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Emozioni e Comportamento: Paura, Anxiety, Gelosia, Ira, Riso e Tristezza, Dispense di Psicologia

Come le emozioni attivano sistemi di comportamento, sia innati che acquisiti. Vengono descritte le emozioni motivazionali come paura, ansia, gelosia, ira, riso e tristezza, con loro caratteristiche e effetti sul comportamento. Le emozioni possono aumentare l'efficienza del comportamento o interferire con compiti in esecuzione.

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 07/02/2022

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Le emozioni attivano sistemi di comportamento che comprendono sia sistemi
comportamentali innati e spontanei, sia comportamenti acquisiti e intenzionali. Le
emozioni, dunque oltre ad essere stai d’animo sono anche stati motivazionali (gli stati
motivazionali, infatti, hanno due caratteristiche che anche le emozioni hanno: 1) la
persistenza di fronte a ostacoli e/o interruzioni; 2) la possibilità di raggiungere lo stesso
risultato tramite comportamenti diversi).
Tra le emozioni che promuovono un comportamento motivato ricordiamo le seguenti:
1) PAURA: essa promuove la tendenza ad
evitare le situazioni in cui è probabile che
si manifesti l’oggetto o l’evento temuto.
Nelle sue forme estreme assume aspetti
patologici noti come FOBIE che
condizionano pesantemente il
comportamento di chi ne soffre (si
manifesta una reazione sproporzionata al
pericolo).
2) L’ANSIA: è una paura senza oggetto, ci
indeterminata, che implica inibizione e che
condiziona il comportamento in termini positivi
quando i livelli sono bassi, destrutturanti
quando i livelli sono elevati.
Quando tutto sembra minaccioso e
invivibile, infatti, parliamo di
ANGOSCIA.
3) LA GELOSIA: come emozione carica del timore di
perdere l’affetto di una persona a causa di un terzo
che interviene nella situazione affettiva, la gelosia
promuove comportamenti di controllo, reazioni
violente, atteggiamenti ostili (l’emozione non agisce
solo come eccitazione dell’individuo, ma anche come
motivazione).
4) L’IRA: come frustrazione dell’attività che tende a uno scopo
(non si riesce a concludere l’attività in atto), l’ira si riscontra
ogni volta che la sequenza motivazionale è interrotta. L’ira
scatena un’attività di rappresaglia contro l’oggetto o la
persona ritenuti responsabili dell’interruzione della sequenza.
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Le emozioni attivano sistemi di comportamento che comprendono sia sistemi comportamentali innati e spontanei, sia comportamenti acquisiti e intenzionali. Le emozioni, dunque oltre ad essere stai d’animo sono anche stati motivazionali (gli stati motivazionali, infatti, hanno due caratteristiche che anche le emozioni hanno: 1) la persistenza di fronte a ostacoli e/o interruzioni; 2) la possibilità di raggiungere lo stesso risultato tramite comportamenti diversi). Tra le emozioni che promuovono un comportamento motivato ricordiamo le seguenti:

  1. PAURA: essa promuove la tendenza ad evitare le situazioni in cui è probabile che si manifesti l’oggetto o l’evento temuto. Nelle sue forme estreme assume aspetti patologici noti come FOBIE che condizionano pesantemente il comportamento di chi ne soffre (si manifesta una reazione sproporzionata al pericolo).
  2. L’ANSIA: è una paura senza oggetto, cioè indeterminata, che implica inibizione e che condiziona il comportamento in termini positivi quando i livelli sono bassi, destrutturanti quando i livelli sono elevati. Quando tutto sembra minaccioso e invivibile, infatti, parliamo di ANGOSCIA.
  3. LA GELOSIA: come emozione carica del timore di perdere l’affetto di una persona a causa di un terzo che interviene nella situazione affettiva, la gelosia promuove comportamenti di controllo, reazioni violente, atteggiamenti ostili (l’emozione non agisce solo come eccitazione dell’individuo, ma anche come motivazione).
  4. L’IRA: come frustrazione dell’attività che tende a uno scopo (non si riesce a concludere l’attività in atto), l’ira si riscontra ogni volta che la sequenza motivazionale è interrotta. L’ira scatena un’attività di rappresaglia contro l’oggetto o la persona ritenuti responsabili dell’interruzione della sequenza.
  1. IL RISO: come emozione piacevole in se stessa, promuove tutti quei comportamenti in grado di ottenerlo. Sottesa al riso c’è una scarica di tensione che l’organismo avverte come piacevole e ne va alla ricerca.
  2. IL CORDOGLIO: esso implica una perdita di motivazione, tuttavia può essere legato al pianto e, se espresso, produce sollievo. (emozioni simili sono il “rapimento” legato all’ascolto di una musica o alla contemplazione di un panorama e “l’autocompassione” che lenisce un’ira impotente). Le emozioni da una parte tendono ad aumentare l’efficienza del comportamento finalizzato agli scopi dell’emozione e a concentrare l’attenzione su ciò che è più importante per raggiungere questi scopi; dall’altra tendono a interferire con compiti in esecuzione, causando disorganizzazione del comportamento, interferenze con l’esecuzione del compito e distrazione. Negli stati emotivi intensi anche un comportamento rilevante per l’emozione può essere disturbato o perché le risposte emotive primitive (che richiedono meno sforzo) interferiscono con il comportamento complesso, o perché l’attenzione dedicata alla situazione emotiva causa disorganizzazione del controllo e della pianificazione del comportamento (= incapacità di astrarre dal contesto emotivo).