economica e patrimoniale della società alla chiusura dell’esercizio. Nella redazione del bilancio bisogna tener conto di principi contabili come la prudenza , cioè non si devono contabilizzare utili non realizzati; la competenza , quindi costi e ricavi devono essere imputati all'esercizio in cui vengono sostenuti e conseguiti; la continuità nella gestione , pertanto ogni cespite patrimoniale deve essere valutato per il contributo che offre alla continuità del processo aziendale. Vi deve essere una prevalenza della sostanza rispetto alla forma ; una separata valutazione degli elementi patrimoniali senza l’utilizzo di poste al fine di favorire la comprensione del bilancio del bilancio; una continuità nell’applicazione dei principi di valutazione per permettere una comparabilità temporale e spaziale del bilancio. Il bilancio ha una funzione informativa nei confronti di un insieme eterogeneo di soggetti, gli stakeholders, sia interni che esterni alla società (soci, amministratori, dipendenti, clienti, fornitori, banche, finanziatori, fisco ecc.), ovvero tutti coloro che hanno un interesse nei confronti dell’azienda stessa. Inoltre è uno strumento utile per assumere decisioni strategiche. Sono tenuti alla presentazione del bilancio d’esercizio tutte le società di capitali e quelle cooperative, gli enti pubblici, gli enti creditizi e finanziari, le compagnie assicurative. Il bilancio ordinario è costituito dai seguenti documenti: conto economico, stato patrimoniale, nota integrativa e rendiconto finanziario; ed allegato allo stesso vi è la relazione sulla gestione, redatta dagli amministratori, che contiene un’analisi fedele ed equilibrata sulla situazione della società e del risultato della gestione. Coloro che redigono il bilancio abbreviato sono esonerati dalla presentazione del rendiconto e della relazione sulla gestione, ma parte delle informazioni obbligatorie contenute in quest’ultima debbono essere presenti nella nota integrativa. Il bilancio che viene pubblicato, segue un iter formativo previsto dal codice civile, per garantire la trasparenza e l'attendibilità delle informazioni. La redazione del progetto di bilancio spetta all’organo amministrativo, il quale lo predispone secondo la formulazione prevista dall’art. 2423 e seguenti del codice civile; stabilisce la data per la sua approvazione, già prevista all’interno dello statuto societario, e che non può superare i 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, eccetto alcuni casi (come le società che redigono il bilancio consolidato) dove il termine può essere prorogato a 180 giorni. L’iter prevede che gli amministratori comunichino il progetto di bilancio al collegio sindacale, che l’organo di controllo interno alla società e ai revisori, ovvero l’organo di controllo esterno, almeno 30 giorni prima dell’assemblea. Il collegio sindacale, che vigila sull’osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento, effettua le opportune verifiche sul bilancio presentato e redige la propria relazione suggerendo all’assemblea di approvare o meno, o apportare modifiche al bilancio. I revisori legali che hanno il compito di vigilare sulla regolare tenuta della contabilità e corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili nel corso dell’esercizio, effettuano invece un controllo sull’attendibilità del bilancio, e rilasciano anch’essi una relazione contenente un giudizio sullo stesso, eventuali incertezze significative, specificando chiaramente i motivi di possibili giudizi negativi. La funzione di controllo contabile può essere svolta anche da una società di revisione, nel caso di società quotate in Borsa. Successivamente il progetto di bilancio congiuntamente alle relazioni del collegio sindacale e dei revisori è depositato presso la sede sociale almeno 15 giorni prima della convocazione dell’assemblea, per dar modo ai soci di poter visionare e comprendere il contenuto del bilancio. L’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio è convocata con un avviso contenente luogo, data e materie da trattare. La disciplina sulla convocazione dell’assemblea e sui quorum per l’approvazione del bilancio stesso differisce a seconda del tipo di società (S.p.A., S.r.l. ecc.). Una volta che il bilancio è approvato viene redatto un verbale delle delibere assembleari ad opera del Presidente e del Segretario. Infine il bilancio approvato insieme alla relazione sulla gestione (se prevista), le relazioni del Collegio sindacale e dei revisori legali e al verbale di approvazione assembleare del bilancio viene depositato entro 30 giorni presso il Registro delle Imprese codificandolo nel linguaggio informato XBRL, che permette una più facile elaborazione ai fini dell’analisi di bilancio.
