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Elementi di Psicopatologia: Introduzione alla Psichiatria - Prof. Pacitti, Dispense di Psicopatologia

riassunto del libro di psicopatologia

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 02/04/2023

francescone988
francescone988 🇮🇹

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ELEMENTI DI PSICOPATOLOGIA - RIASSUNTO (MANUALE DI PSICHIATRIA) - VEDI
SCHEMI SUL LIBRO
CAPITOLO 1 - INTRODUZIONE ALLA PSICHIATRIA
PREMESSA
Psichiatria= è una disciplina volta alla promozione della salute mentale attraverso la
prevenzione, l'individuazione, la diagnosi e il trattamento dei disturbi mentali
Salute= è lo stato di benessere fisico, psichico e sociale. La salute mentale è la capacità di gestire
la realtà intrapsichica e quella relazionale
Disturbo mentale= è un insieme di sintomi o una modalità di comportamento di un individuo
che non si possono considerare come una risposta normale all'evento e inducono nel soggetto
un'alterazione psichica o uno stato di sofferenza, modificandone le capacità di funzionamento
intrapsichico, relazionale, lavorativo e sociale
Il 40% degli individui presenta un disturbo mentale nel corso della sua esistenza
STORIA DELLA PSICHIATRIA E I SUOI INSEGNAMENTI
Anticamente, le patologie mentali erano interpretate come punizioni o segni d'intervento
soprannaturale, divino o demoniaco
Teoria umorale (Ippocrate)= afferma che la condizione di salute o malattia, fisica o mentale, è la
risultante dell'equilibrio o dello sbilanciamento di 4 umori: bile nera (terra), bile gialla (fuoco),
sangue (aria) e flemma (acqua)
Nel 1600 esce il Malleus Maleficarum (trattato di psichiatria), il quale descriveva varie forme di
stregoneria e illustrava le patologie psichiatriche che noi oggi classifichiamo come isterie,
schizofrenie ed epilessie
Nel 1700, i malati di mente erano rinchiusi insieme ai delinquenti, ai disoccupati e alle prostitute
negli Ospedali Generali. Gli strumenti terapeutici consistevano in docce ghiacciate, diete
sbilanciate, isolamento e contenzione fisica. Nel 1793, Pinel introdusse i manicomi
Nel 1900, la situazione migliora grazie all'introduzione della psicoterapia e degli psicofarmaci.
Freud introdusse un nuovo modello di approccio alle malattie mentali, e cioè la psicoanalisi.
Questo modello rimase predominante fino alla metà del XX secolo, quando lo sviluppo della
terapia elettroconvulsivante (TEC) e delle cure basate sui farmaci riportarono la pratica
psichiatrica verso un approccio più meccanicistico
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ELEMENTI DI PSICOPATOLOGIA - RIASSUNTO (MANUALE DI PSICHIATRIA) - VEDI

SCHEMI SUL LIBRO

CAPITOLO 1 - INTRODUZIONE ALLA PSICHIATRIA

PREMESSA

Psichiatria= è una disciplina volta alla promozione della salute mentale attraverso la prevenzione, l'individuazione, la diagnosi e il trattamento dei disturbi mentali Salute= è lo stato di benessere fisico, psichico e sociale. La salute mentale è la capacità di gestire la realtà intrapsichica e quella relazionale Disturbo mentale= è un insieme di sintomi o una modalità di comportamento di un individuo che non si possono considerare come una risposta normale all'evento e inducono nel soggetto un'alterazione psichica o uno stato di sofferenza, modificandone le capacità di funzionamento intrapsichico, relazionale, lavorativo e sociale Il 40% degli individui presenta un disturbo mentale nel corso della sua esistenza STORIA DELLA PSICHIATRIA E I SUOI INSEGNAMENTI Anticamente, le patologie mentali erano interpretate come punizioni o segni d'intervento soprannaturale, divino o demoniaco Teoria umorale (Ippocrate)= afferma che la condizione di salute o malattia, fisica o mentale, è la risultante dell'equilibrio o dello sbilanciamento di 4 umori: bile nera (terra), bile gialla (fuoco), sangue (aria) e flemma (acqua) Nel 1600 esce il Malleus Maleficarum (trattato di psichiatria), il quale descriveva varie forme di stregoneria e illustrava le patologie psichiatriche che noi oggi classifichiamo come isterie, schizofrenie ed epilessie Nel 1700, i malati di mente erano rinchiusi insieme ai delinquenti, ai disoccupati e alle prostitute negli Ospedali Generali. Gli strumenti terapeutici consistevano in docce ghiacciate, diete sbilanciate, isolamento e contenzione fisica. Nel 1793, Pinel introdusse i manicomi Nel 1900, la situazione migliora grazie all'introduzione della psicoterapia e degli psicofarmaci. Freud introdusse un nuovo modello di approccio alle malattie mentali, e cioè la psicoanalisi. Questo modello rimase predominante fino alla metà del XX secolo, quando lo sviluppo della terapia elettroconvulsivante (TEC) e delle cure basate sui farmaci riportarono la pratica psichiatrica verso un approccio più meccanicistico

