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La Povertà e il Servizio Sociale: Storia e Transformazioni, Prove d'esame di Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale

Una panoramica storica della povertà e dell'evoluzione del servizio sociale in Italia. Esplora la distinzione tra povertà relativa e assoluta, i fattori che contribuiscono all'esclusione sociale e la nascita del servizio sociale in relazione all'industrializzazione. Inoltre, il testo discute della crisi dei servizi sociali negli anni '90 e le riforme successive.

Tipologia: Prove d'esame

2020/2021

Caricato il 01/05/2021

giuliacasale
giuliacasale 🇮🇹

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Le chiavi di lettura
1. Avere sempre lo sguardo al mondo -> lettura multifattoriale sia dei
problemi personali-familiari che di quelli sociali
2- usare occhiali della complessità -> significa che non si può capire tutto
subito ma è necessario osservare, analizzare, confrontare e riflettere
Chiave di lettura ->complessità
Una situazione si definisce tanto più complessa quanti più componenti sono
presenti e quante più interazioni si creano tra loro
Bisogna andare a cercare:
-causa-> cioè i motivi per cui esiste una situazione
-interconessi -> le possibilità di influenzamento reciproco tra le persone
coinvolte
-obiettivi-> gli scopi delle azioni
-mezzi-> i modi e gli strumenti per arrivare agli obiettivi
Secondo questa lettura l’a.s non deve pensare di capire tutto dall’inizio e di
avere e risposte in mano e che siano universali.
Deve invece usare la griglia della complessità, attingere a saperi oggettivi ed
esperenziali per poi progettare un piano d’intervento assieme al diretto
interessato
Si deve sempre avere uno sguardo al mondo:
-prestare attenzione ai processi e ad i contesti sociali più generali in cui si
collocano le problematiche
-analisi nultifattoriale dei fenomeni sociali
Povertà, marginalità, esclusione sociale
La povertà è un concetto che varia nel tempo, non si può dare una definizione
univoca è una realtà che storicamente mutata.
Vi sono 2 tipi di povertà :
-povertà relativa-> dipende dal contesto sociale in cui le persone sono
inserite, famiglia di 2 componenti se ha una spesa per consumi uguale o
inferiore alla spesa media mensile per persone
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Le chiavi di lettura

