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esame economia e accounting, Appunti di Economia

il file comprende la spiegazione del prof in aula già integrata con il libro, (non sono tutti i capitoli, solo quelli assegnati da lui)

Tipologia: Appunti

2024/2025

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Carlotta Sorte
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Prof. Valerio Brescia
ECONOMIA E ACCOUNTING
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Prof. Valerio Brescia

ECONOMIA E ACCOUNTING

CAPITOLO 1: IL SISTEMA-AZIENDA E IL SUO AMBIENTE 1.1. L’AZIENDA E I SUOI ELEMENTI COSTITUTIVI

L’azienda è un’organizzazione composta da persone fisiche (fattore produttivo lavoro) e mezzi

tecnicici (fattore produttivo capitale) che utilizza input (capitale, lavoro, immobilizzazioni) per

produrre o erogare beni e/o servizi ( output ) destinati a soddisfare bisogni umani. Il fattore lavoro, supportato dai mezzi tecnici, deve svolgere l'attività di produzione in condizioni di efficienza economica cioè impiegare una quantità appropriata di risorse (fattori produttivi) per ottenere un determinato output (bene o servizio). Oltre ad una visione economica della realtà aziendale, ne esistono altre. Dunque, bisogna considerare anche la realtà tecnica, psico-sociale e giuridica dell’azienda. Occorre poi risalire al motivo per cui nasce un’azienda, ovvero:

  • Soddisfazione dei bisogni umani (diretti o indiretti) o Bisogni diretti → Business to Consumer (B2C): l’azienda si rivolge direttamente al consumatore finale. o Bisogni indiretti → Business to Business (B2B): l’azienda si rivolge ad altre aziende, che a loro volta soddisferanno il consumatore finale. L’organizzazione aziendale, quindi, crea un rapporto tra l’impresa e il consumatore: un rapporto dinamico tra il consumatore che mostra dei bisogni e l’impresa che produce beni e servizi per soddisfarli. Le imprese tentano anche di creare delle esigenze che magari prima non esistevano.

Curva di domanda nel caso di beni diversificati La curva di domanda nel caso dei beni differenziati introduce qualche “complicazione in più” rispetto al caso dei beni omogenei, perché entra in gioco la preferenza per le caratteristiche del prodotto (qualità, marchio, design, servizio, ecc.) La domanda è più elastica nei mercati con beni diversificati Queste differenze fanno sì che ciascuna impresa non si confronti con una curva di domanda “perfettamente orizzontale” (come nel caso di concorrenza perfetta di beni omogenei), ma con una domanda che dipende da quanto i consumatori preferiscono proprio quel bene rispetto agli altri.

  • Asse verticale (Prezzi) : indica i diversi livelli di prezzo che l’impresa può proporre.
  • Asse orizzontale (Quantità) : rappresenta la quantità venduta (cioè quanti consumatori comprano a quel prezzo). Ogni “gradino” rappresenta un gruppo di consumatori con una diversa disponibilità a pagare.
  • Ad esempio, il punto A è il consumatore disposto a pagare il prezzo più alto , perché attribuisce un alto valore al prodotto (forse per la marca, qualità, status, ecc.).
  • Man mano che si abbassa il prezzo (passando da A a B, poi a C, ecc.), più consumatori entrano nel mercato , cioè sono disposti a comprare il bene, ma solo a un prezzo inferiore. Perché la curva ha una forma a gradoni? Perché ogni consumatore è diverso. La domanda si costruisce sommando le decisioni individuali di consumatori con preferenze diverse. Alcuni vogliono esattamente quel prodotto (marchio, estetica, qualità), altri invece sono più propensi a cambiare se il prezzo non li convince. Ogni gradino mostra un prezzo a cui l’impresa può vendere a un certo gruppo di consumatori.
  • Se l’impresa vuole vendere solo a chi è disposto a pagare molto → resta sul gradino A.
  • Se vuole aumentare la quantità venduta, deve abbassare il prezzo → e scende verso i gradini successivi. Il valore percepito del prodotto diventa fondamentale: più l’impresa riesce a differenziare il proprio bene, più riesce a mantenere prezzi alti su alcuni gradini.