Modello biopsicosociale (George Engel)= vede la patologia psichica come il prodotto di modificazioni morfologiche e funzionali cerebrali, ma al contempo anche di alterazioni delle relazioni del paziente con la realtà sociale che lo circonda Nella patogenesi delle patologie psichiatriche vi è una compartecipazione tra fattori ambientali e genetici o tra alterazioni fisiche e psichiche CONFINE TRA NORMALITA E PATOLOGIA: IL CONCETTO DI DISTURBO MENTALE Sindrome= si verifica quando non viene identificata una caratteristica nosografica. Essa si basa sul riconoscimento del quadro e comprende un insieme di segni e sintomi caratteristici che si presentano insieme, hanno una prognosi tipica e possono avere una risposta simile al trattamento Secondo il DMS-IV i disturbi mentali venivano considerati come sindromi comportamentali o psicologiche che si presentano in un individuo, associati a:

  1. Disagio (ad esempio, un sintomo algico)
  2. Disabilità (compromissione del funzionamento)
  3. Aumento del rischio di morte, di dolore o di disabilità
  4. Limitazione della libertà Disturbo mentale (definizione del DSM-5)= è una sindrome caratterizzata da un'alterazione significativa della sfera cognitiva, della regolazione delle emozioni o del comportamento di un individuo, la quale riflette una disfunzione nei processi psicologici, biologici o evolutivi che sottendono il funzionamento mentale VALUTAZIONE PSICHIATRICA Diagnosi= è il risultato di un processo dinamico che si svolge all'interno della relazione medico- paziente. Questo processo permette di organizzare le informazioni raccolte durante il colloquio, allo scopo di raggiungere un'approfondita conoscenza del paziente Alleanza terapeutica= è il rapporto di collaborazione che si stabilisce tra lo psichiatra e il paziente, con lo scopo di costruire, attraverso una dimensione interpersonale, un rapporto di fiducia e di cooperazione reciproca. Essa è la base relazionale su cui fondare un progetto terapeutico per affrontare un disturbo Aderenza terapeutica= è il grado in cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardanti le dosi, i tempi e la frequenza dell'assunzione del farmaco per l'intera durata della
  1. Fase finale= il medico riassume tutte le informazioni ottenute e procede verso un trattamento e una cura. In questa fase, il paziente può fare tutte le domande che vuole. In genere, un colloquio clinico non è completo senza una discussione relativa alla diagnosi e al trattamento. Questa conversazione può avvenire nella fase iniziale o nelle fasi successive, dopo che l'intervistatore ha avuto la possiblità di ottenere più informazioni, vedendo il paziente per una seconda (o terza) visita. Tale conversazione, detta fase di restituzione, rappresenta l’elemento chiave della valutazione del paziente Il primo colloquio psichiatrico è cruciale, in quanto in questa fase si creano quelle che sono le relazioni tra medico e paziente che andranno poi ad influenzare in maniera positiva o meno quello che è il decorso del paziente I colloqui successivi al primo mirano a valutare le difficoltà del paziente e la risposta al trattamento La comunicazione verbale e non verbale hanno un ruolo centrale nel colloquio psichiatrico. Se ne possono considerare 3 tipologie:
  2. Non specifica= è utilizzata nel corso del colloquio per approfondire la conoscenza del paziente
  3. Non direttiva= incoraggia il soggetto a procedere nel corso dei propri pensieri
  4. Direttiva= restringe l’obiettivo, magari verso una risposta basata sui fatti o un cambio di argomento ANAMNESI PSICHIATRICA Anamnesi= ha lo scopo di fornire e organizzare secondo criteri logico-sequenziali una serie di informazioni. L’anamnesi deve essere accurata e veritiera, perciò tutte le informazioni del paziente devono essere confrontate con quelle date dai familiari. Esistono vari tipi di anamnesi:
  5. Anamnesi familiare= comprende le informazioni sulla condizione di salute, occupazione, stato civile, età e comportamento dei genitori, fratelli e sorelle
  6. Anamnesi personale fisiologica= comprende le informazioni riguardanti il parto, l’allattamento, lo sviluppo psicomotorio, possibili anomalie dello sviluppo, la scuola e l'attività lavorativa
  7. Anamnesi patologica prossima= indica quando e come è iniziato l’attuale episodio, come i sintomi sono progrediti nel tempo ed uso di eventuali sostanze stupefacenti
  8. Anamnesi patologica remota= indica l’elenco cronologico di tutti i precedenti episodi, a cominciare dal primo e procedendo sino al più recente; valuta gli eventuali ricoveri pregressi.

