Scarica La Protezione dei Dati Personali: Proprietà, Conservazione, e Trattamento e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Controllo digitale solo su Docsity!
Elementi di diritto digitale (Marisa Marraffino)
Prova finale: workshop di gruppo, nel quale la prof considera elementi come presentazione, esposizione orale, coesione del gruppo. Cercare di essere creativi e intraprendenti, la professoressa premia originalità e creatività. Intervenire a lezione, intraprendenza Lezione 1 (19/10/99) Social network e normative di riferimento Aspetti giuridici e suggerimenti operativi Utenti scritti su Facebook sapere quanti sono è importante perché quello che scrivo è pubblico potrebbe essere visto da 35 milioni di persone in Italia e 3 miliardi nel mondo (utenti Facebook). Tutto quello che scriviamo possono avere ripercussioni sull’azienda per cui lavoriamo ecc.. Per conoscere la responsabilità esatta dobbiamo conoscere il contratto che firmo quando ci iscriviamo nei social. Quando mi iscrivo, firmo anche un contratto. Il contrario di meta la proprietà dei dati rimane dell’utente però gli è permesso usare i miei dati ad esempio per il Marketing, finalità commerciali la ricchezza dei social, possono cedere i miei dati a terzi per delle pubblicità. Essere proprietari ci rende responsabili, quando scrivo qualcosa sui social sono responsabile di quello, gli altri possono fare delle azioni su quel contento come i like. I social sono un luogo aperto al pubblico. Es una molestia sui social è come una molestia in un luogo pubblico o privato e viene punito uguale. La diffamazione per esempio è uno dei reati maggiori sui social. Accesso abusivo ad un sistema informatico, noi che lavoriamo nella comunicazione possiamo fare questo errore, saremo autorizzati ad accedere a dei servizi che sono di influenze o aziende, noi avremo quelle password, se ce ne andiamo da quella azienda e cambiamo abbiamo ad esempio bisogno di dati che ora non abbiamo ma avveravamo nel vecchio database, non possiamo rientrare nel database vecchio sarebbe reato. Per il reato di diffamazione aggravata chi scrive la diffamazione lo ha commesso, il responsabile di una bacheca ad esempio potrebbe avere il concorso di persona nel reato può essere anche morale, persino chi mette like ad un contenuto diffamatorio potrebbe essere querelato. Bisogna informare il titolare della bacheca del contenuto, se lui non lo toglie anche dopo essere avvisto ha una responsabilità, importante se viene citato o no il nome del soggetto diffamato, ovvero importante capire se nel testo diffamatorio viene riconosciuto il soggetto diffamato. I reati possono essere Querela o di ufficio. Penale: Civile: consente di far rimuovere il contenuto e un risarcimento danni se non viene rimosso. Se cado in un ristorante e mangio male e lo commento con una critica posso ma se lo insulto qua cado nel reato. Quando moderiamo una pagina social devo assicurarmi che le recensioni e i commenti devono essere controllate. Es se una testata online è registrato al tribunale ne risponde anche il titolare.
Diritto di cronaca La reputazione è un concetto giuridico ecco perché la diffamazione è reato. La notizia dev’essere essenziale e bisogna vedere la verità e la validità della notizia. verità putativa ovvero la validità delle fonti. essenzialità della notizia ad esempio magari non è essenziale che in tribunale io debba citare il vero nome di una persona anche se è stata assolta. Ad esempio esiste il diritto all’oblio ovvero dopo 5 anni ad esempio googolò dovrebbe toglie i vostri nomi da un processo o da una citazione. Il dolo eventuale ovvero accettare che un articolo possa essere diffamatorio. Facebook Facebook: 35mln Italia, 2,9mld mondo. I social network possono essere definiti un servizio della società di informazione ai sensi dell’art. 1 par. direttiva 98/48 CE. Qualsiasi cosa che si scrive sui social network è pubblica e potenzialmente può avere molte ripercussioni, stare attenti. Per conoscere i soggetti che hanno responsabilità diretta sui social, bisogna conoscere anche i contratti che sottoscrivono, al momento dell’iscrizione può essere considerato un contratto di licenza d’uso. Ogni volta che mi iscrivo a un social network, stipulo un contratto tramite flag, accettando privacy e utilizzo. Il contratto di meta prevede che io dia al social network una licenza di uso non eslcusivo dei dati. Il proprietario dei dati sono sempre io, ma do la possibilita a Facebook di utilizzare i miei dati, per esempio come profilazione e operazioni commerciali. Non esclusiva perchè Facebook può cedere a terzi i nostri dati per fini pubblicitari e accordi commerciali. Quando noi scriviamo qualcosa, essere i proprietari significa che siamo responsabili di quello che si pubblica; si risponde al contenuto scritto. Ci sono anche una serie di operazioni che altri possono fare sul mio contenuto. La giurisprudenza che noi abbiamo oggi è della cassazione, l’ultimo grado di giudizio. Alla fine essa ci ha detto