A tal punto, serve distinguere i diversi tipi di azienda, termine generico con cui ci si riferisce sia alle imprese, normalmente private, che alle organizzazioni pubbliche. Tipi di azienda: Classificazione secondo:

1. fine perseguito;

  1. natura dei soggetti promotori. 1. Secondo il fine perseguito a. Aziende di produzione o imprese : Hanno come obiettivo la generazione di profitto attraverso la produzione di beni o servizi destinati al mercato. Soddisfano bisogni di mercato e remunerano il rischio dell’investitore. Esempi: Tesla, Airbnb, BMW, Google, Facebook, Amazon, Ferrari, Coca-Cola, McDonald’s, Uber, Netflix, Apple, Alibaba, IBM. o la famiglia b. Aziende di erogazione o aziende “pure”: Non hanno scopo di lucro. Rispondono a bisogni collettivi , fornendo beni/servizi pubblici. Sono finanziate attraverso risorse pubbliche (es. tasse). Esempi: un’azienda sanitaria che fornisce servizi indistintamente da chi li chiede o no; ospedali pubblici; aziende degli enti territoriali che si adattano al territorio in cui si trovano, come per esempio per chiedere carta d’identità al comune; teatri; musei; aziende degli enti istituzionali (INPS, INAIL, Camere di Commercio, ecc.), come per pagare contributi per la pensione all’INPS, o l’intervento in caso di infortuni dell’INAIL, o la Camera che interviene a disposizione di tutti quelli che hanno bisogno di essa. c. Aziende composte: Vi convivono sia un nucleo erogativo che un nucleo produttivo Esempio: enti territoriali e locali d. Aziende no profit o del terzo settore: Rispondono a bisogni generali o specifici della collettività , riconosciute dallo stato. Tuttavia, esse svolgono attività per scopi sociali, assistenziali, culturali e non hanno scopo di lucro, motivo per cui, in caso di raggiungimento di un risultato economico positivo, non possono distribuirlo, ma viene reinvestito per finalità di interesse generale. Possono svolgere attività istituzionali (senza scopo di lucro) e commerciali (con tassazione ordinaria – IVA, ecc.), purché l’attività commerciale non superi una certa soglia delle entrate complessive. Esempi: Croce Rossa Italiana, cooperative sociali, associazioni culturali, fondazioni, enti di assistenza. 2. Secondo la natura del soggetto promotore a. Aziende pubbliche: Create e finanziate da enti pubblici. Hanno lo scopo di soddisfare bisogni pubblici collettivi. Dove si trovano i bisogni da soddisfare? Si trovano nello statuto che hanno tutti gli enti, dotati di una serie di servizi per rispondere a determinati bisogni indistinti. Es. INAIL, INPS, comuni, regioni, stato

Criteri di valutazione di un’azienda Le imprese devono considerare un mix adeguato di risorse, produzione, prodotti e mercato, raggiungendo così sia l'efficienza che l'efficacia punto i primi due criteri di valutazione di un'azienda. Efficienza L’efficienza riguarda il rapporto tra risorse impiegate e risultati ottenuti , in particolare nei processi di acquisto e gestione interna (costi). Un’azienda è efficiente quando riesce a:

