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esercitazione svolta e corretta per esame domande risp chiusa
Tipologia: Esercizi
Caricato il 19/01/2024
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Qual è la differenza fra filologia d'autore e critica delle varianti? Sebbene la definizione di filologia d'autore possa in senso generale, designare l'intero procedimento filologico relativo alla variantistica d'autore (valutazione diacronico-redazionale, edizione del testo e preparazione dell'apparato, valutazione critico-letteraria delle varianti), in senso più tecnico si riserva l'etichetta di "filologia d'autore" alle prime due operazioni (valutazione diacronico-redazionale, edizione del testo e preparazione dell'apparato), l'etichetta di "critica delle varianti" all'ultima operazione (valutazione critico-letteraria) Qual è il significato di originale nella tradizione filologica lachmanniana? E' il testo scritto dalla mano dell'autore (autografo) o, se scritto da altri, da lui attentamente rivisto In che senso il significato di originale della tradizione filologica lachmanniana va rivisitato alla luce della variantistica d'autore? L'originale (che non necessariamente è privo di sviste o di errori d'autore) non risulta necessariamente unico e fisso nei suoi contenuti e nella sua formulazione In che senso il significato di archetipo della tradizione filologica lachmanniana va rivisitato alla luce della variantistica d'autore? Il concetto di archetipo, come oggetto filologico, distinto dall'originale e al quale attribuire gli errori di tutta la tradizione, è (tendenzialmente) inconciliabile con la presenza di varianti d'autore Qual è il significato di errore e variante nella tradizione filologica lacmanniana? Posto che ogni divergenza dall'originale costituisce per il filologo un errore, il metodo del Lachmann stabilisce una gerarchia fra errore (che deturpa il senso o la forma del testo) e variante (in cui l'innovazione non risulta palesemente irricevibile); all'errore, quando significativo, il metodo del Lachmann attribuisce la capacità di contribuire a costruire lo stemma, mentre la scelta fra varianti (adiafore) è demandata al funzionamento dello stemma In che senso il significato di errore e variante della tradizione filologica lachmanniana va rivisitato alla luce della variantistica d'autore? Nella variantistica d'autore la gerarchia fra errore e variante, propria del metodo lachmanniano, viene ribaltata; la variante adiafora può infatti essere testimonianza di ripensamenti dell'autore e attestare dunque differenti redazioni dell'opera L'originale è un concetto diversamente inteso nella filologia lachmanniana e nella filologia d'autore; nel primo caso si intende un testo ideale unico e indenne per sua natura da errori,nel secondo una realtà concreta, mobile nella storia e eventualmente portatrie essa stessa di errori Il concetto di archetipo è un concetto univoco? No; per archetipo si può intendere, dal punto di vista strettamente filologico, un testimone perduto portatore di uno o più errori monogenetici, che egli ha trasmesso a tutta la tradizione residua, oppure, dal punto di vista storico, un esemplare di diffusione tramite il quale l'autore ha 'pubblicato' la propria opera, o anche l'unico testimone superstite di una tradizione precedente da cui deriva quella successiva Lo stemma illustra come la nostra nozione di archetipo sia fortemente condizionata dalla moria di testimoni; se dall'archetipo X sono discesi cinque rami della tradizione, di cui solo uno sopravvissuto, per il filologo l'archetipo cui si può risalire è X e non x Qual è il significato di archetipo nella tradizione filologica lachmanniana? Nel significato strettamente filologico per archetipo si intende un codice perduto macchiato da almeno un errore monogenetico passato poi a tutto il resto della tradizione; dal punto di vista storico l'archetipo può corrispondere ad un esemplare di diffusione del testo o ad un esemplare dell'opera al quale si è ridotta la tradizione Quale delle seguenti descrizioni dello stemma è corretta?
Cosa si intende per 'pubblicazione'? La pubblicazione di un testo significa la sua messa in circolazione per volontà dell'autore, ma a seconda dei periodi essa può rappresentare un taglio meno netto (con la circolazione manoscritta) o più netto e definitivo (con l'introduzione della stampa) fra l'autore e la propria opera Cosa si intende per ultima volontà dell'autore? La formula indica, in filologia, la fase ultima dell'elaborazione di un testo a cui, di solito, si ricorre ai fini restitutivi; la filologia d'autore relativizza però questo criterio, sia sospettando la possibilità di più 'ultime' volontà d'autore, sia rammentando che il criterio (condizionato dalla nostra moderna esperienza sulle modalità di pubblicazione tramite la stampa) va modulato sulla base della cronologia dell'opera e sui metodi antichi di diffusione Qual è il significato dell'ultima volontà dell'autore? Per ultima volontà dell'autore s'intende la forma (redazione) del testo corrispondente alla forma attestata come ultima L'opera è stata elaborata in più fasi (O, O 1, o2, o3) dall’autore, ma la diffusione è avvenuta solo una volta a partire da O e la tradizione che ne discende è caratterizzata da almeno un errore congiuntivo Cosa si intende per originale in movimento? un testo, comunque trasmesso (autografo, idiografo, conservati o meno), sul quale l'autore ha depositato varianti redazionali diverse in corrispondenza di momenti diversi dell'elaborazione Giorgio Pasquali propose questo stemma a proposito della trasmissione di un testo tardo antico. Chi ne era l’autore? Tertulliano Indicate quale delle seguenti risposte è corretta Giorgio Pasquali ricorda come la variantistica d'autore sia presente anche nella tradizione classica, ricordando il caso di Cicerone che, accortosi di aver commesso errori nella redazione della Pro Ligario e dell' Orator , chiese all'amico Attico di correggere le copie che già circolavano Nella recensione alla Textkritik di Paul Maas Giorgio Pasquali apprezzava il tentativo di razionalizzazione operato dal filologo tedesco, ma metteva in guardia dalla algebrizzazione del metodo che andava sempre coniugato con la conoscenza della storia della tradizione Indica la sola risposta giusta Giorgio Pasquali valorizzò la storia della tradizione di fronte al pericolo di eccessiva algebrizzazione rappresentato dalla stemmatica di Paul Maas Quale delle seguenti descrizioni si attaglia al seguente stemma?
Qual è la storia della parola "canzoniere"? Nel Duecento e nel Trecento "canzoniere" indica 'chi compone canzoni' e ha significato spregiativo; nel Quattrocento indica un manoscritto in cui vengono raccolti componimenti poetici di vari autori (di solito ponendo in apertura della raccolta delle canzoni); con l'introduzione della stampa il nome di "canzoniere" viene dato ai Rerum Vulgarium fragmenta di Petrarca ma solo nel tardo Ottocento la parola designa (sul modello di Petrarca) un macrotesto di poesie di un medesimo autore e da lui stesso organizzato in sequenza A quante fasi redazionali riconduce la tradizione della raccolta poetica di Charles d'Orléans, secondo quanto ricostruito da Alberto Vàrvaro? In almeno sei fasi redazionali (da Oa a Of) in una sequenza non sempre lineare, che vede l'accrescimento (o talvolta la selezione) del macrotesto, a più riprese messo in bella copia e fatto circolare anche in fasi intermedie In che cosa differiscono, dal punto di vista narrativo, i "due cominciamenti" del sonetto dantesco "Era venuta nella mente mia"? Il secondo cominciamento è maggiormente aderente alla vicenda storica che aveva determinato la nascita del sonetto secondo quanto narrato da Dante nella prosa che precede, il primo cominciamento è invece corrispondente ad una istanza lirica, sganciata dalla cronaca biografica I "due cominciamenti" del sonetto "Era venuta nella mente mia" si configurano come varianti (^) alternative (o non realizzate) Cosa si intende per variante sostituita? Una variante precedente cassata per far posto ad una successiva In che cosa differiscono, dal punto di vista semantico e formale, i "due cominciamenti" del sonetto dantesco "Era venuta nella mente mia"? Con il primo cominciamento il tema della 'angelicazione' di Beatrice risulta centrale (e coerente con l'evoluzione narrativa del prosimetro) perché la consolazione religiosa di Beatrice salita in cielo si colloca all'inizio e alla fine del componimento; con il secondo cominciamento invece predomina nel sonetto la sofferenza tutta terrena del poeta, che solo in fine intravede la consolazione religiosa Come sono trasmessi nella tradizione manoscritta i due cominciamenti di "Era venuta nella mente mia"? Entrambi sono trasmessi dalla tradizione organica (e inorganica) della Vita nova , solo il secondo anche dalla tradizione extravagante Indicate la corretta interpretazione dei due cominciamenti di “Era venuta nella mente mia”: Il primo comnciamento esalta il processo di ‘angelicazione’ di Beatrice, il secondo mostra più stretti contatti con il contesto nel quale Dante elaborò il sonetto, secondo quanto ci è raccontato nella prosa della Vita nova Cosa si intende con variante alternativa e rispettivamente variante sostitutiva? La variante alternativa è una variante che l'autore propone in alternativa ad un'altra senza che quest'ultima venga cassata (è sinonimo di 'non realizzata'); con variante sostitutiva si intende la variante che, proposta come alternativa ad altra concorrente, la sostituisce effettivamente (è sinonimo di 'variante realizzata') Quale differenza possiamo riscontrare fra i casi di Dante (del sonetto dei "due cominciamenti") e di Pontano (nell'"Actius") e quello di Petrarca, riguardoalla riflessione sul proprio personale lavorìo variantistico? Nei due casi studiati Dante e Pontano espongono le proprie riflessioni sul movimento variantistico in un'opera diffusa e dunque destinata ad un pubblico; Petrarca non fa altrettanto, perché le sue postille a margine di suoi autografi sono destinate, quali promemoria, solo a se stesso
A quale scopo nel corso è stato utilizzato un brano dell'"Actius"? Nell'"Actius" il Pontano esemplifica, con due casi tratti dall'"Urania " e dalle "Meteore", il proprio procedimento variantistico, consistente nel caso specifico nei fenomeni dell'inversione, della sostituzione e dell'aggiunta A quale dei seguenti eventi è strettamente collegato il cambio di significato della 'pubblicazione' di un testo? L'invenzione della stampa a caratteri mobili (1554) e la sua rapida diffusione in Europa (anni Settanta del XVI secolo) Che cosa è l'"Actius"? Indicate la risposta giusta E' un dialogo latino di Giovanni Gioviano Pontano, intitolato al nome accademico del Sannazaro, in cui si discute di grammatica, di poesia e di storiografia La riflessione d'autore sull'elaborazione come illustrata tramite i due cominciamenti di "Era venuta nella mente mia" e le varianti dell' Actius di Pontano ci fanno sospettare che in entrambi i casi si tratti di varianti 'fittizie' ed esemplari create ad hoc Chi è Giovanni Gioviano Pontano? Indicate la risposta errata. Giovanni Gioviano Pontano è un intellettuale napoletano della seconda metà del Cinquecento, autore dell'"Urania Individuate la risposta giusta Nell'analisi che Pietro Bembo fa del lavorio petrarchesco che conduce alla lezione finale "Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono / di quei sospiri ond'io nutriva il core", l'autore delle "Prose della volgar lingua" dispone cronologicamente le fasi redazionali individuando nella prima stesura del testo motivi concreti di insoddisfazione che avevano mosso Petrarca a correggersi Nelle "Prose della volgar lingua" il personaggio di Giuliano de' Medici dice di aver preso visione di alcune pagine autografe di Petrarca e commenta il lavorio correttorio dei versi 1- 2 del sonetto incipitario dei Rerum vulgarium fragmenta Chi fu nel Cinquecento il proprietario del Vat. Lat. 3195, idiografo e in parte autografo dei Rerum Vulgarium Fragmenta****? Pietro Bembo Nelle Prose della volgar lingua Pietro Bembo interpreta il passaggio, registrato su carte petrarchesche autografe oggi perdute, da Voi, ch'ascoltate in rime sparse il suono / di quei sospir, de' quai nutriva il core a Voi, ch'ascoltate in rime sparse il suono / di quei sospir di ch'io nutriva il core e infine a Voi, ch'ascoltate in rime sparse il suono / di quei sospiri ond'io nutriva il core sia sul piano del significato (esplicitazione di io ora contrapposto al Voi iniziale) sia su quello del significante (eliminazione dell ripetizione fonica di quei ... de' quai) Cosa è un incunabolo? Un'edizione a stampa uscita fra l'invenzione della stampa e il 1500 compreso Indicate la risposta errata La copia in pulito dei Rerum vulgarium fragmenta di Petrarca (Vat. Lat. 3196) fu acquistata da Pietro Bembo nel 1560 Indica qual è l'affermazione errata Nel 1501, a differenza di quanto avverrà nella successiva edizione de “Le cose volgari” del Petrarca, Aldo Manuzio pubblicò oltre alla redazione definitiva, anche la prima redazione rifiutata del primo capitolo del “Triumphus Fame” Nel 1514, ristampando Le cose volgari del Petrarca già edite nel 1501, Aldo Manuzio esprimeva l'imbarazzo di pubblicare, contro la volontà dell'autore, una redazione rifiutata del Triumphus Fame , ma giustificava la scelta come capace di illustrare per contrasto l'obiettivo a cui Petrarca mirava
Cosa sono gli Scontri de' luoghi, i quali M. Lodovico Ariosto mutò...****? un lavoro pionieristico di filologia d'autore che inaugura alcuni criteri di resa editoriale delle varianti fra la prima edizione del Furioso e le successive, condotto da Giovan Battista Pigna che lo pubblicò nel 1554 (riedito poi da Girolamo Ruscelli nel 1556) Individuate la serie corretta che connette studioso delle varianti e autore oggetto di studio Federico Ubaldini (XVII sec.) su Petrarca; Riccardo Folli (XIX sec.) su Manzoni; Francesco Moroncini (XX sec.) su Leopardi Il precoce interesse per le varianti d'autore manzoniane, manifestatosi in edizioni sinottiche uscite ancora vivente l'autore fu incrementato dalla singolare fortuna e dallo strepitoso successo ottenuto dall'edizione del 1825-27, che pure era stata soppiantata dalla volontà d'autore espressa dalla Quarantana A chi si deve il primo impegnato tentativo di riprodurre con criteri editoriali un originale con varianti d'autore? A Federico Ubaldini che nel 1642 pubblicò il petrarchesco Codice degli abbozzi Quale fu la posizione di Benedetto Croce nei confronti della filologia? Benedetto Croce assegnava alla filologia un ruolo ancillare e strumentale, utile a accertare le basi storico-documentarie della produzione artistica, ma incapace di apportare alcun contributo all'interpretazione del testo Quali furono i principali interessi di studioso di Michele Barbi? Dante, di cui studiò la tradizione delle rime, della "Vita nova" e della "Commedia", la poesia popolare (di cui raccolse molto materiale orale), la storia della tradizione di vari autori (Sacchetti) affrontando anche, negli ultimi anni della sua vita, questioni di variantistica d'autore (Boccaccio, Guicciardini, Foscolo, Manzoni) Oltre che in capitali lavori di critica testuale, Michele Barbi si esercitò anche nei seguenti temi relativi alla filologia d'autore (indicate la sola risposta corretta): i Ricordi di Francesco Guicciardini e la ricostruzione di quella che oggi chiameremmo la 'copia ideale' della Quarantana dei Promessi sposi Individuate il corretto profilo di Gianfranco Contini Formatosi a Pavia e poi perfezionatosi a Torino con Santorre Debenedetti e a Parigi con Joseph Bédier, fu un filologo romanzo con spiccati interessi di critico militante; rivolse la sua attenzione di studioso a testi romanzi, a testi italiani antichi e ad autori a lui contemporanei (Montale, Ungaretti, Saba, Gadda) Quale fu la posizione filosofica di Gianfranco Contini? Idealistica La posizione di Contini nei confronti dell'idealismo crociano fu di rispetto e piena accettazione, soprattutto negli anni della formazione continiana, sebbene negli anni successivi il pensiero di Contini, in particolare per quanto riguarda la filologia d'autore, si sia progressivamente reso autonomo dalla matrice crociana Chi fu che riuscì a comporre la polemica fra una visione estetizzante e intuizionistica dell'opera d'arte e una visione puramente erudita e documentaria dimatrice ottocentesca? Gianfranco Contini La posizione di Croce nei confronti della filologia era di riconoscimento della funzione ausiliare della disciplina Chi riuscì nell'intento di conciliare la critica estetica crociana con le istanze filologiche? Gianfranco Contini (1912-1990) A quando risalgono i primi tentativi di Gianfranco Contini di conciliare critica estetica e filologia? Essi sono già in nuce nel ritratto di Santorre Debenedetti del 1933, ma si manifestano in maniera programmatica con "Come lavorava l'Ariosto" (1937) Cosa intende Gianfranco Contini con variante instaurativa? Una variante che 'conquista' il fantasma poetico, e dunque 'instaura' un valore estetico precedentemente assente Quali sono le tappe dell'elaborazione continiana del metodo della "critica delle varianti"? Come lavorava l'Ariosto (1937), Saggio di un commento alle correzioni del Petrarca volgare (1941, ma a stampa nel 1943), Implicazioni leopardiane (1946), La critica degli scartafacci (1947)
Contini nel "Breviario di ecdotica" (1986) ribadisce l'interpretazione dell'opera come processo (e non prodotto), la validità del metodo della critica delle varianti come verifica sperimentale dell'interpretazione letteraria, ma approfondisce e arricchisce la fenomenologia delle varianti con la sostituzione di una ad altra personalità espressiva A quale dei contributi continiani fondamentali per la formazione del metodo della "critica delle varianti" risale la distinzione fra variante instaurativa (corrispondente alla scoperta o rivelazione del fantasma ) e variante sostitutiva (corrispondente alla rinuncia a elementi frammentariamente validi per altri organicamente validi )? Come lavorava l'Ariosto Individuate la corretta sequenza degli interventi teorici di Contini in relazione alla critica delle varianti "Come lavorava l'Ariosto" (1937); "Saggio d'un commento alle correzioni del Petrarca volgare" (1941); "Implicazioni leopardiane" e "Critica degli scartafacci" (1946-48) Quali furono le 'occasioni' che dettero lo spunto per gli interventi teorici di Contini sulla questione della critica delle varianti? "Come lavorava l'Ariosto": i "Frammenti autografi" editi da Santorre Debenedetti; "Saggio d'un commento alle correzioni del Petrarca volgare": l'edizione in facsimile del 'codice degli abbozzi'; "Implicazioni leopardiane": l'articolo di Giuseppe De Robertis sulle varianti di "A Silvia" A chi è rivolta la "Critica degli scartafacci" di Gianfranco Contini? Con la "Critica degli scartafacci" Contini si rivolge esplicitamente contro Nullo Minissi, ma in realtà il saggio è diretto contro Benedetto Croce che aveva ribadito l'inutilità della critica delle varianti a proposito di un articolo manzoniano di Giuseppe De Robertis A quale dei contributi continiani fondamentali per la formazione del metodo della "critica delle varianti" risale la distinzione fra correzioni puntuali e correzioni nel sistema****? Implicazioni leopardiane Individuate la terminologia e il significato corretti relativi alla riflessione continiana Contini distingue fra "varianti sostitutive" e "varianti instaurative" attribuendo alle prime il significato di 'varianti che sostituiscono un valore estetico ad un altro valore estetico', alle seconde il significato di 'varianti che raggiungono il valore estetico' andando a sostituire varianti che ne erano prive; con "varianti puntuali" e "varianti nel sistema" Contini allude a due modi di analisi del filologo, che può analizzare una variante per sé ("variante puntuale") oppure in rapporto ad altri luoghi del medesimo testo, oppure ad altri luoghi di altri testi del medesimo autore, o, infine altri luoghi al di fuori dell'opera di quell'autore ("varianti nel sistema") Nell'introdurre la distinzione fra varianti puntuali e varianti nel sistema Gianfranco Contini distingueva ulteriormente fra 1) varianti nel sistema del testo coinvolto, 2) varianti nel sistema dell'opera dell'autore, 3) varianti che coinvolgono il sistema letterario esterno all'autore Cosa si intende per "fenomenologia della copia" e "fenomenologia dell'originale"? La doppia definizione si deve a d'Arco Silvio Avalle, che con tali formule intendeva riferirsi all'insieme dei fenomeni che caratterizzano rispettivamente la tradizione di copia e la tradizione d'autore Qual è la più evidente differenza tra l’édition génétique francese e l’edizione genetica (o critico genetica) italiana Nell’édition génétique francese ogni materiale attinente alla storia di un testo viene pubblicato separatamente; nell’edizione critico-genetica italiana viene pubblicato a parte solo quanto non è letteralmente confrontabile con il testo, tutto il resto è posto in ‘dialogo’ al testo nell’apparato
Quali sono le principali coppie tipologiche di apparato nella filologia d'autore? L'apparato simbolico/parlato; l'apparato fotografico/diacronico (o sistemico); l'apparato genetico/evolutivo Quali sono le caratteristiche di un testo d'autore pubblicato in colonna? La resa editoriale in colonna è riservata a tradizioni consistenti in un singolo autografo o a tradizioni pluritestimoniali ma con bassa concentrazione di varianti d'autore; le varianti si dispongono dall'alto verso il basso secondo un ordine cronologico crescente. In apparato sono eventualmente offerte indicazioni aggiuntive Cosa si intende per apparato simbolico, o viceversa parlato La definizione di apparato simbolico o parlato fanno riferimento esclusivamente alle caratteristiche tipografiche utilizzate: l'apparato parlato utilizza un sistema di abbreviazioni; l'apparato simbolico utilizza una serie di simboli come per es. frecce, asterischi, parentesi. Cosa intendeva Barbi per tradizione extravagante, tradizione organica e tradizione inorganica delle rime della "Vita nova"? La tradizione extravagante riporta le rime scritte da Dante prima dell'ideazione della "Vita nova" (e poi eventualmente confluite nel prosimetro ma che erano state diffuse spicciolate), la tradizione organica è quella che trasmette le rime della "Vita nova" organicamente con le prose dell'operetta, la tradizione inorganica è rappresentata dalle rime estratte dalla "Vita nova" e che conservano traccia del loro ordinamento nel prosimetro dunque successiva ad essa Qual'è la data di composizione della Vita nova e a quale periodo cronologico fa riferimento la vicenda narrata? La data di composizione della Vita nova è incerta, comunque post 1291 (un anno dopo la morte di Beatrice); la vicenda narrata è riferibile agli anni 1274 - 1291, ma si concentra in modo particolare su eventi del 1283- 1291 Che cosa è la tradizione extravagante della Vita Nova****? La tradizione extravagante della Vita nova è rappresentata da quei codici che trasmettono i testi lirici poi compresi nella Vita nova e che nella seriazione si dimostrano indipendenti dal prosimetro, la cui composizione è successiva A quale studioso si deve la distinzione fra tradizione extravagante, organica e inorganica della Vita nova****? Michele Barbi Cos'è il cosiddetto codice escorialense****? È un codice (oggi conservato alla Real Biblioteca de El Escorial - Madrid), fra i più importanti e antichi latori della tradizione extravagante delle rime della Vita nova Come si dimostra l'autorialità delle varianti che oppongono la tradizione extravagante alla tradizione organica delle rime della "Vita nova"? Dal punto di vista stemmatico le varianti che oppongono la tradizione extravagante alla tradizione organica possono essere spiegate come risalenti o all'archetipo della tradizione extravagante o all'archetipo della tradizione organica; la prima eventualità è esclusa per le modalità di diffusione delle rime precedenti alla "Vita Nova", la seconda è inverosimile perché dovremmo definire erronee (in quanto innovazione di copista) varianti sicuramente e costantemente migliorative Qual è il principale criterio che consente di distinguere un testimone della tradizione extravagante della Vita nova da un testimone della tradizione inorganica? L'ordinamento delle liriche: nella tradizione extravagante le rime dantesche hanno un ordinamento indipendente da quello della seriazione delle liriche nella Vita nova , nella tradizione inorganica le liriche sono disposte secondo l'ordine di comparsa nel prosimetro Individuate la corretta caratterizzazione della "Vita nova" dantesca La "Vita nova" è un prosimetro, composto certamente dopo il 1291, che narra una vicenda biografica e amorosa compresa fra il 1274 e il 1291
Di che tipo è l'apparato che correda l'edizione De Robertis delle rime dantesche coincidenti con la tradizione extravagante della "Vita nova" Nel caso delle rime dantesche pubblicate in redazione extravagante Domenico De Robertis correda il testo della prima redazione con una prima fascia di apparato di tradizione (relativo alle varianti di copia della sola tradizione extravagante) e da una seconda fascia di apparato in sostanza evolutivo, poiché riferisce le divergenze della tradizione organica rispetto alla extravagante Lo stemma seguente rappresenta il passaggio dalla tradizione extravagante alla tradizione organica della Vita nova Nell'edizione De Robertis delle rime dantesche quale tipo di apparato viene usato? Una doppia fascia di apparato: la prima contiene un apparato di tradizione, la seconda un apparato in cui vengono segnalate le divergenze fra tradizione extravagante e tradizione organica della Vita nova (e che nella sostanza corrisponde ad un apparato evolutivo) Che cosa è la tradizione inorganica della Vita nova****? La tradizione inorganica della Vita nova è costituita dai codici e dalle stampe che selezionano dal prosimetro dantesco, solo le liriche, trasmesse secondo la sequenza con cui compaiono nella Vita nov a, ma tralasciando la prosa Quali dei seguenti autori e delle relative opere, la cui storia redazionale è stata analizzata durante il corso, presenta solo varianti puntuali e non invece varianti strutturali? Dante, Vita nova Quali sono le tipologie di varianti che oppongono la tradizione extravagante delle rime alla tradizione organica della "Vita nova" Accanto a modifiche di carattere linguistico (esplicitazione dei pronomi, per esempio, nelle rime della "Vita nova"), si trovano casi di inversione e di sostituzione lessicale, sempre con notevole impatto a livello ritmico ed espressivo Per quanto riguarda la sostituzione in campo lessicale, nella variantistica d'autore si individuano tre principali linee di tendenza: 1) ricerca di maggiore appropriatezza; 2) incremento di senso e di connotazione; 3) ricerca di variatio****. A quale di esse può essere ricondotto il passaggio da dolenti (e) a dogliose (VN) nel v. 11 del sonetto Era venuta nella mente mia****? Qui si riportano i vv. 8-11: perché ciascun dolente se .n partia [...] le lagrime dolenti / dogliose agli occhi tristi ricerca di variatio Per quanto riguarda la sostituzione in campo lessicale, nella variantistica d'autore si individuano tre principali linee di tendenza: 1) ricerca di maggiore appropriatezza; 2) incremento di senso e di connotazione; 3) ricerca di variatio****. A quale di esse può essere ricondotto il passaggio da dican (e) a gridin (VN) nel v. 8 le pietre par che dican / gridin: "Moia, moia!" del sonetto Ciò che m'incontra nella mente more****? incremento di senso e di connotazione
Come viene chiamata la 'forma' consegnata attualmente al Vaticano Latino 3195? 'Forma vaticana' Qual è la più antica 'forma' dei RVF che ci è effettivamente conservata? La 'forma Chigi', così chiamata perché conservata in un codice del fondo Chigi della Biblioteca Apostolica Vaticana Ernest H. Wilkins, sulla base degli autografi e della tradizione di copia, propose di individuare nove tappe dell'iter redazionale dei RVF molte delle quali però sottoposte a revisione dagli studiosi successivi perché o afferenti alle cosiddette raccolte di riferimento o a concretizzazioni momentanee che non corrispondono a vere e proprie redazioni Quale studioso ha maggiormente contribuito alla ricostruzione dell'iter redazionale dei Rerum vulgarium fragmenta? Ernst Hatch Wilkins Che cosa è il cosiddetto Codice degli Abbozzi? È un codice costituito da una ventina di carte slegate, messe insieme forse nel Cinquecento, risultato della dispersione di autografi petrarcheschi in precedenza più numerosi, di varia datazione; contiene gli abbozzi di testi poi confluiti nei Rerum vulgarium fragmenta e un abbozzo di un capitolo dei Triumphi Rispetto alle nove tappe individuate da Wilkins negli anni Trenta-Quaranta del Novecento, attualmente gli studiosi individuano quattro forme dei Rerum vulgarium fragmenta: la forma Chigi (divisa in due parti, consistente di 204 pezzi complessivi), la forma Malatesta (divisa in due parti, ma di incerta consistenza), le forme pre-vaticana e vaticana (queste ultime due corrispondenti agli ultimi anni del poeta, 1373-1374) Qual è il contributo del codice degli abbozzi riguardo la datazione dei pezzi che vi sono trascritti? Il codice degli abbozzi, che oggi appare un volume rilegato, è costituito da carte originariamente sciolte e l'attuale sequenza dei pezzi sulle carte del codice in genere non ci dà alcuna informazione certa sulla loro sequenza cronologica; sono però molto importanti le postille ivi contenute, che ci permettono di far risalire la più antica idea di una raccolta al 1336- 1338 Quali sono i documenti autografi su cui si basa la ricostruzione dell'iter redazionale della canzone Che debb'io far? che mi consigli, Amore (RVF 268)? Una prima stesura contenuta nel Vat. Lat. 3196, cc. 13-14 databile al 1348, una seconda trascrizione nel Vat. Lat. 3196, c. 12 databile al 1349, una terza trascrizione nel Vat. Lat. 3195, databile al 1356 L'edizione a cura di Laura Paolino del codice degli abbozzi utilizza la strategia editoriale del testo in colonna per quanto riguarda le correzioni inter scribendum, corredato da due fasce di apparato: la prima accoglie un apparato evolutivo e annotazioni editoriali, la seconda è destinata ad accogliere la trascrizione delle postille petrarchesche La tradizionale denominazione delle due parti del canzoniere petrarchesco "in vita" e "in morte" di Laura non corrisponde all'organizzazione dei RVF dal punto di vista strutturale e tematico Quante sono le trascrizioni autografe in nostro possesso della canzone "Che debb'io far? che mi consigli, Amore?" Tre; due sul codice degli abbozzi e quella finale nel Vat. Lat. 3195. Le trascrizioni sono da datarsi così: la prima sul codice degli abbozzi al 1348, la seconda al 1349, l'ultima, nel codice Vat. Lat. 3195 nel 1356 La divisione in due parti dei RVF traccia, in termini letterari e a posteriori, due fasi della maturazione del poeta che da una fase giovanile connotata da un amore terreno passa ad una fase matura di riconsiderazione in termini religiosi della propria esperienza precedente Qual è il contributo dato dalle postille petrarchesche alla critica delle varianti delle canzone "Che debb'io far? che mi consiglia, Amore?"? Oltre a dare indicazioni storiche e biografiche, offrono spesso una precisa direzione interpretativa al critico, sia nell'individuazione dei motivi di insoddisfazione sia, viceversa, nelle ragioni di adesione a soluzioni infine escogitate dal poeta
In quale parte della canzone petrarchesca "Che debb'io far? che mi consigli, Amore?" si concentrano le correzioni petrarchesche nella prima trascrizione delcodice degli abbozzi? Ad inizio assoluto della canzone e negli snodi fra una stanza e l'altra, interessando anche le rime e le parole-rima Nell'analisi della canzone Che debb'io far? che mi consigli, Amore abbiamo riconosciuto un movimento generale che ė possibile così riassumere: una continua insoddisfazione che progressivamente si attenua nel passaggio dalla prima alla seconda stesura del Vat. Lat. 3196 e infine alla finale trascrizione sulle carte di Vat. Lat. 3195 (pur senza escludere ritorni all'indietro, con il recupero di lezioni precedentemente rifiutate): da un inizio magmatico e che coinvolge tutto il testo si passa così ad interventi sempre più puntuali e che sempre meno coinvolgono la struttura del testo Prendendo a prestito come esemplificativa di movimenti correttori d'autore la prima redazione della canzone Che debb'io far? che mi consigli, Amore , annotiamo che i movimenti più profondi e radicali insistono sugli snodi interstrofici come luoghi di costruzione argomentativa del messaggio e della sua articolazione metrico-sintattica Qual è il significato semantico da attribuire al passaggio da "farò" a "faccio" a "debb'io far" nel primo verso della canzone 268 dei Rerum vulgariumfragmenta? Da una condizione che con il futuro presuppone la continuazione della vita (che al momento della morte di Laura Petrarca vuole negare), si passa ad un presente (quello del dolore) che espresso nella prima persona del verbo "fare" reca un residuo di 'attività' pratica e intellettuale al poeta, per raggiungere infine, tramite la perifrasi con il verbo "dovere" l'abbandono di ogni attività volitiva Nell'elaborazione della canzone Che debb'io far? che mi consigli, Amore? (RVF 268) gli eventi storici intervengono a determinare e sollecitare la variantistica d'autore perché, morto il destinatario originariamente prescelto per la canzone, Sennuccio del Bene, Petrarca è costretto a modificare pesantemente il congedo scritto originariamente nel quale si rivolgeva all'amico ormai morto Come potremmo sintetizzare, dal punto di vista stilistico- espressivo i seguenti passaggi variantistici? Amore, in pianto ogni mio riso è volto, / ogni allegrezza in doglia, / ed è oscurato il sole agli occhi miei; / ogni dolce pensier dal cor m'è tolto / e sola ivi una voglia / rimasa m'è, di finir gli anni rei / e di seguir colei / la qual omai di qua veder non spero a Che farò omai? che mi consigli, Amore? a Che faccio omai? che mi consigli, Amore? e infine a Che debb'io far? che mi consigli, Amore? da un'enunciazione del dolore, fortemente improntata ai dettami retorici dell' amplificatio , si passa alla rappresentazione del dolore direttamente consegnato all'interrogativa iniziale che esprime, sempre più nei passaggi variantistici, la rinuncia ad un possibile futuro e alla constatazione della totale impotenza indotta dal dolore Integrando quel che sappiamo della selezionata lingua di Petrarca abbiamo verificato che una delle strategie di riscrittura in lui più ricorrenti è la ridistribuzione Quali strategie di correzione o riscrittura abbiamo individuato nell'analisi della varianti d'autore della canzone 268 dei Rerum vulgarium fragmenta? a) rifiuto della ripetizione e ricerca di variatio (in Petrarca valide all'interno del testo e all'interno dell'intero sistema delle sue rime); b) la ridistribuzione (anch'essa valida nel singolo testo e nel sistema) Qual è l'importanza storica del "De pictura" di Leon Battista Alberti? Si tratta di un trattato che, nella redazione in volgare, descrive per primo, in servizio dei pittori, le nozioni matematiche che regolavano la prospettiva
A stabilire che le varianti che oppongono i tre testimoni del De pictura volgare di Leon Battista Alberti sono di natura redazionale e dunque d'autore (e non rimaneggiamenti e manipolazioni di copisti 'attivi') vale la considerazione che altrimenti non si renderebbe ragione delle numerose varianti adiafore consistenti in inversioni o differenti formulazioni sintattiche allo scopo di maggiore chiarezza espositiva In che cosa consiste la diffrazione? Si tratta di una situazione (così denominata da Gianfranco Contini) in cui, in uno stesso luogo di un dato testo, i testimoni (o gruppi di testimoni) offrono lezioni divergenti, ciascuna a suo modo inaccettabile, generatesi come reazione ad una lectio difficilior non conservata (diffrazione in absentia) oppure conservata (diffrazione in praesentia) L'inserimento dei nuovi episodi narrativi introdotti nella redazione finale del Furioso comportano l'incremento e la dislocazione di materiale testuale coniugando istanze strutturali a istanze propriamente narrative Quali sono le due vicende principali narrate nell'"Orlando furioso"? L'amore di Orlando per Angelica e la sua conseguente follia, l'amore di Ruggero e Bradamante destinati ad inaugurare (nella finzione del poema) la casata d'Este Cosa sono i Cinque Canti****? Sono cinque canti che Ariosto scrisse probabilmente fra il 1519 e il 1521 in funzione dell'ampliamento dell' Orlando Furioso , ma che rimasero inediti fino a che non furono editi postumi dal figlio Virginio Indicate le date corrette delle tre edizioni dell'Orlando furioso e la loro consistenza 1516 (40 canti), 1521 (40 canti), 1532 (46 canti) Quale dei seguenti studiosi non si è esercitato nell'analisi delle varianti d'autore di Ariosto Dante Isella Indicate quale dei seguenti studiosi non si è occupato delle varianti d'autore apportate da Alessandro Manzoni ai Promessi sposi Francesco Moroncini In che cosa consiste la tecnica dell'entrelacement? Le differenti vicende, maggiori e minori, che si intrecciano nella storia, vengono di volta in volta abbandonate e riprese a distanza creando un forte effetto di variatio e insieme di coesione Rispetto alle consistenti modifiche strutturali e narrative introdotte da Ariosto nella redazione finale del Furioso , il passaggio da A (1516) a B (1521) si caratterizza per interventi più ridotti numericamente e meno rilevanti dal punto di vista strutturale: a parte l'inserimento o la cassatura occasionale di singole ottave o di piccoli gruppi di ottave va segnalato solo un movimento di rilievo nella differente segmentazione dei canti AB XXXIV-XXXV (canti XXXVIII-XXXIX della numerazione finale) Quali sono le maggiori novità narrative introdotte da Ariosto nell'"Orlando furioso" del 1532? Rispetto alla narrazione pubblicata in A e B, in C Ariosto inserisce tre nuovi ampi episodi: di Olimpia, della Rocca di Tristano e di Leone Le aggiunte narrative introdotte da Ariosto nell'edizione del 1532 dell'"Orlando furioso" comportano aggiustamenti strutturali che riguardano sia gli stacchi fra episodio ed episodio sia fra canto e canto Come si può caratterizzare, dal punto di vista narrativo e testuale, l'iter redazionale del "Furioso" lungo le tre stampe pubblicate dall'autore? Ad una sostanziale fissità nel passaggio dall'edizione 1516 a quella del 1521 (entrambe di 40 canti), corrisponde una notevole ristrutturazione caratteristica dell'edizione del 1532 (in 46 canti) Come si può caratterizzare, dal punto di vista linguistico, l'iter redazionale del "Furioso" lungo le tre stampe pubblicate dall'autore? Nel passaggio da A a B si assiste ad una riduzione degli elementi linguistici padani del "Furioso" e ad una progressiva toscanizzazione, ma è solo con l'edizione del 1532 che Ariosto si uniforma in maniera tendenzialmente sistematica ai dettami linguistici che Pietro Bembo aveva indicato nelle "Prose della volgar lingua" uscite nel 1525
In che modo gli episodi introdotti ex novo da Ariosto nella terza edizione del Furioso si inseriscono nel tessuto narrativo delle edizioni precedenti? gli episodi di Olimpia, della Rocca di Tristano e di Leone comportano la rimodulazione e l'ampliamento dall'interno di più canti già scritti (rispettivamente i canti IX-XII, i canti XXII-XXIII, i canti XLIV-XLVI della numerazione finale), mentre l'inserimento dell'elogio delle donne scrittrici (il canto XXXVII) comporta solo l'inserimento di un'ottava di raccordo alla fine del canto precedente Quali sono le due principali vicende narrate dal Furioso intorno alle quali si dispongono o si addensano episodi da considerarsi 'minori'? L'amore di Orlando per Angelica e le avventure di Ruggiero e Bradamante destinati a inaugurare, nella finzione del poema ariostesco, la dinastia degli Este Dal punto di vista del livello di elaborazione testuale Santorre Debenedetti indicò nei Frammenti autografi dell'Ariosto sette differenti livelli elaborativi fra primi abbozzi, cattive copie, belle copie e copie definitive Dal punto di vista materiale i frammenti autografi dell' Orlando furioso , ora conservati in differenti biblioteche sono omogenei, come ha dimostrato Santorre Debenedetti, ricostruendone la corretta sequenza sulla scorta dell'alternarsi delle filigrane Qual è il motivo per cui abbiamo così pochi autografi del lungo poema ariostesco? Perché, come era la prassi, gli autografi utilizzati in tipografia venivano distrutti, ma anche perché, sulla base degli errori comuni a A (1516) e B (1521), e sulla base degli errori comuni a B (1521) e C (1532) sappiamo che Ariosto mandò in tipografia, in vista della seconda edizione un esemplare della prima edizione corretto e revisionato, in vista della terza un esemplare della seconda corretto, revisionato e probabilmente interfoliato con i nuovi episodi Cosa sono i cosiddetti Frammenti autografi dell' Orlando Furioso****? Si tratta di poche carte autografe attualmente disperse in varie biblioteche (Ferrara, Milano, Napoli) relative agli episodi aggiunti nella redazione finale dell' Orlando Furioso (1532), editi criticamente da Santorre Debenedetti Individuate la risposta errata Alla morte dell'Ariosto le carte autografe del poeta furono per la gran parte considerate inutili, a fronte delle stampe curate dall'autore, e andarono subito disperse Valutando la natura dei frammenti autografi Santorre Debenedetti decise di pubblicarli in sede autonoma e separata rispetto all'edizione critica del Furioso (a testo C, in apparato le varianti di A e B) Dal punto di vista testuale i frammenti autografi dell' Orlando furioso sono materiali fortemente disomogenei, contenendo al loro interno abbozzi, brutte copie e belle copie alcune delle quali ormai definitive Nell'edizione Debenedetti dei frammenti autografi dell' Orlando furioso il carattere tipografico corsivo è adottato per segnalare una lezione cancellata Perché Santorre Debenedetti decise di pubblicare i Frammenti autografi di Ariosto separatamente e non entro l'edizione del "Furioso"? Egli si era accorto della grande disomogeneità elaborativa dei Frammenti autografi al loro interno; ma soprattutto egli, opportunamente, riteneva non avesse senso accostare a varianti (come quelle di A e B) che avevano visto la pubblicazione da parte dell'autore, varianti molto diverse, talora allo stato di primo getto Cosa significa, nell'edizione dei Frammenti autografi ariosteschi da parte di Santorre Debenedetti, l'uso del carattere in apice Inserzione o aggiunta
A quale studioso si deve il primo approccio alle minute del Fermo e Lucia e dei cosiddetti Sposi promessi****? Giovanni Sforza Per individuare i fogli della Quarantana che recavano lo strato redazionale più avanzato Michele Barbi utilizzò il criterio secondo il quale esso era testimoniato dai fogli più corretti dal punto di vista tipografico Cosa sono la Prima minuta e la Seconda minuta nella storia redazionale dei Promessi sposi****? La Prima minuta corrisponde all'autografo del Fermo e Lucia , la Seconda minuta alla redazione autografa dei Promessi sposi in vista della prima edizione del 1827 Qual è il principale problema restitutivo della Quarantana dei "Promessi sposi"? Quello di ricostruire testualmente la 'copia ideale', riconoscendo quale delle differenti correzioni apportate da Manzoni sia la più recente, distinguendo altresì le varianti d'autore dagli errori o innovazioni del tipografo Per l'edizione Quaranta dei "Promessi sposi" Manzoni analogamente a quanto fatto da Ariosto per l'"Orlando Furioso", mandò in tipografia una copia rivista e corretta dell'edizione precedente Ideal copy è un sintagma 'inventato' da Walter Greg nel 1934, ma il concetto è stato approfondito e formalizzato da George Thomas Tanselle Qual è lo studioso che, sulla base delle più recenti acquisizione della "textual bibliography" ha ulteriormente precisato le vicende tipografiche e redazionalidella Quarantana dei "Promessi sposi"? Conor Fahy. Il passaggio da forme non elise a forme elise (per es. vi accompagni che diventa v'accompagni ) operato sistematicamente da Manzoni nel passaggio dalla Ventisettana alla Quarantana è un esempio di avvicinamento alla performance del parlato Lo sforzo e la meticolosità dedicati da Manzoni alla veste linguistica della Quarantana si spiegano con il bisogno di contribuire a creare, attraverso il romanzo e la creazione di un pubblico ampio, una lingua comune nazionale Quali sono le modifiche fonetiche che Manzoni introduce nel passaggio dalla Ventisettana alla Quarantana? Allo scopo di avvicinarsi il più possibile alla mimesi del toscano parlato, Manzoni introduce sistematicamente elisioni, apocopi, riduzione dei dittonghi discendenti e cancella la "d" eufonica A determinare l'abbassamento di tono verso una lingua quotidiana e colloquiale raggiunto pienamente da Manzoni nella Quarantana contribuiscono la cancellazione di forme arcaiche (per es. scerse > scoprì) , la adozione di toscanismi/fiorentinismi del linguaggio quotidiano ( per es. chinò > posò ), l'introduzione di apocopi ( uscirono > usciron ), elisioni ( si avviavano > s'avviavano ), riduzione dei dittonghi discendenti ( quei > que' ) Per l'edizione Quarantana dei Promessi sposi Manzoni mandò in tipografia la messa in pulito della seconda minuta La cosiddetta edizione Ventisettana dei Promessi sposi in realtà fu pubblicata in tre tomi fra il 1825 e il 1827 Secondo Giovanni Nencioni nella redazione finale dei "Promessi sposi" la figura retorica dell'ironia si associa all'adozione di una lingua comune per creare il distacco dell'autore dalla vicenda narrata Cosa sono i cosiddetti "fogli trasposti"? Si tratta di alcuni fogli che Manzoni aveva scritto per il Fermo e Lucia e che, nonostante la profonda rielaborazione subita dalla Prima Minuta, vengono salvati dal naufragio della prima redazione e fisicamente riutilizzati nella Seconda Minuta In che modo avviene la ricerca della lingua per il romanzo all'altezza della prima edizione dei "Promessi sposi"? Partendo dalle due lingue vive che egli conosce (milanese e francese), egli si sforza di trovare le corrispondenze con il toscano attraverso l'uso di vocabolari e la lettura dei classici toscani del Cinquecento, in particolare quelli della tradizione comica
Quale fu la scelta linguistica di Manzoni nell'edizione Quarantana? Manzoni adottò il fiorentino parlato dalle classi colte del suo tempo Che cos'è il Giornale di lavoro che è allegato alla lezione 41 del corso? È la trascrizione di notizie di origine diversa relative alla cronologia del romanzo manzoniano (fra conclusione della Prima minuta e avvio della Seconda), raccolte da Dante isella Con quale fase della scrittura del romanzo manzoniano si interseca l'ideazione della Storia della colonna infame****? Con la Prima minuta Qual è la consistenza del romanzo manzoniano affidato alla Prima minuta? Il Fermo e Lucia è composto da trentasette capitoli divisi in quattro tomi, cui vanno annesse tre introduzioni (la prima è solo un abbozzo) La riflessione teorica di Manzoni sulla lingua iniziò all'altezza della Seconda minuta durante la scrittura del Fermo e Lucia con l'abbozzo di un Libro sulla lingua che Manzoni distrusse Fra i materiali del lavoro manzoniano relativo al "Fermo e Lucia" sono conservate tre introduzioni: la prima, scritta quasi all'inizio della composizione del romanzo, fu presto stralciata (I); la seconda, in gran parte dipendente dalla prima, fu riscritta quasi in dirittura d'arrivo (IIa); la terza, caratterizzata da ampie aggiunte e riscritture, ha connotati molto diversi dalle due precedenti (IIb) La revisione della Prima minuta (FL) avvenne in diretta continuità linguistica e narrativa con la sua scrittura fino al capitolo VIII (da lì Manzoni comincia ad introdurre le modifiche linguistiche e narrative maggiori) La stampa Ferrario (la Ventisettana) dei "Promessi sposi" iniziò mentre Manzoni procedeva alla riscrittura ex novo della cosiddetta seconda minuta Quale delle seguenti modifiche non interviene nel passaggio dalla Prima minuta alla Seconda minuta? i capitoli riservati alla Monaca di Monza vengono ampliati in SP rispetto a FL Quale dei seguenti cambiamenti non viene introdotto da Manzoni nel passaggio dalla Prima alla Seconda minuta? Viene ampiamente riscritto il ritratto dell'Innominato Cosa sono i cosiddetti "fogli staccati"? I "fogli staccati" (così detti perché conservati separatamente dall'autografo della seconda minuta ) contengono materiali pensati per essere accolti nella revisione del romanzo mentre veniva man mano approntata la stampa del 1827, ma poi rifiutati Esiste testimonianza diretta delle correzioni che Manzoni inviò in tipografia in extremis per la Ventisettana, e che, come per la Quarantana, hanno determinato difformità fra un esemplare e l'altro dell'edizione Ferrario? Solo per due esemplari dell'edizione Ventisettana abbiamo la certezza di varianti di stato, ma le differenze fra l'edizione milanese (Ferrario) e quella parigina (Baudry) dello stesso anno ci attestano le correzioni che Manzoni apportò all'ultimo minuto in tipografia per il fatto che Manzoni spediva in Francia al proprio traduttore i fogli di stampa man mano che essi venivano prodotti e corretti La stampa Ferrario dei "Promessi Sposi" (la Ventisettana) fu pubblicata fra il 1825 e il 1827 per la lentezza della correzione manzoniana sulla seconda minuta, dovuta a numerosi ripensamenti dell'autore A quale scopo, nell'edizione della Seconda minuta a cura di Barbara Colli e Giulia Raboni, viene adottato il fondino grigio? Il fondino grigio segnala a testo, ma solo per i fogli trasposti, le porzioni effettivamente riutilizzate da Manzoni, senza l'introduzione di varianti estese, dei vecchi fogli originariamente scritti per il Fermo e Lucia L'apparato dell'edizione a cura di Barbara Colli e Giulia Raboni della seconda minuta è evolutivo Come vengono segnalate, nell'edizione della seconda minuta a cura di Barbara Colli e Giulia Raboni, le varianti immediate? Con il carattere più piccolo viene indicata una variante precedente immediatamente sostituita