  1. Avere sempre lo sguardo al mondo -> lettura multifattoriale sia dei problemi personali-familiari che di quelli sociali 2- usare occhiali della complessità -> significa che non si può capire tutto subito ma è necessario osservare, analizzare, confrontare e riflettere Chiave di lettura -> complessità Una situazione si definisce tanto più complessa quanti più componenti sono presenti e quante più interazioni si creano tra loro Bisogna andare a cercare:
  • causa-> cioè i motivi per cui esiste una situazione
  • interconessi -> le possibilità di influenzamento reciproco tra le persone coinvolte
  • obiettivi-> gli scopi delle azioni
  • mezzi-> i modi e gli strumenti per arrivare agli obiettivi Secondo questa lettura l’a.s non deve pensare di capire tutto dall’inizio e di avere e risposte in mano e che siano universali. Deve invece usare la griglia della complessità, attingere a saperi oggettivi ed esperenziali per poi progettare un piano d’intervento assieme al diretto interessato Si deve sempre avere uno sguardo al mondo: - prestare attenzione ai processi e ad i contesti sociali più generali in cui si collocano le problematiche -analisi nultifattoriale dei fenomeni sociali Povertà, marginalità, esclusione sociale La povertà è un concetto che varia nel tempo, non si può dare una definizione univoca è una realtà che storicamente mutata. Vi sono 2 tipi di povertà :
  • povertà relativa-> dipende dal contesto sociale in cui le persone sono inserite, famiglia di 2 componenti se ha una spesa per consumi uguale o inferiore alla spesa media mensile per persone
  • povertà assoluta-> famiglia di 2 componenti se ha una spesa per consumi o inferiore alla soglia della povertà assoluta che si differenza per tipo di famiglia Zona geografica e zona di residenza 3 componenti principali: -soddisfacimento di fabbisogni alimentari essenziali -disponibilità di un’abitazione consone -necessità di vestirsi, comunicare, istruirsi Esclusione sociale -> disagio economico-abitativo Marginalità esclusione sociale -> Da povertà a marginalità sociale: globalizzazione sistema economico-produttivo La condizione di marginalità -> dimensione economica\precarità occupazionale\ abitativa\reti primarie e secondarie Indicatori di vulnerabilità sociale: - mutamento del mercato di lavoro, la dimensione economica si associa sempre di più alla povertà a causa della globalizzazione dei mercati e della crisi economica A tale flessibilità si è associata la precarizzazione dei percorsi lavorativi
  • polarizzazione della società l’aumento del divario tra coloro che sono stabile a livello lavorativo e sociale e tra coloro che sono esclusi ed emarginati Uno studio di bergamaschi ha evidenziato come l’attività lavorativa stabile procuri uno statuto sociale e assicuri l’integrazione e la coesione
  • indebolimento delle forme tradizionali di sociabily e di integrazione sociale: l’attenzione va rivolta anche alle risorse provenienti dalle reti familiari e sociali, confermando il fatto che i fenomeni di esclusione non sono riconducibili soltanto alla povertà intesa nella sua dimensione economica, ma va estesa ad altri indicatori di esclusione Il concetto di povertà di amartya k.sen La povertà non è legata solo alla carenza monetaria di qualcuno, bensì alla capacità di funzionare Mette in discussione gli indicatori tradizionali che concepiscono tale problematica soltanto in termini di basso reddito

I cambiamenti quindi indicano come la società si rapportava con la povertà. Periodo pre-statuale (medioevo) In questo periodo lo stato non esisteva come lo intendiamo oggi, il potere veniva gestito dalle monarchie e diviso tra i feudatari nell’ambito rurale Assenza interventi assistenziali pubblici- rete solidarietà ‘comunitaria’ La chiesa aveva dunque il compito di assistere ai bisognosi e le istituzioni di beneficienza erano i conventi L’idea del povero in quel periodo non era negativa il povero appartiene all’apparato sociale è uno dei 3 componenti della società era una sorta di mezzo di redenzione e di arricchimento spirituale per coloro che seguivano una condotta cristiana Nel 13 secolo ci fu un peggioramento delle condizioni socio-sanitarie, un incremento demografico rispetto alle risorse. Questo cambiamento del quadro sociale portò ad una crisi del precedente sistema assistenziale si hanno le prime misure contro le persone bisognose Età moderna Assistiamo a diversi cambiamenti quali: -fattori economici -> il colonialismo -fattori politici-> le monarche assolute -fattori religiosi-> la riforma protestante e la controriforma -crisi del 600 con carestie e pestilenze Nella società europea tra il 14 e il 15 secolo ci fu una trasformazione del sistema economico\produttivo e il punto chiave di questo cambiamento fu la separazione dei produttori dai loro mezzi di produzione In Inghilterra nasce l’importante figura dell’imprenditore agricolo aumenta la popolazione e si elimina il regime agrario comunitario, causando una ‘proletarizzazione’ dei contadini, che lentamente si spostano verso le città dove era iniziato il processo di industrializzazione Questo spostamento demografico mise le vecchie popolazioni contadine, abituate a svolgere compiti manuali e spostate in fabbrica in una posizione di fragilità socio-sanitaria, aumentando anche il rischio di infortunio

