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Una panoramica completa della psichiatria, definendo la disciplina e i suoi ambiti di studio. Esplora la classificazione dei disturbi mentali, analizzando il dsm-5 e i diversi modelli psicopatologici. I disturbi dell'umore, in particolare il disturbo depressivo maggiore, esaminando le sue cause, i sintomi e le terapie. Infine, presenta una panoramica dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici, fornendo informazioni storiche e cliniche.
Tipologia: Slide
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La psichiatria si occupa delle forme e dei vissuti del soffrire; i disturbi mentali sono disturbi patologici della manifestazione dell’esistere. I vissuti sono importanti, come la persona vive il sintomo, la qualità diversa di quell’esperienza, come si pone in maniera diversa al vissuto, rapporto tra utente e malattia. Nella storia molte volte chi aveva una malattia mentale veniva segregato, hanno un rapporto ambivalente con le malattie mentali, per paura delle persone e di poterlo avere loro stessi. La psichiatria è la branca specialistica della medicina che si occupa dello studio sperimentale, della prevenzione, della cura e della riabilitazione dei disturbi mentali. Essa è definibile come una “disciplina di sintesi”, in quanto il mantenimento e il perseguimento della salute mentale, che è lo scopo fondamentale della psichiatria, viene ottenuto prendendo in considerazione diversi ambiti; medico-farmacologici, neurologici, psicologici, sociologici, giuridici, politici. Un disturbo mentale è una sindrome (non si sà la causa clinica) caratterizzata da sintomi di rilevanza clinica nel sistema cognitivo, nella regolazione emozionale, o nel comportamento di un soggetto che riflettano una disfunzione nei processi psicologici, biologici ed evolutivi sottostanti il funzionamento mentale (impatta la propria vita). I disturbi mentali sono di solito associati a un significativo stato di sofferenza soggettiva o di disabilità nelle attività sociali, occupazionali e altre importanti Classificazione dei disturbi mentali (nosografia):
plurimi fattori a causa di disturbi, che interagiscono tra di loro
lo stress in natura serve per far reagire sul momento (sale quando serve e scende quando è finito il suo utilizzo); lo stress cronico è un perenne stato di stress PSICODINAMICA: la psiche non è una sola e interagiscono tra di loro (un Io ma fatto di tante cose portate da impulsi) COGNITIVO-COMPORTAMENTALI: idea errata ma solida verso se, gli altri e il tutto, serve modificare gli schemi cognitivi LO STRUMENTO DELLA PSICHIATRIA: la psicopatologia
(buona organizzazione interna e persiste nel tempo) o non sistematizzato (frammentario o spezzettato), bizzarro o non bizzarro. Intuizione delirante e percezione delirante: in base al contenuto distinguiamo
ASPETTI SOCIALI
Il terapeuta dovrà conquistare la fiducia del paziente con atteggiamenti onesti e poco condiscendenti, deve esprimere con chiarezza, evitando osservazioni ambigue, agendo in un modo tale che le sue idee e i suoi sentimenti siano chiari. Il paziente percepisce il mondo come ostile e costruisce un proprio cosmo. La relazione terapeutica permette una nuova adesione alle realtà sociale e costituisce quindi un trattamento significativo. TERAPIA: psicofarmaci
DISTURBO PSICOTICO BREVE
Condizione psichica, e talvolta anche fisica, derivante dall'interazione tra un organismo vivente e una sostanza tossica, caratterizzata da risposte comportamentali e da altre altre reazioni, che comprendono sempre un bisogno compulsivo di assumere la sostanza in modo continuativo o periodico, allo scopo di provare i suoi effetti psichici e talvolta di evitare il malessere della sua privazione. [organizzazione mondiale della sanità] IN ITALIA: L’Italia è al quarto posto tra i paesi dell’UE per uso di cocaina e al terzo posto per l’uso di cannabis (sostanza più consumata in Europa, utilizzata nel 2018 da 24 milioni di adulti) SERD 2017 15.754 persone in trattamento presso strutture riabilitative 92 soggetti ogni 100.000 abitanti (undicesimi in Europa) 28.324 primi accessi Tempo medio di latenza tra inizio uso e richiesta di 6.9 anni (tra i 4.4 e 9.6) e con differenze notevoli da sostanza e sostanza (eroina 5.9; cocaina 9.4; cannabis 6.9) Alcol è responsabile in Europa del 3.8% di tutte le morti e nel 4.6% causa di disabilità La dipendenza da alcol è un disturbo che interessa maggiormente gli uomini (12.4%) rispetto alle donne (4.9%). Il tasso di incidenza si aggira intorno al 4.6% nella fascia di età compresa tra i 12 e i 17 anni e raggiunge l’8.5% dai 18 anni in poi, con il picco massimo nella fascia di età 28-29 anni (16.2%), e quello minimo negli over 65 (1.5%). La dipendenza da cocaina (o altri stimolanti) ha una incidenza dello 0.2% nella popolazione generale, senza differenze apprezzabili tra uomini e donne. I cannabinoidi sono la sostanza illecita psicoattiva più utilizzata negli Stati Uniti con tasso di incidenza di circa il 3.4% nella popolazione di età compresa tra i 12 e i 17 anni e dell’1.5% dai 18 anni in su. L’incidenza del disturbo interessa maggiormente gli uomini (2.2%) rispetto alle donne (0.8%), è massima nella fascia di età che va dai 18 ai 29 anni (4.4%) e scende nella popolazione sopra i 65 anni (0.01%). LA DIPENDENZA è una condizione patologica correlata ad una alterazione del sistema della gratificazione e ad una coartazione delle modalità e dei mezzi con i quali il soggetto si procura piacere, caratterizzata da craving (desiderio compulsivo con perdita di controllo e passaggio all’atto)