La nota integrativa è costituita da oltre 22 commi e tutte le informazioni sono rappresentate secondo l’ordine degli schemi di stato patrimoniale. Al suo interno vengono descritte anche le informazioni relative al valore equo (fair value) degli strumenti finanziari, eventuali variazioni dei criteri di valutazione; altri elementi importanti sono il principio della chiarezza del bilancio, il principio della comprensibilità e il principio della comparabilità nel tempo dei valori di bilancio. Inoltre ha altri obblighi informativi tra cui quelli che riguardano: i principi generali che regolano la redazione del bilancio; operazioni straordinarie, quali la liquidazione e la fusione; la tipologia di attività esercitata; eventuali modifiche dei criteri e dei coefficienti applicati nel processo di ammortamento delle immobilizzazioni, materiali e immateriali; le ragioni che hanno portato ad ammortizzare sistematicamente l’avviamento in un periodo superiore a cinque anni; l’eventuale differenza, solo se apprezzabile e da dettagliare per categorie di beni, che scaturisce dalla valutazione dei beni fungibili calcolata con il metodo del costo medio ponderato, con il metodo FIFO o LIFO rispetto ad una valutazione a costi correnti alla chiusura dell’esercizio; le società sottoposte all’altrui attività di direzione e coordinamento devono riportare in un’apposita sezione della nota integrativa un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell’ultimo bilancio della società o dell’ente che la esercita su di essa. RENDICONTO FINANZIARIO Il rendiconto finanziario è uno dei prospetti da allegare al bilancio d'esercizio, il D.lgs. 139/2015 lo ha reso obbligatorio. L’obbligo vale per tutte le società che redigono il bilancio in forma ordinaria, mentre sono escluse dal presentare il rendiconto finanziario le micro-imprese e le società che optano per il bilancio abbreviato. Ha lo scopo di chiarire la situazione finanziaria, ovvero sulle modalità di reperimento (fonti) e di utilizzo (impieghi) delle risorse finanziarie dell’impresa in riferimento ad un determinato periodo, permette quindi di comprendere il fabbisogno finanziario dell’esercizio in corso rispetto al precedente. La sua funziona informativa integra quella degli altri due prospetti del bilancio d’esercizio, ovvero il conto economico e lo stato patrimoniale. Il rendiconto finanziario consente la comprensione delle cause che vanno ad intaccare: la liquidità , ovvero la giacenza di denaro nei conti correnti e in cassa; il capitale circolante netto , dato dalla differenza tra attività e passività corrente. Pertanto il rendiconto finanziario consente di indagare le cause che hanno causato cambiamenti nella situazione patrimoniale dell’impresa. Lo scopo finale del prospetto è di dipingere un quadro della situazione, che include operazioni effettuate, provenienza ed utilizzo dei fondi, fabbisogno finanziario. Ciò fornisce informazioni chiave sulla solidità finanziaria di un’azienda e di assumere decisioni oculate su eventuali investimenti da effettuare. Come accennato, il rendiconto include i flussi finanziari in entrata ed uscita nell’esercizio. Questi possono essere distinti in tre categorie: attività operativa , che contiene i flussi derivanti dall’attività ordinaria dell’azienda (vendita di beni e servizi, pagamenti di imposte, fornitori, dipendenti, affitti); attività di investimento , contiene voci relative ad investimenti e disinvestimenti su immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie (macchinari, brevetti, impianti); attività di finanziamento , contiene i flussi relativi a finanziamenti ottenuti da soci o alti soggetti, dividendi, rimborsi di prestiti effettuati dalla società. Sommando questi tre flussi si evidenzia la variazione netta, incremento o decremento, delle disponibilità liquida, determinando il flusso finanziario netto dell’azienda. Il rendiconto finanziario ha una struttura di natura scalare e può essere determinato in due modi, attraverso: il metodo indiretto , ovvero rettificando l’utile o la perdita d’esercizio riportato nel conto economico; il metodo diretto , evidenziando i flussi finanziari. La differenza tra i due metodi riguarda sostanzialmente il calcolo dei flussi dell’attività operativa: con il metodo diretto si indicano gli incassi e i pagamenti correlati alla gestione operativa mentre con il metodo indiretto si parte dall’Utile di esercizio, per poi procedere con una serie di rettifiche, al fine di depurare i flussi dell’attività operativa da tutti i flussi prodotti dall’attività finanziaria e di investimento quindi da operazioni che non hanno avuto un impatto monetario nella gestione. Nel metodo indiretto , si parte dall’area A, con l’utile di esercizio del flusso dell’attività operativa da cui si detraggono imposte, interessi, dividendi. Si ottiene così un utile prima delle imposte che viene depurato poi da operazioni quali rimanenze, crediti verso clienti, ratei e risconti, altre rettifiche. A questo si sommerà poi il flusso finanziario dell’attività di investimento (area B) e quello dell’attività di finanziamento (area C), determinando così il valore netto finanziario. Nel metodo diretto si determina direttamente il flusso dell’attività operativa contrapponendo vendite ed operazioni di pagamento; il flusso dell’attività di investimento contrapponendo i valori di investimento/ disinvestimento sulle immobilizzazioni, il flusso finanziario derivanti dall’attività di finanziamento contrapponendo mezzi di terzi e mezzi propri. L’incremento o decremento della disponibilità liquida è dato sempre dalla somma di A ±B ±C.