Il nuovo processo di accumulo capitalistico, avviatosi durante una notevole crescita demografica e decrescita delle risorse, produsse grandi forme di pauperismo Pauperismo: grave situazione di depressione economica estesa a larghi strati della popolazione da cui conseguono fattori di varia natura Questo fenomeno preoccupa molto i ceti più alti della società che temevano forme di disordine da parte delle masse povere, orientandosi quindi sempre di più verso fore di difesa delle proprie fortune e proprietà Si può dire che con l’inizio della modernità i fenomeni di degradazione sociale divennero sempre più estesi e rapidi Il sistema di assistenza quindi assume una nota di controllo verso i conflitti sociali Questo processo aveva anche il fine di decentrare la supremazia della chiesa, che fino ad allora aveva il ruolo egemone nel fornire assistenza alla popolazione Nel 16 secolo si vide un mutamento radicale nei paesi in cui la riforma protestante e la controriforma cattolica avevano attecchito, lo stato si era preso ormai carico dell’assistenza agli indigenti Si attuò un divieto di movimento alle persone povere, k in modo da dare alle forse politiche più controllo sul territorio Al contempo ci fu il divieto dell’accattonaggio Grande internamento-> tra il 1500 e il 1600 si è visto il fenomeno del ‘grande internamento’ in tutta Europa. Il concetto era quello di rinchiudere le persone indigenti in delle strutture specifiche ai fini del controllo Si crea una distinzione tra il povero buono\cattivo, i secondi erano quelli abili al lavoro e senza un’occupazione venivano ritenuti oziosi Quelli buoni invece erano gli inabili al lavoro che erano legittimati a mendicare Il 700 Tale periodo è considerato lo spartiacque tra passato e modernità I fattori del cambiamento consistono:

  • trasformazione agricoltura\commercio internazionale -migliore regime alimentare

Le cos nascono come associazione di volontariato, faranno nascere i primi professionisti del sociale NASCITA E TRASFORMAZIONI DEL WALFARE STATE La previdenza sociale nasce nell’800 in Germania con il governo Bismarck ed è un’assicurazione per i rischi presunti dei lavoratori Questa previdenza sociale è basata su di un principio solidaristico si crea infatti la cassa di mutuo soccorso, che garantiva dei contributi economici in Cas di invalidità al lavoro L’italia subisce un ritardo sulla nascita del sistema assistenziale per diversi fattori: -ritardo nascita stato unitario -ritardo industrializzazione -le classi dirigenti post-unitarie non investono in riforme strutturali -presenza frenante della chiesa cattolica Nonostante questi ritardi tra la fine dell’800 e k’inizio della prima guerra mondiale, iniziarono a sorgere interventi assistenziali di tipo legale ‘beneficienza legale’ interventi assistenziali mediante l’impostazione fiscale che andavano a sostituire l’intervento pubblico a quello della chiesa Un progetto concreto non fu mai elaborato ma si tanarono a delineare delle fasi: -il primo soccorso veniva fornito dalle istituzioni di beneficienza -in caso di mancanze si passa alle congregazioni di carità -se queste non bastavano entrava in gioco il comune, tenuto al ‘domicilio di soccorso’ -quando nemmeno il comune garantiva assistenza si passa all’assistenza da parte dello stato TRE FASI DELLO SVILUPPO DEL SS IN ITALIA Percorso di sviluppo italiano si identificano 3 fasi dell’assistenza di tipo pubblico: La prima va dal 1859 al 1919, la seconda dal 1919 ai primi anni 70 e la terza fase dalla seconda metà degli anni 70 fino ad oggi che non è ancora terminata ma è in continua trasformazione

  1. 1859-1919 nel 1862 viene approvata la prima legge che regolamenta le opere pie, venne istituito in ogni comune la congregazione di carità

Ci fu poi la legge crisi n 6972\1890 in cui si istituì una parziale laicizzazione delle opere pie, trasformandole in istituzioni di beneficienza decretate dal capo dello stato Crisi introdusse anche il domicilio di soccorso in cui si prevedeva il soccorso alle persone indigenti da parte del comune di residenza degli ultimi 5 anni

  1. 1919-primi anni 80 -> in questi anni si vide incrementare notevolmente l’assistenza specifica Negli anni del fascismo si videro proliferare le politiche corporative, l’assistenza era quindi frammentata in numerosissimi noi separati Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria fino al 1925 casse mutue indennità malattia In tale anno venne soppressa la federazione italiana delle società di mutuo soccorso tuttavia a causa di richieste degli operai le mutue tornarono a livello provinciale e nel 42 venne costituita enpas-> ente nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti statali
  2. secondo dopo guerra-fino anni 60-> nel periodo della ricostruzione , il secondo dopoguerra si vide un Italia disgregata su diversi punti non solo quelli materiali La situazione economico-produttiva era crollata e i fenomeni di devianza aumentati dilagava anche la prostituzione Contemporaneamente a questo era vi era la speranza di un futuro migliore a seguito dell’entusiasmo per la ritrovata libertà Questo entusiasmo si concretizza nella costituzione italiana Nella carta costituzionale entrata in vigore nel 1948 furono riconosciuti i diritti sociali al cittadino ma esempio l’articolo terzo che parla del principio dell’uguaglianza ponendo lo stato in ruolo attivo e non solo a livello formale ma legale La costituzione italiana concilia le libertà civili e politiche e il valore della solidarietà sociale Diritto sociale-> art 4 lavoro, art 32 salute, art 33 e 34 istruzione ed educazione art 37 tutela lavoro donne e minori art 38 principio di solidarietà La costituzione ha rappresentato la cornice del cambiamento nonostante ciò però negli anni 50\60 il sistema assistenziale rimane immutato Nell’immediato dopoguerra l’assistenza era divisa-> assistenza generica e assistenza specifica

Gli ass.sociali si ritrovarono con il titolo di scuola superiore In quegli anni si ritrovavano quindi costretti a lavorare per enti pubblici assistenziali o previdenziali le cui prestazioni consistono in erogare contributi economici e ricovero in istituto In questo contesto di poteva operare con il singolo in cui si doveva attuare un approccio psicologico Si perse quindi lo spirito originario-> come risultato di questa crisi ideologica nel 1965 il ruolo professionale di ass.sociale riveste un ruolo politico non solo tecnico Da ora non lavora solo con l’individuo-> con\per una comunità Terza fase-> fine anni 60-oggi Il servizio sociale in Italia oltre che a nascere in ritardo rispetto ad altri paese nasce anche con un processo inverso rispetto ai paesi anglosassoni In Inghilterra furono 3 fattori ad influenzare le forme di assistenza ai poveri: -i movimenti di riforma sociale -l’avvio delle social research -le charity organization societies -> cos Quest’ultime nascono dopo il tentativo di porre rimedio alla situazione causata dalla precarietà economica e anche a seguito del fallimento della riforma della legge sui poveri avviata nel 1834 ma fallimentare Principalmente erano due gli approcci della cos: -> distinguendo colore che necessitavano di aiuto per debolezza morale -> attribuivano le cause involontarie a coloro che appunto si trovano in una situazione di necessità involontariamente e quindi meritevoli di aiuto Successivamente le cos arrivarono anche negli stati uniti dove vennero inserite nuove regole come-> visita domiciliare\indagine sulle condizioni sociali dell’assistito

  • stabilendo un rapporto con le persone esistite, in seguito iniziarono ad essere pagati coloro che offrivano assistenza di conseguenza nacquero le esigenze di acquisire conoscenze più specifiche Nacquero cosi le prime scuole per operatori sociali-> 1898 new York, 1899 Amsterdam

In Italia quindi furono le scuole del servizio sociale a farsi promotrice della professione, sorte tra il 45 e 48 Gia negli anni 20 però si avevano delle scuole di formazione per il ruolo sociale-> Milano istituto italiano per assistente sociale Il motivo contingente della nascita delle prime scuole fu la richiesta da parte degli stati uniti nel socondo dopoguerra di fondare sostenere la popolazione stremata dalle guerre erogando aiuti congruenti alla situazione di necessità Da questo momento il servizio sociale si pone come presupposto per tutti i valori costituzionali e contribuisce a fondare un uovo ordinamento democratico L’obiettivo di queste scuole quindi era proprio quello di esercitare gli ideali di libertà e dignità della costituzione repubblicana I padri fondatori definiro la figura dell’assistente sociale-> promotore ella democrazia e della difesa dei diritti del cittadino -> padri fondatori: maria comandei calogero, odile vallin, guido Calogero e don Giovanni de menasce L’ass sociale contribuisce al raggiungimento di una maggiore giustizia sociale e eguaglianza e promuove la partecipazione delle minoranze Nonostante questi padri fondatori avessero un diverso orientamento filosofia ideologico e religioso erano tutti accomunati dall’idea sull’ruolo dell’ass.sociale Ass. sociale-> operatore moderno autonomo e libero che doveva favorire la partecipazione e i diritti di tutti i cittadini sopratutto delle minoranze e dovendo diventare l’artefice della grande opera di risanamento sociale La linea guida-> centralità della persona Le prime scuole per ass.sociale in Italia possono essere collocate in 2 gruppi: -le scuole di ispirazione cattolica onarmo -le scuole di ispirazione laica unsas Caratteristiche delle scuole:

- nascono per iniziativa privata aiutati dall’aai non solo dal punto di vista finanziario ma anche tramite scavi internazionali tra operatori ed esperti del servizio sociale-> l’America diventerà il modello di riferimento per i programmi e le materie del orso

Con la 616 si arriva a fare in mano al comune il ruolo primario di unico centro di erogazione e di gestione dei nuovi servizi e quindi a collocare gli ass.sociali Legge n 833\1978-> prima legge di riforma sanitaria Istituisce il servizio sanitario nazionale a cui accedono tutti i cittadini Soppressione delle casse mutue, questo decreto rende effettivo il diritto alla salute Sistema articolato in 3 livelli: -stato-> programmazione nazionale piano sanitario nazionale -regione-> programmazione regionale, suddivisione territorio regionale in unità sanitarie locali (usl)-> strutture operative mediante cui comuni tutelano la salute dei loro cittadini

  • comune-> sistema più periferico che deve contribuire al monitoraggio e prevenzione del territorio mediante usl Le usl devono essere suddivise in distretti sociosanitari Distretto ss: erogazione servizi 1 livello e di pronto intervento L’ass sociale membro del servizio usl deve occuparsi quindi di tutti i problemi sanitari che hanno a che fare con il sociale Assistente sociale e medico di base diventano la porta d’accesso ai servizi sanitari e sociali Territorialità-> l’ass.sociale lavora in realtà omogenee e pensa alle persone come cittadini di un territorio non come categorie predefinite L’ass.sociale ha come riferimento una comunità territoriale non più fasce già selezionate di utenti per categoria rendendo possibile un approccio unitario che promuove l’azione preventiva rivolta alla comunità nel suo complesso Si arriva la concetto d i sicurezza sociale-> motivazione fondamentale al benessere e inclusione sociale cittadini riferita al cittadino in quanto tale pubblica e universalistica Diritto soggettivo-> è UN DIRITTO ESIGIBILE CERTEZZA DELLA PRESTAZIONE Interesse legittimo-> la persona non è titolare di un diritto chiaramente esigibile in mancanza di fondi Anni 80\90 crisi

In questi anni ci fu un rafforzamento del precedentemente riordinato sistema istituzionale Nel territorio però si ebbero differenze di funzionamento in diverse zone delle regioni Tuttavia in quegli anni si ebbero dei segni di difficoltà nell’ambito politico, sociale ed economico: -politico-> corruzione, il voto di scambio divennero fenomeni sempre più diffusi-> portarono al crollo della ‘prima repubblica’ -sociale-> cambiamento della natura dei bisogno con processi di evoluzione più veloci e complessi-> il sistema dei servizi non poteva più attuare piani standardizzati risulterebbero inadeguati -economico-> data la crisi cambio economico-> introduzione ticket e divisione fascia di reddito Il sistema di welfare italiano entrò profondamente in crisi trasformandosi negli anni 90 da welfare state publlico-> welfare plurale -> welfare plurale: pluralizazione degli attori sociali ai fini della produzione di benessere Si affiancavano al settore pubblico quindi il settore privato e il terzo settore Il ruolo del serv sociale divenne di grande importante diventando lo snodo tra politiche pubbliche e bisogni di cittadini Leggi importanti che modellarono la pubblica amministrazione: -legge n142\1990-> comune titolare di servizi sociali Si ebbe una esternalizzazione-> servizi gestiti economicamente o direttamente o in concessione a terzi Nell’ambito sanitario avviene l’aziendalizzazione delle usl al fine di contenere le spese diventando asp dotate di personalità giuridica e di autonomia organizzativa -> conseguenze: separazione servizi sciali e sanitari Questa frattura dovrà trovare una possibilità di ricomposizione attraverso il piano di zona Inoltre dove si era attivata la modalità del lavoro d’equipe gli ass sociali ebbero una vera e propria crisi di identità poiché i loro profili erano sempre diversi all’interno dei vari contesti

Si utilizza -> schema di riferimento concettuale per guidare l’azione dell’operatore, ci si basa quindi sulla razionalità Scientifica attraverso una forma mentis che l’operatore utilizza sempre qualunque sia il tipo di intervento da fare Quando si parla di razionalità scientifica si intende un metodo al quale si applicano dei principi e degli strumenti razionali quindi non vi è una riutilizzazione del metodo Le tappe:

  • fase conoscitiva-descrittiva-> definizione dell’oggetto di analisi attraverso la selezione e interpretazione dei dati raccolti
  • fase valutativa-decisionale-> valutazione dibatti generazione di ipotesi- formulazione piano di azione
  • fase attuativa-> viene attuato il piano di azione e il monitoraggio continuo della congruenza del piano stesso
  • fase della verifica-> conclusione verifica degli obiettivi raggiunti e dell’efficacia delle strategie concludendo il piano di azione o un eventuale formulazione di un nuovo piano di fronte a valutazioni negative -> procedimento deve essere dinamico poiché ci si occupa di problemi di continuo cambiamento Il modello metodologico è orientato al lavorare insieme all’utente e non per l’utente quindi il presupposto del metodo è quello di pensare che l’utente sia solo
  • importante prestare attenzione al punto di vista delle persone e alle varie dimensioni dell’intervento La dimensione relazionale del procedimento metodologico Il primo incontro Il primo incontro è fondamentale per il successo del processo di aiuto, poichè getta le basi per il tipo di relazione che si stabilirà Può risultare un rapporto più di tipo burocratico oppure si può creare un terreno fertile per la relazione di aiuto È fondamentale l’ascolto della persona e l’attenzione al suo contesto di vita

Nel servizio sociale diviene fondamentale una relazione centrata sull’ascolto attento e promozionale della narrazione della situazione da parte dell’utente di altri possibili interlocutori Primo incontro di tipo istituzonale-> possono manifestarsi sentimenti come paura etc Conseguenza-> evitamento: riluttanza a rispondere in maniera disinvolta Seduzione-> volersi ingrassare l’altro farsi piacere a tutti i costi non mostrando la realtà Aggresività Fondamentale la risposta dell’ass.sociale che deve riuscire a valutare che tipo di atteggiamento attuare la comunicazione del disagio nel poter aiutare può essere utile, sempre mantenendo la calma È importante comprendere il suo punto di vista e il suo vissuto comprendere le sue ansia e i suoi bisogni Si deve costruire un rapporto di fiducia. Il peso dell’ass.sociale La parte più importante del lavoro dell’operatore è il processo di aiuto non solo i compiti pratici ci ha una relazione interpersonale di tipo professionale Il fondamentale per creare una relazione d’aiuto è l’interesse e il rispetto per la persona il riconoscimento del suo valore L’ass fa un un uso tecnico della relazionalità la professionalità viene esplicata nella relazione non solo con l’utente ma anche con i colleghi Quello che fa l’ass.sociale è lavorare con se stesso come strumento di lavoro deve avere coscienza e consapevolezza di sé Questo è al centro del ruolo professionale la sua esperienza relazionale determina le sue abilità i suoi punti di forza ma anche le sue fragilità Avere competenza di sé e delle proprie competenze relazioni significa: -conoscerci\saper ascoltare -entrare in un rapporto empatico con l’altro Processo dell’ascolto empatico Empatia-> capacità di comprendere le emozioni altrui