  • minimizzare i costi,
  • ottimizzare i processi produttivi,
  • ottenere il massimo rendimento possibile dalle risorse utilizzate. Per effettuare la distinzione di efficienza tra aziende, bisogna basarsi sulla quantità di input utilizzato per ottenere la stessa quantità di output; per questo molte aziende falliscono nel mercato aperto e ciò dipende dalla capacità aziendale organizzativa. essere efficienti significa fare le cose nel modo giusto , con il minor spreco possibile. Efficacia L’efficacia si riferisce alla capacità dell’azienda di soddisfare i bisogni del mercato attraverso i propri beni o servizi. È un concetto legato più alle vendite (ricavi) , alla qualità percepita e all’ aderenza dell’offerta alla domanda. Un’azienda è efficace quando riesce a:
  • offrire un prodotto o servizio che incontra le reali esigenze del cliente,
  • posizionarsi in modo competitivo,
  • ottenere un buon riscontro sul mercato. Dunque, l’efficacia riguarda fare le cose giuste , cioè produrre ciò che effettivamente viene richiesto. Questi due parametri concorrono a determinare il risultato economico complessivo e devono essere valutati congiuntamente , mai separatamente. Per quanto riguarda le imprese, un fondamentale parametro per misurare il raggiungimento di tale obiettivo è il rapporto tra ricavi e costi che darà il reddito (R-C). Dunque, l’equilibrio economico consiste nella capacità dell’impresa di coprire, con i propri ricavi, tutti i costi delle risorse impiegate, conseguendo un risultato economico. Se non c’è equilibrio bisogna intervenire.

1.2. L’AZIENDA COME SISTEMA E LE SUE RELAZIONI CON L’AMBIENTE

L’impresa è un sistema : un insieme integrato di elementi eterogenei (persone, risorse, capitale,

strutture) che cooperano per raggiungere uno scopo comune: produrre beni/servizi per

soddisfare bisogni.

Essa opera in stretta relazione con l’ambiente esterno, da cui riceve input e verso cui genera output, adattandosi continuamente ai cambiamenti e integrando competenze e know-how per organizzare in modo efficace le proprie attività. L’impresa è un sistema:economico: L’impresa impiega risorse limitate per soddisfare bisogni, cercando di ottenere il miglior risultato con il minor impiego possibile. ● aperto : È in continua relazione con l’ambiente esterno , da cui riceve input (risorse, informazioni, vincoli) e verso cui restituisce output (prodotti, servizi, conoscenza). ● dinamico : Si adatta e si trasforma in base ai cambiamenti esterni (tecnologia, mercato, concorrenza, bisogni). La visione dell’impresa come sistema consente di analizzare:

  • le relazioni tra gli elementi che compongono il sistema impresa;
  • le relazioni tra l’impresa ed il proprio ambiente. I processi produttivi primari: ● Marketing : analizza il mercato per capire i bisogni da soddisfare. ● Produzione : trasforma le risorse in beni/servizi. ● Ricerca e sviluppo (R&S) : trova soluzioni innovative per migliorare l’offerta. Ogni funzione potrebbe anche essere considerata in maniera autonoma ma così facendo l’azienda sarebbe un insieme disordinato e disorganico incapace di svolgere il suo compito. Di fatto, il funzionamento dell’azienda implica che le diverse funzioni vengano svolte in modo estremamente integrato. ➔ La funzione di marketing interpreta le esigenze del mercato avendole prima influenzate con la pubblicità per poi acquisirne le ordinazioni; ➔ la funzione innovazione trasforma l’input del marketing in idee di nuovi prodotti , nuovi processi, miglioramenti e traduce queste idee in adeguati progetti per prenderne possibile l’industrializzazione; ➔ la funzione di produzione , dopo aver verificato la fattibilità tecnica dei nuovi prodotti e processi, prevede alla loro realizzazione materiale e alla consegna ai clienti. Oltre a considerare la gestione aziendale, si deve considerare anche la sua organizzazione, ovvero il modo in cui il lavoro è suddiviso tra i vari ruoli e organi.

