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esercitazioni di teoria informatica
Tipologia: Esercizi
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ESERCITAZIONE. 1) Fornire una definizione generale di calcolatore digitale comprensiva delle tre caratteristiche fondamentali Un calcolatore digitale è sostanzialmente una macchina in grado di risolvere dei problemi eseguendo le istruzioni che gli vengono fornite. Una sequenza di istruzioni che descrive come eseguire un certo compito è detta programma. Un calcolatore digitale è dotato di un numero elevatissimo di circuiti elettronici: questi sono in grado di riconoscere ed eseguire “direttamente” solo un insieme limitato di istruzioni semplici; perciò, tutti i programmi, per poter essere eseguiti, devono essere convertiti (ed è sempre possibile farlo) in sequenze di tali istruzioni semplici. Generalmente, le istruzioni di base sono di 3 tipi fondamentali: 1- somma di 2 numeri, 2- controllo di un numero per vedere se è uguale a 0, 3- spostamento di dati da una parte della memoria del calcolatore ad un’altra. In generale, questa invenzione di una intera serie di linguaggi, ognuno più conveniente del suo predecessore, può proseguire teoricamente all’infinito; nella realtà, il processo si arresta quando si ottiene un linguaggio adatto alle proprie esigenze. Ogni linguaggio usa il suo predecessore come base, per cui è possibile considerare un calcolatore che usa questa tecnica come una serie di strati (o livelli), posti uno sopra l’altro e corrispondenti ciascuno ad un dato linguaggio. Evidentemente, il linguaggio di livello più basso è il più semplice ma anche il più scomodo (si tratta del linguaggio macchina), mentre invece quello di livello più alto è il più complicato ma anche più “familiare” per l’utente. 2) Descrivere nel modo più semplice possibile la differenza tra INTERPRETE e TRADUTTORE. L’insieme delle istruzioni semplici di un calcolatore forma un linguaggio che permette all’utente di comunicare con il calcolatore: questo linguaggio prende il nome di linguaggio macchina. Nel progettare un calcolatore, in base all’uso che se ne intende fare, si tende a semplificare il più possibile le istruzioni del linguaggio macchina X, anche e soprattutto per ridurre la complessità ed il costo dell’elettronica da utilizzare. Tuttavia, lo svantaggio di questa elevata semplicità sta nella difficoltà, per l’utente, di utilizzarlo. Il
problema viene allora risolto progettando un nuovo insieme di istruzioni, che risulti più conveniente da usare Il linguaggio Y può essere a sua volta utilizzato in due modi differenti. Infatti, dato che un calcolatore può eseguire sempre e soltanto istruzioni in X, si tratta di vedere in quali modi viene effettuato il passaggio da Y ad X (linguaggio macchina): il primo metodo consiste nel sostituire ad ogni istruzione in Y l’equivalente sequenza di istruzioni in linguaggio macchina X: con questo metodo, detto di traduzione, il calcolatore esegue il nuovo programma in X anziché il programma originale in Y; il secondo metodo è invece un po’ più complesso: bisogna infatti scrivere un programma, in linguaggio macchina X, che riceva in input i programmi in Y e li esegua esaminando una istruzione dopo l’altra ed eseguendo per ognuna la sequenza equivalente di istruzioni. Questo secondo metodo è detto di interpretazione ed il programma in X che lo realizza prende il nome di interprete. In generale, quindi: con la traduzione si passa prima al programma equivalente in X e poi lo si esegue; al contrario, con l’interpretazione, non viene generato alcun programma intermedio: ogni istruzione in Yviene esaminata, decodificata e immediatamente eseguita. La