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Diapositive riassuntive Erodoto contenenti: -vita -questione erodotea -le storie (trama e stile) -concezione erodotea della storia -il dolore della condizione umana -l'irrazionale
Tipologia: Slide
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Bassorilievo ritraente Erodoto Parigi, museo del Louvre
Secondo alcune fonti come “la Suda” e lo storico Plutarco, Erodoto nacque ad Alicarnasso, durante gli anni delle guerre persiane (intorno al 484 a.C.), da una famiglia di origini carie. Fu costretto, verso i trenta anni, a fuggire dalla sua città a causa di una rivolta nei confronti del tiranno regnante alimentata da suo zio. Successivamente soggiornò ad Atene, dove ebbe modo di frequentare Sofocle (il quale compose un’ode o un epigramma in suo onore) e Pericle (partecipando alla vita intellettuale ateniese), che lo portò a costruire la colonia di Turi, in Magna Grecia. Molto probabilmente morì lì, dopo il 430 a.C., dove fu degnamente sepolto. Trascorse il periodo successivo all’allontanamento compiendo numerosi viaggi, ed alternandoli a periodi di sosta a Samo. Viaggiò nel Mediterraneo (in Egitto e in Fenicia) e in Oriente (arrivando fino alla Mesopotamia e alla Scizia) dove ebbe modo di osservare gli usi ed i costumi dei luoghi, da cui ricavò materiale per la composizione della sua opera storiografica.
! Storia : fine pedagogico poi analisi scientifica ! Ricerca «Ta γενομενα εξ αντρωπων - εργα μεγαλα τε και θωμαστα» ( imprese umane grandi e degne di meraviglia ) gesta degli eroi: Epos ! Obiettivo di ricerca non delimitato, vastità di interessi / Primo a cercare un elemento ordinatore della ricerca relazioni causa - effetto ! Conciliare l’Erodoto « storico» e l’ « etnografico».
! Pohlenz: tema unitario nel conflitto tra Oriente e Occidente in cui le parti etnografiche sono necessari per una miglior comprensione. ! De Sanctis: storia dal punto di vista dei persiani ! Centralità dell’ uditorio ateniese interesse per i miti e gli eventi meravigliosi Interesse per le guerre persiane che ne giustificavano l’ impero ! Forme antecedenti ( epica, etnologia, tragedia, novella) adattati ai nuovi contenuti politico militari : scene tipiche, vocaboli omerici tecniche narrative, allusione a versi. ! Perdita delle opere precedenti di argomento simile e delle opere narrative ioniche ( novelle). ! Non pensava ad un’ attività empirica, a verità oggettive, lo storico ragiona γνώμη: ho ragionato, rientra nell’ ambito della «δοξα». ! Storiografia come genere letterario che bisogna saper leggere e poi utilizzare come documento del passato.
I primi quattro libri sono suddivisi in: •introduzione mitologica ( archaiologhia ) •logos lidico (dove si parla del re Creso e si fa quindi riferimento alle colonie greche assoggettate ( a.C.)) •logos persiano •logos egizio •logos scitico •logos libico
Le Storie (Ἰστορίαι, Historìai) sono considerate il primo esempio di storiografia nella letteratura occidentale.Scritta circa dal 440 a.c. al 429 a.c., l'opera erodotea narra la guerre tra l'impero persiano e le poleis greche del V secolo a.c. L'opera erodotea non possedeva all'origine un titolo: il termine “storia” (in greco historía , ricerca, indagine) è desunto delle prime righe della sua introduzione. Non è dovuta a Erodoto, bensì ai filologi alessandrini, la partizione dell'opera in nove libri, ciascuno dei quali fu intitolato al nome di una musa. L'articolazione della materia e soprattutto la frequenza delle digressioni ha fatto ritenere che l'opera erodotea non sia nata da un progetto unitario, ma sia il risultato della giustapposizione di unità narrative (i lógoi ) nate autonomamente e incentrate su interessi etnografici e geografici, secondo l'uso dei logografi. Leonida alle Termopili, di Jacques-Louis David(1814)
Lingua e stile Erodoto scrisse in dialetto ionico, con numerosi inserti attici e frequenti forme attinte al linguaggio epico e poetico. Già la critica antica,comunque,ammetteva che Erodoto non è modello dello ionico puro,ma di quello variegato (ιας ποικιλη). Rispetto a Tucidide non troviamo in Erodoto un utilizzo altrettanto rigoroso della terminologia storiografica; Il suo è piuttosto uno stile semplice e piano, con frequenti paratassi. La sua mirabile fluidità fu già celebrata dagli antichi. Il piacere di raccontare a volte cede ad un voluto compiacimento. (Serse I di Persia in un antico bassorilievo.)