Nella valutazione degli episodi precedenti bisogna stabilire per l’esordio e il decorso dei sintomi per ciascun episodio

  1. Anamnesi internistica= indica le patologie internistiche in atto e pregresse con relativi trattamenti; valuta le patologie della gravidanza o del parto e allergie e/o intolleranze a farmaci o alimenti Anamnesi psicopatologica= riguarda la valutazione della sintomatologia attuale e pregressa, l'uso di sostanze psicoattive, verifica il ruolo di eventi psicosociali stressanti (lutti o traumi), verifica se il paziente ha effettuato psicoterapie, valuta gli esami clinici attuali e precedenti e indaga sui ricoveri precedenti Life events= sono eventi stressanti ESAME PSICHICO Esame psichico= è eseguito al momento del primo incontro con l’esaminatore ed è una parte fondamentale del colloquio, in cui l’esaminatore deve osservare il paziente nella sua totalità, valutando l’attenzione, lo stato mentale e i comportamenti osservabili durante l’intervista I parametri da esaminare sono: lo stato di coscienza, i tempi di risposta alle domande, la prontezza di reazione agli stimoli esterni e il comportamento motorio Vengono poi analizzati gli atteggiamenti nei confronti del medico, la cura di sé, la mimica facciale, l’aspetto motorio, il linguaggio e il pensiero In caso di delirio, il paziente è spesso restìo a parlarne, conservando un'assoluta riservatezza costruita su false risposte, negazioni e paure. Il medico ne viene a conoscenza grazie alle informazioni fornite dai parenti. In merito agli aspetti deliranti, è necessario valutare il contenuto, la coerenza, la partecipazione emotivo-affettiva e comportamentale, il grado di convincimento e di critica Inoltre, si deve indagare la senso-percezione, ossia verificare la presenza o meno di illusioni e allucinazioni. Le alterazioni della senso-percezione possono essere riscontrabili negli stati psicotici, in patologie internistiche o in caso di assunzione di sostanze psicoattive Vanno poi analizzati: l’affettività, l’umore, i contenuti del pensiero, il comportamento e l’ansia, che può presentarsi in forma libera o somatizzata. L'ansia somatizzata si esprime attraverso la mimica facciale, la gestualità, la presenza di determinati sintomi somatici e neurovegetativi E’ importante poi valutare il livello di consapevolezza della malattia (insight), che permette di stabilire la gravità del disturbo e il tipo di approccio terapeutico. Per ultimo, si dovranno indagare i pensieri di morte, l'ideazione e l'intenzionalità autolesiva ed eterolesiva

con sali di litio, e l'aumento di peso e il calo della libido correlati con alcuni trattamenti antidepressivi

