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esercizio svolto informatica, Esercizi di Fondamenti di informatica

esercizio svolto di fondamenti di informatica per le scienze umanistiche Unimi

Tipologia: Esercizi

2024/2025

Caricato il 09/02/2026

anita-dalla-rosa-1
anita-dalla-rosa-1 🇮🇹

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Cntmi è una casa di produzione di storie per l’infanzia che desidera ampliare la propria
capacità di distribuzione mediante una strategia multicanale. L’esigenza di realizzare un
nuovo sito web impone alcune scelte progettuali fondamentali, che riguardano il modo in cui
gli utenti esploreranno i contenuti, la struttura logica dei dati, la tecnologia del database da
utilizzare e le strategie di condivisione dei prodotti.
Per quanto riguarda l’esperienza di navigazione, è opportuno adottare un approccio che
tenga conto del modello di Information Seeking proposto da Marcia Bates. Questo modello
distingue quattro principali forme di interazione con l’informazione: being aware, browsing,
searching e monitoring. Il sito dovrebbe quindi supportare l’utente nella fase di "being aware"
mostrando in home page contenuti in evidenza, novità o storie consigliate, così da stimolare
la consapevolezza e l'interesse. La funzionalità di "browsing" sarà favorita da una
navigazione per categorie tematiche o per fasce d’età, mentre "searching" sarà resa
possibile da una barra di ricerca efficace che consenta di trovare rapidamente un prodotto
specifico. Infine, il sito dovrebbe offrire funzionalità che facilitino il "monitoring", come la
possibilità di iscriversi a notifiche o aggiornamenti su prodotti di interesse.
Il cuore informativo del sito sarà costituito da una base di dati relazionale. La struttura logica
proposta è centrata sulla rappresentazione dei prodotti (cioè le storie), ciascuno dei quali
può essere distribuito su più canali. Ogni prodotto avrà un titolo, una descrizione e un target
d’età. I canali di distribuzione, identificati da una tipologia (ad esempio stampa, app, sito
web, video), saranno associati ai prodotti tramite una relazione che permetta di specificare
anche il modello di ricavo (gratuito, in abbonamento, a pagamento singolo). A ogni prodotto
potranno inoltre essere collegati contenuti speciali, come video, immagini o disegni che
illustrano la fase di produzione, nonché i commenti del pubblico. Questi ultimi, a loro volta,
dovranno essere associati a un utente identificato da un nome (eventualmente pseudonimo)
e una data di pubblicazione. In termini relazionali, la struttura prevede entità per prodotti,
canali, contenuti extra, utenti e commenti, legate da relazioni uno-a-molti o molti-a-molti a
seconda dei casi.
La scelta di adottare un database relazionale, come PostgreSQL o MySQL, risponde
all’esigenza di garantire integrità referenziale, coerenza e capacità di eseguire interrogazioni
complesse in modo efficiente. La natura strutturata dei dati e la presenza di relazioni stabili
fra entità diverse suggeriscono infatti l’utilizzo di uno schema relazionale. Sebbene questa
scelta implichi la necessità di definire la struttura a priori, comportando una minore flessibilità
rispetto a modelli non relazionali, essa consente un controllo rigoroso dell’organizzazione dei
dati e una maggiore affidabilità nel tempo, a condizione che i requisiti siano ben progettati fin
dall’inizio.
Infine, per quanto riguarda la strategia di condivisione dei contenuti, il sito dovrà essere
pensato come una piattaforma aperta alla diffusione sui social e su altri canali esterni. Ogni
prodotto dovrà avere una propria pagina con URL univoco, facilmente condivisibile. Inoltre,
la presenza di pulsanti di condivisione integrati nei principali social media faciliterà la
diffusione delle storie in formato video, illustrato o testuale. Le versioni distribuite dovranno
essere ottimizzate per il canale: ad esempio, una videostoria condivisa su Instagram
richiederà un formato più breve e coinvolgente, mentre una versione per la stampa dovrà
privilegiare la qualità visiva e la struttura narrativa. In alcuni casi, potrebbe essere utile
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Cntmi è una casa di produzione di storie per l’infanzia che desidera ampliare la propria capacità di distribuzione mediante una strategia multicanale. L’esigenza di realizzare un nuovo sito web impone alcune scelte progettuali fondamentali, che riguardano il modo in cui gli utenti esploreranno i contenuti, la struttura logica dei dati, la tecnologia del database da utilizzare e le strategie di condivisione dei prodotti.

Per quanto riguarda l’esperienza di navigazione, è opportuno adottare un approccio che tenga conto del modello di Information Seeking proposto da Marcia Bates. Questo modello distingue quattro principali forme di interazione con l’informazione: being aware, browsing, searching e monitoring. Il sito dovrebbe quindi supportare l’utente nella fase di "being aware" mostrando in home page contenuti in evidenza, novità o storie consigliate, così da stimolare la consapevolezza e l'interesse. La funzionalità di "browsing" sarà favorita da una navigazione per categorie tematiche o per fasce d’età, mentre "searching" sarà resa possibile da una barra di ricerca efficace che consenta di trovare rapidamente un prodotto specifico. Infine, il sito dovrebbe offrire funzionalità che facilitino il "monitoring", come la possibilità di iscriversi a notifiche o aggiornamenti su prodotti di interesse.

Il cuore informativo del sito sarà costituito da una base di dati relazionale. La struttura logica proposta è centrata sulla rappresentazione dei prodotti (cioè le storie), ciascuno dei quali può essere distribuito su più canali. Ogni prodotto avrà un titolo, una descrizione e un target d’età. I canali di distribuzione, identificati da una tipologia (ad esempio stampa, app, sito web, video), saranno associati ai prodotti tramite una relazione che permetta di specificare anche il modello di ricavo (gratuito, in abbonamento, a pagamento singolo). A ogni prodotto potranno inoltre essere collegati contenuti speciali, come video, immagini o disegni che illustrano la fase di produzione, nonché i commenti del pubblico. Questi ultimi, a loro volta, dovranno essere associati a un utente identificato da un nome (eventualmente pseudonimo) e una data di pubblicazione. In termini relazionali, la struttura prevede entità per prodotti, canali, contenuti extra, utenti e commenti, legate da relazioni uno-a-molti o molti-a-molti a seconda dei casi.

La scelta di adottare un database relazionale, come PostgreSQL o MySQL, risponde all’esigenza di garantire integrità referenziale, coerenza e capacità di eseguire interrogazioni complesse in modo efficiente. La natura strutturata dei dati e la presenza di relazioni stabili fra entità diverse suggeriscono infatti l’utilizzo di uno schema relazionale. Sebbene questa scelta implichi la necessità di definire la struttura a priori, comportando una minore flessibilità rispetto a modelli non relazionali, essa consente un controllo rigoroso dell’organizzazione dei dati e una maggiore affidabilità nel tempo, a condizione che i requisiti siano ben progettati fin dall’inizio.

Infine, per quanto riguarda la strategia di condivisione dei contenuti, il sito dovrà essere pensato come una piattaforma aperta alla diffusione sui social e su altri canali esterni. Ogni prodotto dovrà avere una propria pagina con URL univoco, facilmente condivisibile. Inoltre, la presenza di pulsanti di condivisione integrati nei principali social media faciliterà la diffusione delle storie in formato video, illustrato o testuale. Le versioni distribuite dovranno essere ottimizzate per il canale: ad esempio, una videostoria condivisa su Instagram richiederà un formato più breve e coinvolgente, mentre una versione per la stampa dovrà privilegiare la qualità visiva e la struttura narrativa. In alcuni casi, potrebbe essere utile

integrare codici QR nelle versioni cartacee, per rimandare direttamente alla versione digitale o interattiva del contenuto. Una tale attenzione alla multicanalità, unita a una progettazione tecnica solida, permetterà a Cntmi di valorizzare al meglio il proprio catalogo e coinvolgere il pubblico in modo coerente e innovativo.