caratteristica comune è, ovviamente, il fatto per cui il calcolatore esegue solo istruzioni in X Ovviamente, per rendere pratici i processi di traduzione o di interpretazione, è necessario che i linguaggi X ed Y non differiscano troppo tra loro. 3) Cos’è una macchina virtuale? Perché è stato così importante introdurre questo concetto? Le macchine virtuali sono software che offrono le stesse funzionalità dei computer fisici. Come questi ultimi, eseguono delle applicazioni e un sistema operativo. Tuttavia, le macchine virtuali sono file digitali che vengono eseguiti su un computer fisico e si comportano come un computer fisico. Vantaggi delle macchine virtuali: - Le macchine virtuali sono facili da gestire e supportare e inoltre sono ampiamente disponibili - È possibile eseguire più ambienti di sistemi operativi su un singolo computer fisico Svantaggi delle macchine virtuali: - L'esecuzione di più macchine virtuali su un computer fisico può causare prestazioni instabili - Le macchine virtuali sono meno efficienti e più lente di un computer fisico **10.3. ESERCITAZIONE
Atanasoff ha inventato il primo computer elettronico digitale nel 1930 a Iowa State College. Le dispute per l'attribuzione sono state risolte nel 1973, quando il tribunale ha stabilito che Atanasoff è stato l'inventore del computer. In parte a causa della fatica di utilizzare la calcolatrice meccanica Monroe, che era lo strumento migliore a sua disposizione mentre stava scrivendo la sua tesi di dottorato, Atanassoff incominciò a cercare metodi di computazione più veloci. Allo Iowa State, Atanasoff fece ricerche sull'uso dei calcolatori Monroe e delle tabulatrici IBM nei problemi scientifici. Nel 1936 inventò una calcolatrice analoga a queste per analizzare le superfici geometriche. L'accuratezza necessaria per i suoi calcoli lo spinse a considerare una soluzione digitale al problema, anziché proseguire con utensili meccanici. Secondo Atanasoff, alcuni principi operativi dell'Atanasoff–Berry Computer (ABC) furono concepiti dal professore in un lampo di intuizione durante l'inverno tra il 1937 e il 1938 dopo una passeggiata a Rock Island nell'Illinois. Con una sovvenzione di 650$ ottenuta nel settembre 1939 (l'equivalente di 8403$ nel 2010) e con l'assistenza di Clifford Berry, un suo studente laureato, il primo prototipo di ABC venne creato già nel novembre di quell'anno. L'idea chiave utilizzata nell'ABC include l'uso del sistema binario e della logica Booleana per risolvere simultaneamente più di 29 equazioni lineari. L'ABC non possiede una CPU, ma è concepito come dispositivo elettronico che utilizza tubi sottovuoto per effettuare i calcoli digitali. Inoltre usa memorie rigenerative separate su condensatori, che operano con un processo utilizzato ancora oggi nelle memorie DRAM. Nel 1990, il presidente George W Bush ha assegnato Atanasoff l' Stati Uniti National Medal of Technology , la più alta onorificenza conferita Stati Uniti per i successi legati al progresso tecnologico 2) In che modo la guerra ha influenzato la realizzazione di nuovi calcolatori digitali? Lo stimolo per lo sviluppo dei computer elettronici venne dalla Seconda Guerra Mondiale. Nella prima parte della guerra i sottomarini tedeschi stavano decimando la flotta britannica. Da Berlino gli ammiragli tedeschi spedivano i comandi via radio ai sottomarini; questi ordini potevano quindi essere intercettati dai britannici. Il problema era che i messaggi venivano codificati per mezzo di un dispositivo chiamato ENIGMA; il precursore di questa macchina era stato progettato da Thomas Jefferson che, oltre a essere stato il terzo presidente degli Stati Uniti d'America, fu anche un inventore dilettante.