  1. Fattori legati all'assistenza= la presenza di una patologia psichiatrica comporta una minore attenzione nello screening e nel monitoraggio delle condizioni mediche generali Un esempio del reciproco influenzarsi tra patologie mediche e disturbi psichiatrici è dato dal rapporto tra depressione e disturbi cardiovascolari Galeno fu il primo ad osservare come l’apparato cardiovascolare risultasse vulnerabile agli effetti lesivi di ogni tipo di perturbamento emozionale Gli eventi acuti e le patologie cardiovascolari croniche sono considerati un fattore predisponente per la depressione, ma è anche possibile che i disturbi depressivi costituiscano un fattore di rischio cardiovascolare indipendente. I meccanismi che correlano la cardiopatia ischemica e la depressione sono molteplici e possono essere suddivisi in:
  2. Fisiopatologici= comprendono la disfunzione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene e l'aumento di vari fattori pro-infiammatori, l'alterazione del sistema nervoso autonomo, l'iperattivazione piastrinica e la disfunzione endoteliale
  3. Comportamentali= comprendono la dieta, l'inattività fisica, la parziale aderenza alla terapia medica e l'eventuale abuso di fumo e alcool Inoltre, alcune evidenze dimostrano una riduzione del rischio cardiovascolare in pazienti depressi trattati con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) DISTURBI MENTALI IN MEDICINA GENERALE I disturbi mentali risultano patologie di frequente riscontro nell'attività quotidiana del medico di medicina generale (MMG), e circa un terzo dei pazienti presenti in ambulatorio di medicina generale presenta una certa sofferenza psichica. Solo nella metà di loto viene diagnosticato un disturbo depressivo maggiore, un disturbo d’ansia o un disturbo da sintomi somatici Ciò porta a diagnosi mancate, a trattamenti farmacologici inadeguati, ad aumento della durata di malattie non trattate, all’aumento dei costi sanitari e ad effetti negativi sul funzionamento globale del paziente 2 sono i fattori chiamati in causa:
  4. Legati al medico= tendenza alla normalizzazione di alcuni quadri clinici, priorità alla problematica medica, scarsa diffusione del modello biopsicosociale e possibile stigmatizzazione rispetto alle terapie psicofarmacologiche
  1. Legati al paziente= priorità della condizione medica generale, scarsa consapevolezza con tendenza a sottostimare la natura dei propri sintomi psichici ed emotivi, percezione di diversità sostanziale tra disturbo emozionale e disturbo medico, sentimenti di vergogna e pudore nell’affermare i propri vissuti psichici Disturbi sottosoglia= sono i disturbi dell'adattamento e le sindromi lievi, che non si configurano come patologie psichiatriche I sintomi emotivi comuni (ansia e depressione) non sono sinonimo di disturbo mentale, e quindi non sempre c'è l'indicazione ad un trattamento psicofarmacologico Modello a cancelli (Goldberg e Huxley)= schematizza il percorso assistenziale seguito dalle persone con disturbi psicologici e psichiatrici, dalla popolazione generale fino alla condizione più grave di ricovero ospedaliero. Ciascun livello è correlato alla presenza di un "filtro" o "cancello", il cui superamento rappresenta una sorta di selezione per il paziente:
  2. Primo livello= morbilità psichiatrica nella popolazione generale. Filtro 1: comportamento della malattia e decisione di consultare il MMG
  3. Secondo livello= morbilità psichiatrica totale nella medicina generale. Filtro 2: riconoscimento del disturbo da parte del MMG, con livello di presa in cura semplice per i quadri a bassa complessità (ad esempio, risposte disadattive a eventi di vita)
  4. Terzo livello= morbilità psichiatrica riconosciuta dal MMG. Filtro 3: invio a cure specialistiche psichiatriche, con un livello di consultazione del caso per i quadri di complessità lieve-media (ad esempio, disturbi d'ansia e disturbi dell'adattamento)
  5. Quarto livello= morbilità psichiatrica totale nei servizi ambulatori psichiatrici
  6. Quinto livello= pazienti psichiatrici ricoverati in ospedale. Filtri 4-5: presa in cura specialistica psichiatrica con gestione ambulatoriale nei servizi territoriali di competenza e decisione dello psichiatra di ospedalizzare nei casi più gravi, con un livello di consulenza e di episodio di cura condivisa per i quadri a complessità alta; l'intervento è congiunto, a lungo termine ed è necessario un team multiprofessionale

CAPITOLO 3 - PSICOPATOLOGIA E METODOLOGIA CLINICA

SEMEIOTICA PSICHIATRICA E METODOLOGIA CLINICA

Psicopatologia= è lo studio scientifico del comportamento anormale. Essa fa riferimento ad una descrizione dei sintomi psichiatrici Psicopatologia propriamente detta= si occupa di fenomeni

