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Epidemiologia e misure, Appunti di Infermieristica

Epidemiologia Campione Variabili Misure di tendenza centrale e dispersione Misure di frequenza Misure di associazione

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 11/01/2023

Manuelaconlae
Manuelaconlae 🇮🇹

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Epidemiologia
La parola epidemiologia deriva dal greco επι δεμοσ λογοσ, quindi “studio sulle popolazioni”.
Essa è una scienza che permette di studiare lo stato di salute di una popolazione e di indagarne i determinanti.
Studia quindi la distribuzione di malattie o altri eventi sanitari significativi all’interno di una popolazione ed indaga
le cause o i fattori che abbiano potuto determinare l’insorgenza o modificarne la frequenza. Si possono
distinguere tre differenti modalità di applicazione del metodo epidemiologico:
-
Epidemiologia descrittiva
: comprende gli strumenti metodologici necessari a descrivere correttamente
eventi sanitari significativi: malattie, cause di morte, presenza di fattori di rischio, ospedalizzazioni, ecc.
Utilizza a tal fine le tecniche della statistica descrittiva per la corretta raccolta, sintesi e descrizione dei
dati. La statistica è lo studio della rappresentazione e dell’elaborazione di dati relativi a una popolazione;
può essere definita in generale come una scienza che studia i fenomeni collettivi.
-
Epidemiologia analitica
: l’epidemiologia analitica indaga l’eventuale relazione causa-effetto esistente fra
fattori di rischio e malattie. L’epidemiologia descrittiva risponde alle domande: “Chi?”, “Dove?”,
“Quando?”. Gli studi analitici forniscono indicazioni anche su “Perché?”.
-
Epidemiologia sperimentale
: attraverso gli studi sperimentali è possibile valutare l’efficacia di interventi
sanitari, siano essi preventivi (campagne di educazione sanitaria, strategie vaccinali, campagne di
screening, ecc.) o terapeutici (sperimentazione di farmaci, tecniche operatorie, terapie strumentali, ecc.).
CAMPIONE
Il campione deve essere
rappresentativo
, scelto con metodo che ne assicuri la validità e sufficientemente
numeroso. Le
dimensioni
di un campione devono:
- Stabilire la precisione della misura che si vuole ottenere
- Tenere in considerazione eventuali raggruppamenti dei risultati (strati)
- Raccogliere sempre un campione leggermente in eccesso rispetto alla dimensione progettata
- Stabilire la fattibilità in anticipo
La descrizione dei
dati
deve stabilire il tipo di
variabile
, il tipo di
misure
, il tipo di
distribuzione
e i
grafici
.
Le
variabili
possono essere:
-
Continue
(peso, altezza, livello di Hb, ecc.)
-
Discrete
o
categoriche
(stato di evoluzione di malattia, ordine di nascita, ecc.)
-
Nominali
(sesso, occupazione, ecc.)
-
Binomiali
(stato di vita, presente/assente, ecc.)
Le
misure di tendenza centrale
indicano un punto “al centro” della distribuzione e sono la
media
, la
mediana
e
la
moda
.
Le
misure di dispersione
sono la
varianza
, la
deviazione standard
e l
intervallo di confidenza
intorno alla media.
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Epidemiologia

La parola epidemiologia deriva dal greco επι δεμοσ λογοσ, quindi “studio sulle popolazioni”.

Essa è una scienza che permette di studiare lo stato di salute di una popolazione e di indagarne i determinanti.

Studia quindi la distribuzione di malattie o altri eventi sanitari significativi all’interno di una popolazione ed indaga

le cause o i fattori che abbiano potuto determinare l’insorgenza o modificarne la frequenza. Si possono

distinguere tre differenti modalità di applicazione del metodo epidemiologico:

  • Epidemiologia descrittiva: comprende gli strumenti metodologici necessari a descrivere correttamente

eventi sanitari significativi : malattie, cause di morte, presenza di fattori di rischio, ospedalizzazioni, ecc.

Utilizza a tal fine le tecniche della statistica descrittiva per la corretta raccolta, sintesi e descrizione dei

dati. La statistica è lo studio della rappresentazione e dell’elaborazione di dati relativi a una popolazione;

può essere definita in generale come una scienza che studia i fenomeni collettivi.

  • Epidemiologia analitica: l’epidemiologia analitica indaga l’eventuale relazione causa-effetto esistente fra

fattori di rischio e malattie. L’epidemiologia descrittiva risponde alle domande: “Chi?”, “Dove?”,

“Quando?”. Gli studi analitici forniscono indicazioni anche su “Perché?”.