come nicotina, cocaina e amfetamine, riflette la generale ipoeccitabilità del SNC secondaria all’iperstimolazione cronica da parte di queste sostanze. Delirium Tremens:
desiderato (olfatto, vista, percezione ultrasonica/infrasonora). Questi comportamenti ci sono nell’uomo come negli animali inferiori (primati), ma sono specie-specifici (roditori annusano, primati con mani). Piacere CONSUMATORIO o liking (soddisfazione); nella fase consumatoria il piacere si esprime attraverso schemi rigidi e stimolo-specifici (es:alimentazione) che richiedono il contatto diretto con l’oggetto (tatto, gusto, percezione termica, stimolazione erogena…). Ci sono quattro vie dopaminergiche principali:
Il Nucleus accumbens, funzionalmente integrato nelle circuitazioni limbiche ed extra-piramidali, svolge un ruolo critico nel mediare gli effetti di rinforzo positivo acuto (soddisfazione) delle sostanze stupefacenti d’abuso, e negli aspetti motivazionali della sospensione, dopo assunzione in cronico, quindi nel rinforzo negativo (punizione), proprio del fenomeno astinenziale. Sostanze come amfetamine e la cocaina, stimolano i recettori D1 e D2, aumentano il tono dopaminergico, stimolandone il rilascio sinaptico e/o bloccandone la ricaptazione neuronale. La nicotina e altri alcaloidi contenuti nelle sigarette agiscono in maniera analoga. Le sostanze più assuefacenti sono gli oppiacei, la cocaina, le amfetamine, l’alcol e la nicotina. Queste sostanze attivano i circuiti cerebrali della gratificazione che portano al rinforzo positivo e all’ulteriore uso di sostanze. Il circuito della gratificazione del sistema dopaminergico mesolimbico sembra fondamentale nel determinare l’uso compulsivo, ma le relazioni tra cambiamenti biochimici e modificazioni comportamentali rimangono poco chiare. Per molte sostanze l’area ventrale-tegmentale (VTA) ed il nucleo accumbens (NA) sembrano funzionare da aree di “coordinazione” della gratificazione per altre regioni cerebrali. Tutti gli stimoli, naturali o farmacologici, dotati di potere motivazionale positivo, aumentano l’attività neuronale di un particolare fascio di fibre dopaminergiche (fascio A10) che originano nell’area ventrale tegmentale (VTA) e proiettano nella zona basale dello striato raggiungendo il Nucleo Accumbens (NAc) e numerose strutture fronto-corticali. A seconda della sostanza, questo effetto può essere ottenuto con meccanismi diretti o indiretti. Ad esempio gli psicostimolanti, come cocaina e anfetamina, agiscono direttamente sui sistemi della ricaptazione e del rilascio della dopamina (DA) a livello delle terminazioni neuronali dopaminergiche del NAc favorendo un aumento dei livelli extra-sinaptici di neurotrasmettitore. La nicotina attiva i suoi recettori nicotinici, che a livello della VTA facilitano la depolarizzazione delle fibre dopaminergiche cortico-mesolimbiche. I numerosi derivati dell’oppio (morfina, eroina e congeneri) facilitano la trasmissione dopaminergica per stimolazione dei recettori oppioidi localizzati a livello della VTA e dei recettori presenti a livello del NAc. Una robusta letteratura scientifica dimostra, inoltre, che con meccanismi indiretti l’attività dopaminergica nel NAc è facilitata anche dall’etanolo, dai cannabinoidi e da altre sostanze di abuso. IMPAIRED RESPONSE INHIBITION AND SALIENCE ATTRIBUTION Nella rassegna di studi curata da Nora Volkow e Peter Kalivas (2005) viene sottolineato che, se da una parte la dopamina è di cruciale importanza per la gratificazione acuta e l’iniziazione alla tossicodipendenza, la dipendenza in fase avanzata è principalmente mediata da adattamenti cellulari nel giro del cingolo anteriore e nelle proiezioni glutammatergiche orbitofrontali al nucleo accumbens, e può essere considerata una “patologia della motivazione e della scelta”. La caratteristica comportamentale principale della tossicodipendenza è la continua vulnerabilità alla ricaduta anche dopo anni di astinenza. La vulnerabilità deriva da un desiderio incoercibile della sostanza e dalla ridotta capacità di controllare questo desiderio. tossicodipendenza → sindrome della compromessa inibizione della risposta e attribuzione dell’importanza. Ci sono evidenze infatti che la dipendenza sottintenda processi cognitivi ed emotivi regolati dalla corteccia, che portano a sopravvalutare i fattori rinforzanti della droga e sottovalutare i fattori rinforzanti alternativi, e a deficit del controllo inibitorio alle risposte alla droga.