Nell'incontro medico-paziente, il compito del clinico consiste nell'osservare l'entità di natura e di descrivere i sintomi, catalogandoli secondo le categorie delle facoltà psichiche (attenzione, memoria, senso-percezione, umore, ecc...). In tale prospettiva, la psicopatologia si rileva come una specie di estrapolazione generalizzante della semeiologia Secondo Danilo Cargnello, nel colloquio psichiatrico si oscilla continuamente tra l'avere- qualcosa-di-fronte (atteggiamento oggettivante) e l'essere-con-qualcuno (atteggiamento soggettivante) Nonostante check list, rating scale, interviste strutturate e test, nulla può sostituire il contatto tra 2 esseri umani LA SEMEIOTICA La semeiotica scaturisce dall'esperienza clinica e dall'incontro col malato I sintomi o i segni vengono a costituire una struttura di tipo gestaltico: fanno cioè un sistema che si regge per le differenze reciproche degli elementi che lo compongono Sulla semeiotica notiamo 2 tratti distintivi del segno:

  1. Aspetto attivo
  2. Aspetto razionale Essi comportano 2 passaggi: a) La ricerca dei segni è una vera e propria attività che scevra il loglio dal grano, tutto l'opposto di un registrare entità già evidenti di per sè b) Tale attività deve essere appresa attraverso un'educazione dello sguardo In tal senso, nella coppia medico-paziente, "se da una parte cerchiamo quello che vi è ancora di vivo nel paziente stesso, dall'altra facciamo intervenire tutta la nostra persona, le nostre conoscenze, la nostra esperienza e la nostra formazione, ma anche quello che sentiamo". Dunque, vi è una semeiotica che nasce dall'incontro umano e da cui scaturisce una psicopatologia a 2 voci Quindi, la psicopatologia è il paradigma che fonda e legittima la psichiatria, in sintonia con la cultura dell'epoca che lo produce e ne struttura e legittima il fare terapeutico PSICOPATOLOGIA GENERALE Organizzatori nosografici= orientano la prognosi e il trattamento

Organizzatori psicopatologici= mirano alla comprensione delle esperienze patologiche I fondamenti della psicologia generale sono:

  1. Cogliere tutti i nodi dell'esperienza e del comportamento umano, per renderli oggetti di comunicazione tra soggetto e culture diverse
  2. Mostrare la topografia dei modi dell'esperienza e del comportamento umano, in quanto fenomeni di devianza rispetto alle normali funzioni dello stato di coscienza diurno
  3. Lo studio dei sintomi e della sindromologia che ne deriva è legato alla prassi: deve produrre dei costrutti (le malattie) che possono divenire oggetto della ricerca eziologica (causale, multifattoriale, sistemica) e della terapia Idee= sono frutto di un lavoro di pensiero e vengono alla mente in modo immediato Idea delirante= si configura come un saldo nucleo Tema delirante= è un tessuto di idee deliranti concatenate tra di loro. Il tema imprime al delirio la sua articolazione interna. Ad esempio, se il tema è la persecutorietà, il contenuto e lo sfondo saranno persecutori. La persecutorietà diventa la forma, la modalità che informa di sè tutto il discorso delirante Ideazione suicidaria= si verifica se il paziente è rimuginativo intorno all'idea centrale del suicidio Ideazione di rovina= si verifica se il paziente è ruminativo intorno al tema della catastrofe il tema della catastrofe o del suicidio si strutturano intorno all'ideazione di colpa Fuga delle idee (Binswanger)= l'accelerazione ideica è talmente veloce che le idee prendono una direzione centrifuga e perdono la coordinazione tra di loro. Questo è tipico degli stati di eccitamento maniacale Nelle condizioni di tipo schizofrenico, l'ideazione può essere incoerente, senza accelerazione oppure bizarra, tangenziale, attratta cioè da contenuti che non hanno a che vedere con il senso comune Un'idea, prima di diventare delirante, può essere prevalente. Oppure un'idea può essere ruminante, come nelle situazioni cliniche ossessive Non sempre l'ideazione viene espressa dal paziente. Spesso, il paziente non la rivela; sta al clinico risalirci Un concetto da approfondire è la questione della permeabilità o meno dei confini dell'Io, e

Emozioni, affetti e sentimenti appartengono alla "sfera timica" dell'essere umano, al "cuore" Nella clinica psichiatrica, la separazione di una sfera timico/affettiva da una sfera più cognitivo/razionale trova un suo fondamento nella ripartizione binaria dei 2 grandi domini della psicosi: il disturbo bipolare e la schizofrenia Tipologie schizoidi= sono fredde e distaccate dalla realtà Tipologie sintoniche= sono tipiche di soggetti tendenti al coinvolgimento emotivo-affettivo Emozioni= sono intese come "forze dinamiche" che ci conducono nelle nostre interazioni con l'ambiente Sentimenti= sono dotati di una carica intenzionale, hanno cioè un oggetto preciso. Essi possono essere indice della relazione con un oggetto (persona o situazione) esterno. Essi inducono a fare o non fare delle cose. Essi possono essere positivi, negativi o ambivalenti; essere simulati o dissimulati; a differenza dell'umore, i sentimenti "non sono stati continui", avendo carattere mutevole Dimensione affettiva= è intesa come un umore di fondo che caratterizza un soggetto in modo costante per tutta la vita, più o meno indipendentemente dalle situazioni in cui può trovarsi Sfera emotiva= è implicata nel concetto di reazione all'evento, descrivendo lo sfondo su cui si inscrive una determinata situazione Esiste una distinzione tra:

  1. Depressioni di tipo reattivo nevrotico= prevale una tristezza vissuta, che il paziente è in grado di verbalizzare
  2. Depressioni di tipo endogeno= prevale una tristezza vitale, che il paziente non è in grado di verbalizzare e che fa apparire al soggetto il proprio stato d'animo come una macchia cieca (la sensazione di non provare nulla, la perdita della possibilità di provare sentimenti) Praecox feeling= è il sentimento di sussulto che coglie lo psichiatra di fronte a pazienti schizofrenici, anche non ancora pienamente conclamati. Da qui l'idea che l'affettività rappresenti un medium di interconnessione tra i soggetti, che avviene a un livello preverbale, prelinguistico e preriflessivo PSICOPATOLOGIA DELL'UMORE Teoria degli umori= nella concezione greca, l'umore è un fluido che assume differenti caratteristiche, potendo essere bile gialla, bile nera, flegma o sangue: a seconda delle possibili

prevalenze o ingorghi, l'umore influenza i temperamenti, rendedoli apatici, flemmatici, melanconici e sanguigni Schneider distingue un umore di fondo da un umore di sfondo. Esso può andare a cicli, mantenendosi più o meno stabile, o può andare incontro a variazioni quantitative importanti, sia in senso eccitatorio sia in senso depressivo. Di solito, nella pratica clinica, si descrive un umore "sopra livellato" e un umore "sotto livellato". Quando le 2 condizioni tendono a sovrapporsi, si parla di stato misto, caratterizzato da umore disforico Disforia= rappresenta un terzo asse endogenomorfo, accanto all'umore depresso e a quello espanso L'umore in accelerazione o in caduta tende a trascinare con sè anche la produzione ideativa, che può oscillare da contenuti espansivi e di grandezza a contenuti di colpa e di rovina. In questi casi, si parla di deliri olotimici o catatimici, ovvero influenzati dalla coloritura affettiva Tono dell'umore= ha una grandissima rilevanza sulla vita di un individuo, sulla qualità delle sue relazioni, sulla regolazione della sua impulsività, sulla coerenza dei suoi pensieri e sulla sua stabilità La dimensione dell'umore rinvia a una funzione di "accordo affettivo" col mondo- ambiente, modulando le risposte agli eventi e alle relazioni interpersonali, in particolare ai legami affettivamente più carichi PSICOPATOLOGIA DEGLI ISTINTI E IMPULSIVITA Psicopatologia descrittiva= distingue tra:

  1. Bisogni (primari e secondari)
  2. Motivazione
  3. Volontà Essi sono intesi come aspirazione o proposito, miranti al soddisfacimento di una pulsione in virtù di un modello comportamentale congenito a essa correlato, nella fattispecie un istinto L'impulsività e la compulsività sono considerate endofenotipi, ovvero sintomi collegati a specifici circuiti cerebrali, che sono presenti come dimensioni psicopatologiche di molte patologie psichiatriche, dalle ossessioni e fobie al disturbo da discontrollo degli impulsi, al deficit di attenzione e iperattività, sino ai mondi delle tossicomanie e dell'addiction PSICOPATOLOGIA DELLA MOTRICITA
  1. Attiva (la ferma opposizione che può sfociare nell'esecuzione dell'azione opposta a quella sollecitata) Manierismo= consiste in un modo caricaturale, teatrale, affettato, artefatto e lezioso di muoversi, gesticolare, parlare, che si discosta dai modelli culturalmente consueti ESAME DELLO STATO MENTALE La valutazione dello stato mentale (o esame psichico) segue in maniera pedissequa la valutazione di una serie di parametri ELOQUIO, LINGUAGGIO, IDEAZIONE Eloquio e linguaggio appaiono come sinonimi, ma non lo sono:
  2. Eloquio= ha una connotazione più gestaltica, di spettro complessivo. Esso può essere spontaneo o condizionato, ridotto o fluente, stentato o disarticolato, a tonalità alta o bassa
  3. Linguaggio= è relativo all'analisi della produzione verbale, della sua articolazione sintattica, concettuale e semantica. Esso è una diretta espressione del pensiero e dello stato d'animo della persona. Vi sono vari tipi di linguaggi: a) Linguaggio maniacale= è iperbolico, salta da un argomento all'altro e l'eloquio è ridotto a un fraseggiare alla ricerca di consonanze e accostamenti ludici, che denotano volatilità e superficialità b) Linguaggio del depresso= è povero di contenuti e focalizzato su temi ipocondriaci o senza speranza (prevalentemente di rovina) c) Linguaggio schizofrenico= è relativo alla produzione di neologismi e all'allargamento dell'alone semantico Neologismo= è la creazione permanente di una parola, attraverso la deformazione più o meno elaborata di un termine esistente nella lingua corrente Ideazione= è esplorabile attraverso il linguaggio. Ci sono casi in cui il paziente è mutastico, e quindi poco incline alla produzione linguistica. L'ideazione è desumibile anche dai comportamenti Un paziente che non mangia o che a casa si prepara esclusivamente da solo il cibo soffre di un'ideazione delirante a contenuto di veneficio o di nocumento Un soggetto che mantiene un atteggiamento ostile, sospettoso o seduttivo, nutre un'ideazione persecutoria o erotomania

Ovviamente, queste inferenze sono da confrontare con quella che sarà l'esperienza interna del paziente AFFETTIVITA E UMORE Durante l'incontro con il paziente, il clinico può percepire l'affettività del paziente come coartata, vischiosa, espansa o apparentemente assente. Queste percezioni rimandano a stati patologici di eccitamento o di depressione, oppure a condizioni di spettro schizofrenico La percezione dell'affettività del paziente rappresenta un fatto immediato, di cui si fa esperienza nel contatto diretto con lui, guardandolo negli occhi e cogliendone lo sguardo acceso o spento, l'intensità dello stesso, l'illuminazione del volto e la mimica facciale Invece, l'umore trapela con comportamenti o atteggiamenti che accompagnano la tonalità affettiva, al punto che un umore espanso si associa a un'irrequietezza motoria, mentre un umore depressivo si associa a un atteggiamento raccolto su se stesso, poco incline allo scambio e al movimento Essendo il linguaggio e l'eloquio dotati di una componente motoria, l'umore è desumibile anche dalla velocità e dalla quantità di vocaboli utilizzati dal paziente PERCEZIONE La presenza di dispercezioni è desumibile dall'atteggiamento del paziente. In genere, i soggetti che descrivono in modo molto dettagliato le loro allucinazioni, definendole spesso come tali, non sono veri e propri allucinati L'allucinazione ha spesso a che fare con una sfera molto privata della persona, e il paziente a volte impara anche a capire che gli oggetti allucinatori non sono condivisibili, e quindi diventa un interlocutore silenzioso verbigerante in soliloqui con questi oggetti o presenze: è da un voltarsi immediato, da un bisbiglio, da uno stato di perplessità, da un corpirsi le orecchie con cuffiette che il clinico può desumere che il paziente sia attanagliato in un'esperienza allucinatoria GIUDIZIO, CRITICA, CONSAPEVOLEZZA, STATO DI COSCIENZA Coscienza= è la conoscenza di se stesso e del mondo che una persona condivide con gli altri Si può attribuire a Locke sia la definizione della coscienza come capacità di poter osservare le proprie operazioni mentali sia l'enunciazione dei 2 aspetti del mantenimento dell'identità dell'Io nel tempo e della capacità riflessiva su di sè. Però, Cartesio aveva già definito il soggetto riconducendolo alla sua capacità di pensare (cogito ergo sum), e cioè di raggiungere una conoscenza di sè chiara e distinta

Test psicodiagnostico= è uno strumento standardizzato capace di misurare e descrivere oggettivamente il comportamento di una persona. Il suo impiego è quello di raccogliere informazioni volte a descrivere una condizione di rilevanza clinica di potenziale significato disfunzionale, in relazione alla necessità di un trattamento farmacologico o psicoterapico Esistono varie scale per la misura dell'intelligenza:

  1. Scala Standford-Binet
  2. Scale Wechsler= comprendono la WAIS e WISC. Esse sono usate per la misurazione dell'intelligenza negli adulti e nei bambini L'uso di un test psicodiagnostico standardizzato ha diversi vantaggi:
  3. Oggettività= è il riferimento a parametri standard, come la validità e l'attendibilità
  4. Semplicità e immediatezza= si verifica nella comunicazione dei risultati, grazie alle precise etichette valutative utilizzate per descrivere un'entità diagnostica
  5. Quantificazione dei risultati= è la possibilità di utilizzare numeri per definire l'intensità dell'entità diagnostica valutata I test psicodiagnostici presentano anche svantaggi, tra cui la rigidità nella categorizzazione delle caratteristiche considerate, che può provocare una riduzione della ricchezza informativa Esistono diversi tipi di test:
  6. Interviste strutturate e semistrutturate= sono condotte dal clinico e sono costituite da domande prestabilite che valutano uno specifico costrutto
  7. Test autovalutativi= vengono compilati direttamente dal soggetto e si dividono in test ad ampio spettro ed esami specifici
  8. Tecniche proiettive= sono generate da stimoli ambigui e soggette a un'ampia libertà di interpretazione
  9. Test di intelligenza= valutano l'eventuale presenza di una debolezza intellettiva Nella pratica clinica, i test psicodiagnostici (o reattivi mentali), vengono divisi in base al target che intendono misurare:
  10. Test che valutano la sintomatologia psicopatologica= permettono di approfondire le caratteristiche e la gravità dei sintomi di cui il soggetto soffre, come ansia, depressione, ossessioni, allucinazioni e deliri
  1. Test che valutano la personalità= valutano l'insieme delle caratteristiche affettive, cognitive e comportamentali che influenzano la vita personale e interpersonale dell'individuo
  2. Test che valutano la qualità della vita= valutano il benessere individuale da un punto di vista qualitativo e quantitativo La sofferenza psicopatologica dipende da aspetti individuali e dalle relazioni che il soggetto ha vissuto nel passato e sta vivendo nel presente. Tutte queste informazioni verranno utilizzate per esprimere giudizi diagnostici e fare previsioni sul trattamento da adottare Oltre a una valutazione singola psicodiagnostica, si eseguono spesso rivalutazioni regolari nel tempo, per monitorare gli andamenti di un trattamento psicoterapico e psicofarmacologico o le evoluzioni di una sintomatologia In ambito educativo, si ricorre all'uso di strumenti psicodiagnostici per la valutazione del livello intellettivo, delle capacità cognitive e relazionali Infine, la valutazione psicodiagnostica può essere utilizzata a scopo legale e giuridico VALUTAZIONE DELLA SINTOMATOLOGIA PSICOPATOLOGICA Sintomo= è una manifestazione disfunzionale riferita dal paziente, come il sentirsi agitato o triste, o l'avere difficoltà ad addormentarsi Le principali aree considerate in una valutazione della sintomatologia psicopatologica sono:
  3. Ansia= è l'anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuro. Essa si accompagna a sintomi fisici di arousal, cioè a segni somatici indicativi di iperattività del sistema nervoso autonomo
  4. Umore= è il correlato emotivo che accompagna l'attività mentale
  5. Disturbi del pensiero= sono le alterazioni del contenuto e della forma, come il delirio e i pensieri automatici negativi
  6. Disturbi della percezione= comprendono le illusioni (ad esempio, la distorsione di una percezione sensoriale), le allucinazioni (ad esempio, la falsa percezione in assenza di uno stimolo esterno reale) e allucinosi (ad esempio, la falsa percezione a cui il soggetto risponde in modo critico, conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti, deprivazione da sonno o stress intenso)
  7. Disturbi del comportamento= comprendono le condotte aggressive, impulsività, problemi alimentari, abuso di sostanze e alterazioni della psicomotricità