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Errori degli italofoni, Tesi di laurea di Lingua Francese

Articoli che parlano degli errori degli italofoni

Tipologia: Tesi di laurea

2021/2022

Caricato il 18/08/2025

francydugg03
francydugg03 🇮🇹

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Approccio agli errori di traduzione dall'italiano in francese Luciana Alocco Bianco SSLM, Trieste Cos'è l'errore? Formulare una simile domanda non è mera retorica o oziosa provocazione, ma assoluta necessità di circoscrivere il campo della nostra indagine. ‘ Ogni disciplina, dalla linguistica alla psicoanali- si, affronta e interpreta la problematica dell'erro- re in modo molto diverso elaborando strategie e interventi altrettanto diversi. Per il linguista infatti - come osserva F. Lorenzi nell'‘Introduzione" a Gli errori linguistici (1983: 6): l'errore rappresenta una causa fondamentale nel processo di cambiamento di una lingua naturale; per lo psicolinguista una prova empirica del funzionamento del meccanismo di produzione del linguaggio; per lo psicoanalista l'errore, il lapsus costituisce una delle principali manifestazioni dell'inconscio; per l'afasiologo, il neuropsicologo e il logopedista l'errore è il modo in cui un disturbo linguistico si evidenzia, ed il sintomo su cui si incentra la terapia della riabilitazione. Dopo queste osservazioni il Lorenzi insiste giustamente sull'esigenza di distinguere tra "errori di produzione" (speech errors, slips of the tongue) e "errori di apprendimento“ (mafaproprism) {Lorenzi 1983:7). G. Berruto (1973:61} affermando che "parlare di errore di competenza è un controsenso" parla di "competenza più o meno acquisita* spostando quindi i termini del problema e situando "l'errore nel rapporto fra “langue” e "parole". Egli ritiene che “gli errori non possano appartenere alla "langue‘, ma siano tipici della "parole", pertengano cioè non al codice, ed ai suoi modi di funzionamento, ma all'uso concreto del codice: il sistema permette - in molti casi favorisce, provoca - gli errori, median- te le sue relazioni e i suoi procedimenti interni, ma non li contiene in quanto sistama. Gli errori hanno d'altra parte le caratteristiche di individualità e concretezza distintive della ‘parole’. Dopo la disamina di diversi studi l'autore arriva infine alla seguente definizione: La nozione di errore che ricaviamo dalle tesi prima enunciate consisterà dunque nel definire l'errore di lingua come un fenomeno di interferenza interlinguistica o/e intratingui- stica, attuantesi nel primo caso nella zona di contrasto tra strutture differenziali di due sistemi linguistici e nel secondo caso nella zona di una struttura suscettibile di trasposizione di elementi di una struttura parallela all'interno di un sistema linguistico; e manifostantesi ai tre livelli fonico, grafico e grammaticale-semantico come una realizzazione che contrasta con il sistema e/o la norma, e tale che l'emittente del messaggio al momento della produzione la ritiene una codificazione accettabile e corretta del messaggio {Berruto 1973:64). Strettamente legato alla tematica della ‘norma' è il problema degli 'errori' di lingua" - avverte Monica Berretta (1977:29) nel saggio Linguistica ed educazione linguistica. Guida all'insegnamento dell'italiano - dove 'errore' nell'ottica tradizionale "è {era) qualsiasi deviazione dal tipo di lingua scelto come ‘modello’ {norma valutativa)". La studiosa, forte della convinzione che l'errore “non va considerato un fenomeno patologico da reprimere, ma un fatto del tutto normale, ed anche talvolta necessario (per esempio, nel processo di Rivista internazionale di tecnica della traduzione acquisizione del linguaggio da parte dei bambini), nell'uso della lingua" (/bidem), si avvale del crite- rio di 'accettabilità': In