  • Epidemiologia sperimentale: attraverso gli studi sperimentali è possibile valutare l’efficacia di interventi

sanitari, siano essi preventivi (campagne di educazione sanitaria, strategie vaccinali, campagne di

screening, ecc.) o terapeutici (sperimentazione di farmaci, tecniche operatorie, terapie strumentali, ecc.).

CAMPIONE

Il campione deve essere rappresentativo, scelto con metodo che ne assicuri la validità e sufficientemente

numeroso. Le dimensioni di un campione devono:

  • Stabilire la precisione della misura che si vuole ottenere
  • Tenere in considerazione eventuali raggruppamenti dei risultati (strati)
  • Raccogliere sempre un campione leggermente in eccesso rispetto alla dimensione progettata
  • Stabilire la fattibilità in anticipo

La descrizione dei

dati deve stabilire il tipo di

variabile , il tipo di

misure , il tipo di

distribuzione e i

grafici .

Le variabili possono essere:

  • Continue (peso, altezza, livello di Hb, ecc.)
  • Discrete o categoriche (stato di evoluzione di malattia, ordine di nascita, ecc.)
  • Nominali (sesso, occupazione, ecc.)
  • Binomiali (stato di vita, presente/assente, ecc.)

Le misure di tendenza centrale indicano un punto “al centro” della distribuzione e sono la media, la mediana e

la moda.

Le misure di dispersione sono la varianza, la deviazione standard e l’intervallo di confidenza intorno alla media.

Misure di frequenza Per studiare la frequenza della malattia occorrono tre misure fondamentali che sono:

  • Prevalenza= numero di casi malattia presenti ad un dato tempo/ totale popolazione

A differenza dell’incidenza, nella prevalenza consideriamo il numero totale di casi di una determinata malattia

presenti in un dato tempo, e non solo i nuovi casi (come succedeva nell’incidenza) e rapportiamo l’impatto di

questa malattia al totale della popolazione presa in esame (e non solo ai soggetti a rischio come accadeva

nell’incidenza).

  • Incidenza cumulativa= numero nuovi casi malattia in un dato periodo/ popolazione a rischio (popolazione all’inizio

del periodo). Bisogna tener conto di 2 parametri:

  • Il

periodo d’osservazione , il quale è influenzato dalla frequenza di malattia; se la frequenza è bassa sarà

necessario un periodo d’osservazione più lungo di quanto sia necessario per una frequenza elevata.

  • Le popolazioni a cui si fa riferimento possono essere chiuse o dinamiche.
  • tasso o densità di Incidenza= è una velocità che nasce con l’esigenza di correggere il denominatore dell’IC per il

reale periodo in cui ogni soggetto viene osservato (tempo di osservazione)

MISURE DI ASSOCIAZIONE

  • Rischio relativo® rapporto tra incidenza negli esposti e incidenza nei non esposti (I exp+/I exp-)
  • Incidenza negli esposti= a/(a+b)
  • Incidenza nei non esposti= c/(c+d)

» Se RR=1→ nessuna associazione tra fattore di rischio in studio e malattia

» Se RR>1→ associazione positiva

» Se RR<1→ associazione negativa

Rischio attribuibile ® misura il numero di casi di malattia effettivamente attribuiti al fattore di rischio.

È la

differenza tra due rapporti , ed essendo una differenza tra due incidenze allora esso stesso sarà un’incidenza.

» Se RA=0 non vi è alcuna differenza tra le due incidenze quindi

nessun caso attribuibile all’esposizione

» Se RA> 0 allora Iexp+ > Iexp- e vi è correlazione tra esposizione e malattia

» Se RA<0 allora Iexp+ < Iexp- e alcuni casi tra gli esposti sono evitati dall’esposizione

COMPONENTI DELL’ATTIVITÀ DI INDAGINE EPIDEMIOLOGICA

  • Componente descrittiva: Definizione del fenomeno oggetto di studio. Si tiene conto della quantificazione

(misura di insorgenza) ed evoluzione (nel tempo e nello spazio).

  • Componente analitica: Formulazione di ipotesi eziologiche su fattori causali e modalità di trasmissione (misure

di associazione). Poi si imposta e si eseguono studi analitici, si analizzano i dati raccolti, si interpretano i risultati

(valutazione su possibili bias).

  • Componente operativa: servono per dare indicazioni di intervento e valutazione delle loro conseguenze e

stimare l’impatto a livello della popolazione generale.