1) Qual è la differenza tra la tecnologia a valvole e quella a transistor? L’arrivo dei transistor che novità a portato nella costruzione dei calcolatori digitali? L'invenzione del transistor permise, a partire dagli anni ’50, di rendere molto piu piccoli i circuiti logici necessari per il funzionamento del calcolatore. Il transistor (a punte di contatto) era stato inventato nel dicembre del 1947 da W. Shockley, W. Bardeen e W. Brattain presso i laboratori della Bell Telephone. La sua introduzione ha rivoluzionato completamente il settore elettronico aprendo la strada a tutti i moderni dispositivi elettronici in sostituzione delle valvole, rispetto ai quali presenta diversi vantaggi: dimensioni molto inferiori, potenza assorbita e dispersione di calore molto minori, tensione di lavoro piu bassa, maggiore affidabilita, infine costi assai piu limitati. In 10 anni il transistor rivoluziono i computer al punto che nei tardi anni '50 i computer a valvole divennero obsoleti. 2) Citare almeno tre tipi di calcolatori digitali a transistor. CDC 6600, IBM 7094, PDP-1, PDP-8, 6600, 7600, Cray-1. 3) Citare almeno tre calcolatori digitali a circuiti integrati. Model 30, Model 75, DEC PDP-11, System 360. **13.3. ESERCITAZIONE.
Internet, di ampliare la sua estensione e capillarità, migliorando qualità e velocità di trasmissione, portandola a diventare quello che oggi è sotto gli occhi di tutti Di recente la NSF ha smesso di finanziare la spina dorsale di Internet che ora è gestita da un lato dalle università di tutto il mondo, e dall'altro da grosse imprese private che portano nei vari continenti collegamenti ad altissima velocità, chiedendo contributi agli utenti che vogliono collegarsi, in generale i contributi richiesti per la connessione sono forfetari e non a traffico come nella telefonia tradizionale. In quasi tutti i paesi del mondo ci sono degli organi di controllo, degli enti, che hanno il compito di sovrintendere al corretto utilizzo della rete che per sua natura tende ad essere sregolata ed anarchica, in Italia abbiamo il GARR ( Gruppo di Armonizzazione delle Reti di Ricerca ) Dire che oggi Internet è la rete delle reti che legano i calcolatori di tutto il mondo fra di loro è corretto, ma incompleto, certamente ci sono migliaia di reti connesse fra loro, ma oggi Internet è anche una realtà di servizi, risorse, affari, enti e persone, un'enorme banca dati di quasi tutto lo scibile. 2) Descrivere in generale il progetto ARPAnet ARPANET (acronimo di "Advanced Research Projects Agency NETwork", in italiano "Rete dell'Agenzia per i progetti di ricerca avanzati"), anche scritto ARPAnet o Arpanet, fu una rete di computer studiata e realizzata nel 1969 dalla DARPA, l'agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti responsabile dello sviluppo di nuove tecnologie ad uso militare di cui anche gli universitari potevano fare uso. Si tratta della forma per così dire embrionale dalla quale poi nel 1983 nacque Internet. Non era stata ideata, come solitamente si tende a pensare per scopi militari statunitensi, ma per collegare due università americane durante il periodo della guerra fredda. Gli sforzi per utilizzarla per la sicurezza nazionale avvennero molto dopo. Nacque così uno dei più grandi progetti civili, una rete globale che collega tutta la Terra. **14.3. ESERCITAZIONE.