-> all’utilizzo dell’intuizione professionale-da una posizione di distacco alla capacità di farsi coinvolgere emotivamente Competenze professionale-> comprensione intuitiva capacità di avere una visione d’insieme delle situazioni che si sviluppa con l’esperienza Con intuito si intende l’intuito professionale cioè la capacità di visione di insieme che si sviluppa con l’esperienza che è diversa dall’istinto tipico di azione basato però sull’inesperienza Ascolto efficace\attivo -> attivare sia la parte razionale della mente che quella emozionale Caratteristiche:

- non avere fretta di arrivare a conclusioni -non utilizzare un metodo di polarizzazione -credere che il proprio punto di vista non sia quello universale o oggettivamente valido -infatti Marinella scalo sosteneva che le emozioni non ti informano su cosa vedi ma su come guardi le emozioni ci dicono quindi qualcosa sulle nostre cornici sociali e culturali -queste cornici contengono come vediamo la realtà. L’ascoltatore inefficace Non si connette emotivamente\cognitivamente con l’altro Si concentra sui dettagli e non all’insieme Giudica Finge di essere attento La relazione d’aiuto Obiettivo-> r endersi conto di come l’utente vive la sua situazione il significato che gli attribuisce etc La relazione d’aiuto è basata-> sull’ascolto efficace e attivo Assunti di fondo: -ogni persona è dotata di risorse che talvolta in casi di difficolta possono come essere bloccate -le persone che si affidano ai servizi sociali vivono degli ostacoli\problemi -ci si rivolge ad un’istituzione per diffidenza da parte del richiedente

-comprendere come la persona percepisce interpreta la sua realtà: -approccio empirista-> pratica autoritaria oppressiva in cui si passivizza l’utente -approccio costruttivista-> approccio antioppressivo ass soc e utente collaborano per trovare delle soluzioni Con la pratica costruttivista si mettono in pratica tutti i principi del serv soc -importanza del primo contatto per impostare la relazione d’aiuto -ascolto stento narrazione dal unto di vista dell’utente Schema del processo di relazione d’aiuto: ->ascoltare ->riflettere insieme -> prendere insieme alcune decisioni -> valutare insieme i risultati raggiunti Fondamentale coinvolgere la narrazione anche dl contesto dell’utente come i caregiver che possono dare un insight più completo della situazione del diretto interessato e porpore delle possibili soluzioni La chiusura di un processo d’aiuto è un momento di alta fragilità sia dell’utente che dell’operatore che può suscitare sentimenti sia positivi che negativi -> processo chiuso gradualmente-> esperienza positiva -> chiusura brusca-> utente si sente abbandonato con possibilità di regressione Metodologia e obiettivi nella dimensione comunitaria Obiettivo-> conoscere il territorio\comunità Si devono individuare i bisogni e di conseguenza le risorse del territorio e accrescere la consapevolezza dei cittadini Per fare ciò si deve collaborare sia con le diverse istituzioni ma anche con il terzo settore (volontariato) Mentalità di ricerca-> avere sempre uno sguardo attento nel lungo termine Piano di zona-> documento nel quale si fa una programmazione dei servizi necessari in una determinata zona