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Epidemiologia Campione Variabili Misure di tendenza centrale e dispersione Misure di frequenza Misure di associazione
Tipologia: Appunti
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La parola epidemiologia deriva dal greco επι δεμοσ λογοσ, quindi “studio sulle popolazioni”.
Essa è una scienza che permette di studiare lo stato di salute di una popolazione e di indagarne i determinanti.
Studia quindi la distribuzione di malattie o altri eventi sanitari significativi all’interno di una popolazione ed indaga
le cause o i fattori che abbiano potuto determinare l’insorgenza o modificarne la frequenza. Si possono
distinguere tre differenti modalità di applicazione del metodo epidemiologico:
eventi sanitari significativi : malattie, cause di morte, presenza di fattori di rischio, ospedalizzazioni, ecc.
Utilizza a tal fine le tecniche della statistica descrittiva per la corretta raccolta, sintesi e descrizione dei
dati. La statistica è lo studio della rappresentazione e dell’elaborazione di dati relativi a una popolazione;
può essere definita in generale come una scienza che studia i fenomeni collettivi.
fattori di rischio e malattie. L’epidemiologia descrittiva risponde alle domande: “Chi?”, “Dove?”,
“Quando?”. Gli studi analitici forniscono indicazioni anche su “Perché?”.
sanitari, siano essi preventivi (campagne di educazione sanitaria, strategie vaccinali, campagne di
screening, ecc.) o terapeutici (sperimentazione di farmaci, tecniche operatorie, terapie strumentali, ecc.).
Il campione deve essere rappresentativo, scelto con metodo che ne assicuri la validità e sufficientemente
numeroso. Le dimensioni di un campione devono:
La descrizione dei
dati deve stabilire il tipo di
variabile , il tipo di
misure , il tipo di
distribuzione e i
grafici .
Le variabili possono essere:
Le misure di tendenza centrale indicano un punto “al centro” della distribuzione e sono la media, la mediana e
la moda.
Le misure di dispersione sono la varianza, la deviazione standard e l’intervallo di confidenza intorno alla media.
A differenza dell’incidenza, nella prevalenza consideriamo il numero totale di casi di una determinata malattia
presenti in un dato tempo, e non solo i nuovi casi (come succedeva nell’incidenza) e rapportiamo l’impatto di
questa malattia al totale della popolazione presa in esame (e non solo ai soggetti a rischio come accadeva
nell’incidenza).
del periodo). Bisogna tener conto di 2 parametri:
periodo d’osservazione , il quale è influenzato dalla frequenza di malattia; se la frequenza è bassa sarà
necessario un periodo d’osservazione più lungo di quanto sia necessario per una frequenza elevata.
reale periodo in cui ogni soggetto viene osservato (tempo di osservazione)
» Se RR=1→ nessuna associazione tra fattore di rischio in studio e malattia
» Se RR>1→ associazione positiva
» Se RR<1→ associazione negativa
Rischio attribuibile ® misura il numero di casi di malattia effettivamente attribuiti al fattore di rischio.
È la
differenza tra due rapporti , ed essendo una differenza tra due incidenze allora esso stesso sarà un’incidenza.
» Se RA=0 non vi è alcuna differenza tra le due incidenze quindi
nessun caso attribuibile all’esposizione
» Se RA> 0 allora Iexp+ > Iexp- e vi è correlazione tra esposizione e malattia
» Se RA<0 allora Iexp+ < Iexp- e alcuni casi tra gli esposti sono evitati dall’esposizione
(misura di insorgenza) ed evoluzione (nel tempo e nello spazio).
di associazione). Poi si imposta e si eseguono studi analitici, si analizzano i dati raccolti, si interpretano i risultati
(valutazione su possibili bias).
stimare l’impatto a livello della popolazione generale.