raggiungimento dell’obiettivo posto dall’Operation Research ARPA dopo la seconda guerra mondiale, ossia l’obiettivo delle tre C: Controllo, Comando e Comunicazione. A questo punto sembra esaurita la spinta data dai militari per lo sviluppo di tale rete; il protocollo TCP/IP viene ufficialmente adottato dalle organizzazioni militari per lo sviluppo dei sistemi di comunicazione. Ma la semplicità e la funzionalità del protocollo attirano l’attenzione di chi lavora su altri tipi di rete; presto si assiste alla migrazione di reti preesistenti dal protocollo nativo al protocollo TCP/IP; FIDOnet. Eunet, EARnet, BITnet ed altre reti decidono di utilizzare questo protocollo, adottando opportuni gateways in uscita tra la loro rete e ARPAnet. Una nuova rete, per esempio Anet, che si aggiunge ad ARPAnet significa un allargamento della rete globale in TCP/IP; a questo punto l’aggiunta di una terza rete, per esempio Bnet, ad ARPAnet equivale al collegamento tra Anet e Bnet. Aggiungendo altre reti si incrementa il numero di nodi in TCP/IP; nel momento in cui le reti aggiunte sono preponderanti rispetto all’ARPAnet il nuovo insieme formato non può più chiamarsi ARPAnet ma gli deve essere dato un nome che rappresenti l’interconnessione tra diverse reti: internet, col significato globale di internetworking Document shared on www.docsity.com Uno degli avvenimenti precedenti (1976) avrà un’importanza basilare per lo sviluppo delle reti telematiche negli anni 80: l’invenzione del protocollo UUCP, che serve per trasferire files su computer Unix. Tra la Duke University e la University of North Carolina alcuni studenti (Steve Bellovin per la versione A, Matt Glickman e Mark Horton per la versione B nel 1981) perfezionano l’utilizzo del protocollo UUCP (Unix to Unix Copy) per automatizzare lo scambio di messaggi organizzati attorno ad uno o più argomenti di discussione: è il germe dal quale nasceranno i newsgroup. 2) USEnet, il primo sistema di messaggistica: per quale piattaforma era stato creato? Fornire esempi di sistemi di messaggistica contemporanei. Uno dei primi importanti sistemi di messaggistica distribuiti fu l’Unix User Network o Usenet, che implementava il protocollo UUCP per trasportare messaggi e notizie. Dopo un primo inizio con andamento altalenante a causa di alcune incongruenze tecniche dovute alle distanze culturali tra gli amministratori ed i gestori del sistema il sistema di messaggistica si diffonde e si evolve. Il sistema corrisponde ad una architettura client-server nella quale il client richiede le notizie presenti su un gruppo di discussione ed il server,
sia l’informatica umanistica occorre affrontare almeno cinque punti, fra loro strettamente correlati
1. Delimitare il campo di indagine [cosa non è]; “L’area dell’informatica umanistica deve essere accuratamente distinta dall’informatica di base” L’informatica umanistica non nasce cercando di sottrarre alle altre discipline umanistiche settori di loro pertinenza. Nasce piuttosto dal riconoscimento di un insieme di problemi e di metodologie che sono trasversali, comuni all’insieme delle discipline umanistiche in quanto discipline tali, nel loro incontro con le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Molti fra i lavori più interessanti per l’informatica umanistica sono nati e si sono sviluppati nell’ambito delle discipline della documentazione (archivistica e biblioteconomia) per l’attenzione verso la standardizzazione e verso le ontologie dei metadati. 2. individuare in positivo i nuclei tematici fondamentali; Negli ultimi decenni gli studiosi di discipline umanistiche hanno più consapevolmente assunto gli strumenti informatici come componenti essenziali del proprio lavoro, concentrandosi sui seguenti i settori di ricerca:
C) ritengono che questo lavoro possa e debba essere svolto nel pieno rispetto della particolare natura del proprio oggetto di studio.