Lo stato patrimoniale è uno dei prospetti da allegare al bilancio d'esercizio. è un documento contabile che riporta, alla data di chiusura di bilancio, il valore dei beni e dei capitali di cui dispone un’azienda. Permette di fotografare la situazione del patrimonio aziendale a una certa data, e di capire pertanto qual è lo stato di salute dell’impresa. Lo Stato Patrimoniale è diviso in due sezioni: attivo e passivo. Le voci che compongono l’attivo sono: crediti versi soci per versamenti ancora dovuti , ovvero quei crediti che i soci devono ancora versare per la costituzione dell’azienda; immobilizzazioni sia materiali (impianti, macchinari, terreni, attrezzature), immateriali , come costi di sviluppo, ampliamento, impianto, ovvero costi pluriennali riferiti a più esercizi che vengono quindi scritti iscritti nello stato patrimoniale. Poi vi sono concessioni, licenze, marchi, diritti di brevetto, altre immobilizzazioni (es. software applicativo), immobilizzazioni in corso ed acconti (crediti che la società ha verso soggetti a cui ha affidato fornitura di un’immobilizzazione immateriale e al 31/12 non è stata ancora consegnata). Le immobilizzazioni dell’attivo dello stato Patrimoniale possono essere anche finanziarie e riguardano: le partecipazioni, ovvero le quote di capitale che si hanno in altre aziende che possono essere controllate, collegate, controllanti; i crediti finanziari verso le medesime aziende; altri titoli, come gli investimenti di medio-lungo periodo diversi da crediti e partecipazioni (es. BTP e CCT); gli strumenti finanziari derivati attivi, quindi investimenti di tipo speculativo che saranno immobilizzati per più di 12 mesi. Nell’attivo dello Stato Patrimoniale troviamo anche l’ attivo circolante , ovvero investimenti non destinati ad essere durevoli nel tempo, ma da dismettere entro 12 mesi. Dell’attivo circolante fanno parte: le rimanenze, di materie prime, sussidiarie, di consumo, merci, prodotti finiti, semilavorati e in lavorazione, e gli acconti (crediti verso terzi per la fornitura di merci); i crediti commerciali, verso clienti, imprese controllate, collegate e controllanti, crediti tributari e verso altri, imposte anticipate. Per questi crediti bisogna specificare gli importi esigibili oltre l’esercizio successivo. Fanno parte dell’attivo circolante anche le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni, quindi partecipazioni in imprese controllate, collegate e controllanti e altre con finalità speculative, strumenti finanziari derivati attivi di breve periodo, altri titoli (es. i BOT). Infine fa parte dell’attivo circolante anche la disponibilità liquida, ovvero i depositi bancari e postali, assegni, denaro e valori in cassa. L’ultima voce che compone l’attivo dello Stato Patrimoniale sono i ratei e risconti attivi. I ratei attivi misurano quote di proventi di competenza dell’esercizio in corso, che avranno manifestazione finanziaria in esercizi successivi; mentre i risconti attivi sono quote di costi che hanno avuto una manifestazione finanziaria nell’esercizio in corso, ma sono di competenza di uno o più esercizi successivi. Le voci che compongono il passivo dello stato patrimoniale sono: il patrimonio netto , contenente il capitale sociale versato dai soci dell’azienda, le riserve legali, statutarie, per copertura dei flussi finanziari attesi, altre riserve (es. riserve straordinarie per far fronte ad eventuali crisi aziendali), le riserve da sovrapprezzo delle azioni attivate agli aumenti di capitale, le riserve di rivalutazione economica per beni dell’attivo dello stato patrimoniale a cui viene riconosciuto un valore maggiore, le riserve di rivalutazione monetaria, per recuperare il valore perso da alcune immobilizzazioni a causa dell’inflazione. Poi vi sono gli utili o le perdite dell’esercizio in corso o di precedenti esercizi “trasportati” poiché non è stata individuata la loro destinazione o copertura. Altra voce del passivo dello stato patrimoniale sono i fondi per rischi ed oneri che include i fondi per trattamenti previdenziali integrativi previsti in azienda o da contratti collettivi, le imposte, gli strumenti finanziari derivati passivi, altri fondi (es. per manutenzioni cicliche). La voce C dello stato patrimoniale passivo riguarda il TFR, ovvero il trattamento di fine rapporto, quindi gli stanziamenti che l’azienda opera a favore dei dipendenti che devono essere liquidati agli stessi al termine della cessazione del rapporto di lavoro subordinato. La voce successiva dello stato patrimoniale riguarda i debiti , che possono essere di natura finanziaria (verso banche, soci, altri finanziatori, obbligazioni), di natura commerciale (verso fornitori, acconti, titoli di credito), di natura commerciale o finanziaria (debiti verso imprese controllate, collegate e controllanti, debiti tributari o verso istituti di previdenza ed altri debiti). L’ultima voce dello Stato patrimoniale passivo riguarda ratei e risconti passivi. I ratei passivi misurano quote di costi di competenza dell’esercizio in corso, che avranno manifestazione finanziaria in esercizi successivi; mentre i risconti attivi sono quote di ricavi che hanno avuto una manifestazione finanziaria nell’esercizio in corso, ma sono di competenza di uno o più esercizi successivi.