generale, chiameremo 'errore' qualsiasi dato linguistico che, violando una regola, risulti inaccettabile, 0 sia inaccettabile pur senza violare alcuna regola esplicita. Dove ‘regola’ è qualsiasi istruzione tratta dal sistema della lingua (norma oggettiva) che ne guida l'uso (per es.: {kuadro] si scrive con la q, fkuore] invece con la 6; il passato remoto di mettere è misi; ecc. ecc.). e l'accettabilità' è il criterio più ampio che tiene conto del contesto specifico in cui ogni ‘dato' è inserito: delle variabili situazionali, in altre parole (ibidem). Alla luce di queste considerazioni eviteremo consapevolmente di parlare di “errori di compeiten- za" per riferirci, semmai, ad “errori di apprendi- mento" e non guarderemo all'errore come ad un fenomeno aberrante da reprimere nell'ottica, del resto, di una tradizione linguistica volta ad una "pedagogia" dell'errore (cfr. per es. Lamy 1981). Un altro problema per la nostra analisi è costituito dal tipo di elaborato, vale a dire la traduzione dall'italiano in francese, che presuppone una competenza attiva di decodificazione e ricodificazione dei messaggio. Il testo proposto, essendo soprattutto “tecnico" e spaziando dai linguaggio politico a quello economico, si annovera fra î "textes pragmatiques", la cui traduzione - secondo il Delisle (1980: 16) - "est un art de réexpression fondé sur les techniques de rédaction"; "la traduzione tecnica - sintetizza il Viezzi (1992: 50) - è la ri-espressione in lingua d'arrivo di un testo în lingua di partenza a carat tere prevalentemerite informativo, nel rispetto di specifiche norme di produzione testuale". Il corpus preso in esame è costituito da 100 elaborati e precisamente da traduzioni dall'italiano in francese fatte da 50 studenti delia Scuola superiore di lingue moderne per Interpreti e Traduttori dì Trieste, iscritti al HI e al IV anno. L'iscrizione al HI e al IV anno, trattandosi di studenti che hanno scelto ii francese come | lingua fondamentale, implica una buona conoscenza deila lingua, studiata mediamente per 8 anni (III anno) e 9 anni (IV anno). L'esame prevede due traduzioni di 250, 280 parole ciascuna e lo studente ha a sua disposizione 80 3 ore di tempo o meglio 90 minuti per ogni prova. L'esiguo numero degli elaborati non permette di fare una statistica probante degli errori, anche se significativa è la percentuale degli studenti (83% circa) tenendo conto che ia Scuola è a numero chiuso e che ai 1 anno non ammette più di una trentina dì persone per ogni lingua fondamentale - con il conseguente e potenziale numero di 60 studenti circa al III e al IV anno -. In questa sede ci limiteremo quindi a isolare gli errori e a descriverne alcuni. Nonostante la consapevolezza che ogni tentativo di classificazione è di per sé limitativo e convenzionale, è metodologicamente indispensabile offrirne una, prima della fase d'individuazione degli errori che saranno classificati secondo il seguente schema: 1. grammaticali, 2. logico-semantici (tra i quali annoveriamo gli errori per omissione, sostituzione, aggiunta di parole), 3. lessicali, 4. ortografici. Preferiamo non ricorrere alla griglia creata dagli autori della Grilfle de classement typologique des fautes (AA.VV.1967, ried. 1990) anche se ricca e articolata come si può facilmente dedurre dailo schema che qui riportiamo: . Faute inclassable . Faute lexicaie / absolue / graphique . Faute lexicale / absolue / orale . Faute lexicale / relative / forme . Faute lexicale / relative / sens . Faute grammaticale / morphologie / absolue / Miao Lab o graphique 2.2. Faute grammaticale / morphologie / absolue / orale 2.3. Faute grammaticale / morphologie / relative # graphique 2.4. Faute grammaticale / morphologi / relative / orale 2.5. Faute grammaticale / structure / proposition / absolue 2.6. Faute grammaticale / structure / proposition / relative 2.7. Faute grammaticale / structure / entre propositions/ concordance Faute grammaticale / structure / entre propositions / coordination Faute grammaticale / structure / entre propositions / subordination 3.0. Ponetuation 3,1. Présentation graphique 2.8. 2.9. Rivista internazionale di tecnica della traduzione aussi massive/importante. E' pur vero che nel ‘600 "autant* poteva prece- dere l'aggettivo, ma oggi è un arcaismo da evitare (cfr. Grevisse-Goosse 1988: 1435, $ 947). « à partir d'il y a plusieurs années per depuis plusieurs années; - avant// à partir de// depuis l'époque préromaine per dès l'6poque préromaina. in questi due ultimi esempi dobbiamo rilevare l'assoluta inaccettabilità di è partir d'# y a e, relativamente al contesto, di avant, mentre l'uso del depuis per il dès presenta non poche difficoltà ben messe in luce dalla Giaufret Colombani (1989). La grammatica Le bon usage accomuna le due preposizioni in una prima definizione: "Dès et depuis marquent tous deu le moment cu le lieu à partir desquels une action a commencé* "mais - si legge poi -dès y ajoute une nuance de précocité ("déjà depuis")" (Grevisse-Goosse 1988: 1538, $ 1010). Se si consultano i dizionari è possibile avere ulteriori informazioni sul fatto che il dès racchiude un'idea di insistenza sull'inizio dell'azione e il depuis sulla sua durata. Ma grammatiche e dizionari sono ben lungi dal dare risposte soddisfacenti e esaurienti al problema come ha già rilevato la Giaufret Cotombani dal cui articolo isoliamo le seguenti considerazioni: En situation de communication depuis + moment/durde + présent indique le moment où a commencé un procès/un état qui dure encore (inaccompli): Je t'attends depuis midi/depuis 45 minutes Pas de possibilité d'ompioyer dès. Depuisì + durée/moment + passé composé indique qu'un fait ponctuel est situé sur cette durée (accompli; moment précis non déterminé): Depuis leur mariage ils ont changé de voiture. Lorsqu‘au moment de l'6nonciation on considère un événement situé dans un futur plus ou moins proche fimmédiat, suivi d'un procéès/état, on emploie dès + présent chronologique / présent avec valeur de futur immédiat / impératif / futur [...] (Giaufret Colombani 1989: 169). Poiché dés indica il solo termine iniziale e insiste sulla posteriorità immediata del fatto preso 82 in considerazione, esso non può sostituire in nessun caso il depuis nel sistema della "storia" - parola usata secondo la terminologia di E. Benveniste (1966: 238) -, quando è correlato con quand, lorsque, jusqu'à (Giaufret Colombani 1989: 170). H dés aggiunge all'indicazione cronologica quella di sorprendente precocità (ibidem) e, infine, diversamente dal depuis, il suo uso è nella maggioranza dei casi limitato a un registro ricercato e nello scritto (ibidem: 171). 1.8.1 Uso della preposizione nella forma passiva del verbo intéresser: - ètre intéressé à (3/13) per étre intéressé par. 1.7. Uso dei tempi, l'indicativo invece del congiuntivo (1/17): - Pour autant que ce film est réaliste per Pour autant que ce film soit réaliste. 1.7.1. Forme verbali - qu'il fusse (1/13) per qu'il fot; - il croie (1/17) per il croit, «it pris (1/17) per i prit. 1.8. Accordo dell'aggettivo possessivo con il soggetto: - elles ne doivent pas régler ses comptes per elles ne doivent pas régler leurs comptes. 1.8.1 Accordo dell'aggettivo con il sostantivo: - auicun vigueur (1/17) per aucune vigueur. L'interferenza con l'italiano è ovvia, anche se attirare l'attenzione sul cambiamento di genere in francese per la maggioranza dei sostantivi che terminano in -eur è ricorrente in didattica. 