Oggi circa tre miliardi di persone si connettono ogni giorno a Internet. La maggior parte di queste lo fa per utilizzare i “Social Network”: per lavoro, per tenersi in contatto con gli amici o per divertimento. Negli ultimi anni, la tendenza degli utenti ad utilizzare queste “piattaforme di comunicazione” e la diffusione sul mercato degli innumerevoli “dispositivi mobile”, hanno fatto diventare i social network gli indiscussi padroni della comunicazione mediatica sul web. Possiamo dire quindi che i Social Network “rappresentano l’eccellenza dei social media”. Sono networks adatti sia agli utenti comuni che ai professionisti. Gli utenti comuni possono condividere le informazioni, curare le proprie relazioni interpersonali e crearne di nuove: all’inizio solo virtuali, ma alcune di esse poi, in seguito ad approcci sempre più confidenziali, possono anche diventare reali. I professionisti possono pubblicizzare la propria attività e nel caso delle aziende, anche impostare delle vere e proprie campagne di marketing. Questi social media nacquero nello stesso periodo in cui ebbero origine i blog, alla fine degli anni novanta. Certamente la loro diffusione fu dovuta a motivazioni diverse (soprattutto per agevolare le relazioni amorose private) da quelle che generarono i blog. Dal punto di vista informatico, i social network rappresentano “la sintesi dell’evoluzione tecnologica sulla rete Internet”. Lo scambio delle “informazioni personalizzate”, non e più un’esclusiva dei blog. La condivisione dei contenuti multimediali, oggi, avviene sul social network. 2) Fornire una descrizione accurata dell'Internet Addiction Disorder: IAD. Negli ultimi anni la grande diffusione che ha avuto i prodotti digitali prende il nome di rivoluzione digitale, perché e in atto una vera e propria rivoluzione dove il mondo virtuale s’intreccia con il mondo reale modificando significativamente le esperienze emotive e cognitive degli individui. Un cambiamento che ha coinvolto i mezzi di comunicazione soprattutto quelli di massa, che inevitabilmente hanno portato le persone a mutare le proprie percezioni e le proprie attese. Il mondo e mutato e di conseguenza siamo cambiati anche noi che lo viviamo. Abbiamo mutato il modo di pensare, di scrivere. di fotografare e via dicendo quasi senza accorgercene. La vita delle persone si consuma in rete, dove e possibile studiare, lavorare, comprare, amare e sognare il tutto ad una elevata velocità, dove si superano i vincoli spaziotemporali, dove sono possibili giochi di identità, dove vi e liberta di trasgressione e mille altri aspetti carichi di fascino da far si che le dinamiche della vita reale a volte
diventino insignificanti e insufficienti rispetto all’imprevedibilità e all’emozione che da la vita virtuale. Lo psichiatra americano Ivan Goldberg, nel 1995, introdusse il termine IAD, Internet Addiction Disorder, per indicare una problematica ancora in via di definizione, che si riferisce a un uso eccessivo di internet associato a comportamento irritabile e umore negativo quando se né e deprivati. Una condizione associata come il gioco d’azzardo ai disturbi del controllo degli impulsi: l’incapacità del soggetto di resistere a un impulso o a una tentazione impellente, uno stimolo che può portare il soggetto a compiere azioni pericolose sia per se sia per gli altri ed e preceduta da una sensazione di crescente tensione ed eccitazione che fa seguito il piacere, gratificazione e sollievo (DSM-IV). Alcune delle caratteristiche distintive dell’Internet Addiction Disorder sono l’aumento del tempo trascorso collegati ad internet per raggiungere lo stesso grado di soddisfazione precedente; sforzi ripetuti a limitare l’utilizzo di internet; l’utilizzo di internet come strumento di regolazione delle emozioni negative come il senso di solitudine e la tristezza e il tutto accompagnato da sintomi d’irritabilità, depressione o irritabilità emotiva se l’uso di internet viene limitato e a sua volta l’astinenza da internet provoca ansia, agitazione psicosomatica e pensieri ossessivi focalizzati su internet. L’attività scolastica o lavorativa e le interazioni sociali della persona vengono danneggiate dall’uso eccessivo e improprio di internet, che acquisisce nella vita della persona una posizione centrale a discapito di altre attività importanti e significative. Un percorso psicoterapeutico per rinforzare le proprie strutture interne e uscire dal circolo vizioso che la dipendenza da internet ha creato e per sostituire alle vecchie strategie, che hanno creato la dipendenza, delle nuove e più funzionali, con l’obiettivo di ritornare ad avere relazioni e interazioni di buona qualità nella vita quotidiana. **16.3. ESERCITAZIONE.
