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Esercitazione per esame finale
Tipologia: Esercizi
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Sconcertante per l'aggressività misogina condivisa da un autore che si era costantemente contraddistinto per la sua filoginia e sorprendente per un uso della forza verbale come strumento di vendetta, il Corbaccio costituisce innanzitutto un ulteriore esercizio quella sperimentazione letteraria che caratterizza l'attività di scrittore di Boccaccio fin dai suoi esordi. È la prova di un nuovo genere, un «umile trattato», come lo definisce lo scrittore, che ne conferma la funzione didascalica, rivolto a «utilità e consolazione delle anime di coloro li quali per avventura ciò leggeranno». 1
L'uomo, che doveva essere morto, alzò lentamente la testa e la girò verso Luigi Alfredo, con un lieve scricchiolio delle vertebre: lo guardò con gli occhi velati e semichiusi. Le cicale smisero di frinire. Il tempo si fermò. 4
(^1) L. SURDICH, Boccaccio, in Profili di storia letteraria, a cura di Andrea Battistini, Bologna, il Mulino, 2008, p. 125. (^2) F. CAVALLARO, Sciascia l'eretico, Milano, Solferino, 2019, p. 117. (^3) P. CASINI, Papini, la psicologia e i filosofi, in Papini e il suo tempo, a cura di Cosimo Ceccuti, Firenze, Le Lettere, 2006, p. 35. (^4) M. DE GIOVANNI, Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi, Torino, Einaudi, 2012, p. 5.
«Non puoi leggerli.» E lui aveva gridato ancora più forte: «Perché non posso?» E lo zio prete aveva detto: «Non gridare. Vai al tuo posto, sta’ più lontano, ti dico. Non puoi leggerli perché sono scritti in greco e tu il greco non lo sai». 5
(^5) E. TADINI, Le armi l’amore, introduzione di Giuliano Gramigna, Milano, Rizzoli, 1989, p. 324. (^6) L. TRUSS, Eats, Shoots & Leaves, 2003, tr. it. di Annalisa Carena, Virgole per caso. Tolleranza zero per gli errori di punteggiatura, con una nota di Stefano Bartezzaghi, Milano, Piemme, 2005, p. 78.