La concezione erodotea della storia: tra ύβρις, νέμεσις e moderazione.
Arnold Böcklin: Ulisse al mare, 1869, olio su tela (Antikenmuseum Basel)
Dalla critica mossa da Tucidide alla storiografia a lui precedente, ricaviamo come il modo di fare storia di Erodoto venisse da lui giudicato solo in concezione artistico-letteraria e non scientifica. Erodoto inseriva l’elemento del soprannaturale, e faceva notare come esso si intrecciasse strettamente con gli eventi storici. Erodoto affermava di riportare quello che si dice, ma di non essere obbligato a credere a tutte le tradizioni che riferisce. Busto di Tucidide
! Erodoto tratta il rapporto tra Greci e barbari il quale ebbe delle ripercussioni culturali e ideologiche nel mondo greco in seguito alle guerre persiane e soprattutto dopo l'invasione degli eserciti nemici che si venne a formare l'antitesi tra Greci e barbari. La ricerca di una spiegazione per la vittoria dei greci portò a individuare le ragioni soprattutto in campo politico e culturale: la superiorità dei Greci è frutto del loro regime politico libero, contrapposto alla schiavitù cui i barbari erano sottomessi. In Erodoto, questa contrapposizione non è ancora condotta a conseguenze estreme, come avverrà invece in epoche successive. Infatti, egli sostiene che non esistono uomini superiori o inferiori per natura, ma tra popoli retti da sistemi politici differenti, quindi non si capisce molto bene quale sia la posizione che in merito assume lo storiografo greco. ! Invece, nello storico di Alicarnasso il giudizio sui barbari è equanime, perchè nella sua opera elogia degnamente tutte le cose degne di nota sia da parte dei greci che dei barbari. Un particolare accento è dato al dibattito sulle costituzioni che all'interno della cornice persiana ne viene esaltato il carattere teorico e intellettualistico. Per ogni forma di governo vengono messi in evidenza non solo gli aspetti positive e negativi, ma la stessa democrazia perde il suo carattere di invenzione ateniese per essere immaginata come proponibile in Persia. L'Erodoto politico non legato alle particolari attese di un pubblico specifico, lascia spazio alle idee più diverse e persino contraddittorie all'interno della propria opera, senza imprimere a essa un ordinamento ideologico preciso, e senza, a maggior ragione, porla al servizio di un particolare regime.
Le grandi dote messe in luce da Alessandro, sembrano essere messe da parte dai greci, i quali lo consideravano come un “barbaro” dato che non era una cittadino greco. Nei confronti di questi personaggi c'era una sorta di scetticismo e di discriminazione perché considerati come diversi, come per esempio Medea, nella tragedia di Euripide, viene abbandonata dal marito perché ha origini barbare. Rapporto tra greci e romani ! Anche i romani per lo stesso discorso di prima, venivano considerati barbari dai greci proprio perché abitavano lontano da loro ed erano senza dubbio due popoli molto importanti sia dal punto di vista culturale che politico. I romani ripresero molto dai greci, soprattutto dopo averli conquistati. Ci furono molte guerre tra questi popoli, ma alla fine i greci si dovettero arrendere alla forza e al potere romani che comunque li lasciò liberi di continuare ad utilizzare le loro leggi e le loro tradizioni. Romani e Parti ! I romani da sempre sono stati nemici dei parti, i quali si ritenevano superiori e ci furono anche delle guerre molto lunghe tra questi due popoli, che spesso si conclusero come un nulla di fatto. In una delle tante guerre restò ucciso Crasso, componente del primo triunvirato. Cesare stava preparando una spedizione contro questo popolo, ma non ne ebbe il tempo perché rimase vittima della congiura ordita Bruto e Cassio.
Affresco di palazzo Madama ritraente Lucio Sergio Catilina