3. Ambiente culturale (sottocategoria del sociale) Si riferisce ai valori, credenze, abitudini e comportamenti prevalenti in una società. Influenza il modo di vivere e consumare delle persone. Esempi: ○ Abitudini alimentari. ○ Preferenze per stili di vita sostenibili o tecnologici. ○ Visione del ruolo della donna o dell’inclusione etnica 4. Ambiente fisico-naturale Riguarda le risorse naturali disponibili e le caratteristiche geografiche del territorio. Esempi: ○ Qualità e disponibilità delle risorse naturali. ○ Clima e conformazione del territorio (montagna, pianura, zona costiera). ○ Eventi climatici estremi o vincoli ambientali. 5. Ambiente economico Comprende gli indicatori macroeconomici che riflettono la salute economica di un paese. Le imprese li analizzano per valutare rischi e opportunità di mercato. Indicatori principali: ○ PIL (Prodotto Interno Lordo) → misura la crescita economica. ○ Inflazione → indica l’aumento dei prezzi. ○ Debito pubblico → rappresenta il livello di indebitamento dello Stato. ○ Forbice sociale → differenza tra redditi alti e bassi. ○ Spread → differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani (BTP) e tedeschi (Bund) a 10 anni, indice della fiducia degli investitori.

6. Ambiente tecnologico Include le tecnologie disponibili per la produzione, la gestione e l’innovazione. Fondamentale per aumentare efficienza, efficacia e competitività. Tipologie di tecnologie: Tecnologie di base Utilizzate per la produzione ordinaria di beni e servizi. Tecnologie strategiche Permettono all’azienda di differenziarsi dalla concorrenza, aumentando produttività e qualità. Solitamente brevettate per proteggerne l’unicità. Tecnologie complementari Integrano o sostituiscono tecnologie esistenti, migliorandole. Possono diventare strategiche se danno un vantaggio competitivo. Tecnologie emergenti Ancora in fase di sviluppo, ma con alto potenziale innovativo. Non sono ancora brevettate o utilizzate su larga scala. l’impresa non si limita a recepire gli input che provengono dall’ambiente esterno, ma a sua volta cede gli output. In particolar modo, le grandi imprese sono in grado di influenzare l’ambiente che le circonda. ➔l’impresa riceve dall’ambiente gli input ➔ vengono trasformati gli input ➔ l’impresa ottiene gli output che hanno impatto sull’ambiente circostante. Proprio per questo si parla di un duplice impatto che ha l’impresa sull’esterno, e la Corporate Social Responsability si occupa proprio di questi rapporti con la collettività in cui essa si colloca. Perché oggi gli imprenditori si interessano alla collettività mentre prima solo all’aspetto economico? Perché avere un impatto positivo sulla collettività porta a ricavi di vendita maggiori per riconoscimento dalla collettività e dai consumatori in ambito ambientale. Quindi, si riduce il rischio di default se si fa attenzione anche al sociale e all’ambientale, curando i processi e riuscendo così a controllare meglio l’organizzazione. Tutti input entrano nel processo di trasformazione, durante cui abbiamo un sistema parallelo che raccoglie informazioni input e output dall’interno all’esterno (information technology). Perché? Per migliorare l’efficienza e l’efficacia perché i dati elaborati possono essere un supporto anche per prevedere eventuali disastri.

Un caso particolare è rappresentato dalle aziende sanitarie pubbliche , che, pur offrendo servizi di interesse pubblico, si trovano in una posizione concorrenziale con cliniche e laboratori privati. Tuttavia, anche le organizzazioni pubbliche presentano caratteristiche aziendali , poiché devono:

  • orientarsi ai bisogni degli utenti,
  • creare valore pubblico,
  • sapersi adattare al cambiamento,
  • adottare strumenti gestionali propri del management. Obiettivi a Confronto Imprese Private Aziende Pubbliche Sviluppo organizzativo Sviluppo organizzativo Eccellenza dei processi Eccellenza dei processi Customer satisfaction (clienti) Soddisfazione degli utenti e collettività Equilibrio economico-finanziario ( obiettivo ) Equilibrio economico-finanziario ( vincolo ) 1.4. L’ECONOMIA AZIENDALE, LE DISCIPLINE DEL MANAGEMENT E LE CHIAVI DI LETTURA DEL FUNZIONAMENTO DELLE AZIENDE L’economia aziendale è la disciplina che studia la gestione, l’organizzazione e il funzionamento delle aziende , ponendo attenzione:
  • alle relazioni tra i fenomeni aziendali,
  • all’osservazione concreta della realtà aziendale, interna ed esterna,
  • agli strumenti per interpretare e migliorare le scelte gestionali. Le Tre Dimensioni dell’Amministrazione Economica:
  1. Gestione : è il momento oggettivo , che riguarda l’insieme delle attività svolte per raggiungere gli obiettivi aziendali. Si divide in: o Gestione strategica → definisce il business e le scelte di medio-lungo periodo; o Gestione corrente → attua operativamente le decisioni prese.
  2. Organizzazione : è il momento soggettivo , legato alla gestione delle risorse umane. Stabilisce: o come suddividere le attività tra i diversi ruoli, o come coordinarli e responsabilizzarli.
  3. Rilevazioni quantitative : sono strumenti di misurazione economica dei fenomeni aziendali, sia già avvenuti ( consuntive ) che previsti ( preventive ). Possono riguardare: o dati contabili, o dati extra-contabili,

o informazioni rivolte all’interno o all’esterno.

Chiavi di Lettura del Funzionamento Aziendale:

  1. Approccio per Funzioni È la chiave di lettura più intuitiva: suddivide l’azienda in aree omogenee dal punto di vista tecnico- economico , come:
    • funzione commerciale,
    • funzione di produzione,
    • funzione amministrativo-contabile. Permette una gestione ordinata delle attività, ma non garantisce una visione integrata dell’azienda.
  2. Approccio per Processi È un modello più sistemico : considera l’azienda come un insieme di attività inter- funzionali finalizzate al raggiungimento di obiettivi comuni (es. sviluppo di un prodotto, gestione del cliente…). I processi sono trasversali , superano i confini delle singole funzioni, e richiedono coordinamento e visione d’insieme. 1.5. LE IMPRESE O AZIENDE DI PRODUZIONE PER IL MERCATO: PROFILO ECONOMICO-FINANZIARIO E TIPOLOGIE DI IMPRESE L’impresa è un’organizzazione che nasce con uno scopo ben preciso: soddisfare i bisogni delle persone attraverso la produzione e la vendita di beni o servizi. Questi bisogni si manifestano nel mercato, dove i clienti esprimono la loro domanda, e le imprese rispondono con un’offerta. Il ruolo dell’impresa, quindi, è centrale nell’economia: da un lato risponde a esigenze reali della società, dall’altro punta al raggiungimento di obiettivi economici , principalmente il profitto. Il primo obiettivo economico dell’impresa è remunerare il capitale di rischio , cioè il denaro messo a disposizione dai soci o proprietari. Tuttavia, questa remunerazione – che chiamiamo utile o reddito nettonon è garantita , perché rappresenta ciò che “avanza” una volta pagati tutti i costi. Per ottenere un profitto, l’impresa deve prima coprire tutte le spese sostenute per:
    • pagare i lavoratori (salari e stipendi),
    • acquistare beni e servizi dai fornitori,
    • restituire il capitale preso in prestito (interessi passivi),
    • versare imposte e contributi allo Stato. In questo contesto, il lavoro merita un’attenzione particolare, non solo per il suo valore economico, ma anche per le implicazioni etiche e sociali. L’imprenditore, infatti, dovrebbe gestire l’impresa in modo responsabile, cercando un equilibrio tra efficienza economica e benessere dei lavoratori.

non producono , ma distribuiscono beni già esistenti, creando valore economico attraverso il trasferimento nel tempo e nello spazio. A seconda del sistema di produzione adottato, vengono identificate due tipologie:

  • Produzione per il magazzino : si produce in previsione della domanda → si accumulano scorte
  • Produzione su commessa : si produce solo dopo aver ricevuto un ordine → ogni prodotto è unico. CAPITOLO 2 : LE AZIENDE PUBBLICHE E GLI ENTI NON PROFIT 2.1. LE DIVERSE CONFIGURAZIONI DI AZIENDE PUBBLICHE (AAPP) In Italia esistono due principali classificazioni delle organizzazioni pubbliche: 1. Classificazione economico-statistica (Sec95) Basata sul Sistema Europeo dei Conti (Sec95), utilizzato per la contabilità nazionale. È collegata al tema della spending review , che mira a garantire standard qualitativi e quantitativi nei servizi pubblici. L’ISTAT aggiorna periodicamente l’elenco delle unità istituzionali che rientrano nel settore AAPP. Queste unità contribuiscono al Conto Economico Consolidato delle Amministrazioni Pubbliche e si dividono in tre sotto-settori:
  • Amministrazioni centrali : Senato, Agenzia delle Entrate, ANAS, ecc.
  • Amministrazioni locali : Regioni, Comuni, Università, ecc.
  • Enti nazionali di previdenza e assistenza : INPS, INAIL. Scopo: consolidare i conti pubblici e confrontare l’efficienza tra i Paesi europei. 2. Classificazione giuridico-amministrativa Propone due grandi categorie:
  • Enti pubblici territoriali : la loro attività è legata a un territorio specifico. o Nazionali : organi centrali dello Stato. o Locali : Regioni, Province, Comuni.
  • Enti pubblici non territoriali (istituzionali) : non hanno un vincolo territoriale. o Economici : svolgono attività d’impresa (es. Trenitalia), spesso trasformati in S.p.A. o Non economici : Istituti di Stato, enti di servizio.

2.1. I PRINCIPALI CARATTERI DISTINTIVI DELLE AZIENDE PUBBLICHE Le AAPP si distinguono per i seguenti aspetti:

  1. Obiettivo principale
    • Soddisfazione dell’utenza → orientamento al servizio, non al profitto.
  2. Sistema di governo multilivello
    • Governo politico-istituzionale : definisce le strategie (attori politici).
    • Dirigenza amministrativa : attua le strategie (burocrazia, con profilo tecnico e meritocratico).
  3. Contabilità finanziaria
    • Uso della contabilità finanziaria , integrata sempre più con la contabilità economico- patrimoniale. o Bilancio preventivo : stima di entrate e uscite → ha valore autorizzativo (limita la spesa a quanto previsto). o È un documento interno e segue regole contabili proprie. 4.Sistemi di finanziamento delle AAPP Fonti di finanziamento proprie: Cioè la risorse di cui l’azienda può disporre direttamente dalla propria attività, e si distinguono in:
    • Tributi : imposte (IMU, IRPEF, IRAP).
    • Tasse e contributi : o Tasse: per servizi divisibili (ticket, tasse scolastiche). o Contributi: esazioni coattive per servizi generali (es. contributo ambientale).
    • Proventi diversi : entrate extra (multe, affitti, ecc.).
    • Disinvestimenti : vendita di beni pubblici. Fonti di finanziamento derivate: Cioè Quelli di cui l'azienda può disporre attingendo all'esterno della propria attività amministrativo- istituzionale, e si distinguono in:
    • Trasferimenti : da altre AAPP, senza obbligo di restituzione.
    • Indebitamento : finanziamenti con obbligo di rimborso e interessi. Modelli di finanza pubblica:
    • Finanza derivata : risorse raccolte centralmente e redistribuite.
    • Finanza autonoma : l’ente gestisce in autonomia entrate e servizi.
    • Finanza mista : modello attuale italiano (combinazione dei due).

2.3. LE AZIENDE NON PROFIT Le aziende non profit (ANP) sono enti che, pur operando in ambito privato, perseguono finalità di interesse collettivo, spesso di natura sociale, culturale o etica. A differenza dello Stato, che finanzia le proprie attività principalmente tramite le tasse, le ANP si sostengono con risorse proprie o tramite contributi volontari e pubblici. Pur avendo obiettivi simili a quelli delle amministrazioni pubbliche (AAPP), le ANP non sono organi statali , ma nascono da iniziative libere e volontarie di persone o gruppi che decidono di perseguire una missione specifica. Le ANP fanno parte del "terzo settore" , un insieme eterogeneo di soggetti economici che:

  • Utilizzano forme giuridiche private.
  • Offrono beni o servizi orientati al soddisfacimento di bisogni sociali.
  • Operano senza scopo di lucro , cioè non distribuiscono utili ai finanziatori o soci, ma reinvestono ogni eventuale avanzo per migliorare l’attività. Le ANP spesso si sviluppano in risposta a:
  • Fallimenti o inefficienze del settore pubblico nel soddisfare alcuni bisogni.
  • Mancanza di interesse del settore privato per attività non redditizie. Caratteristiche distintive:
  • Assenza di lucro : non vi è distribuzione di profitti ai membri; le risorse devono essere reinvestite.
  • Efficienza e sostenibilità : anche senza fine di lucro, devono gestire razionalmente le risorse.
  • Impatto sociale : il successo si misura soprattutto in termini di benefici collettivi , come le esternalità positive generate (es. miglioramento del benessere sociale, diffusione di valori etici, coesione culturale). Classificazione delle ANP 1. ANP senza attività produttiva
  • Esempio: fondazioni pure
  • Finalità: promozione delle arti, sostegno a cause caritatevoli.
  • Funzionamento: si basano su un patrimonio iniziale conferito dai fondatori, e si occupano principalmente di distribuire fondi , non di produrre beni o servizi. 2. ANP con attività produttiva Possono essere suddivise in due sottogruppi:
  • a. Produzione per bisogni dei fondatori o Nascono per soddisfare bisogni essenziali non garantiti né dallo Stato né dal mercato. o Spinte anche da valori etici, morali o da un interesse economico indiretto.
  • b. Produzione per la collettività o Offrono beni o servizi: § Gratuitamente (es. assistenza a persone in difficoltà). § A pagamento (tramite scambi di mercato), ma sempre nel rispetto della missione sociale. Le fonti di finanziamento delle ANP Le ANP possono contare su:
  • Contributi volontari da persone sensibili a determinate cause.
  • Sovvenzioni pubbliche o agevolazioni fiscali.
  • Lavoro volontario , spesso fondamentale per lo svolgimento delle attività. Ci sono alcune forme ibride , che pur essendo parte del terzo settore, presentano caratteristiche specifiche:
  • Cooperative sociali/mutualistiche : o Offrono servizi ai propri soci. o I lavoratori sono retribuiti, anche se con compensi contenuti.
  • Imprese sociali : o Puntano a generare un impatto sociale misurabile (attraverso appositi documenti di valutazione). o Pagano i dipendenti e investono nella formazione e crescita del personale. o Possono ottenere agevolazioni fiscali grazie alla loro funzione sociale. CAPITOLO 3: LA FORMA GIURIDICA DELLE AZIENDE 3.1. GENERALITA’ L’impresa, in sé, è uno strumento operativo : non ha una sua personalità giuridica autonoma, quindi non è titolare di diritti o obblighi. Tuttavia, nel momento in cui svolge la sua attività economica, nascono rapporti giuridici (contratti, debiti, crediti, ecc.). Questi diritti e obblighi fanno capo a un soggetto giuridico , che può essere:
  • una persona fisica (impresa individuale);
  • un soggetto collettivo , cioè un gruppo di persone (come nelle società). Quando parliamo di forma giuridica di un’impresa, ci riferiamo quindi al tipo di soggetto che si assume responsabilità e diritti derivanti dall’attività imprenditoriale.
  • Nell’ impresa individuale , il soggetto giuridico è una sola persona fisica , che: o è responsabile completamente della gestione aziendale, o prende tutte le decisioni autonomamente, o si assume personalmente tutti i rischi (fallimento), anche con il proprio patrimonio familiare. ! Questo tipo di impresa è frequente tra i professionisti (avvocati, ingegneri, consulenti, ecc.), perché consente libertà decisionale, ma comporta anche una responsabilità illimitata in caso di fallimento.