La caratteristica principale di un ipertesto e che la lettura può svolgersi in maniera non lineare: qualsiasi documento della rete può essere "il successivo", in base alla scelta del lettore di quale link (o parola chiave) usare. Il lettore può passare da un nodo ad un altro utilizzando i link: il nodo ipertestuale e definibile come un’unita di informazione che abbia autosufficienza comunicativa. In genere un nodo corrisponde ad una videata o ad una zona circoscritta di essa; il link e una struttura di collegamento che unisce i vari nodi; la mappa di navigazione e un nodo speciale che contiene la rappresentazione grafica di tutti i nodi dell’ipertesto. 3) Cos’è una mappa di navigazione? Che ruolo riveste nella struttura generale di un ipertesto? La mappa di navigazione riporta la struttura di un sito web o di un’applicazione in un grafico che descrive la disposizione delle sue pagine. La mappatura segue un criterio gerarchico, si parte dalla homepage e scende a specificare l’interconnessione tra le diverse sezioni dell’artefatto digitale. Questo schema ha la funzione di mostrare all’utente come puo navigare all’interno del sito trovando le informazioni necessarie, mentre da un punto di vista tecnico, ha la funzione di rendere indicizzabile il sito per i motori di ricerca. La mappa puo essere quindi identificata come “indice” o “menu” che raccoglie tutti i link. 4) Cosa si intende con “spazio logico” di un ipertesto? Lo spazio logico dell’ipertesto individua la rete di connessioni che legano tra loro i diversi nodi di contenuto. Questi legami identificano la struttura logica di organizzazione delle informazioni. Attualmente la configurazione di massima di un ipertesto e la cosiddetta struttura a rete (o referenziale); in genere le distinguiamo in: assiale, gerarchica e, referenziale.
gerarchica referenziale i nodi sono posti allo stesso livello e interconnessi tra loro in modo non sequenziale. 6) Da quali elementi è composto lo spazio grafico-visivo di un ipertesto? Lo spazio grafico-visivo e composto da:
Esse condividono l’idea di base che strutture complesse possano essere descritte come una collezione di attributi, e valori associati, e che il ragionamento è, nella sua forma più astratta, una realizzazione di collegamenti, la cui giustificazione è riconducibile al ‘buon senso’: esperienza, somiglianza, dipendenza, tipicità. Sono state spesso proposte come modello della memoria umana, e largamente utilizzate per la comprensione del linguaggio naturale.
2) Nel contesto della progettazione dei database dare una definizione di “cardinalità delle relazioni”. Nelle relazioni per cardinalità si intende il numero di volte che una data istanza di entità deve o può partecipare alla associazione. È possibile definire vincoli di cardinalità anche sugli attributi, con due scopi: per indicarne l’opzionalità; per indicare attributi multivalore. 3) Qual è la funzione della scheda File in Microsoft Access? Una novità dell’interfaccia di questa versione di Access è costituita dalla scheda File. Tale scheda apre un menu, visibile nella figura seguente, che presenta tutti i comandi utili per la gestione, appunto, dei file. In questo menu è presente la voce Apri: da usare per aprire i database già esistenti o quelli utilizzati di recente (Apri- Recenti). È possibile aprire i database, tabelle, maschere, ecc. già pronti (modelli) proposti dall’applicazione o da cercare nel web. Nel menu File si trovano anche i comandi per la stampa e il salvataggio dei file. Infine, nel menu Opzioni, la voce Componenti aggiuntivi permette di salvare i singoli oggetti del database (una maschera, una tabella…) in un database esterno e con un altro nome oppure in formato PDF. 22.2. ESERCITAZIONE. 1) Descrivere brevemente l'operazione di importazione di dati in Access da Excel. Si prenda il caso di una cartella di lavoro (Azienda.xlsx) di Microsoft Excel costituita dai seguenti fogli: