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Tee een ET reni gn mne RAEE RESRLAAAEAE CAPITOLO DECIMOSESTO Coniugazione regolare Avvertenza. Mi sono attenuto alla antica divisione dei verbi in quattro coniugazioni e alla antica teoria dei tempi primitivi e derivati. La nuova non facilita affatto l'apprendimento dei verbi ai giovani e disoriente rebbe coloro che volessero riprendere lo studio della lingua lasciato da anni. I verbi si sogliono distribuire in quattro coniugazioni. Le co- niugazioni si distinguono dalla desinenza dell'infinito. Le quattro desinenze dell’infinito sono: per la prima coniug.: -er; per la seconda -ir; -oîr per la terza e -re per la quarta. Nello specchietto che segue diamo le desinenze dei tempi primitivi. Da questi deri- vano gli altri. $ Chiameremo verbi regolari o deboli quelli che nei tempi pri- mitivi hanno le desinenze elencate nello specchio che segue, Irre- golari o forti tutti gli altri. La grandissima maggioranza dei verbi irregolari sono poi so- lamente irregolari in alcune desinenze primitive, ma ubbidiscono alle comuni leggi di derivazione. Pochissimi sono irregolari anche nella derivazione. Le desinenze dei tempi derivati sono costanti anche nei verbi irregolari (1). (1) Sette sono le desinenze irregolari: je vais, tu vas, il va, ils vont (pres. indicat. del verbo aller); vous dites, vous faites, ils font (pres. indicat. dei verbi dire, faire). MORFOLOGIA E SINTASSI 131 Tempi primitivi e loro desinenze nella coniu- gazione regolare. d io | Prima persona | Prima persona 7 || rasato | Peng / Fenice | Rao | edi co pi presente «passé simples Ia | (radicale), ant dljieo __—_elje ai 28 ir | — (issfant i È 3% | — (ev) cir] — (ev) ant 4 re ant Oss. 19, I verbi della terza coniugazione sono tutti irregolari e terminano all'infinito in -oîr. Fra di essi ve ne sono sette che si coniugano allo stesso modo. Di questi sette si è fatta una «terza coniugazione regolare »; e per questi sette, la desinenza dell'infinito è «evoîr. Eccoli: recevoir ricevere, percevoir percepire, apercevoir scorgere, concevoir concepire, décevoir illudere, devoir dovere (1), redevoîr, esser debitore (raro). Oss. 28, I participi presente o gerundi terminano tutti in ant. 1 regolari della 2° con. hanno la desinenza ant rinforzata da iss (issant); e i sette verbi della cosidetta 3*con. regolare hanno ant rinforzato da ev (evant). Oss. 39, In tutti i verbi, qualunque sia il modo o il tempo, quando una prima persona finisce in e, la seconda è sempre in es, e la terzaine (2). Se finisce in s, la seconda sarà pure s, e la terza t. La t scompare se pre- ceduta da d, c, , (vends, rends, vend'; vaincs, vaincs, vainc; mets, mets, met. Successione costante è: «ai, -2s, «2. (1) Si ricordi che per avere la radicale di questi sette verbi bisogna to- gliere all’infinito non solo cir ma evoir, Il tema o la radicale di devoir sarà adunque d. (2) Vi sono due eccezioni. Una, particolare al verbo avoir: congiunt. pres.: aie, aies, ait. La seconda, alla 3° pers. sing. del congiunt. imperf. di tutti i verbi: sse, sse5, 4.