2. Errorì loglco-semantici 2.1. Falsi sensi: - hiberner (4/17) per hiverner; - faire appel {3/13) per s'‘appuyer sur, - procès (2/13) per processus; - pelote (3/12) per écheveau/enchevétrament; - flocon (1/42) per écheveau/enchevétrement; - se débroviller (1/12) per se défaire; - influence magnétique (4/12) per infiux magnétique; - vicissitudes (1/12) per événements; - plutòt (1/6) per très; - siècles successifs (5/17) per siécles svivants; = qui en Italie ne peut pas étre égalé (5/17) per qui en Italie n'a peut-étre pas d'égal: - substances nutritionnelles (2/17) per substances nutritives; - raffindes (1/12) per sophistiquées; - ajournement (2/12) per mise è jour - renouvellement (1/12) per mise à jour, « en matière de création d'entreprises (1/12) per quant à l'emplacement d'entreprises; - cas (5/13) per hasard; - escamotage (1/13) per procédé; - trépas (1/13) per passage; - légers (1/17) per faibles; - habilité (1/17) per habileté; - gavroche (1/17) per canaille; - arrogant (1/17) per hargneux; - numéro (1/17) per nombre; - coincé (1/17) per maladroit. 2.2. Controsensi - mis è la disposition de chaque société (4/12) per mis à la disposition/offerts par chaque société; - où apparaît d'abord un personnage cultivé et fascinant (1/17) per où apparaît un personnage tout d'abord cultivé et fascinant. 2.3. Nonsensi - son égé rival (1/17) per son vieux rival; - courir quelque chose qui échappe (1/12); dans leur élan de quelque chose qui échappe (1/12) per dans leur course commune vers quelque chose qui échappe. 3. Errori lessicali 3.1. Barbarismi - neutrale per neutre (1/12); » cosme (2/13) per cosmos; - trapas (1/13) per passage; - identifiquer (1/13) per identifier; - aventurieux (1/12) per aventuriers; - réalistique (1/17) per réaliste; - idgateur (3/17) per créateur, - case (1/17) per oasis; - voîisinante (1/17) per voisine; - bénéfactour (1/17) per bienfalteur, - ambientalistes (1/17) per écologistes. 3.2. Registro - blague (1/6) per plaisanterie; - rigolade (1/6) per rire. Luciana Alocco Bianco 3.3. Italianismi - dans la tentative delpouridans le but de - plus d'espace (2/23) per plus de place; - pour beaucou de bonnes raisonsì (2/13) per à fort juste titre. de (4/17) per afin 4. Errori ortografici - vampir (1/17) per vampire; - financiaires (1/17) per financières; - group (1/17) per groupe; - dénoument (1/17) per dénouement; - apartements (1/17) per appartements; Stimologique {1/6) per étymologique; - mistérieuses (1/6) per mystérieuses; - tecnique (1/6) per technique; - rigureux (1/6) per rigoureux; - exaustives (1/6) per exhaustives; - pluspart (1/6) per plupart; - réflection (1/13) per réflexion. 4.1. Accenti - téchnologie (1/13) per technologie; - reflexion (1/13) per réffexion; » verité (1/13) per vérité; - énérgie (1/13) per énergia; - révendique (1/13) per revendique. Su un totale di 378 errori circa, il primo posto è occupato dagli errori grammaticali (32%), seguiti in ordine decrescente dagli errori logico- semantici (28%), da quelli lessicali (22%) e ortografici (18%). L'alta percentuale degli errori grammaticali non deve trarre in inganno, perché essi sono da ascriversi, per lo più, agli elaborati dei candidati più deboli. La stessa considerazione sì impone per gli errori ortografici, basti pensare che uno stesso candidato ha sommato 17 errori d'ortografia. E' il livello lessicale 6 quindi quello logico-semantico a rappresentare l'ostacolo più significativo anche per i candidati più capaci. Ma non possiamo azzardare nessun tipo di conclusione, se non quella di consta-tare che, nonostante la competenza linguistica degli studenti, ci sono errori ben radicati, i "fossilized errors" secondo la terminologia del Littlewood ricordato dal Maldussi nella ricerca (Maldussi 1990: 134): "Un caso d'analisi degli errori dai francese verso l'italiano", che, in quanto centrata sugli errori dal francese verso l'italiano, va apparentemente in direzione contraria alla nostra, ma che parte dagli stessi 83