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Esercizi integrali 2, Esercizi di Matematica Generale

Esercizi matematica, esercitazione integrali università

Tipologia: Esercizi

2019/2020

Caricato il 30/03/2020

enrico-denovellis
enrico-denovellis 🇮🇹

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ALCUNI ESERCIZI SUL CALCOLO INTEGRALE
G. DI MEGLIO
Indice
Introduzione 1
1. Integrali Immediati 1
2. Integrali che si Calcolano per Parti 3
3. Integrali Razionali 4
4. Integrali che si Calcolano per Sostituzione 8
5. Integrali Impropri 10
6. Calcolo Integrale 13
Appendice A. Tabelle di Integrali Fondamentali ed Immediati 25
Appendice B. Regole di Integrazione Indefinita e Definita 27
Appendice C. Integrazione di Funzioni Razionali 27
Riferimenti bibliografici 32
Introduzione
In questi fogli, che accompagnano le mie note [DM1], sono proposti alcuni eser-
cizi sull’integrazione indefinita, definita ed impropria.
Lo spettro di tali esercizi, seppur ampio, non esaurisce tutte le possibili eventualità
che si possono presentare nel Calcolo. È lasciato allo studioso lettore il compito
di reperire e svolgere ulteriori esercizi1, qualora egli non si sentisse ancora padrone
delle tecniche di integrazione indefinita elementare.
Infine, nell’ultimo paragrafo sono proposti alcuni esercizi teorici sull’integrazione
definita, i quali servono a prendere confidenza con la teoria svolta a lezione e le sue
potenzialità.
Avvertenza: Nei presenti fogli, quando non è specificato altrimenti, i simboli
a, b, λ, ω, p denotano numeri reali (con a, p 6= 0 eλ, ω > 0) ed ndenota un numero
naturale 1.
1. Integrali Immediati
Esercizio 1: I seguenti integrali si calcolano come integrali “della tabella” (cfr.
Tabelle 1e2).
ˆn
ax +bdx=n
a(n+ 1)
n
p(ax +b)n+1 +C,(1)
Date: 9 agosto 2018.
1Tali esercizi si trovano su un qualsiasi eserciziario di Analisi I, ivi compresi quelli consigliati
a lezione, ed anche in rete.
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ALCUNI ESERCIZI SUL CALCOLO INTEGRALE

G. DI MEGLIO

Indice Introduzione 1

  1. Integrali Immediati 1
  2. Integrali che si Calcolano per Parti 3
  3. Integrali Razionali 4
  4. Integrali che si Calcolano per Sostituzione 8
  5. Integrali Impropri 10
  6. Calcolo Integrale 13 Appendice A. Tabelle di Integrali Fondamentali ed Immediati 25 Appendice B. Regole di Integrazione Indefinita e Definita 27 Appendice C. Integrazione di Funzioni Razionali 27 Riferimenti bibliografici 32

Introduzione In questi fogli, che accompagnano le mie note [DM1], sono proposti alcuni eser- cizi sull’integrazione indefinita, definita ed impropria. Lo spettro di tali esercizi, seppur ampio, non esaurisce tutte le possibili eventualità che si possono presentare nel Calcolo. È lasciato allo studioso lettore il compito di reperire e svolgere ulteriori esercizi^1 , qualora egli non si sentisse ancora padrone delle tecniche di integrazione indefinita elementare. Infine, nell’ultimo paragrafo sono proposti alcuni esercizi teorici sull’integrazione definita, i quali servono a prendere confidenza con la teoria svolta a lezione e le sue potenzialità.

Avvertenza: Nei presenti fogli, quando non è specificato altrimenti, i simboli a, b, λ, ω, p denotano numeri reali (con a, p 6 = 0 e λ, ω > 0 ) ed n denota un numero naturale ≥ 1.

  1. Integrali Immediati

Esercizio 1: I seguenti integrali si calcolano come integrali “della tabella” (cfr. Tabelle 1 e 2 ). ˆ √nax + b d x = n a(n + 1)

(1)^ √^ n(ax + b)n+1^ + C,

Date: 9 agosto 2018. (^1) Tali esercizi si trovano su un qualsiasi eserciziario di Analisi I, ivi compresi quelli consigliati a lezione, ed anche in rete. 1

2 G. DI MEGLIO

ˆ 1 √ nax + b d x = n a(n − 1)

(2)^ √^ n(ax + b)n−^1 + C, ˆ x

√n ax^2 + b d x =

n 2 a(n + 1) (3)^ √^ n(ax^2 + b)n+1^ + C,

ˆ x^2 √ nax (^3) + b d x = n 3 a(n − 1)

(4)^ √^ n(ax^3 + b)n−^1 + C, ˆ ee

px+px d x =

p ee

px (5) + C,

ˆ √n log x x

d x = n n + 1

n

(6) logn+1^ x + C,

ˆ logb^ x x

d x =

1 b+1 log

b+1 (^) x + C , se b 6 = − 1

log | log x| + C , se b = − 1

sinb(ωx) cos(ωx) d x =

1 ω(b+1) sin

b+1(ωx) + C , se b 6 = − 1 1 ω log^ |^ sin(ωx)|^ +^ C^ , se^ b^ =^ −^1

sin(ωx) cosb(ωx) d x =

− (^) ω(b^1 +1) cosb+1(ωx) + C , se b 6 = − 1 − (^1) ω log | cos(ωx)| + C , se b = − 1

sin^4 (ωx) cos^6 (ωx)

d x =

(10) tan^5 (ωx) + C, ˆ 1 cos^2 (ωx) n

tan(ωx)

d x =

n ω(n − 1)

n

(11) tann−^1 (ωx) + C,

ˆ 1 √ x^2 + ω^2

d x = settsinh

( (^) x ω

(12) + C,

x^2 − ω^2

d x = settcosh

( (^) x ω

(13) + C,

x √ x^4 + ω^2

d x =

settsinh

x^2 ω

(14) + C,

epx √ e^2 px^ − ω^2

d x =

p settcosh

epx ω

(15) + C,

setttanhb^

( (^) x ω

ω^2 − x^2

d x =

1 ω(b+1) setttanh

b+1 (^ x ω

  • C , se b 6 = − 1 1 ω log^

∣setttanh ( (^) x ω

∣ (^) + C , se b = − 1

esetttanh(^

x ω ) ω^2 − x^2

d x =

ω

esetttanh(^

x (17) ω^ ) + C,

ˆ ep

√ax+b √ ax + b

d x =

ap ep

√ax+b (18) + C,

ˆ ep^ arctan(ax+b) 1 + (ax + b)^2

d x =

ap

(19) ep^ arctan(ax+b)^ + C,

ˆ 2 ax+b^ d x =

a log 2

(20) 2 ax+b^ + C, ˆ sin(ωx) πcos(ωx)^ d x = −

ω log π (21) πcos(ωx)^ + C,

ˆ √^ 1 − x 1 + x

d x = arcsin x +

(22) 1 − x^2 + C.

4 G. DI MEGLIO

ˆ sin(λx) cos(ωx) d x = −

λ^2 − ω^2

(35) ω sin(λx) sin(ωx)

  • λ cos(λx) cos(ωx)

+ C,

sin(λx) sin(ωx) d x =

λ^2 − ω^2

(36) ω sin(λx) cos(ωx)

− λ cos(λx) sin(ωx)

+ C,

cos(λx) cos(ωx) d x =

λ^2 − ω^2

(37) λ sin(λx) cos(ωx)

− ω cos(λx) sin(ωx)

+ C,

earcsin^ ωx^ d x =

2 ω earcsin^ ωx^

ωx +

1 − ω^2 x^2

(38) + C,

1 − x^2 d x =

x

1 − x^2 +

(39) arcsin x + C,

ˆ (^) √ x^2 + ω^2 d x =

x

x^2 + ω^2 +

ω^2 2

log

x +

x^2 + ω^2

(40) + C,.

[Suggerimento: In (39) e (40) si consiglia di integrare per parti con fattore diffe- renziale 1 ; inoltre, in (40) conviene far comparire al numeratore del nuovo integrale la derivata del radicando presente al denominatore; ciò consente di riottenere l’in- tegrale di partenza al secondo membro.]

Inoltre, provare che gli integrali (35)–(37) si possono ricondurre ad integrali imme- diati usando le formule di Werner della Trigonometria Elementare.

  1. Integrali Razionali

Esercizio 5: 1. Dopo aver verificato che ognuno dei polinomi di secondo grado elencati in seguito ha ∆ < 0 , usare la tecnica del completamento del quadrato per scrivere tali polinomi come somma di due quadrati:

(41) x^2 + 2x + 3, x^2 − 2 x + 5, x^2 + x + π,

2 x^2 +

2 x + 1, π^2 x^2 +

(42) 3 x + π^2 , e^4 x^2 − x + 2.

  1. Sfruttare la tecnica del completamento del quadrato per scomporre i seguenti polinomi di grado pari:

(43) x^4 + 4, x^8 − 1 , x^8 + π^8.

Esercizio 6: Calcolare i seguenti integrali di fratti semplici:

ˆ 1 x + 2

(44) d x = log |x + 2| + C, ˆ 1 2 x − 3

d x =

log

∣x^ −^

(45) ∣ + C,

x^2 + 2

d x =

arctan

x √ 2

(46) + C,

ESERCIZI SULL’INTEGRAZIONE 5 ˆ 1 x^2 + 2x + 3 d x =

arctan

x + 1 √ 2

(48) + C,

x x^2 + x + 3 d x =

log(x^2 + x + 3) −

arctan

2 x + 1 √ 11

(49) + C,

3 x + 2 2 x^2 + x + 1

d x =

log(2x^2 + x + 1) +

arctan 4 x + 1 √ 7

(50) + C.

Esercizio 7: Calcolare i seguenti integrali di funzioni razionali usando la tecnica di scomposizione in fratti semplici^2 :

ˆ x + 1 x^2 − 5 x + 6

(51) d x = −3 log |x − 2 | + 4 log |x − 3 | + C,

ˆ 1 x^2 − 2 x − 3

d x =

log

x − 3 x + 1

(52) ∣ + C,

x − 7 x^2 + 4x − 5

(53) d x = − log |x − 1 | + 2 log |x + 5| + C, ˆ 2 x − 1 3 x^2 + 7x + 2

d x = log |x + 2| −

(54) log | 3 x + 1| + C,

ˆ 1 4 x^2 − 8 x − 5

d x =

log

2 x − 5 2 x + 1

(55) ∣ + C,

2 x^2 − 3 x

d x =

log

2 x − 3 x

(56) ∣ + C,

2 x^3 + 3x d x =

log

x^2 2 x^2 + 3

(57) + C,

(x^2 − x + 1)(x^2 + x + 1)

d x =

log

x^2 + x + 1 x^2 − x + 1

arctan

x +

arctan

x −

+ C,

x^2 x^4 + 4 d x =

log

x^2 − 2 x + 2 x^2 + 2x + 2

arctan(x + 1) +

arctan(x − 1) + C,

(^2) Si ricordi che un polinomio di secondo grado non monico, cioé un polinomio del tipo ax (^2) +bx+c con a 6 = 1, avente ∆ = b^2 − 4 ac ≥ 0 può essere fattorizzato come: { a (x − x 1 ) (x − x 2 ) , se ∆ > 0 e x 1 6 = x 2 sono le radici del polinomio a (x − x 1 )^2 , se ∆ = 0 e x 1 = − 2 ba è l’unica radice del polinomio .

Inoltre, si ricordi che il Teorema di Ruffini garantisce che:

“Un polinomio p(x) è divisibile per x − α se e solo se α è radice di p(x) (cioè se p(α) = 0).”

In particolare, ciò implica che:

“Se p(x) ha coefficienti interi, α è intero e se p(x) si divide per x − α, allora α è un divisore del termine noto di p(x);”

pertanto, le radici intere di un polinomio a coefficienti interi vanno necessariamente ricercate tra i divisori del termine noto.

ESERCIZI SULL’INTEGRAZIONE 7

Esercizio 9: Calcolare i seguenti integrali di funzioni razionali con quoziente non nullo^4 : ˆ 3 x^3 + 7x^2 + 4x − 1 3 x^2 + 7x + 2

d x =

(68) x^2 + log |x + 2|

log | 3 x + 1| + C, ˆ 3 x^4 − 10 x^2 + 9x − 4 (x − 1)^2 (69) d x = x^3 + 3x^2 − x

  • log |x − 1 | +

x − 1

+ C,

x^6 − x^5 + 3x^4 − 2 x^3 + 3x^2 − 3 x − 1 (x + 1)(x^2 + 1)^2

(70) x^2 − 2 x + 3 log |x + 1|

− arctan x − x x^2 + 1

+ C,

3 x^7 + 7x^5 + 4x^3 − x 3 x^4 + 7x^2 + 2

d x =

x^4 +

(71) log |x^2 + 2|

log | 3 x^2 + 1| + C.

[Suggerimento: Nell’ultimo integrale, sarebbe opportuno fare una sostituzione prima di avventurarsi nella decomposizione dell’integrando.]

Esercizio 10: Siano p(x) e q(x) polinomi di grado ≥ 1.

  1. Provare che la funzione f 1 (x) := p(x) · arctan q(x) è elementarmente integrabile in R.

  2. Se q(x) non è ovunque ≤ 0 , provare che la funzione f 2 (x) := p(x) · log q(x) è elementarmente integrabile.

  3. Se |q(x)| non è ovunque ≥ 1 , provare che la funzione f 3 (x) := p(x) · setttanh q(x) è elementarmente integrabile.

[Suggerimento: Per le ipotesi fatte su q, ogni funzione fk (k = 1, 2 , 3 ) è definita almeno in un intervallo della retta reale ed è ivi continua; ergo essa ha qualche pri- mitiva. Per mostrare che ogni primitiva è una funzione elementare basta integrare´ fk(x) d x per parti con fattore differenziale p(x).]

(^4) Ciò accade sempre quando il grado del numeratore è maggiore o tutt’al più uguale al grado del denominatore. Infatti, se f (x) = p p^12 ((xx)) con gr p 1 ≥ gr p 2 , l’algoritmo della divisione assicura l’esistenza di due polinomi q(x) ed r(x) che soddisfano le proprietà:   

p 1 (x) = q(x) · p 2 (x) + r(x) gr q = gr p 1 − gr p 2 gr r < gr p 2

(tali polinomi sono chiamati, rispettivamente, quoziente e resto della divisione di p 1 per p 2 ) e ciò importa che:

f (x) = q(x) + r(x) p 2 (x) ,

con q(x) non identicamente nullo.

8 G. DI MEGLIO

Esercizio 11 (Integrale di Dalzell^5 ): Seguendo lo schema proposto qui di seguito, provare che 227 è una buona approssimazione di π per eccesso.

  1. Posto:

I(1) :=

0

x^4 (1 − x)^4 x^2 + 1

d x e J(1) :=

0

x^4 (1 − x)^4 d x ,

provare che I 1 > 0.

  1. Calcolare esplcitamente I(1) sfruttando la scomposizione in fratti semplici e dimostrare che 227 è un’approssimazione per eccesso di π sfruttando il punto 1.

  2. Mostrare che:

1 2

J(1) < I(1) < J(1)

e, calcolando esplicitamente J(1), ottenere delle stime per l’errore di approssima- zione 227 − π.

  1. Posto:

I(2) :=

0

x^8 (1 − x)^8 x^2 + 1

d x e J(2) :=

0

x^8 (1 − x)^8 d x

I(3) :=

0

x^12 (1 − x)^12 x^2 + 1

d x e J(3) :=

0

x^12 (1 − x)^12 d x ,

provare ad usare lo stesso schema precedente per ottenere approssimazioni di π e confrontare i risultati con quanto già acquisito nei punti 1 – 3. Le approssimazioni sono sempre per eccesso? Migliorano? Peggiorano? Descrivere la situazione e proporre qualche congettura per il caso generale, i.e. quello che coinvolge gli integrali:

I(n) :=

0

x^4 n(1 − x)^4 n x^2 + 1

d x e J(n) :=

0

x^4 n(1 − x)^4 n^ d x.

  1. Integrali che si Calcolano per Sostituzione

Esercizio 12: Con l’ausilio di opportune sostituzioni, calcolare i seguenti integra- li:

ˆ ex 1 + e^2 x^

(72) log(arctan ex) d x = arctan ex^ (log(arctan ex) − 1) + C,

ˆ e^2 x^ − 2 e^2 x^ − 9

d x =

x +

(73) log |e^2 x^ − 9 | + C,

(^5) Donald Percy Dalzell (1898 – 1988), matematico ed ingegnere inglese, impiegato alla Standard Telephone and Cables Company di Londra e proprietario di alcuni brevetti su cavi di comunicazioni elettriche.

10 G. DI MEGLIO

ˆ cos x sin x 1 + tan x

d x =

(87) sin 2x − cos 2x

− 2 log | cos x + sin x|

+ C.

Esercizio 13 (Integrali Abeliani^6 ): Alcuni integrali calcolati nell’Esercizio precedente si inquadrano in una tipologia più generale. Ogni integrale nella forma:

ˆ R(x, y) d x ,

in cui R è una funzione razionale dei suoi argomenti e le variabili x ed y sono legate da una relazione del tipo:

(88) p(x, y) = 0

con p polinomio di grado ≥ 1 , si chiama integrale abeliano associato alla curva algebrica di equazione (88). Ad esempio gli integrali:

ˆ R(x, 3

x) d x o

R(x,

x^2 + 2x + 2) d x

sono integrali abeliani associati, rispettivamente, alle curve y^3 − x = 0 ed x^2 − y^2 + 2 x + 2 = 0. Provare che se esistono due funzioni razionali ϕ(t) e ψ(t) tali che p(ϕ(t), ψ(t)) = 0 allora l’integrale abeliano

R(x, y) d x associato alla curva algebrica di equazione p(x, y) = 0 è razionalizzabile con le sostituzioni x = ϕ(t) e y = ψ(t). Trovare l’espressione dell’integrale

R(x, y) d x rispetto alla variabile ausiliaria t.

  1. Integrali Impropri

Esercizio 14: Usando l’opportuna definizione ed i metodi di integrazione noti, calcolare i seguenti integrali impropri:

+ˆ∞

0

1 + x^2

d x =

π 2

ˆ^ +∞

1

(1 + x^2 )^2 d x =

π − 2 8

2

1 + x^3

d x =

π 6

(91) log 3

ˆ^ +∞

0

x^3 e−x

2 d x =

(^6) Niels Henrik Abel (1802 – 1829), matematico norvegese.

ESERCIZI SULL’INTEGRAZIONE 11

ˆ^1

0

(93) log x d x = − 1

1

log x xα^

d x =

(α − 1)^2

(94) (α > 1 )

ˆ^1

0

log x xα^ d x = −

(α − 1)^2 (95) (α < 1 )

ˆ^ −^1

−∞

x^3 − x^2

(96) d x = log 2 − 1

ˆ^4

0

4 − x √ x(1 + x)^2

(97) d x = 2 + 3 arctan 2^7

0

4 − x √ x(1 + x)^2

d x = 3 π 2

ˆ^ +∞

−∞

x^4 + 5x^2 + 4

d x =

π 6

ˆ^ +∞

−∞

ex^ + a^2 e−x^

d x =

π 2 a

(100) (a > 0 )

log 2

e^2 x^ + ex^ + 1

d x = log

0

x e−sx^ d x =

s^2 (102) (s > 0 )

0

x^3 e−sx^ d x =

s^4

(103) (s > 0 )

0

cos(ωx) e−sx^ d x =

s s^2 + ω^2

(104) (s > 0 , ω ∈ R)

0

sin(ωx) e−sx^ d x =

ω s^2 + ω^2

(105) (s > 0 , ω ∈ R)^8

(^7) Si ricordi che arctan x + arctan(1/x) = π/ 2 per x > 0. (^8) Gli ultimi quattro integrali sono importanti, poiché definiscono la trasformata di Laplace unilatera delle funzioni x, x^3 , cos(ωx) e sin(ωx). Lo studio della trasformata di Laplace, uti- lissima nella risoluzione delle equazioni differenziali lineari, sarà affrontato nel corso di Metodi Matematici per l’Ingegneria.

ESERCIZI SULL’INTEGRAZIONE 13

f 3 (x) :=

x log^2 x

(113) in [1/ 2 , 1]

f 4 (x) :=

e−^1 /x

2

x^2 (x^2 + 1)

(114) in [− 1 , +∞[

f 5 (x) :=

x |x − 1 |α^ |x − 2 |β^

(115) in ]1, 3]

f 6 (x) :=

sin xβ xα^ |x − 1 |β^ (116) in ]0, 1[

f 7 (x) :=

1 − cos xα xβ^

(117) in ]0, +∞[

f 8 (x) :=

(ex

2 − 1)

√ 2

sin xα^ e^2 x^2

(118) in ]0, +∞[

f 9 (x) :=

arctan |x|α tanβ^ ( x 2 4 )^ |x

(119) (^2) − 1 | 1 /β in ] − 2 , 2[.

[Suggerimento: Sfruttare il Criterio dell’Ordine di Infinito/Infinitesimo ed i limiti notevoli.]

  1. Calcolo Integrale

Esercizio 19: Siano a < b ∈ R ed f : [a, b] → R la funzione definita ponendo:

f (x) :=

ˆ (^) b

a

|t − x| d t.

  1. Provare che f è continua in [a, b].

[Suggerimento: Si può calcolare esplicitamente il valore di f (x). Altrimenti, bi- sogna verificare che limx→x 0 f (x) = f (x 0 ) per ogni x 0 ∈ [a, b]: ciò si può fare sfruttando la disuguaglianza triangolare.]

  1. Provare che f è derivabile in ]a, b[.

[Suggerimento: Sfruttare l’espressione esplicita di f (x).]

  1. Determinare i punti di estremo assoluto e gli estremi assoluti di f in [a, b], cioè calcolare min [a,b]

f e max [a,b]

f ed i punti in cui tali valori sono assunti da f.

  1. Fornire un’interpretazione geometrica del valore della funzione f e del risultato di cui al punto 3.

Esercizio 20: Sia f : R → R continua in R.

1 Provare che se f è pari allora risulta: ˆ (^) a

−a

f (x) d x = 2

ˆ (^) a

0

f (x) d x

per ogni a > 0.

  1. Provare che se f è dispari allora risulta: ˆ (^) a

−a

f (x) d x = 0

14 G. DI MEGLIO

per ogni a > 0.

  1. Provare che se f è periodica di periodo T > 0 allora risulta: ˆ (^) x 0 +T

x 0

f (x) d x =

ˆ T

0

f (x) d x

per ogni x 0 ∈ R.

[Suggerimento: Usare appropriati cambiamenti di variabile e le proprietà dell’in- tegrale definito.]

Esercizio 21: Sia f : [a, b] → R una funzione continua in [a, b]. Provare che le tre condizioni seguenti sono equivalenti:

(i) f è identicamente nulla in [a, b];

(ii) esiste un punto x 0 ∈ [a, b] tale che:

∀x ∈ [a, b],

ˆ (^) x

x 0

f (t) d t = 0.

(iii) per ogni x 1 < x 2 ∈ [a, b] risulta: ˆ (^) x 2

x 1

f (t) d t = 0.

[Suggerimento: Provare le implicazioni (i) ⇒ (ii) ⇒ (iii) ⇒ (i). Per mostrare che (ii) ⇒ (iii) tenere presente la proprietà additiva dell’integrale; per dimostrare la (iii) ⇒ (i) procedere per assurdo.]

Esercizio 22: Sia f : [a, b] → R continua in [a, b].

  1. Dimostrare che il rettangoloide “generalizzato” Rf relativo ad f di base [a, b], cioè l’insieme:

Rf :=

(x, y) ∈ R^2 : a ≤ x ≤ b e f −(x) ≤ y ≤ f +(x)

è limitato e misurabile secondo Peano-Jordan.

[Suggerimento: Per la limitatezza, usare opportunamente il Teorema di Weier- strass. Per la misurabilità, notare che Rf è unione di Rf + e del simmetrico (rispetto all’asse x) del rettangoloide R−f − .]

2 Provare che Rf si può dividere in due parti di ugual misura usando una retta parallela all’asse delle ordinate.

[Suggerimento: Fissato x ∈ [a, b], la misura della parte di Rf a sinistra di x è uguale a

´ (^) x a |f^ (t)|^ d^ t^ (perchè?).^ Usare le proprietà della funzione integrale per stabilire che esiste un valore ξ in guisa che tale misura uguagli 12 m(Rf ).]

  1. Si può fare la stessa suddivisione usando rette con inclinazione qualsiasi? In altre parole, fissato m ∈ R, è vero che Rf si può dividere in due parti di ugual misura usando una retta con coefficiente angolare m?

Esercizio 23 (Teorema della Media Integrale Pesata): Siano f, w : [a, b] → R continue in [a, b] e w(x) ≥ 0 per ogni x ∈ [a, b].

16 G. DI MEGLIO

[Suggerimento: Fare un cambiamento di variabile nell’integrale definito per ri- condursi ai casi precedenti.]

Esercizio 27: Sia F : R → R la funzione definita ponendo:

F (x) :=

ˆ (^) x

0

et t^2 + 1

d t.

  1. Verificare che F è strettamente monotòna in R.

  2. Calcolare lim x→+∞ F (x) e provare che lim x→−∞ F (x) esiste finito e negativo.

[Suggerimento: L’integrale non è calcolabile elementarmente, quindi bisogna pro- cedere con cautela. Dato che per x ≥ 0 l’integrando ha minimo assoluto m > 0 (calcolarlo!), risulta F (x) ≥ mx; concludere invocando il Teorema del Confronto. D’altra parte, per x ≤ 0 l’integrando è minore di et, dunque F (x) ≥

´ (^) x 0 e

t (^) d t (per-

chè?); concludere usando il Teorema di Regolarità delle Funzioni Monotòne ed un calcolo esplicito.]

  1. Provare che l’immagine di F è un intervallo del tipo ]α, +∞[, con α < 0. Quali sono le soluzioni dell’equazione F (x) = 0?

  2. Mostrare che F è invertibile in R e calcolare esplicitamente la derivata di F −^1 in 0.

[Suggerimento: Usare il Teorema di Derivazione della Funzione Inversa ed il secondo risultato di cui al punto 3 .]

Esercizio 28 (Funzione Massimale): Sia f : [0, +∞[→ R una funzione conti- nua in [0, +∞[. Si definisca la funzione ϕ :]0, +∞[→ R ponendo:

ϕ(x) :=

x

ˆ (^) x

0

f (t) d t

(di modo che ϕ(x) coincide con la media integrale di f su [0, x]).

  1. Provare che ϕ è continua in ]0, +∞[ e che essa si può prolungare su 0 con conti- nuità. Supponendo che f sia regolare in +∞, mostrare che anche ϕ lo è ed ha lo stesso limite.

[Suggerimento: Usare il Teorema Fondamentale del Calcolo Integrale ed il Teore- ma di de l’Hôpital.]

  1. D’ora in avanti, indichiamo con ϕ il prolungameno continuo su [0, +∞[ della funzione definita in precedenza: tale funzione è usualmente detta funzione massi- male di Hardy. Provare che se f è crescente [risp. decrescente] in [0, +∞[, allora ϕ(x) ≤ f (x) [risp. f (x) ≤ ϕ(x)] in [0, +∞[.

[Suggerimento: Ricordare che f (x) = 1/x

´ (^) x 0 f^ (x) d^ t.]

ESERCIZI SULL’INTEGRAZIONE 17

  1. Provare che ϕ è derivabile in ]0, +∞[ e che essa è derivabile in 0 da destra solo se f lo è; calcolare ϕ′ +(0). Dimostrare che se f è monotòna in [0, +∞[, anche ϕ è monotòna in [0, +∞[ ed ha la stessa monotònia.

[Suggerimento: Sfruttare il Teorema Fondamentale del Calcolo Integrale per cal- colare ϕ′. Per la derivabilità in 0 , formare il rapporto incrementale e calcolarne il limite usando il Teorema di de l’Hôpital. Sfruttare il risultato di cui al punto 2 per analizzare il segno di ϕ′.]

  1. Provare che se f è derivabile due volte in ]0, +∞[, anche ϕ lo è. Inoltre, provare che se f è convessa [risp. concava] in [0, +∞[, allora anche ϕ lo è. È vero il viceversa?

[Suggerimento: Calcolare esplicitamente la derivata seconda ricordando il Teore- ma Fondamentale del Calcolo Integrale. Studiare il segno di ϕ′′. Per il viceversa, studiare cosa accade scegliendo f (x) = ax^4 + bx^3 , con a, b ∈ R.]

Esercizio 29: Sia f : R → R una funzione derivabile due volte in R tale che risulti:

f ′′(x) + f (x) = 0

per ogni x ∈ R.

  1. Dimostrare che f ′′^ è continua e che f è indefinitamente derivabile in R.

[Suggerimento: Usare la tecnica di bootstrap, tenendo presente che f ed f ′^ sono continue e derivabili in R.]

  1. Provare che se esiste un punto a ∈ R tale che f (a) = f ′(a) = 0, allora f (x) = 0 ovunque in R.

[Suggerimento: Moltiplicare la relazione f ′′(x) + f (x) = 0 per 2 f ′(x), integrare membro a membro l’uguaglianza ottenuta sull’intervallo di estremi a (fisso) ed x (variabile) e concludere.]

Esercizio 30: Sia f : R → R una funzione derivabile una volta in R. Provare che se f ′(x) ≥ f 2 (x) per ogni x ∈ R, allora f (x) ≤ 0 in tutto R.

[Suggerimento: Osservare che f è monotòna in R, dunque regolare in +∞; pro- vare che il limite l = lim x→+∞ f (x) deve essere nullo escludendo via via i casi (a)

l = +∞, (b) l > 0 e (c) l < 0 ; concludere. Per escludere (a), procedere per assurdo: supposto l = +∞, osservare che la fun- zione ϕ(x) := 1/f (x) sarebbe definita e derivabile in un intorno di +∞ e la sua derivata verificherebbe ϕ′(x) ≤ − 1 e dunque lim x→+∞ ϕ(x) = −∞, contro il fatto che lim x→+∞ ϕ(x) = 0.

Per escludere (b), osservare che intorno a +∞ si avrebbe f (x) > l/ 2 , quindi f ′(x) ≥ l^2 / 4 e lim x→+∞ f (x) = +∞ contro il fatto che l 6 = +∞.

L’eventualità (c) si esclude allo stesso modo.]

Esercizio 31 (Resto nella Forma Integrale): Siano f : I → R una funzione derivabile n + 1 volte in I con derivata n + 1-esima continua in I, x 0 un punto

ESERCIZI SULL’INTEGRAZIONE 19

  1. Calcolare F (ω) in corrispondenza delle funzioni:

f 1 (x) := e−|x|^ e f 2 (x) :=

1 , se − 1 ≤ x ≤ 1 0 , altrimenti

Esercizio 35 (Lemma Fondamentale del Calcolo delle Variazioni): Sia f : [a, b] → R continua in [a, b]. Provare che se risulta: ˆ (^) b

a

f (x) · g(x) d x = 0

per ogni funzione g : [a, b] → R continua in [a, b] con g(a) = 0 = g(b), allora è f (x) = 0 ovunque in [a, b].

[Suggerimento: Per assurdo, si supponga che risulti f (x 0 ) 6 = 0 almeno in un punto di ]a, b[; detto [x 0 − δ, x 0 + δ] un “piccolo” intorno di x 0 in cui f (x) conservi lo stesso segno di f (x 0 ), si consideri la funzione gδ definita per casi ponendo:

gδ (x) :=

0 , se a ≤ x ≤ x 0 − δ 2 δ (x^ −^ x^0 +^ δ)^ , se^ x^0 −^ δ^ ≤^ x^ ≤^ x^0 −^

δ 2 1 , se x 0 − δ 2 ≤ x ≤ x 0 + δ 2 − (^2) δ (x − x 0 − δ) , se x 0 + δ 2 ≤ x ≤ x 0 + δ 0 , se x 0 + δ ≤ x ≤ b

(il cui rettangoloide è costituito da un trapezio isoscele con base [x 0 − δ, x 0 + δ] ed altezza 1 ) e si mostri che gδ può essere usata come “test” nella uguaglianza integrale in ipotesi, ottenendo una contraddizione.]

Esercizio 36 (Disuguaglianza di Cauchy^10 –Schwarz^11 ): Siano f, g : [a, b] → R funzioni continue in [a, b]. Provare che:

ˆ (^) b

a

∣f (x)

∣g(x)

∣ (^) d x ≤

ˆ (^) b

a

f 2 (x) d x ·

ˆ (^) b

a

g^2 (x) d x ∣ ∣ ∣ ∣ ∣

ˆ (^) b

a

f (x) · g(x) d x

b

a

f 2 (x) d x ·

b

a

g^2 (x) d x.

[Suggerimento: Basta provare la prima, poiché la seconda segue da essa sfrut- tando la disuguaglianza triangolare. Per la dimostrazione, osservare che la funzione (|f (x)| + λ|g(x)|)^2 è continua e non negativa in [a, b], cosicché risulta

´ (^) b a (|f^ (x)|^ + λ|g(x)|)^2 d x ≥ 0 per ogni λ ∈ R; riscrivere il primo membro come polinomio (di secondo grado) in λ e concludere esaminando il segno del discriminante ∆.]

Esercizio 37 (Disuguaglianze di tipo Sobolev^12 ): Sia f : [a, b] → R una funzione derivabile ed avente la derivata prima continua in [a, b].

(^10) Augustin-Louis Cauchy (1789 – 1857), matematico e fisico-matematico francese, pose la teoria dei limiti alla base del Calcolo Differenziale ed Integrale. (^11) Hermann Schwarz (1843 – 1921), matematico tedesco. (^12) Sergei Sobolev (1908 – 1989), matematico russo.

20 G. DI MEGLIO

  1. Provare che se f (a) = 0, allora valgono le disuguaglianze:

max [a,b]

|f | ≤

ˆ (^) b

a

|f ′(x)| d x ˆ (^) b

a

|f (x)| d x ≤

(b − a)^2 2 max [a,b]

|f ′|

[Suggerimento: Ricordare che si ha

´ (^) x a f^

′(t) d t = f (x) − f (a) (per il Teorema

Fondamentale del Calcolo Integrale) e sfruttare le proprietà dell’integrale definito.]

  1. Provare che se f (a) = 0 = f (b), la prima delle precedenti può essere “migliorata” come segue:

max [a,b]

|f | ≤

ˆ (^) b

a

|f ′(x)| d x.

[Suggerimento: Oltre al suggerimento precedente, tenere presente che f (x) =

´ (^) b x f^

′(t) d t ed usare la disuguaglianza triangolare per l’integrale].

Esercizio 38 (Disuguaglianza di Poincaré^13 ): Siano a < b ∈ R, f : [a, b] → R una funzione continua in [a, b], ivi derivabile con derivata prima anch’essa conti- nua in [a, b] ed:

f^ ˆ :=

b

a

f (x) d x =

b − a

ˆ (^) b

a

f (x) d x

la media integrale di f su [a, b].

  1. Provare che vale la seguente disuguaglianza: ˆ (^) b

a

|f (x) − fˆ | d x ≤ (b − a)

ˆ (^) b

a

|f ′(x)| d x.

[Suggerimento: Per il Teorema della Media Integrale, esiste ξ ∈ [a, b] tale che f^ ¯ = f (ξ), sicché l’integrando nel primo membro si può riscrivere come |f (x) − f¯ | =

|f (x) − f (ξ)| =

´ (^) x ξ f^

′(t) d t

∣; sfruttare la^ disuguaglianza triangolare per l’integrale,

poi integrare e concludere.]

  1. Provare che vale la seguente disuguaglianza: ˆ (^) b

a

|f (x) − fˆ |^2 d x ≤

(b − a)^2 2

ˆ (^) b

a

|f ′(x)|^2 d x.

[Suggerimento: Ragionando come sopra si trova |f (x) − fˆ |^2 =

´ (^) x ξ f^

′(t) d t

2 ;

sfruttare la disuguaglianza di Cauchy–Schwarz (cfr. Esercizio 36), poi integrare e concludere.]

Esercizio 39 (Un’Altra Caratterizzazione delle Funzioni Costanti in un Intervallo): Sia f : [a, b] → R una funzione continua. Se risulta: (^) ˆ b

a

f (x) · ϕ′(x) d x = 0

per ogni funzione ϕ : [a, b] → R di classe C^1 e con ϕ(a) = 0 = ϕ(b), allora f è costante in [a, b].

(^13) Henri Poincaré (1854 – 1912), matematico francese.