che i social sono un luogo aperto al pubblico, una piazza immateriale… Dal punto di vista penale, reati comuni sono diffamazione aggravata e reati propri del mezzo internet. La tecnologia va molto più veloce della legge, perciò la legge deve sempre rincorrere la tecnologia. Sui social però la legge c’è: per quanto rigurda il reato di accesso abusivo a un sistema informatico -> nel sistema informatico, si può accedere solo tramite una password, quindi un accesso autorizzato. Un caso concreto è andare a lavorare in un altra azienda dopo tempo, ma avere password e chiavi d’accesso della azienda precedente. Se accedo a un database usando le credenziali dell’azienda precedente, si può rischiare di incappare nel reato. Facebook equivale alla stampa? A livello tecnico no. È una cosa diversa poichè se il social network fosse la stampa, nel caso di un articolo diffamatorio dovrebbe rispondere sia il produttore del contenuto che il direttore (Zuckenberg). Chi scrive il post si assume la responsabilità; ma anche il titolare della bacheca può avere responsabilità in merito.
A Milano ci sono stati i primi processi legali a Google per diffamazione. Per la prima volta si fece una querela verso i dirigenti italiani di google, responsabilità civile. Consente di rimuovere il contenuto e un risarcimento danni. Diritto di cronaca Differenza fra diffamazione social network o su giornale. Il giudice ha la mano più pesante sul giornalista piuttosto che sull’utente medio poichè il giornalista ha una maggiore responsabilità e una capacità di giudizio maggiore, si presuppone che sappia. La responsabilità è maggiore a seconda del ruolo che si ricopre. Il responsabile marketing avrà più peso del magazziniere. Nella diffamazione non conta il tempo di permanenza del contenuto. Ma nella sanzione il tempo incide molto. Nella chat privata c’è il segreto di corrispondenza. Per quanto riguarda i podcast, ce ne sono molti a sfondo giuridico. Spesso c’è un fatto di cronaca o pubblico. Come si capisce se è cronaca o diffamazione? Si parla di continenza espressiva, non dire parolacce. Di solito è facile capire quand un contenuto è diffamatorio o meno. Se sono un giornalista non posso pubblicare ogni cosa, ci deve essere un interesse pubblico. L’interesse pubblico prevede che segua il principio dell’essenzialita della notizia, e poi la verità oggettiva. Ci sono due verità a cui si può ambire. La verità oggettiva è quella con le prove a supporto. La verità accusativa scrimina il giornalista. Per il giudice basta la verità vocativa: anche se non ci sono le prove. Un giornalista può registrare le interviste legittimamente. Deve solo garantirsi che le fonti siano attendibili, se poi essi mentono lui non è responsabile. In Italia c’è il principio dell’essenzialita della notizia, il consiglio è quello di usare il classico nome di fantasia anche se la persona è stata assolta. Diritto all’oblio : il motore di ricerca può non indicizzare i contenuti pubblicati dalla persona anche se sono passati 4/5 anni. Il dolo eventuale : accettazione del rischio, per essere più veloci rispetto alla concorrenza. Come si dimostra che è reale: prova documentale, quindi agli atti. E tutto ciò che è scritto nelle sentenze. Satira e gossip sono per definizione valutativi. Per la satira è molto difficile ottenere una condanna per diffamazione La critica
- (^) la critica esprime un giudizio di valore, la cronaca no.
- (^) Onere del rispetto della verità più attenuato
- (^) Stessi criteri per la continenza e rilevanza sociale della notizia Inesattezze Se sono marginali e non incidono sul rilievo della notizia possono non essere diffamatorie, ma se sono rilevanti incidono sulla diffamazione. Studio di un caso: Nel processo in esame, discrezionalità del giudice è stata alta. Il cittadino è stato assolto perchè non era consapevole dell’errore
Errore da non fare: Non offendere nelle mail inoltrate, poichè la diffamazione è se offendi una persona in presenza di due persone oltre te. Se una mail diffamatoria viene inoltrata a almeno due persone è perseguibile. L’ingiuria, invece, è stata depennata. Obbligo di garanzia : si ha nei casi in cui rispondo per responsabilità omissiva. Ci sono dei soggetti giuridici che hanno l’obbligo di garanzia di evitare che succedono alcune cose. I social ad oggi non hanno obbligo di garanzia, penale. Esiste però il digital service act , che prevede che i social facciano dei controlli per evitare che gli utenti non facciano alcune cose. Ci si può rivolgere e segnalare alla commissione europea se per caso si vede un contenuto che non è idoneo. Questa regola vale anche per gli amministratori dei gruppi. La stessa regola vale anche per i blogger, nel caso in cui altri vengono a pubblicare sul blog cose diffamatorie. Perchè un provider può permettersi il lusso di non rispondere alle richieste di un giudice o procura? C’è un problema dell’acquisizione della prova, se essa viene spostata fuori dal territorio itaiano, è quasi impossibile reperire la prova.
- Condizione di reciprocità -> la diffamazione è illecito civile negli USA, non reato.
- Tempo di conservazione dei dati Legge Mancino: quando una diffamazione è aggravata per odio etnico e raziale, la diffamazione diventa procedibile d’ufficio. La discriminazione può essere diretta o indiretta Lezione 2. 25/10/ IL DIRITTO ALL’OBLIO 17 GENNAIO lavoro tesina. Non importa che ia un lavoro originale, portare alla luce gli elementi di diritto digitale. Il lavoro deve essere completo, sottolineando tutti gli elementi del diritto nella pubblicità. Creatività al passo col diritto, lavorare sulla capacità argomentativa. Il diritto all’oblio fa parte delle aziende e della legge, arte. 17, 21 e 22 GDPR dal 2016. Prima del 2016 ci si rifaceva al art. 2 della Costituzione. Ognuno di noi già diritto ad essere dimenticato dalla rete decorso un certo periodo di tempo. Per molti è un ambizione, qualcosa che non esiste. Ad oggi l’esempio più eclatante è ONLYFANS: esiste il diritto all’oblio in questo caso? Se il contenuto è circoscritto si può fare tanto, mentre se i video, foto ecc vanno virali è difficile intervenire. Googolando il nome dell’azienda o del ceo dell’azienda si potrebbero trovare info che si volevano cancellare Differenza fra diritto all’oblio e diffamazione : diffamazione è un contenuto diffamatorio, con mille varianti già viste. Il diritto all’oblio prevede anche che una info passata e che si vuole cancellare sia vera. Diritto all’Oblio si applica solo alle persone fisiche, non alle persone giuridiche, non si sa perchè. Si fa fatica rimuovere contenuti alle aziende rispetto alle persone. Il TU sulla privacy si applica alle persone fisiche, ma l’azienda a volte ha il nome della persona. Se
Può capitare anche che durante i periodi di assenza il datore di lavoro può chiedere di vedere la posta aziendale. Entro certi limiti i controlli del datore di lavoro sono ammessi. Le policy aziendali Documenti fatti firmare dal datore di lavoro sull’utilizzo di strumenti digitali (social, posta, siti…) Social network e minorenni Quando sono nati i social le condizioni d’utilizzo hanno fissato l’età minima a 13 anni. Oggi l’età minima per avere un account deve essere di 14 anni. In Italia è anche l’età del consenso sessuale, età in cui si diventa imputabili (processo penale minorenne) -> età del consenso L’età può scendere se c’è il consenso dei genitori, consenso però difficilmente verificabile. Può capitare che il genitore sia chiamato a rispondere per illeciti compiuti dai figli in età inferiore a 14 anni. Ne rispondono per omesso controllo e pagheranno il risarcimento danni. Nei casi di minorenni che appaiono sui social, i genitori hanno dato al consenso e l’intervista o altro non lede gli interessi del minore. Il giornalista non può mai fare interviste che ledono la personalità del minore. Dai 16 anni in su si possono stipulare contratti con influencer minorenni, nel caso della televisione anche con età minore. In generale:
- (^) generalità dei genitori, indirizzo di scuola, parrocchia ecc: NO
- (^) Foto, filmati non schermati e contenuti Facebook: NO
- (^) Sentimento pietoso e sensazionalismo: NO In Italia c’è anche la carta di Treviso che tutela i minori L’unica deroga che consente la pubblicazione di foto di minori è:
- (^) pubblicare foto di minori se hanno interesse pubblico, come ad esempio foto di partite di calcio dei minori Caso suicidio: quando il suicidio di un minore fa notizia, in genere ci si tutela lo stesso per un sentimento di rispetto per le vittime, si cerca di rendere nel tempo identificabile il minorenne. Se l’interesse pubblico è forte, possono venire anche pubblicati dei dati personali. GDPR e Privacy Quando si lavora sul web, la prima cosa da fare è far firmare la liberatoria Il GDPR è il regolamento europeo adottato nel 2016, operativo in Italia dal 2018, che ha inserito una serie di obblighi e diritti sulla privacy. Quando si fa una campagna pubblicitaria, bisogna sapere che tipo di dato personale sto trattando. Indirizzo IP è un dato personale, se installo un cookie devo far firmare il consenso.
Se ci sono dati sanitari, dati etnici, opinioni politiche ecc, erano i dati sensibili, oggi i dati particolari:
- (^) dati comuni -> nome, cognome, data e luogo di nascita; mail; indirizzo IP; targa di auto; numero di telefono e cellulare. Non vengono considerati dati personali tutti i dati anonimi e anonimizzati. Anonimizzati -> pixelare il volto del minore in modo che non possa riconoscersi, oppure mettere le iniziali del nome. Anonimo -> dati persone giuridiche, oppure non mettere nessun dato.
- (^) Dati particolari -> Origine etnica, origine razziale, dati sanitari… tutti questi dati devono essere raccolti da un server in loco con due database differenti. Se c’è un accesso abusivo (data breach) bisogna fare in modo che i darti particolari non siano mischiati insieme ai dati particolari. Quindi, metterli su due database differenti, perchè dati sanitari e giudiziari devono essere protetti maggiormente. Prima di fare lo script, ricordarsi della questione della privacy. Il consenso deve sempre essere una scelta libera, chiara ed espressa bene Anche “visualizzare” un dato significa utilizzarlo, trattarlo. Privilegi d’accesso : password. Ai sensi del GDPR i dati personali sono tutti quei dati che rendono identificabile una persona fisica. Differenza fra dati sensibili, “semi”sensibili e dati giudiziari -> facevano parte della vecchia legislazione. Oggi il GDPR ha spazzato via tutte queste definizioni, facendo la grossa classificazione che si faceva prima. (Dati comuni vs dati particolari) Art. 23, del T.U. Sulla privacy Consenso al trattamento dei dati personali: nella maggior parte dei casi ho bisogno del consenso al trattamento dei dati personali. Nella minor parte dei casi, come quello dell’interesse di salute ecc dove non serve il consenso. Anche nel caso di contratti o procedimenti giudiziari. Parlando di consenso -> non è sempre obbligatorio ma può essere anche facoltativo. Ad esempio se si partecipa a un concorso, non fa andare avanti se non si presta il consenso dei dati. Quali dati rendere obbligatori lo decide il titolare del trattamento: dipende dagli interessi necessari all’esecuzione della pratica, pubblicità ecc. tutti i dati che servono e sono necessari al compimento dell’esecuzione sono obbligatori, mentre tutti gli atri sono facoltativi. Ad esempio newsletter è facoltativo, profilazione dei dati è facoltativo. Dato obbligatorio -> tutti i dati necessari al compimento dell’azione, campagna, pubblicità, servizio Dato facoltativo -> tutti gli altri dati non necessari Come viene dato il consenso? Per i dati personali, il consenso viene sempre dato in forma scritta, anche con doppia autenticazione Chi tratta i dati? Immaginare che ci sia una piramide. Alla cima c’è il titolare dei dati personali, oppure contitolari dei darti personali. Un gradino sotto ci sono i responsabili dei dati personali. Alla base ci sono i soggetti che trattano i dati personali.
- (^) Revoca del consenso Il GDPR ha introdotto la figura del DPO ( data protection officier ) -> tutti gli ambienti che trattano dati in maniera massiva; è una persona chiamata a vigilare sul trattamento dei dati personali. È nominato dal titolare o responsabile dei dati personali. La scelta di nominarlo o no dipende dal numero dei dati trattati e dal ragionamento ecnomico. Rischi per la sicurezza dei dati: DATA BREACH Obbligo di notifica al garante entro 72 ore nel caso in cui il data breach metta a rischio la vita delle persone. Quando si può evitare la notifica si evita. Se il data breach non ha rischio per la tutela delle persone non mandare la notifica. Se invece esso avviene nei social, obbligo di mandare la notifica poichè sui social le persone condividono moltissimi dati personali e il data breach può mettere in difficoltà la tutela delle persone e dell’azienda Il data breach non va notificato se:
- (^) Quando il titolare aveva applicato idonee misure di sicurezza tecniche come la cifratura
- (^) Il titolare ha successivamente adottato misure idonee a scongiurare qualsiasi rischio per l’interessato, ad esempio con database separati
- (^) La comunicazione agli interessati richiederebbe sforzi sproporzionati L’obbligo ricade sul titolare del trattamento dei dati. Ma l’agenzia di comunicazione, il responsabile del trattamento, ha l’obbligo di collaborare. Per ogni finalità del trattamento ci vuole un consenso -> pubblicare fotografie di un evento senza il consenso: potrebbe dare fastidio. Per tutte le finalità ulteriori, i consensi devono essere facoltativi. Come fare a pubblicare senza consenso? Quelle persone che non vogliono devono essere oscurate. Quando sui social si tagga qualcuno nelle fotografie -> la persona prima (2015) non poteva bloccare il tag. Ora invece si può rimuovere il tag e rimuovere la foto dal proprio profilo social. In eventi pubblici si può pubblicare senza consenso. Le foto private sui social possono sempre essere cancellate. Quando invece si gestiscono i dati personali per lavoro -> se ci sono personaggi famosi bisogna stare attenti. Dossier privacy/registro di trattamento = dove si registrano tutti i dati che si trattano, se questi dati sono massivi. Non è obbligatorio se l’azienda ha meno di 250 dipendenti e il trattamento non presenta rischi particolari per gli interessati. La telecamera -> dove va posizionata, chi può usarla… Le telecamere non possono essere usate per controllare i lavoratori mentre lavorano, ma possono essere posizionate in luoghi strategici ad esempio dove c’è la cassaforte, all’ingresso… Anche il gps sulle macchine aziendali dovrebbe essere spento quando il dipendente non è al lavoro. Minimizzazione del trattamento dei dati -> principio secondo cui i dati che si devono trattare devono essere il minor numero possibile.
Polemica sulla trattazione dei dati biometrici -> negli stadi è utile, ma d’altra parte se ci fosse un data breach sui dati biometrici, essi aprono un saccco di porte di accesso a dati personali e sensibili. Come prevenire i rischi Valutazione di impatto -> per il trattamento dati che potrebbero mettere a rischio la libertà delle persone (biometrici, geolocalizzazione, personali). Valutazione preventiva dei rischi: prendere un tecnico informatico e informarsi sule misure preventive da adottare nel caso di possibili data breach. Onere ricade sul titolare, ma l’agenzia di comunicazione deve comunicarlo al cliente e informarlo sui rischi. Oggi è obbligatoria se:
- (^) automatizzato su larga scala e che ha effetti giuridici sull’interessato
- (^) Trattamento su larga scala di categorie particolari di dati
- (^) Sorveglianza sistematica su larga scala di zona accessibile al pubblico In periodo di pandemia queste norme potrebbero tonrnare di moda e attualità Il caso di Cambridge Analytica Caso in cui Zuckenberg è stato portato a processo. Su YT si trovano le audizioni di Zuckenberg al processo. La legge rincorre i social senza mai capirli. Una app veicolata da Facebook in cui si chiedeva di profilare l’utente per un giochino: vedere a chi si assomiglia di famoso. La società Cambridge analytica nel momento in cui si diceva di sì, profilava i dati degli utenti e degli amici dell’utente, ovviamente senza il loro consenso. Per violazione di questo tipo Zuckenberg è il titolare dei dati di tutti gli utenti di Facebook. Negli USA non si applica il GDPR perchè europeo. Ma nella California c’era una normativa molto avanzata trattata dal diritto commerciale, ed era una condotta illecita. Nel processo gli si chiese cosa avesse fatto per tutelare gli utenti di Facebook. Chi si accorge dell’illecito? A volte direttamente gli utenti, a volte le aziende stesse competitor. Cambridge Analytica è una società americana che si occupa di pubblicità altamente personalizzata su ogni singola persona fa leva sulle emozioni degli utenti. Digital service act - > tutela la profilazione dei minorenni e tutela la scelta dei minori sulle pubblicità. La stessa regola s applica al digitale, non si possono applicare direttamente i bambini strategie e campagne pubblicitarie. Le mail Le mail sono producibili in giudizio, se servono a dimostrare il fatto per cui si contende. Quando una persona si difende, possono essere riproducibili in giudizio anche conversazioni private, se sono inerenti. La deroga si applica anche ai social network. Se le prove riservate servono per dimostrare in tribunale, esse possono essere prodotte sempre. Comunque bisogna bilanciare il diritto di difesa e il diritto di privacy. Da una parte c’è la normativa di riferimento che ad oggi è stata molto rafforzata; d’altra parte le persone che lavorano nella comunicazione dovrebbero capire che i social network non sono diari privati ma pubblici: bisogna dare sempre un’idea professionale di sè, utilizzarli in modo professionale.
cui l’autore della foto ci faccia storie, rimuovere subito la foto e scusarsi, il tempo online incide nel danno. A volte capita che le persone sui social facciano una foto del momento, e capita che queste foto diventano virali. Se condivido la foto, si può far vedere da chi ho condiviso la foto dalle impostazioni pubbliche. Se un giornale prende la stessa foto e la mette a corredo delll’articolo, si può dire che tanti utenti hanno preso la foto e condivisa da Instagram o Facebook. Invece se la uso nell’articolo con finalità differenti ho da rispettare il diritto morale e d’autore Non è facile capire se una fotografia è una fotografia semplice o un’opera fotografica. Cosa si va a vedere? Con la sensibilità. In che modo si analizza una foto?
- (^) giochi di luce - (^) Colori - (^) Posa del soggetto, elementi che possono fare la differenza fra una fotografia semplice e una che ha richiesto giorni di lavoro e tecniche particolari. La foto creativa è caratterizzata da: - (^) capacità di emozionare - (^) Giochi di luce e colori - (^) Angolazione Se vogliamo che la foto sia tutelata: 1. Il nome del fotografo o della ditta commerciale 2. La data e l’anno della pubblicazione della fotografia 3. Il nome dell’autore dell’opera d’arte fotografica (art. 90 l.d.a.) Se siamo dei fotografi e vogliamo farci un nome, mettere la filigrana sulla fotografia direttamente. Per tutelare le foto o video, le grosse ditte scansionano e proteggono le foto e non permettono di diffonderle al di fuori del social. Il ritratto fotografico Il 90% delle fotografie semplici che finiscono nei tribunali riguardano ritratti fotografici. È stato definito come un’opera d’arte figurativa. Da una parte il ritratto è un dato personale , quindi, se si vuole utilizzare, chiedere il consenso al trattamento dei dati perosnali, e far dichiarare che quella persona ha i diritti d’autore sulla fotografia. Far cedere anche i diritti di sfruttamento a durata illimitata e specificare che la fotografia non deve ledere i diritti di terzi. Quando si fa un contest, metterci sempre nei panni del caso peggiore che possa capitare. Abuso del ritratto fotografico Art.10 del codice civile Tutela l’immagine. Fonte giuridica dei contratti con gli influencer. Le cause prima dell’avvento dei social erano cause molto banali ma ora sono molto diversificate. Quando useremo delle fotografie generate dalla IA, leggere condizioni di utilizzo della piattaforma. La giurisprudenza dice che quando si rielabora una foto e o qualcosa, il prodotto ha un diritto d’autore autonomo. Oggi le fotografie fatte dalla IA sono fatte benissimo, anche meglio di quelle fatte dai fotografi. Anche sulla IA si stanno creando
delle linee giuda giuridiche per definire meglio cosa si può e cosa non si può fare. Oggi nella pubblicità prevale una linea cautelativa. Il consenso del ritrattato Art 96 e 97 sulla legge sul diritto d’autore. Il principio massimo è quello del consenso Esistono comunque delle deroghe al consenso:
- (^) notorietà
- (^) Ufficio pubblico
- (^) Necessità di giustizia o polizia
- (^) Scopi scientifici, dialettici o culturali
- (^) Interesse pubblico (giornalismo)
- (^) Assenza di pregiudizio -> il pregiudizio può essere dal mancato incasso del ritrattato, Il diritto del paesaggio Si possono fotografare luoghi pubblici, monumenti ecc senza trarne profitto. Se l’edificio non è riconoscibile o non è in primo piano non occorre l’autorizzazione dell’agente diritto. Anche l’edificio privato viene tutelato da questo diritto: pubblicare un indirizzo di un immobile. Esempio Il Gabibbo viene citato in giudizio da Big Red, perchè ha copiato l’immagine. Si chiedeva della tutela autoriale di Big Red sul Gabibbo, poichè sono molto simili. Guadare cosa prevale : quando si parla di plagio, guardare gli elementi in comune e quelli diversi e guardare cosa prevale. La cassazione ha giocato sul trovare le differenze fra il Gabibbo e big red, salvandolo. Se faccio una festa di compleanno con sottofondo musicale e lo carico su youtube -> youtube potrebbe bloccare il contenuto se esso è tutelato dal diritto d’autore. Stando alle legge non posso pubblicarlo perchè si dovrebbe pagare il diritto d’autore. Se la festa è organizzata in casa “nella ordinaria cerchia della famiglia” non si paga il diritto d’autore. Se già la organizzo al ristorante c’è da pagare il diritto. Pago il diritto anche nel caso di feste come manifestazioni, sagre ecc. Le forme di deposito Servono per creare la tutela autoriale
- (^) Deposito presso la SIAE
- (^) Pubblicazione in un edizione periodica
- (^) Deposito presso uffici pubblici per alcuni documenti (tesi di laurea)
- (^) Deposito presso enti specializzati
- (^) Deposito presso notaio
- (^) Invio di una raccomandata
Nome al dominio -> non si può usare il nome al dominio se il nome non ci appartiene, soprattutto se la persona è esistente. La persona può sempre rivendicare il nome al dominio e ottenerle la titolarità gratuitamente facend causa. Creative Commons Sigle utilizzate Leggere codice di autodisciplina pubblicitaria, norme che si sono dati direttamente gli attori della pubblicità DIRITTI MUSICALI: podcast e diritti d’autore La tutela della proprietà intellettuale online Il podcast Gli attori
- (^) autore, chi crea il contenuto
- (^) Editore, chi ha il diritto di sfruttamento economico
- (^) Hosting provider, titolare dello spazio server dove sono allocati i file audio e che provvedono alla conversione utile per la distribuzione
- (^) Piattaforme di ascolto
- (^) Licenziatari dei diritti connessi, chi gestisce i diritti musicali Le fonti La legge 633/1941 , aggiornata nel 2022 I contenuti possono essere audio, parlati e visivi Anche nel caso del podcast ci sono i diritti patrimoniali e i diritti d’autore, sono inalienabili Diritti sui podcast Gli più importanti sono i diritti dell’opera musicale di sottofondo. Qual è l’oggetto di tutela?
- (^) composizione musicale
- (^) Esecuzioni
- (^) I fonogrammi contenenti l’opera eseguita e registrata -> il supporto sul quale l’opera viene eseguita e registrata Occorre anche avere l’autorizzazione di tutti gli aventi diritto:
- (^) autori (anche dei testi letterari)
- (^) Interpreti
- (^) Produttori (case discografiche) Sentiremo parlare spesso di diritti connessi -> interpreti e produttori Cosa sono? I diritti che la legge riconosce ai soggetti collegati all’autore dell’opera. Tutti coloro che offrono l’opera alla fruizione del pubblico.
La composizione dell’opera -> banalmente è la trascrizione su partito dell’opera. Soltanto l’autore può vantare diritti sulla composizione. I diritti di utilizzazione economica vengono di solito ceduti dall’autore a un editore. L’editore è quello che gestisce i diritti di commercializzazione sulla composizione, ovvero sull’opera in sè. Le opere non sono di libero utilizzo ma bisogna avere delle autorizzazioni di vari soggetti. Sincronizzazione musicale Modalità di utilizzo dell’opera insieme ad altri prodotti (per esempio nel cinema, della pubblicità…) i diritti di sincronizzazione si negoziano. Occorre anche esplicito consenso dell’autore per l’abbinamento con immagini fisse o dinamiche MASTER Registrazione che contiene quei brani registrati, ossia il fonogramma. Quando si considerano le opere musicali, bisogna tenere presenti i:
**1. Diritti di sincronizzazione
- Diritti connessi
- Diritti d’autore** Esempi Capita che vengano fatti dei podcast sulla musica anni ‘80. Posso citare spezzoni della musica per finalità di ricostruzione storica? Se il podcast ha finalità quasi giornalistiche posso riprodurre anche senza diritti d’autore. Il diritto di cronaca prevale sullo sfruttamento economico dell’opera. I DIRITTI SULL’INFLUENCER MARKETING Quando si parla di influncer marketing ci possono essere casi semplici in cui si contatta una persona nota e si fa un contratto per lo sfruttamento di immagine e varie declinazioni del diritto d’autore. Fare contratto La cosa più difficoltosa sono i give away e concorsi a premio. I concorsi a premio In Italia è bene muoversi in tempo quando ho bisogno di creare un concorso a premi ed eventi aperti al pubblico. Bisogna avere il tempo materiale di chiedere dei permessi, dettagli tecnici e legali. Se l’evento è privato a invito ci sono molte meno preoccupazioni e problemi organizzativi. Quando si fanno concorsi online ci sono altre regole da rispettare. In Italia esiste il D.P.R. 430/ A chi si applica la normativa sui concorsi a premi?
- Prevedere che una settimana prima e una dopo la scadenza del contratto l’influencer si impegna a non postare contenuti di marchi concorrenti
- Corrispettivo influencer: separarlo dai diritti di immagine e d’autore. Solo al corrispettivo si applica l’ENPALS. Quando l’influencer paga le tasse, le paga solo sullo sfruttamento dei diritti di immagine ma non su quelli di autore. Conseguenze Il testimonial non può utilizzare la propria immagine anche in campo artistico in modo tale da porsi in contrasto con gli obblighi assunti dal brand. Negoziare l’esclusiva. Secondo il tribunale di Milano anche la performance rientra nel contratto, dunque deve rispettarlo. Ci sono anche le clausole etiche , che possono vincolare l’influencer a non avere certe condotte di vita. Scegliere bene l’influencer, in modo che rappresenti i valori del brand. Il brand può risolvere il contratto chiedendo anche danni di immagine al testimonial. Branded post e diritto di proprietà intellettuale Branded post : Contratti di sponsorizzazione tra impresa (brand) e l’influencer L’uso dei marchi da parte del l’influencer è lecito quando:
- (^) è stato autorizzato dal marchio (contratto)
- (^) quando si tratta di scene di vita che comportano l’inevitabile esposizione di segni distintivi Non è lecita quando:
- (^) contesto non di vita e non autorizzato
- (^) Danneggia l’immagine del brand Volti noti e pubblicità Non è possibile pubblicare la foto di una persona nota senza il suo consenso per fini di sfruttamento economico. L’uso dell’immagine altrui non è consentita senza il consenso se per fini promozionali, ma solo per cronaca e fatti di rilievo pubblico.
- (^) personaggio/testimonial
- (^) Personaggio associato al prodotto
- (^) Contesto C’è un esenzione: fotografie fatte per strada per caso con un brand in evidenza Abuso:
- (^) violazione art.10 del codice civile
- (^) Risarcimento del danno patrimoniale, criterio di equità -> risarcire come i contratti precedenti simili Le nuove frontiere della pubblicità Pharma Le regole in questo settore sono più particolari Dal 2018 sono cambiate le regole della pubblicità pharma sui social network -> fino al 2018 era vietato fare pubblicità sui farmaci anche quelli da banco. Dal 25 luglio 2018 è ammessa -> protocollo con ministero della salute e con i social (Meta)
- (^) su Facebook occorre aprire una pagina ad hoc, con blocco di like e commenti
- (^) Su Instagram per ora sono ammesse solo le stories, protocollo del ministero della salute 2018. Le pubblicità dei farmaci sono delicate e vengono tutelate maggiorente. Il ministero della salute deve approvare la pubblicità pharma e deve decidere entro 45 gg. Vale la regola del silenzio/assenso nel caso in cui non dovesse rispondere. Il ministero può dire anche cosa non va bene nella campagna. C’è una certa precisione, minore libertà rispetto alle altre. La sponsorizzazione di case farmaceutiche
- Sonno ammesse senza bisogno di autorizzazione ministeriale
- Più dubbia la questione se lo sponsor possa essere il prodotto (Aspirina anzichè Bayer), ma è una soluzione possibile. Per pubblicizzare un farmaco con influencer -> l’influencer non può avere un ruolo attivo nell’utilizzo del farmaco. Si può far vedere il farmaco sullo sfondo rispetto alla foto e al personaggio. Il tar dice che il testimonial non dovrebbe manifestare alcuna preferenza seppur implicita del dispositivo medico = prodotto sullo sfondo. La pubblicità dei preservativi non richiede la supervisione del minstero della salute. Digital Chart Dal 2016 è in vigore trasparenza anche negli hashtag -> #adv#sponsored by #brand Se il brand regala dei prodotti -> far capire che il prodotto è un regalo, far capire che il post non è spontaneo Ogni pubblicità deve essere palesata , non è possibile fare pubblicità occulta. Pubblicità sugli integratori alimentari Regolamento CE 1924/2006 (Codice Epsa) -> prevede una serie di elementi che una pubblicità di integratori deve e non deve contenere in base a un determinato elemento presente nel prodotto. Gli integratori possono vantare soltanto: - (^) effetti favorevoli sul mantenimento di uno stato di normalità fisiologica dell’organismo -> non si può dire che aiuta a guarire - (^) Al più una riduzione del rischio di una malattia conseguente al miglioramento dei fattori di rischio. Per esempio si possono vantare effetti sul miglioramento della pressione del sangue e sul miglioramento del livello di colesterolo nel sangue. Non bisogna sconfinare nell’ingannevolezza. Regola sulla pubblicità dei farmaci e integratori 1) CHIAREZZA -> il prodotto deve essere chiaramente identificato come medicinale 2) INFORMAZIONI 3) INVITO -> esplicito e chiaro a leggere le avvertenze del foglio illustrativo o dell’ imballaggio esterno. Indicazioni anche sulla grandezza del carattere, minimo 9. Black list: 1) non far apparire superflua la consultazione di un medico o di diagnosi approfondita 2) Non deve sottovalutare gli effetti indesiderati o paragonarli a quello di un altro medicinale